Julien Absalon si ritira dalle corse in MTB

Julien Absalon “Le Roi” dice addio alle corse

Julien Absalon detto“Le Roi”, uno dei biker più vincenti della storia della MTB si ritira nel corso della stagione per problemi di salute

Julien Absalon

Julien Absalon

Julien Absalon “Le Roi” saluta il mondo delle MTB, la notizia che qualcuno ha preso come una fake news in realtà è assolutamente vera e fondata.
Una decisione che lascia tutti stupiti e che è stato lo stesso biker a voler motivare in una lunga intervista concessa a L’Equipe.

“Lascio il mondo della MTB prevalentemente per questioni di salute ed in particolare per problemi legati all’allergia. Da circa tre anni sono risultato allergico ai pollini presenti nella zona del Mediterraneo. Competere è ormai diventata una sofferenza ma i dottori mi avevano tranquillizzato dicendomi che sarei migliorato. Evidentemente le cose non sono andate cosi, anzi, a Heubach (prova di Coppa Tedesca svoltasi lo scorso 29 di Aprile) ho scoperto che anche i pollini del Nord Europa mi generano allergie e fastidi” ha dichiarato Julien Absalon al quotidiano francese.

Quella che ha colpito “Le Roy” non è una banale allergia ma ha complicazioni evidenti che non gli consentono di poter continuare con l’agonismo: “in Germania sono partito bene ma poi ho iniziato a faticare nel respirare, avevo sangue nei bronchi. Questa situazione genera non pochi problemi e ammetto che ho perso il morale” ha spiegato il biker.

“E’ il momento di voltare pagina, mi concentrerò sul Team Absolute-Absalon e sul ruolo di Ambassador dei miei partner commerciali”.

L’addio di Julien Absalon è un duro colpo per il mondo della MTB che deve riflettere sulle difficoltà nel garantire il corretto ricambio generazionale. Il transalpino è l’ultimo degli appartenente alla “vecchia guardia” a ritirarsi dalle competizioni ufficiale e José Antonio Hermida, suo ex rivale storico, ha voluto rendergli omaggio con un post su Instagram.

Il francese, in carriera, ha conquistato 2 titoli olimpici, 5 allori mondiali ed il record assoluto di ben 33 vittorie consecutive in prove della Coppa del Mondo.

Julien Absalon chi è?

Julien Absalon è nato a Remiremont il 16 agosto 1980 ed ha iniziato a praticare la MTB a soli 15 anni conquistando subito il quarto posto ai campionati nazionali francesi categoria cadetti. Dopo aver conquistato l’alloro mondiale juniores nel 1998, firma con il Team Scott International per poi passare professionista alla Bianchi nel 2000.

Specializzato nel Cross Country ottiene le sue prime vittorie tra i pro già nel 2001. Nel 2003 conquista la Coppa del Mondo (replicherà nel 2006, 2007, ,2008 e 2009). Sempre nel Cross Country vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004 battendo lo spagnolo José Antonio Hermida. Nell’edizione dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 ecco bissare l’oro davanti al francese Jean-Christophe Péraud.

 

Milano-Sanreno 1907: la prima a Petit Breton

Milano-Sanreno 1907 ecco come andò la prima edizione

Milano-Sanreno 1907, il 14 aprile si corse per la prima volta la corsa con arrivo in riviera destinata a diventare una delle classiche monumento, a vincere fu Petit Breton.

Milano-Sanreno 1907: Petit Breton

Milano-Sanreno 1907: Petit Breton

Milano-Sanreno 1907 fu la prima vera edizione della corsa con arrivo in riviera anche se l’anno precedente, sotto l’organizzazione dell’Unione Sportiva Sanremese si disputò una gara in due tappe, Milano-Acqui e Acqui-Sanremo. Eugenio Costamagna, direttore della Gazzetta dello Sport, affida al giornalista Armando Cougnet l’organizzazione di una prova che da Milano, sede della rosea, si concluda a Sanremo, ecco che nasce la “Classicissima di Primavera”,

Sono 62 gli iscritti ma in soli 33 si ritrovano alle  4.30 del mattino di quel 14 aprile 1907 davanti all’Osteria della Conca Fallata di Milano lungo il percorso del Naviglio Pavese. Ecco il via di una delle cinque classiche monumento. Nonostante si sia già a metà aprile l’aria è fredda e il cielo piovoso, non il clima migliore per sciropparsi 288 chilometri in bicicletta su strade polverose su per montagne e colline.

