Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi

Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi via social network

Michael Goolaerts i messaggi dei tanti colleghi colpiti dalla tragica vicenda del campione belga rendono omaggio al ragazzo

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi di cordoglio riempiono le pagine dei siti internet e dei social network, la tragica vicenda ha messo in secondo piano le gesta di Peter Sagan e degli altri protagonisti della Parigi-Roubaix. L’intero mondo del ciclismo piange il  giovane collega che ha perso la vita mentre stava disputando per la prima volta una corsa che aveva sempre sognato. 

“La mia solidarietà a tutti i parenti di Michael. Non ci sono parole per quello che è successo…” ha sctitto il campione nazionale belga Oliver Naesen mentre il compagno Wout Van Aert ha postato sui social una foto di Michael sorridente: “Goolie era del ’94, proprio come me. Per questo abbiamo condiviso il gruppo per anni. Non posso ancora comprendere cosa sia successo. Il tuo sorriso eterno resterà sempre un’ispirazione per me. Riposa in pace”.

Giovanni Visconti: “Qualche minuto dopo aver postato la tua foto ho riaperto instagram e l’occhio è balzato subito sui “108” like. Proprio quel numero, il numero di Wouter Weilandt, ho così avuto un brutto presentimento 😢 Adesso sei lì con lui caro Michael e c’è anche Scarpa che sicuramente proverà subito a strapparti un sorriso conoscendolo. Quaggiù per noi solo lacrime ora… R.I.P.” ha postato.

Sono arrivati anche i commenti dell’Astana nella persona di Alexandre Vinokourov: “È una notizia scioccante per il mondo del ciclismo, davvero non è facile trovare le parole. Sfortunatamente, noi di Astana sappiamo quanto sia doloroso e difficile perdere un ciclista, un compagno di squadra, un amico. Sincere condoglianze alla famigia di Michael Goolaerts, agli amici e al suo team. È giorno nero per tutto il ciclismo”.

Peter Sagan, dopo la meritata festa di ieri, ha dichiarato “Tutti i miei pensieri e le preghiere della mia squadra sono con Michael. Quella che ci ha raggiunto è davvero una notizia tristissima”.

Non poteva naturalmente mancare il messaggio di cordoglio del Presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale David Lappartient: “A nome dell’Unione Ciclistica Italiana e di  tutta la famiglia del ciclismo, voglio estendere le mie più sincere condoglianze alla famiglia, la squadra, gli amici di Michael Goolaerts, che ci ha lasciato troppo presto. Condividiamo la loro immensa tristezza”.

 

 

Boonen “il Salbutamolo non è doping”

Boonen: “il Salbutamolo? è ridicolo definirlo doping”

Boonen con l’approssimarsi della Parigi-Roubaix sta rilasciando diverse interviste: dopo l’attacco a Peter Sagan ecco la difesa di Chris Froome

Boonen parla di Froome

Boonen parla di Froome

Boonen sta rilasciando parecchie dichiarazioni in questi ultimi giorni, dopo aver tacciato di ipocrisia il tre volte Campione del Mondo per le sue lamentele circa la scarsa collaborazione durante il Giro delle Fiandre, ecco che il belga ha parlato del caso Chris Froome.

La storia del britannico la conosciamo ormai per filo e per segno dalla positività di settembre alla notizia resa nota a dicembre al continua tira e molla sulla possibilità che le autorità competenti si pronuncino sulla partecipazione del corridore del Team Sky a Giro d’Italia e Tour de France.

Tutto ruota attorno al salbutamolo riscontrato nelle urine del corridore del Team Sky in una concentrazione superiore rispetto alla soglia massima tollerata di 1000 nanogrammi/millilitro. La situazione è molto ingarbugliata e lontana da essere risolta, pare che il processo davanti al tribunale UCI possa avvenire in estate inoltrata.

Froome si è sempre difeso parlando di seri problemi d’asma e di non aver mai violato le regole che conosce bene, mentre dal canto suo l’UCI, per bocca del presidente Lappartient. Sulla vicenda si è, appunto, espresso Tom Boonen, che ha parlato della questione al settimanale belga HUMO prendendo una posizione assolutamente netta sulla questione.

