Cadeo Carpaneto doppio appuntamento all’Idroscalo e a Brugherio

Cadeo Carpaneto doppio appuntamento

Cadeo Carpaneto, week end intenso in sella per gli atleti e le atlete della formazione piacentina impegnate nel fuoristrada

Nella foto, da sinistra Marisol Dalla Pietà, Irma Siri, Giada Colla e il ds Gianluca Bergamaschi (Cadeo Carpaneto)

Nella foto, da sinistra Marisol Dalla Pietà, Irma Siri, Giada Colla e il ds Gianluca Bergamaschi (Cadeo Carpaneto)

Fine settimana ricco di appuntamenti per il Cadeo Carpaneto, impegnato sabato e domenica nel ciclocross. Sabato i riflettori sull’Idroscalo di Milano per il Trofeo Guerciotti, con la Junior Giada Colla di scena nella gara internazionale, mentre le Esordienti Irma Siri e Marisol Dalla Pietà e l’Esordiente Matteo Piscina gareggeranno nella prova nazionale. Domenica, invece, appuntamento all’Increa di Brugherio con gli stessi protagonisti e identici contesti competitivi.

“Quest’anno – spiega il ds Gianluca Bergamaschi, che sta seguendo anche l’attività off road femminile dopo i mesi dedicati alla strada e in alcune circostanze alla pista – la stagione ciclocrossistica è iniziata davvero presto (6 ottobre), noi l’abbiamo affrontata senza una preparazione specifica e, non lo nego, con qualche timore, visto che l’attività su strada e pista piuttosto intensa era appena terminata. Il percorso prospettato era utilizzare le corse importanti per crescere di condizione e lavorare in modo leggero in settimana fino a circa un mese fa dove abbiamo fatto il cambio di passo e i risultati si sono visti subito. I momenti difficili non mancheranno, ma togliamo la “maschera” e andiamo a sfidare, noi che non lo siamo, le specialiste e proseguiamo dritti fino al campionato italiano passando per altre manifestazione di primo piano. Vorrei sottolineare il grandissimo impegno di queste splendide ragazze; il lavoro è duro, io cerco di essere sempre a disposizione, venendo ripagato ampiamente”.

Nella foto, da sinistra Marisol Dalla Pietà, Irma Siri, Giada Colla e il ds Gianluca Bergamaschi (Cadeo Carpaneto)

Pidcock il World Tour può attendere

Pidcock per ora non passa nel WorldTour

Pidcock ventenne britannico in forza al Team Trinity per il 2020 prevede di non passare al World Tour per concentrarsi su cross e MTB 

Thomas Pidcock (fonte pagina twitter)

Thomas Pidcock (fonte pagina twitter)

Pidcock, uno dei nomi più interessanti del ciclismo del futuro non passerà in una formazione del Woirld Tour nel 2020. Il britannico è una star multidisciplinare, giovane, sfacciato, forte e veloce con addosso gli occhi di tutti i tecnici del mondo ma, coraggiosamente, preferisce attendere il salto tra “i grandi”.

I suoi programmi per il 2020 non prevedono un contratto che lo vincoli alle corse su strada è troppa la sua voglia di pedalare e spaziare tra l’asfalto, la ghiaia e il fango della mountain bike.

In una intervista rilasciata a VeloNews, Thomas Pidcock ha lasciato intendere di sentirsi libero di valutare con calma il suo futuro: “vediamo come va la prossima stagione, non ho fretta di seguire una direzione unica o di entrare a tutti i costi nel World Tour”.

Il nome di Pidcock (in forza al Team Trinity) oltre Manica è uno di quelli che fa sognare e a breve, ne siamo certi, sarà in grado di infuocare il tifo degli amanti del ciclismo su strada. Le sue vittorie più prestigiose come il titolo campione del mondo cross U23, la medaglia di bronzo sui mondi stradali U23 e la conquista della Parigi-Roubaix U23 lo hanno fatto diventare il desiderio proibito di tutti i team professionistici.

Designato da molti come il successore di Chris Froome e Geraint Thomas ha l’età dalla sua parte che gli consente di poter fare delle “scelte artistiche” o, se vogliamo, di piacere puro. Un po’ come Peter Sagan che pedala per il piacere di farlo anche Tom non vuole precludersi il piacere di fare MTB o ciclocross cosa che spesso è ardua se si fa parte di una formazione del WorldTour.

“Ho avuto interesse dai team WorldTour ma penso che che essere flessibile e provare cose diverse da giovane mi permetta di diventare un pilota migliore a lungo termine” spiega Pidcock e sinceramente non possiamo che concordare con la sua visione.

