Il Sergente di ferro Ferretti attacca Froome

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti stronca Froome

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti ad un anno dalla vicenda salbutamolo si schiera contro Chris Froome

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti si è guadagnato questo appellativo per la sua ruvidità e schiettezza. Da sempre uno che dice “pane al pane e vino al vino”, Ferretti ha raccontato a Tuttobici la sua visione del ciclismo a 360 gradi.

L’ex Direttore Sportivo, seppur lontano dall’ammiraglia dall’ormai lontano 2005, mantiene una visione privilegiata del ciclismo e, nel corso dell’intervista, ha letteralmente  stroncato Chris Froome e il Team Sky.

Il romagnolo ha parlato dalle pagine di Tuttobici di numerosi temi legati all’attualità del ciclismo andandoci giù pesante contro Chris Froome e il Team Sky (come già accaduto in precedenza). Ferretti vede nella squadra britannica l’esatto opposto del suo modo di intendere il ciclismo. Una sfida tra istinto con cui Ferretti ha conquistato oltre 900 vittore e calcolo (Sky).

La notizia dell’abbandono al termine del 2019 della sponsorizzazione di Sky ha visto “esultare” il Sergente di ferro:

 “Meglio così. È una squadra che non mi è mai piaciuta. Ha monopolizzato il ciclismo rendendolo poco interessante. E’ vero, vincono ma non mi piace il loro modo di correre”.

L’approccio quasi matematico messo in strada dal Team Sky nell’avvicinarsi alle corse e lo strapotere economico della formazione di Froome non è mai piaciuto a Ferretti che già più volte ha frontalmente attaccato il kenyano bianco:

“Froome è certamente un ragazzo gentile ed educato, davanti alle telecamere non è mai sopra le righe anzi è molto gentile ma in corsa proprio non mi piace.  Il suo modo di correre non ha nulla a che vedere con il vero ciclismo” ha sentenziato Ferretti.

 

 

 

 

 

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale  al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale speciale: un nuovo trofeo per la vittoria del Tour de France 2018 consegnatogli al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato per il ciclista britannico in forza al Team Sky. Ospite della trasmissione televisiva domenicale della BBC, Sunday Brunch, Thomas è stato piacevolmente sorpreso da un inaspettato fuori programma che gli ha certamente riempito il cuore.

Lo scorso mese di luglio  Geraint  è stato vittima del furto del trofeo ricevuto per la vittoria della Grande Boucle durante un evento organizzato da uno sponsor. Al di la del valore del trofeo la perdita era soprattutto a livello affettivo legata alla vittoria più importante ottenuta in carriera dal forte corridore gallese. Il ciclista inglese era stato anche “bonariamente” irriso da Lance Armstrong.

Durante Sunday Brunch il britannico ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France:

“Grazie di avermi ospitato, mi sono davvero divertito! La dieta è andata a farsi benedire per un’ora ma… e che strepitoso premio. Adesso sulla strada del BBCSPOTY per celebrare un anno brillante per lo sport britannico“, ha scritto Thomas sui propri profili social network

Geraint Thomas ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France al Sunday Brunch questa mattina prima di recarsi allo SPOTY. Un grande ringraziamento all’A.S.O. per aver organizzato la sostituzione” è stato il ”cinguettio” Team Sky.

Geraint Thomas qualche settimana fa ha ricevuto il premio di ‘sportivo dell’anno in Galles’ e in quell’occasione ha parlato dei suoi obiettivi per il 2019:

“Ho un conto aperto con il Giro per gli accadimento del 2017 ma il Tour è troppo ravvicinato e da campione uscente sarebbe stupido presentarmi non al massimo della forma. Avrò il dorsale numero uno e proverò a difendere la maglia gialla”.

Naturalmente Thomas dovrà vedersela con avversari agguerriti il primo dei quali è un compagno di squadra: proprio la scorsa settimana Chris Froome ha infatti spiegato come l’obiettivo della sua stagione sarà vincere il quinto Tour de France.

