Ciclismo calendario 2019: tutte le gare principali

Ciclismo calendario 2019 le corse in primo piano

Ciclismo calendario 2019 analisi delle principali corse ciclistiche che di disputeranno l’anno prossimo

Ciclismo calendario 2019

Ciclismo calendario 2019

Ciclismo calendario 2019, messa in archivio con il Giro di Lombardia la stagione 2018 (in realtà vi sono ancora corse che si svolgeranno principalmente in oriente) ecco già la mente degli addetti ai lavori è orientata alla stagione 2019.

La “Classica delle foglie morte” ha infatti praticamente chiuso l’annata del World Tour, tra qualche giorno verrà svelato il percorso del prossimo Giro 2019,ecco quindi un elenco delle principali corse che ci accompagneranno sulle strade del mondo per il prossimo anno.

Come sempre il vernissage dell’anno sarà in Australia con il TourDown Under, manifestazione che stagione dopo stagione sta assumendo un peso sempre maggiore nello scacchiere delle corse mondiali.

Come ogni anno a marzo la stagione ciclistica mondiale inizierà ad entrare nel vivo con le prime corse in linea (Strade Bianche e Milano-Sanremo) e le prime, storiche, corse a tappe (su tutte Parigi-Nizza e Tirreno-Adriatico). Subito dopo ecco arrivare il ciclo delle classiche del nord con Fiandre, Roubaix, Amstel, Freccia Vallone e Liegi che porteranno il gruppo al Giro di Romandia che aprirà porte per il Giro d’Italia 2019.

In men che non si dica saremo già a giugno alle corse di avvicinamento al Tour de France come il Giro del Delfinato e quello di Svizzera. A luglio si alzerà il sipario sulla Grande Boucle, mentre a fine agosto la come di consueto sarà la Vuelta a completare il trittico dei grandi giri accompagnando i ciclisti alla rassegna iridata che si terra in Inghilterra (Yorkshire). Poche settimane dopo e l’appuntamento sarà con la “classica delle foglie morte” che chiuderà il calendario ciclistico 2019.

GENNAIO
15/01 – 20/01: Tour Down Under (Australia)

FEBBRAIO
24/02 – 02/03: UAE Tour (Emirati Arabi)

MARZO
09/03: Strade Bianche
10/03 – 17/03: Parigi-Nizza
13/03 – 19/03: Tirreno-Adriatico
23/03: Milano-Sanremo
31/03: Gand-Wevelgem

APRILE
07/04: Giro delle Fiandre
14/04: Parigi-Roubaix
21/04: Amstel Gold Race
24/04: Freccia Vallone
28/04: Liegi-Bastogne-Liegi
30/04 – 5/05: Giro di Romandia

MAGGIO
11/05 – 2/06: Giro d’Italia

GIUGNO
9/06 – 16/06: Giro del Delfinato
15/06 – 23/06: Tour de Suisse

LUGLIO
6/07 – 28/07: Tour de France

AGOSTO
3/08: Classica di San Sebastiàn
3/08 – 9/08: Giro di Polonia
25/08: Classica di Amburgo
24/08 – 15/09: Vuelta a Espana

SETTEMBRE
25/09: Campionato del Mondo, cronometro uomini Elite
29/09: Campionato del Mondo, prova in linea uomini Elite

OTTOBRE
12/10: Giro di Lombardia

In sella senza male alla schiena? Ecco i trucchi

In sella senza dover aver problemi alla schiena

In sella, il modo migliore per andare in bicicletta senza avere dolori alla schiena che si manifestano dopo la pedalata, ecco i nostri trucchi

In sella senza male alla schiena

In sella senza male alla schiena

In sella spesso escono alla Luce alcuni problemi osteo-muscolari che vengono sollecitati dalla pedalata spesso svolta con palesi errori di regolazione della propria bicicletta o per questioni di scorretta posizione biomeccanica.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che l’85% della popolazione mondiale ha sofferto almeno una volta nella propria vita di male alla schiena. All’interno di questa ampia popolazione vi sono, evidentemente i ciclisti amatoriali che in sella trascorrono buona parte del loro tempo libero. Inevitabile è chiedersi se il ciclismo o lo stare troppo in sella sia la causa di episodi di mal di schiena.

Fermo restando che Il ciclismo non è un’attività considerata a rischio anzi posto che si pedali nella giusta posizione è corretto affermare che questo sport riduce il peso che grava sulla colonna vertebrale.

