Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition

Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition

Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition, prosegue la partnership tra il noto marchio e il Team Bahrain Merida per il terzo anno consecutivo

SIDI SHOT AIR BAHRAIN LIMITED EDITION

SIDI SHOT AIR BAHRAIN LIMITED EDITION

Per il terzo anno consecutivo Sidi è sponsor ufficiale del team Bahrain Merida. Una partnership importante quella fra l’azienda di Dino Signori e quella che si può considerare come una delle squadre più forti del World Tour, una partnership che dura fin dal nascere del progetto del team nel 2017.

Dopo il successo delle precedenti stagioni anche quest’anno Sidi ha deciso di realizzare e mettere a disposizione degli appassionati di tutto il mondo la Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition, un modello che riproduce fedelmente la grafica e le caratteristiche di quella che è la scarpa utilizzata dai campioni del team Bahrain Merida.

Come sempre questa limited edition si presenta speciale anche nel packaging. A impreziosire questo modello c’è infatti la scatola dalla grafica accattivante con i colori Bahrain Merida. Le sorprese però non finiscono qui, all’interno della scatola c’è l’utilissima shoe bag personalizzata con i colori del team e stampati i nomi di tutti i corridori della rosa 2019 e inoltre un paio di calzini.

Nella stagione 2019 nel mirino del team Bahrain Merida ci sono i Grandi Giri. Nei programmi dello “Squalo” Vincenzo Nibali ci sono infatti prima il Giro d’Italia e dopo anche il Tour de France. Nibali che ricordiamo è uno dei sette corridori entrati di diritto nella leggenda del ciclismo essendo riusciti a vincere tutti e tre i Grandi Giri: Tour, Giro e Vuelta.

Nibali ma non solo, Sidi nel team Bahrain Merida può contare anche sul campione del mondo della cronometro Rohan Dennis, sul talento del giovane sloveno Matej Mohoric, sul guizzo veloce di Sonny Colbrelli, senza dimenticare corridori di valore come Dylan Teuns, Domenico Pozzovivo e molti altri ancora.

Insomma Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition diventa un vero must per tutti gli appassionati e i tifosi che amano e praticano il ciclismo, da usare e collezionare. La scarpa Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition sarà presto disponibile al pubblico nei migliori negozi di ciclismo.

Sidi sarà alle Strade Bianche con i Pro e la Granfondo

Sidi sarà presente al week end delle Strade Bianche

Sidi si appresta a passare un weekend toscano: sabato appuntamento con le Strade Bianche per i Pro e Domenica la Granfondo Strade Bianche

SIdi alle Strade Bianche (fonte comunicato stampa)

SIdi alle Strade Bianche (fonte comunicato stampa)

Sarà un week-end da non perdere per chi ama il ciclismo. L’appuntamento è a Siena in Toscana, una regione in cui la biciletta è di casa. Sabato 9 marzo andrà in scena la tredicesima edizione delle“Strade Bianche” ovvero la classica del nord più a sud d’Europa. La gara sugli sterrati della provincia di Siena con patenza e arrivo nella famosa “Città del Palio”. La corsa prevede un percorso di 184 km con ben 11 settori di strade sterrate per un totale di 63 km.

Al via le 18 formazioni del World Tour tra le quali Sidi guarda con particolare attenzione ai suoi team, in cui tutti i corridori utilizzano le calzature Sidi, ovvero il team Bahrain-Merida, dove tra i top rider per questa prova spiccano i nomi dello Squalo Vincenzo Nibali e dello sloveno Matej Mohoric, e poi il team Katusha Alpecin, con Enrico Battaglin e Nathan Haas.

Scorrendo la strat list un altro dei campioni Sidi da tenere d’occhio sarà Gianni Moscon. Il corridore trentino del Team Sky ha dichiarato che questa gara rappresenta uno dei suoi sogni e che vuole provare a vincerla. Moscon che poi sarà uno dei corridori più attesi anche sulle strade delle classiche del nord tra cui la Ronde Van Vlaanderen e la Paris-Roubaix. In passato Sidi ha già vinto questa gara affascinante diverse volte, per esempio nel 2013 con Moreno Moser e poi con Michal Kwiatkowski nel 2014 e nel 2017.