“Se entrambi volessimo andare al Tour al 100% della nostra condizione potremo dare davvero spettacolo. Con Chris c’è intesa, in allenamento ci spingiamo l’uno con l’altro a dare sempre il massimo. Chiaro che ognuno di noi ha le proprie ambizioni e sono certo che Chris voglia tornare al Tour per vincerlo”.

Terminata la stagione 2019, ma probabilmente già dal prossimo luglio, sia Froome che Thomas dovranno fare i conti con la capacità della dirigenza del Team Sky di far fronte all’uscita di scena del main sponsor che tanto sta facendo parlare e scrivere in questi giorni.

 

 

 

 

Se il Team Sky chiudesse i battenti?

Cosa accadrebbe se il Team Sky chiudesse?

Il Team Sky perde il suo main sponsor e il mondo del ciclismo si interroga sui possibili scenari di ciclomercato o di fanta mercato?

Cosa potrebbe accadere se David Brailsford non dovesse trovare uno sponsor che sostituisca il marchio Sky sulle divise del team guidato da Froome e Thomas? Naturalmente l’appeal della formazione britannica rappresenta probabilmente il massimo punto di visibilità per un’azienda interessata a investire sul ciclismo. Di contro la “fee di ingresso” per far apparire il proprio brand sulle casacche non è di poco conto.,

Il futuro dello stesso Team Sky potrebbe essere ora in bilico visto quanto l’apporto dell’emittente britannica era funzionale al sostentamento del team, un’eventuale scioglimento della formazione potrebbe generare un terremoto a livello di equilibri dell’intero World Tour.

Ragionevolmente il manager David Brailsford dovrà trovare un nuovo partner commerciale prima del via del Tour de France viceversa non è difficile immaginare che qualche corridore possa trovare accordi con altre formazioni ingolosite da dei potenziali campioni “free agent”.

Per trovare un caso vagamente simile bisogna risalire alla chiusura della High Road che all’epoca annoverava tra le proprie fila due fenomeni come Cavendish e Greipel che però non sono paragonabili con i vincitori degli ultimi grandi giri.

La concomitante disponibilità sul mercato di atleti come Thomas, Froome, Kwiatkowski e Bernal potrebbe però generare un eccesso di offerta con la possibilità di un calo degli emolumenti degli “orfani” di mamma Sky.

Su questa ipotesi si è espresso il direttore sportivo della Mitchelton-Scott, Matt White:

“Se Sky chiudesse cambierebbe totalmente il mercato per il 2020. Non è mai accaduto un simile evento nella storia del ciclismo e si creerebbe una vera e propria lotta per accaparrarsi questi talenti ma avere così tanti grandi nomi sul mercato potrebbe abbattere il valore per tutti”.

Effettivamente i big già accasati potrebbero vedersi ridurre il proprio potere contrattuale se sul mercato fosse disponibile l’intero roster della formazione più forte al mondo e, di contro, un team che già oggi ha un capitano si troverebbe con il dilemma di continuare con il proprio leader o firmare il vincitore di un grande giro.

Se la Sky chiudesse i battenti quali squadre avrebbero i soldi per firmare un atleta con le aspettative salariali di Froome?  Probabilmente pochi team possono permettersi un tale monte stipendi anche perché, quasi sicuramente, il kenyano pretenderebbe di avere  al suo fianco i gregari più fidate (e anch’essi ben pagati dal team britannico).

Secondo alcune voci insistenti, però, Brailsford potrebbe avere già parecchie aziende pronte ad aprire le proprie porte (e il proprio portafoglio) alla squadra inglese ed è plausibile che il manager avesse da tempo un “piano B” ben sapendo che una sponsorizzazione non può durare per sempre. Alte voci, invece, dicono che il direttore del team avesse in mente la data del 2021 come possibile termine del sodalizio con Sky (se non addirittura il 2024).

Molti addetti ai lavori ritengono che Brailsford avrà grandissime difficoltà a trovare un nuovo sponsor in grado di garantire il medesimo supporto offerto da Sky e, complice il fenomeno in atto della Brexit, la corsa a un nuovo partner pare ricca di ostacoli.

