Nibali tra passato, presente e futuro

Nibali ha parlato della stagione 2019 e non solo

Nibali ha parlato della stagione alle porte con un occhio a quella passata e al futuro del ciclismo che passa anche dalla sicurezza stradale

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali ha da poco raggiunto Cambrils, Costa Daurada, per il secondo ritiro pre-stagionale per preparare al meglio la propria forma fisica in vista del debutto del 24 febbraio all’UAE Tour. Nibali si è confidato con i colleghi della carta stampata sottolineando la sua voglia di riscatto:

“Dopo la Sanremo, il mio 2018 non è andato come volevo ed ho molta voglia di riscatto. La competizione è la mia vita voglio concentrarmi sul Giro d’Italia e poi vedrò come approcciare il Tour de France, non voglio caricarmi di stress” ha spiegato a La Gazzetta dello Sport.

L’aspetto legato alla stagione alle porte non è l’unico argomento a tener banco attorno allo Squalo dello Stretto, la sua situazione contrattuale e le “sirene” della Trek-Segafredo sono cosa nota:

“ci sono trattative e progetti importanti ma sono un atleta della  Bahrain-Merida. Vero, sono in scadenza e ci sono team che chiedono informazioni. C’è stato un incontro con la Segafedo che essendo un’azienda italiana ha interesse per un ciclista italiano. Le cose cambiano, anche qui alla Bahrain Merida, dopo l’ingresso di McLaren ci saranno novità.” ha spiegato Vincenzo.

Enzo ha poi parlato del suo passato

“Sono passati tanti anni, andati alla giusta velocità, non voglio fermare il tempo ma chiaro si potesse tronare indietro per evitare alcuni accadimenti sarebbe bello. Potessi tornare indietro, cambierei le cose che ti segnano, rivorrei indietro Michele Scarponi”.

Nibali ha spiegato al Corriere come l’incidente al Tour 2018 lo abbia cambiato

“ho dovuto trovare un altro equilibrio, posizione in sella e spinta sui pedali: quando ti rompi una vertebra non sari mai più quello di prima. Ho lavorato duro, però, e so di poter andare forte tanto quanto prima o anche di più. Nel ciclismo ci sono momenti negativi, se sai di essere tu ad aver sbagliato come a Rio è più semplice accettarlo, in questo caso è più difficile”.

Nibali si è espresso proprio su quel maledetto giorno all’Alpe du Huez: “ci sono tanti video amatoriali fatti da tutte le angolazioni, il tifoso è riconoscibile ma non è stato identificato, non ho rancore con lui ma una lettera, anche anonima, di scuse mi avrebbe fatto piacere riceverla”.

 

“il ciclismo mi dato molto, mi ha tolto dalla strada. In Sicilia ci sono poche ditte e poco lavoro, se non hai una famiglia forte alle spalle rischi di fare una brutta fine. Questo sport mi ha aiutato molto, mi ha allontanato da certe amicizie sbagliate e mi ha dato tanto successo, gloria, soddisfazione” ha concluso Nibali

 

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo?

Vincenzo Nibali alla Trek? Non è fantaciclismo!

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport potrebbe essere più di una affascinante suggestione

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport questa opzione potrebbe essere reale e non la classica sparata da fantaciclismo. Lo Squalo dello Stretto è una delle figure simbolo del ciclismo italiano e mondiale ed è naturale che attorno al suo nome si scatenino rumors e indiscrezioni.

Il corridore attualmente in forza alla Bahrain-Merida del principe Nasser bin Hamad Al Khalifa ha sinora indossato la maglia di quattro team: Fassa Bortolo, Liquigas, Astana e, appunto, quella della formazione araba.  I rumors di mercato, riportati anche da “La Gazzetta dello Sport”, vogliono lo sponsor italiano Segafredo fortemente intenzionato a convincere il siciliano a cambiare casacca per la stagione 2020 (che porterà alle Olimpiadi di Tokio).

Lunedi vi è stato un incontro tra Nibali, accompagnato dal procuratore Johnny Carera e il legale Fausto Malucchi, e Brent Copeland e Milan Erzen della Bahrain-Merida per definire i dettagli di una proposta ma, a quanto pare, il meeting con il team arabo è stato preceduto da un briefing con la Trek-Segafredo per la definizione di una proposta concreta.

