VAR nel ciclismo: prima espulsione!

VAR nel ciclismo: Luke Rowe espulso

VAR nel ciclismo ha emesso il suo primo storico verdetto al Giro delle Fiandre: Luke Rowe è stato espulso quando mancavano 60 chilometri 

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo, l’introduzione del nuovo sistema di controllo televisivo in Real Time delle corse ciclistiche ha visto scrivere la sua prima storica pagina. Durante lo scorso Giro delle Fiandre, svoltosi la domenica di Pasqua è avvenuto il primo caso di squalifica.

Il primo a farne le spese (e suo malgrado ad entrare nella storia) è stato Luke Rowe che ai meno 60 chilometri dall’arrivo, in avvicinamento al Vecchio Kwaremont, ha scartato verso destra e ha pedalato per alcuni metri tra marciapiede e pista ciclabile.

Il comportamento del 28enne ciclista gallese non è consentito dal regolamento oltre ad essere stato pericoloso perché ha dovuto fare uno slalom tra gli spettatori.

I giudici addetti alla “moviola”, che ha debuttato due settimane fa alla Milano-Sanremo ma che non aveva ancora portato a un’applicazione pratica, hanno decretato l’espulsione del corridore del Team Sky e di sanzionarlo con una multa di 170 euro.

Rowe è stato stoppato una decina di chilometri dopo il fatto, il Var ha agito subito.

 

 

 

 

VAR dal calcio al ciclismo: ecco il Grande Fratello

VAR dal calcio ecco un nuovo modello per il ciclismo

VAR dal calcio passa al ciclismo: l’occhio elettronico inserito nel mondo del pallone viene permutato dall’UCI per controllare eventuali scorrettezze in corsa

VAR dal calcio al ciclismo

VAR dal calcio al ciclismo

VAR dal calcio passa al ciclismo? Si effettivamente il titolo è corretto, niente rigori per “falli” durante le volate ma qualche espulsione potremmo anche vederla. Pare possa arrivare una rivoluzione o per lo meno una nuova era per il ciclismo che, sabato, in occasione della Milano-Sanremo del centenario vedrà esordire una nuova figura: il giudice dell’UCI addetto alle immagini TV.

La notizia è stata resa ufficiale da La Gazzetta dello Sport, che organizza la classicissima di primavera e vedrà la nuova figura impegnata in un apposito camion “regia” con una decina di monitor a disposizione e che dovrà rispondere direttamente a Martjn Swinkels, presidente di giuria.

L’obiettivo è quello di poter intervenire in tempo reale su eventuali scorrettezze o situazioni di gara al limite del regolamento un po’ come avviene nel mondo del calcio per valutare gol fantasma o episodi da calcio di rigore.

Il sistema varrà per le cinque classiche Monumento (Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia), i tre grandi giri (Giro, Tour, Vuelta) e il Mondiale.  Insomma il Grande Fratello entra nel ciclismo non per le “prodezze” di Ignazio Moser ma per aumentare i controlli, vediamo cosa accadrà!

 

VAR dal calcio al ciclismo: cos’è?

Il VAR, acronimo di Video Assistant Referee, è stato approvato dall’IFAB (International Football Association Board) nel giugno 2016 ed è un sistema di supporto all’arbitro mediante l’impiego di strumenti tecnologici (tv, in parole semplici) sotto la supervisione di due assistenti.

In Italia l’ok definitivo allo sbarco del VAR in Serie A e Coppa Italia è arrivato nel mese di giugno 2017, con contestuale abolizione degli addizionali (gli arbitri di porta).

Lo scopo dell’utilizzo del VAR è quello di correggere eventuali decisioni chiaramente sbagliate o segnalare episodi gravi o importanti sfuggiti all’occhio dell’arbitro.

Ciclismo sotto la neve: alla faccia del calcio

Ciclismo sotto la neve, Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve: mentre nel calcio si discute sul rinvio di Juventus-Atalanta ecco Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve ecco come il corridore polacco del Team Sky, Michal Kwiatkowski, sta preparando la classica monumento Milano-Sanremo. Nel mondo del calcio si discute sull’opportunità di sospendere la partita tra Juventus e Atalanta all’Allianz Stadium, mentre nel ciclismo ci si allena duramente anche col maltempo.

