Barguil consegna cibo a chi ne ha bisogno

Barguil è pronto a consegnare cibo a persone in difficoltà

Barguil, scalatore della Arkéa-Samsic e campione francese in carica, consegna cibo a persone bisognose: “Voglio rendermi utile”

Warren Barguil (fonte pagina facebook)

Warren Barguil (fonte pagina facebook)

Warren Barguil come Davide Martinelli. Anche se i due atleti hanno trascorsi e caratteristiche tecniche ben diverse sono accomunati dal desiderio di provare ad aiutare le persone che in questo momento, a causa del Coronavirus, stanno vivendo momenti di grave disagio. Il campione nazionale francese si è offerto per consegnare il cibo agli abitanti della Bretagna, sua regione di origine, così come l’italiano si sta impegnando per fare la spola per gli anziani del suo paese, Lodetto, verso le farmacie.

“Se state cercando un fattorino di biciclette nella regione di Lorient per persone che non possono spostarsi, sono disponibile. Non è uno scherzo, se posso aiutare per me è solo un piacere”, ha scritto Barguil.

Anche Dylan Groenewegen del Team Jumbo-Visma e Jolien D’hoore del Boels Dolmans si sono impegnati per consegnare cibo agli anziani in Olanda e Belgio.

 

“Non credo che nessuno  potesse pensare che la cosa sarebbe diventata così complicata. E’ una sensazione davvero strana, mia moglie esce per fare la spesa una volta alla settimana. Sto trascorrendo molto tempo con mia moglie e il nostro bimbo questo è l’aspetto positivo di questa epidemia. Tuttavia, non è facile per chiunque rimanere a casa in clausura, soprattutto non quelli che sono abituati a viaggiare molto per andare alle gare. Questa pandemia ci insegna che siamo tutti molto vulnerabili e che dobbiamo fare qualcosa per aiutare gli altr” ha raccontato Barguil.

Lo scorso giugno Barguil ha conquistato la maglia tricolore di campione di Francia ma quest’anno ne ha potuto fare davvero poca mostra ma potrebbe restare sulle sue spalle più a lungo del previsto in quanto non si sa se i campionati nazionali potranno avere luogo.

 

Nel 2020 Barguil ha corso solamente sette giorni: i quattro frazioni del Tour de la Provence, la Ardèche Classic, la Drome Classic e la prima tappa della Parigi-Nizza dove è stato allontanato per aver sfruttato la scia dell’ammiraglia.

“All’Arkéa-Samsic avevamo grandi speranze con la firma di Nairo Quintana e in effetti lo scampolo iniziale di stagione è stato positivo. E’ un po’ frustrante ora dover star fermi ma speriamo di poter riprendere da dove abbiamo dovuto interromperci. Attendiamo di sapere quando ci sarà il Tour che con il suo fascino potrebbe provare a rivitalizzare il mondo del ciclismo ma prima va risolta l’emergenza sanitaria mondiale” ha dichiarato il francese al quotidiano L’Equipe.

 

 

Davide Martinelli porta i farmaci agli anziani

Davide Martinelli consegna i farmaci a Lodetto

Davide Martinelli  professionista dell’Astana ha deciso di rendersi utile consegnando in bicicletta i farmaci agli anziani del paese di Lodetto

Davide Martinelli (fonte Instagram)

Davide Martinelli (fonte Instagram)

Davide Martinelli ciclista professionista in forza al Team Astana ha deciso di aiutare gli abitanti del suo paese natale, Lodetto, 1500 persone, poco distante da Rovato in piena “zona rossa” per il Coronavirus. Nel paese di Lodetto non ci sono farmacie e gli anziani hanno, chiaramente difficoltà nello spostarsi per via della quarantena.

Il neo professionista dell’Astana ha deciso di dare il servizio di consegna dei farmaci facendo da “staffetta” tra la farmacia e le case degli anziani. Zaino in spalla, casco in testa e cuore grande, Davide è passato dal ruolo di ciclista professionista a quello di volontario per le consegne dei farmaci.

Martinelli, bronzo europeo nella mista ad Alkmaar 2019, ha voluto mettersi in gioco per gli altri:

“Ho pensato che sarebbe stata la mia occasione per rendermi utile e ripagare tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni, e dare una mano a chi ne ha bisogno”.

Il paese di Martinelli dista circa 4 km dalla prima farmacia, una distanza incolmabile per gli anziani, meno di un riscaldamento per un professionista del pedale.

“Ho avuto l’onore di poter andare in farmacia a ritirare dei medicinali per una coppia di anziani, in totale 30 minuti e una decina di km, a quando glieli ho consegnati sull’uscio di casa ho sentito un grazie, che ancora ora mi rimbomba in testa”

Martinelli indossa sempre mascherina e guanti per la tutelare la propria salute e quella degli altri e probabilmente la soddisfazione di questa cosa è superiore a quella di una qualunque vittoria.

