Contador: Chris Froome può vincere il Tour de France 2021

 

Contador, Chris Froome e il Tour de France

Contador considera il passaggio si Chris Froome alla Israel Start-Up Nation nel 2021 una opportunità di crescita per il ciclismo e per l’atleta britannico

Contador

Contador

Alberto Contador è convinto: Chris Froome potrà vincere il Tour 2021 difendendo i colori della Israel Start-Up Nation proprio contro il “suo” Team Ineos. In tanti si stanno domandando cosa riserverà al kenyano bianco il Tour 2020 ma lo spagnolo si spinge oltre raccontando a Cyclingnews le sue opinioni su uno dei trasferimenti più clamorosi degli ultimi anni.

Contador è stato uno dei rivali più credibili di Froome e ne conosce pregi e difetti, in attesa di capire quale ruolo potrà ricoprire il britannico alla prossima Grande Boucle è proprio il pistolero a sancire la grandezza (anche in chiave futura) dell’ormai ex campitano del Team Ineso.

“ha vinto quattro Tour, il Giro e la Vuelta ed è ancora in grado di competere con i big del ciclismo. Bernal è un fenomeno e rappresenta il futuro del ciclismo, se Chris fosse rimasto alla Ineos con ogni probabilità avrebbe dovuto lavorare per il colombiano – ha spiegato Alberto – La Israel Start-Up Nation è una formazione ambiziosa e sicuramente creerà una squadra di supporto a Froome perché altrimenti non avrebbe senso ingaggiare un corridore del genere senza dargli compagni di livello. Sul mercato ci sono tanti nomi potenzialmente adatti a quel ruolo”.

Lo spostamento di un simile campione dalla squadra che ha monopolizzato le grande corse a tappe degli ultimi anni potrebbe dare nuova linfa (e pepe) al ciclismo mondiale anche se di team competitivi ce ne sono parecchi.

“Nel ciclismo di oggi, gli sforzi sono molto più misurati e calcolati e così gli atleti possono continuare a correre più a lungo. Credo che un ciclista oggi possa essere competitivo nelle corse a tappe sino a 38 o 39 anni. C’è il precedente di Chris Horner alla Vuelta a España nel 2013 e Chris sa cosa fare per restare ai vertici del ciclismo mondiale” ha continuato El Pistolero fresco del recente record nell’Everesting.

Contador è convinto che se il Team Ineos non convocasse Froome per il Tour ’20 commetterebbe un grave errore di valutazione anche se tutto dipenderà dall’equilibrio interno al team.

 

“Penso che capitani della Ineos abbiano sempre collaborato e rispettato i colleghi senza apparenti attriti tra Froome, Thoma e ora Bernal e non penso che le cose cambieranno ora. Potrebbe essere complicata la gestione? Forse ma penso che gli aspetti positivi della sua presenza in Francia saranno superiori a quelli negativi” ha raccontato l’ex professionista iberico che ben conosce i rischi delle lotte interne (come accaduto con Armstrong nel 2009).

 

Chris Froome lascia il Team Ineos

Chris Froome lascia il Team Ineos per la Israel Start-Up Nation

Chris Froome lascia il Team Ineos alla fine del 2020 dopo che il contratto non è stato prorogato e firmea per la Israel Start-Up Nation

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome lascia il Team Ineos, questa notizia avrebbe avuto del clamoroso sino a pochi mesi fa ma ora suona come un “era inevitabile”. Il kenyano bianco è forse uno degli atleti più rappresentativi del Team Sky prima e del Team Ineos dopo ma questo non è bastato affinchè le strade della formazione britannica e di Froome non si separassero.

Chris ha firmato un contratto pluriennale presso Israel Start-Up Nation ed è stato lo stesso Team Ineos, con una nota diffusa questa mattina, ad annunciare il divorzio dopo 10 anni di collaborazione.

Un nome come quello del quattro volte vincitore del Tour faceva gola a molti team ma in particolare sono stati la Team CCC e la Bahrain McLaren ma è stata  la Israel Start-Up Nation a fare la corte più spietata al britannico che alla fine ha scelto il team israeliano.

