La confessione di Armstrong: che crack economico!

La confessione di Armstrong gli è costata oltre 100 milioni di dollari

La confessione di Armstrong al programma TV di Oprah, secondo una intervista a USA Today sarebbe costata al texano 100 milioni di dollari!

La confessione di Armstrong

La confessione di Armstrong

La confessione di Armstrong è stata una degli scandali sportivi del secolo, il texano miracolosamente sfuggito al cancro e caduto nella tentazione estrema del doping tanto da ingannare non solo l’interno mondo del ciclismo ma anche fans e sponsor milionari.
La carriera di Lance gli ha consentito non solo di conquistare tantissimi titoli (poi revocati) ma di accumulare una vera fortuna. Gli eventi che lo hanno travolto a che sono culminati nella confessione di Armstrong hanno fortemente eroso il suo patrimonio.

In una intervista di USA Today l’ex campione americano ha risposto a una serie di domande sul suo “pensionamento”, una delle quali era quanto gli è costata quella famosa confessione TV a Oprah.

La risposta del texano?  “Oltre 100 milioni“, ha detto ai giornalisti, un’incredibile somma di denaro quando realizzi che il premio in denaro per Chris Froome che ha vinto il Tour de France del 2017 (ed ora anche lui al centro di uno scandalo legato al doping) è stato di € 500.000.

Armstrong è stato testimonial di numerose campagne di marketing e proprietario di un marchio tutto suo, il noto Livestrong legato a filo doppio alla lotta mondiale contro il cancro. Naturalmente gli eventi che hanno travolto il ciclista di Austin hanno distrutto la sua immagine e spazzato via i contratti milionari con gli sponsor (su tutti Nike e Oakley) che hanno fatto causa all’americano.

La cifra persa dopo la confessione di Armstong potrebbe ulteriormente incrementarsi se il Governo degli Stati Uniti decidesse di muoversi contro l’ex superman USA.

“Lance Armstrong e la sua squadra di ciclismo hanno ottenuto più di 30 milioni di dollari dal servizio postale degli Stati Uniti (US Postal Service) in base alla promessa contrattuale di correre onestamente e rispettare le regole – comprese le regole contro il doping”, ha dichiarato Ronald C Machen Jr, procuratore statunitense del distretto di Columbia nel 2013.

Il governo degli Stati Uniti è arrivato a chiedere un rimborso di denaro pubblico in un processo che dovrebbe costare $ 100 milioni. Non è chiaro se Lance Armstrong lo abbia già preso in considerazione nei suoi calcoli, ma, in caso contrario, la questione diventerebbe economicamente ancora più dura per l’ex pupillo di Michele Ferrari.

 

 

Froome problema renale la causa della positività?

Froome problema renale il motivo della non negatività al salbutamolo?

Froome problema renale per la non negatività al salbutamolo? Questa è la nuova strategia difensiva del Team Sky: sarà credibile?

Froome problema renale?

Froome problema renale?

Froome problema renale come strategia difensiva? Secondo quanto riportato dall’Equipe e rilanciato da Eurosport, la strategia difensiva del Team Sky ha cambiato linea: non più la disidratazione alla base del risultato del test fallito ma il fatto che Froome abbia un problema renale.

Il quotidiano francese riporta che l’opzione farmacocinetica, che avrebbe dovuto dimostrare come fattori esterni avessero comportato la positività dell’atleta, è venuta meno perché si ritiene impossibile replicare le medesime condizioni anche in laboratorio.

Froome problema renale? Obiettivo assoluzione totale

Non entriamo nel merito medico della situazione, non ne abbiamo le competenze, ma quello che possiamo dire è che, a questo punto, il britannico e il Team Sky, attraverso i propri consulenti,  punteranno a dimostrare come i reni di Froome hanno funzionato male generando la problematica. Ma come è possibile?