 

Pidcock ha chiuso solamente ottavo ai Campionati Europei di Silvelle 2019 vinti da Van der Poel dopo aver battuto Eli Iserbyt nei campionati mondiali di cross U23 a febbraio 2019; “Mi sentivo le gambe morte e non mi sentivo me stesso. Non ero proprio brillante ma visto le sensazioni sono comunque soddisfatto” ha spiegato l’inglese.

Pidcock, originario dello Yorkshire dove si sono corsi i Mondiali 2019, è figlio di due appassionati ciclisti e all’età di 10 anni aveva già maturato l’idea di diventare un ciclista professionista e di cimentarsi in più discipline. Ed è proprio l’anima multidisciplinare ad averlo spinto a correre per il team Trinity.

“Van der Poel e Wout van Aert sono certamente dei modelli a cui mi ispiro e che mi danno la certezza che è possibile correre ai massimi livelli al WorldTour e ai vertici del ciclocross” ha concluso Tom Pidcock.

Comunque vada la stagione 2020 di Pidcock, un suggerimento agli appassionati, ricordatevi il suo nome perché nel 2021 sarà tra i grandi a dar spettacolo. Non dite che non vi abbiamo avvisato.

 

Imbattibile Van der Poel: è lui il re di Silvelle

Imbattibile Van der Poel: è lui il re degli Europei

Imbattibile Van der Poel: è lui il re degli Europei di Silvelle, Eva Lechner coglie un argento di prestigio nel giorno della Kastelij

Van der Poel

Nel fango di una Silvelle gremita di pubblico, l’olandese volante conquista per la terza edizione consecutiva il titolo continentale fra gli Elite. Una splendida Eva Lechner coglie un argento di prestigio nel giorno della Kastelijn. Olanda padrona con quattro titoli su sei

Chi ha vissuto in prima persona gli anni d’oro del grande ciclocross a Silvelle non poteva che attendersi un grande spettacolo. E così è stato nella piccola località del padovano che da 40 anni respira il fascino della specialità regina del ciclismo invernale.

 

Domenica 10 Novembre, la chiusura di un weekend elettrizzante è stata affidata alle competizioni agonistiche (Elite, U23 e Juniores), con sei titoli in palio e il meglio del ciclopratismo europeo, e quindi mondiale, a darsi battaglia su un circuito impegnativo, reso ancora più difficoltoso dal fango. Dopo le piogge di venerdì, il sole ha fatto da padrone nel sabato dei master, e ancor più nella giornata di domenica, che ha richiamato sul campo gara migliaia e migliaia di appassionati.

Lechner

A Silvelle sono emersi i reali valori in campo della disciplina e non poteva essere altrimenti. Mathieu Van der Poel per la terza edizione consecutiva si è laureato Campione Europeo Elite (record per la competizione), mentre la connazionale Yara Kastelijn ha domato le avversarie nella gara femminile, precedendo una grande Eva Lechner. Titoli U23 al transalpino Mickael Crispin e all’olandese Ceylin del Carmen Alvarado. Le gare Junior hanno invece consacrato i talenti del figlio d’arte Thibau Nys e di Puck Pieterse.

Nello scontro fra Belgio e Olanda, quest’ultima è risultata ancora una volta la nazione dominatrice del medagliere con ben 4 medaglie d’oro su 6 gare in programma.

NON C’E’ DUE SENZA TRE: VAN DER POEL BATTE IL BELGIO

Grande spettacolo e incertezza nella prova Uomini Elite. Alla fine, ancora una volta, trionfa Mathieu Van der Poel, che si porta a casa il suo terzo titolo europeo consecutivo, un’impresa mai completata in passato per un atleta abituato ai primati. Esce a testa altissima dalla battaglia sul fango Eli Iserbyt, che si è arreso alla forza del Campione del Mondo solamente nell’ultimo giro.

 

Fin dal via è stato chiaro il canovaccio della gara: Van der Poel contro il Belgio. Sono addirittura in sei, infatti, gli atleti in celeste a provare a mettere in difficoltà il campione del mondo. La prima stilettata di Van der Poel arriva dopo sei minuti di corsa; gli unici che riescono a seguirlo sono Iserbyt e Michael Vanthourenhout, che non mollano la sua ruota.

Così la corsa diventa improvvisamente più tattica e anche Quinten HermansLaurens Sweeck e Toon Aerts tornano in gioco, in quello che è un accerchiamento belga vero e proprio nei confronti del temutissimo Van der Poel. Iserbyt non vuole fare da comprimario e prova a sua volta ad alzare il ritmo, senza però impensierire l’olandese.

Van der Poel

La gara si decide così all’ultimo giro: Van der Poel mette il piede sull’acceleratore, Iserbyt prova a resistere ma si vede costretto a perdere alcuni metri che non riuscirà più a recuperare. Terzo gradino del podio per Laurens Sweeck, sempre della pattuglia belga, mentre l’atteso Tom Pidcock ha dovuto accontentarsi dell’ottavo posto, alle spalle di sei atleti belgi.