La Israel Start-Up Nation ha potuto offrire l’unica cosa che Ineos non poteva: la leadership assoluta per il Tour de France. Ne abbiamo parlato anche negli scorsi giorni di come l’astro nascente, e vincitore uscente, Egan Bernal difficilmente si sarebbe messo a disposizione senza se e senza ma di Froome.

Froome ha accettato di firmare il contratto che lo legherà con la squadra israeliana dopo un training camp (segretissimo o quasi) svolto in Francia il mese scorso.

Come detto è stata la stessa Ineos a confermare la notizia ormai diventata più di un rumors:

“L’attuale contratto con Chris termina a dicembre ed abbiamo preso la decisione di non rinnovarlo. Stiamo facendo questo annuncio prima di quanto sarebbe normalmente per porre fine alle recenti speculazioni e consentire al Team di concentrarsi sulla stagione 2020”, sono state le eloquenti parole di Dave Brailsford.

Egan Bernal e Geraint Thomas saranno quindi i due capitani designati della Ineos per il Tour mentre sarà ancora tutto da definire con che ruolo (e con che motivazioni?) Froome sarà al via della corsa francese.

In attesa di capire qualche parte dello staff seguirà il britannico alla ma Israel Start-Up Nation è certo che la formazione dovrà investire molto per creare un contesto in cui Froome possa lottare ai vertici del ciclismo mondiale come da sue ambizioni.

“Ho trascorso un decennio fenomenale con questa squadra, abbiamo ottenuto risultati incredibili e porterò sempre con me i meravigliosi ricordi di questa esperienza. In questa nuova fase della mia carriera ho bisogno di nuove sfide” ha spiegato Froome però non vuole archiviare la stagione di 2020 come un anno di transizione: “il mio focus è sulla vittoria del quinto Tour de France con il Team INEOS “

 

L’annuncio atteso da settimane è arrivato pochi decine di minuti dopo che  il Team Ineos aveva annunciato la separazione dal britannico: è la fine di un’epoca e probabilmente l’inizio di una nuova era per Chris che, scoperto alla Barloworld dove aveva corso senza brillare (si notò solo perché venne espulso dal Giro a causa di un traino)

Le vittorie di Chris Froome al Team Sky e Ineos: una cronologia

2011:
Vuelta a España: classifica generale e 17a tappa

2012:
Tour de France: tappa 7

2013:
Tour of Oman: classifica generale e 5a tappa
Tirreno-Adriatico: 4a tappa
Critérium International: classifica generale e 3a tappa
Tour de Romandie: classifica generale e prologo
Critérium du Dauphiné: classifica generale e 5a tappa
Tour de France: classifica generale e tre tappe

2014
Tour of Oman: classifica generale e 5a tappa
Tour de Romandie: classifica generale e 5a tappa
Critérium du Dauphiné: due tappe

2015
Vuelta a Andalucía: classifica generale e 4a tappa
Tour de Romandie: una tappa
Critérium du Dauphiné: due tappe
Tour de France classifica generale e 10a tappa

2016
Herald Sun Tour: generale e 4a tappa
Tour de Romandie: 4a tappa
Critérium du Dauphiné: classifica generale e 5a tappa
Tour de France: classifica generale e due tappe
Vuelta a España: tre tappe

2017
Tour de France: classifica generale
Vuelta a España: classifica generale e due tappe

2018
Giro d’Italia: classifica generale e due tappe

 

 

 

 

 

Bernal: “nessuno sa chi sarà il capitano Ineos”

Bernal e il Team Ineso per il Tour 2020

Bernal in una lunga intervista rilasciata al quotidiano colombiano “El Tiempo” para di Tour, di Froome e strizza l’occhio al campionato del Mondo

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal in una lunga intervista rilasciata al quotidiano colombiano “El Tiempo” ha parlato di come la pandemia di COVID-19 potrà impattare sulle corse e su come il casa Ineos sarà difficile stabilire a priori chi sarà il capitano al Tour de France 2020-

Egan ha “stuzzicato” l’altro co-leader del Team Ineos, Chris Froome, in qualche precedente dichiarazione rilasciata alla stampa e ci ha tenuto a precisare che il rapporto di amicizia tra i due è solido.

Saranno tre i “galli nel pollaio” della Ineos con Froome, quattro volte vincitore,  che è stato ad un passo da salutare la formazione inglese, Bernal che è il campione uscente ed il “terzo incomodo”, il vincitore del Tour 2018, Geraint Thomas.

