Montepremi del Giro d’Italia: in palio 1,5 milioni

Montepremi del Giro d’Italia: numeri da record

Montepremi del Giro d’Italia da record per l’edizione numero 100 in programma dal4 al 27 maggio: in totale i premi in palio ammontano a 1,5 milioni

Montepremi  il Giro d’Italia 2018

Montepremi il Giro d’Italia 2018

 

Montepremi  il Giro d’Italia 2018 da record con un incremento del 10% rispetto alla precedente edizione che porta il totale dei premi da distribuire durante la corsa a 1,5 milioni di euro. I valori che girano in altri sport (calcio, basket NBA, Formula1) sono ancora lontani rispetto a quanto guadagnano i ciclisti ma sicuramente l’aumento del valore distribuito è sintomo di un crescente interesse attorno alla corsa rosa.

Analizziamo i valori messi in gioco dalla organizzazione per premiare il successore del vincitore della scorsa edizione Tom Dumoulin. Al conquistatore della maglia rosa finale andrà una cifra vicina ai 115.000 euro a cui vanno aggiungi i 2.000 euro che sono assegnati a chi indossa giornalmente la rosa.

Naturalmente i premi saranno distribuiti anche ai vincitori delle altre maglie e delle varie classifiche speciali patrocinate dai vari sponsor.

Come spesso accade i premi vengono poi incamerati dalle squadre e suddivisi tra i vari componenti del team che, naturalmente, contribuiscono fattivamente alla conquista dei vari allori in quanto (il discorso vale soprattutto per i Big) spesso i contratti comprendono già delle premialità per le vittorie delle varie corse o maglie.

Montepremi del Giro d’Italia: quanto guadagna la maglia rosa?

I premi per la classifica finale:

115,668
58,412
28,801
14,516
11,654
8,588
8,588
5,725
5,725
10° 2,863
11° 2,863
12° 2,863
13° 2,863
14° 2,863
15° 2,863
16° 2,863
17° 2,863
18° 2,863
19° 2,863
20° 2,863

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Rosa” sarà assegnato un premio di € 2.000.

Maglia Ciclamino

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Ciclamino” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale a punti e assegnati i seguenti premi:

10,000
8,000
6,000
4,000
3,000
Totale 31,000

Classifica GPM giornaliera

1° classificato 700
2° classificato 400
3° classificato 200
totale 1,300
€ 1.300 x 17 tappe 22,100

Maglia Azzurra

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Azzurra” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale dei GPM e assegnati i seguenti premi:

1° classificato 5,000
2° classificato 4,000
3° classificato 3,000
4° classificato 2,000
5° classificato 1,000
totale 15,000

Maglia Bianca

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Bianca” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale della maglia bianca e assegnati i seguenti premi:

1° classificato 10,000
2° classificato 8,000
3° classificato 6,000
4° classificato 4,000
5° classificato 2,000
totale 30,000

Traguardi Volanti

Ad ogni Traguardo Volante saranno assegnati ai primi cinque corridori i seguenti premi:

1° classificato 500
2° classificato 400
3° classificato 300
4° classificato 200
5° classificato 100
totale 1,500
€ 1.500 x 19 TV 28,500

Al termine del Giro ai primi cinque Corridori della classifica finale saranno assegnati:

1° classificato 8,000
2° classificato 6,000
3° classificato 4,000
4° classificato 2,000
5° classificato 1,000
totale 21,000

 

Montepremi Giro d’Italia 2018

Premi REGOLAMENTARI
Arrivi di Tappa 578,340
Classif. Generale
Finale
289,170
totale 867,510
Premi SPECIALI Corridori
Classifica Generale 303,500
Maglia Rosa 42,000
Classifica a punti 78,250
Gran Premio
Montagna
52,100
Miglior Giovane 45,750
Traguardi Volanti 49,500
Fuga 7,200
Combattività 10,300
totale 588,600
Premi SPECIALI Squadre
Classif. a Squadre
tempi
33,900
Premio Fair Play 10,000
totale 43,900
Premi Regolamentari e Speciali Complessivi
Regolamentari
Corridori
867,510
Speciali Corridori 588,600
Speciali Squadre 43,900
totale 1.500.010

