Team Ineos il futuro del Team Sky?

Team Ineos potrebbe essere l’erede del Team Sky

Team Ineos, l’azienda chimica multinazionale registra il nome del team online che potrebbe subentrare al Team Sky

Team Ineos

Team Ineos

Team Ineos potrebbe essere la nuova denominazione del Team Sky a partire 2020. Ineos, multinazionale controllata da Jim Ratcliffe una delle persona più ricca della Gran Bretagna, è quindi pronta a intervenire e salvare la squadra britannica WorldTour.

Le voci sulla trattativa tra la multinazionale e il tram di Dave Brailsford hanno iniziato a circolare già da qualche settimana e secondo i rumors provenienti dalla Tirreno-Adriatico pare che il futuro del team sia ormai stato messo in cassaforte.

Durante il recente tour degli Emirati Arabi Uniti, il direttore sportivo Matteo Tosatto aveva dichiarato a Marca che il team si era assicurato un nuovo sponsor europeo che sarebbe stato annunciato forse anche prima del Giro.

Ineos è già presente nel mondo dello sport con un fortissimo investimento (oltre 100 milioni di sterline) nella Ben Ainslie sodalizio che punta a prender parte alla prossima American’s Cup di vela e che prende il nome di Ineos Team UK.

Il Team Sky ha attualmente 12 corridori sotto contratto per il 2020, tra cui Chris Froome, Geraint Thomas ed Egan Bernal e pare che abbia già iniziato a lavorare con i procuratori per cercare un prolungamento dei contratti in essere.

Entro il primo aprile inoltrare, secondo le nuove regole, i team devono confermare l’intenzione di richiedere una licenza WorldTour ragion per cui la chiusura della collaborazione dovrà avvenire in tempi brevissimi.

Ineos è la seconda più grande compagnia chimica del mondo detenuta per il 60% da Ratcliffe che, secondo quanto riportato dal The Sunday Times Rich Lis, ha un patrimonio che tocca i 21 miliardi di sterline e che è entrato nell’occhio del mirino dei media di oltre Manica per  aver trasferito la sua vasta ricchezza personale a Montecarlo proprio vicino al quartier generale degli allenamenti di Froome e Thomas.

Ratcliffe pratica con regolarità il triatlhon e ha tentato di acquisire il Chelsea da Roman Abramovich per poi ripiegare su una partecipazione di controllo nella squadra di calcio Lausanne-Sport in Svizzera.

 

Egan Bernal: Pronto a prendere le redini del Team Sky in Italia

Egan Bernal punta Giro d’Italia

Egan Bernal sarà il capitano del Team Sky al prossimo Giro d’Italia e attende con impazienza di cimentarsi contro Dumoulin, Nibali e Yates

Egan Bernal (fonte pagina Facebook)

Egan Bernal (fonte pagina Facebook)

Egan Bernal sarà l’alfiere principale del Team Sky per l’edizione 2019 della corsa rosa. Il team britannico ha ottenuto qualcosa come otto Grandi Giri con tre diversi piloti a partire dal 2012 ed ora pare arrivato il momento del fenomenale scalatore colombiano di giocarsi le sue carte.

Il ventiduenne ciclista sudamericano è alla seconda stagione nel team di Dave Brailsford ed è in costante ascesa nelle gerarchie del team. Dopo aver chiuso al secondo posto il Tour de Romandie 2018 e aver vinto il Tour of California, è stato fenomenale nel debutto al Tour de France aiutando Geraint Thomas alla conquista della vittoria finale (chiudendo quindicesimo in classifica).

La seconda parte della sua stagione è stata complicata da una bruttissima caduta alla Clasica San Sebastián che lo ha costretto ad un ricovero di diversi giorni.

Egan Bernal quest’anno non ha preso parte al Tour Down Under sottoponendosi, assieme a Chris Froome e a Gianni Moscon ad un campo di allenamento informale prima del Tour Colombia 2.1 .

L’idea del team è quindi quella di “accompagnare” Bernal nel miglior percorso di avvicinamento possibile alla corsa rosa.

“Sono molto felice di andare al Giro – ha raccontato Bernal a Cyclingnews.com – e sono contento di andare con i gradi di capitano. Non voglio troppa pressione e in questo il team è fantastico come posto per imparare. Ho 22 anni e ho tante occasioni davanti a me, non sento l’obbligo di dover vincere, andremo in Italia per imparare a restare concentrato per 21 giorni di gara con la pressione di essere leader”.

Pur presentando parecchi chilometri a cronometro che non sono propriamente la specialità di Bernal, il tracciato del Giro stuzzica la fantasia del colombiano del Team Sky:

“non sono un cronoman ma le prove contro il tempo mi piacciono anche se perdo sempre molto tempo. Il Giro presenta tre cronometro interessanti e molta salita e questo per me è un punto a favore. Le salite del Giro sono sempre durissime e mi ispirano, in una corsa a tappe come quella italiana può succedere di tutto in ogni tappa e quindi richiede una forte concentrazione. Ci sono tanti campioni che saranno al via del Giro, Dumoulin ha dalla sua le cronometro ma bisogna temere Vincenzo Nibali che ha lo spirito dell’attaccante, Valverde che è sempre temibile e Simone Yates che ha già dimostrato il suo valore. Così tanti nomi di prestigio possono togliermi pressione di dosso”.