Qualche mese fa Egan era stato chiaro nel dichiarare che non avrebbe “gettato via l’opportunità per vincere un altro Tour de France” sacrificando se stesso per i suoi co-leader e se la stampa ci ha ricamato sopra un bel po’, in casa Ineos la cosa non ha sorpreso nessuno in quanto, di norma, al Tour è sempre il ciclista più forte ad imporsi. Saranno quindi, con ogni probabilità, i chilometri di salita a definire le gerarchie della corsa e quelle interne alla Ineos.

“in molti hanno detto che Froome si è arrabbiato per le mie parole – ha detto Bernal – ma non è così. Non si è mai arrabbiato con me per quello che ho detto, siamo amici e vogliamo tutti e dure la vittoria. L’unica cosa che conta è siamo alla Inoes e che a vincere sarà un corridore della Ineos. Io, Geraint e Chris siamo sinceri l’un l’altro, nessuno può dire di essere il capitano a prescindere, si vedrà a seconda di chi starà meglio. Se devo lavorare per Froome ne sarà felice così come se devo farlo per Geraint e allo stesso modo l’armonia ci sarà se saranno loro a lavorare per me”.

Insomma pare presto per definire le gerarchie a tavolino e, ad ogni modo, sarà la capacità dello staff tecnico della Ineos a gestire nel migliore dei modi una faccenda che, al di là delle parole di facciata, sarà certamente spigolosa.

“Non abbiamo mai corso – ha spiegato il colombiano – e dobbiamo aspettare le prime prove per cominciare a farci un’idea sullo stato di forma di ogni atleta. Ci saranno inevitabilmente sorprese perché ognuno si è allenato in modo diverso dal previsto. Per questo motivo il Tour sarà una corsa più aperta, ci saranno molti che combatteranno per il titolo. Sarà un evento diverso dal solito, non solo dal punto di vista sportivo ma anche per la quotidianità ed è per questo che ci stiamo preparando nel miglior modo possibile”.

Bernal si sta allenando sette ore al giorno e, per avvicinarsi al Tour, passerà dal Tour de l’Ain e dal Critérium du Dauphiné.

“Mi posso ritenere fortunato, ci sono settori molto più importanti che sono stati colpiti, penso agli operatori sanitari o a chi ha perso il lavoro” ha raccontato il talento colombiano che è convinto del ritorno progressivo alla normalità: “C’è un calendario e quelle gare si terranno sicuramente, sono convinto al 100%. Il mio primo obiettivo sarà il Tour ma mi piacerebbe essere pronto anche per i mondiali, analizzerò le condizioni in cui sarò e vedrò cosa fare. Sarebbe l’ideale andare per lottare per il titolo, ma a Parigi capiremo se la cosa sarà fattibile. Non sono mai stato a un campionato del mondo su strada e sarebbe una bella esperienza ma andare solo per far presenza non ha senso”.

 

 

Israel Start-Up Nation e il 2021: tra sogni e realtà

Israel Start-Up Nation può firmare Froome per il 2021?

Israel Start-Up Nation può firmare Froome per il 2021? Ancora tanti dubbi ma Ron Baron è certo arriveranno campioni

Israel Start-Up Nation

Israel Start-Up Nation

Israel Start-Up Nation su Chris Froome, la voce si è fatta sempre più frequente negli ultimi periodi, la voce è circolata tra gli addetti ai lavori sino ad arrivare al grande pubblico. Una voce destabilizzante per tutto il mondo del ciclismo che ha suscitato clamore attorno al nome della formazione Israeliana.

Il comproprietario della Israel Start-Up Nation, Ron Baron, in una recente conferenza stampa non ha volutamente gettato acqua sul fuoco confermando, invece, che il team “sta parlando con alcuni dei migliori piloti del mondo” forti di un incremento di budget per la prossima annata.

Il team WorldTour israeliano ha aver acquisito la licenza detenuta da Katusha-Alpecin e si sta facendo largo nel mondo del ciclismo di primo livello: dopo la conferma (non scontata) di Nils Politt sono stati messi sotto contratto due “califfi” del pedale come  Dan Marti, soffiato al Team Emirates, ed André Greipel voglioso di riscatto dopo una brutta annata con la Arkéa-Samsic.

