SIDI: piccolo inizio si trasforma in una grande impresa

SIDI: una storia di successo!

SIDI: un insieme di piccoli passi, un cambiamento rapido, una continua evoluzione fanno dell’azienda di Maser ciò che conosciamo oggi

Sidi nasce in un’epoca rivoluzionaria dove tutto era da ricostruire e di idee ce n’erano davvero tante. Non tutti però avevano la determinazione necessaria per fare impresa ma Dino Signori, fondatore di Sidi, ne aveva eccome. È così che proprio nel 1960, all’inizio di una decade, nasce, in 40 mq ricavati da una vecchia stalla, la Sidi. È lì che vengono installati i primi macchinari e i primi mattoni di una storia lunga 60 anni.

Non tutto nasce per caso, non tutto fila liscio dal primo istante, ma è proprio qui che la tenacia del suo fondatore entra in gioco, deciso più che mai a rimanere a Maser, dov’era nato e cresciuto, e dove ha imparato un mestiere. Quel mestiere che gli avrebbe permesso di diventare uno dei produttori di scarpe per il ciclismo e stivali da moto più conosciuto ed apprezzato al mondo.

Tra varie vicissitudini, paure e soddisfazioni, alla fine di quell’anno Sidi assume il suo primo dipendente e la sua attività si sviluppa instancabilmente. Due anni dopo acquista un terreno di 5000 mq, su cui costruisce il suo primo capannone. Piuttosto grande per le esigenze del momento ma era in via Bassanese, dove i genitori un tempo avevano aperto un’osteria. Un luogo pieno di bei ricordi e carico di emozioni. Nel corso degli anni 70, sui 5000 mq di terreno acquistati, sede ufficiale per moltissimi anni, vengono costruite sempre più aree produttive fino ad arrivare ad ospitare un capannone di 2000 mq. Ampliamento considerevole in poco meno di 10 anni.

Alla fine del 2007, uffici e produzione si trasferiscono in via dei Rizzi, sempre a Maser. Impossibile non notarla.

La nuova sede infatti ha una forma singolare nata per rappresentare l’animo e la dinamicità di Sidi con i suoi 90 m di archi in acciaio, mentre evoca i colli asolani, silenziosi e meravigliosi compagni di giornate lavorative, la cui vista è ammirabile dall’interno degli uffici. Un’architettura che non lascia nulla al caso e, così come i prodotti che giornalmente vengono pensati e realizzati al suo interno, si avvale di sofisticati tecniche di costruzione e progettazione. Acciaio a rappresentare la leadership del settore, architetture avanzate e soluzioni innovative a raccontare la continua evoluzione. Il tutto racchiuso nella semplicità dei materiali utilizzati.


Sidi oggi conta un elevato numero di dipendenti e collaboratori, ispirati da un uomo che di esperienza gestionale potrebbe riempire intere pagine. Un imprenditore che ha saputo adattarsi ai tempi, che ha colto occasioni inaspettate, che ha interpretato il mercato e apportato innovazione, spinto dalla sua incessante voglia di creare e poter condividere prodotti sempre al passo con i tempi. Un uomo che ha fatto delle emozioni, un filo conduttore come raccontano i tanti dipendenti. Allora come ora, Dino Signori è sempre disponibile al confronto, fa sentire le persone a proprio agio e non esita a trasmettere la sua esperienza. Valori inestimabili che creano un’atmosfera costruttiva all’interno di una realtà imprenditoriale sviluppatasi esponenzialmente.

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Sidi, Egan Bernal in visita

Sidi, Egan Bernal in visita

Sidi, Egan Bernal in visita. A Dino Signori le scarpe con cui il colombiano ha vinto il Tour de France 2019

Dopo il terzo posto nella Classica d’Autunno, Il Lombardia, Egan Bernal ha fatto tappa da Sidi. La visita al quartier generale Sidi di Maser (Treviso), per il corridore colombiano ha rappresentato l’ultima “tappa” di una stagione lunga, emozionante e soprattutto vincente prima di volare a Parigi per la presentazione del Tour 2020 e poi staccare per un breve periodo di vacanza.