Tosatto: “Il Team Sky potrebbe svelare il nuovo sponsor prima del Giro

Tosatto: il nuovo sponsor già prima del Giro d’Italia?

Tosatto ha dichiarato che il Team Sky potrebbe annunciare l’accordo con il nuovo main sponsor,  forse con un brand Italiano

Tosatto

Tosatto

Tosatto, ex ciclista italiano attualmente direttore sportivo del team Sky dal 2017, ha raccontato ai giornalisti di marca.com che già prima del prossimo Giro d’Italia, la formazione britannica potrebbe alzare il velo sul nuovo main sponsor.

Parlando a margine di una frazione del Tour degli Emirati Arabi Uniti , Tosatto ha dichiarato ai microfoni Marca che la situazione sul versante sponsor è diventata ormai fluida e che in tempi relativamente brevi potrebbe essere svelato il nome dell’azienda che comparirà sulle maglie della formazione britannica al termine dell’impegno con Sky.

“Prima del Giro dovremmo avere concluso un accordo che garantisca la sicurezza della squadra – ha affermato Tosatto –con ogni probabilità il closing avverrà solo prima del Tour, ma è probabile che l’annuncio venga dato a ridosso della corsa rosa”.

Qualche settimana fa aveva preso piede l’ipotesi che la squadra britannica avesse trovato un partner colombiano in grado di garantire il post Sky ma ora Matteo Tosatto ha rivelato che: si tratterà di un marchio europeo, qualcuno addirittura pensa possa essere un’azienda italiana.

All’inizio di febbraio, come detto, era avanzata l’ipotesi che un consorzio di sponsor colombiani, guidato dalla compagnia petrolifera Ecopetrol, potesse essere in corsa per sostenere il team WorldTour ma lo stesso Dave Brailsford ha sottolineato come la cosa fosse “molto improbabile”.

Brailsford durante il recente Tour di Colombia si era detto entusiasta del paese e dell’amore per il ciclismo ma, nonostante un incontro con il presidente della Colombia Duque e il ministero dello sport, ha voluto allontanare l’ipotesi di un partner sudamericano:

“Il ciclismo colombiano ha un potenziale enorme ma con il governo abbiamo parlato di cose diverse da una ipotetica partnership di sponsorizzazione. Il ciclismo in Colombia è in continua crescita e noi monitoriamo i talenti del paese” ha dichiarato Brailsford

 

Brailsford tra presente e futuro del Team Sky

Brailsford lavora per la nuova sponsorizzazione e non solo

Brailsford del Team Sky si sta dividendo tra la ricerca di nuovi partner commerciali e la gestione dei talenti colombiani Bernal e Sosa

Brailsford (fonte pagina facebook)

Brailsford (fonte pagina facebook)

Brailsford dopo l’annuncio dello scorso dicembre dell’addio del marchio Sky dalle maglie del team britannico sta lavorando alacremente per trovare un nuovo partner commerciale ma per ora le bocche restano cucite.

Brailsford e il team sono stati avvicinati a diverse soluzioni, tra cui la partnership con il boss della Israel Cycling Academy, il miliardario Sylvan Adams, ma nessuna conferma o smentita ufficiale è arrivata.

“Quando sei una squadra come Sky è normale dover convivere con tante voci e notizie – ha raccontato il manager a Cyclingnews – ma in queste trattative è importane mantenere alta la riservatezza nel rispetto delle parti coinvolte. Questa attività è interessante ed è entusiasmante vedere l’interesse che ruota attorno alla squadra ma non ho alcuna intenzione di commentare le voci che circolano”.

La nuova regola dell’UCI impone ai team di fare richiesta per la licenza WorldTour 2020 entro il 1 aprile 2019, questo potrebbe risultare penalizzate per la formazione di Brailsford e, sollecitato a riguardo, il direttore del Team Sky non ha voluto commentare.

Brailsford in Colombia

Brailsford è attualmente impegnato al Tour di Colombia non solo per seguire la corsa sudamericana ma anche per studiare il mercato e i talenti emergenti. Il Team Sky ha avuto un buon rapporto con i colombiani avendo schierano due fenomeni come Rigoberto Uran nel 2011 e Sergio Henao nel 2012. Ora la pattuglia si è ampliata con l’aggiunta di Bernal nel 2018 e di Ivan Sosa a partire da quest’anno.

“Uran e Henao hanno avuto molto successo con noi e hanno dato un grande contributo al Team Sky. E’ un errore creare una cultura troppo europea o britannica in cui inserire atleti latinoamericani pretendendo che questi si adeguino in tutto e per tutto a questo spirito. Il nostro modo di vedere le cose – ha spiegato – è quello di immergerci nella loro cultura per supportarli in modo che possano ottenere il massimo. E’ importante cercare di capire le differenze culturali e non eliminarle, lo trovo estremamente eccitante, personalmente”.