La voce di un imminente firma anche di Chris Froome ha fatto balzare agli onori della cronaca il team israeliano ma al momento è confermato che il kenyano bianco vestirà i colori del Team Ineos (o i nuovi colori del team) sino a fine anno.

“Tutto quello che posso dire è che molti grandi ciclisti vogliono venire nel nostro team e ci piacerebbe averne alcuni. Stiamo parlando con alcuni dei migliori piloti del mondo” ha dichiarato Ron Baron a conferma delle ambizioni elevate del team.

Froome, quattro volte vincitore del Tour de France, arriva da un 2019 segnato dal terribile incidente accaduto al Critérium du Dauphiné che avrebbe potuto anche porre fine alla sua carriera. Nel frattempo in casa Ineos è esploso Egan Bernal che ha stravolto gli equilibri di squadra. Quando spazio avrà quindi Chris il prossimo anno nel team britannico? Quanto potrà la formazione britannica investire sul contratto di Froome?

Baron si aspetta che i fondi della sua squadra crescano il prossimo anno e di conseguenze si possano aprire scenari in grado di garantire a Froome un team competitivo ed ambizioso in cui potersi accasare. Con la pandemia di Covid19 tante formazioni sono andate in sofferenza e anche per gli atleti è più difficile avere certezze.

“Alcune squadre si trovano  in difficoltà ed altre le affronteranno a breve, il 2020  è un anno duro per tutti ma io lo vedo come una opportunità per il nostro team” ha continuato Baron.

Prima dello stop per la pandemia la formazione israeliana aveva ottenuto tre vittorie: alla Vuelta a San Juan con Rudy Barbier, al Giro di Antalya con Mihkel Raim e Le Samyn con Hugo Hofstetter. Il manager però non pare accontentarsi di questi successi di secondo piano e vuole puntare al massimo per il 2021.

“Vogliamo migliorare il team e renderlo più grande nel budget mettendo sotto contratto ciclisti di alto profilo; siamo molto ambiziosi e penso che il nostro budget il prossimo anno sarà notevolmente migliorato ma già quest’anno saremo impegnati per primeggiare in Francia e in Italia e nonostante una stagione compressa vogliamo altri successi”.

Chissà che il prossimo anno non vi sia Froome a poter difendere i colori della Israel Start-Up Nation

Froome lascia il Team Ineos?

Froome lascia il Team Ineos? Possibile!

Froome lascia il Team Ineos? La notizia clamorosa viene lanciata dal sito cyclingnews, sul kenyano bianco potrebbe esserci la Bahrain-McLaren

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome  lascia la Ineos? La notizia è clamorosa e ancora più clamorosa è la possibilità che il divorzio inateso possa avvenire già nel corso del 2020. La notizia è stata lanciato dall’autorevole sito cyclingnews.com e ha scatenato un vero e proprio vespaio sui social network e, era inevitabile, tra gli addetti ai lavori.

La situazione è in evoluzione ma alcuni dati oggettivi possono portare a credere che questa indiscrezione possa in qualche modo diventare realtà. Partiamo dal presupposto che anche un gruppo formidabile sia sotto l’aspetto tecnico che economico possa in qualche modo patire le conseguenze della pandemia di Covid19. Il colosso del ciclismo ha in casa diversi atleti di primo piano da Bernal a Thomas e il buon Chris potrebbe risultare, a fronte dei suoi 35 anni, un po’ attempato per le esigenze di squadra.

Il britannico è reduce, poi, dal terribile incidente del Giro del Definato 2019 che ne ha messo a rischio la carriera e dal quale giura di essere tornato al 100% ma che potrebbe, al contempo, aver messo qualche tarlo nella dirigenza del Team Ineos. A questo va aggiunto che il contratto del quatto volte vincitore del Tour de France è in scadenza e, strategicamente, la squadra punterebbe maggiormente sull’emergente (e vincete) Bernal (o su Thomas) che non vedrebbe di buon occhio un ruolo di gregario di Chris Froome.

Sulle tracce del forte cicista britannico ci sarebbero almeno due tream tra cui il ricco Team Bahrain-McLaren.

