Specialized Creo e-bike per la Deceuninck-QuickStep

Specialized Creo e il Team Deceuninck-QuickStep

Specialized Creo per la Deceuninck-QuickStep i cui atleti hanno pedalato sulle e-bike nel giorno di riposo del Tour de France 2019

Specialized Creo

Specialized Creo

Specialized Creo la e-bike utilizzata dal team Deceuninck-QuickStep nel meritato giorno di riposo dopo 10 giorni di battaglie al Tour de France. La maglia gialla di Julian Alaphilippe e dei suoi compagni si sono mantenuti in forma utilizzando la nuova bici da strada elettrica Specialized Creo.

Le Creo sono degli autentici gioielli, disponibili in quattro diverse versioni tutte dotate di telaio in carbonio, gruppi Shimano, ruote Roval e motore elettrico integrato SL1.1 di proprietà Specialized. Il motore consente una velocità di 25 km/h per il mercato europeo e di 28 miglia orarie per gli Stati Uniti con una potenza di 240 watt. Il peso della bicicletta è di 12 kg comprensivo della batteria.

Gli atleti della Deceuninck-QuickStep hanno ricevuto uno dei modelli Creo per allenarsi nel giorno di riposo mentre all’hotel dove alloggia il team è stata messa in mostro la Specialized Creo Founder’s Limited Edition.

Il personale dello sponsor tecnico della formazione belga si è reso disponibile per illustrare le caratteristiche dei modelli. Eco, Sport e Turbo sono i tre livelli di assistenza, che supportano la pedalata al 30 percento (Eco), al 60 percento (Sport) o fino a 240 watt (Turbo).

Specialized Creo ha una autonomia dichiarata di 130 chilometri con la possibilità di sfruttare un ulteriore alloggiamento in grado di garantire ulteriori 65km.

La Specialized Creo Founder’s Edition è limitata a sole 250 unità in tutto il mondo e ha un prezzo di 16.500 USD.

SCHEDA TECNICA

Frameset: Specialized S-Works Creo Founder’s Edition, Fact10r carbon, Future Shock 2.0
Motor: Specialized SL1.1
Freno anteriore: Shimano Dura-Ace R9120
Freno posteriore: Shimano Dura-Ace R9120 Leve
Freno / cambio: Shimano Dura-Ace R9170 Cambio
Posteriore: Shimano XTR M9050
Cassetta: Shimano XT, 11-42
Catena: Shimano Dura-Ace R9100
Guarnitura: Praxis Carbonio M30, 46t
Set di ruote : Roval CLX 50
Pneumatici: Specialized S-Works Turbo, 28mm
Nastro manubrio: Attacco speciale Roubaix S-Wrap : attacco Special S-Works Future con supporto per computer integrato
Sella: Specialized S-Works Power
Post post: Specialized S-Works FACT carbon

Philippe Gilbert: ‘Non servono corridori che fanno solo tre settimane a luglio’

Philippe Gilbert: ‘Niente corridori da 3 settimane’

Philippe Gilbert tesse le lodi di Valverde e spera ancora di completare la raccolta di classiche monumento.

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert ha iniziato il 2019 con una squillante vittoria di tappa al Tour la Provence, il 36enne belga per ora non ha alcuna intenzione di ammainare la bandiera nonostante le tante battaglie e il brutto incidente che l’ha visto protagonista durante lo scorso Tour.

L’ex Campione del Mondo in forza alla Deceuninck Quickstep si candida per un ruolo da “guastatore” per le sempre più imminenti classiche del nord.

Ai microfoni del sito iberico ”Ciclo 21” Gilbert ha fatto il punto sugli obiettivi per il 2019 ma si è soffermato anhce sulla situazione generale del ciclismo e su due nomi anagraficamente agli antipodi: il giovane compagno di squadra Remco Evenepoel e l’eterno Alejandro Valverde.

Philippe Gilbert: obiettivo 5

L’obiettivo fisso nella testa dell’iridato ai Mondiali di Valkenburg 2012 è quello di conquistare le cinque classiche “monumento”. Nella storia del ciclismo sono tre atleti hanno conquistato tale traguardo: Merckx, Van Looy e De Vlaeminck. Il palmares di Philippe conta già Lombardia, Fiandre e Liegi e, quindi, mancano all’appello la Sanremo e la Roubaix.