 

Brailsford tra Bernal e Sosa

Due tra i più promettenti colombiani vestono i colori del Team Sky: il ventiduenne Egan Bernal e il 21enne Ivan Sosa, il cui contratto con la squadra britannica è iniziato non senza problemi. Originariamente Sosa doveva approdare al Trek-Segafredo ma l’affare è saltato e il Team Sky è intervenuto.

“C’è stato un malinteso durante la fase di firma – ha detto Brailsford – e penso che sia stato spiacevole per tutti, non volevamo scavalcare nessuno, purtroppo le cose non sono andate al meglio. Ad ogni modo siamo felicissimi perché Ivan è un grande talento ed è molto intelligente e maturo. Con il giusto tempo di maturazione potrà far vedere egregie, certo quando si entra in una squadra strutturata come il Team Sky l’impatto non è dei più facili e quindi penso che sia per lui che per Egan bisogna avere la pazienza di aspettare il loro adattamento. In questa fase della loro carriera non devono guardare alle vittorie ma alla loro crescita professionale non badando troppo alle pressioni di stampa e tifosi”.

Bernal già nella scorsa stagione ha giocato un ruolo importante nelle gerarchie del Team Sky e ha contribuito in modo netto nell’aiutare Geraint Thomas a conquistare il Tour de France lo scorso anno e quest’anno vestirà i gradi di capitano al Giro d’Italia:

“Quando abbiamo selezionato la squadra per la corsa rosa – ha detto Brailsford – abbiamo pensato che la cosa importante è che Egan comprenda come si corre un grande giro, dobbiamo tenere tutti i piedi a terra. L’esempio di Geraint Thomas è importante: ha vinto il Tour de France a 32 anni non ha 22, insomma Egan ha dieci anni di scuola prima di avere l’età di Geraint e quindi la fretta va messa da parte”.

Thomas: Froome e io possiamo condividere la leadership al Tour de France

Thomas va all-in sul Tour de France

Thomas è pronto a concentrare le sue energie sulla conquista del Tour de France 2019 ma dovrà vedersela con il compagno di squadra Chris Froome

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Thomas ha sciolte le riserve sul suo obiettivo stagionale, sarà il Tour de France 2019 rinunciando ufficialmente ad essere al vie del prossimo Giro. Dopo aver trionfato, un po’ a sorpresa nell’edizione 2018, in britannico sarà al via della Grande Boucle assieme al compagno Chris Froome.

Intervistato da Cyclingnews su come lui e Froome conviveranno come due leader nello stesso team, Thomas ha spiegato:

“Sarà come lo scorso anno. Inizialmente Froome era in testa a me nella gerarchia di squadra ma abbiamo pedalato senza problemi e così faremo nel 2019 augurandoci che uno di noi possa trionfare a Parigi”.

Nelle scorse settimane si era sussurrata l’ipotesi che Geraint potesse tentare la doppietta Giro-Tour ma ora questa opzione è stata completamente cancellata:

“sono concentrato al 100% sul Tour, non voglio mettere a rischio il mio obiettivo stagionale. Ne devo ancora parlare con Dave Brailsford, ma sono convinto che fare l’intero Giro non sarebbe la preparazione ideale per il Tour e, da campione uscente, voglio arrivare alla corsa francese al top. Appena avrò l’ok del team la cosa sarà ufficializzata ma nella mia testa è già così”.

Thomas, per avvicinarsi, al Tour 2019 ha già stilato una programma di massima che prevede le Strade Bianche, la Tirreno-Adriatico, il Tour dei Paesi Baschi, la Liegi e probabilmente l’Amstel Gold Race fino alla trampolino di lancio del Giro di Romandia.

“Sarebbe bello correre i Paesi Baschi, non l’ho mai fatto e mi piacerebbe essere al via. Adam Yates mi ha detto che è la corsa più difficile dell’anno e questo un po’ mi fa pensare ma sono sicuro che andrà bene. La Parigi-Roubaix? Sicuramente per quest’anno la salterò, vorrei correre tutte le gare ma non è possibile farlo e farlo sempre al top” ha continuato Geraint.

Per ora Thomas sta lavorando sodo alla Volta a la Comunitat Valenciana:

“sono qui per lavorare sodo in modo da avere la possibilità di aiutare i miei compagni di squadra a ottenere risultati prendendo il miglior ritmo di gara possibile”.

Froome: il percorso del Giro perfetto per Geraint Thomas

Froome vede bene Thomas al prossimo Giro

Froome: il percorso del Giro d’Italia è “perfetto” per Geraint Thomas ma in casa Team Sky i galloni da capitano dovrebbero andare a Egan Bernal

Froome e Thomas (fonte pagina facebook)

Froome e Thomas (fonte pagina facebook)

Froome vede il compagno di squadra Sky Egan Bernal come potenziale vincitore del Giro d’Italia di quest’anno, ma ha notato che il percorso è anche “perfetto” per il campione del Tour de France in carica Geraint Thomas.