Affermare che la bicicletta è causa di mal di schiena non è sbagliato ma nemmeno automaticamente vero, come ogni cosa della vita va fatta correttamente a pena di avere dei disagi.

Perché così tanti amanti delle due ruote lamentano dolori alla schiena dopo che sono stati in sella? Va ricordato che il dolore alla schiena è un disturbo multifattoriale. Può uscire un mal di schiena per aver passato la giornata al telefono, seduti male davanti al PC, aver pedalato troppo (magari assumendo una posizione in sella non corretta).

Il sintomo doloroso alla schiena è sovente causato da tensioni anomale che interferiscono sulla colonna vertebrale o da evidenti squilibri muscolari. Spesso il dolore ha origini meccaniche e quindi è importante stabilire se non sia sufficiente ottimizzare la propria posizione in sella.

 

In sella con le corrette misure del telaio

La bicicletta deve essere della taglia giusta, pare una banalità ma non è propriamente così. Capita di parlare con ciclisti che, affascinati da una splendida bicicletta in carbonio a un prezzo da urlo non hanno badato troppo alla taglia. Li vediamo pedalare su mezzi troppo grandi o troppo piccoli e poi li sentiamo lamentarsi perché la bicicletta è bella ma “fa male alla schiena”, avere mai visto in amante del calcetto che porta il 43 di piede giocare con scarpe da calcetto numero 38? Ecco nel caso direbbe che il calcetto è bello ma fa male ai piedi.

E’ fondamentale che sella, manubrio e pedali, ossia i 3 punti di contatto con la bici  abbiano le distanze proporzionate a quelle del corpo consentendo una postura naturate ed evitando l’insorgere di guai fisici.

La sella è una parte fondamentale della bicicletta, qui si scarica per il 60% il peso del ciclista. Per chi soffre di sintomatologia dolorosa nella zona lombosacrale può essere indicata una sella dalla leggera curvatura longitudinale

Una volta scelte bici e sella giuste per la propria struttura, è necessario effettuare accurate regolazioni e qui sarebbe opportuno rivolgersi a un bravo biomeccanico che possa suggerire, per esempio, il miglior posizionamento delle tacchette.

E’ importante che la posizione della sella non sia troppo alta o troppo arretrata per evitare sollecitazioni alla fascia lombarde e all’articolazione sacro-iliaca che sovraccaricherebbe la colonna.

 

In sella nella giusta posizione

Ragazzi ricordiamoci sempre che non siamo dei professionisti, lasciamo le posizioni “aggressive” o aerodinamiche o per lo meno evitiamo ti tenerle per troppo tempo.

Non avere posizioni aggressive non vuol dire però stare in sella come un manico di scopa, non bisogna “subire” la strada passivamente, al contrario bisogno imparare a “seguire” il tracciato anche con tratti in fuorisella.

Prestate attenzione anche ai componenti tecnici: quelli troppo rigidi, offrono sensazioni di grande “precisione” nella guida ma di contro trasmettono tutte le vibrazioni al corpo, non dobbiamo vincere il Tour de France ma evitare microtraumi alla schiena soprattutto se abbiamo già disturbi alla colonna.

Il materiale con cui è composto il vostro telaio è certamente importante ma attenzione a non dimenticare il ruolo che svolgono ruote e copertoni: se adottiamo cerchi ad alto profilo, oppure a razze dobbiamo sapere che a fronte di una maggiore qualità della pedalata avremo scarsa capacità di assorbire gli impatti

In sostanza ricordiamoci, l’abbiamo già detto, che non siamo dei professionisti e il nostro suggerimento è: perdiamo qualcosa in termini di prestazioni ma guadagnandone in benessere

Bike da te, come costruirsi una bicicletta!

Bike da te recensione del libro di Jenni Gwiazdowski

Bike da te, uscito per # logosedizioni e scritto da Jenni Gwiazdowski, è una simpaticissima e illustratissima guida per costruire una bici a scatto fisso fai da te

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te? E perché no? Avete mai immaginato di potervi costruire una bicicletta fai da te? Proprio qualche giorno fa, sentendo due amici discutere in treno sulla nuova bicicletta, abbiamo sentito nelle parole di uno dei protagonisti emergere il timore di dover “smontare” un pezzo della propria amata bicicletta. Immaginatevi se questa persona avesse avuto in mano Bike da te ovvero una guida pratica e intuitiva per costruirsi una bicicletta, forse i suoi timori sarebbero svaniti!

