Floyd Landis torna nel ciclismo sponsorizzando un team

 

Floyd Landis torna nel mondo delle due ruote

Floyd Landis torna nel ciclismo grazie ai soldi ottenuti dalle cause a Lance Armstong sponsorizzando una squadra americana

Floyd Landis

Floyd Landis

Floyd Landis torna a far parlare di se, l’ex ciclista americano ha vissuto una vita degna del percorso di un rollercoaster, le megagalattiche montagne russe americane. Dopo essere passato professionista, il timido ragazzo americano è entrato nell’entourage di Lance Armstrong come giovane delfino dell’americano. Classe e talento non mancavano a Floyd che, complice, il desiderio di emergere rispetto alla realtà in cui era cresciuto non ha esitato a inserirsi appieno nel sistema US Postal. Tutto bene fino a quando Landis non è entrato in rotta di collisione con il “cowboy” Lance tanto da lasciare la US Postal per andare alla Phonac.

Nel 2006 ecco il picco delle montagne russe, dopo una rimonta ai limiti dell’umano ecco che Floyd conquista il Tour de France come naturale proseguimento della strada battuta da Armstrong.

Come ogni salita, ecco la discesa; la gloria dura solo tre giorni, il tempo per essere trovato positivo ed esautorato del titolo di vincitore della Grande Boucle perché positivo al testosterone. Floyd si professa inizialmente innocente e completamente estraneo ai fatti, la sua carriera è segnata dall’indelebile marchio del doping. Nel 2010 travolto dagli scandali, vedendo l’ex mentore (Lance) tornare a correre in maglia Astana, ecco che Landis decide di svuotare il sacco: è uno dei massimi accusatori di Armstrong e del sistema US Postal.

“Ne avevo abbastanza di continuare a sentire tutte quelle menzogne – ricorda Landis – mancavano pochi giorni al Tour della California e ho deciso di mandare una mail di accusa. Quando ho premuto invio mi sono sentito sollevato dopo tanti anni mi toglievo un peso enorme che portavo da troppo tempo e che non sopportavo più”

 

Landis nel 2016 ha aperto, in Colorado, a Leadville (Colorado) ha aperto Floyd’s of Leadville un’azienda che si occupa della coltivazione di cannabis.

“dopo un’operazione all’anca mi vennero prescritti alcuni oppiacei ma mi resi conto immediatamente della dipendenza che creavano. In Colorado il consumo di cannabis è regolamentato e ho quindi deciso di provarla e ne ho sentito i benefici senza la dipendenza che provocano gli oppioidi” ha raccontato Floyd a La Gazzetta dello Sport.

Floyd decide di coinvolgere l’ex collega ed amico David Zabriskie ed ecco che parte il business, in tre anni il fatturato è aumentato del 1000% con ottime prospettive di ulteriore incremento per il 2019. Belli introiti per Landis che, in aggiunta, può beneficiare dei risarcimenti ottenuti da Armstrong tanto da buttarsi nella creazione di un team ciclistico:

 

“Amo questo sport e voglio restituirgli quello che mi ha dato, l’idea del team piace ho ricevuto solo feedback positivi, sia da parte dei fan sia da parte dei corridori: in tanti ci hanno chiesto di entrare nel team. Non abbiamo obiettivi troppo ambiziosi e personalmente mi occupo di sponsorizzare con la mia azienda mentre tutte le decisioni sportive spettano al direttore, Gord Fraser”.

 

 

David Zabriskie e quella promessa non mantenuta

David Zabriskie aveva giurato di non usare sostanze

David Zabriskie la storia dell’ex prodigio della US Postal di Lance Armstrong che ha violato la promessa fatta di non toccare sostanze

David Zabriskie

David Zabriskie

David Zabriskie e la sua storia sono una delle realtà forse più toccanti dello scandalo che ha travolto Lance Armstrong e la sua US Postal Service.

David Zabriskie è stato il primo ciclista americano a vincere una tappa in tutti e tre i grandi giri (Giro, Tour e Vuelta) dimostrando tutte le sue qualità e la sua voglia di vincere.

David sale in bicicletta giovanissimo, la sua famiglia vive un’esistenza segnata dalla tossicodipendenza del padre che morirà giovanissimo vittima proprio dei suoi demoni e della sua dipendenza.

Per il giovane Zabriskie la bicicletta è la valvola di sfogo dalle brutture del vivere quotidiano, è una fabbrica di endorfine che si alimenta di fatica e sudore. Allenamenti estenuanti, fra gli 80 e i 100 chilometri, sono il suo antidoto alle sostanze che il padre assume e che circolano in casa.

