Cadel Evans: il dominio di Froome può terminare

Cadel Evans, ex campione del mondo prevede sorprese al Tour

Cadel Evans

Cadel Evans

Cadel Evans non ha naturalmente bisogno di presentazione, il suo curriculum parla da solo circa la conoscenza del mondo delle due ruote dell’ex campione del mondo australiano.

Nel giorno della partenza del Tour de France, Cadel ha voluto dire la sua circa le possibili situazioni che si andranno a creare nel corso della Grand Boucle.

Anzitutto Evans si è espresso sul potenziale vincitore del Tour e naturalmente la questione è andata sui risultati del recente Delfinato in cui Chris Froome non è apparso al top della condizione perdendo tempo in montagna a favore del suo antagonista numero uno, Richie Porte.

“Froome ha dimostrato di essere il corridore che meglio sa affrontare il Tour negli ultimi anni, i risultati parlano per lui ma c’è un però. Froome quest’anno non è ancora riuscito ad imporsi in una gara mentre Richie ha vinto il Tour Down Under, il Tour de Romandie e ha fatto i numeri al Delfinato”

Cadel Evans ha conquistato il Tour de France nel 2011 a 34 anni, nel pieno della sua maturità mentre Froome che di anni ne ha 32 sembra un po in declino, forse un po logorato dall’esasperata preparazione a cui si sottopone.

“Sicuramente Froome si presenta al via con un anno di esperienza in più ma gli anni passano per tutti, forse è il momento in cui Porte deve convincersi di poter conquistare la corsa francese”.

A onor del vero va detto che Richie Porte ha la stessa età di Froome ma è uscito alla ribalta un po’ dopo e questo può consentirgli di avere ancora delle buone riserve di energia per competere a più alti livelli.

“Quello che la gente dimentica è che Richie  è entrato nel ciclismo professionistico abbastanza tardi. Quindi, rispetto ai risultati che ha ottenuto aveva meno esperienza, io penso che lui e la squadra siano abbastanza solidi per primeggiare. E se lo dice Cadel Evans c’è motivo per crederci.

 

 

Chris Froome: sono in grande forma

Chris Froome: i miei rivali mi credono stanco? Meglio.

Chris Froome

Chris Froome

Chris Froome si aggira nel quartier generale del Tour de France a Dusseldorf, in attesa della partenza di sabato. Il suo obiettivo è chiaro: vincere il quarto Tour de France. Le sensazioni dei rivali (e dei bookmakers) vedono le azioni del keniano bianco un po in discesa.

Froome dunque affronterà la Grand Boucle da “challenger”? Non proprio! Certo le ultime performance hanno un po sgretolato le certezze del fenomeno del Team Sky ma da qui a darlo come non favorito ce ne passa!

Affiancato dai suoi otto compagni di squadra e dal boss David Brailsford, il 32enne britannico ha avvertito il clima di perplessità sulla sua condizione e ha cercato di usarla a suo favore. “Il Criterium del Delfinato ha detto che il migliore è stato Richie Porte, ecco ora dovrà essere lui a comandare il gioco al Tour”, un bel modo per spostare la pressione sul rivale.

Sui tabloid è uscito la notizia di un Chris Froome, meno affamato che si è addirittura concesso del relax in una spiaggia a Tenerife. Conoscendo il carattere di Froome è difficile crede a una cosa simile e, anzi, siamo pronti a credere che il “keniano” abbandonerà presto la maglia bianca (il Team Sky abbandonerà le solide divise nere a favore di quelle bianche) per vestirsi presto di giallo.

“Mi manca la fame dicono? Beh è esattamente l’opposto, sono concentratissimo sull’ottenimento del quarto titolo nella corsa francese. So che i miei rivali sono in ottime condizioni ma io non sono da meno”, Froome evidentemente non è pronto ad abdicare.

Potrebbe essere che l’atleta del Team Sky abbia in serbo di provare la doppietta Tour e Vuelta Espana? Manca poco per avere il responso definitivo, responso che come sempre, nel ciclismo, lo darà la strada stabilendo le gerarchie della corsa francese.