La bicicletta in questi anni sta vivendo una seconda giovinezza complice la “moda” che sta spingendo (lentamente) gli italiani a tenersi in allenamento con il ciclismo oltre che una nuova idea ”green”e le condizioni economiche di molte persone in netta discesa-

Bike da te vuole dare, in modo semplice ma efficace, l’ispirazione e la guida per personalizzare in modo assoluto la propria bicicletta a scatto fisso. Il libro è una guida adatta a tutti, dall’utente più esperto a chi ha difficoltà a riconoscere i dettagli e le componenti tipiche di una bicicletta.

Ogni pagina è ricca di suggerimenti e di immagini dettagliate, espresse con una grafica semplice, moderna ed efficace. L’attività viene presentata quasi come un “diario” personale della scrittrice il che rende tutto più “friendly” e “maneggevole” portando il lettore ad incrementare la propria dimestichezza con gli attrezzi più in uso in una officina per biciclette.

Sarà una entusiasmante avventura imparare a smontare una bici vintage per usarne i componenti per assemblarli con pezzi nuovi per creare una bicicletta sicura e affidabile (e assolutamente personalizzata) con cui stupire amici e parenti. Al termine del per corso non solo avrete restaurato un “ferro vecchio” ma sarete diventati autonomi anche per gestire i tipici guai meccanici che occorrono ai ciclisti.

 

Bike da te: Jenni Gwiazdowski

Jenni Gwiazdowski è fondatrice e direttrice di London Bike Kitchen, un laboratorio di fai-da-te aperto di proprietà e gestito da un meccanico in cui puoi lavorare sulla tua bici invece di darla a qualcun altro aperto nel marzo 2012

Il ciclismo è uno sport noioso, parola di Sagan 

Il ciclismo è uno sport noioso? Sagan pensa di si

Il ciclismo è uno sport noioso, parole e musica del tre volte campione del mondo Peter Sagan sempre fuori dal coro

Il ciclismo è uno sport noioso

Il ciclismo è uno sport noioso

Il ciclismo è uno sport noioso, a dirlo non è il solito “calciofilo” ma il vincitore degli ultimi tre Mondiali e uno dei corridori simbolo del ciclismo attuale Peter Sagan. Lo slovacco, lo sappiamo non è mai un tipo banale, mai scontato e le sue parole hanno sempre un peso specifico elevato.

Peter ha dato fuoco alle polveri con l’avvicinarsi del mondiale sottolineando la necessità di invertire un trend che ha reso, secondo lui, il ciclismo un sport monotono.

Peter Sagan ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano El Pais in cui ha parlato a ruota libera sullo stato di salute del ciclismo ed in particolare ha parlato della qualità dello spettacolo offerto dalle corse in TV:

“Se guardo una corsa di 200 km in TV, la accendo a 100 km dal traguardo ed è sempre uguale e ai -20 km la stessa cosa. Però per passare dai -100 ai -20 sono passate due ore, nelle quali stai davanti alla televisione senza che succeda nulla. Invece se guardi solo gli ultimi 10 km succedo di tutto anche nelle tappe con arrivo in volata. Però se l’accendi ai -100 km dormi, no? Poi ti risvegli a 10 km dal traguardo perché sei curioso di vedere come va a finire. Cosa pensiamo che voglia vedere la gente? Non lo capisco. Per me è uno sport noioso e io come spettatore vedo solo gli ultimi cinque chilometri”.

Insomma lo slovacco ci va giù abbastanza diretto per “attaccare” gli organizzatori delle corse e spronarli nel porre delle modificazioni al format delle competizioni ciclistiche per renderle meno noiose.

Al campione slovacco è stato chiesto se abbia deciso di terminare la Vuelta per cercare di vincere la prestigiosa tappa finale a Madrid:

“L’ho finita per me, perché è la conclusione della stagione, perché ci sono i Mondiali e perché preferisco allenarmi qui piuttosto che andare a casa, a Monaco, e allenarmi lì” ha risposto Sagan

Peter ha poi dedicato un accenno ai Mondiali di Innsbruck, a cui si sta apparentemente avvicinando senza particolari ambizioni:

Non ho aspettative, è molto duro per me. Vado lì più per fare presenza e indossare la maglia della Slovacchia. Lo devo al mio paese. Vediamo cosa succederà…”. 

Ciclismo allenamento speciale della Dimension Data

Ciclismo allenamento speciale della Dimension Data per la Vuelta

Ciclismo allenamento speciale della Dimension Data per la Vuelta utilizzando l’applicazione Zwift che ha contribuito alla vittoria di Ben King

Ciclismo allenamento speciale per la Dimension Data

Ciclismo allenamento speciale per la Dimension Data

Ciclismo allenamento speciale per la Dimension Data che ha preparato in modo accurato la Vuelta Espana e la vittoria nella quarta tappa di Ben King ne è il frutto evidente.L’obiettivo di questi “special training” era aumentare la sopportazione del grande caldo iberico di fine agosto.

