Dumoulin attacca l’UCI sulla vicenda Froome

Dumoulin attacca l’UCI: “pessima gestione del caso Froome”

Dumoulin attacca l’UCI, l’olandese del Team Sunweb teme che la decisione possa allontanare la gente dal ciclismo

Dumoulin attacca l'UCI

Dumoulin attacca l’UCI

Dumoulin attacca l’UCI: “Hanno creato un caos nella gestione del caso di Chris Froome che rischia di allontanare gli appassionati dal nostro sport”.  Il vincitore del Giro d’Italia 2017 che ha chiuso la scorsa corsa rosa proprio alle spalle del britannico non risparmia le critiche sulla recente presa di posizione dei vertici del ciclismo.
Già prima dell’avvio del Giro d’Italia Tom Dumoulin non le aveva mandate a dire a Froome: “Nelle sue stesse condizioni, il mio team ed io avremmo deciso di non correre” aveva dichiarato.

Ora alla vigilia dell’avvio della Grande Boucle la Farfalla di Maastricht è stata decisamente pungente: “Il caso Froome è stato semplicemente un caos” ha dichiarato Tom che ha aggiunto: “Questa faccenda è davvero fastidiosa, in realtà non è quello di cui il ciclismo ha bisogno in questo momento. Chris è stato assolto e ne va preso atto ma tuttala situazione è stata gestita malissimo mettendo in cattiva luce il nostro sport. Si rischia che per una faccenda così stupida i tifosi tornino ad allontanarsi dal ciclismo, sono davvero rattristato”.

Quando ancora la posizione del capitano del Team Sky era traballante, il corridore del Team Synweb aveva rigettato l’ipotesi di vincere il Giro per squalifica del Kenyano ma sicuramente non ha apprezzato il metro di giudizio dell’UCI oltre che la tempistica della decisione: “La vicenda si è risolta nelle ultime ore, con la sentenza che ha scagionato il keniano bianco proprio qualche istante dopo l’esclusione chiesta dagli organizzatori del Tour de France”

Dumoulin attacca l’UCI, Lappartient risponde

Il timore dell’UCI è quello che la presa di posizione di atleti, ex ciclisti e opinionisti possa esacerbare il pubblico così il presidente dell’UCI ha tenuto a precisare che “a decisione sul caso Froome è stata presa in modo serio, sulla base dei rapporti di esperti. E’ una decisione che va rispettata, così come vanno rispettati tutti i ciclisti in gara, compreso Froome”.

Circa la questione dei tempi della sentenza il presidente ha tenuto a motivarne le cause:  “La procedura è stata particolarmente lunga perché il caso era complesso: è stato rispettato il diritto alla difesa del corridor. In realtà i tempi li ha dettati la Wada, che ha comunicato la propria posizione sul caso il 28 giugno. L’UCI ha solo redatto la decisione finale e l’ha comunicata nel più breve tempo possibile”.

 

 

Tour esclude Froome? La Wada lo assolve: sarà al via

Tour esclude Froome? La Sky si arrabbia, la Wada lo assolve!

Tour esclude Froome secondo quanto riportato da “Le Monde” il britannico non è persona gradita agli organizzatori di ASO, il team fa ricorso la WADA lo assolve

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

, la notizia bomba è deflagrata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Le Monde‘ gli organizzatori hanno negato la partecipazione al corridore britannico. Il motivo della scelta risale, naturalmente, nella positività al Salbutamolo della Vuelta 2017.

La notizia sarebbe stata comunicata al management del team a mezzo email con l’obiettivo di non rovinare l’immagine della corsa. La Grande Boucle prenderà il via sabato 7 luglio 2018 e rischia di non vedere ai nastri di partenza il corridore faro della corsa transalpina (4 vittorie di cui le ultime tre di fila per il kenyano bianco) reduce dalla vittoria al Giro d’Italia.

Gli organizzatori si appellano all’articolo 28 del regolamento della corsa che, in conformità con le disposizioni dell’Unione Ciclistica Internazionale, consente la “facoltà di rifiutare la partecipazione o di escludere dalla prova una squadra o uno dei suoi membri la cui presenza danneggerebbe l’immagine o la reputazione di ASO o della prova stessa”.

