Giro d’Italia percorso e tappe dell’edizione 2018

Giro d’Italia percorso e tappe al microscopio!

Giro d’Italia percorso e tappe dell’edizione numero 101 della corsa rosa partenza da Gerusalemme il 4 maggio arrivo a Roma il 27 maggio

Giro d'Italia

Giro d’Italia

Giro d’Italia percorso e tappe dell’edizione numero 101 che si preannuncia più incerta che mai con Tom Dumoulin intenzionato a bissare il successo dell’edizione 107 e tanti rivali fortemente accreditati come Chris Froome e Fabio Aru.

Ecco la presentazione di tutte le tappe che porteranno la corsa rosa dalla “esotica” Israele all’arrivo di Roma in ideale ponte tra culture e idee diverse nell’intento di permeare la corse italiana con un fortissimo messaggio di pace e fratellanza attraverso  21 tappe, 3 giorni di riposo e tanta salita.

Venerdì 4 maggio, 1a tappa: Gerusalemme – Gerusalemme (Cronometro, 9.7 km)   ***

Una cronometro caratterizzate da un percorso molto nervoso che non consente di inserire il classico rapportone e che non dovrebbe favorire più di tanto gli esperti della  specialità.

Sabato 5 maggio, 2a tappa: Haifa – TelAviv (167 km) *

Un GPM posto a circa metà del percorso andrà ad assegnare la prima maglia della montagna, per il resto largo alle ruote veloci che, se si saranno ben destreggiati nella prova acronometro potrebbero puntare anche alla rosa.

Domenica 6 maggio, 3a tappa: Be’er Sheva – Eilat (229 km) *
Chilometraggio aumentato rispetto alla tappa precedente, qualche difficoltà in più ma il verdetto dovrebbe giocarsi con una volata adatta a sprinter puri che giocheranno le loro carte prima di imbarcarsi per il trasferimento sul suolo italiano.

Lunedì 7 maggio, Riposo

Martedì 8 maggio, 4a tappa: Catania – Caltagirone (198 km)  ***

Tappa senza un centimetro di pianura, il falsopiano che porta al traguardo finale potrebbe essere trampolino per qualche colpo di mano per i cercatori di gloria. Attenzione anche a qualche fuga a lunga gittata favorita dal percorso mangia e bevi.

Mercoledì 9 maggio, 5a tappa: Agrigento – Santa Ninfa (153 km) ***

La frazione presenta tre GPM nel finale e due strappetti nei chilometri conclusivi di cui l’ultimo coincide con l’arrivo di tappa. Sarà dunque un finale adatto agli scattisti ma anche i big dovranno stare molto attenti a non perdere secondi che potrebbero risultare preziosi.

Giovedì 10 maggio, 6a tappa: Caltanissetta – Etna (164 km) ****

E’ il giorno del primo arrivo in salita. Dopo un avvio tutto sommato tranquillo, ai meno 25 dal termine la strada comincia a salire verso l’arrivo. Dai -5 ai -1 pendenza media all’8%: qui potrebbero partire i primi veri attacchi del Giro.

Venerdì 11 maggio, 7a tappa: Pizzo Calabro – Praia a Mare (159 km)  *

Percorso non completamente pianeggiante ma pare assolutamente un frazione dedicata ad un arrivo con volata di gruppo.

Sabato 12 maggio, 8a tappa: Praia a Mare – Santuario di Montevergine (209 km)  ***
Secondo arrivo in salita con pendenze non incredibili ma che potrebbe dare l’idea di chi non potrà giocare le sue carte per la vittoria finale. Da notare che hli ultimi 16 chilometri presentano una pendenza media di poco superiore al 5% che lascerà poco tranquilli gli uomini di classifica.

Domenica 13 maggio, 9a tappa: Pescosannita – Campo Imperatore (225 km)  ****

Ecco la classica tappa disegnata per le fughe da lontano con qualche strappetto e la salita di Roccaraso che caratterizzeranno le fasi centrali della corsa.

Gli ultimi 4 chilometri saranno tutti in salita quasi sempre oltre il 9% di pendenza attenzione perché le fatiche della prima settimana potrebbero farsi sentire

Lunedì 14 maggio, Riposo

Martedì 15 maggio, 10a tappa: Penne – Gualdo Tadino (239 km)  **

Tappa interlocutoria, se non ci saranno impavidi fuggiaschi da lontano molto probabilmnte si arriverà con una volata a ranghi compatti.