Ciclismo le tragedie che hanno segnato lo sport

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti sono molteplici da Cepeda a Casartelli, da Weylandt a Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie sono purtroppo abbastanza frequenti, non tutti ritengono il nostro uno sport pericoloso ma in realtà lo è sempre stato. Negli ultimi anni le autorità hanno introdotto una serie di accorgimenti per ridurre la rischiosità in corsa ma questo non è sinonimo di annullamento dei rischi di infortuni o tragedie.

Già l’inserimento obbligatorio del casco che inizialmente raccolse perplessità da parte di una fetta del plotone, aveva incrementato non di poco la sicurezza ora si spera che altre introduzioni possano ulteriormente ridurre la percentuale di rischiosità ma sicuramente senza la possibilità di annullarla.

L’ultima tragedia ha colpito Michael Goolaerts della Veranda’s Willems-Crelan, spirato a soli 23 anni dopo un terribile attacco cardo-respiratorio mentre stava affrontando il settore numero 28 di pavé la Parigi-Roubaix.

Il giovane atleta è stato soccorso con defibrillatore,  trasportato all’Ospedale di Lille in gravissime condizioni ma si è spento nella tarda serata di domenica 8 aprile.

La sua scomparsa si aggiunge al lungo e triste elenco di lutti che hanno colpito il mondo del ciclismo. Da Serse Coppi  a Fabio Casartelli, da Andrei Kivilev a Wouter Weylandt sono troppi i corridori che hanno perso la vita in sella alla propria bicicletta.

  • 1935: Armando Cepeda, spagnolo, muore cadendo in un burrone durante una tappa del Tour de France.
  • 1951: Serse Coppi, fratello del campionissimo Fausto, cade nell’ultimo chilometro del Giro del Piemonte, per lui l’impatto sarà fatale lasciando un vuoto nell’anima del fratello.
  • 1967: un arresto cardiaco (dettato da un cocktail letale) stronca l’inglese Tony Simpson durante la salita al Mont Ventoux al Tour de France
  • 1984: Joachim Agostinho, icona del ciclismo portoghese, cade durante una tappa al Tour d’Algarve causata da un cane, muore una decima di giorni.
  • 1987: a Benidorm in occasione del Trophée Luis-Puig un’autovettura investe e uccide Vicente Mata.
  • 1987: durante il Tour di Haut Var, cade in discesa e muore Michel Goffin
  • 1995: Il campione olimpico di Barcellona 1992 Fabio Casartelli, compagno di squadra di Lance Armstrong alla Motorola, muore per una caduta durante la discesa del Portet-d’Aspet nella15^ tappa del Tour de France
  • 1999: al Giro di Catalogna lo spagnolo Manuel Sanroma muore dopo una brutta caduta
  • 2003: il Corridore della Cofidis Andrei Kivilev cade nel finale della seconda tappa della Parigi-Nizza riportando una terribile frattura dell’osso frontale con danni cerebrali. Muore la mattina seguente.
  • 2005: Subita al Naranco l’italiano Alessio Galletti viene colpito da un arresto cardiaco
  • 2006: lo spagnolo Isaac Galvez colpisce una balaustra durante la sei giorni di Gand dopo un contatto con il belga Dimitri De Fauw. Vano il trasporto in ospedale
  • 2010: Giro del Friuli, Thomas Casarotto finisce contro un’automobile, l’impatto è devastante, morirà qualche giorno dopo.
  • 2011: il belga Wouter Weylandt della Leopard-Trek muore durante la terza tappa al Giro d’Italia. Per lui è fatale l’impatto contro un muro durante la discesa del Passo del Bloccoù2016: Gent-Wevelgem, Antoine Demoitié, del team Wanty-Groupe Robert, viene colpito da una moto durante la classica, trasportato d’urgenza in ospedale morirà poche ore dopo.
  • 2016: Criterium International, durante la prima tappa il corridore belga Daan Myngheer viene colpito da un infarto, trasportato all’Ospedale di Ajaccio morirà dopo qualche giorno.
  • 2017: Michele Scarponi perde la vita durante un allenamento, investito da un furgone a un incrocio vicino a casa sua.