 “Penso che la vittoria più accessibile sia quella della Parigi-Roubaix in quanto se uno arriva in forma riesce a fare la differenza più che alla Sanremo. La Roubaix è un po’ come la Liegi, se le gambe sono buone e parti allora sai di poter vincere mentre alla Sanremo le cose vanno diversamente, basta osservare Peter Sagan che negli ultimi anni non ha mai vinto pur essendo quello più forte al via” ha spiegato Gilbert.

Insomma quella delle cinque “monumento” è uno degli obiettivi che spingono questo eterno campione a non mollare ma in generale la fame di vittoria del belga è la benzina che alimenta il suo splendido motore.

Gilbert tra Valverde ed Evenepoel

Gilbert ha poi parlato di due colleghi “speciali”: Alejandro Valverde compagno “generazionale” del belga e Remco Evenepoel che rappresenta “il nuovo che avanza”.

“Alejandro dopo tante medaglie meritava di conquistare l’oro ai Mondiali. La tempra dello spagnolo è incredibile, lui c’è sempre ed è sempre brillante, da febbraio ad ottobre. Lo vedi vincere al Tour Down Under e poi al Giro di Lombardia. Il ciclismo ha bisogno di più corridori come lui e non di quelli che li vedi solo tre settimane a luglio” ha spiegato Gilbert.

Gilbert ha poi parlato del compagno Remco Evenepoel, da tutti visto come il nuovo Merckx:

“Remco è una persona seria, che sa mantenere alta la concentrazione e la calma, si sta allenando bene e sono certo che a breve otterrà ottimi risultati”.

Evenepoel l’alba di un campione nel WorldTour

Evenepoel e il debutto tra i “pro”

Evenepoel sembra essere sulla buona strada per il successo dopo il passaggio tra i pro con la maglia della Deceuninck-QuickStep a soli 19 anni

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel è un talento indiscusso, un prospetto a cui tutti guardano e che ha scomodato paragoni decisamente importanti (il nuovo cannibale). Di sicuro quello che ha fatto vedere e quello che potrà fare già nel suo primo anno tra i “pro” pare assolutamente interessante dopo aver fatto girare la testa a molti quando ancora giocava al pallone. A soli 19 anni ha debuttato con la divisa della Deceuninck-QuickStep alla Vuelta a San Juan concludendo al nono posto e portando a casa la maglia verde come miglior under 23.

Evenepoel ha dimostrato di essere più saggio della sua giovane età in uno corsa in cui il team ha dovuto affrontare il caso Keisse (suo compagno di stanza) e difendere ma sua maglia verde.

Remco è stato felice e orgoglioso di mantenere alle sue spalle Gino Mader (Dimension Data) per due secondi classifica riservata agli under 23:

“Quando inizi la tua prima settimana di gare tra i professionisti senza aspettative e poi ottieni una maglia e nona in classifica generale penso ci sia un valido motivo per essere felice – ha dichiarato il giovane belga. -È incredibile vincere una maglia nella mia prima gara da professionista. Dovevo controllare Mader e grazie al team lo abbiamo fatto egregiamente. Nell’ultima tappa abbiamo monitorato gli sprint intermedi per evitare problemi e poi siamo andati all-in per Alvaro Hodeg che purtroppo ha colto solo un secondo posto ma come team abbiamo lavorato alla grande”.

Ora Remco guarda già alla prossima gara, il Tour UAE, dove la Deceuninck-QuickStep probabilmente prenderà di mira gli sprint con Elia Viviani e la cronosquadre della squadra di apertura. Evenepoel sta già dando un occhio agli arrivi in salita in quanto sarà l’uomo di classifica della squadra.

“La pressione e le aspettative non sono un problema per me perché non me ne frega niente. Ho appena iniziato a correre, sono in condizioni ottime e spero di poter migliorare quanto fatto in Argentina” ha dichiarato Remco.