Boonen su Froome: “Non ci sono prove contro gli Sky”

Attualmente Boonen si divide tra il ruolo di o commentatore tv e consulente per la Lotto Soudal ma sta naturalmente dedicando molto tempo alla famiglia “le mie due figlie sono la ragione più importante che mi ha spinto a ritirarmi dalle corse” ha dichiarato al settimanale.
Parlando di Chris Froome, il belga ha fortemente difeso il corridore britannico: “definire il salbutamolo doping è assolutamente ridicolo, questa farmaco non ti permette di vincere il Tour de France o la Vuelta Espana
Boonen ha citato a proposito il caso di sua figlia, che cura i problemi d’asma con l’inalatore che usa ogni giorno, come racconta l’ex corridore che specifica che a volte qualcosa possa andare storto nel dosaggio. Insomma secondo il belga il Team Sky sarebbe vittima di un teorema accusatorio che lo vede già colpevole.

“La situazione di Froome non è per niente buona. Tutti hanno un’opinione su di lui. Tutti aspettavano che succedesse qualcosa. Poi è successo, ma è davvero un piccolo incidente” ha dichiarato Boonen qualche tempo fa a Sporza.

 

Il grosso delle polemiche contro la Sky è legata al pacco sospetto consegnato a Bradley Wiggins e il suo utilizzo ai limiti della legalità del corticosteroide triamcinolone, ed infine il recente caso dei cerotti di testosterone. Secondo Boonen non vi sono prove contro il Team Sky ne il salbutamolo può modificare le prove di un corridore rendendolo forte come Chris.

 

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa papà per la seconda volta, l’annuncio

Froome diventa di nuovo padre, una gioia per lui e la moglie Michelle Cound dopo un periodo decisamente negativo con la positività al Salbutamolo

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta, a dare l’annuncio della gravidanza della moglie Michelle Cound è stato direttamente il campione del Team Sky mediante il suo profilo Twitter. Insomma non solo guai e preoccupazioni per il kenyano bianco in questo inizio 2018 ma finalmente anche una notizia in grado di scaldare il cuore anche ad un freddo come Chris.

La notizia è stata diffusa mediante i canali social del ciclista. La coppia ha già un figlio (Kellan) nato nel dicembre del 2015 e non è strano trovare in rete dei post in cui Chris Froome condivida delle foto assieme al primogenito. Storica è la foto sul podio del Tour de France 2017 agilmente conquistato dal capitano del Team Sky.

Ad annunciare la futura nascita in casa Froome ecco la scritta “coming August 2018″ (arrivo in agosto 2018) e la foto di un dettaglio dell’ecografia a cui è stata sottoposta Michelle Froome, al momento non è stato ancora reso noto il sesso del nascituro.

Froome diventa padre ma a sua situazione è tutt’altro che fluida dal punto di vista lavorativo: non sono state poche le polemiche che lo hanno coinvolto per la positività ad un test antidoping che ha rivelato una quantitativo si salbutamolo superiore a quanto ammesso dai regolamenti.

La sua partecipazione al Giro d’Italia 2018 e al Tour de France 2018 non è ancora scontata; lo stesso Presidente dell’UCI David Lappartient non è stato tenero con il britannico che ha ricevuto parecchie critiche anche dal suo ex capitano alla Sky  Sir Bradley Wiggins.

 

Lance Armstrong niente Giro delle Fiandre

Lance Armstrong niente Fiandre per il texano

Lance Armstrong niente Fiandre, forse per problemi famigliari o forse per evitare ulteriori polemiche con il mondo del ciclismo e il presidente Lappartient

Lance Armstrong niente Fiandre

Lance Armstrong niente Fiandre

Lance Armstrong niente Giro delle Fiandre per il texano che originariamente era stato invitato per un evento pre-gara. Lance Armstrong ha dovuto ritirarsi dall’evento parlando di “un’emergenza familiare” come causa dell’assenza appena tre giorni prima della data concordata.