Insomma la posizione contrattuale dello Squalo che sino a qualche mese fa sembrava naturalmente destinata a proseguire con i colori della Bahrain-Merida ora appare più complessa per alcune cause contingenti. Secondo quanto riportato dalla “rosea” la prima divergenza tra le parti sarebbe stata legata alla durata dell’impegno (fino al 2020 per il team, più lungo di un anno per il ciclista siciliano). Successivamente c’è stata qualche incomprensione tra l’atleta e la dirigenza ed infine pare si sia verificato un ritardo nei pagamenti di alcuni emolumenti dello Squalo.

Sulla questione ritardi si è espresso il manager Copeland:

“si è trattato semplicemente di un ritardo tecnico-amministrativo, abbiamo prontamente comunicato la cosa all’UCI e alla società di revisione Ernst&Young”.

L’obiettivo di Vincenzo Nibali è quello di arrivare al Giro d’Italia avendo già definito il suo impegno lavorativo per il biennio 2020-2021 per potersi concentrare sul tentativo della storica doppietta Giro-Tour.

“Saremmo felici che continuasse con noi ma ora, con l’ingresso del marchio McLaren gli equilibri sono modificati e non posso sbilanciarmi. Credo che alla presentazione della squadra il 21 febbraio ci sarà un altro incontro con Vincenzo.” ha dichiarato Copeland.

Vincenzo Nibali alla Trek, storia vecchia?

L’interesse della squadra americana per lo squalo non è cosa di questi ultimi mesi, già prima di approdare alla Bahrain, Nibali era stato “corteggiato” dalla Segafredo tanto che nell’ultima parte dello scorso anno c’era stato un incontro da Massimo Zanetti (patron dell’azienda di caffè) e Enzo.

Considerando l’età dello Squalo potrebbe avere gioco forza chi può mettere sul piatto anche una proposta professionale post carriera agonistica. Naturalmente l’eventuale cambio di team comporterebbe anche il trasferimento del massaggiatore Michele Pallini, del medico Emilio Magni e, chiaramente, del mitico preparatore Paolo Slongo. L’intera operazione potrebbe cubare sul monte stipendi della formazione americana qualcosa come 3,6 milioni di euro a stagione.
La possibilità di un simile investimento è legato a doppia mandata al proseguito della collaborazione tra Trek (proprietaria della società di gestione del team) e il marchio italiano. In caso di frattura tra le due parti non è da escludere che Segafredo possa creare una sua squadra con Nibali come capitano ma questa pare una opzione assolutamente remota (come l’eventuale passaggio di Vincenzo alla Uae-Emirates di Gianetti).

Stipendi dei ciclisti per il 2019, Sagan il più pagato!

Stipendi per la stagione 2019 dei ciclisti professionisti

Stipendi dei ciclisti per il 2019 scopriamo la top ten dei corridori professionisti più pagati del World Tour: in testa Peter Sagan

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti per il 2019, il più pagato sarà lo slovacco Peter Sagan della Bora-Hansgrohe con una cifra vicinissima ai sei milioni. La vittoria di tre titoli mondiali paga ottimi dividendi a Peto che strizza l’occhio al Mondiale nello Yorkshire per portare a quattro il numero dei suoi successi iridati.

Alle  spalle dello slovacco ecco, naturalmente, il fenomeno Chris Froome che quest’anno darà la caccia al suo quinto Tour de France e che riceverà in cambio delle sue performance sportive una cifra attorno ai cinque milioni e mezzo di euro. Quando, a fine anno, il network televisivo Sky toglierà il proprio marchio dalle maglie della squadra britannica il “povero” Chris si troverà a rinegoziare il proprio contratto e dovrà trovare un altro team disposto a spendere una simile cifra.

Sul terzo gradino di questa speciale classifica troviamo il nostro Vincenzo Nibali che dopo aver dimostrato di poter puntare indistintamente ai grandi giri come alle classiche, quest’anno mette nel mirino la doppietta Giro-Tour da accompagnare, magari, con la tanto agognata Liegi-Bastogne-Liegi. Lo Squalo dello Stretto incamererà emolumenti vicino ai 4 milioni di euro dalla Bahrain Merida. Anche per Enzo il prossimo anno si tratterà di rinegoziare il proprio ingaggio in quanto il suo contratto va in scadenza a fine 2019 ma, forte della vittoria delle tre grandi corse a tappe e di classiche monumento come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo non faticherà a trovare estimatori.

