Giulio Ciccone lancia raccolta fondi

Giulio Ciccone mette all’asta le sue maglie

Giulio Ciccone mette in palio le maglie del Tour per finanziare l’acquisto di un respiratore per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone, personaggio emergente del ciclismo italiano ha decisio di lanciare una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di un respiratore per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti, la città d’origine del corridore della Trek-Segafredo.

L’emergenza sanitaria per il Coronavirus ha svegliato molti sportivi che hanno istituito delle raccolte fondi o delle aste benefiche per cercare di supportare il sistema sanitario, le associazioni o la protezione civile.

Giulio Ciccone è stata una delle sorprese del ciclismo italiano durante lo scorso Tour de France, e proprio le maglie gialle indossate per la Grande Boucle 2019 saranno messe in premio per l’operazione di solidarietà con l’istituto ospedaliero piemontese. Giulio oltre alle maglie gialle ha messo in palio anche due divise della Trek-Segafredo.

Per partecipare alla raccolta fondi, si può cliccare qui e procedere alla donazione“

Ecco il post su Twitter del ciclista:

La campagna di raccolti fondi che ho lanciato per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti si sta avvicinando al 50% del suo obiettivo di 10.000 €. Grazie per il vostro aiuto. Conto su di voi per dare una spinta e arrivare alla cifra per l’acquisto del respiratore. Per riuscirci, ho deciso di regalare due maglie gialle ricevute al Tour de France 2019 e due maglie della Trek-Segafredo. Come? primi due che, al termine della campagna, avranno donato il contributo maggiore, riceveranno le maglie gialle; al terzo e al quarto, le maglie Trek-Segafredo. Se qualcuno ha già donato e vuole aumentare il proprio contributo, potrà fare una nuova donazione e, ovviamente, le cifre saranno sommate. Controllerò personalmente!”

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Giro d’Europa per battere il virus? ipotesi di fantaciclismo o realtà percorribile? In questi giorni sta circolando sui social network l’ipotesi di unificare le tre grandi corse a tappe mondiali per superare il lockdown imposto dal corona virus.

Un Giro d’Europa di ciclismo è stato ipotizzato dall’ex campione europeo Matteo Trentin che sulla sua pagina Twitter ha lanciato l’idea:

“perché non organizzare un grande giro internazionale?”.

L’idea è quella di una maxicorsa che possa unire Italia, Francia e Spagna per evitare di penalizzare una (se non tutte e tre le grandi corse a tappe). Una partenza da Roma, passando per Madrid per arrivare a Parigi, una corsa che avrebbe anche un messaggio di unione dell’Europa attualmente colpita dall’emergenza Coronavirus.

L’idea è piaciuta a Giuseppe Martinelli che si è spinto oltre ipotizzando una prova divisa in 30 frazioni intervallata da circa 4 giorni di riposo con la possibilità di utilizzare “dei cambi”. Un’idea sicuramente ricca di fascino ma che pare comunque di difficilissima realizzazione: i diritti TV, gli sponsor e la “divisione” tra Vuelta e Tour organizzati da ASO e Giro organizzato da RCS, paiono motivi decisamente ostativi alla realizzazione di questo sogno.

Sicuramente il ciclismo è penalizzato come tutti da questa terribile emergenza sanitaria mondiale e l’idea di poter garantire agli appassionati di tutto il mondo di beneficiare di una manifestazione unica è affascinante, vedremo se sarà possibile convertire in fatti questa “visione”.

L’idea che serpeggia tra gli appassionati è quella di toccare anche il Belgio che è stata penalizzata dalla perdita delle classiche cercando di dare visibilità ai percorsi di quattro “classiche monumento” (per il Lombardia si spera di poter essere tornati alla normalità).

Sull’ipotesi di un un’unica grande corsa continentale, Brian Cookson, ex presidente della Federciclismo, si è dimostrato però contrario preferendo l’idea di versioni ridotte delle singole corse nazionali:

 “Il rinvio delle Olimpiadi al 2021 consentirà più spazio per organizzare un Tour de France abbreviato  in luglio o in agosto”.

Cookson pensa anche a Giro e Vuelta di due settimane tra settembre e ottobre chiaramente se la situazione sanitaria volgerà al meglio.