 

Sono felice di questa maglia,” ha commentato Van der Poel, “anche se è oggi è stata veramente dura, su un percorso pesante dove era difficile riuscire a fare la differenza, anche per merito di avversari di livello altissimo. Vincere qui è il miglior viatico per proseguire la stagione di ciclocross verso il Mondiale, poi il mio 2020 prevede le Classiche su strada, e poi la corsa alla prova Olimpica in Mountain Bike. Il fuoristrada sarà probabilmente il mio focus principale dell’anno, potrei pensare anche di puntare alla Coppa del Mondo in MTB. Intanto però mi godo questa maglia, e una giornata bellissima con un pubblico veramente speciale. Il grande ciclocross dovrebbe venire in Italia più spesso.”

 

LECHNER ARGENTO DA SOGNO NEL GIORNO DELLA KASTELIJN

Prima, imbattibile, Yara Kastelijn. Seconda una straordinaria Eva Lechner. È stato monopolio olandese nelle categorie femminili degli Europei di Ciclocross ma è soprattutto grande festa in casa Italia grazie a una performance di spessore dell’esperta altoatesina.

 

L’esperta azzurra si è classificata in seconda posizione su un tracciato, quello di Silvelle, che l’ha vista primeggiare soltanto due anni fa in occasione dei Campionati Italiani. Lechner è stata preceduta soltanto da una inarrivabile Kastelijn, mentre la Campionessa Europea 2018 Annamarie Worst ha completato il podio di giornata. Delusione per la Campionessa del Mondo Sanne Cant, solo sesta, mentre settima è giunta l’altra punta della Nazionale Italiana Alice Arzuffi.

Kastelijn

Kastelijn, Lechner e Worst sono scattate nel migliore dei modi, guadagnando sin dal primo giro un buon margine di vantaggio sulle rivali, mentre proprio una partenza difficile ha costretto Alice Arzuffi ad un inseguimento dispendioso.

 

Kastelijn ha imposto un ritmo forsennato, distanziando la connazionale Worst, mentre Eva Lechner, terza al termine del primo giro, ha raggiunto la campionessa uscente distanziandola nel secondo passaggio. L’altoatesina ha cercato di ricucire il divario dalla Kastelijn, ma la giovane olandese ha confermato di attraversare un eccellente momento di forma, tagliando il traguardo in solitaria.

 

Dopo una buona partenza ho patito un errore nel primo giro,” racconta Eva Lechner, “ma poi ho iniziato a recuperare, e nel finale ho davvero sperato di riprendere la Kastelijn, tentando di metterla sotto pressione. È stata la più forte, ma io ci ho provato fino alla fine su un percorso che mi è sempre piaciuto, davanti a un pubblico spettacolare. Nella mia vita non avevo mai avuto un tifo così: adesso speriamo che eventi di questo livello in Italia tornino ad essere una piacevole consuetudine. Il nostro movimento ne ha bisogno”.

 

La neo campionessa d’Europa non maschera invece lo stupore per una stagione che ha superato le sue aspettative: “Ad inizio anno il mio obiettivo era finire sul podio in una gara trasmessa in TV. Questo inverno mi ha già dato più di quanto avrei mai potuto sperare.

Men Elite
Women Elite

CRISPIN E ALVARADO CAMPIONI U23
Nella gara Uomini U23 si è iscritta anche la Francia al novero delle nazioni vincitrici di una medaglia d’oro ai Campionati Europei 2019. Merito di Mickael Crispin, vincitore a sorpresa, che ha preceduto con un grandissimo ultimo giro il belga Timo Kielich, secondo, e il connazionale Antoine Benoist, terzo. Quarto posto per l’altro belga, Toon Vandebosch.

 

Il grande favorito Benoist è stato il primo a tentare lo strappo, provando ad involarsi da solo già dai primi metri, ma si è visto respinto dal duro tracciato di Silvelle. Su di lui si sono riportati prima l’olandese Kamp ed il belga Vandenbosch, e in seguito anche Crispin e Kielich, che sulle prime non avevano seguito il ritmo del francese. Una scelta poi rivelatasi vincente nel finale: dopo il cedimento di Kemp e la caduta di Vandenbosch, Crispin ha trovato le energie per affondare il colpo, cogliendo un successo a sorpresa. Seconda piazza in lacrime per Kielich, solo terzo un delusissimo Benoist.

 

Festa olandese invece nella prova Donne U23: Ceylin del Carmen Alvarado è giunta in solitaria sul traguardo dopo una gara che l’ha visto a lungo in lotta con la britannica Anna Kay, distanziata solo nel finale. Per lei si tratta del secondo titolo europeo consecutivo nella categoria U23.

