Marco Zamparella firma con la Natura4ever Sovac

Marco Zamparella firma con la Natura4ever Sovac

Marco Zamparella firma con la Natura4ever Sovac dopo l’addio alla Amore & Vita – Prodir

Marco Zamparella Firma

Marco Zamparella Firma

Marco Zamparella firma con la Natura4ever Sovac e saluta la Amore e Vitacon cui aveva corso per tre stagione e con la cui maglia, lo scorso anno, aveva conquistato il Memorial Marco Pantani.

Il 30enne corridore toscano raggiungerà un vero e proprio mostro sacro del ciclismo tricolore: Davide Rebellin. L’esordio con la nuova divisa potrebbe avvenire il prossimo mese di Febbraio, in Francia, al Tour La Provence e al Tour du Haut Var.

La trattativa con la Natura4ever Sovac “è nata grazie all’interessamento di Claudio Chiappucci che mi stima molto dal punto di vista atletico e crede che posso dare ancora molto al ciclismo” ha spiegato Marco che ha aggiunto “sono felice di poter lavorare con il direttore sportivo Mario Buscema. Per me questa è una grande opportunità anche perché potrò correre al fianco di un mito come Rebellin“.

“Le tre stagioni alla Amore & Vita sono stare fantastiche e ringrazio tutto il team per il supporto che mi ha dato  ora però voglio dare tutto per il nuovo team. Non vedo l’ora di poter aiutare Davide, magari nelle fasi cruciali di qualche  corsa, portandolo nelle prime posizioni oppure chiudendo degli attacchi e sicuramente lui potrebbe contraccambiare magari su degli arrivi in volata. Una cosa è certa da Rebellin ho tutto da imparare, nel come affrontare una corsa e nel come essere sempre un professionista impeccabile”.

Marco Zamparella firma con il nuovo team: il Comunicato su Facebook

“L’ anno 2018 si apre nel modo migliore con la firma del mio contratto con la formazione sovac natura4ever. Sono arrivato in una squadra con grandi ambizioni e con una struttura ben consolidata ben gestita da geoffrey tagliato. Sono felice di abbracciare questo progetto e di poter lavorare con persone competenti come il direttore sportivo Mario Buccema. Questo nuovo progetto, oltre a farmi portare avanti la mia carriera competitiva, mi darà l’opportunità di correre al fianco di un “grande” come Davide Rebellin e il suo interesse per me mi ha dato molta gioia.
Voglio ringraziare in questo momento importante della mia carriera tutti i fan e le persone che hanno sempre creduto in me. Un ringraziamento particolare a Claudio Chiappucci, questa nuova opportunità è anche il merito della sua fiducia nutrita nei miei confronti.
Ricevere la stima di un grande campione come Claudio mi riempie il cuore!
Infine, ma non ultimo, ringrazio coloro che mi hanno permesso di esprimere al meglio nel mondo della professionalità in questi 3 anni: amore e vita e la famiglia fanini.
Ora, come si dice in questi casi “pancia a terra e pedalare”. in accordo con lo staff e i tecnici, non abbiamo ancora stabilito un programma di gare ma il mio inizio di stagione dovrebbe essere il giro della Provenza e il Tour in alto var a febbraio “.

 

Rebellin: l’ultimo immortale!

Rebellin: l’ultimo immortale, a 46 anni ancora in gruppo

Rebellin

Rebellin l’Highlander

Rebellin: l’ultimo immortale, come un eterno Christopher Lambert in Highlander, il corridore classe 1971 di San Bonifacio ha ancora la voglia (se non completamente le gambe) di un ragazzino e a 46 anni ha ancora la voglia di buttarsi in una nuova avventura su due ruote. Dopo l’esperienza Asiatica con la casacca della Kuwait-Cartucho.es, ora se ne va in Africa.

La destinazione di Davide Rebellin, che a dispetto dell’età anagrafica ha deciso di proseguire a sudare sui pedali, è la  Natura4Ever-Sovac, formazione di origine belga, ma che corre con  licenza algerina. La quadra,  fondata dall’ex professionista Geoffrey Coupe, ha radunato alcuni atleti di valore per difendere i colori del neonato team Continental.