La quarta posizione è riservata a una delle grandi delusioni della stagione passata: con 3,2 milioni di ingaggio ecco il sardo Fabio Aru. Dopo un 2018 letteralmente da incubo il corridore dovrà dimostrare alla UAE Emirates di non aver sbagliato il cavallo su cui puntare tanti euro.

Soltanto quinto si “classifica” il vincitore a sorpresa (ma non troppo) dello scorso Tour de France, il gallese Geraint Thomas che percepisce una cifra attorno 3 milioni di euro dal Team Sky.

Sesta piazza per Nairo Quintana che con i suoi 2,5 milioni di euro percepiti dovrà trovare la forza per rialzarsi dopo alcuni passaggi a vuoto. Poco più indietro troviamo due volecisti: Marcel Kittel (2,3 milioni di euro) e Mark Cavendish (2 milioni di euro).

Il campione del mondo,  Alejandro Valverde  guadagnerà circa 1,8 milioni di euro così come il norvegese Alexander Kristoff.

Stipendi dei ciclisti per il 2019  la top ten

1) Peter Sagan 6 milioni di euro
2) Chris Froome 5,5 milioni di euro
3) Vincenzo Nibali 4 mlioni di euro
4) Fabio Aru 3,2 milioni di euro
5) Geraint Thomas 3 milioni di euro
6) Nairo Quintana 2,5 milioni di euro
7) Marcel Kittel 2,3 milioni di euro
8) Mark Cavendish 2 milioni di euro
9) Alejandro Valverde 1,8 milioni di euro
10) Alexander Kristoff 1,8 milioni di euro

Nibali nel 2019 occhi puntati sulla Liegi

Nibali nel 2019 punterà alla Liegi-Bastogne-Liegi

Nibali nel 2019 avrà come primo obiettivo scacciare la sfortuna che l’ha perseguitato quest’anno con un occhio alla Liegi

Nibali pensa già al 2019

Nibali pensa già al 2019

Nibali ha concluso al secondo posto il Giro di Lombardia 2018, alle spalle francese Pinot. A parte il tifo patriotico, vista la sfortuna che ha caratterizzato il suo 2018, Vincenzo si sarebbe meritato di conquistare uno storico bis in riva al lago di Como.

Il leader della Bahrain-Merida ha corso da squalo, ha attaccato e lottato quando ad allungare è stato Pinot. Ha resistito patendo una “crisi idrica” e arrivando a Como con un ritardo di 32 secondi resistendo al ritorno del gruppo degli inseguitori regolato poi belga Dylan Theuns.

Nibali è apparso soddisfatto della propria prestazione e del risultato ottenuto e i tifosi hanno voluto tributargli un lungo coro all’arrivo al bus della squadra.

Vincenzo ha ammesso come nel finale il suo corpo fosse svuotata di ogni energia, gli appassionati davanti alla tv hanno potuto notare la richiesta di acqua che il siciliano ha fatto alle moto in corsa.

Pinot, che pochi giorni fa ha conquistato la Milano-Torino, è apparso superiore a tutti ma Enzo si è consolato riuscendo a resistere al recupero degli inseguitori.

Al termina della “classica delle foglie morte” Vincenzo ha voluto allontanare le voci che lo vedono clamorosamente in uscita dal Bahrain-Merida, e si è, anzi, detto particolarmente interessato al Giro d’Italia 2019 in attesa dei dettagli sul tracciato della corsa rosa.

Rachele, moglie del campione siciliano, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport la durezza dei mesi successivi alla caduta al Tour:

”Questi mesi l’hanno reso più riflessivo e meno impetuoso, meno impulsivo Inizialmente era come un leone in gabbia, era spesso silenzioso cosa inusuale. Già quando è risalito sul cicloergometro è cambiato, ha sentito il rumore dei pedali, ha visto le ruote che giravano e ha ripreso confidenza poi quando ha potuto risalire in bici su strada, dopo una settimana e mezza, è tornato lui.

Il primo mese e mezzo è stato durissimo siamo rimasti sempre in  casa, uscivo solo io a fare la spesa. Quando siamo andati dal neurochirurgo si ragionava di 15 giorni di recupero. Il dottore ci ha detto ‘il recupero normale è di tre mesi’. Non eravamo preparati, per cinque minuti non ha parlato nessuno di noi due. Il dottore se n’è accorto e allora ha precisato ‘una persona normale, non uno sportivo come lei’.