Un’annata da incorniciare per Egan Bernal che è il campione di oggi e di domani: prima le vittorie alla Paris-Nice e al Tour de Suisse, poi il trionfo al Tour de France e infine un bel finale di stagione con la vittoria al GranPiemonte e il terzo posto a Il Lombardia.

Le calzature Sidi Shot con cui Bernal ha vinto la Grande Boucle 2019, diventando il primo corridore colombiano a riuscire nell’impresa, hanno fatto ritorno a casa. Bernal infatti ha autografato e regalato queste scarpe a Dino Signori fondatore e proprietario di Sidi, azienda che tutt’ora guida assieme alla figlia Rosella.
Quella del 2019 è la vittoria numero 15 al Tour de France della storia Sidi. Un numero che testimonia il prestigio di questo brand Made in Italy che rappresenta la storia e il presente delle calzature da ciclismo ma che allo stesso tempo è già proiettato, con impegno e passione, verso sfide future.

“Bernal ha dimostrato non solo di essere un talento ma anche di essere un campione. Non si vince un Tour de France per caso a soli 22 anni. Ci vogliono testa, gambe e doti fuori dal comune. Mi piace il suo modo di correre ma anche il suo comportamento quando scende dalla bicicletta. Siamo orgogliosi di averlo con noi e l’augurio è di ottenere ancora grandi vittorie insieme” dice Dino Signori.

Bernal & Sidi. “Dopo l’esperienza in mountain bike, da quando ho iniziato a correre tra i prof su strada ho sempre utilizzato le calzature Sidi. Mi sono subito trovato benissimo. Dal punto di vista del design e della tecnologia è difficile poter volere di più e poi come calzata si adattano perfettamente al mio piede. La scarpa, come la sella, è un aspetto molto delicato per noi corridori. Io non amo cambiare, infatti con uno o al massimo due paia di scarpe cerco di correre tutta la stagione” spiega Egan Bernal.

Bernal e la maglia gialla. “Mi ha cambiato la vita. A 22 anni ho vinto il Tour de France, sono il primo atleta della mia nazione a esserci riuscito. E’ un sogno diventato realtà. In Colombia questo mi ha dato grandissima notorietà. Non è un peso per me, mi piace però è anche una grande responsabilità. Io quest’anno al Tour fino al giorno che ho preso la maglia gialla dopo il Col de l’Iseran non pensavo di vincere. Ero partito con l’obiettivo di fare bene e aiutare la squadra, magari dimostrando che nel 2020 avrei potuto vincere. Chiaramente una volta che ho indossato la maglia gialla ho solo pensato a dare il massimo e tenerla fino a Parigi” dice Bernal.

Il 2020 e il futuro. “Adesso guarderò le presentazioni di Tour e Giro poi assieme al team decideremo i programmi per la prossima stagione. Nel futuro per il momento voglio restare concentrato sulle grandi corse a tappe anche se quest’anno ho chiuso bene la stagione con le corse di un giorno, al Piemonte e al Lombardia. Per le classiche c’è tempo, magari un giorno in futuro mi piacerebbe puntare alla vittoria di un Lombardia o di una Liegi. Invece per quanto riguarda il mio debutto 2020 dovrebbe essere in febbraio al Tour Colombia” continua Bernal.

Bernal e l’Italia. “Ho un rapporto speciale con l’Italia. Sono cresciuto qui ciclisticamente, ho imparato la lingua, ho tanti amici, tanti tifosi, mi piace la cucina. Soprattutto ho un bellissimo ricordo dei miei esordi con il team Androni e il diesse Giovanni Ellena, che è un grande amico, sono loro che mi hanno dato fiducia e lanciato nel grande ciclismo prima di approdare alla mia squadra attuale, il Team Ineos” dice il colombiano.

Il Team Ineos e tanti campioni (con Bernal in squadra ci sono Froome, Thomas e per il 2020 ci sarà anche l’arrivo del vincitore del Giro d’Italia Carapaz). “Forse è un problema per chi ci guarda da fuori, per noi no. Poter contare su tanti corridori forti per noi non è una debolezza, anzi è un punto di forza. La stagione è lunga, ci sono tanti obiettivi e ci possono essere anche degli imprevisti. Alla fine è sempre la strada che mette i corridori al loro posto e le gambe a decidere chi è il più forte” conclude Bernal.