Mercoledì 16 maggio, 11a tappa: Assisi – Osimo (156 km)  ***
Partenza tosca con i Passo del Termine e il Valico di Pietra Rossa poi poco da segnalare ma attenzione nel finale caratterizzato da uno strappo nell’arrivo ad Osimo che potremme mettere in luce i Big della generale.

Giovedì 17 maggio, 12a tappa: Osimo – Imola (214 km) **

Se non accadrà nulla sulla salita dei Tre Monti (scollinamento ai meno 9 km dall’arrivo) ci sarà spazio per le ruote veloci ma attenzione che qualche colpo di mano può favorire gli outsider.

Venerdì 18 maggio, 13a tappa: Ferrara – Nervesa della Battaglia (180 km)  *

Tappa di avvicinamento alle Alpi che certamente si chiuderà con una volata per gli sprinter.

Sabato 19 maggio, 14a tappa: San Vito al Tagliamento – Monte Zoncolan (186 km) *****

Passo Duron e Sella Valcalda sono l’antipasto in attesa del “Mostro” Zoncolan. Fase centrale con pendenza media del 15%. Nel finale la salita si addolcisce scendendo al 7-9%: probabilmente il primo grande test che taglierà certamente fuori qualche uomo di classifica.

Domenica 20 maggio, 15a tappa: Tolmezzo – Sappada (176 km)  ****

Dal Passo Tre Croci il gruppo dovrà affrontare in  una terribile sequenza il Passo di Sant’Antonio, Costalissoio e Sappada, dove è posto l’arrivo. L’ascesa finale non sarà particolarmente dura ma il chilometraggio elevato e le fatiche dei giorni precedenti possono fare male a molti.

Lunedì 21 maggio, Riposo

Martedì 22 maggio, 16a tappa: Trento – Rovereto (Cronometro, 34.2 km)   *****

Ecco la seconda cronometro del Giro d’Italia sicuramente più da specialisti rispetto alla prova di inizio corsa: nessuna asperità e tanti rettilinei potrebbero creare distacchi importanti.

Mercoledì 23 maggio, 17a tappa: Riva del Garda – Iseo (155 km)  **

Giornata di trasferimento con arrivo adatto ai velocisti.

Giovedì 24 maggio, 18a tappa: Abbiategrasso – Prato Nevoso (196 km)  ****

Lungo tratto pianeggiante e poi la secca salita finale con pendenze dolci attorno al 6/7%, + l’inizio del trittico finale.

Venerdì 25 maggio, 19a tappa: Venaria Reale – Bardonecchia (184 km)   *****

Dopo 91 chilometri ecco le  rampe del Colle delle Finestre: 18 chilometri, 1700 metri di dislivello, la seconda metà nell’ormai celebre sterrato. Un calvario, con la vetta a 71 chilometri dall’arrivo. Da lì discesa e Sestriere con le sue pendenze dolci, per poi scendere, fare un tratto in fondovalle e salire verso lo Jafferau, sempre tra 10, 9 e 8% per mettere la ciliegina sulla torta ad una delle frazioni già più attese dell’intera corsa.

Sabato 26 maggio, 20a tappa: Susa – Cervinia (214 km)   *****

La prima parte è facile, poi ecco Col Tsecore e Col de Saint Pantaleon come antiparsto per la  salita verso Cervinia. Niente pendenze da capogiro ma un continuo susseguirsi di salite ideale per “spaccare le gambe”.

Domenica 27 maggio, 21a tappa: Roma – Roma (115 km)   *

Passerella nella città eterna, incoronazione del vincitore e spazio ai velocisti.

 

Sean Conway tenta il record europeo

Sean Conway prova a battere il record europeo: 4500 miglia in 25 giorni!

Sean Conway  ha dato il via al suo tentativo di battere il record mondiale di percorrere le 4500 miglia in tutta Europa nel minor tempo possibile

Sean Conway

Sean Conway

Sean Conway vole battere il precedente record di 4.500 miglia in 29 giorni, 18 ore e 25 minuti. Per provare questo tentativo la partenza è da Cabo de Roca, sulla costa occidentale del Portogallo, con l’obiettivo di finire a Ufa in Russia. Conway lo sta tentando da solo, senza l’aiuto di un’auto della squadra o di massaggiatrici che rendono ancora più difficile una sfida già faticosa.

Il britannico non è contrario a spingersi al limite dopo aver completato un mega prova triathlon lungo la costa della Gran Bretagna, percorrendo 4.000 miglia in bicicletta, a piedi e nuotando nel 2016.