Del team fanno parte anche i belgi Robin Stenuit e Gaetan Bille, proveniente da due Professional locali, e il marocchino Youcef Reguigui, reduce da una stagione nel WorldTour nelle file della Dimension Data.
Nemmeno a dirlo, Davide Rebellin sarà il corridore di maggior esperienza all’interno del team e avrà il ruolo di chioccia per i corridori più giovani oltre a cercare di raccogliere altri risultati di livello (che anche nell’ultima stagione non sono mancati).
Inizialmente sembrava che l’avventura alla Kuwait-Cartucho.es potesse proseguire ma poi ecco arrivare l’offerta di Geoffrey Coupé, che ha speso parole di elogio per il corridore: “Rebellin è un nome di peso che potrà essere indispensabile per il team sia per i risultati che per essere una guida per i più giovani, in fatto di esperienza e professionalità”.

E così prosegue la straordinaria avventura di Rebellin, cominciata nel lontano 1992, quando prese parte, nella sua prima stagione da pro’, anche ai Giochi Olimpici di Barcellona. Tante vittorie nel palmares del veneto: su tutte il meraviglioso tris ottenuto alle Classiche delle Ardenne (Amstel-Freccia-Liegi) nell’anno 2004, le tre vittorie alla Freccia Vallone, una tappa al Giro d’Italia e il quarto posto ai Mondiali di Varese 2008.

CERA cos’è questa tipologia di doping?

CERA una tipologia di EPO di terza generazione

CERA

CERA: il doping di terza generazione

CERA (acronimo di Continuous Erythropoietin Receptor Activator) è un “attivatore continuo del recettore dell’eritropoietina”. Questo farmaco viene usato dal 2007, in particolare su pazienti con insufficienze renali costretti alla pratica dell’Emodialisi (terapia sostitutiva della funzionalità renale su soggetti con uremia).

Il CERA fece la sua comparsa nel mondo dello sport, ed in particolare nel ciclismo, nel 2008 in quanto più difficile da riscontrare nelle analisi rispetto ai precedenti metodi dopanti.

CERA: perché è detto EPO di terza generazione?

Quando si parla di CERA spesso si definisce “EPO di terza generazione” questo perché in prima battuta fece la sua comparsa l’eritropoietina a cui fece seguito la Dynepo, un farmaco analogo dell’eritropoietina, ma che, a differenza dell’EPO, viene  sintetizzata mediante l’utilizzo di DNA ricombinante con l’uso di cellule umane e non di altri animali (viene definito EPO di seconda generazione).

CERA: cos’ha più degli altri tipo di Epo

Una delle caratteristiche principali del CERA è che è una molecola di Eritropoietina a cui viene aggiunta una catena proteica che ne fa quasi raddoppiare il peso consentendone una emivita molto lunga e riducendo gli intervalli di somministrazione. Per le cure mediche può arrivare ad essere utilizzata una sola volta al mese contro usi più frequenti dei farmaci precedenti.

CERA: uso a fini dopanti

Il CERA, noto nel mondo dello sport come EPO di terza generazione, è stato inserito nell’elenco delle sostanze vietate dall’UCI. Nel luglio del 2008 il ciclista Riccardo Riccò venne trovato positivo alla sostanza dopo la tappa dell’ 08/07/2008 (nelle successive tappe il modenese aveva conquistato due vittore e la maglia di miglior giovane e quella a pois rouge). Nell’Agosto dello stesso anno a cadere in tentazione con il CERA fu l’altro giovane talento del ciclismo tricolore Emanuele Sella (il corridore ammise l’uso del farmaco e accettò di collaborare con il procuratore Ettore Torri e venne squalificato).

