Astana al Giro lista dei partenti

Astana al Giro tutta per Miguel Ángel López

Astana al Giro d’Italia 2018 con uno squadrone per supportare Miguel Ángel López capitano designato del team di Alexander Vinokourov

Astana al Giro d'Italia 2018

Astana al Giro d’Italia 2018

Astana al Giro d’Italia 2018 arriva forte delle belle prestazione al Tour of the Alps dove il team kazako ha dimostrato di poter assolutamente competere per l’eccellenza. Il capitano sarà il 24enne colombiano Miguel Ángel López e, dopo la Vuelta dell’anno scorso in cui vinse due tappe finendo ottavo in classifica generale, sembra pronto per fare un ulteriore salto di qualità verso l’alto. Il giovane talento del team di Vinokourov dovrà confrontarsi con il fatto di essere alla sua prima partecipazione alla corsa rosa con tutti gli imprevisti del caso.

Al fianco di López, ci saranno gregari di assoluta affidabilità soprattutto per le tappe di montagna. Il ceco Jan Hirt e l’estone Tanel Kangert sono due pezzi da novanta che sono riusciti a concludere il Giro d’Italia nelle prime 15 posizioni in passato e potranno dar man forte al capitano nei momenti critici. Alexey Lutsenko e Luis León Sánchez sono cacciatori di tappe molto pericolosi, mentre Pello BilbaoDavide Villella e Andrey Zeits completano un organico che sulla carta può rivaleggiare con il Team Sky.

 

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa di aver fatto uso di corticoidi nel corso della sua carriera per un periodo abbastanza lungo, l’ammissione nella sua autobiografia

Lieuwe Westra

Lieuwe Westr

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi durante la sua carriera e lo fa in alcune pagine della sua autobiografia che a breve arriverà nelle librerie mondiali “Het Beest, het wielerleven van Lieuwe Westra” (La Bestia, la vida in bicicletta di Lieuwe Westra). Il corridore olandese non ha precisato a quale momento della sua carriera si faccia riferimento ma ha sottolineato come che l’utilizzo è stato prolungato nel tempo, probabilmente partendo sin dal suo primo anno di professionismo, quando capì che per poter competere a livello alto.

“Ho sofferto di problemi al ginocchio per anni – ha dichiarato – Questo mi ha permesso di prendere del cortisone nei momenti importanti della stagione. Dovevamo essere performanti e alla dirigenza non importava, l’importante è che non venivamo presi. Beata ignoranza”.

Va detto che l’olandese non è mai risultato positivo ad alcun controllo antidoping anche se, per stessa ammissione del campione nazionale a cronometro 2012 e 2013, “per essere buoni corridori bisognava essere al limite di ciò che era permesso”..

Lieuwe Westra avrebbe dunque goduto delle Autorizzazioni per Uso Terapeutico, le cosiddette TUE o AUT che dallo scorso anno sono particolarmente al centro delle polemiche in seguito alle rivelazioni di Fancy Bears sull’utilizzo da parte di Bradley Wiggins e Chris Froome. Nel caso dell’olandese parrebbe che queste siano state utilizzate per  migliorare la performance e non per curare o alleviare dei sintormi.

“Ho iniettato queste sostanza nel mio corpo per poter andare più forte, per ottenere dei premi e ricevere dei complimenti. Durante il mio primo anno da professionista ho capito che non era possibile vincere con il solo allenamento. Se vuoi giocare con i grandi devi trovare i limiti del concesso”.

Ritiratosi lo scorso anno, il 35enne ha corso per due sole squadre da pro, la Vacansoleil dal 2009 al 2013 e la Astana, dal 2014 al 2016.

Valgren:“L’antidoping può aspettarmi tutto il giorno”

Valgren: è il mio momento, l’antidoping può aspettare

Valgren dopo la vittoria vuole godersi il momento magico e ritarda il controllo antidoping: “può aspettare anche tutto il giorno”.

Valgren indispettito

Valgren indispettito

Valgren è l’uomo del giorno, il giovane danese dell’Astana ha trionfato quest’oggi sul traguardo della Amstel Gold Race e, se non bastasse la prova appena disputata, il corridore ha dimostrato di avere sicuramente carattere durante le interviste post-gara.

