Polini tra calcio, ciclismo e doping

Polini il medico che parlò di doping nel ciclismo

Polini, ex medico della Mecair Ballan di Alberto Volpi e Moreno Argentin che nel 1994 parlò di pratiche dopanti nel mondo del ciclismo

Polini il medico che denunciò il doping

Polini il medico che denunciò il doping

Polini, un nome che agli amanti dello sport ricorderà qualcosa. Ex corridore, a 26 anni aveva lasciato il ciclismo agonistico per dedicarsi agli studi di medicina sportiva, per la quale aveva un assoluto interesse.

Valter Polini pur avendo abbandonato l’attività agonistica non si era mai allontanato dal mondo dello sport era diventato direttore sportivo di alcune squadre dilettantistiche di ciclismo e, dopo gli studi e la specializzazione aveva assunto il ruolo di medico di squadra.

Era diventato il medico sociale della Mecair Ballan quando il team passò finalmente dal dilettantismo al professionismo. La sua passione per il ciclismo lo avrebbe portato certamente a continuare la sua crescita professionale nel settore ma venne licenziato “per incapacità” dalla Mecair.

Nell’agosto del 1993, alla vigilia dei mondiali, il team era rimasto coinvolto in un caso di doping molto chiacchierato che aveva coinvolto il ciclista Volpi.

Alberto Volpi risultò positivo alla prima analisi del test sostenuto il 15 agosto del 93, dopo aver conquistato la Leeds International (settima prova della Coppa del Mondo). Nel campione di urine di Volpi venne rilevata la gonadotropina, sostanza proibita, che serve per aumentare il tasso di testosterone.

Fu l’allora CT Afredo Martini a comunicare ad Alberto Volpi la sua positività (e conseguente esclusione dagli imminenti Mondiali) e a prendere le difese del ciclista fu Argentin: “Aspettiamo le controanalisi prima di parlare di ormoni, di sostanze, di condanne definitive, Alberto è un professionista serio, che sa bene cosa è lecito e cosa non è lecito fare”.

Nel 1994, vi fu la clamorosa rottura con tutto l’ambiente del ciclismo e la denuncia di pratiche dopanti nel ciclismo ed in particolare nella sua squadra, la Mecair Ballan di Alberto Volpi e Moreno Argentin.

Il medico fece esplodere il caso denunciando formalmente quanto aveva già dichiarato pubblicamente in alcune occasioni. Dichiarò che la sua ex squadra era solita effettuare pratiche dopanti e che lui non voleva essere in alcun modo coinvolto in metodi che non condivideva e anzi condannava.

I dirigenti della società smentirono categoricamente la sua denuncia ma la frattura col mondo del ciclismo era ormai consumata. La sua posizione da “pioniere” dell’antidoping venne sempre difesa da Valter Polini: “Il problema doping esiste e siamo sulla strada giusta per debellarlo – disse dopo aver deposto davanti alla Commissione d’indagine del Coni -. Io ho fatto da apripista, speriamo che qualcun altro continui”.

Nessuno, e nemmeno lo stesso Polini poteva immaginare quello che di lì a 4 anni sarebbe esploso con gli scandali doping lungo le strade del Tour de France (e del Giro d’Italia) al punto da mettere in ginocchio grandi campioni e da far vacillare storiche istituzioni del ciclismo.

Rotto il silenzio sulle menzogne del ciclismo di quei giorni, Valter Polini decise di spostare la sua professionalità al mondo del calcio andando a lavorare per l’Atalanta nel 2000: “Avevamo bisogno di un dottore a tempo pieno – ricorda il presidente dell’Atalanta Ruggeri – e ci avevano segnalato lui”.

Valter Polini, bergamasco di Sforzatica di Dalmine gestiva anche un centro medico assieme alla moglie in quel di Costa Volpino, morì prematuramente a soli 47 alla vigilia del match tra Torino ed Atalanta. In tanti ne ricordano la gentilezza e professionalità nel mondo del pallone e, soprattutto, nel mondo dei pedali.

Addio ad Emiliano Mondonico

Addio ad Emiliano Mondonico uomo di calcio e ciclismo

Addio ad Emiliano Mondonico uomo di calcio e ciclismo, allenatore di Atalanta, Torino e Fiorentina e grande amico di Felice Gimondi

Addio ad Emiliano Mondonico

Addio ad Emiliano Mondonico

Addio ad Emiliano Mondonico, uno dei simboli del calcio italiano, persona vecchio stampo e grande amante del ciclismo. Aveva da poco (lo scorso 9 marzo) compiuto 71 anni, da 7 lottava contro una brutta malattia. Lottatore indomito non è riuscito a vincere questa partita e ci ha lasciati questa mattina all’alba a Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni per il riacutizzarsi della malattia.

