Tour esclude Froome? La Wada lo assolve: sarà al via

Tour esclude Froome? La Sky si arrabbia, la Wada lo assolve!

Tour esclude Froome secondo quanto riportato da “Le Monde” il britannico non è persona gradita agli organizzatori di ASO, il team fa ricorso la WADA lo assolve

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

, la notizia bomba è deflagrata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Le Monde‘ gli organizzatori hanno negato la partecipazione al corridore britannico. Il motivo della scelta risale, naturalmente, nella positività al Salbutamolo della Vuelta 2017.

La notizia sarebbe stata comunicata al management del team a mezzo email con l’obiettivo di non rovinare l’immagine della corsa. La Grande Boucle prenderà il via sabato 7 luglio 2018 e rischia di non vedere ai nastri di partenza il corridore faro della corsa transalpina (4 vittorie di cui le ultime tre di fila per il kenyano bianco) reduce dalla vittoria al Giro d’Italia.

Gli organizzatori si appellano all’articolo 28 del regolamento della corsa che, in conformità con le disposizioni dell’Unione Ciclistica Internazionale, consente la “facoltà di rifiutare la partecipazione o di escludere dalla prova una squadra o uno dei suoi membri la cui presenza danneggerebbe l’immagine o la reputazione di ASO o della prova stessa”.

Non essendo al momento prevista a breve (ma come vedremo non è da escludere il contrario) una sentenza sul caso salbutamolo, l’organizzazione, sulla scorta di quanto accaduto con Alberto Contador vincitore nel 2010 poi squalificato a favore di Andy Schleck, non vuole mettere a repentaglio la credibilità della corsa.

La prima avvisaglia di una dura presa di posizione di ASO era arrivata dalle parole di Bernard Hinault (che non lavora per ASO ma in passato aveva lavorato per l’organizzazione). Il tasso era stato molto duro con Froome tanto da invitare i ciclisti alla rivolta: “Se c’è lui al via, i corridori devono mettere il piede a terra e scioperare”.

Tour esclude Froome: Le reazioni del Team Sky

Come era facile immaginare la reazione del Team britannico non si è fatta attendere: la squadra di Froome ha presentato appello alla camera arbitrale del Comitato olimpico francese che si riunirà martedì 3 luglio per decidere della questione. Se l’appello devesse essere rigettato la formazione anglosassone potrebbe ricorrere al TAS di Losanna ma questo allungherebbe i tempo impedendo, di fatto, a Chris di partecipare alla sfida francese.

Nove anni fa, una situazione similare, legata alla positività alla cocaina di Tom Boonen venne rimandata al mittente dal Comitato olimpico transalpino il che rappresenta un precedente incoraggiante per la Sky. Dave Brailsford domenica era al via della Maratona delle Dolomiti ed è apparso assolutamente tranquillo sulla vicenda: “Non posso dire niente, sono molto sereno e spero che tutto possa definirsi entro l’inizio del Tour”.

Tour esclude Froome: le tappe

La camera arbitrale dello sport del Comitato Olimpico Nazionale Francese si riunirà Martedì 13 luglio alle ore 9.00 e si pronuncerà sul caso Froome ma il team non teme ripercussioni. La riunione sarà presieduta da tre arbitri professori di diritto Thomas Clay (scelto da Froome), Frank Latty (scelto da ASO) e Mathieu Maissoneuve (scelta congiunta).

Come detto la decisione del Comitato potrà poi essere rimandata al TAS di Losanna ma i tempi tecnici sono davvero stretti.

Ma che ne sarà della sentenza relativa alla Vuelta? Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, pare che voci fondate possano portare addirittura all’archiviazione del caso il che permetterebbe a Chris Froome di essere al via del Tour de France senza alcun problema.

Tour esclude Froome: parla Lappartient

Sulla vicenda si è espresso, a margine dei campionati francesi a Mantes-la-Jolie, vicino a Parigi, il presidente dell’UCI David Lappartient: “per il momento abbiamo solo la notizia del quotidiano francese, ho sempre affermato che l’Unione Ciclistica Internazionale si pronuncerà prima del via del Tour de France 2018 e così sarà”

Tour esclude Froome: parla Michelle Cound

Sulla vicenda della presunta esclusione di Chris Froome è intervenuto il management del ciclista nella figura della moglie Michelle Cound che in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che il marito “correrà” la prossima edizione del Tour de France, anche se gli organizzatori stanno provando ad impedirglielo.

