EF Drapac: dal verde al biancorosa

EF Drapac: cambia colore della divisa

EF Drapac

EF Drapac

EF Drapac, il team che garantirà il proseguimento della attuale Cannondale-Drapac, ha deciso un sostanziale cambio di Look nella divisa per la stagione 2018. Dopo aver corso per tre stagioni con una sgargiante divisa verde elettrico, talvolta accompagnato dal nero, ora è stato deciso un radicale cambiamento nella cromia delle maglie: dal verde al bianco e rosa.

Il team guidato da  Jonathan Vaughters presenterà una divisa colorata di rosa nella parte alta del tronco e di bianco dal petto in giù in cui compariranno i loghi EF Drapac e Cannondale. I bordini delle maniche della maglia e dei pantaloncini nonchè il colletto e i calzini manterranno il consueto verde con inserimenti a tema a scacchi (argyle) mentre i pantaloncini, ad eccezione dei bordi, saranno neri.

 

Davide Formolo perché lascia la Cannondale Drapac?

Davide Formolo svela i motivi dell’addio alla squadra americana

Davide Formolo

Davide Formolo

Davide Formolo nel 2018 sarà un compagno di squadra del tre volte Campione del Mondo Peter Sagan alla Bora Hansgrohe. Davide si è ben comportato in questa stagione vestendo la maglia della Cannondale Drapac e potrà diventare un prezioso aiuto per Rafal Majka nei grandi giri.

Quando ho saputo che il team poteva sparire è stato un momento molto brutto e carico di sofferenza, sono contento che ora abbiano trovato una soluzione ai problemi economici.

“ Cambiare team per me è stata una grande decisione che non ho preso a cuor leggero perché alla Cannondale Drapac sono cresciuto molto e mi sono tolto tante soddisfazioni. Era però giunto il momento di fare un salto di qualità alla ricerca di nuovi stimoli. La Bora Hansgrohe si è sviluppata molto velocemente come World Team e questo mi ha colpito. Ora sono lieto di iniziare una nuova sfida con loro”, ha dichiarato Davide Formolo.

 

 

Sacha Modolo firma col team EF-Drapac

Sacha Modolo si traferisce negli USA

Sacha Modolo

Sacha Modolo

Sacha Modolo, dopo quattro stagioni alla corte di Beppe Saronni, ha deciso di firmare con la EF-Drapac, nuova denominazione della Cannondale-Drapac. La formazione americana, dopo aver perso i nostri Bettiol, Formolo e Villetta, approdati in altre formazioni, mantiene comunque un rappresentante tricolore tra le sue fila.

“Ringrazio infinitamente Beppe Saronni per le quattro stagioni trascorse assieme ma questo era il momento giusto per un cambiamento, avevo bisogno di nuove sfide e il team americano mi ha offerto questa opportunità. Ho avvertito fiducia nelle mie qualità e per me questa è una cosa decisamente importante. Sono molto contento di quello che ho fatto in maglia UAE, sono  orgoglioso di tutte le mie vittorie, ma le due tappe al Giro e il successo in Svizzera davanti al tre volte campione del mondo Peter Sagan non le scorderò mai. Sono molto eccitato per questa nuova avventura e non vedo l’ora di mettermi a disposizione del team”.

 

 

Logan Owen firma con la Cannondale-Drapac

Logan Owen è il primo acquisto della Cannondale-Drapac

Logan Owen

Logan Owen

Logan Owen, ventiduenne proveniente dalla Axeon-Hagens Berman con cui ha militato nelle ultime quattro stagioni ha firmato con la Cannondale-Drapac che, dopo le vicissitudini di questa stagione, dal prossimo anno si chiamerà EF-Drapac. Owen nel 2015 ha conquistato una tappa al Tour of Utah, l’anno seguente è diventato il primo statunitense a conquistare la Liège-Bastogne-Liège under 23 e vanta un passato da ciclocrossista.

“Se devo considerare le mie caratteristiche mi definirei un corridore da classiche, poter imparare al fianco di Sep Vanmarcke è una delle principali motivazioni per cui non vedo l’ora che arrivi la primavera. Il team è ben assortito con Uran, una vera leggenda del ciclismo e Howes che conosco molto bene e con cui non vedo l’ora di potermi confrontare. Il mio obiettivo per il 2018 è quello di diventare un gregario importante per la squadra e mettere le basi per costruire una carriera tra i Pro. Ho parlato a lungo con Vaughters, sembra avere un bel piano per il mio sviluppo, e questo non può che farmi piacere. Ringrazio quanti mi hanno aiutato ad arrivare sino al World Tour”.

 

 

Andrew Talansky annuncia il ritiro

Andrew Talansky della Cannondale – Drapac  appende la bicicletta al chiodo

Andrew Talansky

Andrew Talansky

Andrew Talansky ha deciso di smettere con il ciclismo professionistico, dopo sette stagione alla Cannondale – Drapac ha deciso di ritirarsi a soli 28 anni. Il forte corridore di Manhattan aveva una proposta di contratto anche per la prossima stagione ma attraverso un post sui social network ha comunicato la propria decisione.

Ancora da capire il futuro del vincitore del Giro del Delfinato 2014, che ha spiegato come “ci sarà un nuovo inizio per lui seguendo la sua passione”, senza però aggiungere ulteriori dettagli per ora. Un peccato in quanto il corridore poteva ancora offrire qualche anno ad alto livello, non sono noti i motivi della scelta ma Talansky ha tenuto a sottolineare come la sua avventura da professionista abbia per lui rappresentato la realizzazione di un sogno.

