Astana punta il mirino sul Tour of the Alps

Astana focus sul Tour of the Alps

Astana sarà una delle protagoniste al prossimo Tour of the Alps 2019 con il capitano Pello Bilbao dopo la rinuncia di Miguel Angel Lopez

Astana, Pello Bilbao (fonte comunicato stampa)

Astana, Pello Bilbao (fonte comunicato stampa)

La squadra plurivittoriosa della stagione ciclistica (21 successi) attesa protagonista nella corsa euro-regionale (22-26 Aprile). Il capitano è Pello Bilbao, primo leader del TotA un anno fa a Folgaria. Il DS Martinelli scopre le carte: “Vogliamo vincere!” Mercoledì 10 Aprile, presentazione del “Grand Depart” a Kufstein (Austria)

Chi punta a vincere il 43° Tour of the Alps, in programma dal 22 al 26 Aprile, anche quest’anno dovrà fare i conti con il Team Astana, la squadra plurivittoriosa della stagione ciclistica, nonché storicamente grande protagonista sulle strade euro-regionali. Dal 2013, la compagine kazaka fa segnare almeno un’affermazione di tappa tra Giro del Trentino e TotA, una striscia che il DS Giuseppe Martinelli spera di prolungare facendo leva sul grande momento di forma di Pello Bilbao, uomo di riferimento del team dopo la rinuncia di Miguel Angel Lopez, quest’ultimo in procinto di diventare padre nell’ultima settimana di Aprile.

Proprio il Tour of the Alps ha consolidato un anno fa le ambizioni di Bilbao nelle corse a tappe. Nel 2018, il 29enne basco ha vestito la prima maglia di leader della corsa euro-regionale dopo la vittoria a Folgaria, aprendo la strada a un autentico show del Team Astana, completato dalle affermazioni dei compagni di squadra Lopez (Alpe di Pampeago) e Luis Leon Sanchez (Lienz). Non mancò in quell’occasione la dedica speciale a Michele Scarponi, che in maglia Astana conquistò l’ultima vittoria della carriera al Tour of the Alps 2017, qualche giorno prima del tragico incidente in allenamento.

Il grande inizio di stagione del Team Astana, che può contare su un bottino di ventuno successi all’attivo, rappresenta un forte incentivo per confermarsi ad alti livelli anche al Tour of the Alps, come sottolineato dal DS Martinelli. “Quest’anno sarò io a guidare la squadra al TotA e la cosa mi riempie di gioia per almeno tre motivi: in primis perché sono legato particolarmente a quest’evento si dai tempi del Giro del Trentino; secondo perché si tratta di una delle gare più belle del calendario internazionale; terzo perché vogliamo vincerla fortissimamente, anche se non potremo contare sul talento di Lopez”.

A supporto del capitano, lo staff tecnico della compagine kazaka ha selezionato una formazione molto competitiva, a partire dallo scalatore ceco Jan Hirt, decimo al TotA 2018 e seconda opzione del team in ottica Classifica Generale. Da non sottovalutare il kazako Andrey Zeits e il duo italiano, formato da Dario Cataldo e Manuele Boaro.

Intanto, Mercoledì 10 Aprile alle ore 11 a Kufstein (Austria), il Tour of the Alps presenterà il “Grand Depart” dell’edizione 2019 in un “Press Event” organizzato presso il Kufstein Rathaus (Oberer Stadtplatz).

Le tappe del Tour of the Alps 2019

Lunedì 22 Aprile 2019
1a tappa: Kufstein – Kufstein 144,0 km, 2.100 mt di dislivello
Difficoltà: **

Martedì 23 Aprile 2019
2a tappa: Reith im Alpbachtal – Scena 178,7 km, 3.050 mt di dislivello
Difficoltà: *****

Mercoledì 24 Aprile 2019
3a tappa: Salorno – Baselga di Pinè 106,3 km, 2.650 mt di dislivello
Difficoltà: ***

Giovedì 25 Aprile 2019
4a tappa: Baselga di Pinè – Cles 134,0 km, 2.730 mt di dislivello
Difficoltà: ***

