Francesco Colombo intervista per Ciclonews

 Francesco Colombo intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Francesco Colombo, vincitore del Campionato Italiano Downhill 2017 a Bormio (SO)  Open Maschile oltre che vincitore della categoria Under 23 attualmente in forza alla AB Devinci Italy – Argentina Bike, si racconta in questa intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Francesco Colombo

Francesco Colombo

Ciao Francesco e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la passione per la bicicletta e soprattutto per la DH?

La passione per la bicicletta me l’ha trasmessa mio padre quando, da piccolo, mi portava con lui a fare giri in Mountain Bike. Dopodiché mio padre ha deciso di iscrivermi  ad un corso a Finale Ligure con Bruno Zanchi e da lì, con il suo team, ho iniziato a fare downhill! Il passaggio alle competizioni è stato ovvio e ho iniziato così a gareggiare prima nel circuito italiano e nei regionali francesi ed ora in coppa del mondo con il team Argentina Bike Devinci Italy.

Quanto c’è in una gara di DH tra fatica, necessità di concentrazione (quindi stress psicologico/emotivo) e divertimento?

Il weekend di gara è un miscuglio di emozioni differenti! Con le prove si inizia a prendere confidenza con il percorso e il terreno, ma non sempre le prime discese sono divertenti e senza intoppi, anzi! Se si fanno troppe discese di prova si rischia di stancarsi troppo e questo, unito ai problemi riscontrati con il tracciato e al set up del mezzo, può giocare un brutto ruolo psicologico! In gara c’è bisogno di concentrazione e di tanta motivazione, c’è chi rende meglio in gara che in prova e chi viceversa!

Come ti alleni per preparare una gara sia dal punto di vista fisico che mentale?

Più che prepararmi ad una gara specifica mi preparo alla stagione intera durante l’inverno! Questo è uno dei momenti principali della stagione, si allena soprattutto il fisico ma in qualche modo anche il fattore mentale!

Perché suggeriresti a un ragazzino di approcciarsi al mondo del DH?

Lo suggerirei perché è uno sport sano e a contatto con la natura! Penso sia facile trovare amici con cui andare a girare e insieme si cresce e ci si diverte.. è sicuramente uno sport divertente e adrenalinico! In più lo si pratica quasi sempre in location mozzafiato cosa che non è da sottovalutare. Insomma è uno sport che sa emozionarti e sa metterti in contatto con la natura.

Ascolti musica durante gli allenamenti?

Si, certamente ascolto musica. Poi dipende tutto dal tipo di allenamento che sono chiamato a fare. Non ho un genere o un gruppo che prediligo, tendo a modulare la scelta della musica, appunto, in base al tipo di sforzo fisico che devo fare. Se vado in bici da strada o in salita durante un giro di enduro faccio una scelta mentre se vado in palestra opto per altri generi.

Lo scorso mese di luglio ti sei aggiudicato il titolo di campione italiano, quanto sacrificio c’è dietro un simile risultato?

La vittoria del Campionato Italiano è stata davvero importante! Penso sia una di quelle gare a cui molti pensano durante gli allenamenti e sicuramente c’è tanta voglia di far bene! Come detto prima c’è tanto sacrificio durante l’inverno per preparati per la stagione, non ad una singola gara come succede in altri sport.

E’ questa soddisfazione che appaga ogni sforzo?

La vittoria (o un buon piazzamento in gare importanti) appaga sempre di tutti gli sforzi fatti.. è come se fosse una liberazione perché ognuno cerca di dare il massimo e sulle spalle ha un po’ di pressione!

Cosa fa Francesco Colombo nel tempo libero?

Mi piace un sacco scattare fotografie, sia d’azione che di paesaggi o momenti che toccano la mia anima. Ho una bellissima macchina fotografica e questo hobby mi permette di rilassarmi e guardare il mondo che mi circonda con un occhio diverso, poi come hai capito adoro la natura e quindi anche quello della foto è un modo per osservare posti nuovi.