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve

Le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport hanno trovato riscontro nella giornata di oggi quando il tribunale antidoping dell’UCI ha chiuso il procedimento contro Chris Froome, assolvendolo con un lungo comunicato di spiegazione.

Martedì resta fissato il dibattimento , davanti alla Camera arbitrale dello sport francese ma a questo punto l’idea di chiedere l’esclusione del britannico perde senso.

“Il procedimento contro Froome è chiuso. Al corridore era stato notificato lo scorso 20 settembre che un campione delle sue urine raccolte il 7 settembre durante la Vuelta conteneva un tasso di salbutamolo superiore ai 1000ng/ml. Il limite è di 1600 microgrammi nell’arco delle 24 ore, non si possono eccedere gli 800 microgrammi ogni 12 ore. La concentrazione era anormale. La Wada considera l’eventualità nella quale l’atleta provi che ci sia una concentrazione superiore al consentito nonostante un utilizzo della sostanza entro i limiti previsti.

La Uci ha investigato proprio questa occorrenza. Froome ha avanzato la sua difesa, l’Uci e il tribunale antidoping (WADA) hanno consultato un significante numero di esperti e di report scientifici. Lo stesso ha fatto Froome, producendo materiale per la sua difesa con evidenze scientifiche importnati.

Alla luce di tutto ciò e anche con il parele degli esperti della Wada, il tribunale antidoping ha comunicato all’UCI che sulla base di specifici casi riguardante la vicenda i risultati dei test di Froome dello scorso settembre non costituiscono una violazione delle norme antidoping. Il procedimento contro Fromme è stato chiuso. I risultati della Wada sono stati comunicato il 28 giugno.

L’Uci sa che ci saranno molte reazione dopo questa decisione, ma è stata presa sulla base dell’opinione di molti esperti, dietro al parere della Wada e dopo aver analizzato profondamente la vicenda”.

 

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve, le parole di Chris

Puntualissimo ecco il Twitt del Britannico: “Sono grato e sollevato: finalmente posso mettere alle spalle questo capitolo, sono stati nove mesi molto emotivi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato e che hanno creduto in me”.

Froome ha poi rilasciato una nota ufficiale sul sito del Team Sky: “Sono davvero contento che l’UCI mi abbia assolto. Non solo questa decisione è un grosso colpo per me e per il mio team, ma è anche un momento importante per il ciclismo. Conosco bene la storia di questo sport, nei suoi momenti belli e brutti. Ho sempre fatto le cose nella maniera corretta. Non ho mai dubitato che questo caso avrebbe condotto ad una assoluzione per il semplice motivo che non ho mai fatto nulla di sbagliato. Soffro di asma fin da bambino, conosco le regole e so quali medicine posso prendere, quanto posso usare il puff per l’asma. Ovviamente l’UCI ha esaminato i risultati dei test della Vuelta. Sfortunatamente, i dettagli del caso non sono rimasti confidenziali come avrebbero dovuto rimanere. E anche io ero frustrato per la lentezza di questa decisione. Sono felice che sia finalmente finita. Oggi viene tirata una linea. Ora non abbiamo altro da fare che guardare avanti e focalizzarci sul Tour”.

Raggiante anche il “Team Principal” Sir Dave Brailsford: “Abbiamo sempre avuto fiducia su Chris e sulla sua integrità. Sapevamo che aveva scrupolosamente seguito le indicazioni mediche per gestire la sua asma durante la Vuelta e non ho mai dubitato della sua assoluzione. Proprio per via di questa certezza abbiamo optato per far correre Chris anche al Giro e ora siamo felici che tutto si sia risolto”.

Chris ha dimostrato di essere un grande campione e l’elevata rilevazione di Salbutamolo nell’urina nella Vuelta è stata trattata come una “presunta” analisi avversa analitica (AAF) da parte dell’Uci e della Wada. Siamo stati chiamati a fornire ulteriori dettagli e, dopo una attenta analisi delle informazioni supportate dalla ricerca scientifica la WADA ha confermato che nessuna norma è stata violata. Non è stato un periodo facile per Chris ma la sua professionalità, sono state esemplari e un merito per lo sport. Ora siamo pronti per il Tour”.

 

Froome al Tour? Per ora va in ricognizione

Froome al Tour? Pare tutto fatto!