Zabriskie scopre il ciclismo guardando un film degli anni ’70 intitolato “All American Boys” e si compra la prima bicicletta con i risparmi accantonati. L’obiettivo del gracile David è quello di metter su un po’ di muscoli con la sua Mountain Bike e, come detto, dimenticare i problemi di casa.

A quindici anni Zabriskie conosce Steve Johnson (il futuro presidente dell’USA Cycling) in un incontro organizzato da un club ciclistico locale e tra i due scatta una bella amicizia.

Come detto, il padre di Zabriskie aveva una storia di abuso di sostanze e, considerando come la tossicodipendenza aveva segnato la sua esistenza, Dave giura a se stesso di non assumere per nessuna ragione delle droghe e, anzi, vede nel ciclismo un hobby sano e salutare che lo può tenere lontano dalle cattive frequentazioni.

Nel 1998, a 19 anni mentre è ancora un dilettante, viene invitato ad una corsa con Lance Armstrong e Kevin Livingston, proprio in quell’occasione lo staff del texano fa conoscenza con David che nel 2000 entra nel team Postal e per restarvi sino alla fine della stagione 2004.

David Zabriskie si presenta motivatissimo all’appuntamento con i professionisti, mette a segno delle entusiasmanti prove a cronometro e, forte di una perfetta condizione fisica, si tiene lontano dal doping. David è un tipo sveglio, non dorme e ha gli occhi aperti, negli alberghi in cui soggiorna col team vede siringhe e i medici praticare delle iniezioni ai compagni di squadra e di stanza ma se ne tiene alla larga temendo si trattasse di sostanze dopanti.

Nel 2002 David, dopo aver attraversato un periodo di crisi, accetta di sottoporsi alle “iniezioni di recupero” come le chiamano i suoi colleghi alla US Postal. David odia aghi e punture, sente salire il ricordi d’infanzia e del padre tossico ma il meccanismo è di quelli “dentro o fuori” e il ragazzo impara ad accettare e a maneggiare siringhe, aghi e quelle confezioni che tra gli ingredienti riportano “vitamine”.

Nel 2003 Zabriskie dimostra tutte le sue doti, è un vero astro nascente del ciclismo e una vecchia volpe come Johan Bruyneel capisce che bisogna andare avanti. Assieme a García del Moral (medico del team) invita David e il compagno Michael Barry in un caffè di Girona consegnando agli consegna ai due giovani delle confezioni di liquidi iniettabili: iniezioni «di recupero» ed EPO

David è scioccato, non si aspettava di ricevere un tale segnale dal team, cerca di informarsi sugli effetti collaterali dell’assunzione di prodotti dopanti. Il primo timore del ragazzo è legato agli aspetti sanitari: Gli avrebbe impedito di avere figli? E’ sicura? Avrebbe provocato dei cambiamenti fisici? Non è tanto una questione di “frode sportiva”, tutti lo fanno (?) quanto di incolumità fisica.

“Lo fanno tutti” cerca di confortarlo Bruyneel, aggiungendo che se l’EPO fosse pericolosa nessuno dei ciclisti professionisti avrebbe figli.

Zabriskie capitola alla pressione del manager che, sempre assieme a del Moral, consegna una scatola di cerotti al testosterone da dividere fra i due ciclisti per aumentare l’effetto di recupero.

David sa che quando accetti compromessi poi tornare indietro è dura, lo sa perché ha visto il padre scomparire imprigionato dalle sostanze, David chiama la madre e piange al telefono. Vive un momento segnato da infortuni e dubbi, timori e delusioni tanto da pensare al ritiro del ciclismo.

Sul finire del 2004 firma un contratto biennale con la CSC, diventando un gregario di primo piano di Ivan Basso, uno dei principali avversari di Lance nel Tour 2005.

David era salito in bici per scappare dalla tossicodipendenza del padre ma si era ritrovato dipendente al meccanismo delle iniezioni del sistema US Postal.

Floyd Landis tra doping e marijuana

Floyd Landis dalla positività al doping alla coltivazione di canapa

Floyd Landis

Floyd Landis in una serra

Floyd Landis dal doping passa alla coltivazione di canapa, la notizia non è recente, anzi è di qualche anno fa ma vogliamo tornare sulla storia di un corridore assolutamente controverso che ha vissuto lo splendore del periodo Armstrong, l’ostracismo del texano dopo la positività e che ha avuto la forza di parlare e di rialzarsi.