Non essendo al momento prevista a breve (ma come vedremo non è da escludere il contrario) una sentenza sul caso salbutamolo, l’organizzazione, sulla scorta di quanto accaduto con Alberto Contador vincitore nel 2010 poi squalificato a favore di Andy Schleck, non vuole mettere a repentaglio la credibilità della corsa.

La prima avvisaglia di una dura presa di posizione di ASO era arrivata dalle parole di Bernard Hinault (che non lavora per ASO ma in passato aveva lavorato per l’organizzazione). Il tasso era stato molto duro con Froome tanto da invitare i ciclisti alla rivolta: “Se c’è lui al via, i corridori devono mettere il piede a terra e scioperare”.

Tour esclude Froome: Le reazioni del Team Sky

Come era facile immaginare la reazione del Team britannico non si è fatta attendere: la squadra di Froome ha presentato appello alla camera arbitrale del Comitato olimpico francese che si riunirà martedì 3 luglio per decidere della questione. Se l’appello devesse essere rigettato la formazione anglosassone potrebbe ricorrere al TAS di Losanna ma questo allungherebbe i tempo impedendo, di fatto, a Chris di partecipare alla sfida francese.

Nove anni fa, una situazione similare, legata alla positività alla cocaina di Tom Boonen venne rimandata al mittente dal Comitato olimpico transalpino il che rappresenta un precedente incoraggiante per la Sky. Dave Brailsford domenica era al via della Maratona delle Dolomiti ed è apparso assolutamente tranquillo sulla vicenda: “Non posso dire niente, sono molto sereno e spero che tutto possa definirsi entro l’inizio del Tour”.

Tour esclude Froome: le tappe

La camera arbitrale dello sport del Comitato Olimpico Nazionale Francese si riunirà Martedì 13 luglio alle ore 9.00 e si pronuncerà sul caso Froome ma il team non teme ripercussioni. La riunione sarà presieduta da tre arbitri professori di diritto Thomas Clay (scelto da Froome), Frank Latty (scelto da ASO) e Mathieu Maissoneuve (scelta congiunta).

Come detto la decisione del Comitato potrà poi essere rimandata al TAS di Losanna ma i tempi tecnici sono davvero stretti.

Ma che ne sarà della sentenza relativa alla Vuelta? Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, pare che voci fondate possano portare addirittura all’archiviazione del caso il che permetterebbe a Chris Froome di essere al via del Tour de France senza alcun problema.

Tour esclude Froome: parla Lappartient

Sulla vicenda si è espresso, a margine dei campionati francesi a Mantes-la-Jolie, vicino a Parigi, il presidente dell’UCI David Lappartient: “per il momento abbiamo solo la notizia del quotidiano francese, ho sempre affermato che l’Unione Ciclistica Internazionale si pronuncerà prima del via del Tour de France 2018 e così sarà”

Tour esclude Froome: parla Michelle Cound

Sulla vicenda della presunta esclusione di Chris Froome è intervenuto il management del ciclista nella figura della moglie Michelle Cound che in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che il marito “correrà” la prossima edizione del Tour de France, anche se gli organizzatori stanno provando ad impedirglielo.

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve

Le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport hanno trovato riscontro nella giornata di oggi quando il tribunale antidoping dell’UCI ha chiuso il procedimento contro Chris Froome, assolvendolo con un lungo comunicato di spiegazione.

Martedì resta fissato il dibattimento , davanti alla Camera arbitrale dello sport francese ma a questo punto l’idea di chiedere l’esclusione del britannico perde senso.

“Il procedimento contro Froome è chiuso. Al corridore era stato notificato lo scorso 20 settembre che un campione delle sue urine raccolte il 7 settembre durante la Vuelta conteneva un tasso di salbutamolo superiore ai 1000ng/ml. Il limite è di 1600 microgrammi nell’arco delle 24 ore, non si possono eccedere gli 800 microgrammi ogni 12 ore. La concentrazione era anormale. La Wada considera l’eventualità nella quale l’atleta provi che ci sia una concentrazione superiore al consentito nonostante un utilizzo della sostanza entro i limiti previsti.

