Il Cera colpisce ancora: positivo Gonzalo Najar 

Il Cera colpisce ancora alla Vuelta a San Juan

Il Cera colpisce ancora, risultato positivo durante la Vuelta a San Juan: Gonzalo Najar poi della manifestazione. Positivo anche Gaston Emiliano Javier 

Il Cera colpisce ancora

Il Cera colpisce ancora

Il Cera colpisce ancora, uno dei prodotti dopanti tristemente divenuto famoso in questi ultimi anni (ne abbiamo parlato in questo articolo) è nuovamente protagonista delle cronache di doping legate al ciclismo.
A cedere nelle maglie dei controlli è stato Juan Gonzalo Najar  che secondo quanto riportato dal sito web “Ciclismo Internacional”,,è stato informato che il suo campione A era positivo alla fine della settimana e ha immediatamente lasciato la nazionale argentina con la quale si stava preparando per i Giochi Panamericani.

Sempre secondo il sito internet, anche Gaston Emiliano Javier , che ha giocato un ruolo chiave nella vittoria di Najar alla Vuelta a San Juan, è risultato positivo (al testosterone).

Secondo quanto riportato dal sito, Najar è risultato positivo al CERA dopo un test il 23 gennaio scorso, durante le prime fasi della Vuelta a San Juan, dove correva per la Sindicato Empleados Públicos de San Juan. Il giovane corridore ha poi vinto la decisiva tappa di montagna all’Alto Colorado per impostare la vittoria generale. davanti a corridori di primo  piano  come  il nostro Ganna e il polacco Majka.

A febbraio, un post sull’’account Twitter ufficiale della Vuelta a San Juan aveva riportato che vi era un risultato antidoping positivo dnella gara di gennaio e che sarebbero seguite ulteriori informazioni. Tuttavia, il post è stato rapidamente eliminato e l’organizzazione ha successivamente affermato che un account Twitter hackerato era stato responsabile di un messaggio pubblicato sui social media.

Tuttavia, un mese dopo, Ignacio Maldonado, della squadra nazionale dell’Uruguay, è risultato positivo per CERA in un controllo effettuato dopo la prima tappa della Vuelta a San Juan.

Ciclisti: ci proponevano farmaci proibiti

Ciclisti indagati a Lucca: “ci proponevano l’uso di sostanze dopanti”

Ciclisti interrogati dopo il blitz della Polizia di Lucca le parole pubblicate su Il Tirreno: ci venivano proposti farmaci dopanti

Ciclisti e Doping

Ciclisti e Doping

Ciclisti indagati all’interno del blitz della Polizia di Lucca sono stati interrogati in questura dal capo della Mobile Silvia Cascino, su delega della procura della Repubblica, alla presenza dei loro legali.

Secondo quanto riportato da Il Tirreno, tre dei quattro atleti indagati hanno confermato quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. Si tratta di tre giovani ciclisti – di età compresa tra i 19 e i 23 anni mentre un quarto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

“Ci proponevano di far uso di sostanze dopanti per migliorare le nostre prestazioni sportive” avrebbero confermato i ragazzi che avrebbero però negato di aver fatto uso di farmaci vietati dalla federazione. In sostanza i giovani – possibili futuri campioni del pedale – hanno verbalizzato alla polizia giudiziaria ciò che era già a conoscenza degli investigatori ad seguito degli otto mesi d’indagine.

Gli interrogatori sono continuati anche nella giornata di oggi ma, a quanto pare, non sarebbe emerso altro se non conferme di quanto già noto agli inquirenti ossia la proposta di assunzione di farmaci dopanti tra cui, pare, anche la famigerata EPO CERA.

Il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha predisposto l’invio di tutto l’incartamento (comprese le intercettazioni) alla Federazione Ciclistica Italiana e alla procura nazionale antidoping. Secondo i rumors circolanti, per Matteo Alban, Maher Tounsi, Gracjan Krzystof Szelag, Francesco Di Felice e gli altri corridori della GFDD Altopack Eppela, il rischio di incappare in una pesantissima squalifica sarebbe assolutamente elevato.

Andrey Amador parla del doping alla Vuelta a Costa Rica

Andrey Amador parla delle 12 positività all’antidoping al Giro del Costa Rica

Andrey Amador parla dell’incredibile serie di positività all’antidoping (12) riscontrare durante la Vuelta a Costa Rica 2017.