Ciclismo allenamento speciale su Zwift

E’ stata la stessa formazione sudafricana, dopo il trionfo di Ben King, ad affermare di aver impiegato una tabella di allenamenti particolarmente allenante contro le altissime temperature previste sulla penisola iberica.

A capo di questo progetto Dave Nichols dottorando all’Aspetar Sports Medicine Hospital in Qatar e membro dello staff team, e specializzato in ”fisiologia dell’acclimatazione al calore”

“Alla Vuelta, considerando la stagione, sapevamo di doverci aspettare temperature oltre i 30 gradi, ecco perché abbiamo impostato allenamenti mirati”

ha spiegato Nichols.

Ben King si allenato, come di consueto in Italia (abita a Lucca) dove l’estate è stata decisamente torrida ma, per completare la preparazione, si è avvalso di una applicazione in rapida diffusione: Zwift.

King e gli altri atleti della Dimension Data hanno pedalato utilizzando Zwift all’interno di uno speciale tendone dotati di riscaldatori in grado di generare temperatura attorno ai 35 gradi e, parallelamente, studiano la risposta del fisico degli atleti.

Questa speciale applicazione software è un preciso simulatore dei percorsi e delle difficoltà che si possono trovare in corsa sfruttando le capacità della realtà virtuale

Videogiochi sul ciclismo migliori di sempre

Videogiochi sul ciclismo? ecco quelli storici

Videogiochi sul ciclismo anche se non sempre apprezzati dalla critica sono tanti i titoli sul mondo delle due ruote.

Videogiochi sul ciclismo: Paperboy

Videogiochi sul ciclismo: Paperboy

Videogiochi sul ciclismo? La storia di questo filone non è certamente delle più brillanti, sono pochi i titoli memorabili che uniscono la qualità alla attività videoludica ma per gli amante delle due ruote e della console da sempre sono stati studiati dei prodotti dedicati.

Il vero amante delle due ruote preferisce di certo quelle reali a quelle virtuali ma, scesi di sella può far piacere rilassarsi con un video game.

Sono molti appassionati di ciclismo e, secondo una recente analisi, soprattutto quelli di MTB amato deliziarsi con i giochi online o su console.

Sono centinaia i giochi sportivi per PC e consolle, ai primi posti vi sono i giochi di calcio (epico il dualismo FIFA vs PES), di basket (NBA Live) , gare automobilistiche, a quelli managerali fino ad arrivare quelli degli sport più improbabili.

Le due ruote non hanno mai goduto di particolare fortuna nei videogiochi subendo il fascino che esercitano le “4 ruote”con titoli di rally, Formula 1 e Nascar.

Videogiochi sul ciclismo: i migliori titoli

Paperboy: nato per essere diffuso nelle sale giochi, vede la luce nel 1984 ed è uno dei primi giochi sul ciclismo. Il gioco vede come protagonista un teenager che sale in bici per fare il “paperboy” ovvero il ragazzo che consegna i giornali. L’obiettivo è consegnare nelle caselle delle lettere il maggior numero di periodici evitando gli ostacoli della strada.  Il gioco è stato poi prodotto per console Atari 1040, Amiga e Nintendo 64

Kellogg’s Tour 1988: nato nel 1988, disponibile su Commodore 64, è un videogame inglese basato sul Tour of Britain (naturalmente sponsorizzato dalla nota marca di cereali). Il gioco prevede 6 tappe attraverso la Gran Bretagna da concludere, naturalmente, nel minor tempo possibile.

Matt Hoffman’s Pro BMX è un gioco sviluppato dalla Rainbow Studios reso disponibile per Game Boy Advance, Nintendo GameCube, PlayStation 2 e Xbox.

Dave Mirra Freestyle BMX: contemporaneo del precedente ha avuto un sequel e si ispirava ad un gioco di skate di grande successo, Tony Hawk’s Skateboarding.

MTB Freeride è un gioco gratuito (in versione trial) dalla grafica discreta abbastanza movimentato in un settore a basso numero di titoli

Pro Cycling Manager è un titolo (diffuso in più edizioni) in cui il giocatore si sostituisce al DS di un team di ciclismo e deve gestirne tutti I dettagli dalla sponsorizzazione, alle gare, passando per le tattiche di gara e i contratti con i ciclisti.

