Caduta in allenamento per Giulio Ciccone

Caduta in allenamento per il corridore della Bardiani-CSF

Caduta in allenamento per Giulio Ciccone della Bardiani-CSF tante botte e abrasioni, ma al Giro d’Italia ci sarà

Caduta in allenamento per Ciccone

Caduta in allenamento per Ciccone

Caduta in allenamento per uno dei corridori italiani più attesi al prossimo Giro d’Italia, Giulio Ciccone, reduce dal successo al Giro dell’Appennino si è procurato diverse contusioni e abrasioni.

Giulio Ciccone non approccia, quindi, al meglio il Giro 101. Il 23enne abruzzese ha già conquistato una vittoria di tappa al Giro, nel 2016, quando trionfò sull’arrivo di Sestola riuscendo a staccare tutti i compagni di fuga. In questi ultimi due anni Ciccone è maturato e migliorato moltissimo, come dimostrato anche al recente Tour of the Alps.

Per fortuna della Bardiani-CSF la caduta in allenamento non ha fatto segnare fratture per Giulio che sarà  quindi regolarmente al via dell’edizione 101 della Corsa Rosa ma, almeno per i primi giorni, dovrà convivere con il fastidio provocato dalla scivolata.

Ciccone ha voluto comunicare la brutta vicenda mediante il suo profilo Twitter:

“La maledizione pre-Giro ha colpito anche quest’anno  Una banale caduta in allenamento e questo è il risultato. Gli esami dicono solo forti contusioni e abrasioni varie, ma fortunatamente nulla di rotto  giroditalia arrivo: domani si vola a Gerusalemme

 

 

Bardiani-CSF al Giro lista dei partenti

Bardiani-CSF al Giro d’Italia: Ciccone e Guardini le punte

Bardiani-CSF al Giro d’Italia, la formazione che sarà guidata in ammiraglia da Roberto Reverberi e Stefano Zanatta punterà su Giulio Ciccone, e Andrea Guardini 

Bardiani-CSF al Giro d’Italia

Bardiani-CSF al Giro d’Italia

Bardiani-CSF al Giro d’Italia che scatterà venerdì 4 maggio da Gerusalemme si presenta con due punte decisamente agguerrite. Lo scorso anno il team fu segnato dalla positività al doping (prima del via in Sardegna) di Stefano Pirazzi e NicolaRuffoni.

Quest’anno la  formazione che sarà guidata in ammiraglia da Roberto Reverberi e Stefano Zanatta: le punte della squadra saranno Giulio Ciccone, fresco vincitore del Giro dell’Appennino, ed il veronese Andrea Guardini che si divideranno i compiti, il primo sulle salite ed il secondo nelle volate.

Per le tappe di montagna il team potrà contare anche su Manuel Senni mentre Paolo Simion sarà un uomo importanti per le volate e gli arrivi a gruppo compatto. Il resto del team sarà tutto votato all’attacco: gli ultimi quattro convocati sono infatti Simone AndreettaEnrico BarbinMirco Maestri e Alessandro Tonelli, quest’ultimo vincitore di una bella tappa al Tour of Croatia come Paolo Simion.

 

Alessandro Tonelli vince al Tour of Croatia

Alessandro Tonelli vince la sua prima gara da professionista

Alessandro Tonelli vince al Giro di Croazia la sua prima corsa da professionista, prosegue il momento positivo della Bardiani,  Kanstantsin Siutsou resta leader della generale

Alessandro Tonelli vince

Alessandro Tonelli vince

Alessandro Tonelli vince la sua prima gara nella sua carriera da professionista nella quarta tappa del Tour of Croatia coronando nel migliore dei modi un’azione a lunghissima gittata iniziata già nei primi chilometri. Il giovane corridore della Bardiani-CSF (25 anni) ha staccato tutti i compagni di i fuga e poi, tutto solo, è riuscito a difendersi dal ritorno del gruppo. Per la formazione della famiglia Reverberi una grande giornata completata anche dal secondo posto sul traguardo di Enrico Barbin.

