VAR nel ciclismo: prima espulsione!

VAR nel ciclismo: Luke Rowe espulso

VAR nel ciclismo ha emesso il suo primo storico verdetto al Giro delle Fiandre: Luke Rowe è stato espulso quando mancavano 60 chilometri 

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo, l’introduzione del nuovo sistema di controllo televisivo in Real Time delle corse ciclistiche ha visto scrivere la sua prima storica pagina. Durante lo scorso Giro delle Fiandre, svoltosi la domenica di Pasqua è avvenuto il primo caso di squalifica.

Il primo a farne le spese (e suo malgrado ad entrare nella storia) è stato Luke Rowe che ai meno 60 chilometri dall’arrivo, in avvicinamento al Vecchio Kwaremont, ha scartato verso destra e ha pedalato per alcuni metri tra marciapiede e pista ciclabile.

Il comportamento del 28enne ciclista gallese non è consentito dal regolamento oltre ad essere stato pericoloso perché ha dovuto fare uno slalom tra gli spettatori.

I giudici addetti alla “moviola”, che ha debuttato due settimane fa alla Milano-Sanremo ma che non aveva ancora portato a un’applicazione pratica, hanno decretato l’espulsione del corridore del Team Sky e di sanzionarlo con una multa di 170 euro.

Rowe è stato stoppato una decina di chilometri dopo il fatto, il Var ha agito subito.

 

 

 

 

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV: La guida completa

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV delle corse di tutto il mondo, guida completa per non perdere nemmeno una gara dal Giro delle Fiandre alla Liegi-Bastogne-Liegi

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV, tra campagna del pavè e trittico delle Ardenne si preannuncia un vero spettacolo per tutto il mese. Si parte il 1° aprile, con il #Giro delle fiandre, per poi continuare con la #Parigi Roubaix, l’Amstel, la Freccia Vallone e la Liegi.

Aprile offrirà una spettacolo continuo per gli amanti del ciclismo con tante dirette televisive (e dirette streaming) che condurranno al mese di maggio storicamente dedicato al Giro d’Italia. Archiviata la campagna del pavè la stagione delle classiche vivrà la sua seconda fase sulle Ardenne, con lo storico trittico Amstel – Freccia – Liegi e con un’attesa sfida tra Nibali e Valverde che infiammeranno proprio la Liegi-Bastogne-Liegi.

Ciclismo le gare di aprile: elenco completo

1 La Roue Tourangelle
1 Giro delle Fiandre (Rai e Eurosport)
2 – 7 Volta Paesi Baschi (Eurosport)
3 – 6 Circuit de la Sarthe
4 Schledeprijs (Eurosport)
8 Klasika Primavera
8 Parigi – Roubaix (Rai e Eurosport)
10 Parigi – Camembert
11 Freccia del Brabante (Eurosport)
13 – 15 Gp Beiras e Serra de Estrela
14 Tour du Finistere
15 Amstel Gold Race (Rai e Eurosport)
15 Tro Bro Leon
16 – 20 Tour of the Alps (Rai e Eurosport)
17 – 22 Giro di Croazia (Eurosport)
18 Freccia Vallone (Rai e Eurosport)
20 – 22 Vuelta Castilla Leon
22 Giro dell’Appennino (Rai)
22 Liegi – Bastogne – Liegi (Rai e Eurosport)
24 – 29 Giro di Romandia (Eurosport)
27 – 29 Vuelta Asturie.

Quanto guadagni se vince il Fiandre?

Quanto guadagni se riesci a conquistare il Fiandre?

Quanto guadagni se fai tuo il Giro delle Fiandre? Scopriamo assieme quanto vale il montepremi messo a disposizione dall’organizzazione della classica del nord

Quanto guadagni se vinci il Fiandre?

Quanto guadagni se vinci il Fiandre?