Hai qualche sportivo a cui ti ispiri?

Nell’ambito del downhill cerco di prendere spunto da tutti i più grandi campioni come Greg Minnaar, Loic Bruni, Steve Peat ecc. Ma se devo dire uno sportivo a cui mi ispiro durante gli allenamenti e durante i momenti difficili questo è Alex Zanardi!

I prossimi obiettivi di Francesco Colombo?

Ora che la stagione è finita mi prendo una piccola pausa per guarire dall’infortunio alla spalla (subito ai Campionati del Mondo in Australia) e per iniziare l’Università. Dopo inizierò a prepararmi per la prossima stagione sempre con Federico Frulloni! Non vedo l’ora di rimettermi sotto e prepararmi per i grandi appuntamenti del 2018! Vorrei ringraziare tutti gli sponsor e le persone che mi aiutano a correre e ad inseguire i miei sogni!

Mirko Manazzale intervista per Ciclonews

Mirko Manazzale intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Mirko Manazzale

Mirko Manazzale

Mirko Manazzale, Bergamasco classe 1999 (al limite del millennial!), giovanissimo talento del Downhill tricolore, si racconta in questa intervista in esclusiva per la nostra redazione.

Ciao Mirko e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come hai iniziato a praticare il Downhill?

Ciao ragazzi e grazie a voi per l’ospitalità è un piacere fare due chiacchiere con voi, seguo il vostro sito perché dà spazio alla nostra amata disciplina. Dunque come ho iniziato, diciamo che è iniziato un po’ tutto per caso. Ammetto che non conoscevo assolutamente nulla di questo sport poi un giorno mi sono imbattuto in una gara di Downhill che si correva nel mio paese. Mi sono goduto la gara e sono tornato a casa con qualcosa dentro. La settimana successiva andai a chiedere informazioni ad un team, il Bikers Petosino. Furono davvero molto gentili, mi invitarono per una prova e mi prestarono il materiale necessario. Da quel momento non ho più smesso con questo sport.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare come mai hai scelto questa disciplina?

Come ti dicevo tutto è partito un po’ per caso, il Downhill è uno sport che passa pochissimo alla televisione, devi andarlo a cercare o, come nel mio caso, è lui che cerca te. Ricordo, come dicevo prima, che la prima gara che vidi mi lasciò dentro un qualcosa e dopo la prima prova capii subito cos’era. Era emozione allo stato puro perché il DH è cosi, senti tanta agitazione prima della gara, poi parti e senti l’adrenalina a mille, il cuore che batte a tutta e non senti più i pensieri, solo l’emozione.

C’è una gara che Mirko Manazzale ricorda con più piacere?

Sinceramente non ho alcun dubbio nel rispondere a questa domanda: il Mondiale in Val di Sole. Per me, così giovane, era già una emozione incredibile la sola idea di prendervi parte. Poi trovarsi li, sulla pista, tantissima gente, un rumore infernale che ti dava una carica pazzesca. Non dimenticherò mai il tifo nelle mie orecchie e l’adrenalina che sentivo scorrere dentro di me.
Questo è uno sport di nicchia che ti dà delle emozioni assurde perché chi segue questo sport lo ama davvero, non lo fa per moda o perché è uno sport mediatico. Ecco tu immagina tutta questa passione amplificata da un evento mondiale.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Sono un ragazzo normale, come tutti quelli della mia età nel tempo libero amo uscire con gli amici, divertirmi, riedere. Mi piace passare del tempo con la mia ragazza e poi adoro andare a pescare, è uno dei miei hobby preferiti perché mi rilassa. Forse è un modo per compensare tutta l’adrenalina del downhill?

C’è stato qualche atleta che ha ispirato Mirko Manazzale?

Fin da subito mi ha colpito il modo di correre di Danny Hart, secondo me è un vero fenomeno e i risultati parlano per lui. E’ stato Campione del Mondo due volte, nel 2011 e nel 2016 e quando scende sa davvero trasmettere una grinta pazzesca. Direi che anche oggi è per me fonte di grande ispirazione.

Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

La musica è un pezzo integrante della mia vita, anche se ammetto di non avere un genere musicale preferito e ascolto un po’ di tutto, sono sicuro che senza musica impazzirei. Mi dà la carica giusta o mi rilassa a seconda del momento. Diciamo che nel tempo libero cerco qualcosa di rilassante mentre in allenamento scelgo sempre dei pezzi che mi diano la carica.

 

Sei molto giovane, quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sinceramente non sono uno che si pone dei singoli obiettivi. Amo dare sempre tutto me stesso in quello che faccio e nello sport ci metto anche qualcosa di più. Come hai detto sono giovane e quindi ho tanta strada da fare ma sono focalizzato sulla continua ricerca del miglioramento e spero di poter ottenere buoni risultati in Italia e, perché no, mi piacerebbe far conoscere il nome Mirko Manazzale anche all’estero.

 

Beatrice Migliorini intervista per Ciclonews

Beatrice Migliorini intervista per www.ciclonews.biz

Beatrice Migliorini, giovane torinese figlia di Stefano Migliorini (ex downhiller professionista di successo e ora titolare del marchio Thok), è una dei talenti della Downhill italiana, già campionessa Europea e Italiana di specialità si racconta in questa intervista.

Beatrice Migliorini

Beatrice Migliorini

Ciao Beatrice e grazie per averci concesso questa intervista

Grazie a voi, seguo con piacere il vostro sito ed è un piacere essere intervistata

Ci racconti come hai iniziato con il Downhill?

Ho cominciato a fare Downhill un paio di anni fa, Roberto Vernassa mi ha vista girare a San Romolo e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto provare a fare discesa. Avevo appena cominciato a fare Enduro e mi sono lanciata. Prima di andare in bici avevo provato diversi sport, ho giocato a tennis, ho fatto pattinaggio sul ghiaccio e nuoto, ho persino fatto qualche anno di danza classica da piccola!

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare  come mai hai scelto questa disciplina?

Mi piace l’adrenalina, mi piace il rischio, mi piace osare, mi piace l’ambiente, insomma mi piace tutto di questo sport. E poi penso che sia nel mio DNA, visto che mio padre ha corso per molti anni e probabilmente mi ha passato geneticamente la passione per questa splendida disciplina

Che sensazione provi quando scendi a tutta in una gara di DH?

Durante le discese devi sempre essere sul pezzo, è fondamentale per fare una run a tutta e cercare di non cadere. Appena parti dimentichi ogni pensiero, senti l’adrenalina che ti scorre nelle vene, un enorme senso di onnipotenza e tanta tanta felicità e divertimento. Una emozione davvero da provare e che suggerisco a tante ragazze per trovare un modo per sviluppare la propria personalità.

Hai una gara che ricordi con particolare piacere?

Fortunatamente ho diverse gare che ricordo con piacere ho corse in tantissime competizioni e francemente mi sono sempre ben disimpegnata. Se devo citare alcune gare a cui sono in qualche modo più legata ti direi i percorsi di Coppa del Mondo in Val di Sole e ad Andorra, oppure il  il tracciato del mondiale a Cairns e quello dell’Europeo a Sestola

Cosa piace fare a Beatrice Migliorini nel tempo libero?

Mi piace molto viaggiare credo sia uno dei modi migliori per maturare e capire le persone. Poi amo passare il tempo con i miei amici, tra la scuola, gli allenamenti e le gare ammetto che li trascuro un po’ e quindi quando sono a casa ne approfitto sempre per stare in loro compagnia. Adoro leggere, leggo di tutto è un modo per rilassarmi e per scaricare i pensieri e poi, da vera donna, adoro fare shopping, sono una ragazza normale come tante mie coetanne.

Hai qualche sportivo che ti ha ispirata?

Beh questa domanda ha solamente una risposta: mio padre!

Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

La musica per me è fondamentale. Ogni periodo della mia vita è caratterizzato da una diversa colonna sonora. Ascolto qualunque genere musicale, durante gli allenamenti sono più incline a musica ritmata e aggressiva ma nei momenti di relax ascolto anche musica classica.

Come hai preparato i mondiali?

Purtroppo non ho avuto molto tempo per seguire un allenamento specifico perché fino a due settimane prima sono stata impegnata con altre gare che mi hanno impegnato parecchio. Ho cercato comunque di concentrarmi sull’allenamento da Enduro, visto che era una gara molto pedalata.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali? 

Il prossimo anno mi tocca la “maturità” e purtroppo non potrò prendere parte a diverse gare importanti. Questo inverno comunque mi allenerò normalmente, mi piacerebbe far bene nelle gare in cui riuscirò a partecipare. Riprenderò poi pienamente l’attività agonistica l’anno successivo. Non so, è ancora tutto da valutare, le cose cambiano molto rapidamente, staremo a vedere !

Vera Colombi intervista per Ciclonews

Vera Colombi intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Vera Colombi

Una bellissima immagine di Vera Colombi

Vera Colombi racconta alla redazione di Ciclonews del suo rapporto con la bicicletta, il Downhill e la sua passione per questo sport. L’abbiamo trovata subito dopo un fastidioso infortunio alla clavicola ma la sua gentilezza e disponibilità è stata davvero notevole.

Ciao Vera, grazie per aver accettato la nostra intervista nonostante il recente infortunio alla clavicola

Grazie a voi ragazzi per l’ospitalità sul vostro sito, è un piacere fare questa intervista.

Vera ci racconti come hai iniziato a praticare Downhill?

Ho sempre praticato molti sport fin da piccolissima, mi sono dedicata al basket, allo sci, al judo e anche al pattinaggio a rotelle passando per il nuoto. Insomma ne ho sperimentati un bel po’ ma non ho mai trovato nulla che mi appassionasse veramente in modo profondo. Quando ho iniziato le superiori ho deciso di prendere una pausa dallo sport, non trovandone uno che mi appassionasse, ho preferito evitare di impegnarmi in qualcosa che non sentivo mio. Poi un bel giorno mio fratello mi ha chiamato e mi ha fatto vedere un video. Mi avvicino al video e vedo dei pazzi discesisti che si buttavano in picchiata su sentieri sterrati, mi sono subito esaltata. Poi è stata mia madre a spingermi a provare, io ho accettato e direi che è stata la miglior scelta della mia vita.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare (sia perché visibilmente pericoloso sia per i terreni di gara idonei) come mai hai scelto questa disciplina?

Beh devo ammettere che il mio inizio è stato decisamente traumatico, considera che io non avevo mai corso in bicicletta, molti ragazzi e ragazze che fatto DH arrivano da esperienze su strada o in MTB. Io invece ero completamente digiuna di ciclismo quindi non ero per nulla reattiva e la mia propensione ad essere “spericolata” tendeva allo zero. Ci sono state tante difficoltà e tanto timore all’inizio ma è durato veramente poco perché poi l’adrenalina ha preso il sopravvento e probabilmente era quello che stavo cercando e non trovavo in altri sport.

Che sensazione provi quando scendi a tutta in una gara di DH?

Se devo essere sincera ti dico che le prime due sensazioni che mi viene da citare sono: agitazione e insicurezza! Quasi un paradosso per una atleta che si cimenta nel Downhill ma subito dopo si trasformano in voglia di attaccare la discesa. So bene che sono ancora molto acerba, sia fisicamente che mentalmente ma dalla mia ho il tempo, penso di essere già a buon punto della mia crescita ma anche di avere molto tempo ed occasioni per crescere ed imparare.

Hai una gara che ricordi con particolare piacere?

Se devo essere sincera ad oggi non ho ancora una gara da ricordare, mi sono trovata bene all’Abetone, sulla discesa di Prali e al Sestriere ma non ho ancora avuto la fortuna di fare una performance cosi importante da essere ricordata. Prometto che quando la farò non mancherò di raccontarvi le mie emozioni!

