Videogiochi sul ciclismo migliori di sempre

Videogiochi sul ciclismo? ecco quelli storici

Videogiochi sul ciclismo anche se non sempre apprezzati dalla critica sono tanti i titoli sul mondo delle due ruote.

Videogiochi sul ciclismo: Paperboy

Videogiochi sul ciclismo: Paperboy

Videogiochi sul ciclismo? La storia di questo filone non è certamente delle più brillanti, sono pochi i titoli memorabili che uniscono la qualità alla attività videoludica ma per gli amante delle due ruote e della console da sempre sono stati studiati dei prodotti dedicati.

Il vero amante delle due ruote preferisce di certo quelle reali a quelle virtuali ma, scesi di sella può far piacere rilassarsi con un video game.

Sono molti appassionati di ciclismo e, secondo una recente analisi, soprattutto quelli di MTB amato deliziarsi con i giochi online o su console.

Sono centinaia i giochi sportivi per PC e consolle, ai primi posti vi sono i giochi di calcio (epico il dualismo FIFA vs PES), di basket (NBA Live) , gare automobilistiche, a quelli managerali fino ad arrivare quelli degli sport più improbabili.

Le due ruote non hanno mai goduto di particolare fortuna nei videogiochi subendo il fascino che esercitano le “4 ruote”con titoli di rally, Formula 1 e Nascar.

Videogiochi sul ciclismo: i migliori titoli

Paperboy: nato per essere diffuso nelle sale giochi, vede la luce nel 1984 ed è uno dei primi giochi sul ciclismo. Il gioco vede come protagonista un teenager che sale in bici per fare il “paperboy” ovvero il ragazzo che consegna i giornali. L’obiettivo è consegnare nelle caselle delle lettere il maggior numero di periodici evitando gli ostacoli della strada.  Il gioco è stato poi prodotto per console Atari 1040, Amiga e Nintendo 64

Kellogg’s Tour 1988: nato nel 1988, disponibile su Commodore 64, è un videogame inglese basato sul Tour of Britain (naturalmente sponsorizzato dalla nota marca di cereali). Il gioco prevede 6 tappe attraverso la Gran Bretagna da concludere, naturalmente, nel minor tempo possibile.

Matt Hoffman’s Pro BMX è un gioco sviluppato dalla Rainbow Studios reso disponibile per Game Boy Advance, Nintendo GameCube, PlayStation 2 e Xbox.

Dave Mirra Freestyle BMX: contemporaneo del precedente ha avuto un sequel e si ispirava ad un gioco di skate di grande successo, Tony Hawk’s Skateboarding.

MTB Freeride è un gioco gratuito (in versione trial) dalla grafica discreta abbastanza movimentato in un settore a basso numero di titoli

Pro Cycling Manager è un titolo (diffuso in più edizioni) in cui il giocatore si sostituisce al DS di un team di ciclismo e deve gestirne tutti I dettagli dalla sponsorizzazione, alle gare, passando per le tattiche di gara e i contratti con i ciclisti.

Le Tour De France 2017, prodotto da  Focus Home Interactive per PlayStation 4, Xbox One e PC. La prima versione risale al 2012. E’ un gioco manageriale in cui puoi gestire i grandi campioni o un team per portarlo alla vittoria del Giro di Francia.

 

Titanio il materiale del futuro della bicicletta?

Titanio un materiale dalle incredibili qualità nel ciclismo

Titanio un metallo assolutamente interessante che sta entrando anche nel mondo del ciclismo per la produzione di telai di alta qualità

Titanio

Titanio

Titanio, un metallo scoperto in epoca abbastanza recente (viene data 1790), deve il proprio nome ad uno scienziato tedesco (Heinrich Klaproth) che scelse il nome della mitologia greca per le eccezionali caratteristiche di questo elemento. Solo nel secondo dopo guerra venne effettuale la prima produzione in quantità industriale.

Questo materiale non è un minerale reperibile liberamente in natura ma viene ricavato tramite procedimenti chimici con acidi cloridrico prima e solforico poi da un minerale denominato ilmenite. Il processo di estrazione è assolutamente costoso.