Grazie Davide da parte di tutta la redazione di www.ciclonews.biz.

 

Giulio Ciccone lancia raccolta fondi

Giulio Ciccone mette all’asta le sue maglie

Giulio Ciccone mette in palio le maglie del Tour per finanziare l’acquisto di un respiratore per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone, personaggio emergente del ciclismo italiano ha decisio di lanciare una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di un respiratore per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti, la città d’origine del corridore della Trek-Segafredo.

L’emergenza sanitaria per il Coronavirus ha svegliato molti sportivi che hanno istituito delle raccolte fondi o delle aste benefiche per cercare di supportare il sistema sanitario, le associazioni o la protezione civile.

Giulio Ciccone è stata una delle sorprese del ciclismo italiano durante lo scorso Tour de France, e proprio le maglie gialle indossate per la Grande Boucle 2019 saranno messe in premio per l’operazione di solidarietà con l’istituto ospedaliero piemontese. Giulio oltre alle maglie gialle ha messo in palio anche due divise della Trek-Segafredo.

Per partecipare alla raccolta fondi, si può cliccare qui e procedere alla donazione“

Ecco il post su Twitter del ciclista:

La campagna di raccolti fondi che ho lanciato per il Policlinico SS. Annunziata di Chieti si sta avvicinando al 50% del suo obiettivo di 10.000 €. Grazie per il vostro aiuto. Conto su di voi per dare una spinta e arrivare alla cifra per l’acquisto del respiratore. Per riuscirci, ho deciso di regalare due maglie gialle ricevute al Tour de France 2019 e due maglie della Trek-Segafredo. Come? primi due che, al termine della campagna, avranno donato il contributo maggiore, riceveranno le maglie gialle; al terzo e al quarto, le maglie Trek-Segafredo. Se qualcuno ha già donato e vuole aumentare il proprio contributo, potrà fare una nuova donazione e, ovviamente, le cifre saranno sommate. Controllerò personalmente!”

Giro d’Europa, la soluzione contro il virus?

Giro d’Europa: Giro, Tour e Vuelta uniti in un’unica corsa?

Giro d’Europa, la soluzione contro il virus? Secondo Matteo Trentin avrebbe senso organizzare un’unica corsa in grado di unire Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a Espana

Giro d’Europa?

Giro d’Europa?

Giro d’Europa per battere il virus? ipotesi di fantaciclismo o realtà percorribile? In questi giorni sta circolando sui social network l’ipotesi di unificare le tre grandi corse a tappe mondiali per superare il lockdown imposto dal corona virus.

Un Giro d’Europa di ciclismo è stato ipotizzato dall’ex campione europeo Matteo Trentin che sulla sua pagina Twitter ha lanciato l’idea:

“perché non organizzare un grande giro internazionale?”.

L’idea è quella di una maxicorsa che possa unire Italia, Francia e Spagna per evitare di penalizzare una (se non tutte e tre le grandi corse a tappe). Una partenza da Roma, passando per Madrid per arrivare a Parigi, una corsa che avrebbe anche un messaggio di unione dell’Europa attualmente colpita dall’emergenza Coronavirus.

L’idea è piaciuta a Giuseppe Martinelli che si è spinto oltre ipotizzando una prova divisa in 30 frazioni intervallata da circa 4 giorni di riposo con la possibilità di utilizzare “dei cambi”. Un’idea sicuramente ricca di fascino ma che pare comunque di difficilissima realizzazione: i diritti TV, gli sponsor e la “divisione” tra Vuelta e Tour organizzati da ASO e Giro organizzato da RCS, paiono motivi decisamente ostativi alla realizzazione di questo sogno.

Sicuramente il ciclismo è penalizzato come tutti da questa terribile emergenza sanitaria mondiale e l’idea di poter garantire agli appassionati di tutto il mondo di beneficiare di una manifestazione unica è affascinante, vedremo se sarà possibile convertire in fatti questa “visione”.

L’idea che serpeggia tra gli appassionati è quella di toccare anche il Belgio che è stata penalizzata dalla perdita delle classiche cercando di dare visibilità ai percorsi di quattro “classiche monumento” (per il Lombardia si spera di poter essere tornati alla normalità).

Sull’ipotesi di un un’unica grande corsa continentale, Brian Cookson, ex presidente della Federciclismo, si è dimostrato però contrario preferendo l’idea di versioni ridotte delle singole corse nazionali:

 “Il rinvio delle Olimpiadi al 2021 consentirà più spazio per organizzare un Tour de France abbreviato  in luglio o in agosto”.

Cookson pensa anche a Giro e Vuelta di due settimane tra settembre e ottobre chiaramente se la situazione sanitaria volgerà al meglio.