L’americano aveva suscitato polemiche quando ha accettato un invito a parlare al Tour of Business Academy delle Fiandre, spingendosi fino al punto di costringere il presidente dell’UCI David Lappartient a lanciare un avvertimento sul fatto che dovrebbe stare lontano dalla corsa.

“Non posso confiscare il passaporto americano e impedirgli di venire in Belgio”, ha detto Lappartient.

“Capisco che potrebbe essere invitato come relatore della conferenza, e ovviamente attirerà molta attenzione, ma non è questa l’immagine che vogliamo inviare dal ciclismo. Vogliamo promuovere uno sport pulito, e Armstrong non è il simbolo giusto “.

Non ci sarà bisogno confiscare il passaporto di Armstrong perché è lo stesso texano a chiamarsi fuori dall’evento. “È con grande tristezza e rammarico che, a causa di una grave questione familiare e personale, non posso partecipare al Tour of Flanders di quest’anno”, ha affermato in una nota ufficiale.

“Senza entrare troppo nei dettagli, e per rispetto della privacy della mia famiglia, devo stare vicino a casa mia qui in Texas per affrontare la situazione.

“Sono molto felice che Wouter Vandenhaute (patron del Flanders Classics) sia riuscito a trovare un grande oratore per l’evento del Tour of Flanders Business Academy in Roberto Martinez, l’allenatore della squadra di calcio belga. Sono certo che ha una storia molto interessante da raccontare e gli è stato detto che è un grande fan del ciclismo. “

Frodi tecnologiche: lotta a tutto campo

 

Frodi tecnologiche: l’UCI non molla

Frodi tecnologiche, una piaga del ciclismo sollevata anche da David Lappartient su cui l’UCI non vuole abbassare la guardia

Frodi tecnologiche

Frodi tecnologiche

Frodi tecnologiche uno dei punti di forza del programma di David Lappartient con cui ha ottenuto il ruolo di presidente dell’UCI. L’obiettivo dell’Unione Ciclistica Internazionale è quella di introdurre uno speciale controllo con i raggi X sulle biciclette dei vincitori ma non solo: il miglioramento tecnologico renderà possibile anche il controllo in gara delle biciclette e delle ruote al fine di evitare eventuali comportamenti irregolari. L’obiettivo è quello di ridare credibilità ad un movimento che ha visto tante ombre e sospetti sollevarsi dando garanzie di vittorie trasparenti sul piano tecnologico.

Frodi tecnologiche: il comunicato dell’UCI

L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha presentato oggi i metodi di rilevamento che utilizzerà per contrastare le frodi tecnologiche durante la stagione 2018 e ha anche presentato tecnologie innovative attualmente in fase di sviluppo.

La lotta contro la frode tecnologica è stata un tema centrale dell’impegno di David Lappartient per le federazioni nazionali del ciclismo al Congresso UCI il 21 settembre 2017; l’annuncio di oggi arriva esattamente sei mesi dopo che il francese è stato eletto presidente.

Alla conferenza stampa erano presenti anche Bob Stapleton, membro del comitato di gestione dell’UCI e presidente della UCI Equipment and Fight against Technological Fraud Commission; Jean-Christophe Péraud – Responsabile dell’UCI sulle attrezzature e lotta contro la frode tecnologica; e Gabriele Fioni – vicedirettore della ricerca tecnologica presso il CEA (Commissione francese per le energie atomiche e le energie alternative).

Per la stagione 2018, l’UCI implementerà una serie di misure che comprende tutti i metodi di rilevamento attualmente disponibili. Oltre ai tablet di scansione magnetica e alle termocamere già in uso, l’UCI ha acquisito un’unità mobile a raggi X appositamente progettata per la lotta contro le frodi tecnologiche.

L’attrezzatura per i raggi X è completamente sicura per i suoi operatori e per il pubblico, e sarà trasportata da una gara all’altra nel corso della stagione. Capace di produrre un’immagine a raggi X di una bici completa in soli cinque minuti, questa tecnologia verrà utilizzata per convalidare le prestazioni dei corridori di punta e rimuovere ogni sospetto sui risultati delle gare.

