Antidoping britannico non procede per il “caso Wiggins”

Antidoping britannico non procede contro Federazione e Team Sky

Antidoping UKAD

Antidoping UKAD

L’Antidoping Britannico (UKAD – United Kingdom AntiDoping) ha annunciato di aver completato e chiuso la propria indagine in merito al “misterioso” pacchetto recapitato dalla Federazione Britannica al Team Sky (nella persona di  Bradley Wiggins) durante il Critérium du Dauphine 2011.

Abbiamo parlato proprio in questi giorni della nuova avventura di Sir. Wiggins nel mondo del canottaggio ed ecco arrivare la comunicazione del massimo organismo Antidoping di oltre manica che, impossibilitata a confermare o smentire il fatto che il pacchetto in questione contenesse del Fluimucil, ha deciso di non aprire alcun procedimento nei confronti di British Cycling e del Team Sky in relazione a questo fatto.

A completamento del dispositivo, però, la UKAD ha sottolineato la sua forte preoccupazione per l’assenza di registri medici all’interno della federazione britannica e lo scambio di personale tra federazione e Team Sky. L’ultima parola spetta al General Medical Council ossia l’Ente Britannico per la Salute e la Sicurezza Pubblica.

 

Kayle Leogrande il tatuatore che incastrò Armstrong

Kayle Leogrande ex ciclista reo confesso diede il via alle indagini di Novitzky

Kayle Leogrande

Kayle Leogrande

Kayle Leogrande aveva due grandi passioni: la bicicletta e i tatoo. Proprio la passione per i tatuaggi lo portò, all’età di diciassette anni ad abbandonare la bicicletta che lo aveva accompagnato fino a quel momento per seguire questa nuova passione.
Kayle iniziò non solo a esercitare la professione del tatuatore ma cominciò a sperimentare il piacere di colorare la propria pelle direttamente sul suo corpo. Il numero di tatuaggi aumentava in modo esponenziale tanto da andare a coprire piano, piano tutta la pelle del ragazzo.

Kayle Leogrande chi è?

Nato a Grand Terrace nel 1977, corse per un periodo a livello giovanile per poi, appunto dedicarsi al mondo dei tatuaggi, la passione per le due ruote, però, non sparì. Dopo un periodo da amatore, nel 2005 divenne professionista per la Jelly Belly e conquistò notorietà proprio per il suo corpo completamente ricoperto di tatoo. L’anno seguente fece ritorno nel mondo degli amatori e conquistò il titolo nazionale americano di categoria (National Amateur Criterium Champion).
L’anno seguente fece il suo ritorno tra i professionisti firmando un contratto con la Rock Racing-Murcia, in quell’anno vinse la classifica a punti alla Redlands Bicycle Classic, poi ben figurò all’International Cycling Classic-Superweek ma il suo top di stagione lo raggiunse al CSC International in cui si batté ad armi pari con corridori europei.
Kayle Leogrande cadde nelle maglie dell’antidoping nel 2008 e chiuse la sua carriera da professionista.

Kayle Leogrande perché è importante?

A leggere la carriera del ciclista, probabilmente vi starete chiedendo perché la sua storia merita di essere raccontata. Semplicemente perché Kayle Leogrande, anche se venne poco pubblicizzato, fu uno dei pezzi del puzzle che permise alla USADA di far crollare il mito di Lance Armstrong creando un precedente su squalifiche di atleti anche se non risultati positivi all’Antidoping

Kayle Leogrande vs Lance Armstrong

Kayle Leogrande non si è guadagnato pagine di giornali per la sua passione per i tatuaggi o per i risultati ottenuti (di cui nessun eco giunse in Europa) ma perché fu il primissimo tassello del domino doping che ha nel suo ultimo elemento caduto niente poco di meno che Lance Armstrong. Quando Kayle fece la sua entrata nelle corse professionistiche nel 2005, dopo aver visto il texano vincere il suo sesto Tour de France consecutivo, non riuscì a restare lontano dalle “sostanze miracolose” che giravano in quegli anni.

Il suo primo fornitore sarà Joe Papp ex ciclista poi condannato per traffico di sostanze dopanti, tutto sembrava filare liscio, i risultati erano anche confortanti ma, nel 2007, mentre era in forza al del Team Rock Racing (in cui militavano molti ex “postini”) prima di un controllo antidoping (in cui era certo di essere “pizzicato”) andò nel panico e svelò alla massaggiatrice Suzanne Sonye di aver assunto sostanze vietate.