Questo metallo trova largo impiego nell’industria aerospaziale per l’ottimo rapporto peso/resistenza e della resistenza alla corrosione ma ha trovato fortuna in tantissimi settori merceologici tra cui anche il ciclismo.

Titanio per telai delle biciclette?

In ambito ciclistico è considerato un materiali assolutamente nobile. Meno diffuso rispetto all’alluminio e al carbonio a fronte di una complessa attività legata alla lavorazione, il titanio offre però qualità meccaniche di primissimo livello.

Va detto che, per le caratteristiche del metalli, sgolatura e la preparazione dei tubi deve essere eseguita necessariamente a mano, poiché lavorarlo con mole o tagliatubi meccanici ne comprometterebbe le caratteristiche

Chi ha avuto modo di utilizzare una bicicletta in titanio ha facilmente potuto constatarne la leggerezza che si unisce alla robustezza (simile a quella dell’acciaio) e alla duttilità dei telai in fibra di carbonio.

Il suo utilizzo nel mondo del ciclismo risale agli anni ’70 ed è stata creata una catalogazione, in base al livello di purezza, in nove gradi.

La lega più utilizzata nel mondo dei telai per le biciclette è quella definita 3Al-2,5V costituito da vanadio al 2,5%, alluminio al 3% e titanio al 94,5%.

Questa conformazione è particolarmente adatta all’impiego nel ciclismo in quanto di presta facilmente alla saldatura offrendo un carico di rottura molto alto e un’elevata resistenza alla corrosione.

In ambito ciclistico è impiegata anche la lega 6Al-4V, considerata più pregiata, che spesso viene preferita per il movimento centrale, forcellini e tubo sterzo. Questa lega è in assoluto la più diffusa (soprattutto nell’industria bellica) e, di conseguenza, viene solo in piccola parte destinata alla produzione di telai di biciclette.

Una delle “pecche” di questo metallo è la difficoltà di lavorazione (per via della sua durezza) e va aggiunto che, se riscaldato, il metallo diventa reattivo agli elementi atmosferici, ossidandosi. Da questo ne consegue che le saldature devono essere effettuale in atmosfera protetta (con Argon) facendo impennare i costi di produzione.

Titanio perché usarlo nel ciclismo?

Il titanio è più leggero dell’acciaio di circa il 40% ma mantiene la medesima capacità di resistenza e, pur pesando più dell’alluminio offre il doppio della rigidità. Rispetto al Carbonio è sicuramente più pesante in termini assoluti (anche se esistono modelli che se la giocano in termini di peso totale) ma ha una migliore capacità di assorbire le vibrazioni rendendo la pedalata più piacevole.

Il titanio non teme la corrosione ed è praticamente “eterno” tanto che alcuni telai così prodotti sono garantiti “a vita”.

I grandi marchi di produzione non hanno sviluppato una gamma di modelli in titanio e lasciano campo a produzioni di nicchia con factory iper specializzate, in particolare italiane e americane, le cui lavorazioni rasentano l’eccellenza.

Telai in titanio: dal Texas all’Italia la storia di Darren Crisp

Una delle realtà più interessanti in Italia perla produzione di biciclette in titanio è quella di Darren Crisp che, dopo aver ottenuto una laurea in architettura alla alla Texas A&M University, si è trasferito in Toscana per lavorare nel settore  dei componenti metallici per negozi.

La vera passione di Darren è però la bicicletta e così ha unito la manualità acquisita nella passione per la ricerca di soluzioni volte a soddisfare le esigenze di ciclisti come lui.

Nella sua incessante ricerca della bicicletta “perfetta”, Crispin ha provato tutti i materiali dall’acciaio, all’alluminio al carbonio fino ad imbattersi nel Titanio.

Nel 2001 dopo aver completato un progetto a New York, Darren ha frequentato un corso di “Titanium Frame Design” del rinominato United Bicycle Institute, specializzandosi nell’impiego del titanio. Nel 2004 Darren ha lasciato il suo lavoro per l’ambizioso progetto della Crisp Titanium che produce esclusivamente telai in titanio di grado 9 e 5.