Secondo quanto riportato da sito di Eurosport la difesa del britannico vuole dimostrare che i reni dell’atleta invece di espellere i metaboliti di salbutamolo a seguito della lavorazione del fegato li hanno, al contrario, accumulati da qui il valore così enormemente fuori limite.

Può questa teoria evitare a Froome una squalifica che può variare tra i sei mesi ed i quattro anni? E può evitare il corridore del team Sky di perdere il titolo vinto a settembre alla Vuelta Espana?

Nel frattempo il corridore francese Romain Bardet ha preso una forte posizione sul caso #Froomegate: “Se non squalificano Froome, il ciclismo rischia di morire”

La vicenda è in mano ai legali, forse anche i risultati delle prossime corse o le starting list delle stesse lo sono. Non sappiamo se il ciclismo possa morire ma sembra sempre più palese ai cicloamatori che le gare dei “pro” vengono corse da atleti “malati”.

Bardet contro Froome: “siamo al ridicolo”

Bardet contro Froome: “Se non verrà squalificato il ciclismo rischia di morire”

Bardet contro Froome parla all’Equipe e attacca il ciclista del Team Sky per la positività al salbutamolo

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome: il #Froomegate continua a tenere banco nel mondo del ciclismo dopo che il britannico è risultato non  negativo al salbutamolo durante la Vuelta Espana 2017. In tanti hanno detto la loro sulla vicenda: da Greg Lemond che non ha risparmiato le critiche al vincitore del Tour de France 2017 a due “esperti” di doping come Michele Ferrari e il suo “assistito” Lance Armstrong. Tony Martin a pochi giorni dalla notizia aveva preso posizione dura sulla vicenda cosi come Richie Porte, ex compagno del kenyano bianco, non le ha di certo mandate a dire.

In tanti, dunque, si stanno esprimendo sulla questione in attesa del verdetto da parte della UCI su un’eventuale squalifica.

 Bardet contro Froome sulle pagine de l’Equipe

Il francese Romain Bardet è stato l’ultimo solo in ordine di tempo a dire la sua, sulle pagine de L’Equipe e, come riportato da OASport, le sue parole non sono state leggere:

Siamo al ridicolo, quello che è successo mi dispiace molto. È un fatto molto brutto per tutto il nostro sport e conferisce al ciclismo un’immagine negativa all’esterno. Rimette lo spettro del doping nel nostro sport“, ha dichiarato il francese.

Bardet contro Froome non ha usato molti giri di parole: “Bisogna essere esemplari sull’equità, sul modo di trattare i problemi: il ciclismo manca di trasparenza e rischia di morire se non verranno adottate delle misure idonee. Sono preoccupato dal potere del Team Sky”.

Bardet contro Froome: le soluzioni

Non possiamo essere permissivi, sarebbe catastrofico per tutto il movimento – ha aggiunto il francese – Non posso pensare che un corridore che abbia assunto una dose così elevata possa essere assolto. Perché mettere un limite allora? Spero ci sia un’indagine indipendente e che Froome dia spiegazioni. I corridori presi sono stati squalificati”.

Il corridore della AG2R si rammarica della mancata trasparenza: “Froome viene testato a settembre e noi lo apprendiamo casualmente a dicembre”, con un chiaro riferimento  all’inchiesta fatta dal Guardian e da Le Monde che ha svelato i risultati del controllo antidoping, che sarebbero rimasti ancora nascosti al pubblico. “Sono stupito che senza una fuga di notizie, questo controllo sarebbe stato ignorato e sono sollevato dal fatto che non abbiamo lavato i panni sporchi in famiglia. C’è una mancanza di trasparenza. Il ciclismo potrebbe morire se non vengono presi provvedimenti”, ha dichiarato ancora il francese, secondo al Tour 2016 e terzo in quello 2017.