 

Cannondale-Drapac problemi di budget

Cannondale-Drapac annuncia problemi economici

Cannondale-Drapac

Cannondale-Drapac

Cannondale-Drapac versa in cattive acque, è da un po’ che si nota l’immobilismo sul mercato del sodalizio americano. Il tutto è legato alla necessità di far fronte, con nuovi sponsor, alla riduzione di budget che il marchio Cannondale aveva annunciato. In un primo momento sembrava che la situazione fosse in miglioramento con una importante trattativa per fare entrare nella compagine un nuovo main sponsor.

A quanto pare, però, le trattative sono saltate mettendo i dirigenti del team con le spalle al muro.Nelle ultime ore la situazione è ulteriormente peggiorata, costringendo la dirigenza ad un comunicato stampa nel quale anche le più pessime sensazioni sono state confermate. La squadra ha comunicato di aver annunciato stamattina a tutti gli atleti del fatto che un nuovo sponsor che aveva promesso di entrare nel pool ha ieri annunciato il dietrofront tanto che  i corridori e i membri dello staff sono lasciati tutti liberi di negoziare con altri team.

La situazione non è tragica ma, secondo fonti abbastanza attendibile, per salvare il team sono necessari sette milioni, una cifra non impossibile da reperire ma le settimane passano e nessun grosso nome pare essere interessato al salvataggio.

Rigoberto Uran prosegue con la Cannondale

Rigoberto Uran prosegue il suo contratto con il team statunitense

Rigoberto Uran prosegue

Rigoberto Uran

Rigoberto Uran prosegue per altre tre stagioni il suo rapporto con la  Cannondale-Drapac, la voce era già nell’aria da qualche settimana e la recente ottima performance del colombiano al recente Tour de France ha sicuramente accelerato i tempi del rinnovo.

Evidente la soddisfazione di Rigoberto Uran: “Sono veramente felice di poter rimanere nel team, qui l’ambiente è ideale per me. C’è il giusto mix tra professionalità e divertimento, sapere di avere un contratto di tre anni mi dà le garanzie per lavorare con tranquillità focalizzandomi sul Tour de France. Nell’ultima “Boucle” siamo partiti con l’obiettivo di vincere una tappa e provare a chiudere nei primi cinque posti, senza troppa pressione abbiamo fatto ancora meglio di quello che era l’obiettivo che c’eravamo posti”.

Felice anche il team manager Jonathan Vaughters: “Il ciclismo è uno sport dove si possono avere stagioni negative e poi tornare ad alto livello rapidamente. Rigoberto Uran lo scorso anno non ha particolarmente brillato ma ha comunque ottenuto un settimo posto con la bronchite. Lui è un fenomeno, non lo scopriamo certo oggi, ha grandissime potenzialità e il team è pronto per supportarlo al meglio, credo che l’ultimo Tour abbia dimostrato che possiamo fare grandi cose”.

Route du Sud: tappa a Tom Scully

Tom Scully (Cannondale-Drapac)

Tom Scully (Cannondale-Drapac)

Nella Saint Michel-Nogaro di 154.8 km è andata in porto una fuga partita fin dai primi km, composta da i francesi Julien Antomarchi (, Clément Chevrier, Johan Le Bon, Mathias Le Turnier, Kévin Ledanois, e Jérôme Mainard , lo spagnolo Mikel Bizkarra ), il neozelandese Tom Scully  e il kazako Nikita Stalnov (Astana Pro Team).

Ed è stato proprio Scully a conquistare il successo di tappa alla prima vittoria in maglia Cannondale.

Invariate le posizioni della classifica generale; in questo modo a vincere la corsa è, a sorpresa ma con ampio merito, Silvan Dillier. Lo svizzero ha la meglio per solo 7″ sull’ecuadoriano Richard Carapaz

Paura per Toms Skujins al Tour of California

Tanta paura ieri all’Amgen Tour of California quando a 23 chilometri dall’arrivo di San José il corridore lettone Toms Skujins è caduto a terra in un tratto di discesa mentre si trovava nel gruppo di testa.

Toms Skujiņš cade al Tour of California

Il 25enne della Cannondale-Drapac ha provato subito a rialzarsi e ripartire ma evidentemente provato dal violento impatto è subito ricaduto, successivamente probabilmente perché poco lucido ha attraversato la strada per recuperare gli oggetti persi nell’impatto con l’asfalto proprio nel momento in cui sopraggiungevano alcuni corridori ad alta velocità che hanno rischiato a più riprese di investirlo.

Nonostante tutto l’atleta lettone è risalito in bici e ha iniziato a pedale anche se era evidente che non fosse in condizioni di proseguire, solo l’arrivo dell’ammiraglia e del direttore sportivo sono riusciti a convincerlo a desistere e ritirarsi dalla corsa a stelle e strisce.

Giunto in ospedale a Skujins sono stati diagnosticati oltre a numerose abrasioni, una commozione cerebrale e la frattura della clavicola sinistra.

 

Crash!

Tom Skujins took a hard crash at the Amgen Tour of California. Probably should not be back in the race judging by this.

Pubblicato da SBS Cycling Central su Lunedì 15 maggio 2017

Cannondale – Drapac per il Giro

Sarà una Cannondale – Drapac con spiccata votazione all’attacco quella che si presenta  al Giro d’Italia 2017. La formazione statunitense si presenta al via  senza un capitano designato con l’obiettivo  di animare numerose frazioni, soprattutto quando la strada si fa difficile. Presenti i nostri  Davide Formolo e Davide Villella,  il primo per un buon piazzamento nella generale, il secondo per una vittoria di tappa. In salita la squadra potrà far affidamento su  Pierre Rolland (quarto nel 2014), e su altri due atleti interessanti a come Joe Dombrowski e Hugh Carthy.

Completano la squadra Mike Woods, Tom-Jelte Slagter, Kirstijan Koren e Alex Howes.