Froome lascia il Team Ineos?

Froome lascia il Team Ineos? Possibile!

Froome lascia il Team Ineos? La notizia clamorosa viene lanciata dal sito cyclingnews, sul kenyano bianco potrebbe esserci la Bahrain-McLaren

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome  lascia la Ineos? La notizia è clamorosa e ancora più clamorosa è la possibilità che il divorzio inateso possa avvenire già nel corso del 2020. La notizia è stata lanciato dall’autorevole sito cyclingnews.com e ha scatenato un vero e proprio vespaio sui social network e, era inevitabile, tra gli addetti ai lavori.

La situazione è in evoluzione ma alcuni dati oggettivi possono portare a credere che questa indiscrezione possa in qualche modo diventare realtà. Partiamo dal presupposto che anche un gruppo formidabile sia sotto l’aspetto tecnico che economico possa in qualche modo patire le conseguenze della pandemia di Covid19. Il colosso del ciclismo ha in casa diversi atleti di primo piano da Bernal a Thomas e il buon Chris potrebbe risultare, a fronte dei suoi 35 anni, un po’ attempato per le esigenze di squadra.

Il britannico è reduce, poi, dal terribile incidente del Giro del Definato 2019 che ne ha messo a rischio la carriera e dal quale giura di essere tornato al 100% ma che potrebbe, al contempo, aver messo qualche tarlo nella dirigenza del Team Ineos. A questo va aggiunto che il contratto del quatto volte vincitore del Tour de France è in scadenza e, strategicamente, la squadra punterebbe maggiormente sull’emergente (e vincete) Bernal (o su Thomas) che non vedrebbe di buon occhio un ruolo di gregario di Chris Froome.

Sulle tracce del forte cicista britannico ci sarebbero almeno due tream tra cui il ricco Team Bahrain-McLaren.

 

Chris Froome tra ritorno al ciclismo e pandemia

Chris Froome si allena in vista dell’assalto al Tour

Chris Froome ha praticamente completato il percorso riabilitativo e ora si allena tra palestra e rulli durante il periodo di quarantena in casa per il Covid19

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome è noto a tutti per essere un professionista inflessibile, serio sul lavoro, sempre concentrato. Non a tutti piace quell’atteggiamento un po’ da “macchina” ma sicuramente va ammirato per la costanza e per come, dopo un terribile incidente che avrebbe steso un leone e che aveva fatto temere per la sua carriera, il kenyano bianco è tornato in sella.

Dopo aver conquistato quattro Tour de France e un Giro d’Italia ha visto sfumare la possibilità di entrare nel “club dei cinque” prima per la bravura del compagno di squadra Thomas e poi per il fato che si è messo di traverso durante la ricognizione del  Critérium du Dauphiné .

Il fenomeno del Team Ineos aveva già avuto modo di correre con i compagni durante il Giro degli Emirati lo scorso febbraio poi interrotto proprio per la pandemia di Covid19 che ha preso una piega tale da costringere al blocco totale delle corse.

Dopo un periodo di allenamento in Sud Africa, circa un mesetto fa, ora Froome è tornato a casa per stare accanto alla famiglia vivendo anche lui, come tutti, la quaranta dedicandosi a sessioni di palestra e allenandosi sull’ormai immancabile Zwift.

Domenica Froome è stato uno dei protagonisti proprio sulla piattaforma di home training e ha raccontato a cyclingnews.com le sue impressioni:

“devo dire che il percorso di ripresa sta andando molto bene, potrei spingermi a dire che è completato ma sto ancora allenandomi in modo specifico per migliorare la condizione del lato destro del mio corpo. Ora affronto i normali carichi di lavoro e sto andando sempre meglio”.

Grazie ad una speciale palestra allestita subito dopo l’incidente della scorsa estate, Chris Froome sta lavorando per migliorare la stabilità del core. Froome, che va ricordato ha trascorso un periodo su di una sedia a rotelle, si gode la sua “tana” che oltre ad essere perfettamente equipaggiata è stata decorata con le biciclette che lo hanno portato nell’olimpo del ciclismo e da alcuni quadri appositamente commissionati.