La Uci ha investigato proprio questa occorrenza. Froome ha avanzato la sua difesa, l’Uci e il tribunale antidoping (WADA) hanno consultato un significante numero di esperti e di report scientifici. Lo stesso ha fatto Froome, producendo materiale per la sua difesa con evidenze scientifiche importnati.

Alla luce di tutto ciò e anche con il parele degli esperti della Wada, il tribunale antidoping ha comunicato all’UCI che sulla base di specifici casi riguardante la vicenda i risultati dei test di Froome dello scorso settembre non costituiscono una violazione delle norme antidoping. Il procedimento contro Fromme è stato chiuso. I risultati della Wada sono stati comunicato il 28 giugno.

L’Uci sa che ci saranno molte reazione dopo questa decisione, ma è stata presa sulla base dell’opinione di molti esperti, dietro al parere della Wada e dopo aver analizzato profondamente la vicenda”.

 

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve, le parole di Chris

Puntualissimo ecco il Twitt del Britannico: “Sono grato e sollevato: finalmente posso mettere alle spalle questo capitolo, sono stati nove mesi molto emotivi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato e che hanno creduto in me”.

Froome ha poi rilasciato una nota ufficiale sul sito del Team Sky: “Sono davvero contento che l’UCI mi abbia assolto. Non solo questa decisione è un grosso colpo per me e per il mio team, ma è anche un momento importante per il ciclismo. Conosco bene la storia di questo sport, nei suoi momenti belli e brutti. Ho sempre fatto le cose nella maniera corretta. Non ho mai dubitato che questo caso avrebbe condotto ad una assoluzione per il semplice motivo che non ho mai fatto nulla di sbagliato. Soffro di asma fin da bambino, conosco le regole e so quali medicine posso prendere, quanto posso usare il puff per l’asma. Ovviamente l’UCI ha esaminato i risultati dei test della Vuelta. Sfortunatamente, i dettagli del caso non sono rimasti confidenziali come avrebbero dovuto rimanere. E anche io ero frustrato per la lentezza di questa decisione. Sono felice che sia finalmente finita. Oggi viene tirata una linea. Ora non abbiamo altro da fare che guardare avanti e focalizzarci sul Tour”.

Raggiante anche il “Team Principal” Sir Dave Brailsford: “Abbiamo sempre avuto fiducia su Chris e sulla sua integrità. Sapevamo che aveva scrupolosamente seguito le indicazioni mediche per gestire la sua asma durante la Vuelta e non ho mai dubitato della sua assoluzione. Proprio per via di questa certezza abbiamo optato per far correre Chris anche al Giro e ora siamo felici che tutto si sia risolto”.

Chris ha dimostrato di essere un grande campione e l’elevata rilevazione di Salbutamolo nell’urina nella Vuelta è stata trattata come una “presunta” analisi avversa analitica (AAF) da parte dell’Uci e della Wada. Siamo stati chiamati a fornire ulteriori dettagli e, dopo una attenta analisi delle informazioni supportate dalla ricerca scientifica la WADA ha confermato che nessuna norma è stata violata. Non è stato un periodo facile per Chris ma la sua professionalità, sono state esemplari e un merito per lo sport. Ora siamo pronti per il Tour”.

 

Kristina Vogel condizioni stabili

Kristina Vogel condizioni stazionarie per la ciclista

Kristina Vogel condizioni stabili per l’atleta tedesca investita in allenamento e operata per lesioni alla schiena.

Kristina Vogel condizioni stabili

Kristina Vogel condizioni stabili

Kristina Vogel condizioni stabili per la stella del ciclismo su strada tedesca. La giovane atleta, che è anche poliziotta part-time ,è stata investita durante un allenamento al velodromo di Cottbus. Le sue condizioni sono apparse subito gravi tanto da richiederne il trasporto in elicottero dall’Ospedale di Cottbus ad un centro specializzato in traumi a Berlino.

C’è molta apprensione attorno alle condizioni di salute delle ragazza che nel frattempo è stata operata per cercare di ridurre i danni del terribile impatto.

“Le sue condizioni sono stabili – ha spiegato il ct della nazionale tedesca di ciclismo su strada, Detlef Uibel – E’ vittima di un grave infortunio alla schiena, pensiamo tutti a lei. Non mollare mai“ dalle pagine di Facebook.