 

Argento a 12” per la britannica Kay, terzo posto per la francese Marion Norbert Riberolle, lontana 1’02”. Sesta la prima delle italiane, Francesca Baroni.

Uomini U23
Donne U23
Nys

20 ANNI DOPO È ANCORA NYS A SILVELLE. PIETERSE PRIMA CAMPIONESSA DONNE JR

 

Cambiano le generazioni ma la famiglia Nys è destinata ancora a far parlare di sé nel mondo del ciclocross. A vent’anni di distanza dal trionfo di Sven a Silvelle, in una storica prova del Superprestige, il figlio d’arte Thibau Nys si è aggiudicato la gara Uomini Junior dei Campionati Europei di Ciclocross.

 

Il talentuoso atleta belga si è lasciato alle spalle il connazionale Jente Michels (+9”) al termine di un emozionante testa a testa risoltosi solo nell’ultimo passaggio. Medaglia di bronzo per l’elvetico Dario Lillo (+1’10”).

Donne JR

Proprio la scorsa settimana ho preparato la gara guardando il successo di papà di 20 anni fa,” racconta Thibau, “ma pensavo di trovare un tracciato veloce e tecnico, mentre il fango ha cambiato le carte in tavola. Bello essere riuscito a vivere un’altra grande giornata per la nostra famiglia in Italia.” Sentimento riecheggiato anche da papà Sven, presente al fianco del figlio: “E’ stato bravo, vedremo cosa sarà capace di fare in futuro. Di Silvelle ho splendidi ricordi, e il tracciato di oggi, in queste condizioni, sarebbe stato adatto anche a Nys senior, soprattutto quello di fine carriera.”

 

A Silvelle per la prima è stato assegnato anche il Campionato Europeo Junior Donne, vinto da pronostico dall’olandese Puck Pieterse, con alle spalle la transalpina Olivia Onesti e la connazionale Shirin Van Anrooij, terza. Un onore tutto da guadagnare: “E’ stata la gara più dura della mia vita,” le eloquenti parole dell’olandese al termine. Prima delle italiane Giada Borghesi, dodicesima.

Silvelle

IL BILANCIO FINALE

Al termine della giornata, l’emozione è ancora vistosa negli occhi del Direttore Tecnico di Silvelle ’19 Mauro Zamprogna, orgoglioso leader di un evento di grande successo.

Anche se non abbiamo ancora i dati ufficiali della biglietteria, credo si possa dire che il nostro obbiettivo di avere diecimila spettatori per questo Europeo sia stato centrato. Abbiamo regalato al pubblico una splendida giornata in condizioni climatiche perfette, quasi primaverili. Non potevamo sperare nulla di meglio: è stato un grande impegno ma il risultato ci ha premiati, e gli elogi ricevuti dall’Unione Europea di Ciclismo per l’organizzazione ci lusingano. Ci rimane addosso una grande emozione che porteremo con noi per anni”.

 

Silvelle di Trebaseleghe (PD), 10 Novembre 2019

Silvelle
Silvelle
UEC
Foto: 1) Mathieu Van der Poel a braccia alzate sul traguardo di Silvelle (Credits: Bettini Photo); 2) Eva Lechner ha conquistato uno splendido argento continentale (Credits: Bettini Photo); 3) Il Campione del Mondo Van der Poel in azione sul percorso dei Campionati Europei (Credits: Bettini Photo); 4) Yara Kastelijn è la nuova campionessa europea Donne Elite (Credits: Giacomo Podetti/Vitesse); 5-6) I podi delle categorie Elite (Credits: Bettini Photo); 7-8) I podi delle categorie Under 23 (Credits: Bettini Photo); 9) Il Campione Europeo Junior Thibau Nys festeggia sul podio assieme al padre Sven (Credits: Giacomo Podetti/Vitesse); 10) Il podio della categoria Donne Junior: al centro la Campionessa Europea Puck Pieterse (Credits: Bettini Photo); 11) La stretta di mano fra Eli Iserbyt e Mathieu Van der Poel dopo il traguardo (Credits: Giacomo Podetti/Vitesse); 12) Uno dei passaggi caratteristici del circuito di Silvelle (Credits: Giacomo Podetti/Vitesse); 13) Successo di pubblico per i Campionati Europei Silvelle ’19 (Credits: Giacomo Podetti/Vitesse); 14) Il passaggio di consegne fra Silvelle e ‘s-Hertogenbosch che ha ospiterà i Campionati Europei UEC 2020 (Credits: Bettini Photo). 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Renato Longo ciclocrossista italiano più forte di sempre

Renato Longo ciclocrossista fenomenale

Renato Longo, nato nel 1937 a Vittorio Veneto, è stato il nostro più grande ciclocrossista italiano, vincendo cinque volte il Campionato del Mondo 

Renato Longo

Renato Longo

Renato Longo nasce il 9 agosto del 1937 San Lorenzo, frazione di Vittorio Veneto, un paese di collina a 366 metri sopra il livello del mare.