Se le indiscrezioni apparse ultimamente sui siti specializzati dello spostamento del Tour a fine agosto dovessero essere confermate, Froome avrà un mese in più per arrivare pronto all’appuntamento per entrare nella leggenda vincendo la quinta Grande Boucle (dopo aver vinto nel 2013 e negli anni tra il 2015 e il 2017).

Chiaramente bisognerà verificare le condizioni del ciclista britannico al netto della prova reale su strada anche in considerazione della fortissima concorrenza interna di Geraint Thomas e Egan Bernal che certamente non rinunceranno facilmente ai gradi di capitano nella corsa più prestigiosa di una annata che sarà certamente ricordata per l’anomalia del calendario.

 

Froome: il mio recupero è praticamente completo

Froome: mi alleno come prima dell’incidente

Froome è impegnato nel recupero dei postumi dell’incidente e, durante la quarantena, si divide tra corse virtuali, famiglia e allenamento specifico 

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Froome domenica ha concesso un’intervista su Zwift all’interno della trasmissione del Team Ineos eRace in cui ha raccontato le proprie condizioni di salute. Il quattro volte campione del Tour de France ha l’attività di recupero dopo il terribile incidente accaduto durante la ricognizione del Critérium du Dauphiné del 2019 si può dire sia “praticamente completo”.

La stagione 2020 è, lo sappiamo tutti, funestata e limitata dalla pandemia di Covid19 ed il kenyano bianco è riuscito a correre solamente 5 giorni e ha ripiegato sulla Zwift eRace del team in cui è in sesta posizione suscitando un moto di felicità nel team manager Dave Brailsford.

Attualmente Chris Froome si trova nella sua casa di Monaco e proprio da quella “prigione dorata” ha voluto dire la sua particolare condizione della quarantena:

“devo dire che sta andando, mi alleno sui rulli ed in palestra e mi dedico anche ai bambini, insomma sono molto occupato. Il mio percorso di recupero sta andando bene, è nella sostanza completato. Lavoro in modo specifico giù dalla bicicletta per rinforzare la parte destra del corpo che è quella che ha subito maggiori danni. Sono tornato ai carichi di allenamento pre-infortunio e questa è una vera gioia”

 

 

Chris Froome al Giro d’Italia 2020? Forse

Chris Froome al Giro d’Italia 2020, non impossibile

Chris Froome al Giro d’Italia 2020, il britannico potrebbe essre il capitano del Team Inoes in alternativa a Geraint Thomas

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha ufficializzato il suo rientro alle corse con un video in cui ha comunicato ai propri fans la sua presenza in occasione dell’UAE Tour in programma negli Emirati Arabi Uniti dal 23 al 29 febbraio.

Un sospiro di sollievo per i tanti tifosi di Chris e, diciamolo, per tutti gli appassionati di ciclismo dal momento che, dopo il terribile incidente al Tour del Delfinato 2019, in tanti hanno temuto che la carriera del campione fosse giunta al capolinea.

Il quatto volte vincitore del Tour ha dimostrato tutta la sua forza morale e mentale nel risalire prontamente in sella dopo una serie di interventi chirurgici che avrebbero stroncato la volontà di molti. Certamente lo stimolo principale (e dichiarato) di Froome è stato il desiderio di potersi giocare le sue chance di entrare nel Gotha degli eletti in grado di vincere cinque Tour. E’ proprio la corsa francese l’obiettivo principale della stagione 2020 del kenyano bianco ma, per arrivare pronto all’appuntamento, sarà importante pianificare accuratamente il cammino di avvicinamento alla prova di luglio.

Sulle reali condizioni di Froome permangono dubbi insistenti e anche lo staff del Team Ineos ha voluto analizzare accuratamente la distribuzione dei propri capitani tra le principali corse a tappe. Se Richard Carapaz pare destinato a presentarsi al Giro d’Italia 2020 con i galloni del capitano designato per puntare a bissare il successo dello scorso anno, al Tour gli uomini di punta saranno Bernal e Thomas.

Ma cosa potrebbe accadere se Froome dovesse dimostrarsi pronto per competere giù a fine di aprile? Come segnalato da Gazzetta dello Sport il Team Ineos potrebbe riservarsi la possibilità di schierare anche Froome nella starting list.