Il Titanio: Le proprietà principali

E’ un metallo estremamente leggero e inossidabile che presenta bassissima dilatazione termica e una elevatissima resistenza meccanica oltre che agli agenti metereologici. Le caratteristiche del metallo hanno permesso alcune applicazioni industriali interessanti come la fotocatalisi e l’autopulizia

La Fotacatalisi è un processo di ossidazione degli inquinanti (di qualunque natura) che può consentire:

  • purificazione dell’aria
  • azione deodorante
  • azione antimicrobica
  • azione anti-nebbia, autopulizia

L’autopulizia che prevede, con l’esposizione al ciclo sole/pioggia, l’instaurarsi di un effetto catalitico che consente di evitare frequenti interventi manutentivi di pulizia.

Il Guggenheim Museum Bilbao ha il rivestimento esterno della struttura di Titanio (trentatremila lastre di Titanio, realizzate per durare cent’anni) che permette l’attività di autopulizia offerta dal biossido di Titanio

Titanio: i gradi

  • Grado 1: il più puro esistente, possiede elevatissima resistenza alla corrosione;
  • Grado 2: il più utilizzato in industria, presenta elevata resistenza alla corrosione e alle sollecitazioni meccaniche;
  • Grado 3: impiegato in aeronautica;
  • Grado 4: il più resistente meccanicamente;
  • Grado 5: lega di titanio e vanadio, presenta un coefficiente di rottura molto elevato e una buona saldabilità che lo rende perfetto in ambito ciclistico;
  • Grado 7: lega di titanio con palladio con caratteristiche simili a quelle del secondo grado 2. E’ il più usato nel mondo delle biciclette, anche per via della facilità di reperimento sul mercato;
  • Grado 9: detto anche 3Al – 2,5V, poiché formato da un 2.5% di vanadio ha un carico di rottura molto alto e un’elevata resistenza alla corrosione ed è la lega più utilizzata in ambito ciclistic

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile 

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile recensione del libro

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile recensione del libro scritto da Cobol Pongide e Daniele Vazquez ed edito da Nerosubianco

UfoCiclismo: il libro

UfoCiclismo: il libro

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile è un libro assolutamente unico in cui ci siamo felicemente imbattuti. Incuriositi dal titolo e dall’abbinamento Ufologia e Ciclismo non abbiamo esitato a sfogliarne le pagine e ad appassionarci alla lettura.

Ma cos’è l’Ufociclismo?

Secondo quanto riportato sul sito ufficiale questa disciplina è una variante di ciclismo urbano che si pratica in squadra (ricognitori e/o esploratori – meglio se almeno in tre) più di rado in solitaria.

Il libro è una interessante e accattivante guida alla pratica dell’UfoCiclismo secondo i dettami apparsi sulla rivista d’Ufologia Radicale Men In Red dall’omonimo collettivo MIR nel 1998.

Una delle basi delle ricerche è la psicogeografia ossia la scienza degli incontri casuali, praticata mediante la cosidetta “deriva psicogeografica” (Pedalata o passeggiata con andatura sostenuta con lo scopo di percepire il passaggio qualitativo tra due zone entro il cui perimetro si percepisce un’emozione dominante rispetto ad altre possibili o più lievi)

L’opera, sicuramente interessante per gli appassionati della materia presenta oltre  50 mappe illustrate, più di 40 voci psicogeografiche e ufociclistiche, opere d’arte di Matteo Vitali, strumenti riproducibili per la deriva

La bicicletta si prefigura come un mezzo particolarmente adatto alla pratica dell’UfoCiclismo perché consente di adattare la velocità media alla corretta scala di osservazione e percezione del territorio circostante.

Come detto in premessa ci siamo imbattuti casualmente in questo libro ma ne siamo rimasti assolutamente entusiasti in quanto assolutamente innovativo e interessante. Un punto di vista “nuovo” su come unire il ciclismo ad una pratica assolutamente affascinante.

UfoCiclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile: gli autori

Daniele Vazquez è un antropologo urbano, scrittore e dottore di ricerca in urbanistica (Università IUAV di Venezia). Tra i primi aderenti al Luther Blissett Project e ha   fatto parte di numerosi gruppi artistici, attivisti e di ricerca indipendenti sulle forme-di-vita urbane

Cobol Pongide musicista, scienziato e ufociclista. Ha studiato psicotronica e praticato ciclismo presso la Praha Ústav pro Harmonické a Kinematika Umění di Praga

Montepremi del Giro d’Italia: in palio 1,5 milioni

Montepremi del Giro d’Italia: numeri da record

Montepremi del Giro d’Italia da record per l’edizione numero 100 in programma dal4 al 27 maggio: in totale i premi in palio ammontano a 1,5 milioni

Montepremi  il Giro d’Italia 2018

Montepremi il Giro d’Italia 2018

 

Montepremi  il Giro d’Italia 2018 da record con un incremento del 10% rispetto alla precedente edizione che porta il totale dei premi da distribuire durante la corsa a 1,5 milioni di euro. I valori che girano in altri sport (calcio, basket NBA, Formula1) sono ancora lontani rispetto a quanto guadagnano i ciclisti ma sicuramente l’aumento del valore distribuito è sintomo di un crescente interesse attorno alla corsa rosa.

Analizziamo i valori messi in gioco dalla organizzazione per premiare il successore del vincitore della scorsa edizione Tom Dumoulin. Al conquistatore della maglia rosa finale andrà una cifra vicina ai 115.000 euro a cui vanno aggiungi i 2.000 euro che sono assegnati a chi indossa giornalmente la rosa.

Naturalmente i premi saranno distribuiti anche ai vincitori delle altre maglie e delle varie classifiche speciali patrocinate dai vari sponsor.

Come spesso accade i premi vengono poi incamerati dalle squadre e suddivisi tra i vari componenti del team che, naturalmente, contribuiscono fattivamente alla conquista dei vari allori in quanto (il discorso vale soprattutto per i Big) spesso i contratti comprendono già delle premialità per le vittorie delle varie corse o maglie.

Montepremi del Giro d’Italia: quanto guadagna la maglia rosa?

I premi per la classifica finale:

115,668
58,412
28,801
14,516
11,654
8,588
8,588
5,725
5,725
10° 2,863
11° 2,863
12° 2,863
13° 2,863
14° 2,863
15° 2,863
16° 2,863
17° 2,863
18° 2,863
19° 2,863
20° 2,863

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Rosa” sarà assegnato un premio di € 2.000.

Maglia Ciclamino

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Ciclamino” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale a punti e assegnati i seguenti premi:

10,000
8,000
6,000
4,000
3,000
Totale 31,000

Classifica GPM giornaliera

1° classificato 700
2° classificato 400
3° classificato 200
totale 1,300
€ 1.300 x 17 tappe 22,100

Maglia Azzurra

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Azzurra” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale dei GPM e assegnati i seguenti premi:

1° classificato 5,000
2° classificato 4,000
3° classificato 3,000
4° classificato 2,000
5° classificato 1,000
totale 15,000

Maglia Bianca

Al Corridore che giornalmente indosserà la “Maglia Bianca” sarà assegnato un premio di € 750.

Al termine del Giro verrà compilata la classifica finale della maglia bianca e assegnati i seguenti premi:

1° classificato 10,000
2° classificato 8,000
3° classificato 6,000
4° classificato 4,000
5° classificato 2,000
totale 30,000

Traguardi Volanti

Ad ogni Traguardo Volante saranno assegnati ai primi cinque corridori i seguenti premi:

1° classificato 500
2° classificato 400
3° classificato 300
4° classificato 200
5° classificato 100
totale 1,500
€ 1.500 x 19 TV 28,500

Al termine del Giro ai primi cinque Corridori della classifica finale saranno assegnati:

1° classificato 8,000
2° classificato 6,000
3° classificato 4,000
4° classificato 2,000
5° classificato 1,000
totale 21,000

 