Subito dopo la vittoria ecco che il danese viene “rapito” dalle televisioni per i commenti di rito ed ecco e mentre sta rispondendo ai giornalisti ecco che i commissari dell’Unione Ciclistica Internazionale lo chiamano per espletare le procedure dei controlli di routine.

Evidentemente il corridore dell’Astana viene trattato un po’ troppo bruscamente per i suoi gusti, ed ecco che arriva prontamente la risposta piccata: “Francamente il controllo antidoping può aspettarmi anche tutto il giorno, per come la vedo io”, dice all’addetto stampa Astana che vorrebbe interrompere le interviste per portarlo via.

I commissari (fuori dal campo dell’inquadratura)  richiamano all’ordine Michel Valgren, e lui ripete che il controllo può aspettare tutto il giorno. Gli ribattono che il medico deve andare via, ma Valgren zittisce l’interlocutore esclamando “ma è il mio medico!” tornando a rispondere alle domande dei giornalisti.

L’episodio è stato reso noto dal portale  WielerFlits.nl ha ripreso il siparietto nel post-gara e l’ha diffuso via Twitter

 

 

Astana 10 anni di storia del team kazako

Astana cronologia della storia del team Kazako 2007-2017

Astana la storia di 10 anni del team kazako tra luci ed ombre, doping, vittorie, Contador, Aru, Nibali, Lance Armstrong

Astana: Vinokourov

Astana: Vinokourov

Astana nasce nel 2007 dalle ceneri del team spagnolo ONCE poi nominato Liberty Seguros, e diretto per diversi anni da Manolo Saiz. Il DS spagnolo nel 2006 viene coinvolto nelle intricate vicende della Operación Puerto portando lo sponsor Liberty Seguros ad annullare il contratto di partnership.

Il team viene rilevato da un consorzio formato da 5 società Kazake operanti nel settore dell’energia dando il nome di Astana (la capitale del paese asiatico) al nuovo sodalizio sportivo

Parallelamente il consorzio da vita a un gruppo sportivo legato alla Zeus Sàrl società dell’organizzatore del Giro di Svizzera Marc Biver che il 19 dicembre 2006 riceve una licenza per partecipare all’UCI ProTour 2007.

Nasce la nuova Astana avente licenza svizzera e sede a Les Geneveys-sur-Coffrane, nel Canton Neuchâtel con la collaborazione di Walter Godefroot.

 

Astana: stagione 2007

IL 2007 parte con le firme di Kloden, Savoldelli e le conferme delle punte altri Aleksandr Vinokurov e Andrej Kašečkin. Durante l’anno il team si distingue per le abilità nelle prove contro il tempo in special modo durante la tredicesima tappa del  Tour de France 2017 Vinokurov, Klöden e Kašečkin terminarono al primo, terzo e quarto posto.

Ad aprile 2017, Jef d’Hont, massaggiatore del Team Telekom dal 1992 al 1996, pubblica Memorie di un massaggiatore, libro in cui rivela le pratiche di doping usate nella squadra tedesca di cui Walter Godefroot era manager all’epoca tanto da portare un alone di sospetto sul Team Astana (molti atleti del team provengono proprio dal team tedesco).

Il 27 giugno Kessler risulta positivo al testosterone e viene licenziato dal team, Eddy Mazzoleni, terzo al Giro d’Italia 2007, viene citato (insieme a Danilo Di Luca) nell’inchiesta Oil for Drugs e a fine luglio chiude il rapporto con il team.

Il caso più eclatante è la positività di Vinokurov ad una trasfusione omologa di sangue in seguito alla vittoria nella tredicesima tappa del Tour (poco prima il kazako aveva confessato all’Equipe i suoi rapporti con Michele Ferrari). La squadra lascia la corsa francese e la conferma della positività porta al licenziamento del leader del team il 30 luglio.

L’8 agosto anche Kashechkin viene trovato positivo ad una trasfusione omologa al Giro di Turchia con conseguente licenziamento. Accanto a tutti questi scandali legati al doping arrivano problemi legati a mancati stipendi che portano alla comunicazione che dal 2008 il nuovo DS sarà Johan Bruyneel, ex direttore sportivo della Discovery Channel.

