Chris Froome punta a tornare a correre nel 2019

Il britannico del Team Ineos scalda i motori

Chris Froome del Team Ineos, reduce dalla terribile caduta accorsagli durante il Giro del Delfinato, punta a tornare a correre a  fine stagione

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha sempre stupito tutti negli ultimi anni imponendosi come l’atleta di spicco per le corse a tappe. Il suo 2019 doveva portarlo nell’olimpo dei campionissimi in grado di conquistare per 5 volte il Tour de France e la sua tensione verso quell’evento è stata maniacale ma la sfortuna si è messa nel mezzo.

Il terribile incidente che lo ha visto vittima durante una ricognizione al Critérium du Dauphiné ha distrutto tutti i piani della stagione ma la tenacia di Froome è proverbiale ed in una recente intervista a The Telegraph ha rivelato l’intenzione di voler prendere parte a qualche kermesse di fine stagione.

Froome due settimane fa è stato avvistato in sella alla sua bicicletta per la prima volta dopo il drammatico schianto e qualche giorno dopo è stato vittima di un incidente domestico in cui si è reciso il tendine di un pollice. Questo inconveniente non ha però fiaccato la grinta del kenyano bianco che pur mantenendo non poche difficoltà fisiche (è in grado di camminare con le stampelle) continua ad allenarsi sul turbo trainer con sessioni di un’ora alla volta e sta accelerando rispetto ai piani di recupero programmati.

“Sarebbe bello poter prendere parte a qualche evento post-stagionale che di solito faccio in bassa stagione, mi piacerebbe poter tornare tra i pro prima di gennaio” ha spiegato al quotidiano britannico.

L’impatto contro il muro durante il Delfinato ha reso necessario un delicato intervento chirurgico di emergenza per ridurre le conseguenze delle fratture a gamba, anca, costole, vertebre e gomito. Di quel giorno Froome non ha memoria: “C’è un buco di cinque minuti di cui non ricordo nulla e questa cosa mi fa impazzire ma spero che il fatto di non ricordare mi permetta di evitare i brutti ricordi in corsa”.

Il britannico ha però tentato di ricostruire il tutto attraverso le testimonianze dirette di Tim Kerrison, del meccanico Gary Blem e del Direttore Sportivo Servais Knaven.

Sugli accadimenti legati alla caduta del 12 giugno scorso sono girate diverse teorie bizzarre circolare in diversi forum e social network ma Froome ha bollato queste voci come ridicole.

Mente al un quinto Tour de France e non solo…

Come detto, da quel terribile 12 giugno Chris ha bruciato le tappe e ora la sua mente è rivolta ad arrivare pronto per la stagione 2020: “è il mio obiettivo principale ma ogni settimana me ne pongo più immediato. Sono in anticipo sulle previsioni fatte, faccio 3 o 4 ore di fisioterapia, poi mangio e nel pomeriggio ancora allenamenti” ha spiegato il capitano della Ineos.

Se l’obiettivo principale è raggiungere Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain anche le Olimpiadi di Tokyo visto i 5000 metri di arrampicata sul percorso ingolosiscono il kenyano bianco.

“la prova sarà una settimana dopo il Tour e supponendo di essere al via della corsa francese potrebbe essere assolutamente positivo per arrivare in condizione ottimale alla prova a cinque cerchi” ha spiegato Froome.

Chris tiene, come di consueto, il “timone” bello dritto senza voli pindarici:

“Dovrò allenarmi più duramente di quanto non abbia mai fatto per tornare al livello pre-incidente. Ottenere cinque titoli al Tour è impresa ardua in condizioni normali figuriamoci dopo un incidente che poteva mettere fine alla mia carriera agonistica. Dopo l’incidente in tanti mi hanno dato per finito, tornare a vincere sarebbe davvero una cosa incredibile” ha concluso in capitano dell’Ineos.

 

Chris Froome vince la Vuelta Espana… 2011

Chris Froome vince la Vuelta a España 2011

Chris Froome vince ufficialmente la Vuelta a España 2011, Juan José Cobo non ha fatto appello contro la sentenza dell’UCI per violazione del regolamento antidoping

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome vince la Vuelta a España 2011, non abbiamo sbagliato data di pubblicazione, è la notizia che circolava ormai da qualche settimana a diventare ufficiale. Juan José Cobo vincitore nel  settembre 2011, ha non fa appello contro la sentenza dell’UCI per “violazione del regolamento antidoping” e quindi perde il suo titolo a favore del ciclista del Team Ineos.