Giocatore attento prima e grande allenatore dopo, è stato un grande amante dello sport a 360 gradi con un occhio in particolare sul ciclismo. Mondonico ha ottenuto cinque promozioni in serie A con Cremonese (1983-1984), Atalanta (1987-1988 e 1994-1995), Torino (1998-1999), e Fiorentina (2003-2004).

Addio ad Emiliano Mondonico: la Coppa delle Coppe 1987/88

Proprio l’esperienza all’Atalanta è stata con ogni probabilità la più bella della sua vita almeno in campo europeo. Quello fu un anno magico che per “La Dea” che fece una trionfale marcia lungo il percorso europeo giungendo a giocare la semifinale della Coppa delle Coppe 1987/88 contro la formazione belga del Malines. La cosa incredibile è che quella Atalanta militava in serie B cosa alquanto inusuale per una formazione in grado di avanzare così tanto nelle coppe.

La coppa venne vinta a sorpresa proprio dagli outsider belgi del Malines al loro debutto nelle coppe europee, superando in finale i più quotati olandesi dell’Ajax. La squadra di Emiliano Mondonico fu, dunque, eliminata proprio dai futuri vincitori del torneo (con un doppio 2-1): questo è, ad oggi, il miglior piazzamento nelle coppe europee di un club non iscritto alla massima categoria nazionale.

Addio ad Emiliano Mondonico: la Coppa UEFA 1991/92

Altrettanto memorabile fu, soprattutto per i tifosi del Torino, la finale di Coppa Uefa 1992 contro gli olandesi dell’Ajax. Il torino arrivò a sfiorare la coppa. All’andata gli olandesi imposero il pareggio (2-2) davanti ai quasi 70.000 spettatori dello Stadio delle Alpi. Il ritorno fu una vera a propria battaglia terminata però pari (0-0) che costò al Toro la coppa. Memorabile l’immagine di Emiliano Mondonico nello stadio di Amsterdam con una sedia alzata a cielo in segno di protesta, per un rigore clamorosamente non dato. Era il 13 maggio 1992.

Addio ad Emiliano Mondonico: amico del ciclismo

Emiliano era un caro amico di Felice Gimondi, ma anche di Gibì Baronchelli, Gianni Motta e tantissimi altri corridori e personaggi del ciclismo. Uomo di mondo e profondo conoscitore dello sport amava il ciclismo perché “è uno sport che non mente” come era solito ripetere. Personaggio vero e puro amava lo sport a “pane e salame” incarnando appieno lo spirito del mondo del ciclismo.

La passione per le due ruote andava di pari passo con quello par la “ribellione” come quando assistette e al concerto dei Rolling Stones al Palalido di Milano nel 1967 o quando da ragazzino infocava la sua bicicletta per scappare dai Salesiani di Treviglio, dove studiava, per raggiungere la sua Rivolta

Alla signora Carla alle figlie Francesca e Clara, ai nipotini Lorenzo e Gaia le nostre più sentite condoglianze da parte di tutta la redazione.

Ciclismo sotto la neve: alla faccia del calcio

Ciclismo sotto la neve, Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve: mentre nel calcio si discute sul rinvio di Juventus-Atalanta ecco Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve ecco come il corridore polacco del Team Sky, Michal Kwiatkowski, sta preparando la classica monumento Milano-Sanremo. Nel mondo del calcio si discute sull’opportunità di sospendere la partita tra Juventus e Atalanta all’Allianz Stadium, mentre nel ciclismo ci si allena duramente anche col maltempo.

Nonostante sia abituato a correre al freddo, sembra che Kwiatkowski non fosse del tutto pronto per i venti gelidi  e la neve che ha dovuto fronteggiare mentre si stava allenando per preparare la classica per eccellenza. Il freddo pungente e la neve evidente non ha fermato il piano di avvicinamento di Kwiatkowski che ha proseguito nonostante il “generale inverno” non desse tregua.

Avendo vinto La classica di Primavera l’anno scorso, l’ex campione del mondo spera di ripetersi anche nel 2018 che è in programma il prossimo 17 marzo. Ci si augura che quel giorno il clima possa essere diverso. Se non è raro trovare condizioni rigide alla partenza di Milano è più raro trovare il freddo in riviera. Nel 2013 però l’edizione venne addirittura accorciata con i corridori costretti a salire di corsa su autobus e ammiraglie per evitare l’assideramento.

Ciclismo sotto la neve dunque non è una novità, abbiamo, nel corso degli anni, assistito a corse da tregenda, su tutte la mitica tappa del Gavia al Giro d’Italia del 5 giugno 1988 in cui i corridori arrivarono per miracolo al traguardo.