Nonostante sia abituato a correre al freddo, sembra che Kwiatkowski non fosse del tutto pronto per i venti gelidi  e la neve che ha dovuto fronteggiare mentre si stava allenando per preparare la classica per eccellenza. Il freddo pungente e la neve evidente non ha fermato il piano di avvicinamento di Kwiatkowski che ha proseguito nonostante il “generale inverno” non desse tregua.

Avendo vinto La classica di Primavera l’anno scorso, l’ex campione del mondo spera di ripetersi anche nel 2018 che è in programma il prossimo 17 marzo. Ci si augura che quel giorno il clima possa essere diverso. Se non è raro trovare condizioni rigide alla partenza di Milano è più raro trovare il freddo in riviera. Nel 2013 però l’edizione venne addirittura accorciata con i corridori costretti a salire di corsa su autobus e ammiraglie per evitare l’assideramento.

Ciclismo sotto la neve dunque non è una novità, abbiamo, nel corso degli anni, assistito a corse da tregenda, su tutte la mitica tappa del Gavia al Giro d’Italia del 5 giugno 1988 in cui i corridori arrivarono per miracolo al traguardo.

Kwiatkowski, prima di difendere il suo titolo alla Milano-Sanremo, cercherà di  trovare il bis anche alle Strade Bianche dove lo scorso anno arrivò in solitaria davanti a Greg Van Avermaet. Insomma in attesa della Sanremo e delle Strade Bianche, il buon Michal ha “scelto” di allenarsi sulle strade bianche per la neve!

 

 

Remco Evenepoel dal calcio al ciclismo

Remco Evenepoel astro nascente del ciclismo belga prima faceva il calciatore

Remco Evenepoel

Remco Evenepoel: ieri e oggi

Remco Evenepoel, figlio di Patrick professionista sul finire degli anni ottanta, fino a pochi mesi fa era il capitano della nazionale giovanile di calcio del Belgio. Cresciuto con il mito dei grandi calciatori, Remco ha iniziato a praticare il calcio a soli 5 anni, giocando dell’Anderlecht per poi trasferirsi a undici anni nelle file del rinomato PSV Eindhoven (nelle cui fila hanno militato tanti campioni tra cui un giovane Ronaldo). Tornato successivamente nell’alma mater Anderlecht si è messo talmente in luce da entrare a far parte della nazionale belga di categoria.

Centrocampista dal sicuro futuro viene mandato in prima divisione al Malines per prendere contatto con il professionismo ed è li che Remco Evenepoel capisce che quello sport non fa per lui e decide di percorrere le orme del padre che tra anni ottanta e novanta battagliava con campioni come Indurain, Bugno o il connazionale Musseeuw.

“Mi allenavo con impegno ma sentivo ogni giorno il mio entusiasmo per il calcio diminuire, allenamenti e partite non mi trasmettevano più emozioni cosi mi sono detto: devi cambiare qualcosa” ha dichiarato il giovane belga. Tra fine 2016 e inizio 2017 ecco la clamorosa scelta: pallone in soffitta e via, in sella ad una bicicletta. Naturalmente portato per lo sport non è stato comunque facile adattare il fisico da calciatore (circa 70kg di peso) con quello da ciclista (oggi il ragazzo pesa circa 62kg) ma la tenacia e il talento hanno fatto il loro dovere.

Dopo soli quattro mesi di apprendistato nel gruppo, ecco giungere il primo traguardo tagliato a braccia levate: vittoria alla Bizkaiako Itzulia, una delle più importanti gare internazionali della categoria juniores, poi ecco la vittoriaa della Aubel-Thimister-Le Gleize (2.1), La Route des Gèants (1.1) e la prestigiosissima Philippe Gilbert Junior (1.1).

Remco Evenepoel è considerato uno dei più promettenti scalatori belgi ma non sembra montarsi la testa: “dicono che non ci sia mai stato nessuno in grado di fare un simile passaggio ma onestamente a me non interessano queste cose voglio solamente lavorare sodo, impegnarmi senza farmi illusioni. La cosa più bella è il costante entusiasmo che provo nel praticare il ciclismo, il resto arriverà solo se saprò metterci il giusto livello di sacrificio e impegno”.