Nel 1951, a quattordici anni, si sposta con la famiglia a Milano per fare il panettiere prima in via Mascheroni poi in via Vincenzo Monti ed infine in un panificio di viale Certosa. Renato non sa quasi cosa sia una bicicletta ma, fortunatamente, la palazzina di Viale Certosa dove lavora è di proprietà di  Tano Belloni. Tano, conosciuto con il poco simpatico soprannome di “l’Eterno Secondo” (ma in gradi di vincere due Sanremo, un Giro e tre Lombardia), instilla nel giovane Longo la passione per le due ruote offrendogli i biglietti per accedere al mitico Velodromo Vigorelli di Milano.

Nel 1955 Renato mette da parte i soldi necessari per comprare la sua bicicletta usata ed entra in contatto con Amerigo Severini che lo accoglie nella sua società ciclistica. Già nell’ottobre di quell’anno prende parte alla prima gara e, meno di quattro mesi dopo, l’undici gennaio del ’56 vince ad Alte Ceccato la sua prima corsa.

Renato Longo continua a lavorare in panetteria e, finito il turno, inforca la sua bicicletta per allenarsi dimostrando una tenacia che prima o poi darà grandi frutti. La domenica, giorno delle gare, si alza all’alba per essere al lavoro alle quattro fare il pane ed essere libero attorno alle dieci di mattina per recarsi alle gare. Renato si dedica prevalentemente al ciclocross ma anche alla strada e, a volte, prendendo una bici a noleggio alle prove in pista.

La favola di Renato sta per iniziare, nel 1958 viene convocato per i Mondiali di Ciclocross di Limoges. Chiede ed ottiene, dal proprio datore di lavoro, qualche giorno di vacanza e parte alla volta di questa prova mondiale che si tiene a casa dei “padroni del ciclocross”, in Francia. A vincere è Dufraisse davanti a Severini ma Longo ottiene un sorprendente quarto posto preludio dei futuri successi mondiali. Quell’anno conquista anche il primo titolo italiano da dilettante nel mezzofondo.

Il 1959 è un anno speciale per il ciclocross italiano, da 9 anni è la Francia a trionfare ai mondiali dal primo successo del ’50 con Jean Robic, vincitore del Tour 1947 ma quell’anno tutti devono fare i conti con Renato Longo che a Ginevra si mette tutti alle spalle conquistando la maglia iridata.

Dopo la vittoria ai mondiali Renato Longo deve licenziarsi per gli impegni ciclistici e trova contratto con la Ignis di Giovanni Borghi detto da tutti “cumenda” e storico patron della Pallacanestro Varese e mecenate dello sport. Il passaggio tra i professionisti vale un contratto da 400.000 lire all’anno contro i 47.000 da panettiere.

Nel 1960 conquista due vittorie su strada: la prima tappa della Volta a Portugal e il Trofeo UVI – Gp Fivizzano.

Nel 1961 è argento mondiale ad Hannover dietro a Rolf Wolfshohl ma l’anno seguente vince a  Esch-sur-Alzette, in Lussemburgo  sotto gli occhi Granduca di Lussemburgo precedendo i francesi Maurice Gandolfo e André Dufraisse.

il 17 febbraio 1963 conquista un nuovo argento mondiale a  Calais, in Francia quando viene nuovamente battuto da Rolf Wolfshohl.

 I Campionati del mondo di ciclocross 1964 il 16 febbraio si svolgono ad Overboelare, in Belgio ed il favorito dei pronostici è il belga Roger De Clercq ma il nostro Longo riesce a ribaltare tutto conquistando nuovamente la maglia iridata. L’anno successivo arriva il bis a Cavaria con Premezzo davanti al solito Rolf Wolfshohl e ad Amerigo Severini.

Il Mondiale del 1967 si svolge il 18 febbraio in Svizzera, a Zurigo, e per la prima volta vede la distinzione tra dilettanti e professionisti. Anche quel giorno Longo non è il favorito e la gare  è resa durissima dalla neve ma, con la sua solita caparbietà, il veneto ribalta ogni pronostico avverso e chiude primo (doppiato tutti tranne i primi quattro) davanti al solito Rolf Wolfshohl e all’atleta di casa Hermann Gretener

Tra tutti questi titoli iridati il buon Renato Longo “trova il tempo” per conquistare anche dodici titoli di Campione Italiano.
Dopo aver appeso la bicicletta al chiodo Longo lavora per 25 anni alla Snia Viscosa di Vittorio continuando a pedalare con il consueto amore e dedizione