 

 

Tutti i numeri del Tour de France 2017

Froome cerca il poker al Tour de France

Chris Froome al Tour de France

Chris Froome al Tour de France

Manca veramente poco alla partenza del Tour de France che scatterà da Düsseldorf in Germania. Il favorito d’obbligo è il Keniano Chris Froome, capace di vincere 3 volte la Grande Boucle nelle ultime 4 edizioni, in caso di vittoria per lui sarebbe il quarto successo che lo porterebbe a meno uno dai campioni immortali del ciclismo Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain (Lance Armstrong si è visto annullare le sue sette vittorie per le note vicende di doping).

Lo stesso desiderio di vittoria lo incarna Nairo Quintana che, dopo aver fallito l’operazione Giro d’Italia, cerca il riscatto alla Grand Boucle per entrare nel club dei ciclisti vincitore dei tre grandi giri a tappe.

Se Eddy Merckx resta il primatista assoluto nelle vittorie di tappa, Richard Virenque detiene il primato per la classifica scalatori, Zabel per classifica a punti, anche ma il tedesco è tallonato da un Peter Sagan affamato di successi.

Nel club dei cinque giri, come detto, figurano; Jacques Anquetil che vinse 5 edizioni tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60. Fu poi la volta di  Eddy Merckx, che vinse 5 Tour de France tra il 1969 e il 1974. Miguel Indurain  negli anni ’90 riuscì a vincere 5 edizioni consecutive al Tour de France (nel ’92 e nel ’93 fece doppietta con il Giro).

Nelle 103 edizioni precedenti, sono 10 i successi italiani alla Grande Boucle: Ottavo Bottecchia nel 1924 e 1925, Gino Bartali nel 1938 e 1948, Fausto Coppi nel 1949 e 1952, Gastone Nencini nel 1960, Felice Gimondi nel 1965, Marco Pantani nel 1998 e Vincenzo Nibali nel 2014. Le speranze italiane per le posizioni alte di classifica sono affidate a Fabio Aru fresco campione italiano che punterà a un posto nei primi 5 e alla vittoria di qualche tappa.

 

Delfinato: Richie Porte-nto

Richie Porte vince la crono al Delfinato

Il Giro del Delfinato, lo sappiamo, è l’ultimo test in vista del Tour de France e la prova a contro il tempo è un ulteriore termometro di come i corridori si stanno avvicinando alla Grand Boucle. Il test di oggi ha lasciato capire che Richie Porte è intenzionato a vendere cara la pelle al Delfinato e al Tour.

Il Tasmaniano aveva iniziato la stagione alla grande con un’ottima prova al  Tour Down Under, si è poi ripetuto alla Parigi-Nizza eanche se la generale non gli aveva sorriso per colpa dei ventagli, poi ha conquistato  il Tour de Romandie brillando sia in salita che a cronometro e oggi al Delfinato a dominato la cronometro. Nei 23.5 chilometri tra La Tour-du-Pin e Bourgio ha preceduto Tony Martin di dodici secondi e  terzo è arrivato Valverde a 24″ dal corridore della BMC.

Alberto Contador è giunto con 35″ di discatto e put non essendo il Contador dei giorni migliori può essere comunque soddisfatto aspettando il test delle salite mentre Chris Froome  ha perso 2″ nei confronti di Contador e ben 37″ rispetto all’ex compagno di team Porte.

Il nostro  Fabio Aru  è arrivato 27° a 1’18” da Richie Porte risultando il migliore degli uomini Astana dimostrando una condizione fisica, post incidente al ginocchio, forse addirittura superiore a quelle che erano le aspettative di inizio corsa.

Tomas De Gendt conserva la maglia di leader della generale dopo la fuga vincente nella prima tappa ma molto probabilmente dovrà abdicare quando arriveranno le salite, per il momento, però, mantiene 27″ di vantaggio su Richie Porte e 51″ su Alejandro Valverde mentre  il miglior italiano è Diego Ulissi, 10° a 1’22”.

I favoriti del Giro del Delfinato

Il podio del Delfinato 2016

Parte oggi il Giro del Delfinato, consueto appuntamento preparatorio del Tour de France, tanti i campioni al via che vogliono testare la gamba in vista de La Grand Boucle. Chi ben conosce l’importanza di uscire dal Delfinato in forma è Chris Froome che ha conquistato tre dei quattro successi propiziatori alla Grande Boucle; il keniano non sarà molto interessato al doppio record che potrebbe conseguire vincendo anche questa edizione (mai nessuno ha vinto quattro volte la corsa, mai nessuno tre volte consecutive) ma sicuramente sarà l’uomo da battere.