Sviluppato con il supporto di VJ Technologies – un rinomato fornitore di soluzioni tecnologiche a raggi X per l’industria automobilistica, aerospaziale, dell’energia nucleare e delle armi – il metodo ha ottenuto le autorizzazioni necessarie per l’uso nei paesi che ospitano gli eventi di punta del ciclismo.

Grazie a questi tre metodi complementari, l’UCI può ora avvicinarsi a questa stagione con il piano d’azione più solido mai messo in atto per combattere le frodi tecnologiche, con test programmati per 150 giorni di corse in tutti e cinque i continenti. Verranno coperte tutte le discipline e le categorie di età.

Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente queste misure ed eliminare qualsiasi dubbio persistente, l’UCI ha anche annunciato una partnership con CEA Tech.

CEA è stata definita come l’istituzione di ricerca pubblica più innovativa in Europa da Reuters / Clarivate nel 2017. CEA Tech è l’unità di ricerca dell’organizzazione e sviluppa tecnologie avanzate per migliorare la competitività aziendale attraverso l’innovazione, le prestazioni e la differenziazione di prodotti e servizi, nonché come aprire nuovi mercati aziendali.

La partnership tra UCI e CEA Tech mira a capitalizzare l’esperienza tecnologica di quest’ultima al fine di identificare l’approccio ottimale alla progettazione di dispositivi per rilevare i campi magnetici associati ai motori nascosti. L’obiettivo è quello di offrire un monitoraggio continuo in tempo reale per l’intera durata di una gara.

Per rafforzare le sue risorse nella lotta contro le frodi tecnologiche, l’UCI sta anche lavorando su un dispositivo di rilevamento portatile, basato sulla tecnologia di rilevamento magnetico, che sarebbe accessibile alle Federazioni Nazionali. L’UCI alla fine mira a sviluppare un sistema di tracciamento delle attrezzature (telai e ruote) basato sull’identificazione a radiofrequenza (RFID).

 

 

 

 

Ruta del Sol al via Chris Froome nonostante le polemiche

Ruta del Sol nella starting list anche il capitano della Sky

Ruta del Sol al via ci sarà anche il capitano del Team Sky Chris Froome al centro di molte polemiche per il salbutamolo

 

Ruta del Sol vinta da Froome nel 2015

Ruta del Sol vinta da Froome nel 2015

Ruta del Sol, corsa a tappe che si terrà in Andalusia dal 14 al 18 febbraio, vedrà ai nastri di partenza anche il capitano del Team Sky Chris Froome. Il britannico è stato iscritto alla manifestazione nonostante sia sotto indagine da parte dell’ente governativo mondiale del ciclismo dopo essere risultato “non negativo” ad un test antidoping.

Chris Froome prenderà dunque parte alla breve corsa a tappe spagnola che già lo vide vincitore nel 2015.

Froome dovrà rendere conto all’Unione ciclistica internazionale (UCI) delle motivazioni per cui un suo campione di urine prelevato durante la Vuelta Espana dello scorso anno ha mostrato una concentrazione di salbutamolo doppia rispetto al livello consentito.

 

 

Ho fatto allenamento duri nel mese di gennaio e sono soddisfatto del lavoro svolto. Sono passati tre dalla mia ultima partecipazione alla Ruta del Sol, una gara che mi è sempre piaciuta, non non vedo l’ora di tornarci” ha dichiarato lo stesso corridore che ha parlato anche della vicenda salbutamolo: “Sono sicuro che saremo in grado di scoprire quello che è successo e sto lavorando duramente con il team per riuscirci. Ovviamente capisco che questa situazione abbia creato molta incertezza e che abbia destato tanto interesse e speculazioni. Ma spero che i tifosi capiscano che ci sono limiti a quello che posso dire a riguardo, visto che il procedimento è ancora in corso, ma assicuro che nessuno è più determinato di me ad arrivare ad una soluzione il più rapidamente possibile”.
 
A margine si è espresso anche Dave Brailsford manager del team: “Sappiamo che si tratta di circostanze difficili ma stiamo lavorando duramente con Chris per risolvere le cose il prima possibile».