Quanto guadagni se vinci il Fiandre? Niente ricchi premi a chi riesce ad imporsi nella seconda Classica Monumento del calendario ciclistico internazionale. Non aspettatevi cifre da capogiro per chi riesce a domane il pavé e i muri che rendono mitica la corsa belga. Chi domerà il Muro del Grammont riuscendo a tagliare il traguardo a mani levate riuscirà ad intascare una cifra idonea ad acquistare giusto un’utilitaria di buon livello.

Se trionfare in questa corsa mitica ha evidentemente un valore inestimabile (ci ha messo gli occhi sopra anche il “debuttante” Vincenzo Nibali) la vittoria non arricchisce molto gli atleti che si impegneranno in una corsa devastante.

Ma quanto guadagni se vinci il Fiandre? Il montepremi, però, non è certo dei migliori e non è commisurato alla difficoltà e al prestigio della corsa il trionfatore, infatti, porterà a casa la cifra di 20.000 euro ma il valore non dipende dall’organizzazione dell’evento bensì dall’UCI. L’Unione Ciclistica Internazionale, infatti, impone che tutte le grandi classiche abbiano lo stesso montepremi totale (50.000 euro) e di conseguenza anche una vera bestia come il Giro delle Fiandre.

Per chi volesse approfondire il capito guadagni dei ciclisti vi invitiamo a leggere questo articolo 

Quanto guadagni se vinci il Fiandre? La Top Temn

PRIMO CLASSIFICATO: 20000 euro
SECONDO CLASSIFICATO: 10000 euro
TERZO CLASSIFICATO: 5000 euro
QUARTO CLASSIFICATO: 2500 euro
QUINTO CLASSIFICATO: 2000 euro
SESTO CLASSIFICATO: 1500 euro
SETTIMO CLASSIFICATO: 1500 euro
OTTAVO CLASSIFICATO: 1000 euro
NONO CLASSIFICATO: 1000 euro
DECIMO-VENTESIMO CLASSIFICATO: 500 euro

 

Claudia Meucci ciclismo, moda e studio

Claudia Meucci ciclismo e non solo!

Claudia Meucci ciclismo, moda e studio per l’atleta della Conceria Zabri Fanini un talento che si divide tra l’attività agonistica e i suoi interessi

Claudia Meucci

Claudia Meucci: fonte facebook

Claudia Meucci ciclista prestata alla moda o modella presta al ciclismo? Claudia, 19enne fiorentina da sempre amante delle due ruote si divide tra studio, moda e ciclismo.

Nel DNA della ragazza c’è indubbiamente la passione per il ciclismo perché la famiglia Meucci nel mondo del pedale è ricca di tanti praticanti, ha fatto la storia e continua a farla, dai giovanissimi fino alle donne élite, grazie appunto alla bellissima Claudia.

“In bicicletta ci vado da quando avevo 5 anni – afferma Claudia Meucci – e il ciclismo mi è entrato subito n. Da quando ho imboccato la strada del professionismo, tra studio, allenamenti e gare mi resta pochissimo tempo per altre attività figuriamoci per le passerelle, per ora sono solo un momento di divertimento e svago”.

La squadra di Claudia Meucci è la Conceria Zabri Fanini, team battagliero un po’ come la stessa ragazza toscana che si appresta ad affrontare i primi importanti impegni stagionali dopo aver già ottenuto due piazzamenti importanti con Cipriani e Franchi a Montignoso di Massa.

“Voglio al più presto arrivare al top della forma per poter tornare utile alla squadra, voglio migliorarmi ma è altrettanto importante che il team raggiunga i risultati che si è posta come obiettivo” ha continuato la Meucci.
A questo proposito nel giorno di Pasquetta la formazione del general manager Manuel Fanini prenderà il via alla corsa “open” in programma a Schiavonia d’Este (Padova). Le convocate sono, oltre alla Meucci, Carmela Cipriani, Daniela Magnetto Allietta, Marzia Salton Basei, Isabella Strizzi, Elena Franchi, Sofia Cilenti, Maria Benedetta Palumbo, Manuela De Iuliis, Elisa Ronchetti e Martina Cozzari; l’unica indisponibile per infortunio è Virginia D’Angelo.