Froome di correre in attesa di ulteriori riscontri: “Spero che Froome possa chiarire e che ci sia un verdetto indipendente. Non capisco perché i regolamenti non prevedano una sospensione temporanea in attesa dei risultati”. Ma una ragione, forse, l’ha trovata lo stesso ciclista francese: “Posso credere alla sua buona fede, ma ha superato i limiti. La Federazione è cauta perché, in caso di assoluzione, rischia di dover pagare un risarcimento. La pressione finanziaria è molto forte. E questo fa pensare”, ha concluso Bardet.

Michele Ferrari parla di Chris Froome

Michele Ferrari parla della vicenda Froome-Salbutamolo

Michele Ferrari parla della non negatività di Chris Froome al Salbutamolo durante la scorsa Vuelta Espana, ecco le parole riportare da blastingnews

Michele Ferrari parla di Froome

Michele Ferrari parla di Froome

Michele Ferrari parla della vicenda della  positività al salbutamolo di Chris Froome che a distanza di un mese dall’essere diventata di dominio pubblico non ha ancora trovato una soluzione. Michele Ferrari, famigerato medico inibito nel 2012 a vita dall’USADA per violazioni del regolamento antidoping nell’ambito delle indagini su Lance Armstrong, secondo quanto riportato da Blastingnews avrebbe detto la sua sul caso del corridore del Team Sky.

Michele Ferrari parla di Froome “non avrebbe vinto senza salbutamolo’

Il controverso dottore avrebbe commentato il #Froomegate nel forum del suo blog personale in risposta ad un utente che chiedeva al dottore un parere in merito alla strategia difensiva del team britannico.

Secondo il virgolettato riportato dal noto sito di notizie  Michele Ferrari ha affermato: “La percentuale di asmatici negli sport di endurance è più alta del dovuto a causa della cronica inalazione di agenti irritanti e allergenizzanti, alle basse temperature, ai gas di scarico dei veicoli e ad altri fattori. Si tratterebbe, almeno in parte, di una forma di ‘patologia professionale'”.

Nello specifico avrebbe parlato di Froome: “La escrezione urinaria di salbutamolo è piuttosto variabile e dipende da vari fattori, alcuni dei quali sconosciuti. Il salbutamolo non migliora le prestazioni nei soggetti non asmatici. Non è vero che abbia effetti anabolizzanti, nemmeno ad alto dosaggio. Non esiste un solo studio scientifico che affermi il contrario. Il mio parere è che Froome abbia esagerato con le ‘puffate’, magari involontariamente, perdendo o sbagliando il conto. Nelle tappe precedenti la sua concentrazione nelle urine era costantemente attorno ai 600 nanogrammi per millilitro. Magari avrà pensato che raddoppiando la dose abituale sarebbe comunque rimasto nei limiti, non tenendo conto che oltre un certo dosaggio il metabolismo della sostanza può essere saturato e, dunque, l’eliminazione urinaria essere maggiore”.

Il sito aggiunge anche che Ferrari sia sceso nel dettaglio: “facendo un discorso più ampio, potrei dire che Froome, senza salbutamolo, probabilmente non avrebbe mai vinto quattro Tour de France. Così come sarebbe accaduto, ad esempio, ad un ciclista con 38 di ematocrito senza EPO. Sia il salbutamolo che l’EPO rimediano alle ingiustizie della genetica”.

 

Chris Froome su Strava: 1300 km in una settimana!

Chris Froome su Strava carica dati impressionanti

 Chris Froome su Strava: 1300 km in una settimana e valori assolutamente al limite dell’umano, il kenyano è pronto per il 2018

Chris Froome su Strava

Chris Froome su Strava

Chris Froome su Strava ha caricato su strada i dati degli allenamenti svolti in questi primi giorni del 2018. Il kenyano sta proseguendo la sua preparazione a a Johannesburg (Sudafrica) dove sta seguendo delle tabelle di allenamento decisamente “strong” per rimettersi prontamente in forma ed essere al top in vista della stagione alle porte.