 

 

Intanto proseguono i rumors sul #Froomegate e stanno circolando voci sulla possibilità di una sospensione cautelativa di Froome in base al famigerato articolo 7.9.3 del regolamento internazionale a cui si starebbe opponendo la moglie e manager Michelle Cound.

 

A tal proposito il numero uno dell’UCI, David Lappartient ha categoricamente smentito la cosa: Per una sostanza come il salbutamolo, anche in passato non ci sono state sospensioni. Se decidessimo così, Froome farebbe ricorso al Tribunale arbitrale dello Sport e perderemmo“.

Si rimane dunque in attesa del processo e della sentenza: la difesa del vincitore dell’ultimo Tour de France è corposa e Michelle Cound, moglie e manager del britannico, proverà a giocare al meglio le proprie carte nel migliore dei modi.

 

Fabio Bordonali controcorrente: ci vorrebbero più Sky!

Fabio Bordonali controcorrente, tutti contro la Sky? Ce ne vorrebbero di più

Fabio Bordonali controcorrente, l’ex dirigente di LPR, Brescialat e Liquigas, parla a ruota libera: “ci hanno rubato il ciclismo”

FABIO BORDONALI

FABIO BORDONALI

Fabio Bordonali controcorrete: “ci siamo fatti rubare il ciclismo”. L’ex dirigente e corridore ripercorre in una intervista rilasciata a tuttobiciweb come il ciclismo sia cambiato (in peggio) negli ultimi anni. “Mi ricordo le riunioni carbonare con Verbruggen, c’eravamo io, Corti, Ferretti, Boifava e Stanga: volevano convincerci che il Pro Tour sarebbe stata la manna per il ciclismo” attacca Bordonali “quando nel 2004 proposti alla Liquigas di rientrare nel ciclismo, tutto era pronto, poi Paolo Zani (Mister Liquigas ndr) mi disse: ti do 2 milioni in meno l’anno, perché Verbruggen mi ha garantito che arriveranno ogni anno 2 milioni dai diritti tv. Naturalmente tutti e due sapevamo che non sarebbe arrivato nulla e così è stato e non se ne fece nulla”.

“Il ciclismo italiano era un fiore all’occhiello, un marchio costruito in ottant’anni di corse, eravamo il movimento più forte, potevamo dettar legge se solo fossimo rimasti uniti – ha proseguito Fabio – invece abbiamo consegnato il ciclismo facendoci ingolosire da promesse di investimenti milionari puntualmente disattese”. Insomma un movimento che ha lasciato morire la sua unicità ma a favore di chi? “L’ASO è una forza, fa business e il primo a beneficiarne è il ciclismo francese: questi corrono sempre senza vincere mai nulla da anni e ora hanno anche il presidente dell‘UCI “.

“Gente come Reverberi e Gianni Savio sono degli eroi, ogni anno mettono in piedi la squadra senza sapere che corse potranno correre. Ci sono dei personaggi come  Adriano Amici che hanno ancora la forza per tenere in vita tante corse o la famiglia Galbusera (proprietari della Lampre) che hanno lottato per anni in questa continua bufera e mutazione del ciclismo mondiale”.

La genialità italiana però premia ancora “si siamo degli artisti noi italiani, i francesi storcono il naso perché Cairo ha organizzato la partenza a Gerusalemme ma sapete perché fanno cosi? Volevano farlo loro e noi li abbiamo anticipati! Vincenzo Nibali è come Alberto Tomba, come Valentino Rossi: dovrebbe essere un idolo nazionale, però dovrebbe correre per la FCA, come la Ferrari. Invece corre per il Team Bahrain“.

E in tutta questa rivoluzione perenne del ciclismo come vive l’ex DS il ciclismo moderno? “Lo guardo in tivù. Alle corse non vado perché non mi diverto più. Tutti dicono: Sky rovina il ciclismo. Io preferisco tenermi il Team Sky e quelli che ci mettono dei soldi e buttare l’Uci. Quando Sky se ne andrà, e prima o poi succederà, lascerà un vuoto. Ce ne vorrebbero dieci di Sky. Invece tutti la criminalizzano, ma scommetto che se facessero un casting per manager si metterebbero tutti in fila”.