Geraint Thomas alla Corsa Rosa pare una certezza mentre potrebbe trovarsi un compagno di squadra “in più”, la situazione è assolutamente fluida e verrà valutata settimana dopo settimana in base all’evoluzione della condizione fisica di Froome.

 

 

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Froome torna a correre dopo l’incidente del giugno 2019

Froome torna in corsa a fine febbraio

Froome torna a correre al Giro degli Emirati Arabi a fine febbraio per il britannico è il ritorno alle corse dopo l’incidente di giugno

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Froome rompe finalmente gli indugi circa il suo ritorno ufficiale alle corse dopo il terribile incidente occorsogli lo scorso mese di giugno durante la ricognizione della cronometro del Giro del Delfinato a Roanne. Froome non corre dal 12 giugno visto che il giorno successivo, prima del via della crono, fu vittima della caduta di cui sopra.

La caduta al Delfinato è costata cara al kenyano bianco che non solo ha visto sfumare la possibilità di tentare l’assalto al quinto Tour de France ma ha anche messo uno stop alla stagione agonistica 2019. In realtà le conseguenze dell’impatto potevano essere talmente gravi da stroncare la carriera di molti ma il carattere e il fisico di Froome gli hanno consentito di bruciare i tempi di recupero tornando in sella (non senza dolori e fastidi) prima dei tempi più ottimistici previsti dal personale medico curante.

Femore, costole e gomito fratturati, giorni in terapia intensiva e ripetuti interventi chirurgici per tornare a camminare avrebbero stroncato la volontà di chiunque ma, anche in questo caso, Chris ha dimostrato tutta la sua tenacia.
Indipendentemente dal giudizio sulla persona e sull’atleta (che spesso ha diviso gli amanti del ciclismo) va ammirata la forza d’animo e la costanza dimostrata nel cammino di recupero della condizione atletica dell’atleta del Team Ineos.

Restano ancora dubbi su quante possibilità avrà Froome di tornare ai livelli pre-incidente ma già la notizia di una data del ritorno alle corse (cosa assolutamente non scontata) meritano di essere festeggiate. Piaccia o non piaccia Froome ha dominato il ciclismo degli ultimi anni con le sue stratosferiche e mitologiche “frullate”.

Ora il capitano (o uno dei capitani?) della Ineos ha definito il giorno esatto in cui si riappunterà un numero sulla schiena: il 23 febbraio quando ci sarà la partenza dell’UAE Tour, corsa di sette tappe lungo gli Emirati Arabi organizzata da RCS Sport.

E’ stato lo stesso Chris a voler ufficializzare la notizia attraverso un filmato:

“sto alla grande e mi sto allenando a Gran Canaria. Sono felice di annunciare che la mia stagione inizierà il prossimo mese all’UAE Tour, un modo giusto per riprendere a correre”.

 

 

 

Alberto Contador contro Chris Froome: Scontro tra titani!

Alberto Contador ripercorre la rivalità col britannico

Alberto Contador contro Chris Froome, due grandi campioni, due grandi squadre, due modi diversi di interpretare la corsa. Ne parla lo spagnolo

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador è uno di quei campioni che non possono passare inosservati. Il “Pistolero” ha regalato momenti epici di ciclismo ma ha attraversato anche momenti cupi. Tra gioie e dolori sono tanti gli atleti contro cui si è scontrato ma, con ogni probabilità, le scintille più potenti sono scoppiate con il britannico Chris Froome.
Due autentici “califfi” del ciclismo moderno, Contador e Froome non se le sono mandata e dire e, durante il Tour de France 2013 è forse arrivato lo zenith della rivalità anche se i due si sono affrontati in ben 4 edizioni di Tour e altrettanti della Vuelta negli anni che vanno dal 2011 (esplosione del kenyano bianco) e il 2017, anno del ritiro dell’iberico.

Lo spagnolo in una recente intervista al periodico Procycling ha però voluto un po’ sminuire la cosa sottolineando come la rivalità è stata più con il Team Sky che con Froome mentre la vera rivalità personale era con Andy Schleck.