Ora la mente di Nibali, come detto, è focalizzata sulla nuova stagione e, probabilmente, quello che più stuzzica la mente dello Squalo dello Stretto è la Liegi-Bastogne-Liegi, che si adatta benissimo alle caratteristiche di questo campione che, se riuscirà a scacciare la sfortuna che lo ha visto protagonista nel 2018, potrà regalare ancora tante soddisfazioni ai tifosi italiani.

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno pro

Ciclisti Under 23 italiani che passeranno tra i pro nel 2019

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno professionisti nel 2019: tra i più attesi Matteo Moschetti attenzione anche ad  Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under 23 italiani che nel 2019 passeranno professionisti: come ogni anno le squadre WorldTour e Professional hanno battagliato per assicurarsi i talenti più promettenti del panorama ciclistico mondiale.

Sono 7 i ragazzi italiani che hanno già ufficialmente un contratto per la prossima stagione professionistica. Nomi interessanti quelli di questa “infornata” tricolore.

Su tutti spicca il nome di Matteo Moschetti talento cristallino per , uno dei velocisti più promettenti del panorama internazionale che nel 2018 ha ottenuto otto vittorie con la maglia della Polartec-Kometa. Il prossimo anno Matteo andrà a vestire la prestigiosa maglia della Trek–Segafredo (di cui la Polartec è la “cantera”).

Occhi puntati sul cronoman Edoardo Affini reduce dalla medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e agli Europei Under23. Al recente Mondiale di Innsbruck Edoardo ha sfiorato il podio nella prova contro il tempo. Nella stagione 2019 andrà alla corte del vincitore della Vuelta Espana Simon Yates, capitano della la Mitchelton–Scott.

Andrà a vestire la maglia della Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali il giovane passista scalatore Andrea Garosio che quest’anno si è messo in luce tra le fila della D’Amico–Utensilnord.

Ha trovato contratto in un team Professional il velocista Leonardo Fedrigo che ha firmato con l’Androni Giocattoli-Sidermec. Altro velocista di primo piano è Giovanni Lonardi, che ha firmato con la Nippo–Vini Fantini–Europa Ovini

La Bardiani–CSF ha “pescato” due giovani interessanti come Luca Covili e Francesco Romano, mentre la Delko Marseille Provence KTM ha messo sottocontratto Alessandro Fedeli

Ciclisti Under 23 italiani passati Professionisti:

Edoardo Affini Mitchelton – Scott
Luca Covili Bardiani – CSF
Leonardo Fedrigo Androni Giocattoli – Sidermec
Andrea Garosio Bahrain – Merida
Matteo Moschetti Trek – Segafredo
Francesco Romano Bardiani – CSF
Alessandro Fedeli Delko Marseille Provence KTM
Giovanni Lonardi Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini

Per una serie di giovani prospetti che si stanno accasando tra team Professional e World Tour vi sono, di contro, tanti professionisti che al momento non hanno ancora una collocazione per la stagione alle porte.

In particolare è nutrita la pattuglia di corridori tricolore in cerca di collocazione, ecco l’elenco completo in ordine alfabetico

WorldTour

Valerio Agnoli (Bahrain-Merida)
Eugenio Alafaci (Trek-Segafredo)
Cesare Benedetti (Bora-hansgrohe)
Eros Capecchi (Quick-Step Floors)
Davide Cimolai (Groupama-FDJ)
Fabio Felline (Trek-Segafredo)
Filippo Ganna (UAE Team Emirates)
Enrico Gasparotto (Bahrain-Merida)
Riccardo Minali (Astana)
Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale)
Manuele Mori (UAE Team Emirates)
Moreno Moser (Astana)
Matteo Pelucchi (Bora-hansgrohe)
Salvatore Puccio (Sky)
Edward Ravasi (UAE Team Emirates)
Diego Ulissi (UAE Team Emirates)
Giovanni Visconti (Bahrain-Merida)