 

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo

Cal Crutchlow Diuretici presenti anche nel Motomondiale

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo, i farmaci diuretici sono molto diffusi nel circus del motomondiale.

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow, noto pilota del motomondiale, vuole sfatare il luogo comune che vede i ciclisti come i principali utilizzatori di prodotti dopanti. La logica ciclismo=doping è tristemente diffusa tra le persone meno informate in materia di prodotti dopanti. Uno studio di qualche mese fa aveva “sorprendentemente” evidenziato che i ciclisti non sono i principali utilizzatori di sostanze dopanti.

Il ciclismo è spesso sotto l’occhio del ciclone per casi di doping (non ultima la surreale vicenda Froome) ma va anche detto che è uno degli sport con la maggior percentuale di controllo in rapporto al numero di praticanti a livello professionistico.

Restando in tema di due ruote, uno che se ne intende (ma di due ruote a motore) è Cal Crutchlow che ha espresso le sue idee a Crash.net:

 “Quando si parla di doping, il primo sport al quale si pensa in modo istantaneo è il ciclismo, ma sempre più spesso, purtroppo, sono molti gli sport coinvolti. Chi pensa che qui non ci sia chi usa sostanze, che prenda scorciatoie, è un illuso”.

Cal Crutchlow ha anche aggiunto: “Penso che il sistema di test sia terribile. Penso che il modo in cui questo sistema è applicato a questo campionato non è assolutamente corretto. Non sto dicendo nulla di nuovo rispetto a quanto ripeto da almeno quattro anni. Se pensi che non ci siano persone che non cerchino di tagliare le curve, nel più grande sport motociclistico al mondo, sei uno stupido. Perché ci sono persone che tagliano le curve”.

Tornado sul doping Crutchlow è stato netto: “Penso che chiunque debba sottoporsi ai test, ognuno dovrebbe loggarsi ed aggiornare sulla propria reperibilità nel sistema ADAMS. E sapete qual è il problema? E’ che sono tutti dei pigri e non vogliono la scocciatura di loggarsi. In realtà basterebbe loggarsi una volta al mese e dichiarare dove ci si troverà ogni giorno. Dopo, se per caso fai qualche cambiamento al tuo itinerario, basta loggarti di nuovo e modificarlo. E per favore, non ditemi che non hanno assistenti, manager o medici che possono farlo…”

Ma che tipologia di doping “circolerebbe” nel Motomondiale? “Non dico che una droga pesante aiuterebbe. La Motogp non è uno sport che premia particolarmente la superperformance atletica. C’è un tipo che corre qui che quando esce fuma e beve, ma riesce lo stesso ad essere competitivo perché ha un talento naturale per correre in moto. Stiamo parlando di reidratazione, contenimento del peso. Qui non sono ammesse scorciatoie e so per certo che c’è chi ne fa uso. C’è chi prende diuretici perché non vuole passare ore ad allenarsi”.

 Cal Crutchlow: chi è?

Cal Crutchlow nato a Coventry il  29 ottobre 1985 è un pilota motociclistico laureatosi campione britannico Supersport nel 2006 con la Honda CBR 600RR del team Northpoint Ekerold Honda. Vince il campionato con 242 punti ottiene 6 vittorie ed anche 11 podi, staccando di 70 punti il suo principale rivale Sykes.

Nel 2007 fa il suo esordio nel campionato britannico Superbike pilotando la  Suzuki GSX-R1000 del team Rizla Suzuki. Nel 2008 si traferisce al team HM Plant Honda guidando la Honda CBR1000RR nel campionato britannico Superbike.

Nel 2009 conquista il mondiale Supersport con la Yamaha YZF R6 del team Yamaha World Supersport mentre nel 2010 si sposta in Superbike portando in pista la Yamaha YZF R1 del team ufficiale Yamaha Sterilgarda.

Nel 2011 lascia le competizioni per moto derivate dalla serie, passando a correre in MotoGP.