Le Tour De France 2017, prodotto da  Focus Home Interactive per PlayStation 4, Xbox One e PC. La prima versione risale al 2012. E’ un gioco manageriale in cui puoi gestire i grandi campioni o un team per portarlo alla vittoria del Giro di Francia.

 

Titanio il materiale del futuro della bicicletta?

Titanio un materiale dalle incredibili qualità nel ciclismo

Titanio un metallo assolutamente interessante che sta entrando anche nel mondo del ciclismo per la produzione di telai di alta qualità

Titanio

Titanio

Titanio, un metallo scoperto in epoca abbastanza recente (viene data 1790), deve il proprio nome ad uno scienziato tedesco (Heinrich Klaproth) che scelse il nome della mitologia greca per le eccezionali caratteristiche di questo elemento. Solo nel secondo dopo guerra venne effettuale la prima produzione in quantità industriale.

Questo materiale non è un minerale reperibile liberamente in natura ma viene ricavato tramite procedimenti chimici con acidi cloridrico prima e solforico poi da un minerale denominato ilmenite. Il processo di estrazione è assolutamente costoso.

Questo metallo trova largo impiego nell’industria aerospaziale per l’ottimo rapporto peso/resistenza e della resistenza alla corrosione ma ha trovato fortuna in tantissimi settori merceologici tra cui anche il ciclismo.

Titanio per telai delle biciclette?

In ambito ciclistico è considerato un materiali assolutamente nobile. Meno diffuso rispetto all’alluminio e al carbonio a fronte di una complessa attività legata alla lavorazione, il titanio offre però qualità meccaniche di primissimo livello.

Va detto che, per le caratteristiche del metalli, sgolatura e la preparazione dei tubi deve essere eseguita necessariamente a mano, poiché lavorarlo con mole o tagliatubi meccanici ne comprometterebbe le caratteristiche

Chi ha avuto modo di utilizzare una bicicletta in titanio ha facilmente potuto constatarne la leggerezza che si unisce alla robustezza (simile a quella dell’acciaio) e alla duttilità dei telai in fibra di carbonio.

Il suo utilizzo nel mondo del ciclismo risale agli anni ’70 ed è stata creata una catalogazione, in base al livello di purezza, in nove gradi.

La lega più utilizzata nel mondo dei telai per le biciclette è quella definita 3Al-2,5V costituito da vanadio al 2,5%, alluminio al 3% e titanio al 94,5%.

Questa conformazione è particolarmente adatta all’impiego nel ciclismo in quanto di presta facilmente alla saldatura offrendo un carico di rottura molto alto e un’elevata resistenza alla corrosione.

In ambito ciclistico è impiegata anche la lega 6Al-4V, considerata più pregiata, che spesso viene preferita per il movimento centrale, forcellini e tubo sterzo. Questa lega è in assoluto la più diffusa (soprattutto nell’industria bellica) e, di conseguenza, viene solo in piccola parte destinata alla produzione di telai di biciclette.

Una delle “pecche” di questo metallo è la difficoltà di lavorazione (per via della sua durezza) e va aggiunto che, se riscaldato, il metallo diventa reattivo agli elementi atmosferici, ossidandosi. Da questo ne consegue che le saldature devono essere effettuale in atmosfera protetta (con Argon) facendo impennare i costi di produzione.

Titanio perché usarlo nel ciclismo?

Il titanio è più leggero dell’acciaio di circa il 40% ma mantiene la medesima capacità di resistenza e, pur pesando più dell’alluminio offre il doppio della rigidità. Rispetto al Carbonio è sicuramente più pesante in termini assoluti (anche se esistono modelli che se la giocano in termini di peso totale) ma ha una migliore capacità di assorbire le vibrazioni rendendo la pedalata più piacevole.

Il titanio non teme la corrosione ed è praticamente “eterno” tanto che alcuni telai così prodotti sono garantiti “a vita”.

I grandi marchi di produzione non hanno sviluppato una gamma di modelli in titanio e lasciano campo a produzioni di nicchia con factory iper specializzate, in particolare italiane e americane, le cui lavorazioni rasentano l’eccellenza.

Telai in titanio: dal Texas all’Italia la storia di Darren Crisp

Una delle realtà più interessanti in Italia perla produzione di biciclette in titanio è quella di Darren Crisp che, dopo aver ottenuto una laurea in architettura alla alla Texas A&M University, si è trasferito in Toscana per lavorare nel settore  dei componenti metallici per negozi.