Naturalmente il vincitore degli ultimi tre Tour de France attende sviluppi sulla vicenda della non negatività al salbutamolo che però non sembra essere prossima ad una soluzione il che potrebbe portare il corridore del Team Sky a partecipare ad alcune corse già dal prossimo mese di febbraio.

Intanto, il kenyano bianco sta davvero spingendo forte sugli allenamenti tanto che i dati caricati su Strava (nota app per appassionati delle due ruote) sono davvero impressionanti: nella prima settimana del 2018 Chris ha percorso qualcosa come 1298,7 chilometri percorsi per un totale di 38 ore e 51 minuti in sella con un dislivello complessivo di 17mila metri!

In Sudafrica è piena estate e Froome sta programmando uscite all’alba (la maggior parte delle uscire sono iniziate tra le cinque e le sei della mattina).

Oltre al chilometraggio decisamente importante quello che sbalordisce sono i dati delle pulsazioni. Froome non è mai andato oltre le 141 e attorno ai 110 bpm medi. Per alcuni tratti il britannico ha utilizzato una mountain bike e ha dedicato una giornata alla cronometro: 164,6km a una media di 36,3 km/h (leggermente inferiore a quella degli altri giorni 37,9 km/h).

Il nickname del corridore del Team Sky è Luke Skywalker ed ha cancellato i dati dopo qualche ora ma ormai erano diventati di assoluto dominio pubblico.

Senza Contador non sarà lo stesso ciclismo

 

Senza Contador non sarà lo stesso ciclismo lo dice Nibali

Senza Contador non sarà come prima, parola di Vincenzo Nibali che si prepara per il 2018 partendo dall’Argentina

Senza Contador che ciclismo sarà?

Senza Contador che ciclismo sarà?

Senza Contador che ciclismo sarà? Se lo stanno chiedendo in molti in un mondo delle due ruote alla disperata ricerca di personaggi si spessore e con il caso Froome che fa addensare le nuvole attorno alla trasparenza di questo sport.

Dopo la pausa legata alle festività natalizia prende la parola Vincenzo Nibali che si esprime sull’ex collega iberico: “Senza Contador, il ciclismo sarà probabilmente meno divertente. Corridori come lui piacciono molto alla gente perché non si arrendono mai e sono sempre in grado di sorprendere. Credo che sia una perdita per tutti, anche per noi corridori, perché per molti era un esempio“. Insomma la nuova stagione sarà più povera di talento ma sicuramente interessante visti gli obiettivi dello squalo dello stretto.

Alberto Contador è stato un esempio di tenacia, di dedizione alla bicicletta e ha avuto una carriera brillante ma certamente non priva di salite (non solo sulle strade). Va ricordato della sua vicenda doping che lo ha privato (giustamente o meno non entriamo nel merito) di qualche gioia. Più drammatico fu il 12 maggio 2004 durante la prima tappa del Giro delle Asturie perse conoscenza e cadde sull’asfalto in preda a convulsioni. Quel momento che poteva essere la fine della sua giovane carriera fu invece l’inizio di una meravigliosa avventura.
Il 2018 di Vincenzo inizierà il 21 gennaio in Argentina alla Vuelta di San Juan Oramai è una tradizione iniziare la stagione in Argentina ed è una specie di portafortuna – dichiara il campione azzurro -. Vincere la corsa sarà difficile perché la mia forma fisica non è ottimale, ma punto ad aggiudicarmi una tappa”.

Nibali è contento della campagna di rafforzamento del suo team: “Saremo più competitivi. Sono arrivati corridori esperti come Gorka Izagirre e Domenico Pozzovivo, ma anche un talento emergente come Matej Mohoric. Siamo un grande gruppo e ci toglieremo belle soddisfazioni

 

Van der Poel: Froome va sospeso!