VAR nel ciclismo: prima espulsione!

VAR nel ciclismo: Luke Rowe espulso

VAR nel ciclismo ha emesso il suo primo storico verdetto al Giro delle Fiandre: Luke Rowe è stato espulso quando mancavano 60 chilometri 

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo, l’introduzione del nuovo sistema di controllo televisivo in Real Time delle corse ciclistiche ha visto scrivere la sua prima storica pagina. Durante lo scorso Giro delle Fiandre, svoltosi la domenica di Pasqua è avvenuto il primo caso di squalifica.

Il primo a farne le spese (e suo malgrado ad entrare nella storia) è stato Luke Rowe che ai meno 60 chilometri dall’arrivo, in avvicinamento al Vecchio Kwaremont, ha scartato verso destra e ha pedalato per alcuni metri tra marciapiede e pista ciclabile.

Il comportamento del 28enne ciclista gallese non è consentito dal regolamento oltre ad essere stato pericoloso perché ha dovuto fare uno slalom tra gli spettatori.

I giudici addetti alla “moviola”, che ha debuttato due settimane fa alla Milano-Sanremo ma che non aveva ancora portato a un’applicazione pratica, hanno decretato l’espulsione del corridore del Team Sky e di sanzionarlo con una multa di 170 euro.

Rowe è stato stoppato una decina di chilometri dopo il fatto, il Var ha agito subito.

 

 

 

 

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV: La guida completa

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV delle corse di tutto il mondo, guida completa per non perdere nemmeno una gara dal Giro delle Fiandre alla Liegi-Bastogne-Liegi

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV, tra campagna del pavè e trittico delle Ardenne si preannuncia un vero spettacolo per tutto il mese. Si parte il 1° aprile, con il #Giro delle fiandre, per poi continuare con la #Parigi Roubaix, l’Amstel, la Freccia Vallone e la Liegi.

Aprile offrirà una spettacolo continuo per gli amanti del ciclismo con tante dirette televisive (e dirette streaming) che condurranno al mese di maggio storicamente dedicato al Giro d’Italia. Archiviata la campagna del pavè la stagione delle classiche vivrà la sua seconda fase sulle Ardenne, con lo storico trittico Amstel – Freccia – Liegi e con un’attesa sfida tra Nibali e Valverde che infiammeranno proprio la Liegi-Bastogne-Liegi.

Ciclismo le gare di aprile: elenco completo

1 La Roue Tourangelle
1 Giro delle Fiandre (Rai e Eurosport)
2 – 7 Volta Paesi Baschi (Eurosport)
3 – 6 Circuit de la Sarthe
4 Schledeprijs (Eurosport)
8 Klasika Primavera
8 Parigi – Roubaix (Rai e Eurosport)
10 Parigi – Camembert
11 Freccia del Brabante (Eurosport)
13 – 15 Gp Beiras e Serra de Estrela
14 Tour du Finistere
15 Amstel Gold Race (Rai e Eurosport)
15 Tro Bro Leon
16 – 20 Tour of the Alps (Rai e Eurosport)
17 – 22 Giro di Croazia (Eurosport)
18 Freccia Vallone (Rai e Eurosport)
20 – 22 Vuelta Castilla Leon
22 Giro dell’Appennino (Rai)
22 Liegi – Bastogne – Liegi (Rai e Eurosport)
24 – 29 Giro di Romandia (Eurosport)
27 – 29 Vuelta Asturie.

Quanto guadagni se vince il Fiandre?

Quanto guadagni se riesci a conquistare il Fiandre?

Quanto guadagni se fai tuo il Giro delle Fiandre? Scopriamo assieme quanto vale il montepremi messo a disposizione dall’organizzazione della classica del nord

Quanto guadagni se vinci il Fiandre?