Gli ingaggi offerti dai produttori di biciclette sono però un valido richiamo per i 33 eroi per darsi battaglia in quella prova ai limiti dell’incredibile.Il regolamento infatti permette il cambio del mezzo meccanico, ma la conditio sine qua non è che non debba essere assolutamente operato dalle poche auto al seguito.

La favorita di tutti è la Bianchi che, con il suo  direttore sportivo Ferdinando Tommaselli campione del mondo di tandem a Parigi nel 1900 con l’olandese Harrie Meyers, è riuscita a assoldare i migliori stradisti transalpini su tutti Lucien Petit Breton  che di lì a qualche mese vincerà il suo primo Tour de France ed è detentore del record dell’ora,

La Peugeot è l’altra grande protagonista attesa grazie all’altro francese Gustave Garrigou, dato in grande forma, così come è atteso alla recita Louis Trousselier, trionfatore al Tour de France sempre nel 1905, anno in cui vinse anche alla Parigi-Roubaix.

Partenza alle  5.17 con gli italiani Luigi Ganna e Carlo Galetti ad onorare il tricolore assieme al campione nazionale Giovanni Cuniolo, Albini, Rossignoli e Pavesi. Dopo Pavia si forma un gruppetto di attaccanti con Giovanni Gerbi, Cuniolo, Ganna, Galetti, Albini, Trousselier, Petit Breton, Garrigou, Rossignoli e Canepari,  inseguiti a breve distanza da Pavesi e Pautrat.

La corsa si accende a Pozzolo Formigar su di tratto di strada dal selciato sconnesso e traditore, proprio a fianco della Parrocchia. Gerbi “Diavolo Rosso” con una mossa azzardata e astuta da il via a una fuga a lunga gittata. La pioggia gira in neve e la corsa diventa per veri eroi

A Novi Ligure Gerbi ha già 1 minuto sul gruppetto degli inseguitori e sul Colle del Turchino il margine sale a 3 minuti. Alle spalle dell’astigiano transitano Ganna, Galetti e Garrigou mentre arranca Petit Breton vittima di una foratura.

Nella discesa Galletti si stacca dal terzetto e Garrigou a Voltri precede Ganna di poche centinaia di metri mentre Gerbi affronta la Colletta e i Piani d’Invrea con un vantaggio che cala drasticamente tanto da esse raggiunto a Sabona da Garrigou

Tommaselli segnala a Gerbi che Petit Breton sta rinvenendo sui battistrada e questi decide di smettere di collaborare per fare riprendere dal compagno di squadra. Il terzetto dei battistrada cerca un accordo per dividere i premi in denaro previsti all’arrivo (ben 300 lire al vincitore) ma senza trovare un accordo.  Petit Breton e Gerbi fanno gioco di squadra scattando a ripetizione, ma Garrigou è in forma e non si fa sorprendere annullando sul nascere tutti i tentativi dei due corridori della Bianchi.

 

Agli ottocento metri dall’arrivo Gerbi cerca il contatto e la rissa con Garrigou, prendendolo addirittura per il collo e così Petit Breton coglie l’attimo propizio e va a prendersi la vittoria in Corso Cavallotti dopo 11h4’15” di corsa. Gerbi chiude secondo staccato di 35″ ma il reclamo (giusto) del francese farà perdere la seconda posizione al “Diavolo Rosso”.

Così quel 14 aprile Lucien Petit-Breton scrive il suo nome come primo vincitore della “Classicissima“, quel che viene dopo è leggenda.

 

Bianchi Oltre XR3 recensione della bicicletta

Bianchi Oltre XR3 un vero capolavoro celeste

Bianchi Oltre XR3 è la novità del panorama della ditta italiana costruita con tecnologia  Countervail. il naturale sviluppo del pluripremiato telaio XR4

Bianchi Oltre XR3

Bianchi Oltre XR3

Bianchi Oltre XR3 è l’ultima arrivata all’interno della gamma di biciclette aero proposte da  Bianchi ad alte prestazioni, prodotte con con tecnologia Countervail. La Oltre XR3 presenta gli stessi rivoluzionari progetti testati e affermati nelle competizioni ai massimi livelli con il pluripremiato telaio Oltre XR4. La Oltre XR3 offre un perfetto equilibrio tra il vantaggio prestazionale dell’avanzata aerodinamica e il confort del perfetto controllo sul mezzo meccanico.