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Sidi: visita di Alberto Bettiol

Sidi, visita del “Leone delle Fiandre” Alberto Bettiol

Sidi, incontro tra Dino Signori e il vincitore della Ronde van Vlaanderen 2019 Alberto Bettiol  presso il quartier generale dell’azienda di Maser

Giornata speciale  in casa Sidi dove c’è stata la visita del “Leone delle Fiandre”Alberto Bettiol (EF – Education First).

Dopo la grande festa di Ieri sera, dove presso il teatro di Castelfiorentino (Firenze) il “Fans Club Alberto Bettiol” e tutto il paese ha celebrato il suo campione e la sua straordinaria vittoria alla Ronde van Vlaanderen 2019oggi il corridore toscano ha fatto tappa per una visita presso il quartier generale Sidi di Maser (Treviso).

Questa è stata l’occasione ideale per incontrare Dino Signori, che ha voluto congratularsi di persona con Bettiol, e il resto dello staff Sidi ma anche per mettere a punto alcuni dettagli della scarpa Wire 2 Carbon utilizzata dal corridore italiano.

“E’ stata una bella vittoria, la Ronde è una delle corse più dure e spettacolari in assoluto. Nello sport così come nella vita e nel lavoro a volte bisogna saper rischiare, ci vuole coraggio e anche un po’ di fortuna. A me sono sempre piaciuti i corridori che non hanno paura di attaccare e che cercano l’impresa anche quando sembra impossibile. Bettiol ci ha provato, ci ha creduto fino in fondo e ha ottenuto meritatamente questa grande vittoria. Corse come la Ronde non si vincono per caso”dice Dino Signori fondatore e proprietario dell’azienda Sidi che ora guida assieme alla figlia Rosella.

Dopo la “campagna del nord” adesso per Alberto Bettiol ci saranno alcune settimane di riposo e allenamento per poi rientrare alle competizioni nel mese di giugno, presumibilmente al Criterium du Dauphine, guardando alla seconda parte della stagione con il Tour de France e poi all’appuntamento mondiale nello Yorkshire (Gran Bretagna) dove Bettiol è già stato a fine aprile a testare il percorso assieme a Matteo Trentin, Elia Viviani e Sonny Colbrelli.

“Con Sidi ho un rapporto speciale che dura da molti anni. Più passano i giorni e più mi rendo conto dell’importanza di questa vittoria. Sono contento ma non sono cambiato, io resto quello di sempre. Vincere una corsa così prestigiosa però mi ha dato più fiducia in me stesso. Questa vittoria è dedicata anche a chi come Sidi ha sempre creduto in me. I piedi sono un aspetto fondamentale per un corridore e io con Sidi mi sono sempre trovato benissimo. Ho iniziato a usare le scarpe Sidi già quando correvo da juniores e poi anche tra gli under23. Da professionista anche quando ho potuto ho sempre scelto Sidi. Quest’anno in particolare, seguendo le indicazioni dello staff Sidi, ho deciso di utilizzare il modello Wire 2 Carbon perché è quello che si adatta meglio alla conformazione del mio piede ed è stata una scelta perfetta” spiega Alberto Bettiol, toscano di nascita ma con chiare origini venete come dice il suo cognome. “So che il mio bisnonno era veneto, della zona di Conegliano, arrivò in Toscana alla fine degli anni ’20 per motivi di lavoro, per la bonifica della zona della Maremma. La mia famiglia poi è sempre rimasta qui in Toscana, però posso dire di avere nel mio DNA anche un po’ di Veneto…queste sono entrambe terre di grandi ciclisti” conclude sorridendo Bettiol.

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Sidi shot per Chris Froome e Egan Bernal

Sidi Shot: i due campioni del Team Sky.

Sidi Shot ecco come inizia la stagione di Chris Froome e Egan Bernal tra Giro, Tour e Vuelta

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

C’è chi di strada, e di salite, ne ha già fatta tanta ma nonostante ciò non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi. E poi c’è chi ha davanti a se ancora tutta la strada da fare, però con la consapevolezza di avere i mezzi e le capacità per poter fare qualcosa di importante.