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Sono una ragazza semplice e amo le cose semplici ma che mi fanno stare bene. Ascoltare la musica che mi fa emozionare, andare a camminare tra le montagne o portare il mio cane a spasso o nel parco a giocare sono le mie attività preferite

Vera Colombi ha un’atleta a cui si ispira?

Beh direi che il mio modello di ispirazione è Tahnée Seagrave, ha una tecnica stratosferica e sarebbe un sogno poter anche solo avvicinarmi al suo livello, ecco lei è veramente il mio mito nel mondo della Downhill.

Come prepari una gara di DH?

Ah questa si che è una bella domanda, mi viene da sorridere perche se devo essere sincera non faccio quasi niente di particolare se non andare a pedalare quando ho l’opportunità oppure andare nei park durante i weekend, cose semplici ma che mi permettono di mantenermi in forma e allenata nel modo migliore e poco stressante.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Beh sicuramente per la stagione 2018 ho intenzione di arrivare preparata alle gare per potermi avvicinare sempre di più alle altre ragazze italiane che corrono in Coppa del Mondo! Con la giusta preparazione fisica, anche quella mentale arriverà e allora sarò pronta per giocarmi le mie carte.

Simone Medici intervista per ciclonews

Simone Medici intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Simone Medici è uno degli alfieri tricolori del mondo della Downhill. 22 anni, reggiano si racconta in questa intervista.

Ciao Simone e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la tua passione per il Downhill?

Simone Medici

Simone Medici

Grazie a voi per questa opportunità, per quanto strano possa sembrare prima di iniziare a fare downhill ho corso tre anni in bici da corsa, poi però ho capito che non faceva per me. Il primo approccio a questa disciplina l’ho avuto per puro caso mentre ero in vacanza in Austria a Saalfeelden, un paese vicino a Leogang. Con mio padre e mio fratello andavamo già a fare giri in Mtb e, sotto consiglio della signora della pensione in cui alloggiavamo, abbiamo noleggiato le bici da DH e abbiamo iniziato a fare qualche discesa nel bikepark. Non sapevo neanche che quello che stavamo facendo fosse uno sport, ma era la cosa più divertente e adrenalinica che avessi mai provato, perciò per un paio d’anni abbiamo ripetuto la cosa.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare  come mai hai scelto questa disciplina?

Fortuna vuole che l’anno dopo aver chiuso con la bici da strada, nel paese dove abito Alberto Lunghi e Michele Pedroni aprirono un nuovo negozio di Mtb specializzato nel gravity. Da lì mi sono appoggiato a loro, che mi hanno supportato ed accompagnato alle prime gare di DH. Loro sono state le prime persone a credere in me e mi hanno introdotto nel mondo della Downhill. In particolare Michele Pedroni mi ha poi preso sotto la sua ala e mi ha insegnato tutto quella che sapeva. Ci siamo tolti parecchie soddisfazioni insieme dopo un qualche anno di gare.

Che sensazione provi quando scendi a tutta in una gara di DH?

La sensazione che provo maggiormente quando sono sulla mia bici è quella di benessere. Quando vado a tutta in discesa mi sento bene con me stesso, libero, realizzato. La bici da DH mi regala emozioni che non riesco ad avere in nessun altro sport.

Hai una gara che ricordi con particolare piacere?

Dunque, ce ne sono un paio ad essere sincero. La prima è la gara di Gravitalia 2014 a Sestola, la mia seconda vittoria in ambito nazionale. È stata l’unica gara in cui prima di partire dal cancelletto stavo per vomitare dalla tensione, c’era tutta la mia famiglia a vedermi e una volta scoperto di aver vinto è stata una liberazione immensa, quando riguardo i video dell’arrivo mi viene ancora la pelle d’oca! La seconda è la gara di Gravitalia 2015 all’Abetone. Esattamente un anno prima mi avevano asportato un rene in seguito a una brutta caduta, per cui tornare sul gradino più alto del podio è stato indescrivibile. Anche vedere l’affetto del mio team e dei miei amici piloti una volta passato il traguardo è stata una cosa che difficilmente scorderò.