Il suo ultimo compito non è semplice e se i numeri non sembrano così scoraggianti, tenete conto che Chris Froome e company correranno il Tour de France, che misura circa  2.200 miglia in un intervallo di tempo simile (23 giorni).

Questa non sarà la prima volta che Sean Conway  ha tentato la mega impres:a lo scorso anno solo per aver cavalcato 800 miglia in quattro giorni, prima di dover scegliere l’abbandono a causa di un infortunio.

“È stata una grande decisione tornare e provare un nuovo record. Non so se riuscirò nel mio proposito ma spesso la gente non prova per paura di non ottenere successo, siamo abituati a sentire solo storie di successo, io ci proverò e vediamo cosa accade” ha dichiarato l’inglese.

“Spero anche di potrer sfruttare questo viaggio per incoraggiare più persone ad abbracciare uno stile di vita attivo e a considerare il viaggio in bicicletta come il modo migliore per vedere il mondo. non vedo l’ora di iniziare ” ha chiosato Sean Conway

 

 

Ben O’Connor vince al Tour of the Alpes

Ben O’Connor vince la tappa, a Pinot la maglia

Ben O’Connor della Dimension Data conquista la terza tappa del Tour of the Alps,  maglia di leader della corsa a Thibaut Pinot.

Ben O'Connor

Ben O’Connor

Ben O’Connor 22enne australiano della Dimension Data è la sorpresa di giornata sul traguardo di Merano nella terza tappa del Tour of the Alps. O’Connor, scatta negli ultimi chilometri in discesa lasciando sul posto tutti migliori e chiude a braccia alzate un’altra impegnativa giornata. Ivan Sosa (Androni-Sidermec) è vittima di una caduta, così il nuovo primatista è Thibaut Pinot della Groupama-Fdj

La fuga di giornta è composta da Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Stephen Rabitsch (Team Felbermayr Simplon Wels), Giovanni Visconti (Bahrain Merida) e Manuel Senni (Bardiani CSF). Nella salita finale i fuggitivi si sgretolano e vengono raggiunti da altri 4 elementi: Thibaut Pinot (Groupama – FDJ), Ben O’Connor (Dimension Data), Domenico Pozzovivo e Mark Padun (Bahrain Merida).

Il Team Sky di Chris Froome, assieme ad alcuni elementi della Astana di Miguel Angel Lopez, vincitore sull’Alpe di Pampeago tirano il gruppo dei migliori. Pinot, Pozzovivo e O’Connor restano da soli al comando e nel frattempo la maglia di leader Ivan Sosa cade e perde contatto. Froome attacca in discesa e rientra sui battistrada (assieme a Fabio Aru).

Ben O’Connor  scatta e lascia la compagnia dei migliori e può festeggiare una inaspettata vittoria in solitaria. Giungono a pochi secondi i primi inseguitori, regolati da Pinot, il quale, in virtù del terreno perso da Sosa, diventa il nuovo leader della corsa. Terzo posto per Pozzovivo.

 

Vibeke Backer testimone a favore di Chris Froome?

Vibeke Backer l’ancora di salvezza per Chris Froome?

Vibeke Backer, ricercatrice e pneumologa, sarà la testimone chiave nel processo che vede coinvolti Chris Froome e l’Unione Ciclistica Internazionale

Vibeke Backer

Vibeke Backer

Vibeke Backer, direttrice dell’Unità di Ricerca Respiratoria del Bispebjerg Hospital di Copenaghen, è una delle chiave di volta della situazione di Chris Froome. Da parecchi anni presso il centro di ricerca decine di giovani atleti sono sottoposti a massicce dosi di salbutamolo e sofisticatissime analisi per valutare con esattezza l’effetto che la sostanza ha sul corpo dell’atleta (ricordiamo che la sostanza è autorizzata dall’agenzia antidoping WADA sotto determinata soglia).

La risposta dei test è eloquente: negli sport di resistenza il Salbutamolo riesce ad aumentare in maniera significativa la potenza e a ridurre la sensazione di fatica (fonte European Respiratory Society). Presso il Bispebjerg si cerca di capire se i limiti Wada che determinano la positività sono affidabili o meno.

Il salbutamolo è consentito fino a un massimo di 1600 microgrammi al giorno pari a 16 dei famigerati “puff”(quantità superiore di 4 volte rispetto a quanto prescritto nel bugiardino del farmaco per pazienti asmatici).