Chris, che ha vinto il Giro del 2018, salterà la corsa rosa in questa stagione in quanto il suo obiettivo è conquistare il quinto Tour de France per entrare a pieno titolo dell’olimpo degli “immortali”. Il Team Sky ha quindi sancito che il leader per la corsa rosa sarà il ventiduenne Bernal ma nelle ultime settimane ci sono stati una serie di “rumors” sul fatto che nella formazione verrà inserito anche Geraint Thomas, nonostante il gallese abbia precedentemente annunciato che avrebbe sviluppato la stagione 2019 intorno al Tour.

“Quando parli con Egan hai difficoltà a credere che sia così giovane, ha una incredibile maturità e capacità di leggere la gara, per me può vincere al primo tentativo”, ha detto Froome al Corriere della Sera .

La scorsa settimana,  Dave Brailsford ha dichiarato che una decisione sulla partecipazione di Thomas al Giro 2019 sarà presa nelle prossime settimane. Il gallese, che inizia la sua stagione alla Volta a la Comunitat Valenciana della prossima settimana, ha corso il Giro del 2017, ma è stato costretto ad abbandonare nella seconda settimana dopo il suo incidente nella tappa del Blockhaus.

“Geraint ha un conto da saldare dopo l’incidente che gli è costato la maglia rosa due anni fa e il percorso è perfetto per lui”, ha detto Froome, che ha minimizzato l’idea che la partecipazione di Thomas al Giro lo avrebbe lasciato come unico leader di Sky al Tour: “Alla Sky, corriamo sempre per la squadra e non per i singoli, l’anno scorso la vittoria di Geraint al Tour mi ha reso davvero felice.”

Froome si è piazzato terzo al Tour dell’anno scorso ma, a 34 anni, crede di poter ancora eguagliare Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain andando ad indossare “le maillot jaune” a Parigi per la quinta volta a luglio.

“Ho vinto quattro volte e sono arrivato all’età giusta per cominciare a pensare a passare la mano: vincere un quinto titolo al Tour sarebbe il modo migliore per chiudere il cerchio”, ha detto Froome.

Froome ha spesso insistito sul fatto che sarebbe tornato al Giro d’Italia prima di chiudere la carriera professionisti ma ora, dopo il Tour 2019 ha in mente un altro obiettivo:

“La corsa su strada delle Olimpiadi a Tokyo, che sembra davvero difficile”.

Froome è attualmente in Colombia, dove si sta allenando in quota prima della sua prima gara della stagione, il Tour Colombia. In programma per il Tour degli Emirati Arabi Uniti, Volta a Catalunya, Tour dello Yorkshire e Critérium du Dauphiné prima del Tour de France.

 

Come ti salvo il Team Sky?

Come ti salvo il Team Sky? Ci pensa un magnate?

Come ti salvo il Team Sky? Dopo l’annuncio dell’addio dello sponsor dal 2020 si susseguono le possibili soluzioni alternative

Team Sky (fonte pagina facebook)

Team Sky (fonte pagina facebook)

Come ti salvo il Team Sky? A farlo potrebbe essere un magnate statunitense che potrebbe consentire al team di proseguire l’avventura nel ciclismo di alto livello fin dal termine di questa stagione.

Il  team britannico ha fatto il suo esordio nel World Tour nel 2010 conquistando qualcosa come sei Tour de France oltre ad un Giro, una Vuelta, due classiche e qualcosa come 322 vittorie di corse. Numeri di assoluto prestigio e che racchiudono un potenziale che può ulteriormente crescere durante la stagione alle porte. Perdere un simile patrimonio sarebbe una sconfitta non da poco per il ciclismo. Vero, non tutti amano l’approccio quasi matematico che la formazione britannica ha nell’affrontare e preparare le corse ma è innegabile che la presenza del Team Sky aiuti ad incrementare la visibilità delle corse.

 

Comcast, il più grande operatore americano di TV via cavo ha acquistato la compagnia televisiva Sky proprietaria della Tour Racing Limited società di gestione di cui è socio anche Dave Brailsford

Secondo le voci ricorrenti, Comcast potrebbe coprire il 70% del budget (di circa 40 milioni totali) per la stagione 2020 e 2021 pur senza far apparire il marchio Sky sulle divise. Altra voce molto gettonata è che vi sarebbe un milionario americano interessato all’acquisizione della sola società di gestione andando poi direttamente a negoziare un accordo con qualche sponsor interessato alla visibilità.

Insomma il gruppo sportivo non andrebbe a morire ma si tingerebbe solo di altri colori e brand che apparirà sulle divise. La continuità sembra quindi poter essere garantita in forza del contratto con il manger David Brailsford oltre che sugli accordi già in essere con due punte di diamante come Geraint Thomas (scadenza 2021) e Egan Bernal (fino al 2023).

Proprio Geraint Thomas che originariamente aveva deciso di concentrarsi solo sulla Grande Boucle pare ora propenso a indossare i galloni di capitano anche al Giro d’Italia 2019, insomma pur tra mille interrogativi il Team Sky resta protagonista del ciclismo mondiale.