Il test risulterà negativo, ma l sua confessione alla masseur sarà compromettente in quanto  la massaggiatrice racconterà l’incredibile testimonianza all’USADA, e fu così che Kayle Leogrande diventò il primo corridore ad essere squalificato senza essere risultato positivo ad un controllo ma prove non analitiche

Pochi mesi dopo la squalifica casa Leogrnade si presentò l’agente FDA Jeff Novtzky che era all’inizio di una, ancora non nota indagine su ciclismo e doping. La ricerca di Novtzky passò tassello dopo tassello passando da Papp arriva fino a Floyd Landis (che 2006 vince il Tour che gli venne revocato poco tempo dopo). Nel 2010, dopo numerosi interrogatori sarà proprio Landis a svelare tutto il programma doping della US Postal dando l’ultima spallata per far cadere l’impero di Lance Armstrong.

Kayle Leogrande: ancora positivo

Leogrande, la scora primavera, è risultato positivo al raloxifene (un farmaco anti-estrogeno), quattro modulatori di reattori androgeni selettivi (SARM), ostarina, RAD140, LGD4033 e andarina, ibutamoren (un fattore simile all’ormone della crescita) e sulfone GW1516 un farmaco di pillola).

Di tutti e sette dei farmaci trovati nel campione di Leongrande, solo il raloxifene è approvato per uso umano come trattamento di osteoporosi. Gli altri sei sono ancora in fase di sviluppo e, nel caso di GW1516 che è stato abbandonato dai suoi sviluppatori dopo che ha causato il cancro negli animali da laboratorio, sono stati definiti come inadatti per gli esseri umani.

Dopo la sua ultima prova positiva del Dana Point Grand Prix of Cycling, dove ha vinto l’evento Masters 35+, Leogrande non ha chiesto un’audizione per contestare le accuse contro di lui e ha accettato una sospensione provvisoria il 25 maggio 2017.
Leogrande è stato squalificato da tutti i risultati concorrenziali ottenuti a partire dal 30 aprile 2017, inclusa la perdita di qualsiasi medaglia, punti e premi.

Ciclisti Dopati? Meno dei giocatori di Bridge

Ciclisti Dopati? Qualcuno dice che il ciclismo è lo sport più “sporco” ma ci sono categorie più toccate

Ciclisti Dopati

Ciclisti Dopati?

Quante volte abbiamo visto additare i protagonisti del nostro sport come i più dopati sportivi al mondo? Certo le vicende degli anni 90 e 2000 non hanno aiutato il ciclismo nel farsi un’immagine pulita. È innegabile che la vicenda di Lance Armstrong, prima autoproclamata divinità intoccabile dei pedali e poi travolto dagli scandali e dalle cause legali, nonché dalla cancellazione delle sue clamorose vittorie, non ha contribuito a creare una buona immagine al ciclismo. Il problema del doping, non nascondiamoci, probabilmente è ancora assolutamente vivo in tanti settori del nostro sport. Tanti sono casi di corridori, spesso “pesci piccoli”, che vengono presi nelle maglie dei controlli anti-doping. Ma siamo sicuri che i ciclisti, come spesso si sente dire, siano i più dopati? Scorrendo la poco onorevole classifica dei fedelissimi dei farmaci proibiti relativa al 2016, però, si ha una strana sorpresa.

Chi sono i più dopati?

La sorpresa è che a trionfare a sono gli insospettabili giocatori di bridge! Si avete capito bene i giocatori dello sport con le carte con ben 22 positivi ogni 100 testati contro i 19 del bodybuilding, i 5 del football americano, i 2 della lotta libera e il solo uno virgola qualcosa del ciclismo.

Il ciclismo è indubbiamente uno degli sport più controllati e che, conscio dei tanti fantasmi che vi hanno aleggiato e vi aleggiano, ha creato una maglia più fitta di verificazioni.

Il dato va analizzato anche in virtù, come dicevamo, del numero di controlli: c’è una bella differenza tra gli appena 100 controlli (in poche nazioni e pochi eventi) nel gioco delle carte e i 21 mila del sorvegliatissimo ciclismo.

Quali sono i prodotti dopanti usati?

Per restare concentrati durante le lunghe sfide di bridge, i campioni non sempre giovanissimi delle carte abusano di diuretici inconsapevoli del fatto che siano proibiti. Se si analizzano i dati del 2016, si possono trovare ben 220 tipologie si sostanze dopanti riscontrate nei test: i più gettonati restano anabolizzanti (43%) davanti ad ormoni (17%) e stimolanti (13%). Tra i principi attivi fa la parte del leone il Meldonium (515 casi nel mondo) che però risente del periodo transitorio tra liberalizzazione e divieto.

I più utilizzati da professionisti e amatori nel ciclismo sarebbero stati l’Effortil e l’Efedrina, farmaci che aiutano la resistenza alla fatica.

 

 

Alessio Taliani squalificato per doping

Alessio Taliani è stato squalificato per quattro anni!