La vera passione di Darren è però la bicicletta e così ha unito la manualità acquisita nella passione per la ricerca di soluzioni volte a soddisfare le esigenze di ciclisti come lui.

Nella sua incessante ricerca della bicicletta “perfetta”, Crispin ha provato tutti i materiali dall’acciaio, all’alluminio al carbonio fino ad imbattersi nel Titanio.

Nel 2001 dopo aver completato un progetto a New York, Darren ha frequentato un corso di “Titanium Frame Design” del rinominato United Bicycle Institute, specializzandosi nell’impiego del titanio. Nel 2004 Darren ha lasciato il suo lavoro per l’ambizioso progetto della Crisp Titanium che produce esclusivamente telai in titanio di grado 9 e 5.

Il Titanio: Le proprietà principali

E’ un metallo estremamente leggero e inossidabile che presenta bassissima dilatazione termica e una elevatissima resistenza meccanica oltre che agli agenti metereologici. Le caratteristiche del metallo hanno permesso alcune applicazioni industriali interessanti come la fotocatalisi e l’autopulizia

La Fotacatalisi è un processo di ossidazione degli inquinanti (di qualunque natura) che può consentire:

  • purificazione dell’aria
  • azione deodorante
  • azione antimicrobica
  • azione anti-nebbia, autopulizia

L’autopulizia che prevede, con l’esposizione al ciclo sole/pioggia, l’instaurarsi di un effetto catalitico che consente di evitare frequenti interventi manutentivi di pulizia.

Il Guggenheim Museum Bilbao ha il rivestimento esterno della struttura di Titanio (trentatremila lastre di Titanio, realizzate per durare cent’anni) che permette l’attività di autopulizia offerta dal biossido di Titanio

Titanio: i gradi

  • Grado 1: il più puro esistente, possiede elevatissima resistenza alla corrosione;
  • Grado 2: il più utilizzato in industria, presenta elevata resistenza alla corrosione e alle sollecitazioni meccaniche;
  • Grado 3: impiegato in aeronautica;
  • Grado 4: il più resistente meccanicamente;
  • Grado 5: lega di titanio e vanadio, presenta un coefficiente di rottura molto elevato e una buona saldabilità che lo rende perfetto in ambito ciclistico;
  • Grado 7: lega di titanio con palladio con caratteristiche simili a quelle del secondo grado 2. E’ il più usato nel mondo delle biciclette, anche per via della facilità di reperimento sul mercato;
  • Grado 9: detto anche 3Al – 2,5V, poiché formato da un 2.5% di vanadio ha un carico di rottura molto alto e un’elevata resistenza alla corrosione ed è la lega più utilizzata in ambito ciclistic

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile 

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile recensione del libro

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile recensione del libro scritto da Cobol Pongide e Daniele Vazquez ed edito da Nerosubianco

UfoCiclismo: il libro

UfoCiclismo: il libro

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile è un libro assolutamente unico in cui ci siamo felicemente imbattuti. Incuriositi dal titolo e dall’abbinamento Ufologia e Ciclismo non abbiamo esitato a sfogliarne le pagine e ad appassionarci alla lettura.

Ma cos’è l’Ufociclismo?

Secondo quanto riportato sul sito ufficiale questa disciplina è una variante di ciclismo urbano che si pratica in squadra (ricognitori e/o esploratori – meglio se almeno in tre) più di rado in solitaria.

Il libro è una interessante e accattivante guida alla pratica dell’UfoCiclismo secondo i dettami apparsi sulla rivista d’Ufologia Radicale Men In Red dall’omonimo collettivo MIR nel 1998.

Una delle basi delle ricerche è la psicogeografia ossia la scienza degli incontri casuali, praticata mediante la cosidetta “deriva psicogeografica” (Pedalata o passeggiata con andatura sostenuta con lo scopo di percepire il passaggio qualitativo tra due zone entro il cui perimetro si percepisce un’emozione dominante rispetto ad altre possibili o più lievi)

L’opera, sicuramente interessante per gli appassionati della materia presenta oltre  50 mappe illustrate, più di 40 voci psicogeografiche e ufociclistiche, opere d’arte di Matteo Vitali, strumenti riproducibili per la deriva

La bicicletta si prefigura come un mezzo particolarmente adatto alla pratica dell’UfoCiclismo perché consente di adattare la velocità media alla corretta scala di osservazione e percezione del territorio circostante.