Froome al Tour? Il ciclista è andato in ricognizione sul tracciato dell’undicesima tappa della Grande Boucle

Froome al Tour... in sopralluogo

Froome al Tour… in sopralluogo

Froome al Tour? Il fresco vincitore del Giro e capitano del Team Sky sembra aver rotto ogni indugio (se mai vi fosse stato?) e continua ad allenarsi in vista del sempre più imminente Tour de France (in programma dal 7 al 29 luglio).

Il capitano del Team Sky in questi giorni è andato in ricognizione della parte finale dell’undicesima tappa, con arrivo a La Rosiere. Il britannico ha postato sul proprio profilo Twitter una foto assieme al fido scudiere  Wouter Pouls, durante la ricognizioni della tappa che prevede un arrivo in salita.

Chris Froome vuol cercare la doppietta Giro-Tour, per entrare tra gli immortali della storia del ciclismo. Il corridore ha già vinto l’edizione 2013, 2015, 2016 e 2017 del Tour de France e ora oltre alla cinquina punta al doublete.

Froome al Tour?Le decisioni

Negli ultimi mesi, piaccia o non piaccia, il kenyano bianco è stato l’assoluto protagonista delle cronache ciclistiche mondiali, prima per la vicenda della positività al salbutamolo resa nota a fine anno, poi per la vittoria (non priva di polemiche) al Giro e ora per la sua partecipazione al Tour de France come favorito numero uno.

In attesa di un giudizio definitivo, gli organizzatori della Vuelta hanno deciso di non erogare ancora i premi in denaro, al vincitore della maglia rossa 2017 in attesa di eventuali sviluppi giudiziari. E’ chiaro che una eventuale squalifica “retroattiva” di Froome porterebbe a dover premiare il secondo piazzato (Vincenzo Nibali).

Chris Froome potrà partecipare al Tour de France in quanto, dopo le prime dichiarazioni di verso opposto, Aso ha deciso di non appellarsi al punto regolamentare che prevede la possibilità di escludere atleti che rovinino l’immagine della corsa. L’ipotesi di una causa tra Aso e Sky ha portato gli organizzatori a sposare una linea morbida in attesa di ogni sentenza.

Emblematica è la posizione di Christian Prudhomme, direttore del Tour de France, che ha parlato all’emittente televisiva  australiana SBS: “Si tratta di una decisione che deve prendere l’Uci. Noi siamo gli organizzatori del Tour, ma non facciamo le regole”.

 

 

Michael Goolaerts avrà un tratto alla Parigi-Roubaix

Michael Goolaerts avrà un tratto in memoria alla Roubaix

Michael Goolaerts avrà un tratto della Parigi-Roubaix intitolato alla sua memoria dopo la tragica scomparsa nell’edizione 2018

Michael Goolaerts

Michael Goolaerts

Michael Goolaerts avrà uno dei sette tratti in pavé intitolato alla sua memoria, ad annunciarlo sono stati gli organizzatori di ASO che vogliono in questo modo onorare la memoria del giovane ciclista deceduto durante l’edizione 2018.

 

Il corridore belga è caduto a terra lo scorso mese di aprile mentre era a circa la metà della Parigi-Roubaix, a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Inizialmente sembrava che la causa del decesso potesse essere l’impatto con il suolo ma in realtà Michael fu vittima di un arresto cardiaco.

L’emittente francese Radio 2 ha riferito che la gara cambierà il nome del pavé secteur di 3 km a Biastre, il “Secteur Pavé Michael Goolaerts“, con una presentazione ufficiale e l’inaugurazione di una stele che si terrà domenica 10 giugno.

Il 23enne si è schiantato proprio in quel tratto di pavé mentre la gara era entrata nel vivo costringendo Goolaerts a lavorare instancabilmente per colmare il divario con ancora 100 km dalla fine. Sfortunatamente Goolaerts ha sofferto di un arresto cardiaco ed è stato trasportato in aereo in un vicino ospedale di Lille prima di essere dichiarato morto.

La famiglia e gli amici parteciperanno alla presentazione per ricordare il giovane corridore che gareggiava per la Verandas Willems-Crelan, la stessa squadra di Wout Van Aert.

Ricordando il giovane Michael Goolaerts, i tributi si estenderanno a tutti i ciclisti vittime della strada e a  Heistse Pijl il lunedì quando il piccolo evento di un giorno si concluderà nella città natale del compianto corridore di Heist-op-den-Berg, destinata a diventare una data annuale del ricordo del ciclista belga.