La fuga di giornata, oltre ad Alessandro Tonelli, ha visto protagonisti Lukasz Owsian, Guillaume Boivin, Zhandos Bizhigitov, Laurent Didier, Janez Brajkovic, Tadej Pogacar e Oscar Riesebeek. Ibattistrada hanno guadagnato più di cinque minuti, ma poi il gruppo ha iniziato a rimontare.

A poco più di 20 chilometri dall’arrivo il percorso presentava una salita di circa 4 chilometri che è stata il trampolino di lancio per il giovabe Alessandro Tonelli: il corridore ha staccato qui gli altri fuggitivi e si è involato tutto solo quando il plotone principale era ad appena un minuto. Solo contro tutti il corridore della Bardiani non ha mollato un cm, ha lottato come un leone andando a conquistare il suo primo alloro tra i pro.

Nell’ultimo chilometro il gruppo è stato rallentato da una caduta in curva nelle primissime posizioni, ma ormai era troppo tardi per puntare alla vittoria: la caduta, però, ha lanciato Enrico Barbin verso la seconda posizione a 12″ dal compagno di squadra, terzo è arrivato lo sloveno Jan Tratnik e poi troviamo ancora Niccolò Bonifazio quinto, Federico Zurlo settimo e Kristian Sbaragli decimo. Invariata la classifica generale che è sempre guidata da Kanstantsin Siutsou.

Nippo esclusa dal Giro, Cunego meritava rispetto

Nippo esclusa dal Giro: niente wild card per il team di Cunego

Nippo esclusa dal Giro, Damiano Cunego non potrà concludere la propria carriera alla corsa che lo lanciò nel 2004.

Nippo esclusa dal Giro

Nippo esclusa dal Giro

Nippo Vini Fantini Europa Ovini a bocca asciutta e il sogno di Damiano Cunego svanisce a seguite della comunicazione da parte si RCS Sport delle formazioni Professional invitate al prossimo Giro d’Italia, in programma dal 4 al 27 maggio 2018.

Al via della corsa rosa ci sarà naturalmente la Androni Giocattoli-Sidermec che ha conquistato di diritto il titolo al partecipare al Giro 101 in forza della vittoria della Ciclismo Cup. La formazione diretta da Gianni Savio tornerà alla partenza della corsa rosa dopo due anni di assenza.
Ci sarà la a Bardiani CSF, che giunge così a trentasei presenze nelle ultime trentasette stagioni (assente solo nel 2009) e la Wilier Triestina-Selle Italia, all’ottava partecipazione consecutiva.

L’ultimo posto libero, come segno di gratitudine per l’ospitalità per la partenza da Gerusalemme, è stato assegnato alla compagine israeliana della Israel Cycling Academy, sodalizio creato da Sylvan Adams, imprenditore che ha permesso la Grande Partenza a Gerusalemme. C’è molta curiosità attorno a questo team (che in organico presenta il nostro Kristian Sbaragli) che punterà a far bene per veicolare il nome di Israele nel mondo.

Tanta delusione invece in casa Nippo Fantini e soprattutto per il suo storico capitano Damiano Cunego che si vede sfilare sotto il naso la possibilità di chiudere laddove tutto era iniziato, nel lontano 2004 quando da gregario di Gilberto Simoni riuscì a sorprendere tutti e a conquistare la maglia rosa finale.

 

Nicola Ruffoni squalificato per 4 anni

Nicola Ruffoni squalificato per doping: 4 anni!

Nicola Ruffoni squalificato per quattro anni a seguito della positività riscontrata prima del Giro d’Italia 2017

Nicola Ruffoni Squalificato

Nicola Ruffoni Squalificato

Il Tribunale Antidoping dell’UCI si è espresso su Nicola Ruffoni squalificato per quattro anni a seguito della sospensione all’immeditata vigilia della partenza del Giro d’Italia 2017 assieme al compagno di squadra Stefano Pirazzi.

Il corridore della Bardiani-CSF (subito allontanato dal team) è risultato positivo all’ormone della crescita GHRPs e, come il compagno di sventura Pirazzi,  stato sanzionato con una squalifica di quattro anni che terminerà il 3 maggio 2021.

