Team Sky 2018: Presentazione team

Team Sky 2018: ecco la squadra

Team Sky 2018: i casi Froome e Moscon non spaventano i britannici. Kwiatkowski, Poels e Thomas sono le  certezze in una rosa ricca di talento e prospettive

Team Sky 2018

Team Sky 2018

Team Sky 2018 inizia la nuova stagione con qualche complicato punto interrogativo legato alle possibili squalifiche di due pezzi da novanta come il capitano Froome e il nostro Gianni Moscon. Entrambi i corridori sono in attesa di giudizio per situazioni molto diverse: Froome attendo un responso sulla sua arcinota non negatività mentre Gianni se la deve vedere con le accuse di aver provocato la caduta di un collega alla Tre Valli Varesine.

Detto questo la Sky mantiene il primato del budget di gran lunga più ampio di tutto il World Tour  e, di conseguenza, affiderà il suo potenziale su tantissimi atleti in grado di essere competitivi su ogni terreno. Le new entry del team sono state tutte in ottica futura con le firme di due giovani “fenomeni” come Sivakov e Bernal.

Negli ultimi otto anni la compagine britannica ha trionfato in cinque Tour de France e in una Vuelta a España. L’idea del team è quello di inserire nel palmares una vittoria al Giro d’Italia e per questo invierà in Italia il capitano Froome (che punta alla doppietta “pantaniana”).

Geraint Thomas “vittima” della maledizione da Giro, quest’anno si dedicherà alle classiche del nord e poi farà da spalla a Froome per la Grande Boucle.

Wout Poels con la splendida Vuelta 2017 ha ottenuto i galloni di capitano e verosimilmente li difenderà in terra iberica. Daranno una mano ai capitani, facendo apprendistato, i due gioiellini Egan Bernal e Pavel Sivakov. Jonathan Castroviejo  servirà per le cronometro ai grandi giri mentre David De la Cruz farà da capitano per le corse di una settimana.

Dopo aver perso le due ruote veloci Viviani e Van Poppel, per le volate si punterà a far crescere il classe 96 Kristoffer Halvorsen, campione del mondo under 23 a Doha.

Se non vi saranno squalifiche l’uomo per il nord sarà Gianni Moscon assieme al nuovo arrivato Dylan van BaarleIan Stannard è chiamato al riscatto dopo un 2017 decisamente deludente.

Michal Kwiatkowski, uno dei talenti più completi e reduce da una stagione sopra le righe (successo alle Strade Bianche, Milano-Sanremo e San Sebastián), sarà il faro per le classiche e per le gare a tappe di una settimana.

Sergio Luis Henao sarà la seconda punta per le grandi classiche primaverili mentre Diego Rosa deve tornare a offrire prestazioni di qualità dopo lo scorso deludente anno.

C’è infine curiosità per vedere i progressi di  Tao Geoghegan Hart, che tra gli under 23 ha sempre mostrato grandi qualità e che deve dimostrare continuità.

Team Sky 2018: la rosa

Leonardo Basso (Ita, 1993), Egan Bernal (Col, 1997), Jonathan Castroviejo (Spa, 1987), David De la Cruz (Spa, 1989), Philip Deignan (Irl, 1983), Jonathan Dibben (Gbr, 1994) Owain Doull (Gbr, 1993), Kenny Elissonde (Fra, 1991), Christopher Froome (Gbr, 1985), Tao Geoghegan Hart (Gbr, 1995), Michal Golas (Pol, 1984), Kristoffer Halvorsen (Nor, 1996), Sebastián Henao (Col, 1993), Sergio Luis Henao (Col, 1987), Beñat Intxausti (Spa, 1986), Vasil Kryienka (Blr, 1981), Christian Knees (Ger, 1981), Michal Kwiatkowski (Pol, 1990), Christopher Lawless (Gbr, 1995), David López (Spa, 1981), Gianni Moscon (Ita, 1994), Wout Poels (Ned, 1987), Salvatore Puccio (Ita, 1989), Diego Rosa (Ita, 1989), Luke Rowe (Gbr, 1990), Pavel Sivakov (Rus, 1997), Ian Stannard (Gbr, 1987), Geraint Thomas (Gbr, 1986), Dylan van Baarle (Ned, 1992), Lukasz Wisniowski (Pol, 1991)

Nino Costantino: Froome, salbutamolo, doping e squalifica

Nino Costantino parla del caso Doping-Froome

Nino Costantino, esperto medico anti doping della Federazione Medico Sportiva Italiana ha parlato del caso di doping che ha coinvolto Chris Froome alla Vuelta di Spagna 2017.