Andrey Amador parla di doping

Andrey Amador parla di doping

Andrey Amador parla schiettamente del bruttissimo caso di positività all’antidoping che hanno coinvolto diversi atleti durante la scorsa Volta a Costa Rica. Il 22 dicembre, dopo la quinta tappa, una impegnativa cronoscalata, sono risultati positivi addirittura 12 atleti. Il record negativo lo ha fatto registrare la Extralum-Tierniticos: tutti e sette i corridori iscritti alla Vuelta a Costa Rica sono risultati positivi al CERA.

 Sulla vicenda è dunque intervenuto il più famoso ciclista costaricano, Andrey Amador che ha scritto una lettera aperta dopo questa terribile notizia:

“Ciao amici. Quello di oggi è uno dei giorni più tristi per il ciclismo. Mi fa male vedere che la Vuelta a Costa Rica, che dovrebbe essere la nostra festa per celebrare questo sport, è macchiata così profondamente dal doping.

Scrivo questa lettera perché da bambino ho imparato che non solo nel ciclismo, ma nella vita in generale, tutto ciò che si guadagna lo si dovrebbe ottenere senza imbrogli. Quindi, come rappresentante del ciclismo costaricano nel mondo, denuncio questi fatti poiché sono totalmente contrario a queste pratiche.

Vorrei inoltre che tutti continuaste a fidarvi di questo sport. Quest’anno non ho potuto seguire la Vuelta Costa Rica in prima persona perché stava per nascere mia figlia, ma sono stato comunque orgoglioso di vedere tante persone e tante famiglie sulla strada. Come ho detto prima, la Vuelta a Costa Rica deve essere una festa e – nonostante quello che è successo – deve rimanere così. Perché quelli che hanno sbagliato, anche se sono tanti, sono una minoranza.
    
Quindi vorrei finire la lettera con due messaggi: uno per i tifosi e uno per il mondo intero. Ai primi vorrei dire che non ho alcun dubbio sul fatto che risorgeremo da questo colpo e che dobbiamo fidarci di chi fa un lavoro ben fatto. E a tutti gli appassionati di ciclismo del mondo vorrei dire che il nostro non è un Paese di imbroglioni. È un paese di persone umili e laboriose, abituate a guadagnarsi tutto con onestà ed etica. 
Buona vita
Andrey Amador”

 

Vuelta a Costa Rica: 12 positivi all’antidoping

Vuelta a Costa Rica uno stillicidio di positività al doping

Vuelta a Costa Rica, l’Unione Ciclistica Internazionale ha reso noto ben 12 casi di positività all’antidoping tra cui il vincitore Juan Carlos Rojas

Vuelta a Costa Rica: Juan Carlos Rojas

Vuelta a Costa Rica: Juan Carlos Rojas

Vuelta a Costa Rica, arriva un clamoroso dato, reso noto dall’Unione Ciclista Internazionale che ha infatti annunciato l’incredibile numero di 12 positività, riscontrate tutte in data 22 dicembre quando si è svolta la quinta tappa della gara centroamericana, una cronoscalata.

Tra gli atleti trovati positivi compare il nome di  Juan Carlos Rojas che proprio quel giorno festeggiava 37 anni vincendo la tappa e che poi ha portato a casa anche il successo finale con un’incredibile impresa nell’ultima frazione: per “El Rey”, come è soprannominato, si tratta della seconda positività in carriera dopo quella del 2007.

Curioso che oltre a Juan Carlos Rojas in quella tappa della Vuelta a Costa Rica è risultato positivo anche il fratello Cesar che ha chiuso la competizione sul terzo gradino del podio e conquistando una tappa. Anche Cesar Rojas è già stato “pizzicato” dalle maglie dell’antidoping.

Quello che rende assolutamente deprecabile la vicenda è il fatto che la formazione del due fratello Rojas, la Extralum-Tierniticos, ha fatto riscontrare un tristissimo en-plein con tutti e sette i corridori iscritti alla Vuelta a Costa Rica positivi al CERA.

Vuelta a Costa Rica: gli altri positivi

Jewinson Leandro Varela (nono in classifica e miglior giovane), José RodríguezJosé IriasJason Huertas e Gabriel Marin. Gli altri corridori risultati positivi al CERA sono Vladimir Fernández (5° e vincitore di una tappa) della Scott-Teleuno e Kevin MurilloMelvin Mora (leader per un giorno).
Positivo anche Jeancarlo Padilla (Scott-Teleuno) all’EPO classica e  Jordy Sandoval della Multiples Corella sempre al CERA.