“Mi piace costruire cose, sono un ottimista e tutti sanno che nella vita le cose cambiano. In questi casi è importante restare calmo, unire le forze e cercare nuove opportunità. Credo che affrontare una simile sfida con energia ed entusiasmo aiuta a costruire qualcosa di nuovo” ha detto Brailsford a BBC Sport.

 

Froome punta sul Tour de France 2019

Froome punta al Tour per sé e per il team

Froome punta sulla Grande Boucle 2019 per raggiungere i miti del ciclismo e aiutare il team a trovare un nuovo sponsor

Froome punta al Tour

Froome punta al Tour

Froome punta l’obiettivo sulla Grande Boucle del prossimo anno, dopo aver speso tante energie nella stagione appena conclusa tra Giro e Tour, nel 2019 andrà in all-in sulla corsa francese.

Il capitano del Team Sky ha svelato i suoi piani nel corso di un’intervista concessa alla BBC spiegando che, dopo aver dato spettacolo al Giro, il prossimo anno l’obiettivo sarà trionfare ai Campi Elisi.

E’ palese che Chris Froome abbia nel mirino la conquista della quinta maglia gialla per raggiungere il gotha del ciclismo mondiale rappresentato da Merckx, Indurain, Hinault e Jacques Anquetil capaci di inanellare 5 allori nella corsa francese.

Froome ha anche parlato dal ritiro di Maiorca e non ha potuto esimersi da commentare la notizia del momento ossia l’abbandono dello sponsor Sky al termine della prossima annata:

“Naturalmente siamo stati tutti sorpresi da questa notizia ma il nostro gruppo è vincente e sono certo che anche il prossimo anno resteremo al vertice del ciclismo mondiale così da consentire ai nostri manager di trovare un nuovo sponsor senza troppe difficoltà. Personalmente sarò sempre grato a Sky per quello che ha fatto. Tutti al Team Sky hanno grandi ambizioni per il 2019 e questa notizia ci ha reso più determinati” ha spiegato il britannico.

Il progetto Sky non si è limitato all’attività sportiva ma ha avuto anche fini sociali (molte le campagne a favore dell’ambiente promosse dalla squadra) e di promozione del ciclismo oltre Manica:

“Quello che abbiamo fatto negli anni è incredibile, in Gran Bretagna tantissimi ragazzini ora sognano di diventare di corridori professionisti e molte persone usano la bicicletta per andare al lavoro preferendola ad automobili e bus. Credo si possa dire che il modo di lavorare del Team Sky abbia influenzato tante persone” ha spiegato Froome.

Il quattro volte vincitore del Tour  ha quindi voglia di reagire alla notizia dell’uscita del main sponsor Sky tenendo altissime le ambizioni personali e della squadra:

“Non posso prevedere il futuro, ma posso dirlo con assoluta certezza: questa è una squadra davvero speciale. Ho un contratto sino al 2020 e voglio fare di tutto per proseguire nel migliore dei modi anche con un nuovo partner sulle maglie mantenendo la stessa voglia di vincere” ha dichiarato il kenyano bianco.

Sky addio al ciclismo al termine del prossimo anno

Sky addio al ciclismo dal 2020

Sky addio al ciclismo al termine della prossima stagione agonistica, cala il sipario su un team e un modello di ciclismo che ha segnato l’ultimo decennio

Sky addio al ciclismo?

Sky addio al ciclismo?

Sky addio al ciclismo al termine del 2019! La notizia è clamorosa ma pare invertibile facendo calare il sipario sul team che più ha segnato gli ultimi dieci anni del ciclismo mondiale.

Da quando si è affacciato sul mondo del ciclismo professionistico nel 2010 il Team Sky ha ottenuto qualcosa come 322 vittorie tra cui spiccano gli 8 grandi giri, 52 corse a tappe e 25 corse di un giorno. Un palmares non propriamente comune e che, grazie alla collaborazione con la British Cycling ha contribuito allo sviluppo del ciclismo d’oltre Manica: due milioni di persone hanno cominciato a pedalare regolarmente e la nazionale del Regno Unito ha ottenuto successi senza precedenti su strada e soprattutto in pista.