Astana: stagione 2008

L’arrivo nel team di Johan Bruyneel e Alberto Contador non aiutano a migliorare l’immagine del team che non è gradita da molti organizzatori di corse. Inizialmente non autorizzata a correre il Giro d’Italia, viene dato il via libera alla presenza  a meno di una settimana dalla partenza e, nonostante il cambiamento di programma last second, il team conduce Alberto Contador alla vittoria della corsa rosa.

Alla Vuelta a España è ancora Contador ad imporsi (terzo grande giro per lo spagnolo) davanti al compagno di squadra  Levi Leipheimer

L’8 dicembre 2008, il sito internet del magazine Velonews diffonde la notizia del ritorno nel 2009 di Lance Armstrong con l’obiettivo di dare visibilità alla sua fondazione e di vincere il suo ottavo Tour de France.

Astana: stagione 2009

Astana: Contador e Armstrong

Astana: Contador e Armstrong

Al Giro d’Italia 2009, Lance Armstrong è tra i partenti e chiude al dodicesimo posto e Leipheimer sesto, ma i corridori coprirono il nome dell’Astana sulle maglie per via dei salari non pagati. Gli investitori kazaki premono per il ritorno di Aleksandr Vinokurov nel team mentre la coppia Bruyneel-Armstrong preferisce essere i grandi manovratori della macchina kazaka.

Al Tour, l’Astana vince subito la cronometro a squadre, ma da subito scoppia la guerra interna tra Armstrong e Contador (fin dalla terza tappa).

Alla quindicesima tappa (Pontarlier-Verbier) Contador attaccae alle sue spalle Kloden rimane con Armstrong accentuando la spaccatura nel team. Lo spagnolo conquista la maglia gialla ma il team è spaccato.

Nel luglio del 2009 Johan Bruyneel dichiara di lasciare il team a fine anno per spostarsi nel progetto RadioShack creato da Lance Armstrong

In ottobre, l’Agenzia francese per la lotta contro il doping (AFLD) denuncia con un rapporto un “trattamento privilegiato” di cui avrebbe beneficiato la squadra da parte degli ufficiali UCI durante la corsa.

Astana: stagione 2010

Il 2010 vede il ritorno del kazako Aleksandr Vinokurov, e con lui arrivarono in organico nuovi corridori: De la Fuente, Tiralongo, Gasparotto, Plaza, Stangelj, Pereiro.

Il principale successo targato Astana nella stagione 2010 è il Tour de France con Alberto Contador, che pur non vincendo alcuna tappa nelle tre settimane di corsa riesce a precedere Andy Schleck

La Liegi-Bastogne-Liegi si impone Vinokurov che conquista anche il Giro del Trentino e una frazione al Tour de France,

La vittoria del tour de France del 2010 è stata poi revocata a seguito della squalifica di Contador per doping.

Al termine della stagione 2010 Contador conferma la sua intenzione di lasciare la formazione kazaka per far ritorno alla corte di Bjarne Riis approdando alla Saxo Bank.

 

Astana: stagione 2011

Vengono messi sotto contratto Roman Kreuziger e Robert Kiserlovski, entrambi provenienti dalla Liquigas-Doimo. Vinokurov annuncia che la 2011 sarà la sua ultima stagione da professionista con l’obiettivo di conquistare il Tour de France mentre Kreuziger invece viene designato capitano per il Giro d’Italia.[

I risultati sono in calo rispetto a quelli ottenuti le stagioni precedenti, il team conquista alcune tappe tra Parigi-Nizza, Tour de Romandie e al Giro. Al Giro d’Italia l’Astana vince la classifica a squadre mentre Kreuziger conclude al sesto posto nella generale (poi quinto in seguito alla squalifica comminiata a Contador); Vinokurov ottiene il terzo posto il Tour de Romandie e al Giro del Delfinato.

Al Tour de France, invece, Vinokurov è costretto al ritiro nel corso della nona tappa a seguito di una caduta nella discesa del Col du Peyrol, in cui si frattura il femore. Il kazako nonostante la stagione non fortunata e gli annunci di inizio anno decide di restare a bordo del team anche per il 2012.