Invece tra le le wild card, le formazioni Professional invitate dagli organizzatori della corsa, Sidi guarda con fiducia ai suoi ragazzi del team Neri Sottoli Selle Italia Ktm, tra cui spicca il nome di Giovanni Visconti. Sempre sabato ci sarà anche la gara delle donne professioniste impegnate nella “Strade Bianche Women Elite” su un percorso di 134 km e anche qui Sidi sarà protagonista con le sue atlete.

Il giorno seguente poi, domenica 10 marzo, largo agli oltre 5 mila tra amatori e cicloturisti che saranno impegnati nella “Gran Fondo Strade Bianche” evento che porta gli appassionati a pedalare su parte dello stesso percorso affrontato dai professionisti.

Sidi sarà presente “on field” in entrambi gli eventi, sia il sabato per la gara dei professionisti che in occasione della Gran Fondo di domenica. Lo stand Sidi sarà allestito nell’ area expo dell’evento, nella zona dello Stadio, alla Fortezza Medicea, dove ci sarà il foglio firma, con tutte le operazioni preliminari, e da dove prenderanno il via tutte le gare si quelle dei prof che la gran fondo.

Presso lo stand Sidi sarà possibile vedere da vicino e toccare con mano le clazature della collezione Sidi 2019 tra cui spiccano i modelli per il ciclismo su strada Shot e Wire 2 Carbon e quelli per la mountain bike Tiger e Drako. Inoltre saranno sicuramente tanti i campioni Sidi di oggi e di ieri che durante il week-end si alterneranno presso lo stand Sidi per foto e autografi con tutto il pubblico presente.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Nibali al Tour de France: “si sono lavati le mani”

Nibali “Al Tour si sono lavati le mani”

Nibali mandata una frecciatina al Tour de France: “si sono lavati le mani” e sul futuro spiega “è ancora tutto in ballo”.

Nibali (fonte pagina Twitter)

Nibali (fonte pagina Twitter)

Nibali torna in sella e lo farà all’UAE Tour 2019 pronto per una stagione assolutamente importante per lo Squalo dello Stretto. Il corridore della Bahrain-Merida sarà impegnato su più obiettivi dalle classiche alle corse a tappe.

Sono passati 15 anni da quando un timido Vincenzo fece il suo esordio in maglia Fassa Bortolo al Trofeo Laigueglia, una giornta indimenticambile per il siciliano:

“come potrei non ricordare quel giorno, ero in camera con Roberto Petito, avevo un po’ di timore ma decisi di attaccare per mettermi in luce”.

Di acqua sotto i ponti n’è passata parecchia, sono passati anni carichi di successi professionali, trionfi brillanti ma anche tante sfortune. La caduta alle Olimpiadi è ancora una ferita aperta per lo Squalo dello Stretto che però sembra non aver cancellato ancora soprattutto la caduto al Tour 2018:

“se rileggo la lettera inviatami dall’organizzazione pare di vedere un bel ce ne laviamo le mani. Secondo quanto riportato dalla Polizia quando sono andato a Modane a parlare, c’erano solo quattro agenti contro tutta quella folla. Le immagini parlano chiaro: c’era poco personale e mancavano le transenne”.

Circa, invece, il suo futuro in maglia Bahrain le pagine paiono ancora tutte da scrivere secondo quanto dichiarato da Nibali:

“diciamo che siano ancora un po’ in ballo. Ne abbiamo parlato cinque minuti e di più in questo momento non so dire, per ora mi concentro su questa stagione che sarà impegnativa”.

Vincenzo Nibali nel 2019 sarà chiamato al tentativo di doppietta Giro-Tour non riuscita lo scorso anno a un mostro sacro come Chris Froome:

“Sono partito un po’ più tardi perché ho il doppio appuntamento Giro-Tour ma ammetto che il Giro sarà per me più importante. Arrivo all’UAE Tour 2019 per capire il mio stato di forma – ha spiegato Enzo a La Gazzetta dello Sport – so che mi mancano gli sforzi aggressivi, quei 20-30’ di fuori soglia in salita. L’obiettivo è quello di prendere il ritmo gara, ci siamo preparati bene e magari con il passare dei giorni può uscire qualche bella performance. Mi piace il format dell’UAE Tour, le temperature sono favorevoli, il percorso vario e nessuna pausa, ciò che serve in questo momento della stagione”.