Cosa fa Simone Medici nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace andare in giro con la bici da enduro, andare in moto da cross, arrampicare, esplorare, tuffare. Diciamo che mi trovo più a mio agio in un bosco o all’aperto in mezzo alla natura piuttosto che in una palestra in mezzo a quattro pareti di cemento.

C’è qualche sportivo che ha ispirato Simone Medici?

Per quanto riguarda l’ambito bici direi Sam Blenkinsop, super stiloso da veder guidare e non se la tira per niente. In un contesto sportivo più ampio invece direi Alex Zanardi, mentalità incredibile e forza di volontà fuori dal comune, ogni volta che lo sento parlare in televisione mi vengono i brividi e rimango incollato alla schermo come un bambino davanti a un cartone animato.

Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

In genere ascolto musica solo quando sono in viaggio o quando lavoro sulle mie bici in garage, non la ascolto mai quando mi alleno e/o sono in bici. La mia playlist è abbastanza svariata, passa dall’Hip Hop al Rock all’House. Ogni volta che qualcuno sale sul mio furgone rimane stupito dai cambi musicali che ci sono tra un pezzo e l’altro.

Come prepari una gara di downhill?

Negli ultimi tempi ho iniziato a non seguire tabelle o allenamenti programmati, anche perché, avendo iniziato a lavorare mezza giornata, l’idea di passare il restante tempo chiuso in una palestra non mi entusiasmava molto. Preferisco come dicevo prima rimanere attivo andando a pedalare o a fare qualsiasi altro sport outdoor, sono molto più rilassato mentalmente e credo che questo sia l’aspetto che maggiormente influisce la prestazione in una gara di downhill (per quello che riguarda la mia esperienza)

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Questa stagione è stata per me un po’ un punto di ripartenza. Ho ricominciato da zero e pian piano sto stornando ai livelli a cui ero arrivato qualche anno fa. L’obiettivo principale che inseguo da sempre è quello di diventare campione italiano, ma mi piacerebbe tornare a essere abbastanza competitivo da correre in Coppa del Mondo.

Federico Monzoni intervista per Ciclonews

Federico Monzoni intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Federico Monzoni

Federico Monzoni

Federico Monzoni  giovane talento del Downhill italiano laureatosi Campione Italiano Junior nel 2016, noto per il suo “baffo da sparviero”, ci racconta in questa intervista come è nata la sua passione per questa disciplina.

Ciao Federico e grazie per aver accettato la nostra intervista

Grazie a voi, è un piacere essere intervistato per un sito come il vostro che dà spazio alla Downhill

Ci racconti come hai iniziato con il DH? Hai praticato altri sport?

Ho iniziato a fare Downhill nel bikepark vicino la mia casa in montagna. Ero molto incuriosito nel vedere questi riders salire in seggiovia per poi sparire nei boschi, cosí un giorno ho preso la mia mountain-bike e sono salito per provare a fare un giro. Quel giorno alla fine penso di averne fatti 10 come minimo. Prima del Downhill ho giocato due anni a calcio e tre a tennis, capendo però che gli spazi chiusi non facevano per me.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare come mai hai scelto questo sport?

Effettivamente non è un disciplina “immediata” ma, almeno secondo il mio parere il Downhill è uno sport incredibilmente bello ed estremamente adrenalinico. Come ti dicevo prima di iniziare a praticarlo ho fatto altri sport ma l’idea di praticare uno sport all’aria aperta e a stretto contatto con la natura è stato sicuramente quello che mi ha fatto innamorare di questo sport.

Che sensazione provi quando scendi a tutta in una gara di DH?

É difficile descrivere cosa si prova perché in realtà durante una run provi un mix di sensazioni: si passa dall’euforia all’agitazione per poi finire in uno stato di concentrazione assoluta dove ci sei solo tu, la bici e la pista.