“Il modo di correre del Team Sky mi ha costretto a cambiare i miei metodi di allenamento introducendo sessioni in quota –  ha spiegato Alberto – la forza della formazione britannica è assoluta, un po’ come Barcellona o del Real Madrid nel calcio con tanti soldi possono permettersi gli atleti migliori. Alcuni team fanno fatica a trovare otto atlewti per il tour, loro li hanno per Delfinato e Tour de Suisse e poi selezionano gli otto per il Tour”.

Proprio la profondità della “rosa” del Team Sky (ora INEOS) è, secondo lo spagnolo, il punto chiave dei successi.

“Se avessi potuto prendere un compagno di Froome avrei scelto Porte in alcuni momenti pedalava meglio di Froome. Ma non dimentico Poels, Michał Kwiatkowski e Geraint Thomas” ha raccontato l’iberico

Ma il Team Sky era (ed è) davvero senza difetti? Contador identifica una “falla” nel sistema:

“il più grande handicap della Sky sia stato che inizialmente la loro conoscenza delle corse si basava su ciò che gli inglesi avevano fatto in pista e di conseguenza era un po’ carente in chiave tattica sugli scenari delle corse. Non tutti gli atleti erano esperti di corse su strada, poi col tempo questo gap si è colmato e ora è pressoché impossibile cogliere in fallo la INEOS”.

E su Froome? Davvero il kenyano (prima del terribile incidente di questa estate) è inarrestabile?

“il punto debole di Chris è il freddo ma lui corre sempre il Tour e questo è un vantaggio. Froome non da quasi mai segni di cedimento, è strano. Ricordo la frazione do Ancares, alla Vuelta 2014, Joaquim Rodríguez attaccò, seguito da Valverde. Io decisi di restare con Froome che sembrava cedere, poi abbiamo ripreso Purito e poi Alejandro poi a un chilometro dalla vetta ho attaccato e vinto. Lui corre in un modo opposto dal mio ma ha ottenuto risultati unici”.

Contador e Froome, due scuole di pensiero diverse, testa per il britannico, cuore per lo spagnolo

 

Come sta veramente Chris Froome?

Come sta Chris Froome?

Come sta Chris Froome? In molti se lo chiedono dopo il terribile incidente della scorsa estate e le difficoltà a tornare in forma

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Attorno al nome di Chris Froome stanno girando parecchie voci e speculazioni; , il quattro volte vincitore del Tour de France non ha ancora fissato una data precisa per un ritorno alle corse ma in tanti si interrogano su cosa potrà offrire il 2020 al “kenyano bianco”.

Sono tanti i punti interrogativi attorno al nome del capitano del Team Ineos e alla data del rientro alle corse per la nuova stagione. Un report di BiciSport ha fatto scattare il campanello di allarme attorno alle condizioni del forte ciclista britannico.

Il Team Ineos è impegnato, in questi primi giorni dell’anno, in un training camp alle Isole Canarie e Froome era tra i convocati ma dopo pochi giorni, in accordo con lo staff medico, è tornato a casa in quanto non ancora in grado di sostenere i ritmi imposti dalla squadra:

“ Non sta bene e chissà se si riprenderà” ha scritto la nota rivista.

Al momento le condizioni fisiche di Froome non promettono nulla di buono e lo allontanano dal novero dei favoriti per la vittoria del Tour de France 2020.

In considerazione delle tante voci che stanno circolando, Dave Brailsford ha voluto intervenire per smorzare il fuoco:

“Froome non può essere sottovalutato da nessuno, sta mettendo tutta la sua carica e determinazione per farsi trovare pronto per la Grande Boucle 2020. L’atleta e il team faranno tutto il possibile per essere al top dall’avvio di Nizza”.

Sicuramente il Team Ineos punterà su Richard Carapaz per il Giro 2020 e avrebbe comunque l’opzione Egan Bernal come capitano per la corsa francese. Il colombiano non avrebbe disdegnato il ruolo di capitano per la corsa rosa anche per riscattare l’assenza del 2019. Altra freccia all’arco della formazione britannica in vista del Tour è, naturalmente, Geraint Thomas se Froome dovesse “andare lungo” e essere il capitano per la Vuelta.