Per la Vogel questo non è il primo incidente in allenamento: nove anni fa un’auto l’aveva travolta e la tedesca aveva trascorso due giorni in coma a causa di una frattura alla vertebra oltre che alla mascella, mani e braccia.

Kristina Vogel, 27 anni, ha vinto due ori olimpici nella team sprint a Londra 2012 e nella sprint individuale a Rio de Janeiro 4 anni più tardi.

Kristina Vogel condizioni: le parole di Lappartient

“Siamo tutti scioccati da quello che è successo a Kristina, un campionessa eccezionale e un ambasciatore per la disciplina, per le donne nello sport e per il ciclismo tedesco -ha detto il presidente dell’UCI David Lappartient – I nostri pensieri sono con lei e noi estendiamo il nostro sostegno a lei in questi momenti difficili. Siamo convinti che le qualità che l’hanno resa un campione la aiuteranno a affrontare questa prova con forza e determinazione”.

 

 

Team Sky attacca Bernard Hinault

Team Sky attacca il francese dopo le sue dichiarazioni

Team Sky attacca Bernard Hinault dopo che il francese ha suggerito di scioperare contro la presenza di Froome al Tour de France.

Team Sky attacca Hinault

Team Sky attacca Hinault

Team Sky attacca Bernard Hinault dopo che l’ex ciclista francese ha suggerito al gruppo di scioperare se il caso di Chris Froome positivo al Salbutamolo non viene risolto prima del via del Tour de France 2018.

Hinault ha chiesto ai corridori professionisti di smettere di essere “accondiscendenti” e di non correre se il campione in carica della Grande Boucle dovesse prendere il via.

Tuttavia, il Team Sky ha definito la leggenda del ciclismo francese “irresponsabile e male informata” in una dichiarazione rilasciata giovedì.

“E’ triste che Bernard Hinault abbia, ancora una volta, ripetuto commenti su un caso che chiaramente non capisce

“I suoi commenti sono irresponsabili e male informati. Chris non ha avuto un test positivo, piuttosto un risultato analitico negativo per un farmaco per l’asma prescritto. Chris, lo comprenderà anche Bernard, ha diritto di correre per un discorso di equità” ha proseguito l’entourage di Froome.

L’idoneità di Froome alla corsa deriva dal fatto che il Salbutamolo, a differenza degli steroidi o della CERA, non è una sostanza proibita che comporterebbe una sospensione provvisoria. Ciò significa che il 32enne può continuare a gareggiare fino alla risoluzione del caso.

“Questa è chiaramente una situazione difficile che nessuno più di Froome e di Sky vorrebbe che si risolvesse il prima possibile. Questi procedimenti servono per tutelare l’atleta e stabilire la realtà dei fatti, purtroppo la notizia è uscita sui media e da quel momento le cose si sono complicate – hanno sottolineato i vertici del Team Sky – siamo totalmente concentrati sul prossimo Tour e non ci lasceremo influenzare da questi commenti superficiali”.

Il presidente dell’UCI David Lappartient ha affermato che le probabilità che questo caso venga risolto prima della partenza della corsa non sono superiori dal 50% e tutto lascia pensare che, anche in Francia, Froome correrà senza avere certezze del suo destino.

“Non vorremmo trovarci nella situazione in cui non abbiamo una decisione prima del Tour de France ma questa è una opzione probabile – ha dichiarato Lappartient – Ero certo che la prima del via del Giro d’Italia si sarebbe tutto sistemato ma evidentemente non è stato così ed ora non so se riusciremo a governare questa situazione già prima dell’avvio del Giro di Francia”.

 

 

 

Tyler Hamilton motori impiegati nei grandi giri!

Tyler Hamilton parla dell’impiego di motorini tra i pro

Tyler Hamilton, compagno di team di Lance Armstrong e coinvolto nello scandalo doping dell’US Postal, parla dell’usi di motorini elettrici nei grandi giri

Tyler Hamilton

Tyler Hamilton

Tyler Hamilton, uno dei principali luogotenenti di Lance Armstrong durante il suo famigerato dominio nel mondo del ciclismo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 ha dichiarato che crede che i motori vengano usati nel ciclismo professionale.