Nicola Ruffoni, di Castenedolo, era stato escluso dal Giro d’Italia per doping, le controanalisi avevano confermato la positività

In questi giorni si fa un grande parlare di doping per via del #Froomegate che ha visto l’atleta del Team Sky risultare positivo al salbutamolo.

Nicola Ruffoni squalificato per quattro anni dunque a seguito di un controllo antidoping il 25 aprile un paio di giorni dopo la conclusione del Tour of Croatia dove Ruffoni aveva vinto due tappe.
Subito dopo l’esito delle analisi aveva provato a difendersi: “Non ho nulla da dire. So solo che non ho positività di questo genere. Cercherò di dimostrare in tutte le sedi la mia estraneità”

Il corridore  bresciano, che proprio oggi compie 27 anni, non perderà, però, nessuno dei risultati ottenuti e questa decisione sicuramente sarà una ulteriore causa di spaccature tra gli appassionati di ciclismo.
E’ giusto conservare le vittorie ottenute o un ciclista trovato dopato, anche come deterrente, dovrebbe perdere tutti i titoli ottenuti?

 

Bardiani-CSF accordo con Luca Covili

Bardiani-CSF un occhio al futuro: ecco Luca Covili per il 2019

Bardiani-CSF

Bardiani-CSF: ecco Luca Covili

Bardiani-CSF progetta il futuro: la formazione di Bruno e Roberto Reverberi ha stretto un accordo per il 2019 con il promettente atleta modenese Luca Covili del Team Palazzago. Talento di primissimo piano nel panorama giovanile, Covili ha doti di scalatore e ha concluso al sesto posto l’ultimo Giro della Valle d’Aosta. Il corridore di Pavullo nel Frignano ha già assaporato il clima delle corse professionistiche con la  maglia della Nazionale e correndo da stagista con l’Amore&Vita: alla Ötztal Pro Classic (conquistata da Roman Kruezinger) gara durissima di categoria 1.1, è riuscito a piazzarsi in undicesima posizione.

L’accordo tra Bardiani-CSF e  Luca Covili prevede che il giovane classe 1997 continuerà la maglia del Team Palazzago nel 2018 per poi, verso fine stagione, debuttare in qualche corsa come stagista con la maglia del team per poi entrare a tutti gli effetti nell’organico a disposizione dei fratelli Reverberi dal 2019.

 

Michael Bresciani positivo a un diuretico

Michael Bresciani positivo all’antidoping, non c’è pace per la Bardiani

Michael Bresciani

Michael Bresciani

Michael Bresciani della Bardiani-CSF è risultato positivo per un diuretico. Bresciani si è difeso sostenendo che la positività sia dovuta ad una contaminazione di cibo dovuta ad un farmaco (della madre) accidentalmente caduto nel piatto.

Non c’è proprio pace per la squadra di Bruno e Roberto Reberberi che, dopo i casi di positività di Nicola Ruffoni e Stefano Pirazzi già aveva ricevuto una durissimo colpo alla vigilia della partenza dello scorso Giro d’Italia e ora, come un fulmine a ciel sereno, arriva il caso Bresciani a scaldare gli animi. L’ingaggio di Michael Bresciani, proveniente dalla Zalf, fu dettato proprio dal licenziamento dal team dei due “positivi” e, per un gioco del destino, lo stesso corridore viene oggi trovato positivo anche se con modalità diverse. Il giovane corridore è stato, infatti, trovato positivo non ad una vera e propria sostanza dopante ma a quello che in gergo viene definita “una sostanza coprente”.

Triste la vicenda che Michael Bresciani sia stato “pizzicato” durante la prova del Campionato Italiano: in quel momento la Bardiani-CSF era sospesa dalle corse (proprio per i casi di positività pre-Giro) ma i corridori avevano avuto il via libera per correre individualmente la corsa tricolore.