La tecnologia Countervail® che contraddistingue la Oltre XR3, impiegata in esclusiva sui modelli Bianchi CV, cancella le vibrazioni garantendo al ciclista un minore affaticamento muscolare. Va ricordato che l’80% dell’impatto aerodinamico di un ciclista è dato dal suo corpo e questo telaio tende a ridurne la percentuale.

Il telaio Oltre XR3 completa l’offerta Oltre, diretta derivazione del modello di categoria superiore XR4 sviluppato da Bianchi in collaborazione con i professionisti del Team LottoNL-Jumbo. La Oltre XR4 condivide con la XR3 i comprovati benefici della tecnologia Countervail ed i vantaggi aerodinamici.

Bianchi Oltre XR3: il Countervail

Bianchi ha collaborato con Materials Sciences Corporation per sviluppare l’innovativo ed esclusivo sistema integrato applicato al ciclismo che elimina le vibrazioni grazie all’utilizzo del materiale Countervail®, brevettato da MSC. Il sistema integrato Countervail®, con la sua specifica disposizione delle fibre, combina uno speciale carbonio brevettato con una resina viscoelastica. Countervail® elimina l’80% delle vibrazioni, aumentando al tempo stesso la rigidità e la robustezza dei nostri telai in carbonio.Il materiale Countervail® è integrato all’interno della struttura dei modelli Bianchi CV ad altissime prestazioni road e MTB: Specialissima, Oltre XR4, Oltre XR3, Infinito CV, Aquila CV e Methanol CV. I tradizionali trattamenti del telaio per migliorare l’assorbimento delle vibrazioni mediante inserti in gomma ed altri materiali isolanti offrono miglioramenti solo marginali rispetto al sistema integrato Countervail® sviluppato da Bianchi per il ciclismo e testato dalla NASA in operazioni aerospaziali estreme.

 

 

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy

Graziella bicicletta: la storia di un simbolo del made in Italy

Graziella bicicletta storica progettata da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli da sempre simbolo di Made in Italy nel mondo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy progettata nel 1961 da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto divenne immediatamente un culto nel bel paese. Ancora oggi La Graziella conserva un fascino indissolubile tipicamente anni 60, anni di boom economico del nostro paese, anni spensierati di crescita. Bicicletta “classica” per fare la spesa ma anche per brevi spostamenti in città ha unito utilità e stile.

Il successo di questa una elegante bici pieghevole la fece diventare punto di riferimento e oggetto di imitazione da parte anche dei grandi produttori (Atala, Legnano, Bianchi, ecc) ma il fascino della Graziella non subita le “imitazioni”.
Il modello conquistò subito il mercato sia perché primo modello pieghevole in Italia, sia perché simbolo dell’Italia che rialzava la testa (come la Vespa) a vent’anni dalla seconda guerra mondiale.

Fino all’uscita del modello pensato da Donzelli le biciclette non erano considerati (se non per le biciclette da corsa) modelli di design. La Graziella arrivò a cambiare un mercato che era fatto di bici “povere” e incolori, passate da padre in figlio e viste come mezzo di trasporto e non di svago.

Graziella bicicletta di stile!

Tratto innovativo oltre, come detto, all’essere la prima pieghevole che si vedeva in Italia, era Il portapacchi che fungeva anche da telaio e che rivedeva il concetto di trasporto. Erano spariti i foderi e i forcellini erano saldati direttamente al portapacchi. Il suo fascino sinuoso la fece definire “la Rolls Royce di Brigitte Bardot” e le consentì di garantirsi il ruolo si status symbol.

Non solo la comodità di poter avere una bicicletta trasportabile in auto, treno o autobus ma anche la qualità del prodotto con il suo telaio robusto ma pieghevole mediante una cerniera centrale, il comodo portapacchi, le ruote decisamente piccole per gli standard e la sella imbottita, ammortizzata e sfilabile la resero un modello di anticonformismo.

Graziella bicicletta con la vernice!

La Carnielli, azienda produttrice del modello Graziella capì subito la qualità del prodotto e il suo potenziale infinito di mercato e, trovata geniale, cominciò a distribuire la bicicletta con un kit contenente un Tubetto di vernice e pennellino incorporato nel tappo al fine di garantire la sistemazione di eventuali abrasioni e mantenere una colorazione impeccabile.

La Graziella fu prodotta fino alla fine degli anni ottanta. I modelli originali sono oggetto oggi oggetto di culto, di collezionismo e modernariato

Il mito della Graziella è approdato anche nella grande mela ed è sinonimo di “dude” (elegantoni), un pezzo di design esposto in alcuni negozi di New Yorke e Brooklyn