Venerdì 26 Aprile 2019
5a tappa: Caldaro – /Bolzano 147,8 km, 3.100 mt di dislivello
Difficoltà: ***

FONTE COMUNICATO STAMPA

Astana show: i ciclisti si danno al rap

Astana show prima de Tour Down Under, è già virale il video

Astana show, la formazione kazaka pubblica sul social network Twitter un rap esilarante che è già diventato virale

Astana Show (fonte account Twitter)

Astana Show (fonte account Twitter)

Astana Show prima del via della stagione 2019 con la prima frazione del Tour Down Under la formazione guidata da Alexander Vinokourov ha deciso di fare un regalo fuori dagli schemi ai suoni numerosi fans sparsi per il mondo. La formazione kazaka ha infatti pubblicato su Twitter un video di un rap cantato dai ciclisti “celesti”.

Il team di  Vinokurov, grazie al contributo di Vladislav Pritulyak e  Sven Jonker, rispettivamente addetto ai video e PR, ha realizzato la prima canzone rap di un team Pro Cycling. Una canzone principalmente in lingua inglese, con qualche accenno di spagnolo ed italiano, che sta facendo impazzire tutti gli appassionati di ciclismo. Ne è uscito un videoclip assolutamente originale e che con ogni probabilità verrà “copiato” da qualche altra squadra sportiva. I ciclisti hanno per una volta messo da parte la catena della bicicletta per tirare fuori catene da mettere al collo come i membri di una gang newyorkese inscenando passi di break dance e ritmando frasi simpatiche.

Laurens de Vreese, ciclista belga ha ottenuto il ruolo di leader della band dell’Astana Show definita sul noto social network: “ciclisti di talento ma rapper ancor più talentuosi”.

Astana non è l’unica squadra a cercare di entrare nelle “classifiche musicali” André Greipel ha pubblicato due canzoni durante la sua prestigiosa carriera, inclusa quella con Maux (rapper “famoso” per le sue canzoni sui ciclisti professionisti) che ha anche scritto una canzone su Alberto Contador.

Mentre Muax fa la maggior parte del rap, Greipel si unisce alla strana canzone ogni tanto, fino a quando “il Gorrilla” si lancia in una parodia del verso dell’animale.

Nel 2017, André Greipel ha pubblicato anche una canzone chiamata “Go Gorrilla” che ha visto il velocista tedesco indossare un costume da gorilla

 

 

 

Nibali e Iglinskiy quanti dubbi sulla Liegi 2012

Nibali e Iglinskiy: il sicilianotorna sulla Liegi 2012

Nibali e Iglinskiy battagliarono alla Liegi 2012, a vincere fu il kazako ma il siciliano ha qualche dubbio su quella corsa.

Nibali e Iglinskiy

Nibali e Iglinskiy

Nibali e Iglinskiy, che battaglia alla Liegi 2012! A trionfare fu il kazako che fece una rimonta ai limiti dell’impossibile raggiungendo e staccando il campione siciliano.

In questi giorni il capitano del Team Bahrain Merida sta programmando la stagione entrante con un occhio attento alle classiche di primavera. Vincenzo vuole rimpolpare il proprio palmares dopo aver messo in bacheca Il Lombardia e la Milano-Sanremo.

C’è attesa per sapere quale grande giro vedrà al via lo Squalo dello Stretto ma prima, appunto, lo sguardo del siciliano sarà rivolto alle classiche.

Proprio lo sguardo sulle classiche riapre una “vecchia ferita” che, evidentemente, anche a distanza di anni brucia ancora.

La ferita ha un nome e una data: Liegi Bastogne Liegi 2012. Quel giorno sembrava fatta per Vincenzo, invece a trionfare fu il kazako Iglinskiy

Quel giorno Nibali indossava ancora la divisa della Liquigas ed era riuscito a staccare tutti arrivando all’ultima salita verso il traguardo pronto a gustare il trionfo nella sua classica preferita. Vincenzo non aveva calcolato, però, il formidabile recupero di Maxim Iglinskiy che, pur non figurando tra i favoriti della vigilia, pimbò su Nibali lasciandolo sul posto e andando a vince.