Quando nel 2010 il Team Sky si pose l’obiettivo di portare un corridore britannico sul gradino più alto del podio del Tour de France in pochi avrebbero pronosticato che l’obiettivo sarebbe stato ottenuto in sole due stagioni invece già nel 2012 Sir Bradley Wiggins festeggiava sui Campi Elisi la prima maglia gialla per la “Union Jack”. Alle spalle di “Wiggo” già fremeva il giovane Chris Froome che l’anno seguente conquistò il primo dei suoi 4 Tour e che di li a poco avrebbe completato il “Grande Slam” dei 3 grandi giri.

Nel 2018 è la volta di Geraint Thomas di vincere il Tour de France, cogliendo il sesto successo della squadra in sette anni.

Il team si è da sempre contraddistinto per le sue metodologie di lavoro innovative oltre che per l’impegno sociale: la campagna Sky Ocean Rescue per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto della plastica monouso sulla salute degli oceani. Interessante anche la campagan Sky Sports Living for Sport, che promuoveva la partecipazione sportiva nelle scuole per un periodo di 10 anni, e Sky Rainforest Rescue, campagna ambientale accanto al WWF che è durata per sei anni.

 

Il Team Sky ha quindi reso ufficiale una decisione che nel mondo del ciclismo e dell’economia circolava da tempo ossia da quanto il pacchetto azionario di Sky è andato nelle mani del colosso americano Comcast. Nel comunicato diffuso dal team non è mai stato fatto il nome di James Murdoch, figlio minore di Rupert, che ha sempre creduto nel progetto ciclismo e che difficilmente chiuderà il suo impegno con le due ruote.

Sir Dave Brailsford durante l’ultimo ciclomercato ha puntato forte su giovani talenti ai quali ha proposto contratti lunghi e importanti come il quinquennale di Egan Bernal. Questo lascia spazio alla possibilità che il team abbia comunque una strategia per il 2020.

 

 

Nuova divisa per il Team Sky 2019

Nuova divisa per il Team di Chris Froome

Nuova divisa per il Team Sky di Chris Froome che per la stagione 2019 presenta un kit nerazzurro firmato Castelli

Nuova divisa per il Team Sky

Nuova divisa per il Team Sky

Nuova divisa per il Team Sky in vista della sempre più imminente stagione 2019. La formazione di Chris Froome ha svelato il nuovo kit e la notizia è quella di un ritorno alle tonalità scure. Dopo il 2018 caratterizzato dal bianco e dal celeste, per la prossima stagione il team britannico tonerà a colorarsi di nerazzurro.

Il blu richiama la campagna di sensibilizzazione Sky Ocean Rescue  il cui logo figura sul colletto della divisa mentre il nero richiama la divisa classica della formazione di Dave Brailsford.

La produzione dei kit è stata affidata all’azienda italiana Castelli perchè, come ha dichiarato il manager del team:

«Castelli condivide il nostro approccio nella ricerca e siamo veramente impressionati per quanto riescono continuamente a produrre in modo assolutamente pionieristico. Siamo molto felici del look della nuova divisa.

L’azienda Castelli ha avuto un ruolo importante nel nostro successo nelle ultime due stagioni. Questa maglia è molto bella e ci accompagnerà nel nostro decimo anno di attività”.

Soddisfazione anche da parte del Brand Manager di Castelli, Steve Smith:

“oltre all’estetica, siamo convinti che il nuovo kit potrà aiutare il Team Sky ad essere più performente nella prossima stagione. La sesta generazione delle maglie prodotte da Castelli è più leggera e confortevole per l’atleta e garantisce una maggiore aerodinamicità. Il lavoro svolto dall’azienda viaggia di pari passo con quello del team che ci affianca nello studio di nuove soluzioni con continui feedback”.