C’è una gara che Federico Monzoni  ricorda con maggior piacere?

Sicuramente la mia prima gara. La gara di casa a San Lorenzo di Treia! Ricordo bene le farfalle nello stomaco al cancelletto di partenza e il gran tifo della mia squadra, lo Smile Bike team.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace viaggiare, suonare la chitarra e fare fotografie

C’è qualche sportivo che ti ha particolarmente ispirato?

Più che singolo atleta, In Italia ho preso come riferimento un team che è stato negli ultimi anni ai vertici della classifica assoluta in campo nazionale, ovvero l’AB Devinci Italy. A livello internazionale un rider che mi ha sempre colpito per la sua bravura e costanza è Aaron Gwin che nonostante la sua età tiene alta la bandiera americana in coppa del mondo

Hai detto che suoni la chitarra, che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

La musica è parte integrante del mio allenamento, dalla palestra ai campi gara, mi accompagna fino alla partenza. Mi piace ascoltare musica che mi dia ritmo e che mi carichi al punto giusto, senza farmi perdere la concentrazione.

Come prepari una gara di dh?

Si inizia il primo giorno percorrendo la pista a piedi. Facciamo un sopralluogo in cui vediamo cosa ci aspetterà il giorno seguente. Il primo giorno di prove cerco di provare tutte le linee che mi sono proposto. Il giorno della qualifica punto a fare delle discese senza fermarmi in pista, vedendo come reagisce il mio corpo affinando sempre di più la pulizia di guida. Il giorno della gara faccio poche discese ma a ritmo gara in modo da prepararmi al meglio per la run.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Federico Monzoni?

I miei prossimi obbiettivi saranno sicuramente più a lungo termine dato che il prossimo anno cambierò categoria. Inizierà la mia grande parentesi da Elite e punterò a migliorarmi di gara in gara al fine di entrare preparato in coppa del mondo.

 

Alessio Prandelli intervista per Ciclonews

Alessio Prandelli giovane talento del Downhill italiano si racconta a Ciclonews

Alessio Prandelli

Alessio Prandelli

Alessio Prandelli è uno dei giovani interessanti del panorama italiano del Downhill, disciplina particolare che per Alessio rappresenta adrenalina, energie e voglia di emergere. Abbiamo fatto quattro chiacchiere in allegria con Prandog!

Ciao Alessio, grazie per aver accettato la nostra intervista!

Ciao ragazzi e grazie a voi per volermi ospitare sul vostro sito, lo seguo con piacere.

Ci racconti come è nata la tua passione per il Downhill?

Ho sempre praticato sport fin da piccolo ma non conoscevo molto questa disciplina. Ho giocato per sei anni a basket poi quattro anni fa, assieme ad un mio carissimo amico, ho deciso di fare una prova con il Downhill e devo ammettere che ho subito trovato pane per i miei denti. Tante emozioni e una bella valvola di sfogo per la mia energia.

Il DH è una disciplina non facile e nemmeno facile da approcciare  come mai hai scelto questa disciplina?

Come ti dicevo ho iniziato giocando a pallacanestro e devo dire che era uno sport che mi piaceva molto. Poi un pomeriggio in inverno ero a casa con mio fratello, stavamo facendo un po’ di zapping quando siamo finiti su di un canale che stava trasmettendo una gare di DH. Quel genere di gara era una novità per noi e ne sono rimasto affascinato e ho pensato “sarebbe bellissimo provare”. Cosi assieme ai miei migliori amici, abbiamo pulito un sentiero abbandonato vicino a casa e ci siamo messi a provare. Da quel momento ho capito che il downhill era la mia disciplina, l’estate successiva mi sono comprato la prima bicicletta da DH, una kona stinky!

Che sensazione provi quando scendi a tutta in una gara di DH?

Le emozioni che si provano durante la discesa sono moltissime è quasi impossibile descriverle. Alla partenza ad esempio si è concentratissimi ed anche agitati, durante la discesa invece mi viene da pensare solo a dei punti di riferimento che mi imprimo mentalmente durante il weekend. Creo una sorta di mappa mentale del percorso, con ogni spigolo, ogni difficoltà così mentre scendo nella mia mente c’è spazio solo per quello.