Quanto guadagni se vinci il Fiandre?

Quanto guadagni se vinci il Fiandre? Niente ricchi premi a chi riesce ad imporsi nella seconda Classica Monumento del calendario ciclistico internazionale. Non aspettatevi cifre da capogiro per chi riesce a domane il pavé e i muri che rendono mitica la corsa belga. Chi domerà il Muro del Grammont riuscendo a tagliare il traguardo a mani levate riuscirà ad intascare una cifra idonea ad acquistare giusto un’utilitaria di buon livello.

Se trionfare in questa corsa mitica ha evidentemente un valore inestimabile (ci ha messo gli occhi sopra anche il “debuttante” Vincenzo Nibali) la vittoria non arricchisce molto gli atleti che si impegneranno in una corsa devastante.

Ma quanto guadagni se vinci il Fiandre? Il montepremi, però, non è certo dei migliori e non è commisurato alla difficoltà e al prestigio della corsa il trionfatore, infatti, porterà a casa la cifra di 20.000 euro ma il valore non dipende dall’organizzazione dell’evento bensì dall’UCI. L’Unione Ciclistica Internazionale, infatti, impone che tutte le grandi classiche abbiano lo stesso montepremi totale (50.000 euro) e di conseguenza anche una vera bestia come il Giro delle Fiandre.

Per chi volesse approfondire il capito guadagni dei ciclisti vi invitiamo a leggere questo articolo 

Quanto guadagni se vinci il Fiandre? La Top Temn

PRIMO CLASSIFICATO: 20000 euro
SECONDO CLASSIFICATO: 10000 euro
TERZO CLASSIFICATO: 5000 euro
QUARTO CLASSIFICATO: 2500 euro
QUINTO CLASSIFICATO: 2000 euro
SESTO CLASSIFICATO: 1500 euro
SETTIMO CLASSIFICATO: 1500 euro
OTTAVO CLASSIFICATO: 1000 euro
NONO CLASSIFICATO: 1000 euro
DECIMO-VENTESIMO CLASSIFICATO: 500 euro

 

Claudia Meucci ciclismo, moda e studio

Claudia Meucci ciclismo e non solo!

Claudia Meucci ciclismo, moda e studio per l’atleta della Conceria Zabri Fanini un talento che si divide tra l’attività agonistica e i suoi interessi

Claudia Meucci

Claudia Meucci: fonte facebook

Claudia Meucci ciclista prestata alla moda o modella presta al ciclismo? Claudia, 19enne fiorentina da sempre amante delle due ruote si divide tra studio, moda e ciclismo.

Nel DNA della ragazza c’è indubbiamente la passione per il ciclismo perché la famiglia Meucci nel mondo del pedale è ricca di tanti praticanti, ha fatto la storia e continua a farla, dai giovanissimi fino alle donne élite, grazie appunto alla bellissima Claudia.

“In bicicletta ci vado da quando avevo 5 anni – afferma Claudia Meucci – e il ciclismo mi è entrato subito n. Da quando ho imboccato la strada del professionismo, tra studio, allenamenti e gare mi resta pochissimo tempo per altre attività figuriamoci per le passerelle, per ora sono solo un momento di divertimento e svago”.

La squadra di Claudia Meucci è la Conceria Zabri Fanini, team battagliero un po’ come la stessa ragazza toscana che si appresta ad affrontare i primi importanti impegni stagionali dopo aver già ottenuto due piazzamenti importanti con Cipriani e Franchi a Montignoso di Massa.

“Voglio al più presto arrivare al top della forma per poter tornare utile alla squadra, voglio migliorarmi ma è altrettanto importante che il team raggiunga i risultati che si è posta come obiettivo” ha continuato la Meucci.
A questo proposito nel giorno di Pasquetta la formazione del general manager Manuel Fanini prenderà il via alla corsa “open” in programma a Schiavonia d’Este (Padova). Le convocate sono, oltre alla Meucci, Carmela Cipriani, Daniela Magnetto Allietta, Marzia Salton Basei, Isabella Strizzi, Elena Franchi, Sofia Cilenti, Maria Benedetta Palumbo, Manuela De Iuliis, Elisa Ronchetti e Martina Cozzari; l’unica indisponibile per infortunio è Virginia D’Angelo.