Il corridore si è difeso in una intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha ricostruito i fatti: “mia madre assume il Lasix durante i pasti e, nel dividere la pastiglia, qualche parte deve essere finita per errore nel mio piatto. L’UCI sta valutando il mio caso – ha detto Bresciani – ma non credo di poter essere punito per qualcosa di diverso dalla negligenza”. In questo caso, oltre al corridore potrebbe essere pesantemente punita anche la squadra che, nel giro di 12 mesi, è stato coinvolta in 3 casi di positività.

Queste madri distratte?

Nel caso di positività di Michael Bresciani (sul quale non ci vogliamo esprimere se non ne riportare i fatti e le parole) torna alla ribalta il ruolo delle madri. Non vogliamo prendere posizioni troppo nette ma questa ricostruzione dei fatti ricorda molto la vicenda della tennista Sara Errani che ha “accusato” un farmaco della madre che ha contaminato il suo cibo. L’Errani, trovata positiva nel corso del 2017, se l’è cavata con due mesi di sospensione.

Ci auguriamo che le nostre madri siano un po’ meno distratte quando servono il cibo ai propri figli, un farmaco nella minestra può risultare indigesto…

 

Giro d’Italia 2018 inviti shock?

Giro d’Italia 2018 a breve i nomi delle squadre invitate

Giro d’Italia 2018

Giro d’Italia 2018

Giro d’Italia 2018 ci risiamo? Ricordiamo tutti le polemiche che hanno accompagnato le scelte delle wild card dell’edizione 2017 con l’esclusione della Androni di Gianni Savio e la Nippo-Fantini di Damiano Cunego. Ora, a distanza di 12 mesi, si torna a parlare dell’opportunità di alcune scelte che RCS, in qualità di Ente organizzatore della corsa rosa, sta per prendere. Secondo alcune indiscrezioni gli inviti per la prossima edizione saranno equamente divisi tra team stranieri e squadre nostrane.

Pare molto probabile, infatti, che le due compagini straniere siano totalmente esordienti al Giro d’Italia e che una delle squadre che dovranno accontentarsi di vedere il Giro dagli schermi della TV di stato sarà la Bardiani-CSF che nelle ultime edizioni si è sempre messa in luce.

Ci saranno i team stranieri al Giro d’Italia 2018?

Come dicevamo, la scelta delle wild card per il Giro d’Italia 2018 farà discutere non solo per il fatto che al Tour queste vengono assegnate con metodicità alle squadre di casa ma anche perché ci saranno delle new entry assolute. Se una delle formazioni al via sarà, per dovere di ospitalità, l’Israel Cycling Academy (dal momento che la partenza sarà a Gerusalemme) l’altra, molto probabilmente, dovrebbe essere la squadra irlandese Aqua Blue Sport, che ha corso il suo primo grande giro alla recente Vuelta Espana vincendo una tappa con Denifl.

Tra le italiane, l’Androni di Gianni Savio sarà ospitata in quanto vincitrice della Ciclismo Cup mentre l’altra formazione dovrebbe essere la Wilier Triestina-Selle Italia con la conseguente esclusione della Bardiani. Roberto Reverberi non ha gradito il rumor: “per noi l’esclusione dal Giro sarebbe una cosa tremenda, spero che non accada. Non so che ripercussioni anche di carattere economico potrebbe avere sul team”

Andrea Guardini ha firmato con la Bardiani CSF

Andrea Guardini passa alla Bardiani CSF

Andrea Guardini

Andrea Guardini

Andrea Guardini, velocista veneto, passa alla Bardiani CSF con un contratto valido per due stagioni, per la squadra dei fratelli Reverberi è il secondo rinforzo in vista della prossima stagione dopo la firma di Manuel Senni. Il ventottenne ha risolto consensualmente il contratto che lo legava anche per il 2018 con la UAE Team Emirates.