Nibali tra passato, presente e futuro

Nibali ha parlato della stagione 2019 e non solo

Nibali ha parlato della stagione alle porte con un occhio a quella passata e al futuro del ciclismo che passa anche dalla sicurezza stradale

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali ha da poco raggiunto Cambrils, Costa Daurada, per il secondo ritiro pre-stagionale per preparare al meglio la propria forma fisica in vista del debutto del 24 febbraio all’UAE Tour. Nibali si è confidato con i colleghi della carta stampata sottolineando la sua voglia di riscatto:

“Dopo la Sanremo, il mio 2018 non è andato come volevo ed ho molta voglia di riscatto. La competizione è la mia vita voglio concentrarmi sul Giro d’Italia e poi vedrò come approcciare il Tour de France, non voglio caricarmi di stress” ha spiegato a La Gazzetta dello Sport.

L’aspetto legato alla stagione alle porte non è l’unico argomento a tener banco attorno allo Squalo dello Stretto, la sua situazione contrattuale e le “sirene” della Trek-Segafredo sono cosa nota:

“ci sono trattative e progetti importanti ma sono un atleta della  Bahrain-Merida. Vero, sono in scadenza e ci sono team che chiedono informazioni. C’è stato un incontro con la Segafedo che essendo un’azienda italiana ha interesse per un ciclista italiano. Le cose cambiano, anche qui alla Bahrain Merida, dopo l’ingresso di McLaren ci saranno novità.” ha spiegato Vincenzo.

Enzo ha poi parlato del suo passato

“Sono passati tanti anni, andati alla giusta velocità, non voglio fermare il tempo ma chiaro si potesse tronare indietro per evitare alcuni accadimenti sarebbe bello. Potessi tornare indietro, cambierei le cose che ti segnano, rivorrei indietro Michele Scarponi”.

Nibali ha spiegato al Corriere come l’incidente al Tour 2018 lo abbia cambiato

“ho dovuto trovare un altro equilibrio, posizione in sella e spinta sui pedali: quando ti rompi una vertebra non sari mai più quello di prima. Ho lavorato duro, però, e so di poter andare forte tanto quanto prima o anche di più. Nel ciclismo ci sono momenti negativi, se sai di essere tu ad aver sbagliato come a Rio è più semplice accettarlo, in questo caso è più difficile”.

Nibali si è espresso proprio su quel maledetto giorno all’Alpe du Huez: “ci sono tanti video amatoriali fatti da tutte le angolazioni, il tifoso è riconoscibile ma non è stato identificato, non ho rancore con lui ma una lettera, anche anonima, di scuse mi avrebbe fatto piacere riceverla”.

 

“il ciclismo mi dato molto, mi ha tolto dalla strada. In Sicilia ci sono poche ditte e poco lavoro, se non hai una famiglia forte alle spalle rischi di fare una brutta fine. Questo sport mi ha aiutato molto, mi ha allontanato da certe amicizie sbagliate e mi ha dato tanto successo, gloria, soddisfazione” ha concluso Nibali

 

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo?

Vincenzo Nibali alla Trek? Non è fantaciclismo!

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport potrebbe essere più di una affascinante suggestione

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport questa opzione potrebbe essere reale e non la classica sparata da fantaciclismo. Lo Squalo dello Stretto è una delle figure simbolo del ciclismo italiano e mondiale ed è naturale che attorno al suo nome si scatenino rumors e indiscrezioni.

Il corridore attualmente in forza alla Bahrain-Merida del principe Nasser bin Hamad Al Khalifa ha sinora indossato la maglia di quattro team: Fassa Bortolo, Liquigas, Astana e, appunto, quella della formazione araba.  I rumors di mercato, riportati anche da “La Gazzetta dello Sport”, vogliono lo sponsor italiano Segafredo fortemente intenzionato a convincere il siciliano a cambiare casacca per la stagione 2020 (che porterà alle Olimpiadi di Tokio).