Froome sta lavorando per recuperare i postimi dell’incidente del Critérium du Dauphiné con la speranza di risalire in sella già il prossimo mese di agosto. Con l’assegnazione d’ufficio della vittoria alla Vuelta, Froome diventa il primo ciclista britannico a vincere una grande corsa a tappe. Il precedente primato spettava a Bradley Wiggins vincitore del Tour de France 2012.

“ho ricordi speciali legati a quella Vuelta, è stata per me la corsa della svolta e quella maglia rossa ha un valore specciale – ha spiegato Froome – mi fa piacere che l’UCI si impegni per il ciclismo pulito”.

Vincere a distanza di otto anni dal termine dell’evento è certamente strano soprattutto perché la vittoria arriva a seguito della brutta vicenda che ha coinvolto Cobo colpevole di aver violato le normative anti-doping  per il passaporto biologico che ha evidenziato alcune anomalie dal 2009 al 2011.

Cobo aveva tempo un mese per fare appello contro la sentenza ma ha preferito non procedere con tale comportamento.

 

 

 

Integratori chetonici utilizzati dalla Jumbo-Visma

Integratori chetonici usati dalla Jumbo-Visma

Integratori chetonici e Jumbo-Visma un articolo apparso su cyclingnews spiega come la formazione olandese per voce di Richard Plugge ne ha confermato l’uso

Integratori Chetonici

Integratori Chetonici

Integratori chetonici e Jumbo-Visma, la formazione olandese sarebbe utilizzatrice di questa sostanza non vietata ma molto discussa nel mondo del ciclismo. E’ stato lo stesso team, per voce del team manager Richard Plugge, a confermare a De Telegraaf di lunedì l’impiego di questo tipo di integratore.

” la sostanza non è nella lista dei prodotti proibiti, sono integratori alimentari senza restrizioni come le vitamine – ha spiegato Plugge al notiziario olandese – molti team ne fanno uso”.

I chetoni di norma vengono prodotti dal fegato quando il corpo non ha sufficiente disponibilità di carboidrati così da iniziare a bruciare i grassi corporei. Questi integratori possono fornire una fonte di energia extra riducendo l’acido lattico e favorendo il recupero.

Secondo i dati di uno studio dell’Università belga di Leuven l’impiego di intefratori di chetoni possono garantire un aumento delle performance di resistenza sino al 15%.

L’impiego di integratori chetoni nel gruppo professionale è stato spesso segnalato sin dai giochi olimpici di Londra 2012 e sono tanti i gruppi sportivi che ne farebbero uso.

Nel luglio 2015, Sporza aveva detto che il coach belga Paul van den Bosch riteneva che Chris Froome ne facesse uso, notizia prontamente smentita da Dave Brailsford e dallo stesso Froome che negò qualsiasi contatto con Van den Bosch: “ho dovuto cercarlo su Google per capire di cosa si tratta, ma posso dire al 100% che il team non usa i chetoni” spiegò il kenyano bianco.

Secondo Kieran Clarke, lo scienziato britannico che ha inventato l’integratore chetone, più di sei team hanno fatto uso di chetoni come integratore alimentare nel corso del Tour de France del 2018.

Gli integratori chetonici non sono nell’elenco delle sostanze vietate dall’Agenzia antidoping mondiale e quindi nulla ne vieta l’impiego.

Peter van Eenoo del DoCoLab di Gand ha spiegato che “fino a quando non saranno dimostrati gli effetti negativi di questa sostanza non potrà essere messa al bando e credo che molti team ne facciano uso”.

“Ci dovrebbe essere maggiore chiarezza circa questo farmaco -ha detto Anko Boelens del team Sunweb – c’è incertezza sull’efficacia ma anche sugli effetto negativi”.

Chris Froome e un regalo inaspettato

Chris Froome in ospedale riceve un regalo speciale

Chris Froome costretto a rinunciare alla Grande Boucle è in ospedale per la riabilitazione e ha ricevuto un regalo speciale e inaspettato

Chris Froome (fonte Instagram)

Chris Froome (fonte Instagram)

Chris Froome è stato costretto a rinunciare al Tour de France 2019 a seguito del terribile schianto che lo ha visto, suo malgrado, protagonista durante la ricognizione di una tappa del Giro del Delfinato. Le gravi conseguenze di quell’impatto sono costate al britannico la possibilità di conquistare il suo quinto Tour de France ma, smaltita la delusione e lo spavento va detto che Froome avrebbe potuto riportare conseguenze ben più gravi.