Tyler Hamilton, che ha corso per la squadra americana di US Postal 1995 al 2001, è apparso nello show televisivo irlandese “Off The Ball”, e ha dichiarato: “Ho alcune fonti interne e da quello che ho sentito sono stati utilizzati nelle più grandi gare del mondo … da grandi corridori”.

Hamilton, la cui carriera è durata 13 anni dal 1994 al 2009, ha dichiarato di non aver mai sentito parlare di doping meccanico quando era un professionista, ma nel 2008 o nel 2009 “ha iniziato a sentirne parlare”.

La faccenda del doping tecnologico nel ciclismo è diventata di stretta attualità negli ultimi 12 mesi in seguito a diversi casi di “gioco sporco”, in particolare con la ex atleta del ciclocross Femke Van den Driessche. La sportiva belga è stato “beccata” ad aver usato un motore nascosto durante i Campionati del Mondo di ciclocross del 2016 categoria Under 23  e successivamente è stata bandito dallo sport per sei anni.

Per difendersi la Van den Driessche affermò che  “Quella bici non era la mia, ma quella di un amico, identica alla mia, e mi è finita in mano a causa di un malinteso di un meccanico”

All’inizio di quest’anno l’UCI sotto la guida del suo nuovo presidente, David Lappartient, ha presentato una serie di nuove misure progettate per combattere l’uso di questa tecnologia fraudolenta della nuova tecnologia. Questi includono l’uso più diffuso di telecamere a raggi X mobili e termiche avanzate durante le gare professionistiche, compresi i Grandi Tour, e maggiori multe per i motociclisti catturati con un divieto minimo di sei mesi.

Alla Vuelta di un paio d’anni fa sollevò un gran polverone il filmato del canadese Ryder Hesjedal, vincitore di un Giro d’Italia, caduto a terra la cui bicicletta aveva la ruota posteriore che continuava a girare.

Il problema non tocca solo il mondo dei pro, anzi, pare più diffuso tra gli amatori. Anche le gare amatoriali sono state fortemente colpite e condizionate dal “doping tecnologico”. Nel febbraio di quest’anno, il dilettante francese 43enne Cyril Fontaine ha fatto notizia dopo aver ricevuto una squalifica di ben 5 anni dalle competizioni organizzate dalla Federazione Ciclistica Francese per aver adoperato un motorino nascosto nel telaio della bicicletta.

La carriera Tyler Hamilton si è conclusa nel 2009, dopo che gli era stato imposto un divieto di otto anni da parte dello sport dopo un test positivo per un antidepressivo vietato. Tyler ha anche scritto un interessantissimo libro intitolato “La corsa segreta”, uscito nel 2012, in cui scoperchiava il calderone sul sistema di doping (farmaceutico) dell’US Postal di Lance Armstrong.

Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi

Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi via social network

Michael Goolaerts i messaggi dei tanti colleghi colpiti dalla tragica vicenda del campione belga rendono omaggio al ragazzo

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi di cordoglio riempiono le pagine dei siti internet e dei social network, la tragica vicenda ha messo in secondo piano le gesta di Peter Sagan e degli altri protagonisti della Parigi-Roubaix. L’intero mondo del ciclismo piange il  giovane collega che ha perso la vita mentre stava disputando per la prima volta una corsa che aveva sempre sognato. 

“La mia solidarietà a tutti i parenti di Michael. Non ci sono parole per quello che è successo…” ha sctitto il campione nazionale belga Oliver Naesen mentre il compagno Wout Van Aert ha postato sui social una foto di Michael sorridente: “Goolie era del ’94, proprio come me. Per questo abbiamo condiviso il gruppo per anni. Non posso ancora comprendere cosa sia successo. Il tuo sorriso eterno resterà sempre un’ispirazione per me. Riposa in pace”.

Giovanni Visconti: “Qualche minuto dopo aver postato la tua foto ho riaperto instagram e l’occhio è balzato subito sui “108” like. Proprio quel numero, il numero di Wouter Weilandt, ho così avuto un brutto presentimento 😢 Adesso sei lì con lui caro Michael e c’è anche Scarpa che sicuramente proverà subito a strapparti un sorriso conoscendolo. Quaggiù per noi solo lacrime ora… R.I.P.” ha postato.