Lunedi vi è stato un incontro tra Nibali, accompagnato dal procuratore Johnny Carera e il legale Fausto Malucchi, e Brent Copeland e Milan Erzen della Bahrain-Merida per definire i dettagli di una proposta ma, a quanto pare, il meeting con il team arabo è stato preceduto da un briefing con la Trek-Segafredo per la definizione di una proposta concreta.

Insomma la posizione contrattuale dello Squalo che sino a qualche mese fa sembrava naturalmente destinata a proseguire con i colori della Bahrain-Merida ora appare più complessa per alcune cause contingenti. Secondo quanto riportato dalla “rosea” la prima divergenza tra le parti sarebbe stata legata alla durata dell’impegno (fino al 2020 per il team, più lungo di un anno per il ciclista siciliano). Successivamente c’è stata qualche incomprensione tra l’atleta e la dirigenza ed infine pare si sia verificato un ritardo nei pagamenti di alcuni emolumenti dello Squalo.

Sulla questione ritardi si è espresso il manager Copeland:

“si è trattato semplicemente di un ritardo tecnico-amministrativo, abbiamo prontamente comunicato la cosa all’UCI e alla società di revisione Ernst&Young”.

L’obiettivo di Vincenzo Nibali è quello di arrivare al Giro d’Italia avendo già definito il suo impegno lavorativo per il biennio 2020-2021 per potersi concentrare sul tentativo della storica doppietta Giro-Tour.

“Saremmo felici che continuasse con noi ma ora, con l’ingresso del marchio McLaren gli equilibri sono modificati e non posso sbilanciarmi. Credo che alla presentazione della squadra il 21 febbraio ci sarà un altro incontro con Vincenzo.” ha dichiarato Copeland.

Vincenzo Nibali alla Trek, storia vecchia?

L’interesse della squadra americana per lo squalo non è cosa di questi ultimi mesi, già prima di approdare alla Bahrain, Nibali era stato “corteggiato” dalla Segafredo tanto che nell’ultima parte dello scorso anno c’era stato un incontro da Massimo Zanetti (patron dell’azienda di caffè) e Enzo.

Considerando l’età dello Squalo potrebbe avere gioco forza chi può mettere sul piatto anche una proposta professionale post carriera agonistica. Naturalmente l’eventuale cambio di team comporterebbe anche il trasferimento del massaggiatore Michele Pallini, del medico Emilio Magni e, chiaramente, del mitico preparatore Paolo Slongo. L’intera operazione potrebbe cubare sul monte stipendi della formazione americana qualcosa come 3,6 milioni di euro a stagione.
La possibilità di un simile investimento è legato a doppia mandata al proseguito della collaborazione tra Trek (proprietaria della società di gestione del team) e il marchio italiano. In caso di frattura tra le due parti non è da escludere che Segafredo possa creare una sua squadra con Nibali come capitano ma questa pare una opzione assolutamente remota (come l’eventuale passaggio di Vincenzo alla Uae-Emirates di Gianetti).

Stipendi dei ciclisti per il 2019, Sagan il più pagato!

Stipendi per la stagione 2019 dei ciclisti professionisti

Stipendi dei ciclisti per il 2019 scopriamo la top ten dei corridori professionisti più pagati del World Tour: in testa Peter Sagan

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti per il 2019, il più pagato sarà lo slovacco Peter Sagan della Bora-Hansgrohe con una cifra vicinissima ai sei milioni. La vittoria di tre titoli mondiali paga ottimi dividendi a Peto che strizza l’occhio al Mondiale nello Yorkshire per portare a quattro il numero dei suoi successi iridati.

Alle  spalle dello slovacco ecco, naturalmente, il fenomeno Chris Froome che quest’anno darà la caccia al suo quinto Tour de France e che riceverà in cambio delle sue performance sportive una cifra attorno ai cinque milioni e mezzo di euro. Quando, a fine anno, il network televisivo Sky toglierà il proprio marchio dalle maglie della squadra britannica il “povero” Chris si troverà a rinegoziare il proprio contratto e dovrà trovare un altro team disposto a spendere una simile cifra.