Naturalmente bisognerà fare i conti con l’oste, ovvero con Froome che proprio non ne vuole sapere di rinunciare all’assalto della quinta maglia gialla in carriera. L’urlo di sfida è arrivato, come classico di questi tempi, con un post su Instagram in cui il Kenyano bianco ha voluto rispondere a chi lo dava per fuori condizione.

Froome ha dichiarato che Giovedì 9 gennaio sarà nuovamente nel ritiro della Ineos cosa che riaccende le speranze di vederlo protagonista in Francia.

Non sarà certamente in tragitto in discesa, anzi sarà ancora molto dura per Froome ma il post e le parole di Brailsford sono un chiaro segnale di ottimismo nonostante il campione si stia sottoponendo ancora a intenso lavoro di fisioterapia per riprendersi dalle terribile ferite riportate nell’incidente durante la ricognizione al Critérium du Dauphiné dell’estate scorsa.

Anche se non corre da giugno Froome ha ripreso da tempo gli allenamenti pur non postando dati sull’applicazione Strava dove era, invece, molto attivo prima dell’incidente. Froome a maggio compirà 35 anni e non ha mai nascosto che uno degli stimoli massimi per continuare a competere è proprio la voglia di entrare nel “club dei 5 Tour”.

Froome e Ineos non vogliono forzare i tempi ma è chiaro che, per essere competitivo a Luglio, il britannico dovrà cimentarsi in test probanti nelle corse più importanti che precederanno la Grande Boucle 2020.

Qualche voce vorrebbe Froome essere nuovamente al via del Giro 2020 ma questo richiederebbe una condizione fisica che al momento è ancora molto lontana dall’arrivare ma, conoscendo la temperanza di Froome, non ci sentiamo di escludere nessuna ipotesi futura.

Indicazioni precise arriveranno già nel prossimo mese di febbraio quando si disputeranno la Volta ao Algarve e il UAE Tour oppure a marzo quando si disputeranno la Parigi-Nizza, la Volta a Catalunya e la Tirreno-Adriatico, primi test probanti della stagione 2020. Se Froome dovesse prendervi parte sarà evidente che le sue condizioni fisiche sono in crescendo.

Chris Froome sottoposto a un intervento chirurgico

Chris Froome operato, tutte le novità

Chris Froome sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere le placche metalliche all’anca e al gomito, l’obiettivo è tornare al Tour 

Chris Froome operato (fonte pagina Instagram)

Chris Froome operato (fonte pagina Instagram)

Chris Froome sottoposto a un intervento chirurgico presso l’Ospedale universitario di Saint-Etienne (paese di adozione di Froome) questo venerdì per rimuovere una placca di metallo nell’anca e le viti del gomito. Secondo le prime indiscrezioni l’intervento è perfettamente riuscito e il britannico potrà presto riprendere il programma di allenamento. Chris è stato operato a seguito del terribile incidente accaduto nella fase di riscaldamento di una tappa del Critérium du Dauphiné lo scorso mese di giugno.

“Meno hardware dall’anca e dal gomito. Sensazione di intontimento ma tutto è andato alla perfezione.” ha scritto sui social direttamente dal proprio letto d’ospedale.

Dopo l’apparizione in sella alla bici nell’esibizione al recente Criterium di Saitama, Froome era stato criptico sulle possibilità di tornare al top ma aveva mostrato un livello di ottimismo assolutamente alto.

Se durante la prova nipponica la sua pedalata è apparsa imballata ma naturale, sceso di bicicletta, il kenyano bianco ha mostrato una marcata zoppia probabilmente dovuta proprio alla presenza della placca in metallo che in qualche modo andava a interferire sui tendini causando dolore e fastidio ma che ha contribuito a saldare la frattura al femore il “modi e tempi sorprendenti”.

Naturalmente ora sarà necessario un periodo di riposo con la speranza che il lavoro previsto possa portare Froome ad arrivare pronto per i due eventi principali della prossima stagione: il Tour de France dove spera di ottenere in quinto successo personale e, naturalmente, i Giochi Olimpici a Toyko a luglio.