Montepremi Giro d’Italia 2018

Premi REGOLAMENTARI
Arrivi di Tappa 578,340
Classif. Generale
Finale
289,170
totale 867,510
Premi SPECIALI Corridori
Classifica Generale 303,500
Maglia Rosa 42,000
Classifica a punti 78,250
Gran Premio
Montagna
52,100
Miglior Giovane 45,750
Traguardi Volanti 49,500
Fuga 7,200
Combattività 10,300
totale 588,600
Premi SPECIALI Squadre
Classif. a Squadre
tempi
33,900
Premio Fair Play 10,000
totale 43,900
Premi Regolamentari e Speciali Complessivi
Regolamentari
Corridori
867,510
Speciali Corridori 588,600
Speciali Squadre 43,900
totale 1.500.010

Ciclismo le tragedie che hanno segnato lo sport

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti sono molteplici da Cepeda a Casartelli, da Weylandt a Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie sono purtroppo abbastanza frequenti, non tutti ritengono il nostro uno sport pericoloso ma in realtà lo è sempre stato. Negli ultimi anni le autorità hanno introdotto una serie di accorgimenti per ridurre la rischiosità in corsa ma questo non è sinonimo di annullamento dei rischi di infortuni o tragedie.

Già l’inserimento obbligatorio del casco che inizialmente raccolse perplessità da parte di una fetta del plotone, aveva incrementato non di poco la sicurezza ora si spera che altre introduzioni possano ulteriormente ridurre la percentuale di rischiosità ma sicuramente senza la possibilità di annullarla.

L’ultima tragedia ha colpito Michael Goolaerts della Veranda’s Willems-Crelan, spirato a soli 23 anni dopo un terribile attacco cardo-respiratorio mentre stava affrontando il settore numero 28 di pavé la Parigi-Roubaix.

Il giovane atleta è stato soccorso con defibrillatore,  trasportato all’Ospedale di Lille in gravissime condizioni ma si è spento nella tarda serata di domenica 8 aprile.

La sua scomparsa si aggiunge al lungo e triste elenco di lutti che hanno colpito il mondo del ciclismo. Da Serse Coppi  a Fabio Casartelli, da Andrei Kivilev a Wouter Weylandt sono troppi i corridori che hanno perso la vita in sella alla propria bicicletta.

  • 1935: Armando Cepeda, spagnolo, muore cadendo in un burrone durante una tappa del Tour de France.
  • 1951: Serse Coppi, fratello del campionissimo Fausto, cade nell’ultimo chilometro del Giro del Piemonte, per lui l’impatto sarà fatale lasciando un vuoto nell’anima del fratello.
  • 1967: un arresto cardiaco (dettato da un cocktail letale) stronca l’inglese Tony Simpson durante la salita al Mont Ventoux al Tour de France
  • 1984: Joachim Agostinho, icona del ciclismo portoghese, cade durante una tappa al Tour d’Algarve causata da un cane, muore una decima di giorni.
  • 1987: a Benidorm in occasione del Trophée Luis-Puig un’autovettura investe e uccide Vicente Mata.
  • 1987: durante il Tour di Haut Var, cade in discesa e muore Michel Goffin
  • 1995: Il campione olimpico di Barcellona 1992 Fabio Casartelli, compagno di squadra di Lance Armstrong alla Motorola, muore per una caduta durante la discesa del Portet-d’Aspet nella15^ tappa del Tour de France
  • 1999: al Giro di Catalogna lo spagnolo Manuel Sanroma muore dopo una brutta caduta
  • 2003: il Corridore della Cofidis Andrei Kivilev cade nel finale della seconda tappa della Parigi-Nizza riportando una terribile frattura dell’osso frontale con danni cerebrali. Muore la mattina seguente.
  • 2005: Subita al Naranco l’italiano Alessio Galletti viene colpito da un arresto cardiaco
  • 2006: lo spagnolo Isaac Galvez colpisce una balaustra durante la sei giorni di Gand dopo un contatto con il belga Dimitri De Fauw. Vano il trasporto in ospedale
  • 2010: Giro del Friuli, Thomas Casarotto finisce contro un’automobile, l’impatto è devastante, morirà qualche giorno dopo.
  • 2011: il belga Wouter Weylandt della Leopard-Trek muore durante la terza tappa al Giro d’Italia. Per lui è fatale l’impatto contro un muro durante la discesa del Passo del Bloccoù2016: Gent-Wevelgem, Antoine Demoitié, del team Wanty-Groupe Robert, viene colpito da una moto durante la classica, trasportato d’urgenza in ospedale morirà poche ore dopo.
  • 2016: Criterium International, durante la prima tappa il corridore belga Daan Myngheer viene colpito da un infarto, trasportato all’Ospedale di Ajaccio morirà dopo qualche giorno.
  • 2017: Michele Scarponi perde la vita durante un allenamento, investito da un furgone a un incrocio vicino a casa sua.