 

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo

Cal Crutchlow Diuretici presenti anche nel Motomondiale

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo, i farmaci diuretici sono molto diffusi nel circus del motomondiale.

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow, noto pilota del motomondiale, vuole sfatare il luogo comune che vede i ciclisti come i principali utilizzatori di prodotti dopanti. La logica ciclismo=doping è tristemente diffusa tra le persone meno informate in materia di prodotti dopanti. Uno studio di qualche mese fa aveva “sorprendentemente” evidenziato che i ciclisti non sono i principali utilizzatori di sostanze dopanti.

Il ciclismo è spesso sotto l’occhio del ciclone per casi di doping (non ultima la surreale vicenda Froome) ma va anche detto che è uno degli sport con la maggior percentuale di controllo in rapporto al numero di praticanti a livello professionistico.

Restando in tema di due ruote, uno che se ne intende (ma di due ruote a motore) è Cal Crutchlow che ha espresso le sue idee a Crash.net:

 “Quando si parla di doping, il primo sport al quale si pensa in modo istantaneo è il ciclismo, ma sempre più spesso, purtroppo, sono molti gli sport coinvolti. Chi pensa che qui non ci sia chi usa sostanze, che prenda scorciatoie, è un illuso”.

Cal Crutchlow ha anche aggiunto: “Penso che il sistema di test sia terribile. Penso che il modo in cui questo sistema è applicato a questo campionato non è assolutamente corretto. Non sto dicendo nulla di nuovo rispetto a quanto ripeto da almeno quattro anni. Se pensi che non ci siano persone che non cerchino di tagliare le curve, nel più grande sport motociclistico al mondo, sei uno stupido. Perché ci sono persone che tagliano le curve”.

Tornado sul doping Crutchlow è stato netto: “Penso che chiunque debba sottoporsi ai test, ognuno dovrebbe loggarsi ed aggiornare sulla propria reperibilità nel sistema ADAMS. E sapete qual è il problema? E’ che sono tutti dei pigri e non vogliono la scocciatura di loggarsi. In realtà basterebbe loggarsi una volta al mese e dichiarare dove ci si troverà ogni giorno. Dopo, se per caso fai qualche cambiamento al tuo itinerario, basta loggarti di nuovo e modificarlo. E per favore, non ditemi che non hanno assistenti, manager o medici che possono farlo…”

Ma che tipologia di doping “circolerebbe” nel Motomondiale? “Non dico che una droga pesante aiuterebbe. La Motogp non è uno sport che premia particolarmente la superperformance atletica. C’è un tipo che corre qui che quando esce fuma e beve, ma riesce lo stesso ad essere competitivo perché ha un talento naturale per correre in moto. Stiamo parlando di reidratazione, contenimento del peso. Qui non sono ammesse scorciatoie e so per certo che c’è chi ne fa uso. C’è chi prende diuretici perché non vuole passare ore ad allenarsi”.

 Cal Crutchlow: chi è?

Cal Crutchlow nato a Coventry il  29 ottobre 1985 è un pilota motociclistico laureatosi campione britannico Supersport nel 2006 con la Honda CBR 600RR del team Northpoint Ekerold Honda. Vince il campionato con 242 punti ottiene 6 vittorie ed anche 11 podi, staccando di 70 punti il suo principale rivale Sykes.

Nel 2007 fa il suo esordio nel campionato britannico Superbike pilotando la  Suzuki GSX-R1000 del team Rizla Suzuki. Nel 2008 si traferisce al team HM Plant Honda guidando la Honda CBR1000RR nel campionato britannico Superbike.