Kwiatkowski, prima di difendere il suo titolo alla Milano-Sanremo, cercherà di  trovare il bis anche alle Strade Bianche dove lo scorso anno arrivò in solitaria davanti a Greg Van Avermaet. Insomma in attesa della Sanremo e delle Strade Bianche, il buon Michal ha “scelto” di allenarsi sulle strade bianche per la neve!

 

 

Silvia Persico Intervista per Ciclonews

Silvia Persico si racconta alla redazione di www.ciclonews.biz

Silvia Persico

Silvia Persico

Silvia Persico è una delle atlete simbolo della Valcar–PBM, la sua energia si sprigiona sia sulle gare su strada che nel Ciclocross e proprio in questa disciplina domenica 5 novembra è impagnata a Tabor per i Campionati Europei di specialità, l’abbiamo avvicinata poco prima della corsa.

Ciao Silvia e grazie per aver accettato la nostra intervista, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi concedete. Devo dirvi che ho scelto il ciclismo come mio sport perché abitando a Cene, un piccolo paese in Provincia di Bergamo il ciclismo è praticamente lo sport numero uno grazie alla presenza di un bel Ciclodromo che permette a tutti di potersi avvicinare a questa disciplina. Passavo spesso davanti alla struttura e vedevo i miei coetanei impegnarsi a tutta e la cosa mi dava davvero entusiasmo così un giorno ho chiesto ai miei di provare. Dopo quella prima esperienza devo dire che non sono più riuscita a smettere con le due ruote.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh un po’ il ciclismo ha inevitabilmente cambiato il mio modo di vivere ma direi che l’ha cambiato assolutamente in meglio. Certo non è facile magari fare rinunce soprattutto quando si è più piccoli e magari i tuoi amici escono il sabato sera e tu non puoi perché il giorno dopo hai una corsa. Non è uno sport semplice da interpretate, richiede grande concentrazione e dedizione ma allo stesso tempo è importante programmare bene la propria crescita senza strafare e senza tarpare i propri sogni con troppe aspettative.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Come ti dicevo prima, il ciclismo è uno sport che richiede molta costanza. Penso che in generale nello sport per emergere devi veramente impegnare corpo e anima ma penso che il ciclismo richieda un qualcosa in più rispetto ad altre attività in termini di impegno e dedizione. Tutta questa fatica però viene ripagata, prima ancora che dai risultati, dall’etica che ti trasmette, dal piacere nell’affrontare i sacrifici e le caduta, nella capacità di rialzarsi. Questi sono i valori che il mio sport mi ha trasmesso e credo che possa essere una palestra di vita per tante ragazze che, magari, hanno bisogno di ottenere sicurezza nei propri mezzi, credo direi questo a una ragazza che vuole avvicinarsi al ciclismo.

C’è una gara che Silvia Persico ricorda con più piacere?

Allora direi che su strada il mio ricordo più felice è la Coppa Rosa a cui ho partecipato da allieva e che sono riuscita a vincere, una emozione unica che porto ancora nel mio cuore. Per ciò che concerne, invece, il ciclocross direi proprio il Mondiale ma mi auguro che possano esserci altri momenti da raccontare in futuro.

Cosa fa Silvia Persico nel proprio tempo libero?

Come tutte le mie colleghe sono una ragazza semplice, posto che il ciclismo non ti concede tantissimo spazio libero tra allenamenti, trasferte e corse quando ho del tempo da dedicare a me stessa adoro fare shopping, Una cosa che poi mi piace fare, quando sono a casa, è andare a vedere i bimbi che si allenano, dare un consiglio, una battuta che può tramettere la mia passione.

Ti piace la musica?

Si adoro la musica, non ho un genere che in assoluto preferisco ma in genere ascolto musica “commerciale” ed orecchiabile, mi aiuta a rilassarmi.

C’è una atleta che ti ha ispirata?

A questa domanda è troppo facile rispondere: Marianne Vos non c’è alcun dubbio

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport?

Si in generale amo lo sport a qualunque livello perché comprendo il sacrificio che gli atleti fanno per restare ad alto livello. Non ho un mito o dei miti che seguo ma adoro il calcio e sono una grandissima tifosa dell’Atalanta.

 

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Beh ora ho tutta la mia mente concentrata sulla gara degli Europei di Ciclocross di Tabor, è stata una bella soddisfazione essere convocata ma ora devo e voglio dare tutta me stessa per ben figurare. E’ un onore incredibile poter vestire la maglia della nazionale del tuo paese e voglio godermi quell’esperienza. Pian piano poi vedremo quello che verrà, inizierò la stagione su strada subito dopo aver terminato con il ciclocross. Siamo una buona squadra, speriamo di fare bene.