Astana: stagione 2012

L’ingaggio di maggior rilievo in vista del 2012 è quello di Janez Brajkovic che ritorna in Astana dopo  due anni alla RadioShack. La primavera è sicuramente positiva per la squadra grazie al terzo posto alla Tirreno-Adriatico di Kreuziger e alla vittoria di Enrico Gasparotto all’Amstel Gold Race mentre la Liegi-Bastogne-Liegi viene vinta da Maxim Iglinskiy con Gasparotto al terzo posto

Al Giro d’Italia è Kreuziger il capitano che conquista la tappa dell’Alpe di pampeago ma che in classifica chiude a oltre un quarto d’ora dal vincitore Ryder Hesjedal.

Vinokurov concentra la sua preparazione in vista del Tour e delle Olimpiadi, tornando a correre solo nel mese di giugno in occasione del  Delfinato a supporto di Brajkovic che chiude la corsa al settimo posto. Al Tour de France Vinokurov chiude con un deludente 31esimo posto in  classifica generale mentre Janez Brajkovic termina invece al 9º posto.

Una settimana dopo la fine del Tour Vinokurov vince la medaglia d’oro nella prova in linea dei Giochi Olimpici di Londra annunciando il definitivo addio alle corse passando nel management della squadra.

Astana: stagione 2013

Astana: Nibali

Astana: Nibali

Dalla Liquigas arriva Vincenzo Nibali forte del terzo posto al Tour 2012, con il messinese ecco arrivare una batterie di uomini di fiducia dello squalo: Valerio Agnoli, Alessandro Vanotti e Jakob Fuglsang.

il corridore siciliano vince prima la Tirreno-Adriático davanti a Chris Froome e Alberto Contador e poi il Giro del Trentino.

Al Giro d’Italia già dalla prime tappe l’italiano si trova in una situazione di vantaggio rispetto ai rivali. Nella tappa dell’Altopiano del Montasio Hesjedal perde una ventina di minuti e il giorno seguente Wiggins perse 3′ abbandonando la corsa il giorno successivo.  L’unico rivale per Vincenzo è Cadel Evans che viene morso dallo squalo nella cronoscalata alle Tre Cime di Lavaredo.

Il Tour de France è decisamente sfortunato per il team che chiude senza nessun risultato di spessore. Il riscatto per l’Astana arriva alla Vuelta a España vincendo da subito la cronosquadre e imponendosi ancora con Nibali che realizza una storica doppietta Giro-Vuelta.

Astana: stagione 2014

L’obiettivo del team è conquistare il Tour de France, vengono quindi messi sotto contratto Michele Scarponi, per quattro anni consecutivi tra i primi cinque classificati del Giro. Scarponi parte come capitano al Giro ma dopo aver accumulato un grosso distacco si ritira nel corso della 16esima tappa.

L’Astro emergente è invece il sardo Fabio Aru che confermò quanto di buono fatto vedere l’anno prima, rimanendo sempre insieme ai migliori e tenendo un ritmo regolare concluse al terzo posto della classifica generale, alle spalle di Quintana e Urán e conquistando la tappa di Montecampione.

L’obiettivo di vincere il Tour viene centrato da Vincenzo Nibali entrando nella storia dopo la vittoria di Marco Pantani nel 1998.

Nel mese di settembre l’UCI rende nota la positività all’EPO di Valentin Iglinskij nel corso dell’Eneco Tour: il corridore riconosce il fatto e viene sospeso dalla squadra

Astana: stagione 2015

Il 2015 si caratterizza per le vittorie di Fabio Aru nella Vuelta a España (nelle ultime due tappe il sardo strappa la maglia rossa a Tom Dumoulin) e di Vincenzo Nibali nel Giro di Lombardia. Il sardo è il grande protagonista (a sorpresa) della corsa iberica con 57 secondi di vantaggio sul padrone di casa Purito Rodriguez.

Astana: stagione 2016

Vincenzo Nibali, si impone al Giro d’Italia dopo un inizio pieno di difficoltà. Sul traguardo di Sant’Anna di Vinadio il siciliano riesce a colmare lo svantaggio nei confronti dell’emergente colombiano Esteban Chaves e lo scavalca in classifica assicuandosi la maglia rosa finale.