Van Der Poel Campione del Mondo ciclocross 2019 

Van Der Poel Campione a Bogense in Danimarca

Van Der Poel Campione del Mondo ciclocross 2019 a Bogense in Danimarca rispetta perfettamente i pronostici della vigilia

Van Der Poel Campione del Mondo (fonte pagina Facebook)

Van Der Poel Campione del Mondo (fonte pagina Facebook)

Van Der Poel Campione del Mondo ciclocross per la seconda volta in carriera, si deve arrendere Wout van Aert dopo tre mondiali consecutivi dal 2016 al 2018. Terza piazza per il belga Toon Aerts, che cade all’ultimo giro e perde l’argento dopo un lungo inseguimento su van Aert.

La sfida di Bogense, in Danimarca è stata assolutamente di altissimo contenuto e ha visto, come detto, il passaggio di consegne tra Wout Van Aert, campione in carica, e l’eterno rivale Mathieu Van Der Poel.

L’olandese ha fin da subito dato battaglia mentre Van Aert ha cercato di rispondere colpo su colpo ma ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla superiorità del collega rischiando, addirittura, di dover dire addio anche al secondo posto.

Insomma, a differenza di quanto accaduto nel 2018, quest’anno il dominatore incontrastato della stagione Mathieu Van Der Poel ha ampiamente comandato le azioni conquistando la maglia iridata.

Decisivo è risultato un tratto in contro pendenza dove i rivali di Mathieu hanno decisamente faticato mente faticato mentre il campione olandese ha preso proprio in quel tratto il largo.

Il campione in carica, Van Aert, è stato costretto a mettere il piede a terra in più occasioni consentendo all’olandese di allungare in modo decisivo. Il belga ha quindi dovuto rinunciare al primo posto e, anzi, ha dovuto guardarsi alle spalle dagli attacchi di Toon Aerts che ha sicuramente dimostrato di avere più gamba ma ha commesso alcuni errori che gli sono costati l’argento.

 

“Quando ho superato il traguardo mi è venuto fuori un tutta la stanchezza accumulata, è stata una gara molto lunga per me ma finalmente si ho ripreso la maglia iridata”, ha detto Van der Poel nell’intervista flash post-gara a Sporza “Ho vissuto una stagione incredibile finora e oggi ero molto fiducioso, ma ad un Campionato del Mondo è sempre difficile imporsi. Sono davvero felice di poter sfoggiare la maglia di campione”

Brava, l’amazzone “all terrain” di LIV

Brava la new entry in casa Liv

Con Brava nessuna strada è impossibile. Ciclocross, gravel, road: la bici creata per portarti ovunque con stile

Brava (fonte comunicato stampa)

Brava (fonte comunicato stampa)

Ci sono momenti in cui nella vita di ogni ciclista l’asfalto comincia ad andare stretto e viene la voglia di percorrere nuove strade, ammirare nuovi orizzonti e concedersi nuove sfide in territori inesplorati. Proprio per soddisfare la voglia di avventura, Liv, marchio di Giant dedicato alle cicliste, ha creato “Brava”, una bici da gravel/ciclocross con freni a disco pensata appositamente per le donne, il mezzo perfetto per affrontare ogni tipo di percorso, on e off road, nel modo più sicuro e divertente. Ghiaia, fango, sabbia e strade asfaltate: la bici ideata per pedalare ovunque con stile, grazie anche all’abbinamento con la serie di abbigliamento tecnico Paradisa, una collezione accattivante in stile “exotic”, adatta ad ogni stagione e capace di accentuare il lato più femminile del ciclismo.

Liv Brava è progettata per essere leggera, maneggevole e resistente. La sua particolarità è quella di adattarsi a differenti modi di guida, che si tratti di estenuanti gare di ciclocross o avventure “gravel” lungo interminabili strade bianche o terreni misti. Il telaio leggero unito ad una geometria evoluta, assicura alte prestazioni e stabilità, creando la combinazione perfetta per correre anche durante la stagione fredda, affrontare lunghe salite, o per avventurarsi su terreni misti, dove una bici da strada non arriverebbe mai. Brava è dotata delle tecnologie più innovative, come il design 3F di Liv capace di offrire la soluzione migliore per una guida agile e confortevole. La struttura della bici crea una guida reattiva e agile grazie ad uno sterzo preciso che non sacrifica comfort e stabilità. E, sinonimo di sicurezza, in discesa si può contare sulla potenza dei freni a disco idraulici.