Ora la partenza del Tour de France 2019 prevista per sabato 6 luglio si avvicina ed è inevitabile che tra i fans serpeggi un po’ di malinconia per l’assenza di uno dei protagonisti assoluto degli ultimi anni del ciclismo mondiale. Simpatico o antipatico che sia, Chris ha sicuramente marchiato questi ultime stagioni dello sport mondiale e, siamo pressoché certi, che tanta malinconia per non potersi presentare alla partenza di Bruxelles a provi anche il capitano del Team Ineos.

E’ un periodo indubbiamente duro per Chris Froome che, a diverse settimane dall’incidente del Delfinato, ha di recente diffuso dal suo lettino al Centre Hospitalier Princesse Grace di Monaco un post in cui in modo “zen” ha ricordato di stare lavorando sulla pazienza.

Ieri il britannico ha ricevuto una gradita sorpresa che non ha mancato di diffondere attraverso un noto social network:“Non avevo pianificato di prenderne uno in questo modo quest’anno 😬 Grazie @maillotjaunelcl 😊🦁“.

Non sarà stato bello come riceverlo da una miss al termine di una frazione alpina vinta ma certamente il valore del gesto è di altissimo profilo e contribuirà a sollevare il morale del ciclista del Team Ineos.

Grazie a tutti, ora inizia il recupero. Parola di Froome

“Il recupero inizia adesso” dice Froome dal letto d’ospedale

Chris Froome nel week end ha voluto divulgare un messaggio personale per commentare l’incidente che lo ha visto protagonista. 

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha diffuso i suoi commenti sullo spaventoso incidente che mercoledì scorso gli ha fatto dire addio al Tour de France ma le cui conseguenze potevano essere assolutamente più gravi.

Le parole Froome sono state diffuse mediante il sito web di Team Ineos nel pomeriggio di sabato.

“In primo luogo, voglio solo dire un enorme ringraziamento a tutti coloro che mi hanno inviato i loro migliori auguri dopo l’incidente. Questo è ovviamente un momento difficile, ma ho preso molta forza dal supporto negli ultimi tre giorni. L’effusione di sostegno è stata davvero umiliante e qualcosa che non mi sarei mai aspettato” ha spiegato il kenyano.

Dopo il terribile schianto durante la ricognizione che precedeva la quarta tappa del Criterium du Dauphin, Froome è stato elitrasportato presso Ospedale di Saint-Etienne dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per ridurre gli effetti dell’impatto con il muro.

Fratture di femore destro, l’anca, il gomito destro e di alcune costole sono il conto presentato a Chris dai mediic dell’ospedale francese. Conto che costa caro e significa stagione finita e addio al sogno del quinto Tour (almeno per il 2019).

“Voglio ringraziare la squadra, in particolare il dottor Richard Usher e il suo staff medico, che sono stati esemplari dopo l’incidente. Il mio grazie va ai servizi di emergenza e a tutti quelli del Roanne Hospital che mi hanno assistito e stabilizzato, così come i chirurghi, i medici e gli infermieri dell’Ospedale universitario di St. Etienne, che sono andati davvero oltre la chiamata del dovere, per il quale sarò sempre così grato. So quanto sono fortunato ad essere qui oggi e quanto devo a tutti i paramedici e al personale medico in gara” ha commentato il Chris che ha voluto poi spendere una parola per la sua famiglia e in particolare la moglie Michelle.

Il personale sanitario ha stimato che il britannico potrebbe potenzialmente tornare a correre in sei mesi e che la carriera non è minimamente a rischio anche se la botta è grossa.

Froome ha fatto capire di voler tornare quanto primo a correre al suo meglio.

“Questa è una brutta battuta d’arresto ma ora voglio guardare avanti. La strada da percorrere verso il recupero sarà lunga a dura ma l’ho già imboccata e sono totalmente concentrato sul mio ritorno” ha chiosato Froome.

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico

Juan Jose Cobo citato dall’UCI perde la Vuelta 2011?

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico perde la vittoria della Vuelta 2011 che potrebbe essere assegnata a Chris Froome

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo è stato citato dall’UCI per una violazione del passaporto biologico condizione che potrebbe privarlo della vittoria della Vuelta Espana 2011, in questo caso Chris Froome otterrebbe, a posteriori, il suo secondo titolo nella corsa iberica.