 

Chris Froome tra ritorno al ciclismo e pandemia

Chris Froome si allena in vista dell’assalto al Tour

Chris Froome ha praticamente completato il percorso riabilitativo e ora si allena tra palestra e rulli durante il periodo di quarantena in casa per il Covid19

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome è noto a tutti per essere un professionista inflessibile, serio sul lavoro, sempre concentrato. Non a tutti piace quell’atteggiamento un po’ da “macchina” ma sicuramente va ammirato per la costanza e per come, dopo un terribile incidente che avrebbe steso un leone e che aveva fatto temere per la sua carriera, il kenyano bianco è tornato in sella.

Dopo aver conquistato quattro Tour de France e un Giro d’Italia ha visto sfumare la possibilità di entrare nel “club dei cinque” prima per la bravura del compagno di squadra Thomas e poi per il fato che si è messo di traverso durante la ricognizione del  Critérium du Dauphiné .

Il fenomeno del Team Ineos aveva già avuto modo di correre con i compagni durante il Giro degli Emirati lo scorso febbraio poi interrotto proprio per la pandemia di Covid19 che ha preso una piega tale da costringere al blocco totale delle corse.

Dopo un periodo di allenamento in Sud Africa, circa un mesetto fa, ora Froome è tornato a casa per stare accanto alla famiglia vivendo anche lui, come tutti, la quaranta dedicandosi a sessioni di palestra e allenandosi sull’ormai immancabile Zwift.

Domenica Froome è stato uno dei protagonisti proprio sulla piattaforma di home training e ha raccontato a cyclingnews.com le sue impressioni:

“devo dire che il percorso di ripresa sta andando molto bene, potrei spingermi a dire che è completato ma sto ancora allenandomi in modo specifico per migliorare la condizione del lato destro del mio corpo. Ora affronto i normali carichi di lavoro e sto andando sempre meglio”.

Grazie ad una speciale palestra allestita subito dopo l’incidente della scorsa estate, Chris Froome sta lavorando per migliorare la stabilità del core. Froome, che va ricordato ha trascorso un periodo su di una sedia a rotelle, si gode la sua “tana” che oltre ad essere perfettamente equipaggiata è stata decorata con le biciclette che lo hanno portato nell’olimpo del ciclismo e da alcuni quadri appositamente commissionati.

Se le indiscrezioni apparse ultimamente sui siti specializzati dello spostamento del Tour a fine agosto dovessero essere confermate, Froome avrà un mese in più per arrivare pronto all’appuntamento per entrare nella leggenda vincendo la quinta Grande Boucle (dopo aver vinto nel 2013 e negli anni tra il 2015 e il 2017).

Chiaramente bisognerà verificare le condizioni del ciclista britannico al netto della prova reale su strada anche in considerazione della fortissima concorrenza interna di Geraint Thomas e Egan Bernal che certamente non rinunceranno facilmente ai gradi di capitano nella corsa più prestigiosa di una annata che sarà certamente ricordata per l’anomalia del calendario.

 

Froome: il mio recupero è praticamente completo

Froome: mi alleno come prima dell’incidente

Froome è impegnato nel recupero dei postumi dell’incidente e, durante la quarantena, si divide tra corse virtuali, famiglia e allenamento specifico 

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Froome domenica ha concesso un’intervista su Zwift all’interno della trasmissione del Team Ineos eRace in cui ha raccontato le proprie condizioni di salute. Il quattro volte campione del Tour de France ha l’attività di recupero dopo il terribile incidente accaduto durante la ricognizione del Critérium du Dauphiné del 2019 si può dire sia “praticamente completo”.

La stagione 2020 è, lo sappiamo tutti, funestata e limitata dalla pandemia di Covid19 ed il kenyano bianco è riuscito a correre solamente 5 giorni e ha ripiegato sulla Zwift eRace del team in cui è in sesta posizione suscitando un moto di felicità nel team manager Dave Brailsford.