Sul terzo gradino di questa speciale classifica troviamo il nostro Vincenzo Nibali che dopo aver dimostrato di poter puntare indistintamente ai grandi giri come alle classiche, quest’anno mette nel mirino la doppietta Giro-Tour da accompagnare, magari, con la tanto agognata Liegi-Bastogne-Liegi. Lo Squalo dello Stretto incamererà emolumenti vicino ai 4 milioni di euro dalla Bahrain Merida. Anche per Enzo il prossimo anno si tratterà di rinegoziare il proprio ingaggio in quanto il suo contratto va in scadenza a fine 2019 ma, forte della vittoria delle tre grandi corse a tappe e di classiche monumento come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo non faticherà a trovare estimatori.

La quarta posizione è riservata a una delle grandi delusioni della stagione passata: con 3,2 milioni di ingaggio ecco il sardo Fabio Aru. Dopo un 2018 letteralmente da incubo il corridore dovrà dimostrare alla UAE Emirates di non aver sbagliato il cavallo su cui puntare tanti euro.

Soltanto quinto si “classifica” il vincitore a sorpresa (ma non troppo) dello scorso Tour de France, il gallese Geraint Thomas che percepisce una cifra attorno 3 milioni di euro dal Team Sky.

Sesta piazza per Nairo Quintana che con i suoi 2,5 milioni di euro percepiti dovrà trovare la forza per rialzarsi dopo alcuni passaggi a vuoto. Poco più indietro troviamo due volecisti: Marcel Kittel (2,3 milioni di euro) e Mark Cavendish (2 milioni di euro).

Il campione del mondo,  Alejandro Valverde  guadagnerà circa 1,8 milioni di euro così come il norvegese Alexander Kristoff.

Stipendi dei ciclisti per il 2019  la top ten

1) Peter Sagan 6 milioni di euro
2) Chris Froome 5,5 milioni di euro
3) Vincenzo Nibali 4 mlioni di euro
4) Fabio Aru 3,2 milioni di euro
5) Geraint Thomas 3 milioni di euro
6) Nairo Quintana 2,5 milioni di euro
7) Marcel Kittel 2,3 milioni di euro
8) Mark Cavendish 2 milioni di euro
9) Alejandro Valverde 1,8 milioni di euro
10) Alexander Kristoff 1,8 milioni di euro

Nibali nel 2019 occhi puntati sulla Liegi

Nibali nel 2019 punterà alla Liegi-Bastogne-Liegi

Nibali nel 2019 avrà come primo obiettivo scacciare la sfortuna che l’ha perseguitato quest’anno con un occhio alla Liegi

Nibali pensa già al 2019

Nibali pensa già al 2019

Nibali ha concluso al secondo posto il Giro di Lombardia 2018, alle spalle francese Pinot. A parte il tifo patriotico, vista la sfortuna che ha caratterizzato il suo 2018, Vincenzo si sarebbe meritato di conquistare uno storico bis in riva al lago di Como.

Il leader della Bahrain-Merida ha corso da squalo, ha attaccato e lottato quando ad allungare è stato Pinot. Ha resistito patendo una “crisi idrica” e arrivando a Como con un ritardo di 32 secondi resistendo al ritorno del gruppo degli inseguitori regolato poi belga Dylan Theuns.

Nibali è apparso soddisfatto della propria prestazione e del risultato ottenuto e i tifosi hanno voluto tributargli un lungo coro all’arrivo al bus della squadra.

Vincenzo ha ammesso come nel finale il suo corpo fosse svuotata di ogni energia, gli appassionati davanti alla tv hanno potuto notare la richiesta di acqua che il siciliano ha fatto alle moto in corsa.

Pinot, che pochi giorni fa ha conquistato la Milano-Torino, è apparso superiore a tutti ma Enzo si è consolato riuscendo a resistere al recupero degli inseguitori.

Al termina della “classica delle foglie morte” Vincenzo ha voluto allontanare le voci che lo vedono clamorosamente in uscita dal Bahrain-Merida, e si è, anzi, detto particolarmente interessato al Giro d’Italia 2019 in attesa dei dettagli sul tracciato della corsa rosa.

Rachele, moglie del campione siciliano, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport la durezza dei mesi successivi alla caduta al Tour:

”Questi mesi l’hanno reso più riflessivo e meno impetuoso, meno impulsivo Inizialmente era come un leone in gabbia, era spesso silenzioso cosa inusuale. Già quando è risalito sul cicloergometro è cambiato, ha sentito il rumore dei pedali, ha visto le ruote che giravano e ha ripreso confidenza poi quando ha potuto risalire in bici su strada, dopo una settimana e mezza, è tornato lui.