Robinson Lopez positivo al CERA

Robinson Lopez campione Colombiano positivo al CERA

Robinson Lopez

Robinson Lopez positivo al CERA

Robinson Lopez, campione colombiano under 23 lo scorso 20 luglio a Bototá, è risultato positivo ad un controllo antidoping eseguito lo scorso mese di agosto durante il Giro di Colombia. In particolare il corridore tesserato per la Boyaca es Para Vivirla, è risultato positivo al CERA (l’Epo di terza generazione). Il corridore aveva chiuso il Giro di Colombia in 14esima posizione venendo premiato come il miglior giovane della manifestazione.

La positività costerà a Lopez non solamente una squalifica ma anche  il passaggio alla formazione italiana Continental della Unieuro-Trevigiani.

CERA cos’è questa tipologia di doping?

CERA una tipologia di EPO di terza generazione

CERA

CERA: il doping di terza generazione

CERA (acronimo di Continuous Erythropoietin Receptor Activator) è un “attivatore continuo del recettore dell’eritropoietina”. Questo farmaco viene usato dal 2007, in particolare su pazienti con insufficienze renali costretti alla pratica dell’Emodialisi (terapia sostitutiva della funzionalità renale su soggetti con uremia).

Il CERA fece la sua comparsa nel mondo dello sport, ed in particolare nel ciclismo, nel 2008 in quanto più difficile da riscontrare nelle analisi rispetto ai precedenti metodi dopanti.

CERA: perché è detto EPO di terza generazione?

Quando si parla di CERA spesso si definisce “EPO di terza generazione” questo perché in prima battuta fece la sua comparsa l’eritropoietina a cui fece seguito la Dynepo, un farmaco analogo dell’eritropoietina, ma che, a differenza dell’EPO, viene  sintetizzata mediante l’utilizzo di DNA ricombinante con l’uso di cellule umane e non di altri animali (viene definito EPO di seconda generazione).

CERA: cos’ha più degli altri tipo di Epo

Una delle caratteristiche principali del CERA è che è una molecola di Eritropoietina a cui viene aggiunta una catena proteica che ne fa quasi raddoppiare il peso consentendone una emivita molto lunga e riducendo gli intervalli di somministrazione. Per le cure mediche può arrivare ad essere utilizzata una sola volta al mese contro usi più frequenti dei farmaci precedenti.

CERA: uso a fini dopanti

Il CERA, noto nel mondo dello sport come EPO di terza generazione, è stato inserito nell’elenco delle sostanze vietate dall’UCI. Nel luglio del 2008 il ciclista Riccardo Riccò venne trovato positivo alla sostanza dopo la tappa dell’ 08/07/2008 (nelle successive tappe il modenese aveva conquistato due vittore e la maglia di miglior giovane e quella a pois rouge). Nell’Agosto dello stesso anno a cadere in tentazione con il CERA fu l’altro giovane talento del ciclismo tricolore Emanuele Sella (il corridore ammise l’uso del farmaco e accettò di collaborare con il procuratore Ettore Torri e venne squalificato).

I successivi miglioramenti nei test sul farmaco portano alla squalifica di Stefan Schumacher, Leonardo Piepoli (squalificato per due anni) e di Bernhard Kohl del team Gerolsteiner che arrivò terzo al Tour del 2008 in modo tanto sorprendente da destare (fondati) sospetti. Sull’argomento Kohl dichiarò: “ero convinto che non fosse rilevabile dai controllo, quando venne preso Riccò ero certo che fosse stato per via di sovradosaggio. Sono persuaso che i primi dieci del Tour avrebbero potuto essere tutti positivi ma presero solo me. Non chiesi nemmeno la seconda analisi, per me la farsa era finita”.

Il 28 aprile 2009, Davide Rebellin venne trovato positivo ad un controllo CIO sui campioni prelevati ai Giochi della XXIX Olimpiade di Pechino in cui vinse la medaglia d’argento. Il 22 luglio venne resa nota la positività di Danilo Di Luca durante il Giro d’Italia del 2009 che aveva chiuso per secondo.