 

 

 

Ventolin per pedalare tra gli amatori

Ventolin: non solo Froome ma anche alcuni amatori lo usano

Ventolin e altri farmaci, un’inchiesta pubblicata da Il Giorno spiega come l’uso di prodotti vietati sia in calo tra i pro e in aumento tra amatori e giovanissimi

Ventolin e pastiglie

Ventolin e pastiglie

Ventolin e ciclismo, Ventolin e doping. Poco più di undici mesi fa scoppiava lo scandalo (poi rientrato con un nulla di fatto) della positività al farmaco di Chris Froome. Oggi, a distanza di quasi un anno, il farmaco incriminato torna agli onori della cronaca per vicende legate agli amatori.

Il doping è uno dei mali principali che il ciclismo ha cercato di estirpare nel corso degli ultimi venti anni con risultati alterni ma dimostrando, certamente, una minore propensione agli scandali. Solo la vicenda legata alla presunta positività di Froome alla Vuelta 2017 ha fatto tremare le vene ai polsi dei massimi dirigenti dell’UCI che hanno temuto un nuovo caso Lance Armstrong.

Secondo gli studi promossi da “Il movimento per un ciclismo pulito“, il movimento professionistico sta registrando un forte calo nell’assunzione di sostanze proibite trend assolutamente e tristemente opposto tra gli amatori.

In un recente articolo apparso sul quotidiano lombardo “Il Giorno”, in cui si cita una interessante inchiesta condotta da Giulio Mola lo scenario relativo agli amatori appare alquanto preoccupante.

Pare che su alcuni forum e in gruppi sui social media sia fin troppo facile entrare in contatto con “spacciatori” di sostanze proibite. Alcuni blitz della Guardia di Finanza hanno portato alla luce questa triste, ma reale, situazione.

In alcuni siti si trovano “ricette” di cocktail di farmaci e sostanze per poter “spingere di più” in corsa la domenica o sentire meno la fatica in allenamento.

L’inchiesta racconta di account fittizi con cui sportivi “della domenica” interagiscono alla ricerca di venditori senza badare minimamente ai rischi che farmaci proibiti possono comportare per la salute.

Giorgio Mola riporta alcuni stralci di discussione postati in alcuni forum:

 “I miei amici, soprattutto i più giovani, li vedevo sfrecciare mentre io arrancavo. Così ho cominciato a prendere il Ventolin, mi apriva i bronchi e mi dava più ossigeno. E pedalavo più in scioltezza”.

Il Ventolin non è un gioco né un prodotto con cui scherzare, ha una funzione legata agli attacchi d’asma. Il suo uso, come quello di ogni farmaco, senza controllo ne cognizione di causa può risultare potenzialmente dannoso per la salute (come del resto ogni farmaco assunto in modo scorretto).

Nel Deep Web il Ventolin e anche farmaci ben più pericolosi possono essere acquistati senza difficoltà anche da giovanissimi atleti e ciclisti consentendo la creazione di “cocktail” assolutamente pericolosi che possono generare anche malattie cardiache, impotenza e trombosi.

 

 

 

 

 

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Colle delle Finestre, Chris Froome e il Giro d’Italia 2018

Colle delle Finestre, che fuga quella fuga

Colle delle Finestre e Chris Froome, un giorno storico in cui il kenyano bianco ha preso e ribaltato come un calzino la classifica (e la storia) del Giro 2018.

Colle delle Finestre, Chris Froome

Colle delle Finestre, Chris Froome

Colle delle Finestre, Chris Froome e la sua fuga d’altri tempi, diciamolo, lo ricorderemo per molti anni. In un ciclismo contemporaneo accusato di essere noioso anche da protagonisti attuali, ecco che il kenyano bianco decide di prendere carta e calamaio e scrivere una pagina di storia del ciclismo.

Il leader del Team Sky ha deciso di provare la stoccata lungo lo sterrato della salita piemontese “ammazzando” tutti i rivali e cavalcando in solitaria per qualcosa come 80 km fino all’arrivo solitario di Jafferau.