VAR nel ciclismo: prima espulsione!

VAR nel ciclismo: Luke Rowe espulso

VAR nel ciclismo ha emesso il suo primo storico verdetto al Giro delle Fiandre: Luke Rowe è stato espulso quando mancavano 60 chilometri 

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo, l’introduzione del nuovo sistema di controllo televisivo in Real Time delle corse ciclistiche ha visto scrivere la sua prima storica pagina. Durante lo scorso Giro delle Fiandre, svoltosi la domenica di Pasqua è avvenuto il primo caso di squalifica.

Il primo a farne le spese (e suo malgrado ad entrare nella storia) è stato Luke Rowe che ai meno 60 chilometri dall’arrivo, in avvicinamento al Vecchio Kwaremont, ha scartato verso destra e ha pedalato per alcuni metri tra marciapiede e pista ciclabile.

Il comportamento del 28enne ciclista gallese non è consentito dal regolamento oltre ad essere stato pericoloso perché ha dovuto fare uno slalom tra gli spettatori.

I giudici addetti alla “moviola”, che ha debuttato due settimane fa alla Milano-Sanremo ma che non aveva ancora portato a un’applicazione pratica, hanno decretato l’espulsione del corridore del Team Sky e di sanzionarlo con una multa di 170 euro.

Rowe è stato stoppato una decina di chilometri dopo il fatto, il Var ha agito subito.

 

 

 

 

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV: La guida completa

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV delle corse di tutto il mondo, guida completa per non perdere nemmeno una gara dal Giro delle Fiandre alla Liegi-Bastogne-Liegi

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile

Ciclismo le gare di aprile e dirette TV, tra campagna del pavè e trittico delle Ardenne si preannuncia un vero spettacolo per tutto il mese. Si parte il 1° aprile, con il #Giro delle fiandre, per poi continuare con la #Parigi Roubaix, l’Amstel, la Freccia Vallone e la Liegi.

Aprile offrirà una spettacolo continuo per gli amanti del ciclismo con tante dirette televisive (e dirette streaming) che condurranno al mese di maggio storicamente dedicato al Giro d’Italia. Archiviata la campagna del pavè la stagione delle classiche vivrà la sua seconda fase sulle Ardenne, con lo storico trittico Amstel – Freccia – Liegi e con un’attesa sfida tra Nibali e Valverde che infiammeranno proprio la Liegi-Bastogne-Liegi.

Ciclismo le gare di aprile: elenco completo

1 La Roue Tourangelle
1 Giro delle Fiandre (Rai e Eurosport)
2 – 7 Volta Paesi Baschi (Eurosport)
3 – 6 Circuit de la Sarthe
4 Schledeprijs (Eurosport)
8 Klasika Primavera
8 Parigi – Roubaix (Rai e Eurosport)
10 Parigi – Camembert
11 Freccia del Brabante (Eurosport)
13 – 15 Gp Beiras e Serra de Estrela
14 Tour du Finistere
15 Amstel Gold Race (Rai e Eurosport)
15 Tro Bro Leon
16 – 20 Tour of the Alps (Rai e Eurosport)
17 – 22 Giro di Croazia (Eurosport)
18 Freccia Vallone (Rai e Eurosport)
20 – 22 Vuelta Castilla Leon
22 Giro dell’Appennino (Rai)
22 Liegi – Bastogne – Liegi (Rai e Eurosport)
24 – 29 Giro di Romandia (Eurosport)
27 – 29 Vuelta Asturie.

Quanto guadagni se vince il Fiandre?

Quanto guadagni se riesci a conquistare il Fiandre?

Quanto guadagni se fai tuo il Giro delle Fiandre? Scopriamo assieme quanto vale il montepremi messo a disposizione dall’organizzazione della classica del nord

Quanto guadagni se vinci il Fiandre?