Alessio Taliani

Alessio Taliani

Alessio Taliani corridore della Androni Giocattoli è stato squalificato dal Tribunale Nazionale Antidoping per quattro anni (scadenza squalifica il 3 agosto 2020) a seguito di una positività ad un controllo antidoping risalente alla settima tappa della Volta a Portugal 2016. La comunicazione della positività al Triamcinolone Acetonide era avvenuta nel febbraio del 2017 ma la sostanza non aveva portato ad una immediata sospensione.

L’Androni Giocattoli, team per cui Taliani correva dal 2014 e che aveva confermato l’atleta anche per il 2017, ha provveduto ad emettere il seguente comunicato in merito al caso:

1- La società è stata informata della positività nel mese di febbraio del corrente anno. Pertanto, in ossequio ai regolamenti interni alla squadra, benché non fosse intervenuta alcuna sospensione cautelare ad opera del TNA, proprio per il modesto quantitativo eccedente la normale tollerabilità, 36 nanogrammi per millilitro, invece che 30 nanogrammi millilitro, l’atleta è stato immediatamente sospeso dall’attività al fine di consentirgli un’adeguata difesa, senza dar notizia dell’accaduto per motivi di riservatezza e di privacy.

2- In pratica, ad eccezione delle due corse disputate nel mese di febbraio – Gran Premio di Donoratico e Trofeo Laigueglia – il corridore non ha partecipato ad alcuna altra gara della Ciclismo Cup.

3- Preso atto del verdetto ricevuto oggi dalla 2^ sezione del TNA del CONI – che infligge al Signor Alessio Taliani la squalifica per quattro anni – l’atleta viene licenziato in tronco per giusta causa.

4- Parimenti verranno intraprese tutte le iniziative conseguenti alla firma dei regolamenti interni.

Antidoping: AMA sospende il laboratorio di Parigi

Antidoping: l’AMA annuncia misura provvisoria

antidoping

Un campione da analizzare

Antidoping, con un comunicato emesso nel pomeriggio di ieri la AMA (Agenzia Mondiale Antidoping) ha annunciato una misura provvisoria nei confronti del laboratorio di Parigi con validità dal 24 settembre 2017. Secondo quanto riportato dal comunicato, l’Agenzia ha preso questa decisione a seguito di “alcuni problemi legati alle analisi” effettuate dal centro convenzionato di Parigi. In termini pratici ogni campione in possesso del laboratorio di Parigi e non ancora sottoposto ad analisi dovrà essere messo in sicurezza e trasportato presso un altro laboratorio in possesso dell’accreditamento AMA. La stessa procedura dovrà essere messa in atto per eventuali campioni che abbiano fatto riscontrare anomalie o che siano in attesa di contro-analisi e procedure di conferma.

Rinaldo Nocentini e lo strano caso del controllo antidoping

Rinaldo Nocentini, antidoping con provetta in “omaggio”

Rinaldo Nocentini

La seconda provetta di Nocentini

Rinaldo Nocentini è stato, suo malgrado, protagonista di un anomalo controllo antidoping durante il recente Tour del Portogallo, è lo stesso ciclista aretino ad aver reso noto la singolare vicenda.
Il corridore aretino, alla soglia dei 40 anni, che vive un ottimo periodo, terzo al campionato italiano, secondo in classifica alla corsa a tappe portoghese, è stato sottoposto a un classico controllo antidoping e fin qui nulla di strano per i ciclisti professionisti che sono abituati a continui controlli.

Due funzionari si sono presentati nell’hotel di Nocentini alle sette e mezza della mattina per procedere al controllo delle urine e del sangue. Il prelievo delle urine è andato come da routine, nessun intoppo e la provetta presa, registrata e conservata dai due addetti. Inizia poi il prelievo del sangue, oltre a qualche lieve problema nell’eseguire la puntura ecco l’incredibile: viene prelevato il sangue, riempite due provette e, ad un certo punto, uno dei due guarda Rinaldo, gli consegna una provetta e dice: “tienila è tua noi non sappiamo dove metterla”.

Incredulo l’aretino all’inizio ha pensato ad uno scherzo visto che in 20 anni di carriera mai aveva assistito ad un simile episodio, dopo il verbale dell’avvenuto prelievo Rinaldo Nocentini ha fatto una foto alla provetta e l’ha postata sui social.

Rinaldo Nocentini: antidoping controllo nullo

Secondo i termini di regolamento, il controllo antidoping a cui è stato sottoposto Rinaldo Nocentini, è a tutti gli effetti nulla in quanto non è presente un “campione B”. Tutti gli esami anti-doping, compresi quelli per il “passaporto biologico” devono essere accompagnati da un secondo campione per le contro-analisi. Attendiamo la posizione della CADF (l’agenzia che gestisce tutti i controlli del ciclismo) circa questo strano e anomalo episodio.

Rinaldo Nocentini: il commento sui social

«Controllo antidoping, mi tolgono 2 provette di sangue, ma la seconda non sanno dove metterla e me la regalano… È la prima volta che mi capita in 20 anni di professionismo…».