Ora, a distanza di sei anni, lo Squalo è tornato sulla vicenda sollevando non pochi dubbi su quel trionfo del corridore dell’Astana:

 “Devo dire che  mi cadde letteralmente il mondo addosso quando venni raggiunto e superato da Iglinskiy. Non so dire se quella rimonta fu sospetta ma so per certo che all’arrivo non ci fu il controllo antidoping. Arrivai secondo e mi presentai regolarmente nella zona dei controlli ma mi dissero che non quel giorno non c’erano controlli” ha dichiarato Vincenzo qualche giorno fa a La Stampa

Qualche anno dopo, Enzo fu compagno del kazako proprio all’Astana condividendo alcune gare con Iglinskiy tra cui il cammino vittorioso al Tour de France del 2014

Subito dopo il Tour vinto da Vincenzo, sia Maxim Iglinskiy che suofratello Valentin risultarono positivi ad un controllo antidoping per uso di Epo. Per entrambi venne decretata una squalifica di due anni che mise fine alla carriera agonistica dei fratelli Iglinskiy

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019

Letizia Paternoster e Trek sempre più dream team

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019, la trentina simbolo di bellezza nel ciclismo approda in un autentico dream team del ciclismo femminile

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019

Letizia Paternoster e Trek assieme nel 2019

Letizia Paternoster e Trek questo matrimoni s’ha da fare. Da qualche settimana la notizia era nell’aria ma a rivelare l’ormai ufficialità della notizia è stata la Gazzetta dello Sport che ha reso noto che la giovane campionessa trentina vestirà la maglia della formazione della nota casa produttrice americana.

La nostra Letizia Paternoster è uno dei talenti più cristallini del ciclismo italiano e mondiali, negli ultimi anni ha letteralmente collezionato medaglie in tutte le prove in cui ha preso parte.

Il team americano vanta tra le sue fila campionesse di primo piano come l’olandese Ellen van Dijk e la tedesca Trixi Worrack. La giovane trentina pare aver ceduto alla corte del manager del team degli States Luca Guercilena e al fascino di poter lavorare fianco a fianco come le star del ciclismo femminile mondiale.

Letizia Paternoster, classe ’99, dopo gli splendidi trionfi di questi ultimi anni (5 ori ai Mondiali Jr e 8 agli Europei) vuole seguire un programma finalizzato ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Nel team, Letizia ritroverebbe due amiche azzurre come Giorgia Bronzini che ricopre il ruolo di Direttore Sportivo ed Elisa Longo Borghini pronta a mettere la sua dote di classe ed esperienza a favore del team.

“Sono felice e motivata nel raggiungere un team di dimensione internazionale come Trek. Ho esordito tra le Elite in maglia Astana con cui ho fatto bene e ora voglio proseguire nella mia crescita professionale traendo esperienza dalle mie fortissime nuove compagne. Inizio  una nuova ed eccitante fase della mia carriera e non vedo l’ora di dare il massimo delle mie possibilità”

è stato il commento della fortissima trentina.

Letizia, nata a Cles da madre italiana e padre australiano (ma anch’egli con origini trentine) con  Elena Pirrone, Martina Fidanza, Elisa Balsamo e Alessia Vigilia rappresenta il presente e il futuro del ciclismo tricolore.

Prosegue dunque la crescita professionale di una delle atlete simbolo dello sport tricolore, personaggio gradito anche dagli sponsor per il suo aspetto e per la sua aurea di vincente tanto che il suo account Instagram è veramente seguitissimo.

Letizia sta contribuendo a una nuova visione del ciclismo femminile:

“sono contenta di far capire che il ciclismo è anche femminilità. In corsa devi essere tosta, devi avere un carattere forte ma non siamo dei maschiacci. Curo il ciclismo ma anche il mio aspetto. Il modello di femminilità nello sport è Federica Pellegrini, ma seguo anche la moda e le fashion blogger. Mi piace lo stile elegante, curato, adoro abiti lunghi e tacchi. Per ora mi voglio dedicare appieno al ciclismo poi si vedrà ma la moda mi attrae molto”.

 

 

 

Marc Biver truffato, salta il progetto BMC?