Miguel Angel Lopez, giovane talento spagnolo, fa suo il Giro di Svizzera (bisserà poi con la Milano-Torino) mentre al Tour de France la formazione kazaka si presenta con capitano Fabio Aru, che però conclude in tredicesima posizione per un crollo nella penultima tappa della corsa francese.

Astana: stagione 2017

Nella stagione 2017 l’Astana abbandona il marchio Specialized per passare alle biciclette canadesi Argon 18. Vincenzo Nibali abbandona l’Astana, per approdare nella neonata Bahrain-Merida. La stagione del team kazako è segnato dalla tragica scomparsa, a pochi giorni dal via del Giro d’Italia, di Michele Scarponi.
Fabio Aru costretto a saltare il Giro d’Italia otterrà un buon quinto posto nella classifica finale del Tour de France per poi abbandonare a fine stagione la squadra kazaka non senza polemiche.

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi

Tirreno Adriatico omaggio all’aquila di Filottrano

Tirreno Adriatico omaggio al povero Michele Scarponi durante la tappa di oggi con arrivo a Filottrano paese natale del ciclista dell’Astana

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi con arrivo a Filottrano città natale dello sfortunato ciclista del Team Astana. E’ stata una giornata estremamente emozionante quella di oggi che ha visto uno struggente omaggio della città natale allo sfortunatociclista italiano scomparso lo scorso aprile a causa di un terribile incidente stradale mentre si allenava proprio per le strade della sua città in sella alla sua bici.

Il mondo del ciclismo non potrà facilmente dimenticare un campione e una persona come Michele Scarponi che era ed è nel cuore di tutti gli amanti del ciclismo e non solo. Nella tappa di sabato Mikel Landa ha alzato al cielo le braccia per rendere omaggio all’amico e compagno di team. Uno dei momenti più struggenti è stata la visita che i gemellini Tommaso e Giacomo, in compagnia di mamma Anna, hanno fatto al team Astana, squadra di Scarponi, dopo l’arrivo della tappa di ieri della Tirreno-Adriatico.

Commossi anche i genitori di Michele: “L’affetto della gente ci aiuta perché è la dimostrazione che Michele s’è comportato molto bene. Noi raccogliamo i suoi frutti. Esserci è anche un modo per ringraziare tutte le persone che ci stanno vicino, che ci dimostrano il loro affetto” ha dichiarato la madre. Sulla stessa lunghezza d’onda le parole del padre: “È giusto esserci, anche se per noi sarà una giornata tremenda. Risveglia emozioni difficili da controllare. Ci sarà chi gli vorrà bene per sempre. Però abbiamo momenti di sconforto. Io e mia moglie ci facciamo forza a vicenda, a volte ci aggrappiamo alla fede. Ma il più grande aiuto forse arriva dai nipoti, che hanno qualcosa di lui”.

La carovana non è passata dal luogo dell’incidente, da quella terribile curva dove Scarponi ha perso la vita, ma ha toccato tanti luoghi della vita di Michele, presente anche  il pappagallo Frankje e del suo pappagallo che ha raccontato: “Anche adesso, quando vede dei ciclisti, ci vola sopra, ma non ha ancora trovato nessuno come Michele”.

Commossa la moglie Anna: “vorrei ringraziare l’Astana per come ci ha trattato. Ci ha sempre fatto sentire come parte di una grande famiglia. Hanno regalato due giorni bellissimi ai bimbi facendoli divertire come se il padre ci fosse ancora. Sono commossa da tutto l’affetto che Filottrano ci ha dato con striscioni nelle vetrine e tante cose belle. Michele è uno di Filottrano e un affetto così non lo troveremo da nessuna parte”.

Dominio Astana sulla Green Mountain

Dominio Astana sulla Green Mountain: tappa a López e maglia a Lutsenko

Dominio Astana al Tour of Oman: vittoria di tappa a Miguel Ángel López e la classifica generale con Alexey Lutsenko

Dominio Astana

Dominio Astana

Dominio Astana nella tappa del Tour of Oman con arrivo sulla Green Mountain e si è portata a casa la tappa con Miguel Ángel López e la classifica generale con Alexey Lutsenko,  alle loro spalle si piazza terzo Jesús Herrada (Cofidis) a 12″ mentre il nostro Vincenzo Nibali, decisamente poco brillante, chiude a 1’32”.