Sono arrivati anche i commenti dell’Astana nella persona di Alexandre Vinokourov: “È una notizia scioccante per il mondo del ciclismo, davvero non è facile trovare le parole. Sfortunatamente, noi di Astana sappiamo quanto sia doloroso e difficile perdere un ciclista, un compagno di squadra, un amico. Sincere condoglianze alla famigia di Michael Goolaerts, agli amici e al suo team. È giorno nero per tutto il ciclismo”.

Peter Sagan, dopo la meritata festa di ieri, ha dichiarato “Tutti i miei pensieri e le preghiere della mia squadra sono con Michael. Quella che ci ha raggiunto è davvero una notizia tristissima”.

Non poteva naturalmente mancare il messaggio di cordoglio del Presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale David Lappartient: “A nome dell’Unione Ciclistica Italiana e di  tutta la famiglia del ciclismo, voglio estendere le mie più sincere condoglianze alla famiglia, la squadra, gli amici di Michael Goolaerts, che ci ha lasciato troppo presto. Condividiamo la loro immensa tristezza”.

 

 

Boonen “il Salbutamolo non è doping”

Boonen: “il Salbutamolo? è ridicolo definirlo doping”

Boonen con l’approssimarsi della Parigi-Roubaix sta rilasciando diverse interviste: dopo l’attacco a Peter Sagan ecco la difesa di Chris Froome

Boonen parla di Froome

Boonen parla di Froome

Boonen sta rilasciando parecchie dichiarazioni in questi ultimi giorni, dopo aver tacciato di ipocrisia il tre volte Campione del Mondo per le sue lamentele circa la scarsa collaborazione durante il Giro delle Fiandre, ecco che il belga ha parlato del caso Chris Froome.

La storia del britannico la conosciamo ormai per filo e per segno dalla positività di settembre alla notizia resa nota a dicembre al continua tira e molla sulla possibilità che le autorità competenti si pronuncino sulla partecipazione del corridore del Team Sky a Giro d’Italia e Tour de France.

Tutto ruota attorno al salbutamolo riscontrato nelle urine del corridore del Team Sky in una concentrazione superiore rispetto alla soglia massima tollerata di 1000 nanogrammi/millilitro. La situazione è molto ingarbugliata e lontana da essere risolta, pare che il processo davanti al tribunale UCI possa avvenire in estate inoltrata.

Froome si è sempre difeso parlando di seri problemi d’asma e di non aver mai violato le regole che conosce bene, mentre dal canto suo l’UCI, per bocca del presidente Lappartient. Sulla vicenda si è, appunto, espresso Tom Boonen, che ha parlato della questione al settimanale belga HUMO prendendo una posizione assolutamente netta sulla questione.

Boonen su Froome: “Non ci sono prove contro gli Sky”

Attualmente Boonen si divide tra il ruolo di o commentatore tv e consulente per la Lotto Soudal ma sta naturalmente dedicando molto tempo alla famiglia “le mie due figlie sono la ragione più importante che mi ha spinto a ritirarmi dalle corse” ha dichiarato al settimanale.
Parlando di Chris Froome, il belga ha fortemente difeso il corridore britannico: “definire il salbutamolo doping è assolutamente ridicolo, questa farmaco non ti permette di vincere il Tour de France o la Vuelta Espana
Boonen ha citato a proposito il caso di sua figlia, che cura i problemi d’asma con l’inalatore che usa ogni giorno, come racconta l’ex corridore che specifica che a volte qualcosa possa andare storto nel dosaggio. Insomma secondo il belga il Team Sky sarebbe vittima di un teorema accusatorio che lo vede già colpevole.

“La situazione di Froome non è per niente buona. Tutti hanno un’opinione su di lui. Tutti aspettavano che succedesse qualcosa. Poi è successo, ma è davvero un piccolo incidente” ha dichiarato Boonen qualche tempo fa a Sporza.

 

Il grosso delle polemiche contro la Sky è legata al pacco sospetto consegnato a Bradley Wiggins e il suo utilizzo ai limiti della legalità del corticosteroide triamcinolone, ed infine il recente caso dei cerotti di testosterone. Secondo Boonen non vi sono prove contro il Team Sky ne il salbutamolo può modificare le prove di un corridore rendendolo forte come Chris.