Diciamolo, quel Giro d’Italia che doveva essere il trampolino per il “doublete” (poi mancato) del kenyano sembrava compromesso, troppe vicissitudini lungo le strade italiane (e israeliane) per riuscire ad indossare la rosa finale e invece….

Invece già nella tappa del Monte Zoncolan il britannico scalda la gamba e la folla con una zampata di classe purissima ma la classifica, nonostante il numero vede Froome nettamente attardato.

Alla partenza da Venaria Reale, infatti, Froome è solamente questo in generale con un ritardo vicino ai tre minuti e mezzo dal leader della Simon Yates, difficile pensare a una rimonta a meno che… non si provi un’impresa:

“in quei casi devi rischiare il tutto per tutto, chiudere in quarta posizione o in undicesima cambia relativamente poco. Avevo nella testa un solo obiettivo ed ero pronto a dare tutto me stesso per ottenerlo, sfiorando l’impossibile” ha raccontato Froome alla Gazzetta dello Sport.

Neanche a dirlo, quel pomeriggio il capitano della formazione britannica ha vestito la sua prima maglia rosa ma non è stato, lo sottolinea lo stesso Froome, un trionfo individuale ma, in puro spirito Team Sky, è stata una vittoria di squadra:

“Sul Colle delle Finestre c’era un nostro uomo ogni 5 chilometri per consentirmi di salire senza la borraccia, se avevo sete c’era una addetto che mi passava l’acqua. In una simile impresa, su una salita come quella ogni grammo pesa tonnellate. Ogni borraccia aveva la quantità di liquido per arrivare allo step successivo”.

Ne abbiamo parlato spesso ma queste parole rimarcano, se ve ne fosse bisogno, come al Team Sky ogni dettaglio sia, in realtà, trattato come un aspetto fondamentale, inutile solerzia? No, filosofia dei Marginal Gains!

Team Sky una nuova concezione di ciclismo

Team Sky una squadra prima che dei campioni

Team Sky nato dall’idea di Brailsford di creare una squadra di uomini prima ancora che di corridori

Team Sky

Team Sky

Team Sky ovvero una eccellenza del ciclismo mondiale, può piacere o non piacere l’approccio della formazione britannica ma i risultati parlano chiaro: una forma vincente! Quando il buon Brailsford presentò l’idea di creare un team non chiede in prima battuta di avere a disposizione dei campioni, l’idea fu invece quella di avere uno staff di uomini da mettere a supporto degli atleti in organico.

Insomma l’idea di base è quella di migliorare cammin facendo, di perfezionare “on the job” il corpo umano degli atleti massimizzandone le performance.

Team Sky: la teoria dei Marginal Gains

Considerando che i margini fisici di miglioramento non sono infiniti, il Team Sky ha puntato sui “guadagni marginali”.

Per vincere oggi, secondo la filosofia Sky, bisogna “aggregare guadagni marginali”: migliorando anche la crescita sarà nel complesso incrementata.

Sir Dave Brailsford, direttore della federazione ciclistica britannica dal 2003 al 2014, ha passato un anno per le università a scegliere il meglio per ciò che concerne, ingegneri biomeccanici, massaggiatori, dietisti, meccanici e massaggiatori e poi ha assemblato il reparto atleti. Migliorando anche solo dell’1% tutti gli aspetti che gravitano attorno ad una squadra o ad un corridore si possono ottenere risultati assolutamente inaspettati e superiori a quelli ottenibili concentrandosi su un solo aspetto.

Insomma la teoria dei Marginal Gains è fondata sull’idea che molteplici miglioramenti incrementali, che singolarmente sarebbero assolutamente trascurabili, nel loro complesso diano vita a progressi difficilmente ottenibili con altre metodologie.