Professional

Simone Andreetta (Bardiani-CSF)
Simone Antonini (Wanty-GroupeGobert)
Nicola Bagioli (Nippo-Fantini)
Enrico Barbin (Bardiani-CSF)
Marco Benfatto (Androni-Sidermec)
Liam Bertazzo (Wilier-Selle Italia)
Alessandro Bisolti (Androni-Sidermec)
Raffaello Bonusi (Androni-Sidermec)
Michael Bresciani (Bardiani-CSF)
Matteo Busato (Wilier-Selle Italia)
Danilo Celano (CajaRural-RGA)
Marco Coledan (Wilier-Selle Italia)
Giuseppe Fonzi (Wilier-Selle Italia)
Marco Frapporti (Androni-Sidermec)
Mattia Frapporti (Androni-Sidermec)
Alan Marangoni (Nippo-Fantini)
Marco Maronese (Bardiani-CSF)
Mirco Maestri (Bardiani-CSF)
Jacopo Mosca (Wilier-Selle Italia)
Andrea Peron (Novo Nordisk)
Umberto Poli (Novo Nordisk)
Simone Ponzi (Nippo-Fantini)
Filippo Pozzato (Wilier-Selle Italia)
Lorenzo Rota (Bardiani-CSF)
Ivan Santaromita (Nippo-Fantini)
Matteo Spreafico (Androni-Sidermec)
Simone Sterbini (Bardiani-CSF)
Marco Tizza (Nippo-Fantini)
Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF)
Alex Turrin (Wilier-Selle Italia)
Edoardo Zardini (Wilier-Selle Italia)
Luca Wackermann (Bardiani-CSF)
 

 

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO 

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO colpo per la Bahrain-Merida

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO in un controllo a sorpresa il 31 luglio. Il team manager: “Prenderemo ulteriori decisioni”

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO, ecco che una  brutta tegola sulla Bahrain-Merida formazione di Vincenzo Nibali. Il 36enne corridore bielorusso è stato fermato dall’Uci a seguito della positività all’Epo riscontrata ad un controllo effettuato a sorpresa lo scorso 31 luglio.

Siutsou, che è stato immediatamente sospeso dalla squadra, può far richiesta delle controanalisi ma, come sempre accade in questi casi, è arduo che queste diano un risultato divergente rispetto al primo.

Kanstantin Siutsou già a giugno era stato informato dalla Bahrain che il suo contratto in scadenza a fine anno non sarebbe stato rinnovato. Ora con questa positività e in virtù della non più giovane età del corridore è facile ipotizzare che la positività ponga fine alla sua carriera professionistica.

Dura la posizione del general manager del team arabo Brent Copeland

 ” Questa notizia è terribilmente deludente, noi siamo estremamente rigidi su questo aspetto e prenderemo ulteriori provvedimenti nei confronti del corridore”.

Siutsou milita nella Bahrain, in precedenza aveva indossato per quattro anni la maglia del Sky, fino al 2015, e quella del Team Dimension Data nel 2016. Il corridore bielorusso, classe 1982, vanta un titolo di campione iridato in linea Under 23 nel 2004 a Verona ed una medaglia di bronzo nella cronometro a squadre iridata in Toscana nel 2013.

Nelle 13 stagioni da professionista, Kanstantin Siutsou ha ottenuto 11 vittorie tra cui spicca la tappa di Bergamo del Giro d’Italia 2009. Proprio con la maglia rossa dell’emirato ha ottenuto due successi, nell’aprile scorso, una tappa e la classifica finale del Giro di Croazia.

Quest’anno il bielorusso doveva essere al via del Giro d’Italia ma durante la ricognizione della tappa a cronometro inaugurale a Gerusalemme è stato vittima di una brutta caduta in cui si è procurato una frattura vertebrale che gli ha precluso la partecipazione alla corsa rosa.

Kanstantin era tornato alle gare senza brillare al Giro d’Austria per poi ritirarsi alla Classica di San Sebastian, lo scorso 4 agosto, la sua ultima gara.

 

 

Nibali cade e si ritira: frattura di una vertebra

Nibali cade per colpa di una moto e si frattura una vertebra

Nibali cade durante la salita all’Alpe d’Huez per colpa di una moto, termina la gara ma gli esami rivelano una frattura che lo costringe al ritiro dal Tour de France

Nibali cade ed è costretto al ritiro

Nibali cade ed è costretto al ritiro

Nibali cade colpito da una motocicletta dell’organizzazione. Nibali soffre, si rialza, recupera terreno su tutti, taglia il traguardo limitando i danni ma, trasportato in ospedale, è costretto al ritiro.