Se nelle urine ci sono oltre 1200 ng/ml l’atleta deve dimostrare di non aver ecceduto nelle dosi a pena di squalifica (come avvenner per Diego Ulissi). Froome, il 7 settembre 2017 al termine di una tappa della Vuelta Espana, ha fatto registrare 2000 ng/ml, il massimo mai rilevato a un controllo.

“La mia positività è una questione che deve rimanere privata” ha dichiarato il britannico attualmente impegnato al Tour of the Alpes e futura mina vagante del Giro d’Italia 2018.

Una ricerca di Vibeke Backer pubblicata sulla rivista Drug Testing & Analysis può essere un’ancora di salvezza per Froome: dopo aver assunto il dosaggio massimo di Ventolin, 8 atleti su 15  in condizioni di disidratazione simili a quelle della Vuelta, hanno superato i limiti Wada e, in due casi, anche quelli di Froome.

In sostanza “Pur assumendo quantità legali di salbutamolo, un atleta può risultare non negativo ai controlli”. Non tutti nella comunità scientifica, però, sposano questa tesi: “Com’è possibile he nessuno sollevi il problema etico con la Wada che a un atleta sia permesso di assumere tre/quattro volte la dose consigliata a un asmatico col rischio di effetti collaterali? Come si fa a non capire che la norma stimola ad assumere alti dosaggi per migliorare la prestazione?” sono le parole di Fabien Pilard, ricercatore pneumologo dell’Università di Tolosa riportate da corriere.it.

Insomma a oltre sette mesi dalla positività ed a quattro dalla diffusione della notizia non accenna a trovare una soluzione uno dei casi più controversi del ciclismo.

Team Sky, Tour of the Alps da record?

Team Sky,Tour of the Alps per un nuovo record

Team Sky, Tour of the Alps dal 2015 è terreno di conquista con Richie Porte, Mikel Landa e Geraint Thomas, sarà record?

Team Sky,Tour of the Alps è orma

Team Sky,Tour of the Alps

Team Sky,Tour of the Alps

i terreno di conquista per la formazione Britannica che negli ultimi tre anni ha letteralmente dominato la corsa di avvicinamento al Giro d’Italia.

Richie Porte nel 2015, Mikel Landa nel 2016 e Geraint Thomas nel 2017 ecco le ultime vittorie nella corsa tutte marchiate Team Sky. In vista dell’edizione 2018 dell’evento ciclistico euro-regionale (in programma dal 16 al 20 aprile), cala il proprio jolly: Chris Froome che vuole aiutare lo squadrone britannico a ottenere un risultato assolutamente storico. L’obiettivo è imporsi in una corsa a tappe per la quarta volta consecutiva con quattro corridori differenti.

Dopo aver fatto incetta di maglie gialle, ben 59, il fuoriclasse di origini frutterà il Tour of the Alps come rampa di lancio per conquistare anche il Giro d’Italia.

In pochissimi hanno ottenuto la doppietta Tour of the AlpsGiro d’ItaliaGilberto Simoni(2003), Damiano Cunego (2004) e Vincenzo Nibali (2013).

E’ palese che il nativo di Nairobi ha tutte le carte in regola per far melgio dei suoi colleghi Porte, Landa e Thomas, che sono stati l’emblema della maledizione che coglie il Team Sky alla corsa rosa.

Team Sky, Tour of the Alps: parla Tosatto

Molto fiducioso appare il Direttore Sportivo Matteo Tosatto: “La squadra si sta preparando al meglio per il Tour of the Alps dove abbiamo ambizioni di vittoria e dove vogliamo mettere a punto la condizione in vista dell’assalto al Giro. Il Tour of the Alps è una corsa affascinante e splendidamente organizzata, presenta salite di assoluto spessore e storicamente da una cartina di tornasole delle condizione dei pretendenti alla vittoria della corsa rosa”.

Il DS ha poi parlato dei rivali del britannico alla vittoria: “dovremo stare molto attenti a Fabio Aru  che arriva da una primavera sottotono ma che punta molto sul mese di aprile e magigo, attenzione massima va data a Thibaut Pinot che ha sempre avuto un rendimento eccellente in corse di questo tipo senza dimenticare due ottimi scalatori come Miguel Angel Lopez e Domenico Pozzovivo.

 

 

 

Diretta ciclismo Giro 2018: dirette tv e streaming

Diretta ciclismo Giro 2018: come vedere la corsa rosa

Diretta ciclismo Giro 2018: ecco la nostra guida completa per seguire la corsa rosa in tutto il mondo tra dirette tv e dirette streaming

Diretta ciclismo Giro 2018

Diretta ciclismo Giro 2018

Diretta ciclismo Giro 2018, manca poco all’inizio della corsa rosa e abbiamo deciso di pubblicare una guida completa su la copertura televisiva mondiale garantita per gli appassionati di ciclismo.