Ma di cosa ha bisogno il ciclismo per tornare sulla cresta dell’onda? “facile, di personaggi. Spero tanto che Peter Sagan non si annoi troppo in questo scenario perché se molla lui il ciclismo crolla. Uno così fa bene al nostro sport: è un uomo libero, uno che si diverte, che non fa drammi se perde, che sa che questo in fondo è un gioco”. Fabio Bordonali sa che a questo sport manca l’uomo forte: “Marco Pantani era un simbolo, un eroe moderno. Sapete, io non ho mai avuto Marco nel mio team ma quando negoziavo per vendere parlavo sempre del Pirata perché la gente voleva investire nello sport dove c’era lui. Magari è un caso che il mio ciclismo sia morto nel 2004 come lui, ma probabilmente no”.

Ma cosa ha allontanato gli sponsor dal ciclismo, la crisi o il ciclismo? “la crisi c’è stata in tutti i settori ma se vuoi chiedere 10-15 milioni ad un imprenditore questo vuole delle garanzie. Ti faccio un esempio, se vai da Sergio Marchionne e gli chiedi di investire anche 20-25 milioni non avrebbe problemi a farlo, per FCA sono bruscolini. Ma uno come lui vorrebbe certezze e non uno sport in cui chi comanda una classifica generale può essere squalificato per doping durante la corsa, quello gli rovinerebbe tutto!”

 

Mario Cipollini attacca Lappartient sul caso Froome

 

Mario Cipollini attacca Lappartient “impacciato e timoroso”

Mario Cipollini attacca Lappartient sulla vicenda della non negatività al salbutamolo di Chis Froome e ricorda il Pirata Marco Pantani

Mario Cipollini attacca Lappartient

Mario Cipollini attacca Lappartient

Mario Cipollini attacca Lappartient sulla vicenda della non negatività al salbutamolo del capitano del Team Sky andandoci parecchio duro. La non presa di posizione netta da parte dell’UCI pare aver sollevato un vespaio che non cenna a placarsi. Hanno parlato in tanti, dagli ex  Greg Lemond e Lance Armstrong passando per corridori attualmente in attività fino alle parole di “supermario”.

“Sono d’accordo con il presidente dell’Uci David Lappartient, Sky farebbe bene a sospendere Froome: per il bene suo, per il bene del team e del ciclismo ma– ha dichiarato Mario a tuttobiciweb  quello che non capisco è per quale ragione, dopo i casi Petacchi e Ulissi, il ciclismo e lo sport in genere si debba dare regole così fragili”. 

Proprio il regolamento e le sue falle secondo Cipollini sono la causa di questo stallo: “questi regolamenti così poco chiari fanno comodo a qualcuno ma ora questo si ritorce contro a tutto il sistema”.

“Lappartient ha ereditato davvero una patata bollente, non poteva iniziare peggio la sua presidenza, ma proprio per questo gli chiedo di concentrarsi non tanto su quello che è successo, ma su quello che deve succedere o non dovrà succedere più. Lo vorrei più incisivo sulla questione Froome” ha dichiarato il toscano che ci ha tenuto a precisare che il suo attacco non è personale: “non ho nulla contro Chris, ma il nostro sport non può vivere in questo stato e non può mantenere regolamenti così fragili e vulnerabili.

Cipollini attacca Lappartient per carenza di determinazione: “come l’ho apprezzato molto in una campagna elettorale in cui è parso molto concreto e determinato ora lo sento molto impacciato e timoroso”.

Mario ha poi parlato di equilibri anche politici in ballo: “È chiaro che tocca a Brailsford prendere questa decisione di sospendere Froome perché i regolamenti dicono tutto e niente. Ma è altrettanto vero che in un momento così delicato per il mondo del ciclismo, non ho capito il perché Lappartient abbia attaccato i corridori che hanno avuto a che fare con problemi di doping anziché pensare a quello che sta accadendo al ciclismo in queste settimane.”

