Beatrice Filippini, intervista esclusiva

Beatrice Filippini, intervista a cuore aperto

Beatrice Filippini, autrice del libro PedalAnde, si racconta in questa intervista che ripercorre alcune aspetti del suo viaggio in Sua America

Beatrice Filippini (fonte pagina facebook)

Beatrice Filippini (fonte pagina facebook)

Beatrice Filippini lavorava come infermiera in una terapia intensiva a Londra, a 27 anni decide di “mollare tutto” per partire alla ricerca di un sogno: pedalare per oltre 11.500 km in America del Sud in solitaria. Da quell’incredbile avventura è nato il libro PedalAnde che, oltre a raccontare l’incredibile esperienza di Bea, ha anche un fine benefico.

Abbiamo intervistato Beatrice in esclusiva per voi!

 

Ciao Beatrice, anzitutto grazie per averci concesso l’opportunità di intervistarti e conoscere meglio la tua storia

Ciao Ragazzi e grazie a voi per avermi ospitato sul vostro sito internet e aver ospitato la recensione di Pedalande.

Quando è scattata nella tua mente l’idea questa avventura?

Devo dire che questo viaggio frullava nella mia testa da un bel po’ di tempo, anzi a dirla tutta doveva essere il viaggio post universitario. C’è voluto qualche anno, però, per trovare il coraggio per partire ma poi nel 2017 il sogno è diventato realtà.

 

Il tuo è stato un  viaggio interiore prima ancora che fisico, cosa ha lasciato nella tua anima?

Guarda se devo essere sincera, andando anche un po’ controcorrente, devo dire che la cosa più significativa di questa esperienza è stata il cosa mi “ha tolto”. Il viaggiare per così tanti chilometri, percorsi principalmente lentamente, mi ha consentita di alleggerirmi di tanti schemi mentali e di quei preconcetti fortemente radicati che “offuscano la vista”.

Il posto più strano in cui ho dormito?

Beh ce ne sono, in effetti, davvero tanti ma se devo indicarne uno non avrei dubbi nel dire una vecchia carrozza di un treno abbandonato. Il tutto al confine di Ollague tra Bolivia e Cile. Una notte davvero indimenticabile.

 

Quanta forza di volontà c’è voluta per percorrere così tanti km con una bicicletta pieghevole?

Se devo essere sincera il pedalare non è stato poi così faticoso, almeno in rapporto a quanta energia ha richiesto il partire. Quando una simile avventura si mette in moto, poi va un po’ da sola, tutto si fa!

 

Hai pedalato tantissimi km in solitaria dall’altra parte del mondo, c’è un odore o un sapore che non potrai mai dimenticare?

Senza alcun dubbio direi il profumo dell’oceano, ci sono giunta dopo una bellissima e scenografica discesa attraverso il  deserto di Atacama. Penso che quel profumo non uscirà mai dalla mia testa e dal mio cuore.

Quando è nata l’idea del libro?

PedalAnde l’ho scritto quasi un anno dopo essere tornata, molte persone erano curiose del viaggio. Alessandro Priorelli, un amico di famiglia , mi ha poi convinto a trasferire questi ricordi su carta.

Come è nato il tuo rapporto con l’Associazione “La Gomena ODV”?

Tutto è nato grazie all’amicizia con Alessandro Priorelli, lui è il presidente di Gomena ODV.  Si tratta di una piccola ma davvero molto efficace ONLUS.

Alessandro Priorelli e’ un amico di famiglia da tantissimi anni. E’ inoltre il presidente della Gomena ODV. Senza di lui non avrei mai scritto questo libro! Tutto quello che viene donato a loro viene usato per i loro progetti! Alessandro è stato, come ho detto, il motivo trainante che mi ha spinto a creare il libro che ha l’obiettivo di raccogliere condi per l’Associazione.

Uno degli elementi che più ci ha colpito del tuo racconto è “la condivisione” sentimento raro oggi, pensi che la tua esperienza possa aiutare a migliorare le cose?

Se vi ha colpito, questo e’ già un primo possible cambiamento!. Penso che spesso non si porta l’accento necessario su certe tematiche. In Italia ci sono tantissime persone pronte a condividere, come in Sud America, cosi nel mondo. Ho amici che hanno viaggiato in bici in Italia e me lo hanno confermato. Iniziamo a pensare positivo, con orizzonti ampi, senza schemi, questa cosa ci aiuterà ad aprici a nostra volta.

Pedalande sara’ disponibile dal 28 Maggio, in tutte le librerie, anche su Amazon: https://www.amazon.it/Pedalande-Beatrice-Filippini/dp/8862407688

Chi volesse scoprire di più sull’Associazione Gomena ODV, può visitare il sito ufficiale

 

PedalAnde di Beatrice Filippini la recensione

PedalAnde libro di Beatrice Filippini

PedalAnde di Beatrice Filippini edito da Edizioni Terra Santa, un viaggio in solitaria nel sud America: la recensione del libro

PedalAnde di Beatrice Filippini

PedalAnde di Beatrice Filippini

PedalAnde di Beatrice Filippini è un libro assolutamente appassionante che scava nelle motivazioni che spingono un ciclo viaggiatore ad affrontare chilometri e fatica superando distanze fisiche e mentali consumando energie ricavandone un pieno di gioia nel cuore.

Nel 2017 Bea vive a Londra ma decide di abbandonare la frenesia e lo stress della quotidianità per riaprire il rapporto con se stessa e con la vita. Si licenzia e parte per una avventura senza rete (senza sponsor) alla scoperta della sostanza della vita in un viaggio da Santa Marta (Colombia) fino a Puerto Williams, in Cile.

Strade dure, strade pendenti, solitudine non sono un ostacolo se nella testa di chi pedale c’è una meta, un obiettivo, un fine, un messaggio da trasmettere.

Beatrice racconta, in questo libro edito da Edizioni Terra Santa, un’esperienza unica affrontata da questa ragazza senza il sostegno dei media (come spesso accade), senza uno sponsor che finanzia l’avventura. Niente Tv, niente dirette streaming, niente docufilm, solo forza di volontà, determinazione e coraggio sono dietro alla storia superbamente narrata in PedalAnde.

E’ un cuore assetato di vita quello di Bea che si è spinta fino a 5000 metri lungo strade di montagne innevate a cui seguivano discese insidiose e al limite dell’umano. Una pedalata in solitaria. 11.500 chilometri per riconnettersi con sè stessa dopo aver lasciato tutto per scoprire il vero sapore della vita.

E’ una storia magica e meritevole di essere scoperta quella raccontata in PedalAnde, una storia senza filtro, senza protezioni come senza protezioni era Beatrice (vittima anche di una rapina) alla ricerca della felicità senza temere la paura. Un viaggio fisico ma anche (e soprattutto) morale per comprendere il piacere del ricevere e del dare, il piacere della scoperta e della condivisione (anche del cibo).

La scrittura scorrevole ed essenziale, narra cose straordinarie con la semplicità della verità con la forza della consapevolezza e della solidarietà.

Un libro da leggere ed assaporare lentamente, tra avventura e scoperta dell’anima.