La notizia che non avremmo mai voluto dare! Vincenzo non solo ha pagato la caduta con secondi perduti ma deve dire addio alla corsa francese.  Gli esami svolti presso l’Ospedale di Grenoble hanno purtroppo confermano la prima diagnosi dopo la caduta provocata da una moto ai -4 km.

L’incidente che ha quindi compromesso non suo il grande pomeriggio del siciliano ma e ha messo fine al suo Tour de France: e ci auguriamo non vada a compromettere l’avvicinamento al Mondiale di Innsbruck.

Il’corridore siciliano  ha riportato una frattura alla decima vertebra toracica, la conferma è arrivata dalla Bahrain Merida, in un comunicato:

“Domattina Vincenzo tornerà in Italia dove, nei prossimi giorni, si sottoporrà ad ulteriori esami clinici”.

Lo stesso Vincenzo sul suo profilo Facebook ha voluto informare i fans: “Ciao Ragazzi sono di ritorno in hotel, purtroppo l’esito del referto medico non è buono, mi è stata confermata la frattura alla vertebra, domani tornerò a casa per un periodo di recupero. Grazie per tutto il vostro affetto dimostrato nei miei confronti! Alla prossima👍🏻”

 

Nibali cade per colpa di una moto o dell’organizzazione?

Non vogliamo fare polemica, non vogliamo perché sarebbe poi facile dire che polemizziamo solo perché a dover lasciare la corsa è il nostro Vincenzo Nibali. Non facciamo polemica ma è un dato di fatto che la tanto promossa organizzazione del Tour da un po’ di anni sta commettendo molti errori. Ci ricordiamo tutto l’incredibile accadimento al Tour de France del 2013 quando sul traguardo di Bastia (in Corsica) il bus della Orica GreenEdge  viene fatto transitare sul traguardo e s’incastra letteralmente sotto l’arco dell’arrivo.

Lo scorso anno una motocicletta ha perso dell’olio sul tracciato della prova a cronometro di Dusselfort e nessuno ha proceduto a pulire, risultato? Terribili cadute e Valverde che quasi si ammazza e deve salutare la Grande Boucle.
Nel 2016 a rischiare grosso per colpa del Caos in corsa è Froome che cade (assieme a Porte) rompe la bici e causa “ingorgo” non riesce ad avere un cambio tanto da doversi improvvisare maratoneta.
Senza citare l’auto dell’organizzazione che nel 2011 fece cadere Juan Antonio Flecha e buttò nel filo spinato il corridore olandese  Johnny Hoogerland

Oggi l’episodio di Vincenzo Nibali fatto cadere da una moto in mezzo ad una assoluta baraonda causata da tifosi al limite dell’incivile in carenza di transenne in una delle salite più note al mondo.
Insomma lo sciovinismo francese è forse ormai una cosa da riporre in un cassetto di fronte ad una corsa in cui troppo, troppo spesso la situazione scappa di mano agli organizzatori. Una corsa che muove milioni e che si auto celebra come la più bella del mondo non può permettere che tifosi esaltati corrano in mezzo al tracciato, spesso in condizioni alterate senza mettere in campo alcun controllo. Fumogeni accesi, gente vestita da clown e moto che vanno all’impazzata, è questa la corsa più bella del mondo? Noi continuiamo a preferire il giro.

 

La BMC vince la crono a squadre al Tour

La BMC vince, Greg Van Avermaet prende la gialla

La BMC rispetta il pronostico conquistando la cronometro di Cholet, bene il Team Sky, Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali chiude undicesima a 1’06”

La BMC rispetta il pronostico

La BMC rispetta il pronostico

La BMC di Richie Porte rispetta il pronostico e si aggiudica la cronometro a squadre di Cholet del Tour de France. A sorridere più di tutti è Greg Van Avermaet che conquista la maglia gialla per la seconda volta in carriera (il corridore era il meglio piazzato in generale tra i suoi). Buona la prova del Team Sky di Chris Froome e Geraint Thomas.

Peter Sagan (BORA-hansgrohe) perde non solo maglia gialla ma anche le ruote dei compagni staccandosi poco prima del secondo intermedio.

La prova contro l’orologio è stata molto combattuta con tanti team a darsi battaglia sul filo dei secondi: nello spazio di tredici secondi di distacco dalla BMC si sono infatti classificati la Sky, la Quick-Step Floors, la Mitchelton-Scott e il Team Sunweb

Al primo intermedio era la Mitchelton-Scott ad avere il miglior tempo (un secondo di margine su BMC e Sky). Nel secondo con rilevamento (Côte de la Séguinière) il team di Jim Ochowicz aveva ben sei secondi di margine sulla Sky ed è riuscita a mantenere il primato anche al termine della prova.