Nel 2009 conquista il mondiale Supersport con la Yamaha YZF R6 del team Yamaha World Supersport mentre nel 2010 si sposta in Superbike portando in pista la Yamaha YZF R1 del team ufficiale Yamaha Sterilgarda.

Nel 2011 lascia le competizioni per moto derivate dalla serie, passando a correre in MotoGP.

 

 

 

 

Disfunzione erettile e pratica del ciclismo

Disfunzione erettile il ciclismo non crea problemi

Disfunzione erettile e problematicità varie dell’apparato genitale maschile sono spesso state (erroneamente) collegate alla pratica del ciclismo sia a livello competitivo che amatoriale.

Disfunzione erettile e ciclismo non hanno alcuna correlazione:

Disfunzione erettile e ciclismo non hanno alcuna correlazione:

Disfunzione erettile e ciclismo non hanno alcuna correlazione: gli studi scientifici in materia hanno prima evidenziato che la pratica del ciclismo non aumenta il rischio di ammalarsi di tumore del testicolo e ora hanno certificato che non mette a repentaglio la potenza sessuale dell’uomo.

Alcune pubblicazioni avevano avanzato l’ipotesi che il ciclismo potesse favorire lo sviluppo della disfunzione erettile ma gli studi più recenti hanno allontanato questa ipotesi.

Secondo quanto pubblicato sul Journal of Urology”, a seguito di uno studio svolto su un campione di ciclisti è stata paragonata con quella dei nuotatori e dei runner, le due ruote ottengono il semaforo verde.

“I benefici legati all’utilizzo della bicicletta superano di gran lunga i potenziali rischi”, hanno messo nero su bianco gli autori della ricerca. Lo studio ha evidenziato come i campioni di risultati sono identici per le varie tipologie di atleti.

 

Disfunzione erettile: i principali sintomi

  • Intorbidimento del pene
  • Formicolio e insensibilità nella regione perineale
  • Diminuzione del flusso dell’urina
  • Impotenza, anche solo temporanea

Disfunzione erettile: accorgimenti

  • Alzarsi  dal sellino e cambiare spesso posizione del corpo.
  • Approfittare di ogni occasione, come un passaggio a livello chiuso, per alzarsi.
  • Indossare un abbigliamento adeguato: pantaloncini imbottiti.
  • Utilizzare, in caso di insorgenza di sintomi, dei sellini “specifici”.

Disfunzione erettile e urinarie: la bicicletta non le compromette

L’indagine è stata svolta su quattromila uomini sportivi: ciclisti, nuotatori e corridori provenienti dal Canada, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda.

Dopo la verifica sui questionari, gli urologi sono arrivati a determinare che lo stato di salute sessuale e urinaria degli adulti arruolati nello studio non presenta differenze significative in base allo sport praticato.

L’unica differenza emersa è una maggiore predisposizione dei ciclisti a sviluppare la stenosi dell’uretra, il canale che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno: passando per la prostata e il pene.

La stenosi, nel tempo, può comportare un aumento della resistenza al flusso di urina o sperma e richiedere il trattamento chirurgico per ripristinare un diametro sufficiente del canale.

La quantità di esercizio svolto non influenza sull’insorgere del problema: tra sportivi ad alta intensità e amatori la ricorrenza della disfunzione è del tutto comparabile

L’intorpidimento dei genitali come «spia» di problemi futuri è stata segnalata più spesso dai ciclisti occasionali, mentre è risultata meno ricorrente al crescere del tempo trascorso sui pedali.

Benjamin Breyer, urologo dell’Università della California e coautore dello studio ha affermato che: “il ciclismo offre enormi benefici cardiovascolari e un basso impatto sulle articolazioni”.

Interessante è quanto venne stabilito dall’Università di Glasgow (studio pubblicato sul British Medical Journal) che sottolineò come l’uso delle due ruote fosse legata a una minore incidenza di tumori e di malattie cardiache.

Quindi: ciclisti tranquilli, la bicicletta fa solamente bene!