Come detto in premessa ci siamo imbattuti casualmente in questo libro ma ne siamo rimasti assolutamente entusiasti in quanto assolutamente innovativo e interessante. Un punto di vista “nuovo” su come unire il ciclismo ad una pratica assolutamente affascinante.

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile: gli autori

Daniele Vazquez è un antropologo urbano, scrittore e dottore di ricerca in urbanistica (Università IUAV di Venezia). Tra i primi aderenti al Luther Blissett Project e ha   fatto parte di numerosi gruppi artistici, attivisti e di ricerca indipendenti sulle forme-di-vita urbane

Cobol Pongide musicista, scienziato e ufociclista. Ha studiato psicotronica e praticato ciclismo presso la Praha Ústav pro Harmonické a Kinematika Umění di Praga

Montepremi del Giro d’Italia: in palio 1,5 milioni

Montepremi del Giro d’Italia: numeri da record

Montepremi del Giro d’Italia da record per l’edizione numero 100 in programma dal4 al 27 maggio: in totale i premi in palio ammontano a 1,5 milioni

Montepremi  il Giro d’Italia 2018

Montepremi il Giro d’Italia 2018

 

Montepremi  il Giro d’Italia 2018 da record con un incremento del 10% rispetto alla precedente edizione che porta il totale dei premi da distribuire durante la corsa a 1,5 milioni di euro. I valori che girano in altri sport (calcio, basket NBA, Formula1) sono ancora lontani rispetto a quanto guadagnano i ciclisti ma sicuramente l’aumento del valore distribuito è sintomo di un crescente interesse attorno alla corsa rosa.

Analizziamo i valori messi in gioco dalla organizzazione per premiare il successore del vincitore della scorsa edizione Tom Dumoulin. Al conquistatore della maglia rosa finale andrà una cifra vicina ai 115.000 euro a cui vanno aggiungi i 2.000 euro che sono assegnati a chi indossa giornalmente la rosa.

Naturalmente i premi saranno distribuiti anche ai vincitori delle altre maglie e delle varie classifiche speciali patrocinate dai vari sponsor.

Come spesso accade i premi vengono poi incamerati dalle squadre e suddivisi tra i vari componenti del team che, naturalmente, contribuiscono fattivamente alla conquista dei vari allori in quanto (il discorso vale soprattutto per i Big) spesso i contratti comprendono già delle premialità per le vittorie delle varie corse o maglie.

Montepremi del Giro d’Italia: quanto guadagna la maglia rosa?

I premi per la classifica finale:

115,668
58,412
28,801
14,516
11,654
8,588
8,588
5,725
5,725
10° 2,863
11° 2,863
12° 2,863
13° 2,863
14° 2,863
15° 2,863
16° 2,863
17° 2,863
18° 2,863
19° 2,863
20° 2,863

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Rosa” sarà assegnato un premio di € 2.000.

Maglia Ciclamino

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Ciclamino” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale a punti e assegnati i seguenti premi:

10,000
8,000
6,000
4,000
3,000
Totale 31,000

Classifica GPM giornaliera

1° classificato 700
2° classificato 400
3° classificato 200
totale 1,300
€ 1.300 x 17 tappe 22,100

Maglia Azzurra

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Azzurra” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale dei GPM e assegnati i seguenti premi:

1° classificato 5,000
2° classificato 4,000
3° classificato 3,000
4° classificato 2,000
5° classificato 1,000
totale 15,000

Maglia Bianca

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Bianca” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale della maglia bianca e assegnati i seguenti premi:

1° classificato 10,000
2° classificato 8,000
3° classificato 6,000
4° classificato 4,000
5° classificato 2,000
totale 30,000

Traguardi Volanti

Ad ogni Traguardo Volante saranno assegnati ai primi cinque corridori i seguenti premi:

1° classificato 500
2° classificato 400
3° classificato 300
4° classificato 200
5° classificato 100
totale 1,500
€ 1.500 x 19 TV 28,500

Al termine del Giro ai primi cinque Corridori della classifica finale saranno assegnati:

1° classificato 8,000
2° classificato 6,000
3° classificato 4,000
4° classificato 2,000
5° classificato 1,000
totale 21,000

 

Montepremi Giro d’Italia 2018

Premi REGOLAMENTARI
Arrivi di Tappa 578,340
Classif. Generale
Finale
289,170
totale 867,510
Premi SPECIALI Corridori
Classifica Generale 303,500
Maglia Rosa 42,000
Classifica a punti 78,250
Gran Premio
Montagna
52,100
Miglior Giovane 45,750
Traguardi Volanti 49,500
Fuga 7,200
Combattività 10,300
totale 588,600
Premi SPECIALI Squadre
Classif. a Squadre
tempi
33,900
Premio Fair Play 10,000
totale 43,900
Premi Regolamentari e Speciali Complessivi
Regolamentari
Corridori
867,510
Speciali Corridori 588,600
Speciali Squadre 43,900
totale 1.500.010