“Con Bruno Reverberi l’accordo è stato trovato in un attimo, la volontà di iniziare questo percorso è stata reciproca e devo ringraziare il team per avermi voluto accogliere. Questa per me è una grande opportunità, so di arrivare da una stagione decisamente poco positiva e la voglia di riscatto è massima. Non penso che aver firmato con un team Professional sia un passo indietro, viceversa è stata una mia precisa scelta che ho condiviso con i Reverberi. Metterò la mia esperienza accumulata in questi sette anni da professionista a disposizione di un gruppo giovane e motivato”

“La Bardiani CSF ha una struttura solida e consolidata che potrà consentirmi di rendere al massimo delle mie capacità, mi sento molto responsabilizzato e non vedo l’ora di poter aiutare i miei compagni a vincere e a crescere” ha dichiarato il veneto.

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Claudio Cucinotta intervistato da Ciclonews

Claudio Cucinotta intervistato da Ciclonews circa la preparazione atletica dei corridori

Claudio Cucinotta intervistato

Claudio Cucinotta

Ospite di oggi è Claudio Cucinotta ex professionista dal 2006 al 2010 con le maglie di Tenax, LPR e De Rosa. Dopo l’attività agonistica, Claudio Cucinotta si è dedicato allo studio della preparazione atletica ed attualmente collabora con la Bardiani CFS.

Ciao Claudio e grazie per la tua disponibilità, come è nata la tua passione per il ciclismo?

Grazie a voi per l’ospitalità, ho iniziato a correre da G3, avevo provato molti sport precedentemente, ma alla fine quello che mi è piaciuto di più sin da subito è stato il ciclismo.

Hai avuto una carriera come professionista, quali ricordi conservi di quel periodo?

Ho fatto 5 anni da professionista, i ricordi più belli sono quelli legati alle 3 vittorie (tappa al Giro di Slovenia e 2 tappe al Giro del Giappone), alle volate tirate a Petacchi, e alle gare in Belgio, le mie preferite per la tipologia di percorso e per il calore e l’interesse degli spettatori.

Il ciclismo è uno sport di fatica, come valuta Claudio Cucinotta il modo di approcciarsi a questo sport nelle categorie giovanili?

Il ciclismo giovanile è ricco di sfaccettature e non è mai facile generalizzare. Sicuramente ci sono alcune realtà in cui le pressioni e l’esasperazione nei confronti dei ragazzi sono troppo elevate, ma anche altre in cui l’aspetto ludico e formativo sono preponderanti, come dovrebbe essere quando si ha a che fare con ragazzi giovani. L’obiettivo di queste categorie dovrebbe essere quello di far appassionare i ragazzi al ciclismo e allo sport in generale, e di formarli per essere in grado di affrontare nel miglior modo possibile qualsiasi situazione, nello sport come nella vita.

Che importanza ha, secondo Claudio Cucinotta, la multidisciplinarità (Mtb, pista, strada) per rendere completo un giovane corridore?

Proprio la multidisciplinarietà rappresenta probabilmente il metodo migliore per formare degli atleti che sappiano guidare la bici in ogni condizione, creando in loro un grande bagaglio di esperienze che potranno applicare nelle più svariate situazioni. Ultimamente l’esempio più evidente ed utilizzato è quello di Sagan: probabilmente sarebbe andato forte in bici anche se da piccolo avesse corso solo su strada o magari anche se avesse giocato a golf, ma sicuramente non avrebbe acquisito la padronanza del mezzo che dimostra nelle situazioni più estreme. La tecnica di guida dipende dalle capacità coordinative, la cui possibilità di apprendimento è massima proprio nelle fasce di età corrispondenti alle categorie giovanili. Pertanto, più esperienze motorie faranno i ragazzi in questo periodo della loro vita, e maggiore sarà il bagaglio tecnico che potranno portare con loro nelle categorie successive.

Come è cambiato il ciclismo e la preparazione del ciclista da quando Claudio Cucinotta era un  pro ad oggi?

Sono passato professionista nel 2006 e ho fatto l’ultimo anno nel 2010, non sono passati quindi tantissimi anni. Nonostante ciò, qualcosa è cambiato nei metodi di allenamento, soprattutto grazie alla diffusione praticamente totale del misuratore di potenza. La tendenza è quella di privilegiare allenamenti ad alta intensità a discapito della quantità. La “vecchia scuola” prevedeva allenamenti molto lunghi, anche oltre le 7 ore a volte, ad intensità relativamente basse. Adesso è difficile vedere professionisti che si allenano per più di 6 ore (io personalmente difficilmente faccio andare oltre le 5h – 5h30′), ma all’interno di esservi sono numerosi tratti affrontati ad intensità di gara e a volte anche superiori.