Dall’incidente, il team eVerandas Willems-Crelan, ha ricordato la  memoria di Michael Goolaerts usando l’hashtag # All4Goolie ad ogni gara e indossando bracciali neri, rispettando un minuto di silenzio a Brabantse Pijl dopo la prematura scomparsa.

Olivier Le Gac premiato con un maiale

Olivier Le Gac premiato con un suino!

Olivier Le Gac premiato con un maiale per il piazzamento alla Tro-Bro Leon, sul podio si sprecano i sorrisi ma la tradizione è sicuramente simpatica

Olivier Le Gac

Olivier Le Gac e il suino

Olivier Le Gac è stato premiato per un risultato ciclistico con… una bottiglia di champagne? No! Un mazzo di fiori? No! Il bacio delle miss? No, con un suino! Sì, avete letto bene il corridore della Groupama FDJ è giunto sesto alla Tro-Bro Leon, una classica minore che si disputa in Francia. Chiaramente non un risultato particolarmente entusiasmante ma, come da tradizione ogni anno viene premiato il miglior corridore Bretone (la corsa si svolge in Bretagna) con un porcellino.

Originariamente era una corsa paesana che serviva a raccogliere fondi per la scuola, una folle corse che è diventata assolutamente eccezionale. Il maialino è rimasto come premio al miglior bretone in corsa: , “non abbiamo pietre da consegnare al vincitore, ma in Bretagna ci sono maiali buoni”. E il premio più ambito non va al vincitore perché i maialini devono “vivere respirando l’aria che hanno sempre respirato”,

 

Fino al 1999 il Tro-Bon Leon era corsa riservata ai dilettanti, poi è stata aperta anche ai pro ed è organizzata da ASO il gruppo organizzatore del Tour e della Vuelta ma è rimasta una corsa indipendente gestita da 18 volontari che crescono fino a quasi 600 per la corsa.

Olivier Le Gac sarà certamente felice di questo insolito premio molto sentito dai ciclisti bretoni, il corridore infatti ha orgogliosamente postato foto che lo ritraevano con il piccolo suino sul palco e il albergo sotto la doccia!

 

 

 

 

Aso addio alle miss dal prossimo Tour de France?

ASO addio alle miss dalla prossima Grande Boucle?

ASO addio alle miss? Sull’esempio della Formula Uno de della Vuelta Espana ecco che anche il Tour de France potrebbe salutare le miss sul podio delle premiazioni

ASO: le miss

ASO: le miss

ASO addio alle miss, tutto lascia pensare che dal prossimo Tour de France sparirà il “bacio” al vincitore. Le miss sul podio delle premiazioni al Tour de France sono una mezza istituzione, sono bellissime e ricche di charme puramente francese. Mai in abiti succinti, sempre eleganti e puntuali potrebbero diventare presto un ricordo. Secondo quanto riportato dal Times, infatti la corsa in bicicletta più famosa al mondo starebbe per seguire l’esempio della Formula 1 (e nel ciclismo della Vuelta Espana) di abbandonare la consuetudine di presentare donne a premiare il vincitore,.

ASO , l’ente che organizza la corsa francese, sembrerebbe assolutamente intenzionata a cancellare la figura delle ragazze che al termine delle corse premiano con un bacio il vincitore. La novità dovrebbe essere già attiva dall’edizione 2018 del Tour de France che prenderà il via da Noirmoutier-en-l’Ile il prossimo 7 luglio.

Il Tour si adeguerebbe così a una decisione già presa dal Tour Down Under in Australia, dal Giro delle Fiandre e dalla Vuelta di Spagna. Di posizione assolutamente opposta il Giro d’Italia che, tramite il direttore di corsa Maure Vegni ha tenuto a motivare la propria scelta: “se le ragazze vengono trattate con classe e rispetto senza un ruolo volto a sminuirle ma, viceversa, a sottolineare la professionalità del loro ruolo, non c’è motivo di cambiare la proceduta di premiazione”.

Crediamo che le parole di Vegni siano assolutamente da condividere: capita in alcuni sport di vedere la figura femminile svilita con costumi succinti e evidenti mentre sul podio del Giro (cosi come il quello del Tour) l’estetica collima con la classe e con il rispetto della donna ragion per cui ha senso proseguire come avviene attualmente.