 

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa papà per la seconda volta, l’annuncio

Froome diventa di nuovo padre, una gioia per lui e la moglie Michelle Cound dopo un periodo decisamente negativo con la positività al Salbutamolo

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta, a dare l’annuncio della gravidanza della moglie Michelle Cound è stato direttamente il campione del Team Sky mediante il suo profilo Twitter. Insomma non solo guai e preoccupazioni per il kenyano bianco in questo inizio 2018 ma finalmente anche una notizia in grado di scaldare il cuore anche ad un freddo come Chris.

La notizia è stata diffusa mediante i canali social del ciclista. La coppia ha già un figlio (Kellan) nato nel dicembre del 2015 e non è strano trovare in rete dei post in cui Chris Froome condivida delle foto assieme al primogenito. Storica è la foto sul podio del Tour de France 2017 agilmente conquistato dal capitano del Team Sky.

Ad annunciare la futura nascita in casa Froome ecco la scritta “coming August 2018″ (arrivo in agosto 2018) e la foto di un dettaglio dell’ecografia a cui è stata sottoposta Michelle Froome, al momento non è stato ancora reso noto il sesso del nascituro.

Froome diventa padre ma a sua situazione è tutt’altro che fluida dal punto di vista lavorativo: non sono state poche le polemiche che lo hanno coinvolto per la positività ad un test antidoping che ha rivelato una quantitativo si salbutamolo superiore a quanto ammesso dai regolamenti.

La sua partecipazione al Giro d’Italia 2018 e al Tour de France 2018 non è ancora scontata; lo stesso Presidente dell’UCI David Lappartient non è stato tenero con il britannico che ha ricevuto parecchie critiche anche dal suo ex capitano alla Sky  Sir Bradley Wiggins.

 

Lance Armstrong niente Giro delle Fiandre

Lance Armstrong niente Fiandre per il texano

Lance Armstrong niente Fiandre, forse per problemi famigliari o forse per evitare ulteriori polemiche con il mondo del ciclismo e il presidente Lappartient

Lance Armstrong niente Fiandre

Lance Armstrong niente Fiandre

Lance Armstrong niente Giro delle Fiandre per il texano che originariamente era stato invitato per un evento pre-gara. Lance Armstrong ha dovuto ritirarsi dall’evento parlando di “un’emergenza familiare” come causa dell’assenza appena tre giorni prima della data concordata.

L’americano aveva suscitato polemiche quando ha accettato un invito a parlare al Tour of Business Academy delle Fiandre, spingendosi fino al punto di costringere il presidente dell’UCI David Lappartient a lanciare un avvertimento sul fatto che dovrebbe stare lontano dalla corsa.

“Non posso confiscare il passaporto americano e impedirgli di venire in Belgio”, ha detto Lappartient.

“Capisco che potrebbe essere invitato come relatore della conferenza, e ovviamente attirerà molta attenzione, ma non è questa l’immagine che vogliamo inviare dal ciclismo. Vogliamo promuovere uno sport pulito, e Armstrong non è il simbolo giusto “.

Non ci sarà bisogno confiscare il passaporto di Armstrong perché è lo stesso texano a chiamarsi fuori dall’evento. “È con grande tristezza e rammarico che, a causa di una grave questione familiare e personale, non posso partecipare al Tour of Flanders di quest’anno”, ha affermato in una nota ufficiale.

“Senza entrare troppo nei dettagli, e per rispetto della privacy della mia famiglia, devo stare vicino a casa mia qui in Texas per affrontare la situazione.

“Sono molto felice che Wouter Vandenhaute (patron del Flanders Classics) sia riuscito a trovare un grande oratore per l’evento del Tour of Flanders Business Academy in Roberto Martinez, l’allenatore della squadra di calcio belga. Sono certo che ha una storia molto interessante da raccontare e gli è stato detto che è un grande fan del ciclismo. “

Frodi tecnologiche: lotta a tutto campo

 

Frodi tecnologiche: l’UCI non molla

Frodi tecnologiche, una piaga del ciclismo sollevata anche da David Lappartient su cui l’UCI non vuole abbassare la guardia

Frodi tecnologiche

Frodi tecnologiche

Frodi tecnologiche uno dei punti di forza del programma di David Lappartient con cui ha ottenuto il ruolo di presidente dell’UCI. L’obiettivo dell’Unione Ciclistica Internazionale è quella di introdurre uno speciale controllo con i raggi X sulle biciclette dei vincitori ma non solo: il miglioramento tecnologico renderà possibile anche il controllo in gara delle biciclette e delle ruote al fine di evitare eventuali comportamenti irregolari. L’obiettivo è quello di ridare credibilità ad un movimento che ha visto tante ombre e sospetti sollevarsi dando garanzie di vittorie trasparenti sul piano tecnologico.