Tra i big, come detto, bene Porte e Froome ma possono essere soddisfatti anche  Tom Dumoulin, Adam Yates, Bob Jungels e Rigoberto Uran. Si difende la  Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali, che finisce undicesima a 1’06” dalla squadra americana. Prova discreta per Romanin Bardet (Ag2r La Mondiale),Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin) e Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo).

Bahrain su Van Aert per il prossimo anno?

Bahrain su Van Aert lo conferma Copeland

Bahrain su Van Aert fenomeno del ciclocross mondiale, ad afffermarlo il Team manager della formazione di Vincenzo Nibali Brent Copeland

Bahrain su Van Aert

Bahrain su Van Aert

Bahrain su Van Aert, questa è più di una voce, anzi la notizia è stata confermata da Brent Copeland Team Manager della Bahrain Merida . La politica di rafforzamento della squadra di Vincenzao Nibali passa da un miglioramento della qualità dei ciclisti sia sul versante grandi giri che per quello delle classiche (soprattutto quelle del nord),

Secondo i più insistenti rumors di mercato, il Team Bahrain sta per concludere le trattative con il velocista Phil Bauhaus e con il fortissimo cronoman Rohan Dennis, fresco vincitore della cc a Rovereto all’ultimo Giro d’Italia.

Il vero colpo di mercato, però, sarebbe quello legato al nome del belga Wout Van Aert. Il fenomeno del ciclocross mondiale ha più volte dichiarato di voler tentare il salto tra i professionisti del ciclismo su strada in un Team World Tour dopo aver verificato le proprie qualità alle Strade Bianche.

L’attenzione iniziale della Bahrain pareva rivolta a Greg Van Avermaet ma la pista si è assolutamente raffreddata portando Brent Copeland a voler giocare tutte le fiches su Wout Van Aert per tentare l’assalto anche alle classiche del nord.

In una recente intervista con Cyclingnews è stato lo stesso manager a precisare lo stato dell’arte: “Van Aert ha un contratto fino al 2019 e questo rende le cose più difficili ma noi abbiamo presentato una offerta anche se la situazione contrattuale dell’atleta rende tutto più difficile” (per la presenza delle prove di ciclocross).

Brent Copeland si è detto positivo circa il positivo riscontro del corridore: “stiamo lavorando perchè possa arrivare nella nostra squadra, io ho fiducia” ha spiegato il manager sudafricano che ha aggiunto “Lui vuole andare in una squadra World Tour, anche se la sua squadra può offrirgli più soldi. Vuole essere un corridore World Tour in futuro, se non sarà ora si potrà fare per il 2020”

 

 

Bahrain Merida al Giro lista dei partenti

Bahrain Merida al Giro con Bonifazio, Pozzovivo e Visconti

Bahrain Merida al Giro d’Italia avrà come capitano Domenico Pozzovivo, sesto nel 2017 e che punta a migliorare tale piazzamento. 

Bahrain Merida al Giro d'Italia

Bahrain Merida al Giro d’Italia

Bahrain Merida al Giro d’Italia si presenta al via da Gerusalemme con un diverso leaderrispetto allo scorso anno (Vincenzo Nibali) ma con una formazione che punta a ben figurare in diversi terreni.

Il capitano del team  sarà Domenico Pozzovivo, sesto lo scorso anno e che punta a migliorare tale piazzamento. Il gregario più prezioso a sua disposizione in salita sarà il bielorusso Kanstantsin Siutsou, uscito vincitore dal recente Tour of Croatia. Una spalla importante la offrirà Antonio Nibali, gregario che sta crescendo di rendimento con il passare dei mesi.

La compagine di licenza mediorientale avrà in Niccolò Bonifazio l’uomo forte per le volate, con il sogno di ottenere la prima gioia in una corsa a tappe di tre settimane. L’esperienza di Giovanni Visconti, alla decima Corsa Rosa, e la freschezza dello sloveno Matej Mohoric saranno da sfruttare nelle tappe intermedie. Completano il roster l’affidabile Manuele Boaro e il giovane sloveno Domen Novak.