Quanto guadagni se vinci il Fiandre?

Quanto guadagni se vinci il Fiandre? Niente ricchi premi a chi riesce ad imporsi nella seconda Classica Monumento del calendario ciclistico internazionale. Non aspettatevi cifre da capogiro per chi riesce a domane il pavé e i muri che rendono mitica la corsa belga. Chi domerà il Muro del Grammont riuscendo a tagliare il traguardo a mani levate riuscirà ad intascare una cifra idonea ad acquistare giusto un’utilitaria di buon livello.

Se trionfare in questa corsa mitica ha evidentemente un valore inestimabile (ci ha messo gli occhi sopra anche il “debuttante” Vincenzo Nibali) la vittoria non arricchisce molto gli atleti che si impegneranno in una corsa devastante.

Ma quanto guadagni se vinci il Fiandre? Il montepremi, però, non è certo dei migliori e non è commisurato alla difficoltà e al prestigio della corsa il trionfatore, infatti, porterà a casa la cifra di 20.000 euro ma il valore non dipende dall’organizzazione dell’evento bensì dall’UCI. L’Unione Ciclistica Internazionale, infatti, impone che tutte le grandi classiche abbiano lo stesso montepremi totale (50.000 euro) e di conseguenza anche una vera bestia come il Giro delle Fiandre.

Per chi volesse approfondire il capito guadagni dei ciclisti vi invitiamo a leggere questo articolo 

Quanto guadagni se vinci il Fiandre? La Top Temn

PRIMO CLASSIFICATO: 20000 euro
SECONDO CLASSIFICATO: 10000 euro
TERZO CLASSIFICATO: 5000 euro
QUARTO CLASSIFICATO: 2500 euro
QUINTO CLASSIFICATO: 2000 euro
SESTO CLASSIFICATO: 1500 euro
SETTIMO CLASSIFICATO: 1500 euro
OTTAVO CLASSIFICATO: 1000 euro
NONO CLASSIFICATO: 1000 euro
DECIMO-VENTESIMO CLASSIFICATO: 500 euro

 

Claudia Meucci ciclismo, moda e studio

Claudia Meucci ciclismo e non solo!

Claudia Meucci ciclismo, moda e studio per l’atleta della Conceria Zabri Fanini un talento che si divide tra l’attività agonistica e i suoi interessi

Claudia Meucci

Claudia Meucci: fonte facebook

Claudia Meucci ciclista prestata alla moda o modella presta al ciclismo? Claudia, 19enne fiorentina da sempre amante delle due ruote si divide tra studio, moda e ciclismo.

Nel DNA della ragazza c’è indubbiamente la passione per il ciclismo perché la famiglia Meucci nel mondo del pedale è ricca di tanti praticanti, ha fatto la storia e continua a farla, dai giovanissimi fino alle donne élite, grazie appunto alla bellissima Claudia.

“In bicicletta ci vado da quando avevo 5 anni – afferma Claudia Meucci – e il ciclismo mi è entrato subito n. Da quando ho imboccato la strada del professionismo, tra studio, allenamenti e gare mi resta pochissimo tempo per altre attività figuriamoci per le passerelle, per ora sono solo un momento di divertimento e svago”.

La squadra di Claudia Meucci è la Conceria Zabri Fanini, team battagliero un po’ come la stessa ragazza toscana che si appresta ad affrontare i primi importanti impegni stagionali dopo aver già ottenuto due piazzamenti importanti con Cipriani e Franchi a Montignoso di Massa.

“Voglio al più presto arrivare al top della forma per poter tornare utile alla squadra, voglio migliorarmi ma è altrettanto importante che il team raggiunga i risultati che si è posta come obiettivo” ha continuato la Meucci.
A questo proposito nel giorno di Pasquetta la formazione del general manager Manuel Fanini prenderà il via alla corsa “open” in programma a Schiavonia d’Este (Padova). Le convocate sono, oltre alla Meucci, Carmela Cipriani, Daniela Magnetto Allietta, Marzia Salton Basei, Isabella Strizzi, Elena Franchi, Sofia Cilenti, Maria Benedetta Palumbo, Manuela De Iuliis, Elisa Ronchetti e Martina Cozzari; l’unica indisponibile per infortunio è Virginia D’Angelo.