Chris Froome, uomo che di primati se ne intende, potrebbe diventare il primo ciclista a conquistare un grande tour da un letto d’ospedale, una lieve soddisfazione in questo periodo drammatico della vita professionale del kenyano bianco.

Il massimo organismo di governo del ciclismo mondiale ha confermato di aver citato il vincitore della Vuelta a España del 2011, Juan José Cobo, per violazione del regolamento antidoping a causa di anomalie riscontrate dal 2009 al 2011 nel suo passaporto biologico.

A questo punto Cobo potrebbe venir squalificato perdendo tutti i risultati sportivi ottenuti in quel periodo di tempo compresa, appunto, la Vuelta del 2011. Naturalmente l’ormai 38enne iberico avrebbe moto di contestare la decisione davanti alla Corte Arbitrale dello Sport il che allungherebbe i tempi di ufficializzazione del verdetto.

Sul caso si è pronunciato Javier Guillén, direttore della Vuelta, che ha spiegato ai giornalisti del quotidiano spagnolo AS che:

“Naturalmente spetta all’UCI stabilire se Froome è il vincitore di quell’edizione, a rigor di logica il secondo dovrebbe ricevere il titolo vacante. Quello che ci interessa è che il vincitore della Vuelta sia una persona credibile, chi imbroglia va squalificato”.

L’Unione Ciclistica Internazionale per ora non ha fornito maggiori dettaglia ma ha segnalato che la decisione completa verrà pubblicata, successivamente, sul sito ufficiale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Marca, il ciclista spagnolo era già stato informato delle anomalie riscontrate nel suo passaporto biologico mentre era ancora in attività. Secondo le indiscrezioni pare che i dati anomali possano evidenziare l’uso di Epo.

Alla vuelta 2011 Cobo chiuse primo davanti a Froome per soli 13 secondi. Fu quello il primo squillo del Kenyano che, però, riuscirà a trionfare in Spagna solo nel 2017 coi colori del mitico Team Sky. Per Cobo quello fu il picco più alto in carriera (prima aveva ottenuto la vittoria del Giro dei Paesi Baschi nel 2007)

Cobo, ai tempi tesserato per la GEOX Tmc, aveva ottenuto la vittoria sull’Angliru sorprendendo tutti per le sue performance. Dopo due stagioni assolutamente prive di squilli con la divisa della ha terminato la sua carriera nel 2014 con Torku Sekersport, formazione Continental turca.

 

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico?

Come sta Chris Froome? Ecco il responso dei medici

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico? Secondo i medici ha perso due litri di sangue ma ha lo spirito per tornare in sella in sei mesi

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Come sta Chris Froome? Quali sono le conseguenze del terribile schianto durante il sopralluogo sul percorso della cronometro del Delfinato? In tanti se lo sono chiesti nelle ultime ora e, secondo quanto riportato da siti specializzati, l’intervento è stato tutt’altro che semplice.

Froome è stato inizialmente stabilizzato e valutato presso l’Ospedale di Roanne per poi essere trasportato in aereo all’Ospedale di Saint-Etienne per essere sottoposto ad intervento chirurgico.

Il manager del Team Ineos, Dave Brailsford, ha spiegato che, oltre alla frattura del femore, del gomito destro e di alcune costole, il campione ha subito anche alcuni “danni interni”.

Il chirurgo ortopedico Giorgio Gresta ha raccontato alla Gazzetta dello Sport alcune dettagli clinici dell’illustre paziente.

“Era cosciente e reattivo e si è dimostrato ottimista nonostante le sue ferite non fossero semplici. Da un punto di vista clinico non ci sarà alcun problema, in tanti si sono operati a Saint-Etienne. Nella sfortuna possiamo dire che è stato fortunato che la caduta sia avvenuta vicino ad un centro così all’avanguardia” ha spiegato il medico.

Uno dei chirurghi che ha operato Froome ha spiegato che il corridore del Team Ineos ha perso quasi due litri di sangue a causa delle tante ferite e che “potrebbero essere necessari sei mesi per tornare alle corse”.

L’intervento, secondo quanto riportato dai media francesi, ha richiesto circa quattro ore per via della criticità della frattura del femore destro (eseguito dal Dott. Philippot) mentre l’operazione al gomito destro ha richiesto circa 40 minuti ed è stata eseguito da Gresta.

Dopo i delicati interventi chirurgici, Froome è stato posto nell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale di Saint-Etienne ma la cosa non deve spaventare in quanto si tratta di “una misura precauzionale a causa della lunghezza dell’intervento e dell’elevato quantitativo di sangue perso, più o meno due litri”, ha spiegato Gresta a La Gazzetta dello Sport .