Dopola battaglie delle prime tappe con Greg Van Avermaet (BMC Racing Team) in Maglia Rossa con 9″ su Lutsenko (Astana Pro Team) e 13″ su Haas (Katusha-Alpecin) ecco arrivare la tappa regina della corsa ed ecco che sul terribile arrivo di Green Mountain, una salita di 5.7 km con una pendenza media del 10.5%arrivare il colpo del team di Alexander Vinokourov.

Pronti e via ed ecco la fuga di giornata con il nostro Marco Marcato della UAE Team Emirates, Benjamin DeclercqPim LigthartNicholas SchultzRobin Carpenter e Adam De Vos. I sei prendono fino a 5 minuti di vantaggio e a quel punto la  Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali prende in mano le operazioni di inseguimento.

Poco prima della montagna verde il vantaggio dei fuggitivi è sceso sono i due miniti, Marco Marcato conquista lo sprint intermedio e a quel punto sale in cattedra l’Astana.  Jan Hirt detta un forte ritmo, annulla la fuga e viene seguito dai soli compagni Miguel Ángel López e Lutsenko e da Gorka Izagirre (Bahrain-Merida) con un gruppetto di 10 uomini ad inseguire a 10″.

Izagirre molla il colpo e davanti restano solo i celesti, ci prova Nicolas Roche (BMC Racing Team) ma il lavoro di Hirt è impressionante. Jan cede dopo lo splendido lavoro e davanti se la giocano López e Lutsenko.

I due compagni si divino il bottino:  la tappa va a  Miguel Ángel López e la classifica generale a Alexey Lutsenko. Alle spalle dei due arrivano alla spicciolata.

Lutsenko guida la classifica generale con 11″ su López, 28″ su Izagirre, 30″ su Herrada e 32″ su Nathan Haas.

 

 

 

 

Laigueglia: Michele Scarponi sul muretto

Laigueglia: Michele Scarponi sul muretto dei ciclisti

Laigueglia: gli organizzatori introducono ufficialmente la piastrella con la firma di Michele Scarponi nel Muretto dei Ciclisti

Laigueglia la piastrella di Scarponi

Laigueglia la piastrella di Scarponi

Laigueglia, bellissimo gesto dell’organizzazione del Trofeo nei confronti dell’indimenticabile Michele Scarponi, ex ciclista dell’Astana morto a causa di un terribile incidente mentre si allenava in preparazione del Giro d’Italia dello scorso anno. L’amministrazione locale ha deciso di inserire nel “Muretto dei Campioni” la piastrella riportante la firma dello sfortunato corridore.

Un omaggio assolutamente doveroso per un atleta che ha sempre fatto della solarità e della disponibilità verso colleghi e tifosi uno dei suoi tratta caratteristici che porta la firma dell’amministrazione comunale in collaborazione con l’Unione ciclistica Laigueglia Pacan Bagutti.

Il Comune di Laigueglia è da sempre in prima linea per la difesa dei ciclisti. Dallo scorso anno è stata apposta la piastrella che simboleggia la distanza minima per superare i ciclisti, iniziativa promossa dalla ACCPI (è di questi giorni che la città di Gallarate sta apponendo la segnaletica stradale).

Soddisfatto il presidente dell’associazione corridori, Cristian Salvato ha dichiarato a IVG“ci fa immenso piacere che il nome di Michele sia sul prestigioso Muretto del Laigueglia. Ringraziamo il Comune e gli organizzatori per l’attenzione rivolta alla sicurezza in strada e alle iniziative che l’associazione dei corridori realizza al riguardo. Michele è il nostro capitano per questa battaglia, la sua scomparsa ci ha straziato ma ci ha dato lo slancio per metterci ancora più determinazione. La strada è ancora lunga, ma alla fine uniti vinceremo per tutti coloro che utilizzano la bici come mezzo di trasporto”.
Il corridore marchigiano si è sempre distinto nella corsa ligure: nella prima edizione a cui prese parte, nel 2003, conquistò il premio come miglior giovane della gara mentre nel 2009 vi fu un fantastico attacco ai meno trenta chilometri dall’arrivo che però non trovò la giusta fortuna e venne fermato a soli 500 metri dall’arrivo.