 

Scuola di Ladri: Rubato il trofeo del Tour a Geraint Thomas

Scuola di Ladri? Rubato il trofeo del Tour 2018

Scuola di Ladri: rubato il trofeo del Tour de France di Geraint Thomas durante un evento promozionale a Birmingam

Scuola di Ladri?

Scuola di Ladri?

Scuola di Ladri, ricordate l’epilogo del film con Lino Banfi, Massimo Boldi e Paolo Villaggio in cui i tre improbabili ladri riescono a rubare la Coppa del Mondo di calcio? Questa storia per certi versi può ricordarla.

E’ stato infatti rubato il trofeo del Tour de France consegnato lo scorso luglio a Geraint Thomas ai Campi Elisi. L’increscioso episodio è accaduto al termine di un evento organizzato dal Team Sky a Birmingham in Inghilterra.

 

Nell’occasione dell’evento festoso, la squadra di Dave Brailsford aveva esposto anche le coppe vinte al Giro d’Italia ed alla Vuelta di Spagna del 2017 ma quanto è stato il mento di smontare il salone evidentemente il trofeo è rimasto incustodito il tempo necessario perché qualche male intenzionato lo trafugasse.

“E’ stata una sfortuna incredibile che sia accaduta una cosa del genere  Per chi lo ha preso il trofeo ha un valore economico molto limitato, ma significa molto per me e per il team. Spero che chiunque sia stato abbia il buon senso di restituirlo”

È stato il laconico commento di Geraint Thomas

 

Richard Hemington, managing director di Pinarello, azienda organizzatrice dell’evento, ha ammesso:

“Siamo devastati per quanto successo, ci prendiamo le nostre responsabilità e ci siamo già scusati con Geraint. Speriamo che il trofeo venga ritrovato”.

Naturalmente il Team Sky si è immediatamente attivato per cercare informazioni sulla questione e provare a ritrovare il Trofeo rubato, le autorità britanniche hanno avviato un’indagine.

 

Rubato il trofeo del Tour il comunicato della Sky

“Il Team Sky ha esposto i tre trofei dei Grandi Giri in giro per tutto il Regno Unito, assicurando a quanti più fan possibile di poter vedere i trofei. I trofei sono stati dati in prestito a Pinarello per il Cycle Show di Birmingham. Purtroppo, durante l’operazione di disinstallazione alla fine dell’evento, il trofeo del Tour de France di Geraint Thomas è stato momentaneamente lasciato incustodito e rubato. La questione è ovviamente ora oggetto di un’indagine della polizia. Nel frattempo, Team Sky è in contatto con tutte le parti interessate per concordare il miglior modo di agire per risolvere il problema”.

Biking in the Uk: UK Sport

Biking in the Uk: la Gran Bretagna nuova nazione del ciclismo

Biking in the Uk ovvero come la Gran Bretagna grazie al progetto UK Sport è diventata una nazione leader mondiale del ciclismo su strada

Biking in the Uk

Biking in the Uk

Biking in the Uk non è una canzone dei Sex Pistols (quella era Anarchy in the UK) ma è il vento nuovo che soffia sul ciclismo mondiale.

Non era mai successo nella storia del ciclismo professionistico che tre corridori appartenente alla stessa nazione riuscissero a conquistare i tre grandi giri nel corso della stessa stagione. Il 2018, invece, ha segnato questo particolare record grazie alle performance di Chris Froome al Giro, Geraint Thomas al Tour e Simon Yates alla Vuelta.

Se l’analisi si sposta anche agli anni precedenti, il dominio britannico risulta ancora più eloquente: è dal maggio 2017 che un suddito della Regina Elisabetta non conquista un grande giro e dal 2012 ad oggi solo il nostro Vincenzo Nibali è riuscito a spezzare il dominio britannico al Tour de France.

Se allarghiamo l’analisi a tutti i grandi giri degli ultimi anni balza all’occhio che il 45% delle ultime 20 corse a tappe è stato vinto da un corridore britannico il tutto dopo che per anni (tutto il 900) non erano mai riusciti ad imporsi nei grandi giri: delle prime 259 corse a tappe mai una era stata vinta da un ciclista d’oltre manica e ora hanno trionfato in 9 su venti.

Biking in the Uk: marginal gains

Marginal gains  in italiano “Guadagni Marginali” è un concetto ormai di uso comune nel mondo dello sport e del ciclismo in particolare: laddove le capacità umane sono spinte al limite è lo studio dei dettagli a generare vantaggi. Certo tutto questo sarebbe impossibile senza programmi adeguatamente supportati da cospicui investimento ma è altrettanto vero che quando hai i soldi devi sapere dove e come spenderli.

Biking in the Uk: dalla pista alla strada

Correva il 1992 quando alle Olimpiadi di Barcellona un poco conosciuto Chris Boardman conquistava, primo britannico a farlo, la medaglia d’oro nell’inseguimento individuale. Chris non lavorava all’interno di un programma di sviluppo strutturato, quella medaglia fu frutto delle sue gambe e delle sue scelte.