Van der Poel parla della positività di Chris Froome

Van der Poel inflessibile sulla positività di Chris Froome al Salbutamolo: “va sospeso”

Van der Poel

Van der Poel

Van der Poel fenomeno del ciclocross mondiale prende posizione sulla positività del capitano della Sky al salbutamolo per aver assunto il farmaco in un quantitativo superiore alla dose tollerata dalle normative antidoping. Il capitano del Team Sky rischia seriamente che gli venga revocata la vittoria alla scorsa Vuelta Espana (la sua positività risale, appunto, alla corsa iberica).

Sulla vicenda si sono succeduti i pareri di tanti campioni ed ex campioni del ciclismo: di qualche giorno fa le parole di Lance Armstrong (uno che di doping se ne intende) e di uno degli “antagonisti” del texano, Greg Lemond. Sulla faccenda salbutamolo si sono espressi anche l’ex compagno di Froome, Richi Porte, Vincenzo Nibali e tanti altri corridori.

Il direttore del Team Sky, Dave Brailsford ha dichiarato che “ci sono complesse questioni mediche e fisiologiche che influenzano il metabolismo e l’escrezione di salbutamolo” e che non è detto che la positività sia dovuta ad un uso illegale di farmaci tanto da dichiarare  “la massima fiducia che Chris abbia seguito la guida medica nella gestione dei suoi sintomi di asma, rimanendo entro la dose ammissibile per il salbutamolo”.

Sulla questione ha detto la sua anche Mathieu van der Poel durante una intervista allo show televisivo olandese AvroTros (OneToday) che ha dichiarato “È molto stupido, non posso fare a meno di dirlo, forse sono un po’ troppo brusco nei modi ma la penso così. Il ciclismo è uno sport per persone sane, forse i pazienti asmatici capiranno meglio le mie parole”.

Alla domanda su come Froome dovrebbe essere punito, Van der Poel è stato di nuovo diretto: “è necessaria una sospensione, questo è quello che penso. Per me è un test positivo.Se il limite è 1.000 e lui ha fino a 2.000 non penso ci sia molto da discutere. La positività deve portare a una sospensione”.

Le proprietà di Salbutamol come broncodilatatore lo portano ad essere  presente nell’elenco delle sostanze non autorizzato della World Anti-Doping Agency (WADA), ma è consentita per motivi terapeutici. Un atleta deve affrontare una potenziale sanzione antidoping se un campione di urina contiene un livello di salbutamolo superiore a 1.000 ng / ml. Sopra certi livelli si ritiene che salbutamolo abbia un effetto anabolico e aumenti le prestazioni.

Van der Poel ha suggerito che i limiti di alcune droghe non sono corrette: “UCI a volte consente qualche abuso nell’uso dei farmaci e penso che superare le soglie sia incredibile: se dichiari che sia possibile usare un farmaco è chiaro che qualcuno si spingerà fino al limite e magari lo supererà”.

Van der Poel è stato intervistato mentre guidava verso casa dopo la prova di Coppa del Mondo di ciclocross di Namur. Ha detto di non avere problemi a parlare del problema dello sport con il doping, anche se spesso è un argomento tabù: “Non ho molti problemi, anzi, purtroppo in molti non credono più nel ciclismo e questo è un vero schifo. E’ un peccato se la gente pensa che un ciclista menta e credo che sia giusto parlarne per far capire che non tutto il ciclismo è sporco”.

 

 

Porte contro Froome: “una vergogna”

Porte contro Froome sulla vicenda salbutamolo

Porte contro Froome, il tazmaniano attacca il britannico del Team Sky per la positività al doping per l’uso di salbutamolo

Porte contro Froome

Porte contro Froome

Porte contro Froome è solo l’ennesima presa di posizione di atleti in attività e protagonisti del mondo del ciclismo. E’ di ieri la dichiarazione dell’ex campione americano Greg Lemond, qualche tempo fa anche Lance Armstrong ha voluto parlare della vicenda della positività all’antidoping del capitano del Team Sky.

Richie Porte, dopo un 2017 che non gli ha riservato grandi soddisfazioni a causa di un brutto infortunio al Tour de France, ora è pronto a battagliare per vincere le principali corse WolrdTour.