 

Gianluigi Stanga: ciclismo malato non da buttare

Gianluigi Stanga: questo ciclismo è malato ma non tutto è da cancellare

Gianluigi Stanga, ex manager dello sport, ora lavora per GLS Enterprise ma non si dimentica del ciclismo: sport malato ma non tutto è da buttare

Gianluigi Stanga

Gianluigi Stanga

Gianluigi Stanga, dopo trent’anni da manager nel ciclismo, attualmente collabora come responsabile per l’Italia delle sponsorizzazioni del gruppo internazionale GLS Enterprise, corriere espresso che fa capo a Royal Mail, le poste inglesi, e ha 150 sedi in Italia.

Il suo impegno nelle sponsorship a tema sportivo è a 360 gradi: “lavoro nel calcio con Atalanta, Bologna, Fiorentina, Torino e Lazio, e abbiamo fatto un accordo con la Lega di serie B per l’ospitalità in tutti gli stadi. Poi ci sono Basket, Vollwy e Golf, ho portato il marchio anche nel ciclismo alla Milano-Sanremo, Lombardia e da ormai tre anni il via della  Milano-Torino è dalla sede GLS. Dallo scorso anno collaboriamo con il Giro d’Italia Under 23.

“Il calcio si vende più facilmente, ha un orario certo e tanto appeal per gli sponsor” ha dichiarato Gianluigi Stanga ai colleghi di tuttobiciweb che mantiene nel DNA tutta la sua passione per il ciclismo: “i problemi sono davvero molti, assurda è la vicenda dei motorino o quello che è accaduto a Lucca, siamo lontani da risolvere i mali di questo sport”.

Gianluigi Stanga, persona attenta e oculata fa un quadro completo del movimento: “Un problema sono i genitori che hanno un problema culturale evidente, lo sport è un modo per crescere non per arrivare, la vicenda di Lucca è sconvolgente”. Ma ad alto livello quale è stato il punto di rottura? ” Quando è stato concepito il Pro Tour l’obiettivo era selezionare le corse migliori, i team migliori e i corridori migliori ottenendo compensi per i diritti Tv. Quando Patrice Clerc, che era il presidente dell’ASO, quando capì che avrebbe dovuto rinunciare a qualcosa in favore delle squadre si mise di traverso e tutto è saltato. L’attuale globalizzazione del ciclismo costringe i team ad avere 25-30 atleti in roster oltre che a personale e mezzi. La storia non si crea in un giorno se la Roubaix ci ha messo 100 anni per diventare stoica, non possiamo pensare che le nuove corse prendano subito l’interesse del pubblico”.

Un altro argomento scottante nel mondo del ciclismo è il caso FroomeGianluigi Stanga non si sottrae ad un commento: “Questa vicenda l’ho vissuta con Petacchi, le stesse cose che abbiamo detto noi dieci anni fa, adesso stanno cercando di provarle gli esperti di Froome, esattamente le stesse. Credo che dopo questa vicenda la Wada dovrà rivedere il protocollo, ma nello stesso tempo non credo che Froome possa cavarsela senza danni”.

Gianluigi Stanga ha avuto sotto la sua ala protettrice grandi campioni come Gianni Bugno, Laurant Fignon, Francesco Moser e Richard Virenque ma l’idea di tornare nel circus delle due ruote non lo stuzzica più di tanto: “ormai girano cifre esagerate e non è facile trovare i budget per fare squadre competitive. Non so se sia possibile tornare indietro ma si potrebbe pensarci ma scelte come la diminuzione dei corridori al via nei grandi giri non risolvono i problemi. Detto questo piangersi addosso non serve a nulla, bisogna impegnarsi e le cose possono migliorare”.

Un ultimo pensiero Gianluigi Stanga lo rivolge ai nostri giovani atleti: “ci sono giovani davvero bravi, Villella è uno da cui mi aspetto molto, vedo bene Consonni, è un bel passista veloce. Poi c’è Gianni Moscon, ecco uno come lui in un mio team lo prenderei al volo, ha il carattere giusto per eccellere”.

 

Fabio Bordonali controcorrente: ci vorrebbero più Sky!