Il primo mese e mezzo è stato durissimo siamo rimasti sempre in  casa, uscivo solo io a fare la spesa. Quando siamo andati dal neurochirurgo si ragionava di 15 giorni di recupero. Il dottore ci ha detto ‘il recupero normale è di tre mesi’. Non eravamo preparati, per cinque minuti non ha parlato nessuno di noi due. Il dottore se n’è accorto e allora ha precisato ‘una persona normale, non uno sportivo come lei’.

Ora la mente di Nibali, come detto, è focalizzata sulla nuova stagione e, probabilmente, quello che più stuzzica la mente dello Squalo dello Stretto è la Liegi-Bastogne-Liegi, che si adatta benissimo alle caratteristiche di questo campione che, se riuscirà a scacciare la sfortuna che lo ha visto protagonista nel 2018, potrà regalare ancora tante soddisfazioni ai tifosi italiani.

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno pro

Ciclisti Under 23 italiani che passeranno tra i pro nel 2019

Ciclisti Under 23 italiani che diventeranno professionisti nel 2019: tra i più attesi Matteo Moschetti attenzione anche ad  Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under23: Edoardo Affini

Ciclisti Under 23 italiani che nel 2019 passeranno professionisti: come ogni anno le squadre WorldTour e Professional hanno battagliato per assicurarsi i talenti più promettenti del panorama ciclistico mondiale.

Sono 7 i ragazzi italiani che hanno già ufficialmente un contratto per la prossima stagione professionistica. Nomi interessanti quelli di questa “infornata” tricolore.

Su tutti spicca il nome di Matteo Moschetti talento cristallino per , uno dei velocisti più promettenti del panorama internazionale che nel 2018 ha ottenuto otto vittorie con la maglia della Polartec-Kometa. Il prossimo anno Matteo andrà a vestire la prestigiosa maglia della Trek–Segafredo (di cui la Polartec è la “cantera”).

Occhi puntati sul cronoman Edoardo Affini reduce dalla medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e agli Europei Under23. Al recente Mondiale di Innsbruck Edoardo ha sfiorato il podio nella prova contro il tempo. Nella stagione 2019 andrà alla corte del vincitore della Vuelta Espana Simon Yates, capitano della la Mitchelton–Scott.

Andrà a vestire la maglia della Bahrain–Merida di Vincenzo Nibali il giovane passista scalatore Andrea Garosio che quest’anno si è messo in luce tra le fila della D’Amico–Utensilnord.

Ha trovato contratto in un team Professional il velocista Leonardo Fedrigo che ha firmato con l’Androni Giocattoli-Sidermec. Altro velocista di primo piano è Giovanni Lonardi, che ha firmato con la Nippo–Vini Fantini–Europa Ovini

La Bardiani–CSF ha “pescato” due giovani interessanti come Luca Covili e Francesco Romano, mentre la Delko Marseille Provence KTM ha messo sottocontratto Alessandro Fedeli

Ciclisti Under 23 italiani passati Professionisti:

Edoardo Affini Mitchelton – Scott
Luca Covili Bardiani – CSF
Leonardo Fedrigo Androni Giocattoli – Sidermec
Andrea Garosio Bahrain – Merida
Matteo Moschetti Trek – Segafredo
Francesco Romano Bardiani – CSF
Alessandro Fedeli Delko Marseille Provence KTM
Giovanni Lonardi Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini

Per una serie di giovani prospetti che si stanno accasando tra team Professional e World Tour vi sono, di contro, tanti professionisti che al momento non hanno ancora una collocazione per la stagione alle porte.

