Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro agli europei

Remco Evenepoel doppia vittoria in linea e a cronometro

Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro agli europei junior di ciclismo 2018 in Repubblica Ceca nella prova in linea e a cronometro

Remco Evenepoel doppia medaglia

Remco Evenepoel doppia medaglia

Remco Evenepoel doppia medaglia d’oro Europea in Repubblica Ceca per il corridore classe 2000. Il belga, ex promessa del calcio, ha prima trionfato prima nella cronometro individuale e poi nella corsa in linea maschile mandando in porto una fuga di circa 100km.

Il belga ha inflitto agli avversari un distacco abissale, alle sue spalle, infatti, hanno chiuso Alexandre Balmer (Svizzera) e bronzo allo spagnolo Carlos Rodriguez Cano che sono giunto a quasi 10 minuti dal vincitore.

Il migliore degli atleti italiani è stato Andrea Piccolo che ha concluso la prova in sesta posizione.

Remco Evenepoel, partito coi favori del pronostico, ha attaccato al primo passaggio (su docidie) sulla prima salita del circuito ed è stato seguito solamente dall’iberico Carlo Rodriguez Cano, mentre il resto del gruppo lascia spazio alla fuga.

A provare ad acciuffare il duetto sono stati Karel Vacek (Repubblica Ceca) e Samuele Rubino ma il gruppo si è prontamente riportato sui due.
La resistenza di Carlo Rodriguez Cano al ritmo di Remco Evenepoel dura di fatto solamente tre giri per poi lasciare solo al comando il corridore belga che incrementa il distacco costantemente rispetto agli inseguitori.

Al termine del sesto scoppia la bagarre nel gruppo inseguitori, con Karel Vacek che prova nuovamente ad attaccare seguito da altri otto corridori tra cui i nostri Andrea Piccolo e Samuele Rubino. Il vantaggio del belga aumenta rapidamente e alle sue spalle i big, già sicuri di non potersi giocare il metallo prezioso, risparmiano le energie per la volata finale.

Al traguardo in vantaggio di Evenepoel è di ben 9’44” sull’elvetico Balmer che anticipa il drappello degli inseguitori nel finale. Il bronzo va  allo spagnolo Carlos Rodriguez Cano che anticipa nella voltata finale Ilan Van Wilder (Belgio) e Karel Vacek. A seguire Andrea Piccolo mentre Samuele Rubino chiude in ottava posizione

 

 

Ottavio Dotti annuncia il ritiro a soli 20 anni

Ottavio Dotti lascia il ciclismo!

Ottavio Dotti grande promessa del ciclismo giovanile tricolore ha  annuncia il ritiro a soli 20 anni dando il suo saluto alla Petroli Firenze-Maserati-Hopplà

Ottavio Dotti

Ottavio Dotti

Ottavio Dotti tra gli allievi e gli juniores era stato un vero e proprio fenomeno, un prospetto del ciclismo tricolore in grado di cogliere risultati prestigiosi ome la vittoria in Belgio alla Aubel-Thimister-La Gleize davanti a nome quali Bjorg Lambrecht e Michael Storer.

Passato nella categoria Under 23, invece, Ottavio Dotti ha trovato non poche difficoltà, gareggiando nel 2016 con la maglia della  Unieuro Trevigiani e nel 2017 con quella della Hopplà Petroli Firenze.La notizia di oggi riporta che corridore comasco ha deciso di interrompere la propria carriera ciclistica, spiegando la propria decisione con il comunicato sottostante.

«Voglio scrivere queste poche righe alla mia società Petroli Firenze-Maserati-Hopplà per comunicare il mio ritiro definitivo dal ciclismo, ma soprattutto per ringraziarla del periodo trascorso assieme, per avermi sostenuto e per aver creduto in me. Sono circa 13 anni che corro in bicicletta e da sempre ho praticato questo sport con impegno, dedizione e sacrificio ma soprattutto ho sempre dato tutto me stesso ricevendo in cambio tante soddisfazioni. Ora vi chiederete perché questa scelta, forse avventata. Purtroppo non è così, è stata molto ponderata ed ho capito che la vita a volte non gira come uno vorrebbe e certi eventi o situazioni cambiano le persone. Questo è quello che mi è successo. Pensare di correre in bicicletta senza più crederci non ha più senso per me, perché vorrebbe dire prendere in giro me stesso e tutti coloro che mi gravitano attorno. Non nego di essere in parte dispiaciuto, ma sono contento di non avere nessun rimorso. Sono certo che il futuro saprà offrirmi tanto altro ma il ciclismo resta un’esperienza unica, una palestra di vita incredibile. Un ringraziamento a tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine, mi hanno aiutato e supportato, non c’è bisogno di fare nomi, chi c’è stato lo saprà leggere tra le righe».

Martina Stefani intervista esclusiva per ciclonews

Martina Stefani intervista con la redazione di ciclonews

Martina Stefani intervista con la giovane atleta classe 1998 nata a Isola della Scala ci racconta la sua passione per il ciclismo e per la vita

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista alla ciclista della Alé Cipollini che lo scorso anno è stata capace di conquistare titolo mondiale ed europei nell’Inseguimento a Squadre nella categoria juniores.

Ciao Martina, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi, grazie mille per lo spazio che mi date. Ho iniziato a fare le prime pedalate in sella ad una bicicletta da corsa a 8 anni, nella categoria G3. Sono stata spinta dai miei amichetti di classe che praticavano quasi tutti ciclismo e devo dire che me ne sono innamorata dal primo istante.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo è indubbiamente uno sport di sacrificio, bisogna allenarsi con costanza e bisogna sempre impegnarsi fino in fondo per riuscire a raggiungere i propri obbiettivi.
Andare a letto presto la sera, stare attenti a tavola, allenarsi 3/4 ore invece di andare al centro commerciale con gli amici è una cosa che in pochi giovani riescono a fare, ma quando hai una vera passione per il tuo sport e hai dei sogni che vuoi realizzare non ti pesa farlo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo fa capire cosa vuol dire sacrificarsi, fare fatica e dare tutto fino alla fine senza mai mollare. Il ciclismo è emozione, basta questa parola per convincere chiunque a iniziare a pedalare.

C’è una corsa che ricordi con particolare piacere?

Ogni gara e ogni vittoria ha un suo posto nel cassetto dei miei ricordi, ma le due gare che più mi porterò sempre nel cuore sono i campionati europei e i campionati del mondo in pista che nel 2016 ho vinto. Salire sul tetto d’europa e successivamente del mondo sono emozioni indescrivibili.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Un ciclista che mi ha sempre affascinato è sempre stato Fabian Cancellara perché come lui mi piacciono molto le gare del nord. Pioggia e pavé mi hanno sempre affascinata e spero di potervi partecipare nei prossimi anni.
Se invece penso al ciclismo femminile non ho un’atleta che ammiro particolarmente. Soprattutto in questi ultimi due anni, ho cercato di osservare e imparare dalle atlete più grandi di me.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel tempo libero oltre a riposarmi dagli allenamenti che quasi tutti i giorni mi impegnano, mi piace molto andare al cinema con gli amici e (purtroppo per il mio portafoglio) mi piace fare tanto shopping.

Come ti trovi nel team?

Mi trovo molto bene nella squadra. Sono molto contenta di fare parte anche per quest’anno di questo team perché penso che sia una squadra in cui ho la possibilità crescere molto a livello ciclistico. L’anno scorso mi hanno dato la possibilità di concentrarmi maggiormente sulla scuola visto che dovevo affrontare la maturità. Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.