Caratteristiche tecniche
Il telaio leggero e reattivo in lega ALUXX SLR è dotato di un cannotto OverDrive per una guida precisa. Il tubo superiore è sagomato per facilitare il montaggio e lo smontaggio, nonché per assicurare comfort alle spalle del ciclista, permettendo una guida più rilassata. Le altre caratteristiche, come il reggisella DFuse, il perno passante anteriore da 15 mm e il doppio supporto per borraccia, rendono la Brava compagna perfetta per le uscite lunghe su terreni misti.

Brava Scheda tecnica

Telaio: ALUXX SLR-Grade Aluminum with hidden eyelets
Forcella: Advanced-Grade Composite, full-composite OverDrive 2 steerer
Leve del cambio: SRAM Apex1, hydraulic
Guarnitura: SRAM S-350, 40T
Colorazioni: Black / Dark Blue / Magenta / Red
Prezzo al pubblico consigliato: € 1.899

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Superprestige, vittorie di Van der Poel, Pidcock e Cant

Superprestige, a Middelkerke vittorie di Van der Poel, Pidcock e Cant

Superprestige, nell’ultima prova del circuito a Middelkerke vittorie di Van der Poel, Pidcock e Cant  

Superprestige

Superprestige

Superprestige, nell’ultima prova svoltasi oggi a Middelkerke in assenza di Wout Van Aert con la testa già alle prove su strada il palcoscenico è tutto per  Mathieu Van Der Poel. VDP ottiene la matematica certezza del terzo successo nel challenge più importante di tutto il ciclocross e conserva l’obittivo personale del record di vittorie stagionali.

Grazie alla vittoria odierna, il campione europeo raggiunge le 29 vittorie, superando  il record di Sven Nys, che nella stagione 2006-07 ottenne 28 allori, ed potrà contare ancora  su due gare per incrementare ulteriormente il proprio bottino. Nel frattempo, Mathieu Van Der Poel si è goduto la giornata trionfale, allietando il pubblico belga con salti impossibili sui fossi e bunny hop a ripetizione.

Van Der Poel ha lascia lottare Michael Vanthourenhout e Tim Merlier, i due uomini più in forma in questo finale di stagione, per i primi due giri, per poi raggiungerli e sorpassarvi apparentemente senza sforzo. Merlier  ottiene la seconda posizione a 15″ senza sprintare mentre terzo chiude Vanthourenhout.  Il challenge vede Mathieu Van Der Poel vincitore finale a 115 punti, Wout Van Aert secondo a 96 e Laurens Sweeck terzo a 86.

Nella Superprestige femminile Maud Kaptheljins attua una strenua resistenza nei confronti di Sanne Cant, ma nulla può contro la classe della campionessa del mondo, che vince la prova e si assicura la vittoria finale per la quarta volta consecutive.

Tra gli under 23 la vittoria di tappa va a  Thomas Pidcock mentre il Superprestige va a  Sieben Wouters, mentre il ceco Thomas Kopecky, già vincitore di Coppa del Mondo e argento a Valkenburg, si assicura la classifica juniores.

 

Sagan Gran Fondo: per chi vuole correre col campione!

Sagan Gran Fondo annunciata la corsa col campione slovacco

Sagan Gran Fondo, il campione slovacco ha deciso di presentare la corsa per amatori che prende il suo nome e che ci correrà a maggio su terreni da ciclocross

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo

Sagan Gran Fondo: non capita tutti i giorni di avere la possibilità di pedalare con uno dei tuoi idoli sportivi ma ora tutti i ciclisti amatori ne avranno la possibilità dopo che Peter Sagan ha annunciato che ospiterà la sua Gran Fondo.

Il campione del mondo è sempre molto  impegnato al di fuori della sua carriera agonistica (ha visitato il Papa portando in dono una bicicletta) e anche quando è impegnato nelle corse non perde occasione per impegnarsi in iniziative benefiche e promozionali.

Questa nuova iniziativa della Gran Fondo ne è la prova. A partire dal 3 maggio, la corsa porterà i ciclisti a Truckee, in California. Tuttavia, questa non sarà la classica corsa su strada ma l’evento vuole portare i ciclisti amatoriali su ghiaia e strade sterrate in forza della grande passione che Peter Sagan ha per la Mountain Bike.

Sagan Gran Fondo i dettagli

La corsa si terrà il 5 maggio, ultimo giorno dell’evento programmato su tre giorni e che consentirà di correre con il tre volte vincitore della maglia iridata in un evento che si svolgerà il 4 maggio. La Sagan Gran Fondo sarà più adatta agli amanti del ciclocross che delle prove su strada vere e proprie e si svolgerà su un percorso di 108 km che prevede 1661 metri di scalate.

Il prezzo di partecipazione per l’intera tre giorni è di 145 dollari e non è nemmeno altissimo visto che, appunto, consentirà di affiancarsi a Peter Sagan. L’edizione di maggio viene definita “dirt edition” proprio perchè privilegerà terreni sconnessi ma è prevista anche una “road edition” in programma per novembre 2018.