Marc Biver costretto ad un passo indietro

Marc Biver ex manager del Team Astana e vicino alla BMC è stato vittima di una truffa e ora rischia di saltare il progetto legato alla squadra 

Marc Biver

Marc Biver

Marc Biver ex manager della Astana il cui fratello è molto vicino al Team BMC con la sponsorizzazione del marchio Tag Heuer pare costretto ad un passo indietro rispetto al progetto di rilancio della squadra.

Secondo alcune indiscrezioni pare che un misterioso affarista belga, tale Serge Golstein avesse convinto Biver della disponibilità di fondi necessari per far nascere un nuovo team professionistico con un budget di circa 40 milioni di euro.
Quella che sembrava la soluzione ottimale per garantire continuità alla BMC si è, viceversa, rivelata come un vero e proprio raggiro sfumando come un bolla di sapone dopo poche settimane dalle prime indiscrezioni.

 

Secondo quanto indicato dal giornale francese  L’Equipe, Golstein sarebbe sotto indagine da parte  dalla polizia belga nel quadro di una inchiesta per frode fiscale, che avrebbe convinto Marc Biver a chiudere definitivamente la porta all’opzione di investire nel ciclismo.

Le promesse iniziali parevano garantire non solo un budget di primissimo piano ma anche un piano sportivo di 8 anni ma il tutto veniva continuamente rimandato sino alla definitiva conclusione della vicenda.

I contratti che sarebbero dovuti essere firmati con atleti del calibro di  Dylan TeunsDamiano CarusoStefan Kung, e gli obiettivi dichiarati Romain Bardet e Marc Soler, sono stati ritirati per l’assenza delle garanzie finanziarie necessarie.ù

 

Una statua per Michele Scarponi sulla sua montagna

Una statua per Michele Scarponi in cima al Colle dell’Agnello

Una statua dedicata a Michele Scarponi In ricordo della mitica azione del 2016 in cima al Colle dell’Agnello

Una statua dedicata a Michele Scarponi

Una statua dedicata a Michele Scarponi

Una statua dedicata a Michele Scarponi, un gesto di affetto per uno dei campioni del ciclismo recente la cui storia ha colpito gli amanti del ciclismo e non solo. Con i suoi modi garbati ma scanzonati, con il suo immancabile sorriso sulle labbra l’Aquila di Filottrano, tragicamente scomparso lo scorso anno in un terribile incidente stradate, ha un posto nel cuore di tutti gli italiani.

La memoria di Michele Scarponi è stata onorata nel corso degli ultimi mesi con diverse iniziative sia al recente Giro d’Italia che durante lo svolgimento della scorsa Tirreno-Adriatico.

Sabato 23 giugno vi sarà un altro splendido evento volto a tributare un doveroso omaggio alla memoria di Michele: sulla cima del Colle dell’Agnello verrà inaugurata una statua in memoria del ciclista marchigiano.

La statua, posta ai 2748 metri sopra il livello del mare immortala l’azione compiuta da Michele Scarponi durante il Giro d’Italia 2016. Quel giorno Michele Scarponi, in maglia Astana, transitò per primo sulla Cima Coppa di quell’edizione della Corsa Rosa.

L’azione di Scarponi consentì allo Squalo dello Stretto, Vincenzo Nibali, di ottenere la vittoria di tappa sul traguardo di Risoul, riaprendo fi fatto la lotta per la classifica generale (poi vinta proprio dal siciliano).

Da alcuni mesi l’amministrazione comunale di Pontechianale aveva in animo l’erezione della statua lungo il confine di Stato per celebrare le imprese di questo campione dal volto umano. L’incarico di produrre il monumento è stato affidato ad un artigiano del legno, Barba Brisiu, dal sindaco Oliviero Patrile.

Lo svelamento dell’opera è prevista, appunto, sabato 23 giugno 2018 alle 11,30 con la presenza delle massime autorità locali e dei familiari del ciclista scomparso.

Il ricordo di Michele Scarponi tragicamente scomparso in un tragico incidente durante un allenamento il 22 aprile del 2017 vivrà in eterno su una delle montagne in cui ha compiuto una delle sue indelebili azioni.