In particolare è nutrita la pattuglia di corridori tricolore in cerca di collocazione, ecco l’elenco completo in ordine alfabetico

WorldTour

Valerio Agnoli (Bahrain-Merida)
Eugenio Alafaci (Trek-Segafredo)
Cesare Benedetti (Bora-hansgrohe)
Eros Capecchi (Quick-Step Floors)
Davide Cimolai (Groupama-FDJ)
Fabio Felline (Trek-Segafredo)
Filippo Ganna (UAE Team Emirates)
Enrico Gasparotto (Bahrain-Merida)
Riccardo Minali (Astana)
Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale)
Manuele Mori (UAE Team Emirates)
Moreno Moser (Astana)
Matteo Pelucchi (Bora-hansgrohe)
Salvatore Puccio (Sky)
Edward Ravasi (UAE Team Emirates)
Diego Ulissi (UAE Team Emirates)
Giovanni Visconti (Bahrain-Merida)

Professional

Simone Andreetta (Bardiani-CSF)
Simone Antonini (Wanty-GroupeGobert)
Nicola Bagioli (Nippo-Fantini)
Enrico Barbin (Bardiani-CSF)
Marco Benfatto (Androni-Sidermec)
Liam Bertazzo (Wilier-Selle Italia)
Alessandro Bisolti (Androni-Sidermec)
Raffaello Bonusi (Androni-Sidermec)
Michael Bresciani (Bardiani-CSF)
Matteo Busato (Wilier-Selle Italia)
Danilo Celano (CajaRural-RGA)
Marco Coledan (Wilier-Selle Italia)
Giuseppe Fonzi (Wilier-Selle Italia)
Marco Frapporti (Androni-Sidermec)
Mattia Frapporti (Androni-Sidermec)
Alan Marangoni (Nippo-Fantini)
Marco Maronese (Bardiani-CSF)
Mirco Maestri (Bardiani-CSF)
Jacopo Mosca (Wilier-Selle Italia)
Andrea Peron (Novo Nordisk)
Umberto Poli (Novo Nordisk)
Simone Ponzi (Nippo-Fantini)
Filippo Pozzato (Wilier-Selle Italia)
Lorenzo Rota (Bardiani-CSF)
Ivan Santaromita (Nippo-Fantini)
Matteo Spreafico (Androni-Sidermec)
Simone Sterbini (Bardiani-CSF)
Marco Tizza (Nippo-Fantini)
Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF)
Alex Turrin (Wilier-Selle Italia)
Edoardo Zardini (Wilier-Selle Italia)
Luca Wackermann (Bardiani-CSF)
 

 

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO 

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO colpo per la Bahrain-Merida

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO in un controllo a sorpresa il 31 luglio. Il team manager: “Prenderemo ulteriori decisioni”

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO, ecco che una  brutta tegola sulla Bahrain-Merida formazione di Vincenzo Nibali. Il 36enne corridore bielorusso è stato fermato dall’Uci a seguito della positività all’Epo riscontrata ad un controllo effettuato a sorpresa lo scorso 31 luglio.

Siutsou, che è stato immediatamente sospeso dalla squadra, può far richiesta delle controanalisi ma, come sempre accade in questi casi, è arduo che queste diano un risultato divergente rispetto al primo.

Kanstantin Siutsou già a giugno era stato informato dalla Bahrain che il suo contratto in scadenza a fine anno non sarebbe stato rinnovato. Ora con questa positività e in virtù della non più giovane età del corridore è facile ipotizzare che la positività ponga fine alla sua carriera professionistica.

Dura la posizione del general manager del team arabo Brent Copeland

 ” Questa notizia è terribilmente deludente, noi siamo estremamente rigidi su questo aspetto e prenderemo ulteriori provvedimenti nei confronti del corridore”.

Siutsou milita nella Bahrain, in precedenza aveva indossato per quattro anni la maglia del Sky, fino al 2015, e quella del Team Dimension Data nel 2016. Il corridore bielorusso, classe 1982, vanta un titolo di campione iridato in linea Under 23 nel 2004 a Verona ed una medaglia di bronzo nella cronometro a squadre iridata in Toscana nel 2013.

Nelle 13 stagioni da professionista, Kanstantin Siutsou ha ottenuto 11 vittorie tra cui spicca la tappa di Bergamo del Giro d’Italia 2009. Proprio con la maglia rossa dell’emirato ha ottenuto due successi, nell’aprile scorso, una tappa e la classifica finale del Giro di Croazia.

Quest’anno il bielorusso doveva essere al via del Giro d’Italia ma durante la ricognizione della tappa a cronometro inaugurale a Gerusalemme è stato vittima di una brutta caduta in cui si è procurato una frattura vertebrale che gli ha precluso la partecipazione alla corsa rosa.