Per tutti i dettagli è disponibile il sito della Sagan Gran Fondo.

 

Eva Lechner addio al ciclocross?

Eva Lechner addio al ciclocross dopo le dichiarazioni del ct?

Eva Lechner addio al ciclocross? Le dichiarazioni del CT Fausto Scotti non sarebbero state gradite dall’entourge di Eva: ecco le parole di Luca Bramati

Eva Lechner addio al ciclocross?

Eva Lechner addio al ciclocross?

Eva Lechner addio al ciclocross? La notizia è clamorosa ma pare che l’indiscrezione raccolta daTuttobiciweb  possa essere tutt’altro che campata in aria. Effettivamente il tutto si basa su una dichiarazione rilasciata a  Ilenia Lazzato di “Scratch” da parte del commissario tecnico Fausto Scotti subito dopo la prova dei Campionati del Mondo di Valkenburg che rischia di avere ripercussioni non di poco conto per il mondo del ciclocross tricolore.

L’intervista, dopo i complimenti ai componenti della spedizione azzurra non nascondeva una serie di critiche da parte del CT Fausto Scotti: e uniche critiche alla Lechner: “sono rammaricato per la corsa di Eva, perché nel ciclocross di oggi è impensabile non cambiare la bicicletta. Non ho capito la sua strategia, non l’avevo decisa io perché a tutti gli atleti avevo raccomandato di cambiare la bici due volte al giro. Per una professionista come lei, venuta qui per vincere il mondiale, è impensabile commettere un simile errore».

Eva Lechner addio al ciclocross: i fatti

Eva Lechner era partita molto bene nella prova di Campionati del Mondo di Valkenburg tanto da conquistare la testa della corsa ma è caduta e, presa dalla foga del recupero, ha sbagliato ad imboccare l’entrata dei box, proseguendo con la bicicletta carica di fango chiudendo la prova in settima posizione nella prova vinta da Sanne Cant.

Sul fatto si è espresso Luca Bramati, allenatore di Eva Lechner: “Eva cade quando era in testa – scrive Bramati su Facebook – e presa dalla foga del recupero sbaglia l’entrata dei box e il nostro tecnico vede la strategia di portarsi sulle spalle 5 kg di fango! Questa mi mancava da sentire. Grazie alle sue dichiarazioni geniali oggi Eva ha deciso di non correre più il ciclocross, è un bene per il nostro movimento. Grazie CT”

 

Ben Tulett Campione del Mondo Ciclocross Juniores

Ben Tulett Campione del Mondo. Il britannico anticipa Kopecky e Kamp

Ben Tulett Campione del Mondo Ciclocross nella categoria Juniores  a Valkenburg, il britannico ha anticipato Kopecky e Kamp

 

Ben Tulett Campione del Mondo

Ben Tulett Campione del Mondo

Ben Tulett Campione del Mondo Ciclocross nella categoria Juniores  a Valkenburg, il britannico di Sevenoaks cittadina della contea del Kent nel sud-est dell’Inghilterra, classe 2001, uccede nell’albo d’oro della competizione iridata al connazionale Thomas Pidcock che domani andrà a caccia del titolo tra gli Under 23.

Ben Tulett, portacolori del team Beeline Bicycles RT, era giunto terzo al Campionato Europeo, di Ciclocross e  sul circuito di Valkenburg (Olanda) si è imposto per distacco riuscendo a prevalere nei confronti del favorito della partenza, il ceco, Tomas Kopecky vincitore della Coppa del Mondo, giunto in seconda posizione.

Va detto che l’inglese è al primo anno tra gli Juniorese e, per trovare un altro vincitore del mondiale al primo anno. bisogna risalire a nientepopodimeno che Mathieu Van Der Poel nel 2012.

Il podio della prova è stato completato dal forte olandese Ryan Kamp. Quarta posizione al tedesco Linder, quinto lo statunitense Maher. Abbastanza deludente la prova degli italiani, mai in gara nelle prime posizioni: Filippo Fontana, 26esimo a 3’34”, precede Federico Ceolin a 3’48”.

Ben Tulett Campione del Mondo: La Top Ten

1   TULETT Ben                 GBR  0:41:19 (16,986 km/h)
2   KOPECKY Tomas              CZE  +  0:22
3   KAMP Ryan                  NED  +  0:30
4   LINDNER Tom                GER  +  0:34
5   MAHER Lane                 USA  +  0:35
6   RONHAAR Pim                NED  +  0:36
7   HENDRIKX Mees              NED  +  0:48
8   KUYPERS Gerben             BEL  +  0:55
9   CORTJENS Ryan              BEL  +  0:59
10  VALOGNES Thibault          FRA  +  1:10