 

 

 

 

Disfunzione erettile e pratica del ciclismo

Disfunzione erettile il ciclismo non crea problemi

Disfunzione erettile e problematicità varie dell’apparato genitale maschile sono spesso state (erroneamente) collegate alla pratica del ciclismo sia a livello competitivo che amatoriale.

Disfunzione erettile e ciclismo non hanno alcuna correlazione:

Disfunzione erettile e ciclismo non hanno alcuna correlazione:

Disfunzione erettile e ciclismo non hanno alcuna correlazione: gli studi scientifici in materia hanno prima evidenziato che la pratica del ciclismo non aumenta il rischio di ammalarsi di tumore del testicolo e ora hanno certificato che non mette a repentaglio la potenza sessuale dell’uomo.

Alcune pubblicazioni avevano avanzato l’ipotesi che il ciclismo potesse favorire lo sviluppo della disfunzione erettile ma gli studi più recenti hanno allontanato questa ipotesi.

Secondo quanto pubblicato sul Journal of Urology”, a seguito di uno studio svolto su un campione di ciclisti è stata paragonata con quella dei nuotatori e dei runner, le due ruote ottengono il semaforo verde.

“I benefici legati all’utilizzo della bicicletta superano di gran lunga i potenziali rischi”, hanno messo nero su bianco gli autori della ricerca. Lo studio ha evidenziato come i campioni di risultati sono identici per le varie tipologie di atleti.

 

Disfunzione erettile: i principali sintomi

  • Intorbidimento del pene
  • Formicolio e insensibilità nella regione perineale
  • Diminuzione del flusso dell’urina
  • Impotenza, anche solo temporanea

Disfunzione erettile: accorgimenti

  • Alzarsi  dal sellino e cambiare spesso posizione del corpo.
  • Approfittare di ogni occasione, come un passaggio a livello chiuso, per alzarsi.
  • Indossare un abbigliamento adeguato: pantaloncini imbottiti.
  • Utilizzare, in caso di insorgenza di sintomi, dei sellini “specifici”.

Disfunzione erettile e urinarie: la bicicletta non le compromette

L’indagine è stata svolta su quattromila uomini sportivi: ciclisti, nuotatori e corridori provenienti dal Canada, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda.

Dopo la verifica sui questionari, gli urologi sono arrivati a determinare che lo stato di salute sessuale e urinaria degli adulti arruolati nello studio non presenta differenze significative in base allo sport praticato.

L’unica differenza emersa è una maggiore predisposizione dei ciclisti a sviluppare la stenosi dell’uretra, il canale che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno: passando per la prostata e il pene.

La stenosi, nel tempo, può comportare un aumento della resistenza al flusso di urina o sperma e richiedere il trattamento chirurgico per ripristinare un diametro sufficiente del canale.

La quantità di esercizio svolto non influenza sull’insorgere del problema: tra sportivi ad alta intensità e amatori la ricorrenza della disfunzione è del tutto comparabile

L’intorpidimento dei genitali come «spia» di problemi futuri è stata segnalata più spesso dai ciclisti occasionali, mentre è risultata meno ricorrente al crescere del tempo trascorso sui pedali.

Benjamin Breyer, urologo dell’Università della California e coautore dello studio ha affermato che: “il ciclismo offre enormi benefici cardiovascolari e un basso impatto sulle articolazioni”.

Interessante è quanto venne stabilito dall’Università di Glasgow (studio pubblicato sul British Medical Journal) che sottolineò come l’uso delle due ruote fosse legata a una minore incidenza di tumori e di malattie cardiache.

Quindi: ciclisti tranquilli, la bicicletta fa solamente bene!

 

Ciclismo sport di merda? Le urla del DS

Ciclismo sport di merda? urla il ds del team Unicash

Ciclismo sport di merda? il DS del team Unicash due C ha spronato in maniera energica i suoi corridori, finendo dritto dritto sul web

Ciclismo sport di merda?

Ciclismo sport di merda?

Ciclismo sport di merda? Un video curioso sta impazzando sui social network. E’ stato registrato durante la XX edizione della “Coppa Bettini – 2° Trofeo Maglificio on Sport” trofeo juniores andato in scena la scorsa domenica a Livorno.