Attualmente Chris Froome si trova nella sua casa di Monaco e proprio da quella “prigione dorata” ha voluto dire la sua particolare condizione della quarantena:

“devo dire che sta andando, mi alleno sui rulli ed in palestra e mi dedico anche ai bambini, insomma sono molto occupato. Il mio percorso di recupero sta andando bene, è nella sostanza completato. Lavoro in modo specifico giù dalla bicicletta per rinforzare la parte destra del corpo che è quella che ha subito maggiori danni. Sono tornato ai carichi di allenamento pre-infortunio e questa è una vera gioia”

 

 

Chris Froome al Giro d’Italia 2020? Forse

Chris Froome al Giro d’Italia 2020, non impossibile

Chris Froome al Giro d’Italia 2020, il britannico potrebbe essre il capitano del Team Inoes in alternativa a Geraint Thomas

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha ufficializzato il suo rientro alle corse con un video in cui ha comunicato ai propri fans la sua presenza in occasione dell’UAE Tour in programma negli Emirati Arabi Uniti dal 23 al 29 febbraio.

Un sospiro di sollievo per i tanti tifosi di Chris e, diciamolo, per tutti gli appassionati di ciclismo dal momento che, dopo il terribile incidente al Tour del Delfinato 2019, in tanti hanno temuto che la carriera del campione fosse giunta al capolinea.

Il quatto volte vincitore del Tour ha dimostrato tutta la sua forza morale e mentale nel risalire prontamente in sella dopo una serie di interventi chirurgici che avrebbero stroncato la volontà di molti. Certamente lo stimolo principale (e dichiarato) di Froome è stato il desiderio di potersi giocare le sue chance di entrare nel Gotha degli eletti in grado di vincere cinque Tour. E’ proprio la corsa francese l’obiettivo principale della stagione 2020 del kenyano bianco ma, per arrivare pronto all’appuntamento, sarà importante pianificare accuratamente il cammino di avvicinamento alla prova di luglio.

Sulle reali condizioni di Froome permangono dubbi insistenti e anche lo staff del Team Ineos ha voluto analizzare accuratamente la distribuzione dei propri capitani tra le principali corse a tappe. Se Richard Carapaz pare destinato a presentarsi al Giro d’Italia 2020 con i galloni del capitano designato per puntare a bissare il successo dello scorso anno, al Tour gli uomini di punta saranno Bernal e Thomas.

Ma cosa potrebbe accadere se Froome dovesse dimostrarsi pronto per competere giù a fine di aprile? Come segnalato da Gazzetta dello Sport il Team Ineos potrebbe riservarsi la possibilità di schierare anche Froome nella starting list.

Geraint Thomas alla Corsa Rosa pare una certezza mentre potrebbe trovarsi un compagno di squadra “in più”, la situazione è assolutamente fluida e verrà valutata settimana dopo settimana in base all’evoluzione della condizione fisica di Froome.

 

 

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Froome torna a correre dopo l’incidente del giugno 2019

Froome torna in corsa a fine febbraio

Froome torna a correre al Giro degli Emirati Arabi a fine febbraio per il britannico è il ritorno alle corse dopo l’incidente di giugno

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Froome rompe finalmente gli indugi circa il suo ritorno ufficiale alle corse dopo il terribile incidente occorsogli lo scorso mese di giugno durante la ricognizione della cronometro del Giro del Delfinato a Roanne. Froome non corre dal 12 giugno visto che il giorno successivo, prima del via della crono, fu vittima della caduta di cui sopra.

La caduta al Delfinato è costata cara al kenyano bianco che non solo ha visto sfumare la possibilità di tentare l’assalto al quinto Tour de France ma ha anche messo uno stop alla stagione agonistica 2019. In realtà le conseguenze dell’impatto potevano essere talmente gravi da stroncare la carriera di molti ma il carattere e il fisico di Froome gli hanno consentito di bruciare i tempi di recupero tornando in sella (non senza dolori e fastidi) prima dei tempi più ottimistici previsti dal personale medico curante.

Femore, costole e gomito fratturati, giorni in terapia intensiva e ripetuti interventi chirurgici per tornare a camminare avrebbero stroncato la volontà di chiunque ma, anche in questo caso, Chris ha dimostrato tutta la sua tenacia.
Indipendentemente dal giudizio sulla persona e sull’atleta (che spesso ha diviso gli amanti del ciclismo) va ammirata la forza d’animo e la costanza dimostrata nel cammino di recupero della condizione atletica dell’atleta del Team Ineos.