Che siate in italia o all’estero ci sono tantissime opportunità per non perdere nemmeno un secondo della corsa rosa che quest’anno partirà da Gerusalemme e vedrà la controversa presenza di Chris Froome che sarà naturalmente l’uomo da battere insieme al campione uscente Tom Dumoulin.

Ecco l’elenco di tutte le televisioni che trasmettono le tappe della Corsa Rosa e un elenco delle Dirette Streaming

Diretta Giro 2018: tutta la programmazione Rai Sport ed Eurosport

RAI (ITALIA)

Come ogni anno la RAI garantisce una grandissima copertura dell’evento ciclistico più importante del bel paese, tutte le tappe saranno trasmesse in diretta dalle 13.05 alle 14:45 su Rai Sport+ HD e dalle 14:45 su Rai 2.

A contorno della corsa vera e propria saranno tante le dirette tv con programmi legati al Giro d’Italia:

  • Villaggio di Partenza”, presentazione della tappa di 45′ alla mattina dall’area di partenza su Rai Sport+ HD presentato da Tommaso Mecarozzi con Stefano Garzelli (programmazione a seconda dell’orario di partenza).
  • La Grande Corsa”, entertainment show su Rai 2 a partire dalle 14.00, presentato da Marco Lollobrigida e Massimiliano Rosolino.
  • Processo alla Tappa”, il post-gara su Rai 2 dalle 17:15, presentato da Alessandra De Stefano con Davide Cassani e Alessandro Petacchi.
  • La Grande Corsa”, ancora su Rai 2 dalle 17:45, presentato da Marco Lollobrigida e Massimiliano Rosolino.
  • Viaggio nell’Italia del Giro”, approfondimento culturale sui territori attraversati dal Giro, su Rai 2 alle 18:55, presentato da Edoardo Camurri.
  • TGiro”, il riassunto della giornata su Rai Sport+ HD alle 20:00, presentato da Andrea De Luca con Marco Saligari.
  • GiroNotte”, gli highlight su Rai Sport+ HD alle 22:45.

Possibilità di seguire la diretta streaming delle tappe su www.raiplay.it.

EUROSPORT (Europa, Asia Pacifico)

Tutte le tappe in diretta tv su Eurosport 1 dalle 13:15 CET (19:15 HKT, 22:15 AEST).

Pre-gara alle 13:00 e post-gara alle 17:15 con “Giro Extra”, live show sul campo con Jonathan Edwards and Juan Antonio Flecha.

Per l’Europa: repliche e gli highlight di “Giro Today” tutti i giorni su Eurosport 1 e Eurosport 2.

Per Asia Pacifico: cinque repliche e highlights tutti i giorni.

Live streaming su eurosportplayer.com

Diretta Giro 2018: le dirette tv e streaming nel mondo

L’EQUIPE (Francia)

Tutte le tappe LIVE dalle 13:05 CET e replica di 45′ ogni giorno alle 19:00.

Pre-gara dalle 12:45 alle 13:05 CET e post-gara dalle 17:30 alle 18:00 CET.

Live streaming su www.lequipe.fr/lachainelequipe

RTL (Lussemburgo)

Tutte le tappe LIVE dalle 16:00 CET.

Post-gara di 10 minuti dopo ogni tappa.

Live streaming su www.rtl.lu

NOS (Paesi Bassi)

Tutti i giorni highlight dalle 19:30 alle 19:55 CET. Su NPO3 dal martedì al venerdì, su NPO1 il sabato e la domenica.

SRG SSR (RSI) (Svizzera)

Tutte le tappe LIVE dalle 15:30 CET su RSI LA2.

Live streaming su www.rsi.ch/sport/.

SUPERSPORT (Sudafrica)

Tutte le tappe live dalle 13:05 SAST su SS5.

Highlight giornalieri dalle 22:30 alle 23:00 su SS2 o SS6.

5 repliche ogni giorno.

Live streaming su www.supersport.com

KWESE SPORTS (Africa Subsahariana)

Tappe dalla 1 alla 13 LIVE alle 13:00 SAST, tappe dalla 14 alla 21 LIVE alle 15:00 su Kwese Sports 1.