Alberto Contador sicuramente punterà a far bene della breve corsa transalpina cosi da uscire con la gamba giusta in vista del Tour, attenzione anche a Richie Porte che di corse di una settimana se ne intende e vuole che il 2017 sia il “suo anno”. Giocheranno le loro chance di vittoria anche Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), Daniel Martin (Quick-Step Floors) e  Alejandro Valverde capitano di della  Movistar che si presenta al via anche con l’interessantissimo Ruben Fernandez. 

Ci saranno poi i due migliori scalatori del momento: Esteban Chaves (Orica-Scott) e Fabio Aru (Astana) che però arrivano al Delfinato in condizioni ancora tutte da verificare per via dei recenti infortuni che li hanno colpiti.

Un occhio particolare va riservato a  Leopold Konig (Bora-hansgrohe),  Andrew Talansky (Cannondale-Drapac), Warren Barguil (Team Sunweb) e  Louis Meintjes (UAE Team Emirates).

Simon Yates vincitore al Romandia

E’ Simon Yates il mattatore della tappa clow del Giro di Romandia 2017, il corridore della ORICA – Scott fa suo il tappone di  Leysin, attaccando sulla penultima salita, per poi resistere al ritorno di  Richie Porte (BMC).

Il tasmaniano si deve accontenta della seconda piazza mentre terzo è giunto Emmanuel Buchmann (Bora – Hansgrohe), buona prova anche di Tejay Van Garderen che chiude quarto.

Chi ha la peggio è Chris Froome (Team Sky) che giunge a più di un minuto, mentre Fabio Felline (Trek – Segafredo) si difende stoicamente tagliando il traguardo dopo 52 secondi. Il piemontese scivola in quarta posizione, ma è ancora in lotta per un posto sul podio della generale. Da segnalare Diego Ulissi (UAE Fly Emirates), sesto quest’oggi.

La Cavalcata di Janneke Ensing

La Cavalcata di Janneke Ensing

La Cavalcata di Janneke Ensing della Alè Cipollini Galassia ha completato la corsa correndo per via di un incidente meccanico

jannekeLa sua corsa a piedi non farà la storia come la ben più famosa ed incredibile “maratona” di Chris Froome nella 12ª tappa del Tour de France dello scorso anno in cui il britannico del Team Sky all’attacco con Richie Porte e Bauke Mollema  finì contro un mezzo delle riprese e prosegue a piedi.

Ci piace però raccontare la corsa a piedi di Janneke Ensin, una lunga corsa non più in sella ma a piedi trasportando la propria bicicletta a mano fino alla linea di arrivo a causa di un incidente meccanico.

Per l’atleta della Alè Cipollini Galassia un undicesimo posto che però non racconta la grande forza d’animo che Janneke ha messo per completare la corsa, la beffa è che il guai meccanico è avvenuto proprio nei metri finali di una corsa e che avrebbe concesso la fortissima ciclista olandese a un piazzamento sicuramente migliore.

“Janneke è stata ancora una volta superlativa, così come lo è stato il lavoro svolto dalle compagne di squadra. Senza questo problema sarebbe potuta arrivare anche nella Top 5″ le parole del DS Fortunato Lacquaniti

Giro di Romandia: vittoria di Albasini

Risultato immagine per albasini oricaLa prima tappa in linea del Tour de Romandie viene conquistata da Michael Albasini che festeggia  sul traguardo di Champéry conquistando la volata in gruppo ristretto (circa una sessantina di corridori).

Il corridore elvetico della Orica-Scott ha preceduto nettamente Diego Ulissi mentre in terza posizione si è piazzato lo spagnolo Jesús Herrada.

Quinta posizione per Chris Froome  preceduto dall’eritreo Natnael Berhane.

Fabio Felline ha tenuto bene in salita ed ha  mantenere la testa della classifica generale con 8″ di vantaggio su Schachmann e Herrada.