Quella vittoria fu però un campanello che fece accedere una lampada ad illuminare il mondo del ciclismo inglese: in quegli anni in Gran Bretagna non vi erano tanti velodromi e la federazione era al limite del default economico.

Nel 2000 la Gran Bretagna avrebbe voluto ospitare i Giochi Olimpici (poi assegnati a Sydney), venne quindi costruito il velodromo di Manchester (primo al coperto)

Biking in the Uk: nasce il UK Sport

Nel 1997 lo sport inglese vede sorgere il programma (un fondo) “UK Sport” basato su di un meccanismo premiante per le federazioni in grado di ottenere risultati nelle gare internazionali.

Il fondo riguarda tutti gli sport britannici ed ha un funzionamento semplice quanto efficace: vinci? Prendi soldi. Non vinci? Niente soldi.

L’anno precedente il ciclismo britannico aveva conquistato alcune medaglie alle Olimpiadi di Atlanta 1996, pass per accedere, appunto, ai fondi di UK Sport.

La federazione ciclistica decise anche di puntare quasi tutto sul ciclismo su pista dimenticandosi (quasi) della strada ma introducendo il concetto di “guadagni marginali”: guardò come, con la meccanica, l’aerodinamica, la nutrizione, la tecnologia, la biomeccanica, la psicologia e la scienza in generale era possibile ottenere piccoli miglioramenti in ogni ambito possibile, dalla forma di un manubrio al giusto momento in cui far fare colazione a un atleta. Invece che partire dagli atleti, partì da tutto quello che ci stava intorno.

Nel 1998  venne lanciato un progetto che guardava alle Olimpiadi di Londra 2012 per tramutare la malandata nazionale britannica nella nazione faro del ciclismo su pista.

I finanziamenti di UK Sport iniziarono a dare i frutti già due anni prima del target prefisso:  alle Olimpiadi di Pechino 2008, la squadra britannica ottenne 14 medaglie di cui 8 d’oro di cui 7 nel ciclismo su pista.

Alle olimpiadi Londinesi, così come alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 la spedizione britannica si mise al collo 12 medaglie.

Il programma UK Sport da quindi i suoi frutti e scatena un ciclo virtuoso:

«Più vincevano e più soldi facevano. Più soldi facevano e più il programma si faceva scientifico ed evoluto. Più il programma migliorava, più si vinceva» (New York Times 2012).

 

Biking in the: dalla pista all’asfalto!

Bradley Wiggins, Geraint Thomas e Adam Yates hanno una cosa in comune: arrivano dalla pista!

Wiggins ne ha vinti cinque ori olimpici, Thomas ne ha ottenuti due e Yates è stato campione del Mondo nella corsa a punti. Tutto bello ma come si può passare dalla pista al Mont Ventoux o al Mortirolo o all’Angliru senza pagare dazio?

Semplice? Assolutamente no ma se ci mettete il genio di Dave Brailsford, convinto sostenitore dei guadagni marginali, forse diventa fattibile.

“ se isoli ogni singolo fattore che compone l’andare in bicicletta e lo migliori dell’1 per cento, quando rimetti insieme tutti quei fattori avrai un significativo miglioramento”

Parole e musica del manager inglese nel 2012

Dave, già funzionario della federazione ciclistica britannica, forte di studi in psicologia applicata allo sport nel 2009 crea lo Sky Professional Cycling Team.

Obiettivo del progetto? Permutare il modello della pista per applicarlo alla strada: niente federazione che finanzia? Ok, si trova un sponsor ricco e in cerca di visibilità.

L’0biettivo anche in questo caso viene centrato prima di quanto previsto: nel 2012 Sir (non ancora Sir) Bradley Wiggins vince il Tour de France davanti al connazionale e futuro cannibale del Tour, Chris Froome (lui si non arriva dalla pista!). Dopo le quattro vittorie di Froome ecco che quest’anno arriva quella di Geraint Thomas.

Dominio UK e dominio Sky vanno a braccetto, il programma UK Sport è spesso criticato per l’ossessione maniacale ai dettagli e la mancanza di fantasia ma i risultati parlano chiaramente in suo favore anche se le polemiche (e le indagini) non sono mancate.

Come detto, anche Simon Yates arriva dalla pista ma, a differenza dei suoi connazionali, lui non corre per il Team Sky ma per l’australiana Michelton-Scott.

La “provenienza” però è la medesima: il velodromo di Manchester.

Biking in the UK: road to Yorkshire 2019

Archiviati i mondiali di Innsbruck 2018 ecco che la Gran Bretagna ospiterà i prossimi Campionati del Mondo. Le prove generali del grande evento (Il Tour fo Britain sta crescendo ma deve ancora fare molta strada) sono state le partenze del Tour de France da Londra (2007) e Leeds (2014), ora ecco il massimo palcoscenico mondiale.
Le gare si disputeranno da sabato 21 a domenica 29 settembre e saranno otto le sedi di partenza: Harrogate, BeverleyRiponNorthallertonRichmondDoncasterBradford e Leeds mentre gli arrivi saranno tutti ad Harrogate

Il Mondale britannico avrà come novità il fatto che la prima competizione sarà  il Paraciclismo in linea, seguita dall’altra novità rappresentata dalla cronosquadre mista per nazioni. Scompariranno, le cronometro a squadre maschile e femminile.