Ciclismo le tragedie che hanno segnato lo sport

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti sono molteplici da Cepeda a Casartelli, da Weylandt a Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie sono purtroppo abbastanza frequenti, non tutti ritengono il nostro uno sport pericoloso ma in realtà lo è sempre stato. Negli ultimi anni le autorità hanno introdotto una serie di accorgimenti per ridurre la rischiosità in corsa ma questo non è sinonimo di annullamento dei rischi di infortuni o tragedie.

Già l’inserimento obbligatorio del casco che inizialmente raccolse perplessità da parte di una fetta del plotone, aveva incrementato non di poco la sicurezza ora si spera che altre introduzioni possano ulteriormente ridurre la percentuale di rischiosità ma sicuramente senza la possibilità di annullarla.

L’ultima tragedia ha colpito Michael Goolaerts della Veranda’s Willems-Crelan, spirato a soli 23 anni dopo un terribile attacco cardo-respiratorio mentre stava affrontando il settore numero 28 di pavé la Parigi-Roubaix.

Il giovane atleta è stato soccorso con defibrillatore,  trasportato all’Ospedale di Lille in gravissime condizioni ma si è spento nella tarda serata di domenica 8 aprile.

La sua scomparsa si aggiunge al lungo e triste elenco di lutti che hanno colpito il mondo del ciclismo. Da Serse Coppi  a Fabio Casartelli, da Andrei Kivilev a Wouter Weylandt sono troppi i corridori che hanno perso la vita in sella alla propria bicicletta.

  • 1935: Armando Cepeda, spagnolo, muore cadendo in un burrone durante una tappa del Tour de France.
  • 1951: Serse Coppi, fratello del campionissimo Fausto, cade nell’ultimo chilometro del Giro del Piemonte, per lui l’impatto sarà fatale lasciando un vuoto nell’anima del fratello.
  • 1967: un arresto cardiaco (dettato da un cocktail letale) stronca l’inglese Tony Simpson durante la salita al Mont Ventoux al Tour de France
  • 1984: Joachim Agostinho, icona del ciclismo portoghese, cade durante una tappa al Tour d’Algarve causata da un cane, muore una decima di giorni.
  • 1987: a Benidorm in occasione del Trophée Luis-Puig un’autovettura investe e uccide Vicente Mata.
  • 1987: durante il Tour di Haut Var, cade in discesa e muore Michel Goffin
  • 1995: Il campione olimpico di Barcellona 1992 Fabio Casartelli, compagno di squadra di Lance Armstrong alla Motorola, muore per una caduta durante la discesa del Portet-d’Aspet nella15^ tappa del Tour de France
  • 1999: al Giro di Catalogna lo spagnolo Manuel Sanroma muore dopo una brutta caduta
  • 2003: il Corridore della Cofidis Andrei Kivilev cade nel finale della seconda tappa della Parigi-Nizza riportando una terribile frattura dell’osso frontale con danni cerebrali. Muore la mattina seguente.
  • 2005: Subita al Naranco l’italiano Alessio Galletti viene colpito da un arresto cardiaco
  • 2006: lo spagnolo Isaac Galvez colpisce una balaustra durante la sei giorni di Gand dopo un contatto con il belga Dimitri De Fauw. Vano il trasporto in ospedale
  • 2010: Giro del Friuli, Thomas Casarotto finisce contro un’automobile, l’impatto è devastante, morirà qualche giorno dopo.
  • 2011: il belga Wouter Weylandt della Leopard-Trek muore durante la terza tappa al Giro d’Italia. Per lui è fatale l’impatto contro un muro durante la discesa del Passo del Bloccoù2016: Gent-Wevelgem, Antoine Demoitié, del team Wanty-Groupe Robert, viene colpito da una moto durante la classica, trasportato d’urgenza in ospedale morirà poche ore dopo.
  • 2016: Criterium International, durante la prima tappa il corridore belga Daan Myngheer viene colpito da un infarto, trasportato all’Ospedale di Ajaccio morirà dopo qualche giorno.
  • 2017: Michele Scarponi perde la vita durante un allenamento, investito da un furgone a un incrocio vicino a casa sua.