“Lappartient ha detto che i dopati non hanno posto nel ciclismo? Vero ma ègiusto dire che chi ha scontato la propria pena e ha fatto pace con le proprie colpe ha il diritto di tornare a vivere anche nel mondo delle due ruote, come tanti fanno e altri potrebbero fare” ha continuato Cipollini che si è soffermato anche sulla polemica tra Armstrong e Lappartient: “Il presidente non vuole incontrare il texano? Giusto ma si tratta di incontro a margine della Ronde e interverrebbe come semplice cittadino americano, non credo che gli diano il pass per seguire la corsa”.

E’ evidente che a oltre un mese dalla notizia del #Froomegate il non  avere ancora certezze genera polemiche quotidiane che con l’avvicinarsi degli appuntamenti caldi della stagione non possono che lievitare

Cipollini chiude la chiacchierata con un pensiero amaro: ” se quel triste 5 giugno del 1999, nel viaggio di ritorno da Madonna di Campiglio verso Imola, dove il povero Marco Pantani si è poi fermato per sostenere nuovi esami ematici, al suo fianco ci fosse stata una squadra come Sky? Forse Marco sarebbe ancora qui tra noi…”

 

Lappartient su Froome posizione dura!

Lappartient su Froome: “Così Sky fa male a tutto il movimento”

Lappartient su Froome, il presidente della UCI: non possiamo costringere la Sky a fermarlo

Lappartient su Froome

Lappartient su Froome

Lappartient su Froome  questa volta ci va giù abbastanza diretto, il presidente dell’UCI, giustamente, deve tutelare la massima espressione della Federazione che presiede, mantenendo un tono garantista ma fermo sulla posizione non tanto del corridore quanto del Team.

Proseguono dunque le schermaglie tra l’UCI ed il Team Sky sul caso di positività di Chris Froome al salbutamolo che fanno seguito alle dure prese di posizione di ex alteti come Greg Lemond e corridori attualmente in attività.

Lo dichiarazioni rilasciate da David Lappartient, presente in Australia al Tour Down Under sono stare assolutamente dirette:

“Non possiamo costringere Sky a fermare Froome, con le regole attuali lui ha il diritto di gareggiare. Sta a loro decidere ma, se vincesse alcune gare, potrebbe essere peggio se poi venisse sanzionato. Ecco perchèsarebbe meglio per loro ridurre la pressione non facendolo correre. Froome ha il diritto di difendersi, ma il comportamento della squadra fa male al ciclismo. Gli organizzatori, per l’immagine della loro corsa, potrebbero rifiutare l’iscrizione. Ma la cosa potrebbe finire al Tas“, la sottolineatura del dirigente francese riportata su La Gazzetta dello Sport.

Sebastien Reichenbach contro Moscon

Sebastien Reichenbach attacca nuovamente Moscon

Sebastien Reichenbach non ha ancora digerito i fatti della Tre Valli Varesine e accusa Gianni Moscon di averlo fatto cadere volutamente.

Sebastien Reichenbach,

Sebastien Reichenbach,

Sebastien Reichenbach, ciclista della FDJ, continua la sua battaglia legale contro Gianni Moscon per i fatti relativi alla Tre Valli Varesine. Lo svizzero accusa il corridore del Team Sky di averlo fatto volontariamente cadere durante la corsa varesina.

Sulla questione ha preso posizione anche il Presidente UCI Lappartient e il corridore elvetico ha denunciato l’accadimento alla Polizia e ha mandato la sua testimonianza all’UCI e ha ricordato i fatti della Tre Valli Varesine, come riportato da Cyclingnews.com:

 Sebastien Reichenbach: le parole

“L’UCI ha ricevuto la mia testimonianza come quelle dei testimoni e c’è una procedura davanti al tribunale civile. Moscon non mi ha mai chiamato per scusarsi. Ho ancora in mente le immagini dell’incidente: ero rilassato perché non c’era tensione in gruppo e l’andamento era molto tranquillo. Non c’erano situazioni pericolose, ma ad un certo punto ho sentito urtare la mia spalla. Dopo non ricordo nulla a causa della botta sul marciapiede. A terra ho subito detto al medico di squadra che un corridore mi ha spinto. Adesso voglio voltare pagina e concentrarmi per il 2018”.