Il ciclista non corre nessun pericolo ed è, anzi, rilassato e al più presto verrà trasferito in reparto per iniziare il percorso di recupero. Froome è apparso molto motivato e tranquillo e appare spinto da una grande voglia di tornare al più presto a pedalare. Il Team Ineos ha confermato che l’atleta

“resterà in ospedale per i prossimi giorni sotto osservazione, ma è già impegnato a discutere le sue opzioni di riabilitazione”.

Froome è stato raggiunto dalla moglie Michelle ha voluto ringraziare tutti per i tanti attestati di solidarietà ricevuti.

 

Chris Froome in terapia intensiva per i prossimi due giorni

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore, ora rimarrà in terapia intensiva per i prossimi due giorni ha spiegato Brailsford

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome è stato sottoposto A quasi otto ore di intervento chirurgico per riparare fratture riportate al femore, all’anca e al gomito dopo il terribile impatto contro un muro durante la ricognizione della prova a cronometro del Critérium du Dauphiné di mercoledì.

E’ stato lo stesso direttore del Team Ineos, Dave Brailsford, ha relazionare i giornalisti sull’esito del lungo intervento chirurgico confermando la gravità delle fratture e auspicando un pronto recupero dell’atleta britannico.

“Chris ha subito un intervento chirurgico per le fratture subite al fianco, gomito e femore. Ci sono anche danni interni ragion per cui resterà presso il reparto di terapia intensiva per un paio di giorni – ha spiegato Brailsford prima del via della 5a tappa del Delfinato – con lui c’è Richard Usher e Michelle Cound, sua moglie, la situazione è costantemente monitorata”

Froome si è schiantato contro un muro durante la ricognizione della quarta frazione della breve corsa a tappe francese, è stato trasportato in aereo all’ospedale di Saint-Étienne e fin da subito si è compreso che l’assalto al quinto Tour era rimandato.

Naturalmente allo stato attuale è impossibile definire i tempi di recupero, la durata della riabilitazione e il ritorno in gara del Kenyano bianco.

“Dobbiamo concentrarci sull’oggi e vedere giorno dopo giorno come evolverà la situazione. Chris è ben curato e ha risposto bene e ora dobbiamo preoccuparci di stabilizzare la situazione per poi rivolgere le attenzioni al recupero” ha detto Brailsford.

Ora il leader del Team Ineos, in assenza di Froome, sarà Wout Poels undicesimo in classifica a 40 secondi dietro ad Adam Yates mentre per il Tour il capitano sarà Geraint Thomas con l’alternativa del talento emergente Egan Bernal.

“Chris era davvero in un periodo di forma importante, aveva uno stato di forma migliore degli ultimi anni ma ora tutto è cambiato e ci concentreremo sul resto della squadra per arrivare pronti per luglio ” ha spiegato il manager.

Sulla terribile caduta di Froome è intervenuto anche Martin che, durante la ricognizione costata cara al britannico, lo seguiva con pochi metri di distanza.

“Continuo a rivederlo nella mia mente, è orribile anche vedere qualcosa del genere. Abbiamo incontrato il gruppetto della Ineos e, per non rovinare il loro lavoro, ci siamo tenuti a distanza poi è accaduto l’incidente” ha spiegato Martin a Cyclingnews – Ci siamo fermati e siamo rimasti impietriti per 20 secondi. Abbiamo chiesto se c’era qualcosa che potevamo fare ed ho pensato che sarebbe potuto andare molto peggio, Chris avrebbe anche potuto morire, lo abbiamo visto colpire il muro, è stato terribile”.

 

Chris Froome si frattura il femore, Tour addio!

Chris Froome salterà il Tour per causa di una caduta al Delfinato

Chris Froome salterà il Tour de France 2019 a causa di una bruttissima caduta durante la ricognizione della tappa odierna del Delfinato: rottura del femore!

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome del Team Ineos è statto vittima di una brutta caduta al Criterium du Dauphine, riportando la  frattura del femore e dovendo dire addio così le sue speranze di conquistare il Tour de France 2019 .

Il ciclista britannico è malamente caduto durante la ricognizione della prova a cronometro di oggi. Trasportato in aereo in ospedale per le cure del caso il personale sanitario si è occupato prontamente di lui.

E’ stato lo stesso team manager del Team Ineos, Dave Brailsford, a dare notizia dell’accaduto tramite la propria pagina Twitter.