Per la prova in linea maschile torneranno protagonisti gli uomini da classiche e gli sprinter in grado di reggere sugli strappi (Peter Sagan ci ha già messo gli occhi)

Biking in the UK: ciclisti amatoriali

In Gran Bretagna, sono stati fatti molti investimenti negli ultimi anni per incrementare la cultura della bicicletta non solo legata al professionismo ma anche all’uso quotidiano come strumento per gli spostamenti

Ma non è tutto oro quello che luccica: Se la British Cycling ha sfornato una serie di campioni su strada ma anche in altre discipline (Rachel Atherton, Danny Hart o Josh Bryceland nella mtb) c’è da dire che dopo un iniziale incremento dei praticanti negli ultimi anni non vi sono state percentuali in crescita.

In molti lamentano come le piste ciclabili costruite sull’entusiasmo dei risultati sportivi ottenuti dalle nazionali siano ora poco usare e, anzi, causa di maggior congestionamento del traffico.

Thomas Parry autore dello studio  “Walking and Cycling Statistics, England 2016” ha dichiarato:

I tassi di viaggio in bicicletta sono diminuiti del 16 percento tra il 2006 e il 2016 ma questo è più probabilmente dovuto alla variazione del campionamento piuttosto che a una vera diminuzione dell’uso della bicicletta“.

Tour esclude Froome? La Wada lo assolve: sarà al via

Tour esclude Froome? La Sky si arrabbia, la Wada lo assolve!

Tour esclude Froome secondo quanto riportato da “Le Monde” il britannico non è persona gradita agli organizzatori di ASO, il team fa ricorso la WADA lo assolve

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

, la notizia bomba è deflagrata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Le Monde‘ gli organizzatori hanno negato la partecipazione al corridore britannico. Il motivo della scelta risale, naturalmente, nella positività al Salbutamolo della Vuelta 2017.

La notizia sarebbe stata comunicata al management del team a mezzo email con l’obiettivo di non rovinare l’immagine della corsa. La Grande Boucle prenderà il via sabato 7 luglio 2018 e rischia di non vedere ai nastri di partenza il corridore faro della corsa transalpina (4 vittorie di cui le ultime tre di fila per il kenyano bianco) reduce dalla vittoria al Giro d’Italia.

Gli organizzatori si appellano all’articolo 28 del regolamento della corsa che, in conformità con le disposizioni dell’Unione Ciclistica Internazionale, consente la “facoltà di rifiutare la partecipazione o di escludere dalla prova una squadra o uno dei suoi membri la cui presenza danneggerebbe l’immagine o la reputazione di ASO o della prova stessa”.

Non essendo al momento prevista a breve (ma come vedremo non è da escludere il contrario) una sentenza sul caso salbutamolo, l’organizzazione, sulla scorta di quanto accaduto con Alberto Contador vincitore nel 2010 poi squalificato a favore di Andy Schleck, non vuole mettere a repentaglio la credibilità della corsa.

La prima avvisaglia di una dura presa di posizione di ASO era arrivata dalle parole di Bernard Hinault (che non lavora per ASO ma in passato aveva lavorato per l’organizzazione). Il tasso era stato molto duro con Froome tanto da invitare i ciclisti alla rivolta: “Se c’è lui al via, i corridori devono mettere il piede a terra e scioperare”.

Tour esclude Froome: Le reazioni del Team Sky

Come era facile immaginare la reazione del Team britannico non si è fatta attendere: la squadra di Froome ha presentato appello alla camera arbitrale del Comitato olimpico francese che si riunirà martedì 3 luglio per decidere della questione. Se l’appello devesse essere rigettato la formazione anglosassone potrebbe ricorrere al TAS di Losanna ma questo allungherebbe i tempo impedendo, di fatto, a Chris di partecipare alla sfida francese.

Nove anni fa, una situazione similare, legata alla positività alla cocaina di Tom Boonen venne rimandata al mittente dal Comitato olimpico transalpino il che rappresenta un precedente incoraggiante per la Sky. Dave Brailsford domenica era al via della Maratona delle Dolomiti ed è apparso assolutamente tranquillo sulla vicenda: “Non posso dire niente, sono molto sereno e spero che tutto possa definirsi entro l’inizio del Tour”.

Tour esclude Froome: le tappe

La camera arbitrale dello sport del Comitato Olimpico Nazionale Francese si riunirà Martedì 13 luglio alle ore 9.00 e si pronuncerà sul caso Froome ma il team non teme ripercussioni. La riunione sarà presieduta da tre arbitri professori di diritto Thomas Clay (scelto da Froome), Frank Latty (scelto da ASO) e Mathieu Maissoneuve (scelta congiunta).

Come detto la decisione del Comitato potrà poi essere rimandata al TAS di Losanna ma i tempi tecnici sono davvero stretti.