Quanto è importante la tecnologia per studiare le prestazioni degli atleti e predisporre piani ad hoc?

La tecnologia è fondamentale sia per l’atleta, per riuscire ad allenarsi con precisione alle intensità corrette, che per il preparatore, che può analizzare con estrema precisione ciò che l’atleta fa, sia in allenamento che in gara. In questo modo, grazie all’interazione tra atleta e allenatore, e al controllo da parte di entrambi dei parametri soprattutto di potenza, sarà possibile impostare con maggior precisione i programmi di allenamento, per far arrivare l’atleta nelle migliori condizioni possibili quando realmente conta. Ovviamente non stiamo parlando di matematica, ma di esseri umani, pertanto non sempre è possibile prevedere tutti i fattori che determinano una prestazione. È proprio in questo che entrano in gioco la sensibilità e l’esperienza dell’allenatore e dell’atleta. Ovviamente stiamo parlando di atleti evoluti, dilettanti o professionisti. Come già detto nelle categorie giovanili non dovremmo parlare di allenamento ma di divertimento, i primi allenamenti strutturati e specifici potrebbero iniziare (più a scopo didattico che di miglioramento della performance, a parere mio) dalla categoria allievi. Mi capita spesso di avere richieste da parte di genitori di ragazzi esordienti, o addirittura giovanissimi, di testare i propri figli per impostare una programmazione dell’allenamento: mi sono sempre rifiutato di farlo, cercando di far capire ai genitori che a quell’età è troppo presto, i ragazzi devono divertirsi e imponendo loro degli allenamenti troppi strutturati, rischiano di annoiarsi e di abbandonare il ciclismo precocemente per mancanza di divertimento.

Quali sono le principali differenziazioni nei programmi che svolgono le varie “tipologie” di ciclisti?

L’allenamento ovviamente si differenzierà in base alla tipologia di atleta e la disciplina praticata. È ovvio che l’allenamento per un velocista della pista sarà profondamente diverso rispetto a quello di uno scalatore, mentre saranno molto più simili quelli di un biker che fa marathon e di uno stradista scalatore. Ci saranno molti elementi in comune anche tra due stradisti, ad esempio un velocista ed uno scalatore: dopotutto, i percorsi che affrontano, ad esempio in un grande Giro, sono gli stessi, quindi anche un velocista dovrà allenarsi in salita, ed uno scalatore abituarsi a fare volate in pianura. Si differenzieranno invece alcuni allenamenti specifici, volti al miglioramento delle doti di sprint nel primo, e alle salite nel secondo. Molto diversi saranno invece gli allenamenti di un velocista della pista e di un velocista su strada: il primo deve affrontare un torneo di velocità o un keirin in cui dovrà affrontare 4-5 volate massimali di 20″-30″ in un giorno, il secondo dovrà fare una sola volata ma al termine di una tappa di 200km, magari anche con 2000m di dislivello. La tipologia di allenamento andrà quindi adattata soprattutto al modello prestativo della gara che si dovrà affrontare, e ovviamente alle caratteristiche dell’atleta.

Come si gestisce la fase di recupero dopo un grande giro?

La questione della fase di recupero dopo un grande Giro è molto delicata e complicata. Come rispondo nella maggioranza dei casi quando mi viene fatta una domanda specifica sull’allenamento, la risposta è “dipende”. Dal tipo di atleta (ha fatto classifica? Ha tirato tutto il giro per il leader? O è un velocista che ha dovuto far fondo a tutte le sue energie per arrivare alla fine?), da come ha finito il giro (in crescendo o in calando?), e da quando dovrà rientrare alle gare. Non è possibile pertanto dare una risposta univoca, in quanto “dipende” dai fattori sopra elencati.