 

Incidente per Frankie il pappagallo di Michele Scarponi

Incidente per Frankie: operata in una clinica veterinaria

Incidente per Frankie, la papagallina  di Filottrano, compagna di allenamenti di Scarponi, trovata con un osso dell’ala destra spezzato, sarà operata

Incidente per Frankie

Incidente per Frankie

Incidente per Frankie la pappagallina amica di Michele Scarponi, una vera istituzione a Filottrano e non solo. Abbiamo imparato a conoscerla tutti la mitica Frankie il volatile che accompagnava Michele  in lunghi tratti dei suoi allenamenti, l’abbiamo spesso vista nel video che lo stesso corridore vittima di un terribile incidente lo scorso 22 aprile era solito postare.

Frankie è diventata anche il simbolo delle borracce commemorative che l’Astana ha prodotto. Frankie, senza un motivo noto, era ormai la fedele amica di Michele che accompagnava nelle uscite in biciclette o seguendolo in volo o appoggiandosi alla spalla del campione. Dopo la morte di Michele Scarponi la povera pappagallina aveva commosso l’Italia perché, quasi incredibilmente per un volatile, aveva dimostrato di provare dolore per l’improvvisa assenza dell’amico di tutti i giorni.

Dopo la tragica vicenda, la papagallina aveva addirittura sostano nel punto dell’impatto con il furgone per ore quasi a vegliare l’amico scomparso ed il giorno successivo era ritornata ancora sul luogo dell’incidente.

Lo scorso venerdì Frenkie è stata vittima di un incidente, la dinamica è ancora da accertare (qualcuno ha parlato di un veicolo che ha urtato l’animale) fatto sta che un passante l’ha trovata che camminava dolorante con un ala spezzata.  “Devo ringraziare Jasper, il ragazzo che l’ha trovata e me l’ha riportata – ha commentato Giacomo Lucchetta, proprietario dell’animale – l’ho portata da Giacomo Fabrizi, un veterinario specializzato nella cura dei pappagalli”.

Come dicevamo la dinamica dell’accaduto non è nota: “ci hanno raccontato del motore di un’auto che passava e poco dopo hanno trovato Frankie ferita, non sappiamo se sia stata colpita o addirittura investita da un veicolo in corsa” ha commentato il proprietario.

La pappagallina verrà operata nelle prossime ore, potrebbe anche riuscire a tornare a volare. In paese lo sperano tutti, non solo il proprietario, lo sperano i gemellini di Michele che ogni giorno vengono seguiti dall’animale quando vanno all’asilo, lo spera Anna che ogni tanto incontra il volatile amico del marito. Sulla possibilità che l’animale possa tornare a volare i veterinari sono fiduciosi e la speranza è condivisa con tutta Filottrano e tutto il mondo del ciclismo.

Lars Boom colpisce Van Hecke: squalificato

Lars Boom colpisce Van Hecke ed è espulso dalla corsa

Lars Boom colpisce Van Hecke durante una tappa del Tour of Norway e viene espulso per atti di violenza tra corridori

Lars Boom colpisce con un pugno

Lars Boom colpisce con un pugno

Lars Boom colpisce con un pugno Van Hecke e viene espulso. E’ l’incredibile fatto occorso durante la  seconda tappa del Tour of Norway. Lars Boom, corridore olandese della Lotto NL-Jumbo con alle spalle anni di gruppo, ha reagito violentemente contro il collega della Sport Vlaanderen–Baloise, Preben Van Hecke  reo di aver effettuato una frenato brusca rischiando di provocare la caduta dell’ex Astana.

Lars Boom avrebbe reagito prima a mali parole e poi colpendo con un pugno il collega, le immagini non sono scappate ai controllori della giuria che hanno optato per l’allontanamento dell’olandese.

“Non è possibile accettare che ci siano pugni tra colleghi”, ha detto uno dei  giudici di gara alla TV2 norvegese.” Non è buono per la reputazione del ciclismo, nessuno può far prevalere le mani sulle regole. La squalifica di Boom era inevitabile”.

“Era sulla mia ruota e mi sono quasi schiantato per colpa di quella frenata, normale che sia salita un po’ di rabbia, non ho voglia di cadere soprattutto per colpa di qualche idiota” ha dichiarato Boom.