Nino Costantino

Nino Costantino

Nino Costantino medico della FMSI si è pronunciato sul caso di Chris Froome, ultimo di una lunga lista di ciclisti “asmatici”. Noti tra gli altri i campioni  di Miguel Indurain, Tony Rominger, Alex Zülle, Jan Ullrich, Igor González de Galdeano, Óscar Pereiro, e Bradley Wiggins. Se scorriamo i nomi troviamo qualcosa come 12 Tour de France vinti e, se escludiamo il “buco-Armstrong” stiamo parlando del 60% degli ultimo 20 titoli assegnati.

Se analizziamo la percentuale di popolazione mondiale affetta dall’asma si considera una percentuale del 4% della popolazione colpita da questo disagio (la percentuale Italiana è molto vicina al 5% mentre negli usa si arriva a circa l’8%). La percentuale di popolazione affetta da asma è in aumento, probabilmente per via dell’inquinamento crescente in larghe parti del pianeta.

Ora, senza procedere con una caccia alle streghe che non aiuta nessuno, è palese come i numeri non tornino. Pare quasi che per primeggiare nello sport sia importante essere asmatici. Chi non ha avuto il classico compagno di classe più sfortunato che doveva ricorrere al Ventolin per giocare nell’intervallo nel giardino della scuola? Avreste mai pensato che statisticamente aveva più possibilità di voi di vincere il Tour de France?

Nino Costantino: casa ne pensa?

Nino Costantino è stato intervistato da Sportfair e, dall’alto della sua posizione di  DCO (Doping Control Officer) della FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana) ha cosi dichiarato: “il salbutamolo migliora senza dubbio le performance sportive perché, essendo un broncodilatatore, apporta maggior ossigeno nei polmoni”.

Naturalmente maggior ossigeno ai polmoni significa maggior benzina nel motore (i muscoli) del corridore “Ha un effetto immediato e la WADA – ha proseguito Costantino – ha posto dei limiti che consentano agli asmatici di gareggiare e ai furbi di non approfittarne”.

Va ricordato che prima della positività di Alessandro Petecchi alla medesima sostanza i limiti erano inferiori agli attuali.

Il limite massimo di salbutamolo è di 1600 microcrammi ogni 12 ore, Froome è stato trovato con 2.000 nanogrammi nelle urine (molto probabilmente quel giorno aveva assunto 3.200 microgrammi) e proprio il quel giorno era riuscito a recuperare terreno su Vincenzo Nibali.

Nino Costantino ha tenuto a precisare che “i controlli sono volti a tutelare la salute dei corridori prima ancora che a garantire la correttezza delle competizioni sportive” e proprio questo motivo è stato la causa dell’introduzione del passaporto biologico

Il vero problema, secondo il medico, è che “per diventare professionisti contano le vittorie e questo piò comportare il rischio che a livello giovanile vi sia quasi più lotta che tra i professionisti, ed è proprio alle età più giovani che si consumano tragedie terribili, anche perché ci sono meno controlli e meno tutele rispetto agli effetti collaterali di questi farmaci sulla salute degli atleti“.

Osservando freddamente i numeri e le percentuali di asmatici nel mondo del ciclismo, secondo Costantino, c’è la possibilità che “già in età adolescenziale quando si individuano potenziali campioni si attivi l’iter per avere determinate diagnosi affinché possano nel corso della successiva carriera utilizzare quei farmaci che migliorano le performance sportive e che vengono ammessi esclusivamente per gli atleti malati”.