FUBO.TV (USA & Canada)

Tutte le tappe live alle 11:05 GMT

ESPN LATINOAMERICA (Sud America)

Tutte le tappe LIVE dalle 08:30 ART.

Live streaming su ESPN Play

ESPN BRAZIL(Brasile)

Tutte le tappe LIVE dalle 09:30 BRT.

Show pre-gara per la prima e ultima tappa.

Highlight giornalieri dalle 19:00 alle 19:30 BRT.

Live streaming su Espn.com

RCN (Colombia)

Tutte le tappe LIVE dalle 08:30 COT.

Post-gara tutti i giorni su www.deportesrcn.com e Facebook dalle 11:00 alle 11:30 COT.

Live streaming su www.deportesrcn.com

SEÑAL COLOMBIA (Colombia)

Tutte le tappe LIVE dalle 07:30 COT.

Live streaming su www.senalcolombia.tv/senal-en-vivo

DAZN (Giappone)

Tutte le tappe LIVE dalle 20:05 JST.

Leaving streaming su www.dazn.com

 SKY SPORT (Nuova Zelanda)

Tutte le tappe LIVE dalle 23:05 NZST su Sky Sport 5 o Sky Sport 6

Highlight e repliche giornalieri.

Live streaming su www.skygo.co.nz

 

Boonen “il Salbutamolo non è doping”

Boonen: “il Salbutamolo? è ridicolo definirlo doping”

Boonen con l’approssimarsi della Parigi-Roubaix sta rilasciando diverse interviste: dopo l’attacco a Peter Sagan ecco la difesa di Chris Froome

Boonen parla di Froome

Boonen parla di Froome

Boonen sta rilasciando parecchie dichiarazioni in questi ultimi giorni, dopo aver tacciato di ipocrisia il tre volte Campione del Mondo per le sue lamentele circa la scarsa collaborazione durante il Giro delle Fiandre, ecco che il belga ha parlato del caso Chris Froome.

La storia del britannico la conosciamo ormai per filo e per segno dalla positività di settembre alla notizia resa nota a dicembre al continua tira e molla sulla possibilità che le autorità competenti si pronuncino sulla partecipazione del corridore del Team Sky a Giro d’Italia e Tour de France.

Tutto ruota attorno al salbutamolo riscontrato nelle urine del corridore del Team Sky in una concentrazione superiore rispetto alla soglia massima tollerata di 1000 nanogrammi/millilitro. La situazione è molto ingarbugliata e lontana da essere risolta, pare che il processo davanti al tribunale UCI possa avvenire in estate inoltrata.

Froome si è sempre difeso parlando di seri problemi d’asma e di non aver mai violato le regole che conosce bene, mentre dal canto suo l’UCI, per bocca del presidente Lappartient. Sulla vicenda si è, appunto, espresso Tom Boonen, che ha parlato della questione al settimanale belga HUMO prendendo una posizione assolutamente netta sulla questione.

Boonen su Froome: “Non ci sono prove contro gli Sky”

Attualmente Boonen si divide tra il ruolo di o commentatore tv e consulente per la Lotto Soudal ma sta naturalmente dedicando molto tempo alla famiglia “le mie due figlie sono la ragione più importante che mi ha spinto a ritirarmi dalle corse” ha dichiarato al settimanale.
Parlando di Chris Froome, il belga ha fortemente difeso il corridore britannico: “definire il salbutamolo doping è assolutamente ridicolo, questa farmaco non ti permette di vincere il Tour de France o la Vuelta Espana
Boonen ha citato a proposito il caso di sua figlia, che cura i problemi d’asma con l’inalatore che usa ogni giorno, come racconta l’ex corridore che specifica che a volte qualcosa possa andare storto nel dosaggio. Insomma secondo il belga il Team Sky sarebbe vittima di un teorema accusatorio che lo vede già colpevole.

“La situazione di Froome non è per niente buona. Tutti hanno un’opinione su di lui. Tutti aspettavano che succedesse qualcosa. Poi è successo, ma è davvero un piccolo incidente” ha dichiarato Boonen qualche tempo fa a Sporza.

 

Il grosso delle polemiche contro la Sky è legata al pacco sospetto consegnato a Bradley Wiggins e il suo utilizzo ai limiti della legalità del corticosteroide triamcinolone, ed infine il recente caso dei cerotti di testosterone. Secondo Boonen non vi sono prove contro il Team Sky ne il salbutamolo può modificare le prove di un corridore rendendolo forte come Chris.