Uno è Chris Froome, classe 1985, britannico di origini keniane, che nel suo palmares ha già raccolto quattro Tour de France, un Giro d’Italia e una Vuelta Espana; un triplete da leggenda riuscito solo a sette corridori nella storia del ciclismo. Dopo la vittoria del Giro d’Italia nel 2018 quest’anno Chris Froome punterà tutto sul Tour de France dove vuole riprendersi la sua maglia gialla.

L’altro è Egan Bernal, colombiano classe 1997, un giovane che ha già all’attivo alcune vittorie di prestigio ma che soprattutto ha dimostrato di avere le doti per poter diventare uno dei numeri uno nelle grandi corse a tappe. Lo scorso anno al Tour Bernal è stato l’uomo più importante per i capitani Geraint Thomas e Chris Froome sulle grandi salite. Quest’anno il Team Sky ha già deciso che sarà proprio il giovane colombiano il capitano per il Giro d’Italia. Per la prima volta Egan Bernal avrà la responsabilità di essere il leader della sua squadra in un grande giro. Compito non facile questo, ma il ragazzo ha già dimostrato di avere le capacità, sia a livello di testa che di gambe, per poterlo fare.

Tra Chris Froome ed Egan Bernal sembra essersi creata una bella sintonia. Entrambi quest’anno hanno inizato la stagione dalle strade della Colombia. Bernal pochi giorni fa ha partecipato al campionato nazionale. Ora entrambi sono in gara al Tour Colombia, che si svolge dal 12 al 17 febbraio, corsa vinta proprio da Bernal nella passata edizione.
Ad unirli professionalità e rispetto reciproco. Lo scorso anno al Tour Froome ha potuto apprezzare la lealtà e la qualità del lavoro di Bernal. Viceversa Bernal ha l’opportunità di imparare velocemente potendo correre al fianco di uno dei più grandi di sempe.

Entrambi per raggiungere i loro obiettivi possono contare su Sidi Shot la calzatura che rappresenta uno dei modelli top della collezione Sidi per il ciclismo su strada. Una calzatura che si rivela innovativa per le caratteristiche che propone a livello di tecnologia applicata, qualità dei materiali e design.
Sono 14 i corridori del Team Sky che utlizzano le calzature Sidi nel 2019 e tra questi spiccano nomi di grandi campioni: Leonardo Basso, Egan Bernal, David De La Cruz, Owain Doull, Chris Froome, Michal Golas, Sebastian Henao, Michal Kwiatkowski, Gianni Moscon, Jhonathan Narvaez, Diego Rosa, Luke Rowe, Pavel Sivakov, Ivan Sosa.

 

Con Chris abbiamo un rapporto di collaborazione e amicizia che dura ormai da molti anni. Insieme abbiamo scritto pagine importanti della storia del ciclismo. In questi anni, sia nelle vittorie che nei momenti difficili, oltre al campione abbiamo potuto conoscere e apprezzare anche l’uomo Chris Froome. Lo scorso anno al Giro Chris ci ha regalato delle emozioni incredibili, quest’anno vuole riprendersi il Tour e siamo sicuri che farà una grande stagione. Con Egan anche abbiamo subito instaurato un ottimo rapporto, è un ragazzo semplice, spontaneo e molto maturo per la sua giovane età. Quest’anno al Giro avrà una grande responsabilità ma ha già dimostrato di avere le capacità per essere un leader e un vincente. Di sicuro potrà contare su tutto il nostro appoggio” spiega Rosella Signori che dirige l’azienda insieme al padre Dino Signori.

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SIDI scarpe per ciclismo made in Italy

SIDI scarpe per ciclismo e non solo

SIDI scarpe per ciclismo, motociclismo e sport nasce in Italia nel 1960 come laboratorio artigianale per diventare un marchio planetario

SIDI: scarpe per ciclismo

SIDI: scarpe per ciclismo

SIDI scarpe per il ciclismo e il motociclismo nasce nel lontano 1960 come laboratorio artigianale manifatturiero di calzature sportive. Grazie ad idee brillanti e volontà imprenditoriale negli anni ’70 qualifica la propria produzione di stilavi per moto e scarpini per il ciclismo come leader a livello mondiale per la qualità.

Le idee del fondatore Dino Signori da sempre amante del ciclismo permettono di unire competenze tecniche alla passione per lo sport consentendo all’azienda di diventare nel corso degli anni una delle aziende leader nel proprio settore.