Boom, 32 anni, ha fatto il suo ritorno alle corse dopo un intervento chirurgico per ridurre una aritmia e dopo l’episodio ha voluto scusarsi con i fans tramite un post su twitter: “Voglio scusarmi con tutti gli appassionati di ciclismo, con l’organizzatore del Tour of Norway e con tutti gli altri ciclisti per la mia reazione sbagliata”

 

Astana al Giro lista dei partenti

Astana al Giro tutta per Miguel Ángel López

Astana al Giro d’Italia 2018 con uno squadrone per supportare Miguel Ángel López capitano designato del team di Alexander Vinokourov

Astana al Giro d'Italia 2018

Astana al Giro d’Italia 2018

Astana al Giro d’Italia 2018 arriva forte delle belle prestazione al Tour of the Alps dove il team kazako ha dimostrato di poter assolutamente competere per l’eccellenza. Il capitano sarà il 24enne colombiano Miguel Ángel López e, dopo la Vuelta dell’anno scorso in cui vinse due tappe finendo ottavo in classifica generale, sembra pronto per fare un ulteriore salto di qualità verso l’alto. Il giovane talento del team di Vinokourov dovrà confrontarsi con il fatto di essere alla sua prima partecipazione alla corsa rosa con tutti gli imprevisti del caso.

Al fianco di López, ci saranno gregari di assoluta affidabilità soprattutto per le tappe di montagna. Il ceco Jan Hirt e l’estone Tanel Kangert sono due pezzi da novanta che sono riusciti a concludere il Giro d’Italia nelle prime 15 posizioni in passato e potranno dar man forte al capitano nei momenti critici. Alexey Lutsenko e Luis León Sánchez sono cacciatori di tappe molto pericolosi, mentre Pello BilbaoDavide Villella e Andrey Zeits completano un organico che sulla carta può rivaleggiare con il Team Sky.

 

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi

Lieuwe Westra confessa di aver fatto uso di corticoidi nel corso della sua carriera per un periodo abbastanza lungo, l’ammissione nella sua autobiografia

Lieuwe Westra

Lieuwe Westr

Lieuwe Westra confessa l’uso di corticoidi durante la sua carriera e lo fa in alcune pagine della sua autobiografia che a breve arriverà nelle librerie mondiali “Het Beest, het wielerleven van Lieuwe Westra” (La Bestia, la vida in bicicletta di Lieuwe Westra). Il corridore olandese non ha precisato a quale momento della sua carriera si faccia riferimento ma ha sottolineato come che l’utilizzo è stato prolungato nel tempo, probabilmente partendo sin dal suo primo anno di professionismo, quando capì che per poter competere a livello alto.

“Ho sofferto di problemi al ginocchio per anni – ha dichiarato – Questo mi ha permesso di prendere del cortisone nei momenti importanti della stagione. Dovevamo essere performanti e alla dirigenza non importava, l’importante è che non venivamo presi. Beata ignoranza”.

Va detto che l’olandese non è mai risultato positivo ad alcun controllo antidoping anche se, per stessa ammissione del campione nazionale a cronometro 2012 e 2013, “per essere buoni corridori bisognava essere al limite di ciò che era permesso”..

Lieuwe Westra avrebbe dunque goduto delle Autorizzazioni per Uso Terapeutico, le cosiddette TUE o AUT che dallo scorso anno sono particolarmente al centro delle polemiche in seguito alle rivelazioni di Fancy Bears sull’utilizzo da parte di Bradley Wiggins e Chris Froome. Nel caso dell’olandese parrebbe che queste siano state utilizzate per  migliorare la performance e non per curare o alleviare dei sintormi.

“Ho iniettato queste sostanza nel mio corpo per poter andare più forte, per ottenere dei premi e ricevere dei complimenti. Durante il mio primo anno da professionista ho capito che non era possibile vincere con il solo allenamento. Se vuoi giocare con i grandi devi trovare i limiti del concesso”.

Ritiratosi lo scorso anno, il 35enne ha corso per due sole squadre da pro, la Vacansoleil dal 2009 al 2013 e la Astana, dal 2014 al 2016.