Pioggia battente e freddo pungente hanno fatto da cornice per la prova giovanile vinta da Lorenzo Zega del team Unicash Due C ma il vero protagonista non è stato il giovane atleta bensi il suo DS  Massimo Salvadori, protagonista di un video che ha fatto letteralmente il giro dei social.

Metti un rapporto più agile e fai girare le gambe che ti stai imballando. Forza – le parole rivolte ad un suo ciclista – dai uno scatto e vai là davanti e mettiti un po’ a menare, come abbiamo fatto in allenamento, uguale e identico e vedi che ti passa il freddo“. Pochi istanti dopo, ecco arrivare all’ammiraglia un altro corridore della squadra: “Lo so che hai freddo, non ci posso fare niente. Vuoi venire un po’ in macchina? Vuoi qualcosa di caldo? Adesso ci fermiamo al bar e ci prendiamo un the. Vai in testa e mettiti a menare, non stare a ruota. Lo so che hai freddo, ma ci vuole grinta. Il ciclismo è uno sport di merda“.

 
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Bulli spingono ciclista nel fosso da auto in corsa

Bulli spingono un incolpevole ciclista in un fosso

Bulli spingono un ciclista in un fosso, fatto incredibile in Inghilterra che ha scatenato l’indignazione del Web. Sul caso stanno indagando le autorità britanniche

Bulli spingono

Bulli spingono

Bulli spingono un ciclista in un fosso, un gesto spaventoso e gravissimo che lascia senza parole non solo gli appassionati di ciclismo ma tantissime persone che si sono imbattute nel video online. Negli ultimi giorni è stato messo on line un video molto forte e che indigna a prescindere dalle proprie passioni sportive.

Bulli contro ciclista, le autorità non hanno ancora preso provvedimenti in merito

Il video che sta circolando in queste ore sui social network (la pagina LBC)presenta un gruppo di ragazzi che, probabilmente per combattere la noia, girano nelle campagne inglesi in cerca di emozioni. Emozioni trovare a scapito di un malcapitato ciclista. Spesso si parla di inciviltà di alcuni ciclisti ma nella fattispecie lo sventurato corridore non si era macchiato di nessun atteggiamento negativo. Il ciclismo non c’entra nulla ma viene eseguito un gesto banale, cattivo, che avrebbe portato a conseguenze nefaste per il ciclista sfortunato protagonista della vicenda.

Nel video si sentono i ragazzi in macchina che confabulano poi uno del branco incita un amico a rallentare la marcia e ad avvicinarsi ad un ciclista addocchiato al bordo della strada. A quel punto uno dei bulli si affaccia dal finestrino e spintoma lo sportivo che, ignaro di quanto gli stia per accadere, non presta alcuna difesa e finisce direttamente nel fosso al lato della banchina.

Naturalmente, dopo questo gesto “di enorme coraggio” i ragazzi non solo non si fermano per controllare le condizioni dell’uomo rovinosamente caduto nel fossato ma scoppiano in fragorose risate. Il conducente, minimamente pentito del gesto, accelera tra le risa di scherno dei bulli compagni di bravata. I media inglesi che hanno documentato l’accaduto è riportato che per fortuna il ciclista non è rimasto ferito dalla bravata di questi giovani bulli.

Le autorità inglesi sono state subito interpellate dalle associazioni di appassionati di ciclismo, inglesi e non, per rintracciare i ragazzi ma ad oggi non c’è ancora stato alcun fermo e nessun provvedimento a carico di questi bulli.

Ciclismo migliora il sesso per le donne?

Ciclismo migliora il sesso per le donne!

Ciclismo migliora il sesso per le donne: ora uno studio lo prova! Chi pratica il ciclismo ha meno possibilità di avere disfunzioni sessuali, discorso similare per gli uomini

Ciclismo migliora il sesso

Ciclismo migliora il sesso

Ciclismo migliora il sesso per le donne? Si! Questo è quello che emerge da uno studio condotto su un campione di 3.118 donne di tutto il mondo paragonando nuotatori e podisti ai ciclisti.