 

 

Alexandr Vinokurov scherza nel ritiro dell’Astana

Alexandr Vinokurov regala un sorriso durante gli allenamenti

Alexandr Vinokurov, direttore dell’Astana si traveste per scherzare con i suoi corridori durante gli allenamenti tante risate per Jakob Fuglsang

Alexandr Vinokurov

Alexandr Vinokurov

Alexandr Vinokurov medaglia d’oro olimpica ha deciso di indossare un travestimento per vedere come i giovani corridori dell’Astana avrebbero reagito nel vedere un anziano signore intento a scalare una salita, i risultati sono stati assolutamente esilaranti.

Truccato con baffi finti, parrucca grigia e una piccola imbottitura intorno al ventre, il team manager ha dimostrato di avere ancora di avere una buona gamba alla faccia dei 44 anni compiuti.

Alexandr Vinokurov si è avvicinato al gruppo dei suoi corridori e li ha “testati” con alcuni attacchi iniziali che hanno fatto cedere inaspettatamente qualche atleta. La sorpresa dei corridori è stata tanta nel vedere questo curioso vecchietto tenere il passo in salita. Raggiunta la cima da scalare lo scherzo è stato svelato ai corridori che sono rimasti sorpresi nello scoprire che sotto i panni dell’arzillo vecchietto altro non c’era che il loro Team Manager.

Tante risate per stemperare gli sforzi a cui sono sottoposti i corridori del Team Astana in questo periodo di inizio stagione. Al termine dell’allenamento sono naturalmente usciti i commenti alla goliardata di Alexandr Vinokurov, pare che qualcuno si sia veramente preoccupato per la salute di questo vecchietto che era talmente a tutta da riuscire a staccare dei professionisti.

Il leader della squadra, Jakob Fuglsang, si è lasciato trasportare dall’ilarità del momento: “È stato divertente. Stavo pensando ‘Chi è quel signore? Da dove viene? Cosa sta facendo qui? ‘Ora abbiamo scoperto chi era!”

In casa Astana, metabolizzato il “trauma” dell’addio a Fabio Aru sembra tornato l’ottimismo che può essere alla base di una stagione positiva.

 

 

Giuseppe Martinelli: “basta ammiraglia”

Giuseppe Martinelli: la tv italiana mi ha fatto male

Giuseppe Martinelli parla a tutto tondo del ciclismo, di Fabio Aru, Vincenzo Nibali, della TV e la decisione di non andare più in ammiraglia

Giuseppe Martinelli

Giuseppe Martinelli

Giuseppe Martinelli è uno dei Direttori Sportivi più vincenti della storia del ciclismo (ha conquistato da DS ben 9 Grandi Giri) ma dalla prossima stagione non salirà più in ammiraglia. In una recente intervista a La Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Potrei fare qualche corsa ogni tanto, ma in realtà lavorerò quasi esclusivamente dietro le quinte. Logistica. Programmi. Consigli. Mi immagino come jolly, non farò più quello che ho fatto finora. Ho cominciato a pensarci nel 2016. Poi le critiche ingiuste ricevute all’ultimo Tour mi hanno fatto male, mi sono rimaste dentro“.

Giuseppe Martinelli: contro la TV Italiana

A Giuseppe Martinelli, non sono andati giù gli attacchi della TV Italiana volti a dividere Fabio Aru dall’Astana: “sembrava quasi una cosa voluta, per spingere Fabio lontano dal team verso lidi magari già stabiliti”. E, sempre parlando del Tour de France un po’ a basso profilo: “Io non sono riuscito a far capire che non potevamo fare niente di più. Cadute e infortuni hanno condizionato, ci sono mancati Cataldo, Fulgsang, Kangert e senza parlare della tragedia di Michele Scarponi. Non si può pensare di avere la bacchetta magica e improvvisare“.

Sulla decisione di scendere dalla ammiraglia, Martinelli ha negato che sia legata all’assenza di un vero capitano nel Team Astana: “E’ fa un po’ che vi stavo pensando, alla mia età non puoi sempre vivere con l’assillo del risultato. A volte è meglio staccare la spina e cambiare prospettiva. Il fatto di essere stato messo sulla seconda ammiraglia al Tour mi ha forse inconsciamente fatto sentire meno rappresentato, meno solido di prima“.