 

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo

Cal Crutchlow Diuretici presenti anche nel Motomondiale

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo, i farmaci diuretici sono molto diffusi nel circus del motomondiale.

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow, noto pilota del motomondiale, vuole sfatare il luogo comune che vede i ciclisti come i principali utilizzatori di prodotti dopanti. La logica ciclismo=doping è tristemente diffusa tra le persone meno informate in materia di prodotti dopanti. Uno studio di qualche mese fa aveva “sorprendentemente” evidenziato che i ciclisti non sono i principali utilizzatori di sostanze dopanti.

Il ciclismo è spesso sotto l’occhio del ciclone per casi di doping (non ultima la surreale vicenda Froome) ma va anche detto che è uno degli sport con la maggior percentuale di controllo in rapporto al numero di praticanti a livello professionistico.

Restando in tema di due ruote, uno che se ne intende (ma di due ruote a motore) è Cal Crutchlow che ha espresso le sue idee a Crash.net:

 “Quando si parla di doping, il primo sport al quale si pensa in modo istantaneo è il ciclismo, ma sempre più spesso, purtroppo, sono molti gli sport coinvolti. Chi pensa che qui non ci sia chi usa sostanze, che prenda scorciatoie, è un illuso”.

Cal Crutchlow ha anche aggiunto: “Penso che il sistema di test sia terribile. Penso che il modo in cui questo sistema è applicato a questo campionato non è assolutamente corretto. Non sto dicendo nulla di nuovo rispetto a quanto ripeto da almeno quattro anni. Se pensi che non ci siano persone che non cerchino di tagliare le curve, nel più grande sport motociclistico al mondo, sei uno stupido. Perché ci sono persone che tagliano le curve”.

Tornado sul doping Crutchlow è stato netto: “Penso che chiunque debba sottoporsi ai test, ognuno dovrebbe loggarsi ed aggiornare sulla propria reperibilità nel sistema ADAMS. E sapete qual è il problema? E’ che sono tutti dei pigri e non vogliono la scocciatura di loggarsi. In realtà basterebbe loggarsi una volta al mese e dichiarare dove ci si troverà ogni giorno. Dopo, se per caso fai qualche cambiamento al tuo itinerario, basta loggarti di nuovo e modificarlo. E per favore, non ditemi che non hanno assistenti, manager o medici che possono farlo…”

Ma che tipologia di doping “circolerebbe” nel Motomondiale? “Non dico che una droga pesante aiuterebbe. La Motogp non è uno sport che premia particolarmente la superperformance atletica. C’è un tipo che corre qui che quando esce fuma e beve, ma riesce lo stesso ad essere competitivo perché ha un talento naturale per correre in moto. Stiamo parlando di reidratazione, contenimento del peso. Qui non sono ammesse scorciatoie e so per certo che c’è chi ne fa uso. C’è chi prende diuretici perché non vuole passare ore ad allenarsi”.

 Cal Crutchlow: chi è?

Cal Crutchlow nato a Coventry il  29 ottobre 1985 è un pilota motociclistico laureatosi campione britannico Supersport nel 2006 con la Honda CBR 600RR del team Northpoint Ekerold Honda. Vince il campionato con 242 punti ottiene 6 vittorie ed anche 11 podi, staccando di 70 punti il suo principale rivale Sykes.

Nel 2007 fa il suo esordio nel campionato britannico Superbike pilotando la  Suzuki GSX-R1000 del team Rizla Suzuki. Nel 2008 si traferisce al team HM Plant Honda guidando la Honda CBR1000RR nel campionato britannico Superbike.

Nel 2009 conquista il mondiale Supersport con la Yamaha YZF R6 del team Yamaha World Supersport mentre nel 2010 si sposta in Superbike portando in pista la Yamaha YZF R1 del team ufficiale Yamaha Sterilgarda.

Nel 2011 lascia le competizioni per moto derivate dalla serie, passando a correre in MotoGP.