Fabio Bordonali controcorrente, tutti contro la Sky? Ce ne vorrebbero di più

Fabio Bordonali controcorrente, l’ex dirigente di LPR, Brescialat e Liquigas, parla a ruota libera: “ci hanno rubato il ciclismo”

FABIO BORDONALI

FABIO BORDONALI

Fabio Bordonali controcorrete: “ci siamo fatti rubare il ciclismo”. L’ex dirigente e corridore ripercorre in una intervista rilasciata a tuttobiciweb come il ciclismo sia cambiato (in peggio) negli ultimi anni. “Mi ricordo le riunioni carbonare con Verbruggen, c’eravamo io, Corti, Ferretti, Boifava e Stanga: volevano convincerci che il Pro Tour sarebbe stata la manna per il ciclismo” attacca Bordonali “quando nel 2004 proposti alla Liquigas di rientrare nel ciclismo, tutto era pronto, poi Paolo Zani (Mister Liquigas ndr) mi disse: ti do 2 milioni in meno l’anno, perché Verbruggen mi ha garantito che arriveranno ogni anno 2 milioni dai diritti tv. Naturalmente tutti e due sapevamo che non sarebbe arrivato nulla e così è stato e non se ne fece nulla”.

“Il ciclismo italiano era un fiore all’occhiello, un marchio costruito in ottant’anni di corse, eravamo il movimento più forte, potevamo dettar legge se solo fossimo rimasti uniti – ha proseguito Fabio – invece abbiamo consegnato il ciclismo facendoci ingolosire da promesse di investimenti milionari puntualmente disattese”. Insomma un movimento che ha lasciato morire la sua unicità ma a favore di chi? “L’ASO è una forza, fa business e il primo a beneficiarne è il ciclismo francese: questi corrono sempre senza vincere mai nulla da anni e ora hanno anche il presidente dell‘UCI “.

“Gente come Reverberi e Gianni Savio sono degli eroi, ogni anno mettono in piedi la squadra senza sapere che corse potranno correre. Ci sono dei personaggi come  Adriano Amici che hanno ancora la forza per tenere in vita tante corse o la famiglia Galbusera (proprietari della Lampre) che hanno lottato per anni in questa continua bufera e mutazione del ciclismo mondiale”.

La genialità italiana però premia ancora “si siamo degli artisti noi italiani, i francesi storcono il naso perché Cairo ha organizzato la partenza a Gerusalemme ma sapete perché fanno cosi? Volevano farlo loro e noi li abbiamo anticipati! Vincenzo Nibali è come Alberto Tomba, come Valentino Rossi: dovrebbe essere un idolo nazionale, però dovrebbe correre per la FCA, come la Ferrari. Invece corre per il Team Bahrain“.

E in tutta questa rivoluzione perenne del ciclismo come vive l’ex DS il ciclismo moderno? “Lo guardo in tivù. Alle corse non vado perché non mi diverto più. Tutti dicono: Sky rovina il ciclismo. Io preferisco tenermi il Team Sky e quelli che ci mettono dei soldi e buttare l’Uci. Quando Sky se ne andrà, e prima o poi succederà, lascerà un vuoto. Ce ne vorrebbero dieci di Sky. Invece tutti la criminalizzano, ma scommetto che se facessero un casting per manager si metterebbero tutti in fila”.

Ma di cosa ha bisogno il ciclismo per tornare sulla cresta dell’onda? “facile, di personaggi. Spero tanto che Peter Sagan non si annoi troppo in questo scenario perché se molla lui il ciclismo crolla. Uno così fa bene al nostro sport: è un uomo libero, uno che si diverte, che non fa drammi se perde, che sa che questo in fondo è un gioco”. Fabio Bordonali sa che a questo sport manca l’uomo forte: “Marco Pantani era un simbolo, un eroe moderno. Sapete, io non ho mai avuto Marco nel mio team ma quando negoziavo per vendere parlavo sempre del Pirata perché la gente voleva investire nello sport dove c’era lui. Magari è un caso che il mio ciclismo sia morto nel 2004 come lui, ma probabilmente no”.

Ma cosa ha allontanato gli sponsor dal ciclismo, la crisi o il ciclismo? “la crisi c’è stata in tutti i settori ma se vuoi chiedere 10-15 milioni ad un imprenditore questo vuole delle garanzie. Ti faccio un esempio, se vai da Sergio Marchionne e gli chiedi di investire anche 20-25 milioni non avrebbe problemi a farlo, per FCA sono bruscolini. Ma uno come lui vorrebbe certezze e non uno sport in cui chi comanda una classifica generale può essere squalificato per doping durante la corsa, quello gli rovinerebbe tutto!”