Frodi tecnologiche: il comunicato dell’UCI

L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha presentato oggi i metodi di rilevamento che utilizzerà per contrastare le frodi tecnologiche durante la stagione 2018 e ha anche presentato tecnologie innovative attualmente in fase di sviluppo.

La lotta contro la frode tecnologica è stata un tema centrale dell’impegno di David Lappartient per le federazioni nazionali del ciclismo al Congresso UCI il 21 settembre 2017; l’annuncio di oggi arriva esattamente sei mesi dopo che il francese è stato eletto presidente.

Alla conferenza stampa erano presenti anche Bob Stapleton, membro del comitato di gestione dell’UCI e presidente della UCI Equipment and Fight against Technological Fraud Commission; Jean-Christophe Péraud – Responsabile dell’UCI sulle attrezzature e lotta contro la frode tecnologica; e Gabriele Fioni – vicedirettore della ricerca tecnologica presso il CEA (Commissione francese per le energie atomiche e le energie alternative).

Per la stagione 2018, l’UCI implementerà una serie di misure che comprende tutti i metodi di rilevamento attualmente disponibili. Oltre ai tablet di scansione magnetica e alle termocamere già in uso, l’UCI ha acquisito un’unità mobile a raggi X appositamente progettata per la lotta contro le frodi tecnologiche.

L’attrezzatura per i raggi X è completamente sicura per i suoi operatori e per il pubblico, e sarà trasportata da una gara all’altra nel corso della stagione. Capace di produrre un’immagine a raggi X di una bici completa in soli cinque minuti, questa tecnologia verrà utilizzata per convalidare le prestazioni dei corridori di punta e rimuovere ogni sospetto sui risultati delle gare.

Sviluppato con il supporto di VJ Technologies – un rinomato fornitore di soluzioni tecnologiche a raggi X per l’industria automobilistica, aerospaziale, dell’energia nucleare e delle armi – il metodo ha ottenuto le autorizzazioni necessarie per l’uso nei paesi che ospitano gli eventi di punta del ciclismo.

Grazie a questi tre metodi complementari, l’UCI può ora avvicinarsi a questa stagione con il piano d’azione più solido mai messo in atto per combattere le frodi tecnologiche, con test programmati per 150 giorni di corse in tutti e cinque i continenti. Verranno coperte tutte le discipline e le categorie di età.

Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente queste misure ed eliminare qualsiasi dubbio persistente, l’UCI ha anche annunciato una partnership con CEA Tech.

CEA è stata definita come l’istituzione di ricerca pubblica più innovativa in Europa da Reuters / Clarivate nel 2017. CEA Tech è l’unità di ricerca dell’organizzazione e sviluppa tecnologie avanzate per migliorare la competitività aziendale attraverso l’innovazione, le prestazioni e la differenziazione di prodotti e servizi, nonché come aprire nuovi mercati aziendali.

La partnership tra UCI e CEA Tech mira a capitalizzare l’esperienza tecnologica di quest’ultima al fine di identificare l’approccio ottimale alla progettazione di dispositivi per rilevare i campi magnetici associati ai motori nascosti. L’obiettivo è quello di offrire un monitoraggio continuo in tempo reale per l’intera durata di una gara.

Per rafforzare le sue risorse nella lotta contro le frodi tecnologiche, l’UCI sta anche lavorando su un dispositivo di rilevamento portatile, basato sulla tecnologia di rilevamento magnetico, che sarebbe accessibile alle Federazioni Nazionali. L’UCI alla fine mira a sviluppare un sistema di tracciamento delle attrezzature (telai e ruote) basato sull’identificazione a radiofrequenza (RFID).