Kanstantin era tornato alle gare senza brillare al Giro d’Austria per poi ritirarsi alla Classica di San Sebastian, lo scorso 4 agosto, la sua ultima gara.

 

 

Nibali cade e si ritira: frattura di una vertebra

Nibali cade per colpa di una moto e si frattura una vertebra

Nibali cade durante la salita all’Alpe d’Huez per colpa di una moto, termina la gara ma gli esami rivelano una frattura che lo costringe al ritiro dal Tour de France

Nibali cade ed è costretto al ritiro

Nibali cade ed è costretto al ritiro

Nibali cade colpito da una motocicletta dell’organizzazione. Nibali soffre, si rialza, recupera terreno su tutti, taglia il traguardo limitando i danni ma, trasportato in ospedale, è costretto al ritiro.

La notizia che non avremmo mai voluto dare! Vincenzo non solo ha pagato la caduta con secondi perduti ma deve dire addio alla corsa francese.  Gli esami svolti presso l’Ospedale di Grenoble hanno purtroppo confermano la prima diagnosi dopo la caduta provocata da una moto ai -4 km.

L’incidente che ha quindi compromesso non suo il grande pomeriggio del siciliano ma e ha messo fine al suo Tour de France: e ci auguriamo non vada a compromettere l’avvicinamento al Mondiale di Innsbruck.

Il’corridore siciliano  ha riportato una frattura alla decima vertebra toracica, la conferma è arrivata dalla Bahrain Merida, in un comunicato:

“Domattina Vincenzo tornerà in Italia dove, nei prossimi giorni, si sottoporrà ad ulteriori esami clinici”.

Lo stesso Vincenzo sul suo profilo Facebook ha voluto informare i fans: “Ciao Ragazzi sono di ritorno in hotel, purtroppo l’esito del referto medico non è buono, mi è stata confermata la frattura alla vertebra, domani tornerò a casa per un periodo di recupero. Grazie per tutto il vostro affetto dimostrato nei miei confronti! Alla prossima👍🏻”

 

Nibali cade per colpa di una moto o dell’organizzazione?

Non vogliamo fare polemica, non vogliamo perché sarebbe poi facile dire che polemizziamo solo perché a dover lasciare la corsa è il nostro Vincenzo Nibali. Non facciamo polemica ma è un dato di fatto che la tanto promossa organizzazione del Tour da un po’ di anni sta commettendo molti errori. Ci ricordiamo tutto l’incredibile accadimento al Tour de France del 2013 quando sul traguardo di Bastia (in Corsica) il bus della Orica GreenEdge  viene fatto transitare sul traguardo e s’incastra letteralmente sotto l’arco dell’arrivo.

Lo scorso anno una motocicletta ha perso dell’olio sul tracciato della prova a cronometro di Dusselfort e nessuno ha proceduto a pulire, risultato? Terribili cadute e Valverde che quasi si ammazza e deve salutare la Grande Boucle.
Nel 2016 a rischiare grosso per colpa del Caos in corsa è Froome che cade (assieme a Porte) rompe la bici e causa “ingorgo” non riesce ad avere un cambio tanto da doversi improvvisare maratoneta.
Senza citare l’auto dell’organizzazione che nel 2011 fece cadere Juan Antonio Flecha e buttò nel filo spinato il corridore olandese  Johnny Hoogerland

Oggi l’episodio di Vincenzo Nibali fatto cadere da una moto in mezzo ad una assoluta baraonda causata da tifosi al limite dell’incivile in carenza di transenne in una delle salite più note al mondo.
Insomma lo sciovinismo francese è forse ormai una cosa da riporre in un cassetto di fronte ad una corsa in cui troppo, troppo spesso la situazione scappa di mano agli organizzatori. Una corsa che muove milioni e che si auto celebra come la più bella del mondo non può permettere che tifosi esaltati corrano in mezzo al tracciato, spesso in condizioni alterate senza mettere in campo alcun controllo. Fumogeni accesi, gente vestita da clown e moto che vanno all’impazzata, è questa la corsa più bella del mondo? Noi continuiamo a preferire il giro.