 

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa papà per la seconda volta, l’annuncio

Froome diventa di nuovo padre, una gioia per lui e la moglie Michelle Cound dopo un periodo decisamente negativo con la positività al Salbutamolo

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta

Froome diventa padre per la seconda volta, a dare l’annuncio della gravidanza della moglie Michelle Cound è stato direttamente il campione del Team Sky mediante il suo profilo Twitter. Insomma non solo guai e preoccupazioni per il kenyano bianco in questo inizio 2018 ma finalmente anche una notizia in grado di scaldare il cuore anche ad un freddo come Chris.

La notizia è stata diffusa mediante i canali social del ciclista. La coppia ha già un figlio (Kellan) nato nel dicembre del 2015 e non è strano trovare in rete dei post in cui Chris Froome condivida delle foto assieme al primogenito. Storica è la foto sul podio del Tour de France 2017 agilmente conquistato dal capitano del Team Sky.

Ad annunciare la futura nascita in casa Froome ecco la scritta “coming August 2018″ (arrivo in agosto 2018) e la foto di un dettaglio dell’ecografia a cui è stata sottoposta Michelle Froome, al momento non è stato ancora reso noto il sesso del nascituro.

Froome diventa padre ma a sua situazione è tutt’altro che fluida dal punto di vista lavorativo: non sono state poche le polemiche che lo hanno coinvolto per la positività ad un test antidoping che ha rivelato una quantitativo si salbutamolo superiore a quanto ammesso dai regolamenti.

La sua partecipazione al Giro d’Italia 2018 e al Tour de France 2018 non è ancora scontata; lo stesso Presidente dell’UCI David Lappartient non è stato tenero con il britannico che ha ricevuto parecchie critiche anche dal suo ex capitano alla Sky  Sir Bradley Wiggins.

 

Tour de France 2012, Wiggins fermò Chris Froome

Tour de France 2012: “Chris aspettami!”

Tour de France 2012 a Peyragudes il giorno in cui Bradley Wiggins fermò Chris Froome per farsi aiutare a vincere la Grande Boucle davanti proprio al kenyano

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012 tappa con arrivo a Peyragudes, mancano poco più di due chilometri all’arrivo dell’ultima tappa pirenaica. Davanti a tutti uno scatenato Alejandro Valverde vuole portare a casa l’alloro di giornata. Alle spalle dell’iberico arrancano un po’ tutti, manca poco alla completa definizione di quelli che saranno i distacchi definitivi sui Campi Elisi, la classifica no, quella è già delineata in modo definitivo. Ai meno due dall’arrivo se ne vanno in due, hanno la stessa maglio o, meglio, lo stesso sponsor perché uno indossa la maglia gialla di leader della generale. I due uomini in fuga sono, appunto, Bradley Wiggins (in maglia gialla) e Chris Froome il secondo della generale. L’attacco dei due uomini Sky sfianca la resistenza del nostro Vincenzo Nibali, il suo terzo posto in generale non è in pericolo ma gli uomini del team britannico hanno un altro passo.

Domenica sugli Champs Elysées, saranno i basettoni di Wiggins a caratterizzare il look del vincitore mentre gli occhi chiari e la carnagione diafana di Froome saranno un gradino più sotto.
Le danze le comanda l’emergente “kenyano bianco” Froome che tira su per i tornanti il capitano ma che succede? Wiggins arranca, si stacca e Froome prende qualche metro. Il kenyano potrebbe allungare, fors’anche mettere un distacco tale tra i due da invertire l’ordine Parigino.

Ed ecco l’ordine dall’ammiraglia: “fermati!” E’ normale nel ciclismo ed in altri sport (vedi la formula uno), non è l’unica volta che accade. Basti rammentare ciò che accadde a Jan Ullrich con Bjarne Riis o a Greg LeMond con Bernard Hinault. A volte il gregario è più forte del capitano ma le gerarchie sono determinate a tavolino e vanno rispettate, un patto di onore tra ciclisti.

Certo non è facile accettare di arrivare secondo quando puoi essere il primo, ancor più arduo è farlo comprendere a tifosi ed amici che meno conoscono le regole non scritte dello sport del pedale.

Insomma la classifica del Tour de France 2012 è questione di onore tra compagni di team più che di gambe.

L’afrikaner di Nairobi sente l’urlo nell’auricolare del direttore sportivo e il grido di Wiggins: aspettami! Se avesse avuto carta bianca sarebbe ripiombato su Valverde che invece può gongolare a due anni dalla squalifica per doping

I rimpianti non fanno la storia ma se Froome non fosse caduto nella prima tappa, con un ritardo di 1’ e 25″, magari avrebbe recuperato i 44″ persi nelle prime due cronometro e quelli che cederà il giorno dopo a Chartres. A cronometro va forte Bradley ma in montagna il “califfo” è Chris, lo ha dimostrato anche a Les Belles Filles qualche giorno prima.