I successivi miglioramenti nei test sul farmaco portano alla squalifica di Stefan Schumacher, Leonardo Piepoli (squalificato per due anni) e di Bernhard Kohl del team Gerolsteiner che arrivò terzo al Tour del 2008 in modo tanto sorprendente da destare (fondati) sospetti. Sull’argomento Kohl dichiarò: “ero convinto che non fosse rilevabile dai controllo, quando venne preso Riccò ero certo che fosse stato per via di sovradosaggio. Sono persuaso che i primi dieci del Tour avrebbero potuto essere tutti positivi ma presero solo me. Non chiesi nemmeno la seconda analisi, per me la farsa era finita”.

Il 28 aprile 2009, Davide Rebellin venne trovato positivo ad un controllo CIO sui campioni prelevati ai Giochi della XXIX Olimpiade di Pechino in cui vinse la medaglia d’argento. Il 22 luglio venne resa nota la positività di Danilo Di Luca durante il Giro d’Italia del 2009 che aveva chiuso per secondo.

Kuwait-Cartucho.es: Rebellin prosegue

Kuwait-Cartucho.es: Davide Rebellin prolunga per un altro anno

Kuwait-Cartucho

Kuwait-Cartucho.es:Rebellin prolunga il contratto

Kuwait-Cartucho.es, team  kuwaitiano ha prolungato il contratto con Davide Rebellin. Il corridore italiano, a 46 anni compiuti e fresco reduce dal successo al  Tour de Banyuwangi Ijen 2017 in Indonesia, proprio sulla scorta di questa vittoria ha deciso di accettare la proposta del team di proseguire per un’altra stagione.
“Questo team ha un buon progetto, naturalmente il livello è ben più basso rispetto ad altri team in cui ho militato in passato, ma sicuramente c’è la volontà di crescere e questo, per un uomo della mia età, è un bello stimolo a proseguire” ha raccontato a Marca.

“E’ un team piccolo ma partecipiamo a molte corsa tra Spagna, Portogallo e l’Asia, trovare un calendario fitto di corse interessanti è uno stimolo. Per di più molte gare si disputano in Spagna, paese in cui il ciclismo ha un ruolo primario nel panorama sportivo, e questo ci da tanta visibilità cosi da stimolare gli sponsor ad investire. Credo che il progetto stia procedendo bene e si potrà ancora crescere in futuro. Naturalmente devo guardare anno dopo anno e la vittoria in Indonesia mi ha dato gli stimoli giusti per proseguire. Sento che, nonostante la carta di identità non menta, posso ancora togliermi delle soddisfazioni nel mondo del ciclismo” ha chiuso Davide, che dire un vero omino di ferro!

 

Davide Rebellin eterno! vince il Tour de Banyuwangi Ijen

Davide Rebellin a 46 non perde il gusto della vittoria

Davide Rebellin

Davide Rebellin conquista il our de Banyuwangi Ijen 2017

Davide Rebellin vince il Tour de Banyuwangi Ijen, a 46 anni suonati il corridore della Kuwait-Cartucho.es  ha vinto la corsa a tappe indonesiana con un vantaggio di 46 secondi sul corridore iraniano Amir Kolahdouz Hagh (Pishgaman Cycling Team) e 1’43” sul colombiano Victor Niño Corredor (Team Sapura Cycling).

La tappa conclusiva è stata vinta in volata dall’iraniano Arvin Moazemi Godarzi (Pishgaman Cycling Team) davanti al filippino Marcelo Felipe (7 Eleven – Roadbike Philippines) e al corridore di casa Selamat Juangga (KFC Cycling Team).

A quarantasei anni Rebellin ha deciso di cambiare la sua vita senza però scendere dal sellino. Lasciate le corse Europee e il ciclismo patinato si è messo in gioco su strade sconosciute ai più, passando dal grande circo e dalle conquiste delle grandi classiche Liegi-Bastogne-Liegi, Freccia Vallone, Amstel Gold Race, alle poco note corse asiatiche. Indossando la maglia celeste e nera dalla Kuwait-Cartucho.es continua a correre e a vincere dopo quasi trent’anni da professionista. Poco importa se non si tratta più di corse World Tour ma di un semisconosciuto Tour de Banyuwangi Ijen, Davide dà sempre e ancora il massimo quando si tratta di spingere sui pedali.