Hai una gara che ricordi con particolare piacere?

Una gara che ricordo molto bene è stata al Tonale due anni fa nella quale avevo fatto un secondo posto di categoria ( il mio primo podio).  La gara successiva era a Pila, all’interno del circuito Gravitalia, ho dato tutto me stesso per dimostrare agli altri ma soprattutto a me stesso che potevo emergere in questo sport.

Cosa fa Alessio Prandelli  nel tempo libero?

Nel mio tempo libero amo trascorrere le giornate con la mia ragazza oppure dedicarmi a qualche allenamento con gli amici nella collinetta che c’è dietro casa mia e che è davvero superdivertente.

Alessio Prandelli  ha qualche sportivo che lo ha ispirato?

Uno sportivo che mi ha particolarmente ispirato è stato Josh Bryceland ma anche Ratboy è stato un mio idolo al quale ho sempre cercato di assomigliare il più possibile. Mi piaceva studiare le tecniche di questi atleti, cercare di catturarne i segreti e provare a migliorarmi. Ora come ora i miei amici mi hanno soprannominato “Prandog”, soprannome che arriva dal rider Brendan Fairclot (detto Brendog) lo stimo tantissimo per il suo stile unico e per come sa domare la bicicletta.

 

Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre ti alleni?

Devo dire che non c’è giorno che passi che io non ascolti musica, la musica fa parte di me e in base alle emozioni che ho ascolto diverse canzoni, ad esempio prima di una gara mi piace ascoltare del rock o dell’hip hop.

Come ti prepari per una gara di Coppa?

Il mio allenamento è diviso tra sessioni in palestra con il mio personal trainer e le discese con gli amici

Quali sono i prossimi obiettivi di Alessio Prandelli?

Anzitutto devo terminare la scuola con un buon esito purtroppo non sempre è facile riuscire a far coincidere le esigenze di studio con gli allenamenti ma voglio fare bene sia nello sport che nello studio. Poi devo prendere la patente di guida e devo migliorare ancora molto nella mia disciplina.

 

 

MANON CARPENTER ANNUNCIA IL RITIRO DALLE GARE

Manon Carpenter ha deciso di non gareggiare più in downhill

Manon Carpenter

Manon Carpenter

Manon Carpenter, ex campionessa del mondo di Downhill ha annunciato di cessare la sua attività agonistica all’età di 24 anni dopo essere diventata “più consapevole delle conseguenze delle cadute”.

La campionessa gallese ha vinto i Campionati del Mondo e la Coppa del Mondo 2014 ed era entrata a far parte del team Radon lo scorso  mese di gennaio: “non ho più voglia di correre i rischi che ho corso fino ad oggi – ha dichiarato Manon Carpenter – per fare questo sport devi essere pronto mentalmente al 100% e non mi sento più sufficientemente serena”.

Manon Carpenter ha dichiarato che stava prendendo in considerazione il suo futuro già da un po’ di tempo ma la decisione definitiva è maturata solo durante i Campionati Nazionali della scorsa settimana.

“Mi sono resa conto, durante le gare di quest’anno che nei momenti di maggior rischio ho trovato serie difficoltà a restare concentrata e non ho trovato piacere nel correre il Downhill. Questo sport devi sentirlo nella testa, durante le gare di Coppa del Mondo ho dato tutto quello che avevo ma senza serenità non si può competere”.

Manon Carpenter nel 2011 ha vinto il Campionato del Mondo Junior e la Coppa del Mondo in generale mentre nel  2014 ha vinto ben tre eventi della Coppa del Mondo e ha concluso seconda dietro Rachel Atherton nella generale nel 2015 e nel 2016.

“Ora non vedo l’ora di avere il tempo di divertirmi a casa e di vedere cosa c’è altro da fare” ha concluso la Carpenter