 

 

 

Iljo Keisse denunciato per molestie sessuali

Iljo Keisse della Quickstep denunciato da una cameriera

Iljo Keisse della Deceuninck-QuickStep denunciato da una cameriera di San Juan per molestie sessuali, galeotta una fotografia espulso dalla corsa

 

Iljo Keisse denunciato da una cameriera

Iljo Keisse denunciato da una cameriera

Iljo Keisse denunciato da una cameriera di San Juan per molestie sessuali, il 36enne corridore era in argentina per preparare la corsa a tappe di inizio stagione quando, assieme ai compagni, si è fermato in un bar.

Secondo quanto descritto da alcuni giornali, dopo aver bevuto una bibita post allenamento i ragazzi della Deceuninck-QuickStep si erano intrattenuti per una foto con una cameriera del locale che aveva chiesto agli atleti di posare con lei.

La ragazza ha quindi denunciato Keisse per aver mimato un atto sessuale alle sue spalle e “averla intenzionalmente sfiorata con i genitali”.

La cameriera del bar ha raccontato l’accadimento a Telesoldiario:

“Non sapevo nemmeno ci fosse la Vuelta a San Juan, parlo un po’ inglese e mi sono fatta spiegare cosa stavano facendo e dopo ho chiesto di fare una foto. Inizialmente ho pensato che il gesto non fosse volontario, poi ho capito che non si trattava affatto di un incidente quando li ho sentiti ridere. Sono andata al commissariato e ho sporto denuncia, il mio compagno ha visto tutto e può testimoniare. Non possono venire qui a trattare le donne come se fossimo cose insignificanti e senza valore. Mi dispiace se nel suo paese le donne sono trattate così, ma qui siamo in Argentina e non puoi venire a fare quel che ti pare”

Il team belga ha ammesso l’ingenuità dell’atleta attraverso l’addetto stampa Alessandro Tegner che ha parlato con Het Laastse Nieuws: “doveva solamente essere uno scherzo sfuggito di mano, Iljo si è spiegato e si è scusato ma si sente comunque male per ciò che è successo. Non ci saranno conseguenze visto che si è prontamente scusato per l’accaduto”.

L’UCI non è entrata nel merito dell’accaduto, ma ha sottolineato la necessità che i corridori mantengano un comportamento sobrio per salvaguardare l’immagine del ciclismo.

Keisse, ha presentato pubbliche scuse in una conferenza stampa definendo il gestocome goliardata il suo gesto, ma gli organizzatori della Vuelta a San Juan hanno deciso per l’espulsione del corridore dalla corsa in forza dell’articolo 1.1.2.079  del regolamento UCI.

La  decisione è arrivata dopo che un giudice locale aveva giudicato Keisse colpevole multandolo di 3000 pesos.

“Vorrei scusarmi, anzitutto con questa signora, ho commesso un errore, me ne rendo conto, non succederà più. Poi voglio porgere le mie scuse al popolo argentino e a tutti quelli che si sono sentiti offesi dal mio gesto. Ho fatto una cosa molto stupida e ,vorrei poter tornare indietro nel tempo ma non è possibile – ha dichiarato ai microfoni della stampa internazionale Iljo Keisse.

“La signora ha denunciato l’accadimento alla polizia e sono andato in caserma a dare la mia versione dei fatti”, ha detto Keisse.

Ma come sono andati i fatti secondo Iljo?

“Siamo andati nel bar dopo l’allenamento e la ragazza ha chiesto se fosse possibile fare una foto, abbiamo scattato una foto come ne facciamo 1.500 al giorno, un’immagine normale. Poi la barista ha chiesto un’altra foto ed io ho fatto uno stupido gesto con la mano, che rimpiango davvero ma voglio chiarire al 100% che non l’ho toccata, non l’ho toccata, non con le mie mani, non con le ginocchia, non l’ho toccata”.

“Non sono una persona irrispettosa – ha continuato il corridore – certo ho commesso un errore ma non son un criminale. Posso capire che non è facile per questa signora – anche per me, mia moglie, i miei figli o la mia famiglia a casa, non è facile, penso che le cose siano un po ‘fuori controllo ora’”.

Keisse condivide la stanza  con Remco Evenepoel, neo-professionista diciannovenne, e ha accettato di comportarsi da modello:

“conosco il mio ruolo nel team, sono uno dei più anziani e dovrei essere un modello per i compagni e in quel momento ho commesso un errore e baam ecco che la foto è lì a dimostrarlo”