Il capitano della BMC farà il suo esordio in questa stagione al Tour Down Under dal 16 al 21 gennaio in Australia e fin da subito punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella stagione 2018.

Porte, va ricordato, è stato compagno di Chris Froome sal 2012 al 2015 e, possiamo dirlo, conosce bene i pregi e difetti del capitano della Sky che lo scorso mese di settembre è stato trovato positivo al doping per, pare, un uso scorretto del Ventoli (la positività è stata sera nota solo lo scorso 13 dicembre scatenando non poche polemiche).

Come riportato da CyclingnewsRichie Porte è rimasto shockato dalla notizia della positività dell’ex compagno di team e, in attesa del verdetto  dell’UCI e dalla Wada si è cosi espresso: “non c’è sinceramente molto da dire su questa vicenda, è una vergogna. Quando ho sentito la notizia sono rimasto assolutamente shockato. Non possiamo che attendere che la cosa faccia il suo corso ma sono assolutamente colpito da questa vicenda come lo sono tutti nel mondo del ciclismo”.

“Ho rispetto per lui – ha detto Porte di Froome – è  un buon amico e siamo stati compagni di squadra per molto tempo. Ho la massima fiducia che Chris abbia seguito la guida medica nella sua gestione sintomi di asma, rimanendo entro la dose ammissibile di salbutamolo. “

Greg Lemond contro Froome sul Times

Greg Lemond contro Froome: ” Le sue scuse sono ridicole”

Greg Lemond contro Froome, non è un cartellone che pubblicizza una kermesse ma è il titolo del giorno sulla vicenda del corridore britannico risultato positivo al salbutamolo.

Greg Lemond contro Froome

Greg Lemond contro Froome

Greg Lemond contro Froome: l’ex corridore statunitense, vincitore di tre Tour de France e due mondiali in linea era già stato in prima linea contro le sospette vittorie di Lance Armstrong nella sua corsa alle sette maglie gialle. Ora il campione a stelle e strisce è intervenuto sulla vicenda Froome in moto abbastanza duro.

Greg Lemond contro Froome: l’intervista del “The Times”

In una intervista al periodico “The Times” è arrivato l’attacco di Greg Lemond contro Froome: “È responsabilità dell’atleta seguire le regole. Anche nel caso del salbutamolo, dipende da Froome la gestione di quanto va introdotto nel proprio corpo. Solo lui è il responsabile. Il gruppo vuole una applicazione equa delle regole, se queste non vengono seguite si danneggia lo sport”.

Insomma la tutela del ciclismo, secondo Lemond non può prescindere dalla responsabilità che le figure di spicco del ciclismo devono prendersi anche nei confronti di eventuali farmaci assunti senza una reale necessità o ingeriti in quantitativi eccedenti il tollerato.

Greg Lemond contro Froome: il salbutamolo è doping!

Lemond ha poi parlato di come il salbutamolo spesso venga visto non come una sostanza dopante ma come qualcosa di veniale: “non migliora le prestazioni solo se lo si usa come prescritto: assunto per via orale o per iniezione agisce come uno steroide anabolizzante, simile al clenbuterolo, il farmaco per cui Alberto Contador era risultato positivo”.

Froome si è difeso dichiarando che ha assunto tre “boccate” del suo inalatore poco prima di fornire il suo campione all’antidoping dopo la tappa 18 della Vuelta: “Questa scusa è ridicola, se questo è ciò che afferma, allora è semplice, ha infranto le regole e dovrebbe essere punito di conseguenza”.

Il tre volte vincitore del Tour de France (1986, 1989, 1990) ha poi parlato dell’atteggiamento del Team Sky e del suo direttore: “Non credo in Dave Brailsford, evita tutte le domande e da quello che ho letto e sentito, il team non è così scientifico né informato come dicono”.