 

Tra le donne il 53% (1.656) delle intervistate ha dichiarato di praticare il ciclismo a bassa intensità mentre il 13% (409) ha parlato di alta intensità che avevano pedalato da almeno due anni effettuando più di tre uscite a settimana, con una percorrenza di oltre 25 miglia.

“Abbiamo scoperto che la durata della strada percorsa era associata a una migliore funzione sessuale, misurata da un questionario comune e validato”, ha detto il ricercatore Thomas W. Gaither, uno studente di medicina della University of California, San Francisco (UCSF)

La notizia imita uno studio all’inizio dell’anno che ha scoperto che gli uomini che pedalavano non erano a rischio di disfunzioni sessuali permanenti pur incappando in qualche intorpidimento durante le uscite in bicicletta. Naturalmente anche le donne possono risentire di qualche disturbo per via della posizione di contatto dei genitali con il sellino.

Nello studio pubblicato nel Journal of Sexual Medicine, Gaither ha spiegato che queste non sono motivi di grande preoccupazione: “Questi risultati possono essere considerati da alcuni come minori, tuttavia, le piaghe da sella e le infezioni possono inibire l’attività sessuale. Se potessimo trovare un modo per prevenire le piaghe da decubito e le infezioni, crediamo che il ciclismo possa migliorare la salute sessuale delle donne “.

Le donne possono gioire insieme alle loro controparti maschili che il ciclismo, se mai, porta a un miglior sesso. È tempo di fare un giro, pensiamoci!

 

VAR dal calcio al ciclismo: ecco il Grande Fratello

VAR dal calcio ecco un nuovo modello per il ciclismo

VAR dal calcio passa al ciclismo: l’occhio elettronico inserito nel mondo del pallone viene permutato dall’UCI per controllare eventuali scorrettezze in corsa

VAR dal calcio al ciclismo

VAR dal calcio al ciclismo

VAR dal calcio passa al ciclismo? Si effettivamente il titolo è corretto, niente rigori per “falli” durante le volate ma qualche espulsione potremmo anche vederla. Pare possa arrivare una rivoluzione o per lo meno una nuova era per il ciclismo che, sabato, in occasione della Milano-Sanremo del centenario vedrà esordire una nuova figura: il giudice dell’UCI addetto alle immagini TV.

La notizia è stata resa ufficiale da La Gazzetta dello Sport, che organizza la classicissima di primavera e vedrà la nuova figura impegnata in un apposito camion “regia” con una decina di monitor a disposizione e che dovrà rispondere direttamente a Martjn Swinkels, presidente di giuria.

L’obiettivo è quello di poter intervenire in tempo reale su eventuali scorrettezze o situazioni di gara al limite del regolamento un po’ come avviene nel mondo del calcio per valutare gol fantasma o episodi da calcio di rigore.

Il sistema varrà per le cinque classiche Monumento (Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia), i tre grandi giri (Giro, Tour, Vuelta) e il Mondiale.  Insomma il Grande Fratello entra nel ciclismo non per le “prodezze” di Ignazio Moser ma per aumentare i controlli, vediamo cosa accadrà!

 

VAR dal calcio al ciclismo: cos’è?

Il VAR, acronimo di Video Assistant Referee, è stato approvato dall’IFAB (International Football Association Board) nel giugno 2016 ed è un sistema di supporto all’arbitro mediante l’impiego di strumenti tecnologici (tv, in parole semplici) sotto la supervisione di due assistenti.

In Italia l’ok definitivo allo sbarco del VAR in Serie A e Coppa Italia è arrivato nel mese di giugno 2017, con contestuale abolizione degli addizionali (gli arbitri di porta).

Lo scopo dell’utilizzo del VAR è quello di correggere eventuali decisioni chiaramente sbagliate o segnalare episodi gravi o importanti sfuggiti all’occhio dell’arbitro.