Giuseppe Martinelli: che tragedia quella di Michele Scarponi

“Non dico che mi ha ucciso ma mi ha tolto un po’ di sangue. Mi ha segnato e non voglio paragonarla a niente altro. Ho conservato dei messaggi vocali, un giorno vi farò ascoltare l’ultimo che mi aveva mandato alle 10 di sera, il giorno prima di morire. Pare un testamento, sembrava quasi che sapesse che stesse per succedere qualcosa“.

Giuseppe Martinelli: su Fabio Aru

Il Ds è tornato sulla scelta di Aru di dire addio alla Astana per accasarsi alla Uae Emirates. “Con Fabio c’era un rapporto vero, la sua scelta mi ha sorpreso perché non aveva mai condiviso col sottoscritto questa idea. Non ci sono mai entrato né lui ha mai sparito con me la decisione, non mi ha nemmeno chiesto un suggerimento ma sinceramente non sono deluso né mi sento tradito da Aru”. Martinelli ha dichiarato di non sentire il sardo da oltre un mese ma questo non vuol dire che fra i due ci siano o ci siano state frizioni: “Se ci sarà da abbracciarsi, lo faremo tranquillamente. Credo che sia stata una scelta di vita, ma anche il fattore economico deve essere stato molto importante”.

 

Giuseppe Martinelli: Aru Vs Nibali

“Sono due corridori molto diversi, Fabio ha un carattere diverso da Vincenzo Nibali, ha idee sue ed è più difficile limare le posizioni. Vincenzo è un ragazzo spontaneo, come lo vedi è. Sa ascoltare, non si lascia abbindolare ma sa capire cosa è giusto e cosa no e ama farsi accarezzare, se sei bravo lui ascolta i tuoi consigli. Fabio Aru è un po’ più testardo ti ascolta ma nelle decisioni vuole sempre ottenere un po’ della sua visione delle cose. Nel complesso devo dire che ho lavorato benissimo con entrambe anche se con Aru ho tribolato un po’ di più”.

 

Aru e Astana ci vediamo in tribunale?

Aru e Astana dopo l’addio lo strascico in tribunale?

Aru e Astana

Aru e Astana: crisi!

Aru e Astana da c’eravamo tanto amati a ci vediamo in tribunale? Pare destinato a finire nel peggiore dei modi il rapporto tra Aru e Astana dopo che il forte scalatore sardo ha deciso di lasciare il team di Alexandre Vinokourov. E proprio il team manager kazako accusa Aru di non aver rispettato una clausola prevista dal contratto e minaccia di agire per vie legali.

Aru e Astana: pronto un risarcimento?

Che nell’addio di Aru all’Astana ci fosse del non detto è parso da subito chiaro, anzi è parso chiaro fin dallo scorso Tour quando si è accentuata la frattura fra il corridore e il sodalizio della capitale kazaka per poi esplodere alla Vuelta tra minacce e boicottaggi della squadra al corridore, con il sardo che ha dovuto correre con un  cambio inadeguato per affrontare la tappa di Los Machucos.

L’atteso annuncio della firma del contratto tra Fabio e il nuovo team (UAE Emirates) è slittato all’inverosimile, tanto da non far rispettare al sardo una clausola che, a sentire le parole di “Vino”, era presente nel contratto.

Aru e Astana: clausola violata?

Vino ha, prima di tutto, imputato al sardo la poca chiarezza sul suo futuro e, successivamente, si è appellato al non rispetto delle tempistiche per il non rinnovo degli accordi. “Aru ci ha lasciati senza una prima punta, dovremmo chiedere i relativi danni” ha sentenziato il manager, aggiungendo: “con Fabio abbiamo passato degli ottimi anni e questa è una situazione davvero spiacevole ma che ha scelto soltanto lui”.

Aru e Astana: parola agli avvocati?

“Non abbiamo altra scelta che procedere con i nostri avvocati, Aru avrebbe dovuto comunicare la sua decisone dopo il Tour permettendoci di agire sul mercato liberamente e raggiungendo un accordo amichevole tra le parti” ha continuato il manager della Astana che ha aggiunto “il budget a disposizione l’avremmo impiegato su Uran ora non ci sono corridori che possano fare al caso nostro. Vedremo come procedere”.