Team Sky: logica 70/30

La “vision” che ha segnato la nascita del team è ancora oggi ben presente. Se il ciclismo ha sempre ragionato con la logica del 90/10 (ossia il 90 per cento delle risorse impiegato per ingaggiare i corridori, il 10 per cento per i tecnici), la Sky ha destinato il 70 del budget alla rosa dei corridori, il 20 ai tecnici e il 10 alla ricerca e sviluppo

“Evolversi, capire nel modo migliore possibile come funziona il corpo è l’unica possibilità che abbiamo per continuare a vincere”

Ha sempre sostenuto Brailsford che ha da sempre posto la massima attenzione ai minimi dettagli.

Aspetti spesso trascurati come l’eliminazione della polvere e dello sporco sui tir che trasportano le biciclette degli atleti o imporre l’uso di un gel antibatterico per le mani dei ciclisti, lo studio quasi maniacale della disposizione del motorhome o l’analisi dei tempi di recupero sono diventati un mantra per il team.

 Team Sky: dono dell’ubiquità?

Un caso emblematico dell’evoluzione tecnologica del Team Sky vi fu nel 2016 quando il capitano Chris Froome durante il mese di novembre era “impegnato” a godersi le meritate vacanze ma era allo stesso tempo “in Norvegia” in galleria del vento.

Niente di mistico ma, grazie al supporto di un ingegnere biomeccanico, un clone meccanico, che del ciclista kenyano aveva forme e dimensioni, stava verificando come migliorare il posizionamento in sella.

Brailsford e il suo staff gestiscono in ogni dettaglio la vita della squadra. E se non a tutti questo piace (chiedere a Mark Cavendish), i risultati parlano a favore di questa filosofia.

“Il corridore che genera più potenza, per la durata più lunga, pur pesando il meno possibile e scivolando in modo efficiente nell’aria, vince solitamente la gara”

è il must per Tim Kerrison, il preparatore “guru” della squadra.

Ogni singola pedalata degli atleti del Team Sky viene registrata dal misuratore di potenza e immagazzinata in un apposito software e i dati prodotti vengono analizzati ossessivamente da Kerrison che studia la preparazione di ogni atleta.

Dumoulin all-in per il Tour di France 2019

Dumoulin punterà tutto sul Tour de France

Dumoulin dopo essere arrivato secondo al Giro e al Tour nel 2018, potrebbe concentrarsi esclusivamente sulla maglia gialla

Dumoulin punta sul Tour

Dumoulin punta sul Tour

Dumoulin, a pochi giorni dalla presentazione del Tour de France 2019,  ha lasciato intendere che metterà la maglia gialla al centro della prossima stagione agonistica.

La stella della Sunweb è in attesa di vedere che cosa metterà in campo l’organizzazione del Tour per la prossima edizione della Grande Boucle.

“Non abbiamo ancora preso la decisione finale, ma mi piacerebbe andare al Tour per vincere. Non considererei un fallimento il non vincere ma ammetto che dopo due secondi posti vorrei provare a vincere”.

Dumoulin, 28 anni, è arrivato secondo al Giro d’Italia, al Tour e alla cronometro ai Mondiali di Innsbruck rendendo la sua stagione comunque importante anche senza nessuna vittoria.

“Non ho alcun rimpianto, sento di non aver commesso errori, semplicemente Chris Froome e Thomas erano più forti di me. La semplice verità è che c’era sempre qualcuno un po’ più forte di me. Quando Froome ha vinto a Zoncolan, non l’ho detto, ma era evidente che Froome era tornato. Qualcuno ha detto che non avrei dovuto aspettare sul Colle delle Finestre ma quella era la decisione migliore in quel momento”.

Dumoulin ha le caratteristiche per gareggiare e vincere grandi tour: è uno dei migliori cronoman al mondo ed in salita solo gli scalatori puri possono batterlo sulle salite più dure.

Probabilmente tra i migliori cronometristi del mondo, può scalare con l’élite del gruppo. Solo un semplice alpinista può far cadere Dumoulin sulle salite più ripide.

Dumoulin ha conquistato il Giro del 2017 e ha sorpreso molti addetti ai lavori puntando sulla doppietta Giro-Tour ma l’esperienza della stagione che si sta concludendo ha fatto cambiare strategia: puntare su un unico obiettivo.