Floyd Landis: chi è?

Floyd Landis nasce a Lancaster nel 1975 è cresciuto a Ephrata nel cuore della Dutch Country della Pennsylvania la patria degli Amish e dei Mennoiti. Figlio di Arlene e Paul viene cresciuto seguendo la dottrina mennoita in cui si interpreta in modo letterale la bibbia. Fino ai 19 anni vive nella ristretta comunità in cui le esigenze quotidiane sono ridotte all’osso e le distrazioni quasi inesistenti. La sua educazione è improntata sull’idea di rendere gloria a Dio e condurre una vita semplice. Il suo carattere però è ribelle, quando copie vent’anni parte per la California in bicicletta (a proposito, i suoi primi allenamenti furono notturni perché non era contemplato usare la bicicletta per diletto tra la sua comunità). Anni dopo Landis parlava della sua famiglia come “un grande ostacolo, per via del suo credo, alla mia attività sportiva” e ricordando l’infanzia descrive cosi la sua vita “funzione religiosa tre volte a settimana, niente televisione, niente sport, niente attività fisica di domenica. E soprattutto niente contatti con i non virtuosi”

Landis firma con la US Postal nel 2001 per sostituire Livingston e Hamilton come gregario di Armstrong. Floyd è un tipo particolare, al limite del paranoico, di certo molto propenso all’esagerazione. Il suo compagno di allenamenti e vita è David Zabriskie (altra figura controversa della Postal) al quale confessa il suo astio per Lance Armstrong. Il suo stile di vita è infatti molto diverso da quello del texano (Floyd riusciva a bersi 10,20 cappuccini mandando su tutte le furie il suo capitano) sia per i soldi percepiti che per l’esasperazione del concetto di professionista di Lance.

Dopo essersi messo in mostra dal 2002 al 2004 alla corte di Armstong, FLoyd entra in conflitto con i vertici della squadra e col texano per via delle disparità di trattamento e per l’essersi accorto che venivano vendute alcune biciclette per team per sovvenzionare il programma dopante.

Floyd Landis: 72 ore di gloria e poi l’oblio

Floyd passa alla Phonak per assumere i gradi di leader e corre il Tour de France 2006 da favorito, complice molte defezioni di campione per via dell’Operacion Puerto. Mentre era in maglia gialla accusa una forte crisi che gli fa perdere ben 8 minuti, il giorno seguente nell’arrivo di Morzine recupererà in modo sorprendete tanto da riguadagnare 7 minuti sul rivale Óscar Pereiro. Nella cronometro conclusiva farà suo il Tour.

Qualche giorno dopo la conclusione della Grand Boucle , il 26 luglio, sul giornale anese Ekstra Bladet  venne pubblicata la notizia di un corridore ben messo in classifica trovato positivo in un controllo fatto a Morzine. Fu la stessa Phonak ad annunciare che si trattava di Landis. Il Tour gli venne tolto ed iniziò il calvario di Floyd. Osteggiato dal mondo di Armstrong faticò a trovare un contratto fino a quando decise di scoperchiare il silenzio sulle pratiche dell’Us Postal..

Floyd Landis: la nuova vita, commercico di marijuana!

Floyd Landis

Floyd Landis orgoglioso del suo Brand

Finiti i guai giudiziari e le sfilate davanti all’USADA (l’agenzia americana contro il doping), Floyd Landis ha aperto in Colorado la Floyd’s of Leadville assieme a David Zabriskie, famoso al tempo per essere stato il primo corridore vegano (e con un trascorso tenebroso). I due coltivano cannabis (attività legale in Colorado) per usi terapeutici “esistono dolori fisici e dolori psicologici, la marijuana li cura entrambi e non ha controindicazioni” dichiara Floyd.

Landis, già vittima di problemi di depressione (nel libro The Fall di Juliet Macur si dice che sia stato lo stesso Zabriskie a indurlo a non buttarsi da una finestra di un Hotel), dopo le vicende legate alla positività al Tour e a tutto quello che ne è sortito ha vissuto momenti davvero tormentati. Secondo le parole di Landis proprio la cannabis lo aiutò ad uscire da quel vortice e la sua azienda è il risultato di quel dolore.

Floyd e David hanno preso parte ad alcune corse amatoriali sfoggiando la divisa con i loghi aziendali; Il giro d’affari ha già superato il milione di dollari e sicuramente Floyd e David se la stanno ridendo pensando al destino del loro ex capitano.