Froome ha preso parte al Dauphine come trampolino verso il Tour de France e si stava ben comportando dimostrando una condizione fisica in assoluta ascesa. Questa mattina, assieme al resto del team, è partito per la ricognizione del percorso della quarta tappa, una cronometro lunga 26,1 km intorno a Roanne.

Meno di un’ora più tardi hanno iniziato a circolare notizie di un incidente che ha coinvolto il kenyano bianco. Fin da subito è apparso chiaro che le conseguenze erano tutt’altro lievi: la caduta, avvenuta ad alta velocità, ha provocato danni tali da far saltare la partecipazione alla Grande Boucle.

Il linguaggio del corpo di Brailsford, mentre camminava verso i microfoni e le telecamere dei giornalisti, non lasciava scampo a interpretazioni: addio al Tour 2019 e addio alla caccia della quinta maglia gialla.

“Chris ha avuto un brutto incidente in realtà. Sembra che fosse ai piedi della discesa. Il vento oggi era molto forte e quando ha tolto le mani dal manubrio per soffiarsi il naso ha perso la ruota anteriore – ha spiegato il manager della Ineos – Chris ha impattato contro un muro a circa 60 km/h procurandosi una frattura al femore. Il pensiero va per Michelle e la famiglia che certamente sono shockati e l’obiettivo è quello di assicurare le migliori cure al nostro campione. Nel frattempo, dobbiamo continuare a correre e penso che faccia parte dello sport “.

Si attendono ulteriori accertamenti ma è inevitabile che il britannico non potrà essere al via della corsa francese investendo Geraint Thomas dei gradi di primo capitano del Team Ineos.

I dettagli esatti della caduta sono ancora in fase di definizione ma sicuramente è avvenuta durante la discesa verso Roanne in cui Froome era con Wout Poels. Chris si è accasciato al bordo della strata per essere celermente soccorso dai sanitari

“Tim Kerrison e Gary Blem erano con lui e una delle ambulanze della corsa era parcheggiata vicino al luogo dell’incidente ”ha aggiunto Brailsford ai microfoni di cyclingnews.com.

Per Froome svanisce l’obiettivo di arrivare a cinque successi al Tour, obiettivo che già lo scorso anno era mancato al kenyano battuto da compagno Geraint Thomas.

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine

Chris Froome capitano al Delfinato

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine mentre Geraint Thomas sarà il capitano della squadra britannica al Tour de Suisse

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome guiderà il Team Ineos con i gradi di capitano all’imminente Critérium du Dauphiné (8-15 giugno) corsa che farà da trampolino al Tour de France a luglio. Froome ha già vinto tre volte la breve corsa a tappe francese e avrà al suo fianco una batteria di talenti tra cui Moscon e Kwiatkowski.

Mentre il kenyano bianco si destreggerà lungo le strade del Delfinato, l’altro capitano del Team Ineos, Geraint Thomas correrà il Tour de Suisse.

Dopo aver ben figurato al Tour of the Alps e poi al Tour de Yorkshire, Chris si è allenato a Tenerife per arrivare pronto al Critérium du Dauphiné ultima prova ufficiale prima della partenza del Tour de France in cui Froome vuole tentare l’assalto al ristretto gotha dei ciclisti che hanno ottenuto 5 vittorie (obiettivo mancato lo scorso anno).

“al camp di Tenerife abbiamo lavorato bene e ci approcciamo alla corsa in modo classico e già provato in passato. Mi sento in forma e pronto per il Dauphiné -ha detto Froome – Non ho corso molte gare di recente e quindi mi piacerebbe poter competere per vincere. Lo scorso anno sono uscito dal Giro con tutt’altra condizione psico-fisica, ora mi sento più fresco”.

Il Delfinato partirà il prossimo 8 giugno nel dipartimento del Cantal per terminare a Champéry il 15 giugno e presenterà un tracciato con tre frazioni di montagna e qualche scalata inedita che stuzzica le fantasie di Frome:

“E’ percorso ben bilanciato: ci sono giornate che saranno movimentate, una prova a cronometro e poi gli arrivi in salita. Sarà un bel test in vista del Tour”.

Al via della breve corsa a tappe francesi ci saranno anche i francesi Thibaut Pinot e Romain Bardet, il colombiano Nairo Quintana, il “canguro” Richie Porte e l’olandese Tom Dumoulin al ritorno in gara dopo la caduta al Giro d’Italia.