All’arrivo sono inevitabili le domande dei cronisti, rivolte al Team manager di Sky, David Brailsford, che da sapiente volpone mette tutto a tacere: “Sono fiero dei miei ragazzi”, stop non una parola sull’ardine di scuderia “incriminato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Bradley Wiggins che però si espone un po’: “Voleva vincere la tappa, me l’ha chiesto e ho risposto di sì. Ma poi ho perso la concentrazione, lui mi stava portando su al limite, e con la testa ero in un altro mondo”.

Tutto risolto nella tranquillità del possente motorhome di casa Sky? Apparentemente si ma, lo dicevano, le regole non scritte sono facilmente interpretabili dai protagonisti, meno da chi sta vicino agli atleti.
Michelle Cound, fidanzata di Chris Froome, manda un paio di flash al vetriolo su Twitter: “All’improvviso non sono più nell’umore per andare a Parigi. Che presa in giro” e, ancora: “So quanto Chris voleva vincere, e siate in disaccordo con me quanto volete”.

Quasi contemporaneamente la stampa incalza il Kenyano bianco sulla surreale situazione (naturalmente Chris non sa cei “cinguettii” della compagna): “volete sapere se mi sono sacrificato per Wiggo? Certo, tutti ci siamo sacrificati per la Maglia Gialla, era nei piani di corsa. Sono felice di essere sul podio, due anni fa cercavo un contratto senza esito ed ora sono qui! Ho 27 anni e un giorno sarò io a trionfare al Tour de France”.

In serata girano voci di un possibile addio del Kenyano al Team Sky, le sirene della BMC sono forti e il budget del Team del magnate svizzero Andy Rihs è inarrivabile ai tempi del Tour de France 2012.

Il resto della storia la conoscete tutti, Chris Froome, dopo il Tour de France 2012, non solo non se ne andrà dalla Sky ma ne diventerà il capitano vincendo la Grande Boucle dell’anno successivo davanti al favorito Nairo Quintana con oltre 4 minuti di vantaggio. Sarà il primo alloro francese per il kenyano bianco che ne inanellerà altri negli anni successivi fino alla torbida vicenda della positività al salbutamolo che farà aleggiare sulla sua testa tante ombre e che scatenerà la lotta a colpi di social tra Michelle Cound (nel frattempo convolata a nozze con Froome) e Catherine Wiggins.

Gianni Moscon alla Sky fin al 2020

Gianni Moscon alla Sky, l’amore continua

Gianni Moscon alla Sky per tutta la stagione 2020, il corridore classa 94 resterà dunque alla corte del britannico Chris Froome

Gianni Moscon alla Sky

Gianni Moscon alla Sky

Gianni Moscon alla Sky fino a tutta la stagione 2020.  Le parti si erano già parlate più volte e la volontà comune di prosecuzione del rapporto di collaborazione ha prevalso. Così, come riporta La Gazzetta dello Sport, il talento emergente del ciclismo tricolore continuerà dunque a militare per la corazzata britannica con l’obiettivo di continuare a crescere e di diventare un punto di riferimento nei prossimi anni.

Naturalmente Gianni dovrà proseguire nelle sue tappe di apprendistato prima di poter attaccare sulla propria divisa i gradi di capitano. Per le corse a tappe, Moscon è chiuso dall’ingombrante presenza di  Chris Froome ma può già guardare con sano ottimismo alle Classiche del Nord a partire dal Giro delle Fiandre in programma il 1° aprile.

La decisione di rimanere in Sky fa storcere il naso a qualche addetto ai lavori che vedrebbe come più funzionale alla carriera di Gianni, il passaggio ad un team che gli possa garantire maggiori margini di libertà.

Se la scelta di rimanere sotto l’ala protettrice del Team Sky sia la scelta più favorevole allo sviluppo professionale del talento classe 1994 originario di Livo sarà il tempo a stabilirlo.

Nella scorsa stagione Gianni Moscon ha dato una grande mano ai capitani del team ogni volta in cui è stato chiamato in causa ed ha conquistato il titolo a cronometro ai Campionati italiani. La scora non è stata una annata semplice per Moscon che spesso è stato al centro di polemiche con i compagni di plotone.