L’obiettivo di Chris è quello di rientrare ufficialmente alle competizioni nel mese di febbraio trovando la condizione nei successivi quattro mesi sino ai succitati appuntamenti. La fiducia c’è ma anche qualche dubbio ma, chiaramente, sarà la strada a sancire le reali percentuali di recupero del kenyano bianco.

E’ proprio la speranza di riuscire ad entrare nel prestigioso club dei cinque (Tour vinti) a motivare Froome che non è certamente più un ragazzino e che però ha sempre dimostrato una volontà e una abnegazione assolutamente unica.

Quale potrà essere il valore e l’impatto che Froome avrà sul ciclismo e sugli equilibri del Team Ineos è tutto da definire. Certamente nel club britannico la figura di Chris è ancora dominante e lo stesso vincitore del Tour 2019, Egan Bernal, si è detto pronto a considerare obiettivi per la prossima stagione che possono non contemplare la corsa francese.

Sarà, come sempre, la strada a determinare obiettivi e strategie.

Chris Froome: non so se tornerò quello di prima

Chris Froome dopo l’incidente si interroga sul futuro

Chris Froome a 34 anni e dopo aver perso la stagione 2019 a causa di un terribile incidente riprova la caccia al quinto Tour de France 

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome è tornato ufficialmente a pedalare, ha diffuso alcune foto sui propri canali social e dopo tante nubi spera di poter vedere il sole. Le nubi tornano però a riaddensarsi quando lo si vede camminare, la sua gamba destra non appoggia correttamente e questo non tranquillizza né i fans, né il team né soprattutto il britannico.

E’ lo stesso ciclista del Team Ineos che, in una intervista rilasciata a Cyclingnews.com in Giappone al Criterium di Saitama ha segnalato questo fastidioso disturbo: “posso dire di andare in bicicletta meglio di quanto non possa camminare” ha spiegato Froome.

Sono passati quasi 5 mesi dal terribile schianto che ha spezzato i sogni di vincere il Tour 2019 ma, soprattutto, anca, gomito, femore, sterno e vertebre al ciclista britannico. La strada verso la ripresa è in salita e lo sa bene Chris che è già soddisfatto di non dover più utilizzare le stampelle per salire in sella. Ora Froome si accontenta di pedalare “a ritmo cicloturistico”

Ma perché Froome zoppica?

“La placca dell’anca sta intrappolando alcuni tendini e sto trovando difficoltà quando cammino” ha spiegato ai giornalisti del noto sito di informazione ciclistica.

I problemi sono ancora molti ma i progressi paiono di rapidi delle più rosee aspettative (qualcuno aveva dato per finita la sua carriera!).

“La frattura del femore sta mostrando un recupero incredibile. Le viti resteranno per sempre ma sono fortunato che le fratture siano state lontane dalle articolazioni a parte il gomito che sta comunque progredendo molto bene” ha spiegato il kenyano bianco.

Chris dovrà subite un nuovo intervento dopo di che sarà pronto per riprendere seriamente il programma per tornare alle corse:

“ci vorranno ancora diverse settimane ma spero di poter tornare ad allenarmi normalmente a dicembre tornando a correre a febbraio. In queste situazioni non ci sono certezze ma finché non ci saranno riscontri diversi continuo ad avere l’obiettivo di tornare al Tour 2020” .

Froome è a una vittoria del Tour per entrare nell’olimpo con Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain e proprio entrare nel “club dei 5” è una motivazione forte per superare questo momento ancora difficilissimo. Non è certamente facile psicologicamente trovarsi dall’essere il ciclista numero uno al mondo a non riuscire più non solo a pedalare ma anche camminare.

Froome sa perfettamente che può accadere anche che non riesca a tornare ai livelli di eccellenza a cui ci ha abituato ma sa anche che ponendosi degli obiettivi ambiziosi può trovare uno stimolo forte per affrontare il duro percorso riabilitativo. Il Tour e le Olimpiadi di Tokyo (“un percorso collinare che lo rendo un obiettivo ideale per proseguire dopo il Tour de France”) sono due motivatori eccezionali per il ciclista del Team Ineos.