Ma che ne sarà della sentenza relativa alla Vuelta? Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, pare che voci fondate possano portare addirittura all’archiviazione del caso il che permetterebbe a Chris Froome di essere al via del Tour de France senza alcun problema.

Tour esclude Froome: parla Lappartient

Sulla vicenda si è espresso, a margine dei campionati francesi a Mantes-la-Jolie, vicino a Parigi, il presidente dell’UCI David Lappartient: “per il momento abbiamo solo la notizia del quotidiano francese, ho sempre affermato che l’Unione Ciclistica Internazionale si pronuncerà prima del via del Tour de France 2018 e così sarà”

Tour esclude Froome: parla Michelle Cound

Sulla vicenda della presunta esclusione di Chris Froome è intervenuto il management del ciclista nella figura della moglie Michelle Cound che in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che il marito “correrà” la prossima edizione del Tour de France, anche se gli organizzatori stanno provando ad impedirglielo.

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve

Le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport hanno trovato riscontro nella giornata di oggi quando il tribunale antidoping dell’UCI ha chiuso il procedimento contro Chris Froome, assolvendolo con un lungo comunicato di spiegazione.

Martedì resta fissato il dibattimento , davanti alla Camera arbitrale dello sport francese ma a questo punto l’idea di chiedere l’esclusione del britannico perde senso.

“Il procedimento contro Froome è chiuso. Al corridore era stato notificato lo scorso 20 settembre che un campione delle sue urine raccolte il 7 settembre durante la Vuelta conteneva un tasso di salbutamolo superiore ai 1000ng/ml. Il limite è di 1600 microgrammi nell’arco delle 24 ore, non si possono eccedere gli 800 microgrammi ogni 12 ore. La concentrazione era anormale. La Wada considera l’eventualità nella quale l’atleta provi che ci sia una concentrazione superiore al consentito nonostante un utilizzo della sostanza entro i limiti previsti.

La Uci ha investigato proprio questa occorrenza. Froome ha avanzato la sua difesa, l’Uci e il tribunale antidoping (WADA) hanno consultato un significante numero di esperti e di report scientifici. Lo stesso ha fatto Froome, producendo materiale per la sua difesa con evidenze scientifiche importnati.

Alla luce di tutto ciò e anche con il parele degli esperti della Wada, il tribunale antidoping ha comunicato all’UCI che sulla base di specifici casi riguardante la vicenda i risultati dei test di Froome dello scorso settembre non costituiscono una violazione delle norme antidoping. Il procedimento contro Fromme è stato chiuso. I risultati della Wada sono stati comunicato il 28 giugno.

L’Uci sa che ci saranno molte reazione dopo questa decisione, ma è stata presa sulla base dell’opinione di molti esperti, dietro al parere della Wada e dopo aver analizzato profondamente la vicenda”.

 

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve, le parole di Chris

Puntualissimo ecco il Twitt del Britannico: “Sono grato e sollevato: finalmente posso mettere alle spalle questo capitolo, sono stati nove mesi molto emotivi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato e che hanno creduto in me”.

Froome ha poi rilasciato una nota ufficiale sul sito del Team Sky: “Sono davvero contento che l’UCI mi abbia assolto. Non solo questa decisione è un grosso colpo per me e per il mio team, ma è anche un momento importante per il ciclismo. Conosco bene la storia di questo sport, nei suoi momenti belli e brutti. Ho sempre fatto le cose nella maniera corretta. Non ho mai dubitato che questo caso avrebbe condotto ad una assoluzione per il semplice motivo che non ho mai fatto nulla di sbagliato. Soffro di asma fin da bambino, conosco le regole e so quali medicine posso prendere, quanto posso usare il puff per l’asma. Ovviamente l’UCI ha esaminato i risultati dei test della Vuelta. Sfortunatamente, i dettagli del caso non sono rimasti confidenziali come avrebbero dovuto rimanere. E anche io ero frustrato per la lentezza di questa decisione. Sono felice che sia finalmente finita. Oggi viene tirata una linea. Ora non abbiamo altro da fare che guardare avanti e focalizzarci sul Tour”.

Raggiante anche il “Team Principal” Sir Dave Brailsford: “Abbiamo sempre avuto fiducia su Chris e sulla sua integrità. Sapevamo che aveva scrupolosamente seguito le indicazioni mediche per gestire la sua asma durante la Vuelta e non ho mai dubitato della sua assoluzione. Proprio per via di questa certezza abbiamo optato per far correre Chris anche al Giro e ora siamo felici che tutto si sia risolto”.

Chris ha dimostrato di essere un grande campione e l’elevata rilevazione di Salbutamolo nell’urina nella Vuelta è stata trattata come una “presunta” analisi avversa analitica (AAF) da parte dell’Uci e della Wada. Siamo stati chiamati a fornire ulteriori dettagli e, dopo una attenta analisi delle informazioni supportate dalla ricerca scientifica la WADA ha confermato che nessuna norma è stata violata. Non è stato un periodo facile per Chris ma la sua professionalità, sono state esemplari e un merito per lo sport. Ora siamo pronti per il Tour”.