 

Ciclismo sport di merda? Le urla del DS

Ciclismo sport di merda? urla il ds del team Unicash

Ciclismo sport di merda? il DS del team Unicash due C ha spronato in maniera energica i suoi corridori, finendo dritto dritto sul web

Ciclismo sport di merda?

Ciclismo sport di merda?

Ciclismo sport di merda? Un video curioso sta impazzando sui social network. E’ stato registrato durante la XX edizione della “Coppa Bettini – 2° Trofeo Maglificio on Sport” trofeo juniores andato in scena la scorsa domenica a Livorno.

Pioggia battente e freddo pungente hanno fatto da cornice per la prova giovanile vinta da Lorenzo Zega del team Unicash Due C ma il vero protagonista non è stato il giovane atleta bensi il suo DS  Massimo Salvadori, protagonista di un video che ha fatto letteralmente il giro dei social.

Metti un rapporto più agile e fai girare le gambe che ti stai imballando. Forza – le parole rivolte ad un suo ciclista – dai uno scatto e vai là davanti e mettiti un po’ a menare, come abbiamo fatto in allenamento, uguale e identico e vedi che ti passa il freddo“. Pochi istanti dopo, ecco arrivare all’ammiraglia un altro corridore della squadra: “Lo so che hai freddo, non ci posso fare niente. Vuoi venire un po’ in macchina? Vuoi qualcosa di caldo? Adesso ci fermiamo al bar e ci prendiamo un the. Vai in testa e mettiti a menare, non stare a ruota. Lo so che hai freddo, ma ci vuole grinta. Il ciclismo è uno sport di merda“.

 
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Bulli spingono ciclista nel fosso da auto in corsa

Bulli spingono un incolpevole ciclista in un fosso

Bulli spingono un ciclista in un fosso, fatto incredibile in Inghilterra che ha scatenato l’indignazione del Web. Sul caso stanno indagando le autorità britanniche

Bulli spingono

Bulli spingono

Bulli spingono un ciclista in un fosso, un gesto spaventoso e gravissimo che lascia senza parole non solo gli appassionati di ciclismo ma tantissime persone che si sono imbattute nel video online. Negli ultimi giorni è stato messo on line un video molto forte e che indigna a prescindere dalle proprie passioni sportive.

Bulli contro ciclista, le autorità non hanno ancora preso provvedimenti in merito

Il video che sta circolando in queste ore sui social network (la pagina LBC)presenta un gruppo di ragazzi che, probabilmente per combattere la noia, girano nelle campagne inglesi in cerca di emozioni. Emozioni trovare a scapito di un malcapitato ciclista. Spesso si parla di inciviltà di alcuni ciclisti ma nella fattispecie lo sventurato corridore non si era macchiato di nessun atteggiamento negativo. Il ciclismo non c’entra nulla ma viene eseguito un gesto banale, cattivo, che avrebbe portato a conseguenze nefaste per il ciclista sfortunato protagonista della vicenda.

Nel video si sentono i ragazzi in macchina che confabulano poi uno del branco incita un amico a rallentare la marcia e ad avvicinarsi ad un ciclista addocchiato al bordo della strada. A quel punto uno dei bulli si affaccia dal finestrino e spintoma lo sportivo che, ignaro di quanto gli stia per accadere, non presta alcuna difesa e finisce direttamente nel fosso al lato della banchina.

Naturalmente, dopo questo gesto “di enorme coraggio” i ragazzi non solo non si fermano per controllare le condizioni dell’uomo rovinosamente caduto nel fossato ma scoppiano in fragorose risate. Il conducente, minimamente pentito del gesto, accelera tra le risa di scherno dei bulli compagni di bravata. I media inglesi che hanno documentato l’accaduto è riportato che per fortuna il ciclista non è rimasto ferito dalla bravata di questi giovani bulli.

Le autorità inglesi sono state subito interpellate dalle associazioni di appassionati di ciclismo, inglesi e non, per rintracciare i ragazzi ma ad oggi non c’è ancora stato alcun fermo e nessun provvedimento a carico di questi bulli.