Restano ancora dubbi su quante possibilità avrà Froome di tornare ai livelli pre-incidente ma già la notizia di una data del ritorno alle corse (cosa assolutamente non scontata) meritano di essere festeggiate. Piaccia o non piaccia Froome ha dominato il ciclismo degli ultimi anni con le sue stratosferiche e mitologiche “frullate”.

Ora il capitano (o uno dei capitani?) della Ineos ha definito il giorno esatto in cui si riappunterà un numero sulla schiena: il 23 febbraio quando ci sarà la partenza dell’UAE Tour, corsa di sette tappe lungo gli Emirati Arabi organizzata da RCS Sport.

E’ stato lo stesso Chris a voler ufficializzare la notizia attraverso un filmato:

“sto alla grande e mi sto allenando a Gran Canaria. Sono felice di annunciare che la mia stagione inizierà il prossimo mese all’UAE Tour, un modo giusto per riprendere a correre”.

 

 

 

Alberto Contador contro Chris Froome: Scontro tra titani!

Alberto Contador ripercorre la rivalità col britannico

Alberto Contador contro Chris Froome, due grandi campioni, due grandi squadre, due modi diversi di interpretare la corsa. Ne parla lo spagnolo

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador è uno di quei campioni che non possono passare inosservati. Il “Pistolero” ha regalato momenti epici di ciclismo ma ha attraversato anche momenti cupi. Tra gioie e dolori sono tanti gli atleti contro cui si è scontrato ma, con ogni probabilità, le scintille più potenti sono scoppiate con il britannico Chris Froome.
Due autentici “califfi” del ciclismo moderno, Contador e Froome non se le sono mandata e dire e, durante il Tour de France 2013 è forse arrivato lo zenith della rivalità anche se i due si sono affrontati in ben 4 edizioni di Tour e altrettanti della Vuelta negli anni che vanno dal 2011 (esplosione del kenyano bianco) e il 2017, anno del ritiro dell’iberico.

Lo spagnolo in una recente intervista al periodico Procycling ha però voluto un po’ sminuire la cosa sottolineando come la rivalità è stata più con il Team Sky che con Froome mentre la vera rivalità personale era con Andy Schleck.

“Il modo di correre del Team Sky mi ha costretto a cambiare i miei metodi di allenamento introducendo sessioni in quota –  ha spiegato Alberto – la forza della formazione britannica è assoluta, un po’ come Barcellona o del Real Madrid nel calcio con tanti soldi possono permettersi gli atleti migliori. Alcuni team fanno fatica a trovare otto atlewti per il tour, loro li hanno per Delfinato e Tour de Suisse e poi selezionano gli otto per il Tour”.

Proprio la profondità della “rosa” del Team Sky (ora INEOS) è, secondo lo spagnolo, il punto chiave dei successi.

“Se avessi potuto prendere un compagno di Froome avrei scelto Porte in alcuni momenti pedalava meglio di Froome. Ma non dimentico Poels, Michał Kwiatkowski e Geraint Thomas” ha raccontato l’iberico

Ma il Team Sky era (ed è) davvero senza difetti? Contador identifica una “falla” nel sistema:

“il più grande handicap della Sky sia stato che inizialmente la loro conoscenza delle corse si basava su ciò che gli inglesi avevano fatto in pista e di conseguenza era un po’ carente in chiave tattica sugli scenari delle corse. Non tutti gli atleti erano esperti di corse su strada, poi col tempo questo gap si è colmato e ora è pressoché impossibile cogliere in fallo la INEOS”.

E su Froome? Davvero il kenyano (prima del terribile incidente di questa estate) è inarrestabile?

“il punto debole di Chris è il freddo ma lui corre sempre il Tour e questo è un vantaggio. Froome non da quasi mai segni di cedimento, è strano. Ricordo la frazione do Ancares, alla Vuelta 2014, Joaquim Rodríguez attaccò, seguito da Valverde. Io decisi di restare con Froome che sembrava cedere, poi abbiamo ripreso Purito e poi Alejandro poi a un chilometro dalla vetta ho attaccato e vinto. Lui corre in un modo opposto dal mio ma ha ottenuto risultati unici”.

Contador e Froome, due scuole di pensiero diverse, testa per il britannico, cuore per lo spagnolo