LeMond già lo scorso mese si luglio aveva parlato delle affermazioni dell’ex cavaliere Sky Michael Barry riguardo l’uso passato della squadra del tramadol: “Penso solo che ci sia stata una mancanza di trasparenza e di volontà di aprire file e dati. Sono uno scettico sulla gestione del Team, il farmaco in questione è un oppiaceo”.

Mondiali Innsbruck 2018: quando si corrono? Il calendario, le date il programma completo

Mondiali Innsbruck 2018: quando si corrono?

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti, il calendario, il programma completo, analisi del percorso, diretta TV e diretta streaming

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018 saranno l’appuntamento clou della prossima stagione dei pedali, si disputeranno, appunto, in Austria dal 23 al 30 settembre. Quella di Innsbruck 2018 sarà una occasione davvero unica e imperdibile per gli scalatori. Non accade davvero sovente di trovare un percorso della rassegna iridata così adatta agli uomini di montagna.

Mondiali Innsbruck 2018: Il Percorso

Quello della rassegna austriaca sarà un percorso davvero impegnativo, in stile tappone dolomitico del Giro d’Italia, un tracciato “spaccagambe” con due salite da affrontare a ripetizione e che sicuramente regaleranno una edizione storica agli amanti del ciclismo. Il punto chiave della corsa è sulla salita di Igls (da ripetere sei volte) 8 chilometri con una pendenza media all’8%. Attenzione anche al fatto che, nell’ultima tornata, verrà aggiunto anche il Gramartboden, 2800 metri all’11,5% di pendenza media.

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti

Dopo l’edizione di Bergen che ha incoronato Peter Sagan, ai Mondiali Innsbruck 2018 i favoriti saranno sicuramente altri anche se lo slovacco, ne siamo certi, proverà a fare i numeri. Per la maglia iridata i favoriti saranno i nostri Vincenzo Nibali che proverà il colpaccio e che vorrà riscattare la ferita ancora aperta delle Olimpiadi di Rio 2016 e Fabio Aru che troverà pane per i suoi denti, anzi per le sue gambe. Sicuramente Nairo Quintana  proverà a regalare un mondiale alla sua Colombia ma attenzione anche a Rigoberto Uran che ha dimostrato nel Tour 2017 di essere ancora molto competitivo.

Non vanno dimenticati gli olandesi Steven Kruijswijk  e Tom Domoulin che potrenno rendere la corsa dura e poi attenzione anche ai galletti francesi Warren Barguil e Romain Bardet e allo spagnolo Mikel Landa.

Capitolo a parte riguarda Chris Froome che, al momento, attende ancora il verdetto in merito alla sua positività al salbutamolo durante la Vuelta Espana 2017 e che se dovesse essere al via sarà sicuramente uno dei corridori da tenere d’occhio.

Insomma ci sarà l’intero mondo degli scalatori a combattere per la maglia iridata, naturalmente la rassegna presenterà tutte le prove, sia femminili che maschili (qui una analisi)

 Mondiali Innsbruck 2018: Diretta TV e Diretta Streaming

I Mondiali Innsbruck 2018 saranno trasmessi in diretta tv sui canali Rai, RaiSport e su Eurosport, in diretta streaming sul sito della Rai e su Eurosport Player. Gli orari delle dirette al momento non sono ancora noti.

 Mondiali Innsbruck 2018: il calendario

DOMENICA 23 SETTEMBRE:
Cronometro a squadre per club (femminile)
Cronometro a squadre per club (maschile)

LUNEDI’ 24 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (femminile)
Cronometro U23 (maschile)

MARTEDI’ 25 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (maschile)
Cronometro elite (femminile)

MERCOLEDI’ 26 SETTEMBRE:
Cronometro elite (maschile)

GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE:
Prova in linea juniores (femminile)
Prova in linea juniores (maschile)

VENERDI’ 28 SETTEMBRE:
Prova in linea U23 (maschile)

SABATO 29 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (femminile)

DOMENICA 30 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (maschile)