Con orgoglio l’azienda tramanda la sua storia decennale tra innovazione e tradizione unendo a prodotti dal design accattivante con livelli di comfort assolutamente di primordine.
Tradizione, valori, impegno, fanno di SIDI un’azienda in continua espansione presente in tutti i paesi del mondo grazie a una efficiente rete distributiva su tutti i mercati internazionali. Garanzia e sinonimo di qualità, SIDI è la calzatura scelta da migliaia di persone per realizzare i loro sogni su due ruote.

 

SIDI scarpe per ciclismo in continua evoluzione

  • 1960 nasce SIDI come laboratorio per la produzione di scarpe da montagna
  • 1966 nasce il modello MARIELLE VAUTCEL come brevetto industriale di scarponcino da montagna
  • 1969 nasce il modello CORSA SPECIAL AGOSTINI in vitello palmellato con chiusura lampo posteriore.
  • 1973 nasce la prima calzatura da ciclismo, progettata da Dino Signori, prende il nome di “Titanium”. La scarpa rivoluziona il sistema di aggancio delle tacchette alla suola grazie a due viti che consentono la possibilità di personalizzare la regolazione della posizione sui pedali.
  • 1973 SIDI introduce la suola in nailon in grado di migliorare il mantenimento termico, ecco il modello CYCLE SPORT.
  • 1983 viene introdotto il VELCRO® al posto dei lacci ed il look moderno della scarpa con una nuova suola in nylon, rivoluziona completamente la normale linea delle calzature da ciclismo facendo diventare SIDI un marchio planetario.
  • 1985 SIDI produce la prima scarpa da MTB e ciclocross con suola in gomma.
  • 1987 SIDI introduce il materiale LORICA® per produrre scarpe da ciclismo.
  • 1989 Nasce la leva micrometrica chiamata, MICRO LOCK, la prima in assoluto adottata su una scarpa da ciclismo, regolabile anche in corsa (che sostituisce la chiusura in velcro). Viene adottata, tra gli altir,  da Fignon, Kelly e Fondriest
  • 1990 nascono i modelli DOMINATOR e CHALLENGE specifici per la MTB e utilizzati da Thomas Frischknecht  Daniele Pontoni
  • 1991 nasce la suola SIDI GENIUS 2 dal design innovativo compatibile con ogni pedale in commercio
  • 1993 SIDI crea la  nuova leva MICRO LOCK EVOLUTION che garantisce una perfetta chiusura nella parte frontale della scarpa.
  • 1999 per festeggiare i 40 anni di vita ecco il modello Energy e Mtb Action Srs
  • 2000 viene introdotto l‘Instep Closure System per migliorare il regolamento e posizionamento del piede.
  • 2004 SIDI introduce la suola in fibra di carbonio hi-tech (Prodotta in materiale a bassa densità rinforzato del 40 % con fibra di carbonio).
  • 2006 ecco l’HCS (Tallone Tecnico) un meccanismo per stringere il tallone in modo che non scalzi durante le fasi dure della corsa o durante una volata.
  • 2006 ecco la prima suola full carbon realizzata per soddisfare chi desidera più rigidità in una suola ma senza compromettere la circolazione del sangue del piede, garantendo così un’ottimo comfort ed alte prestazioni.
  • 2007 ecco la suola carbon composite composta da fibra di carbonio iniettata in una base di nylon e la Mtb Srs carbon con cuore in carbonio ed i quattro inserti in poliuretano, facilmente rimovibili e sostituibil, sono avvitati alla suola di nylon.
  • 2008 SIDI presenta la suola MILLENIUM 3 in nylon con fibra di carbonio
  • 2009 nasce la  suola Carbon Lite è stata realizzata utilizzando una combinazione di materiali compositi innovativi che ne massimizzano la resistenza allo stress rendendola più leggera.
  • 2011 SIDI produce la suola Vent Carbon leggera e ventilata grazie a una presa d’aria regolabile inserita sulla punta della suola.
  • 2012 nasce la Wire Carbon Vernice con tecnologia innovativa adottata dalla Mtb Drako carbon srs Mtb SRS Carbon Ground