 

“Quando il chirurgo mi ha detto, ‘puoi tornare alle corse’, ho pensato: Una cosa è correre, ed è un’altra è provare a vincere il Tour de France. Ci sono molte incognite ma c’è una certezza che darò tutto me stesso per tornare il Froome di prima dell’incidente” ha concluso.

Chris Froome punta a tornare a correre nel 2019

Il britannico del Team Ineos scalda i motori

Chris Froome del Team Ineos, reduce dalla terribile caduta accorsagli durante il Giro del Delfinato, punta a tornare a correre a  fine stagione

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha sempre stupito tutti negli ultimi anni imponendosi come l’atleta di spicco per le corse a tappe. Il suo 2019 doveva portarlo nell’olimpo dei campionissimi in grado di conquistare per 5 volte il Tour de France e la sua tensione verso quell’evento è stata maniacale ma la sfortuna si è messa nel mezzo.

Il terribile incidente che lo ha visto vittima durante una ricognizione al Critérium du Dauphiné ha distrutto tutti i piani della stagione ma la tenacia di Froome è proverbiale ed in una recente intervista a The Telegraph ha rivelato l’intenzione di voler prendere parte a qualche kermesse di fine stagione.

Froome due settimane fa è stato avvistato in sella alla sua bicicletta per la prima volta dopo il drammatico schianto e qualche giorno dopo è stato vittima di un incidente domestico in cui si è reciso il tendine di un pollice. Questo inconveniente non ha però fiaccato la grinta del kenyano bianco che pur mantenendo non poche difficoltà fisiche (è in grado di camminare con le stampelle) continua ad allenarsi sul turbo trainer con sessioni di un’ora alla volta e sta accelerando rispetto ai piani di recupero programmati.

“Sarebbe bello poter prendere parte a qualche evento post-stagionale che di solito faccio in bassa stagione, mi piacerebbe poter tornare tra i pro prima di gennaio” ha spiegato al quotidiano britannico.

L’impatto contro il muro durante il Delfinato ha reso necessario un delicato intervento chirurgico di emergenza per ridurre le conseguenze delle fratture a gamba, anca, costole, vertebre e gomito. Di quel giorno Froome non ha memoria: “C’è un buco di cinque minuti di cui non ricordo nulla e questa cosa mi fa impazzire ma spero che il fatto di non ricordare mi permetta di evitare i brutti ricordi in corsa”.

Il britannico ha però tentato di ricostruire il tutto attraverso le testimonianze dirette di Tim Kerrison, del meccanico Gary Blem e del Direttore Sportivo Servais Knaven.

Sugli accadimenti legati alla caduta del 12 giugno scorso sono girate diverse teorie bizzarre circolare in diversi forum e social network ma Froome ha bollato queste voci come ridicole.

Mente al un quinto Tour de France e non solo…

Come detto, da quel terribile 12 giugno Chris ha bruciato le tappe e ora la sua mente è rivolta ad arrivare pronto per la stagione 2020: “è il mio obiettivo principale ma ogni settimana me ne pongo più immediato. Sono in anticipo sulle previsioni fatte, faccio 3 o 4 ore di fisioterapia, poi mangio e nel pomeriggio ancora allenamenti” ha spiegato il capitano della Ineos.

Se l’obiettivo principale è raggiungere Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain anche le Olimpiadi di Tokyo visto i 5000 metri di arrampicata sul percorso ingolosiscono il kenyano bianco.

“la prova sarà una settimana dopo il Tour e supponendo di essere al via della corsa francese potrebbe essere assolutamente positivo per arrivare in condizione ottimale alla prova a cinque cerchi” ha spiegato Froome.

Chris tiene, come di consueto, il “timone” bello dritto senza voli pindarici:

“Dovrò allenarmi più duramente di quanto non abbia mai fatto per tornare al livello pre-incidente. Ottenere cinque titoli al Tour è impresa ardua in condizioni normali figuriamoci dopo un incidente che poteva mettere fine alla mia carriera agonistica. Dopo l’incidente in tanti mi hanno dato per finito, tornare a vincere sarebbe davvero una cosa incredibile” ha concluso in capitano dell’Ineos.