Valgren:“L’antidoping può aspettarmi tutto il giorno”

Valgren: è il mio momento, l’antidoping può aspettare

Valgren dopo la vittoria vuole godersi il momento magico e ritarda il controllo antidoping: “può aspettare anche tutto il giorno”.

Valgren indispettito

Valgren indispettito

Valgren è l’uomo del giorno, il giovane danese dell’Astana ha trionfato quest’oggi sul traguardo della Amstel Gold Race e, se non bastasse la prova appena disputata, il corridore ha dimostrato di avere sicuramente carattere durante le interviste post-gara.

Subito dopo la vittoria ecco che il danese viene “rapito” dalle televisioni per i commenti di rito ed ecco e mentre sta rispondendo ai giornalisti ecco che i commissari dell’Unione Ciclistica Internazionale lo chiamano per espletare le procedure dei controlli di routine.

Evidentemente il corridore dell’Astana viene trattato un po’ troppo bruscamente per i suoi gusti, ed ecco che arriva prontamente la risposta piccata: “Francamente il controllo antidoping può aspettarmi anche tutto il giorno, per come la vedo io”, dice all’addetto stampa Astana che vorrebbe interrompere le interviste per portarlo via.

I commissari (fuori dal campo dell’inquadratura)  richiamano all’ordine Michel Valgren, e lui ripete che il controllo può aspettare tutto il giorno. Gli ribattono che il medico deve andare via, ma Valgren zittisce l’interlocutore esclamando “ma è il mio medico!” tornando a rispondere alle domande dei giornalisti.

L’episodio è stato reso noto dal portale  WielerFlits.nl ha ripreso il siparietto nel post-gara e l’ha diffuso via Twitter

 

 

Froome su Contador “prese sostanze vietate, io no”!

Froome su Contador “Io innocente, non sono come lo spagnolo”

Froome su Contador si esprime in modo molto duro: lo spagnolo positivo a sostanza vietata il mio non è doping

Froome su Contador

Froome su Contador

Froome su Contador e sulla sua situazione personale assume una posizione decisamente netta e dura. “Sono innocente e spero che la vicenda si concluda positivamente il più presto possibile” ha dichiarato il kenyano bianco in merito alla sua positività al salbutamolo emersa durante l’ultima Vuelta a Espana.

Affermazione netta e esposta a voce e non solamente a mezzo social network quella che il capitano del Team Sky ha dato nel giorno del suo debutto stagionale alla Vuelta a Andalucia-Ruta del Sol.

Chris Froome assicura di avere dalla sua parte un “supporto incredibile” da parte del gruppo, è certo che “quando tutti i fatti verranno fuori, anche la gente la vedrà dal mio punto di vista”.

Il corridore nato a Nairobi che negli ultimi anni ha conquistato ben 4 Tour de France e una Vuelta Espana, ha confermato che il periodo “è stato difficile per tutti” ma che la sua sete di vittoria non è minimamente placata. A giudicare dagli allenamenti postati su Strada  è facile comprendere con Froome sia focalizzato sui due obiettivi dichiarati: Giro d’Italia e Grande Boucle.

“Mi sono allenato tanto questo inverno, preparandomi per la nuova stagione. Ovviamente, quest’anno ho degli obiettivi ambiziosi e cercherò di fare il massimo sia al Giro che al Tour”, insomma il capitano del Team Sky non lascia ma raddoppia.

Froome su Contador: “io sono pulito, lui era positivo”!

Nella conferenza stampa, ad esplicita domanda di un giornalista,  ci sono state parole forti di Froome su Contador: “Il suo caso era molto differente perché, a differenza del mio, aveva ad oggetto una sostanza vietata”, siamo certi che queste frasi faranno parlare molto nei prossimi giorni.

Insomma Froome ha categoricamente rifiutato ogni paragone con il caso di Alberto Contador, vincitore del Giro 2011 e successivamente squalificato per una positività al clenbuterolo dell’anno prima.

Ruta del Sol al via Chris Froome nonostante le polemiche

Ruta del Sol nella starting list anche il capitano della Sky

Ruta del Sol al via ci sarà anche il capitano del Team Sky Chris Froome al centro di molte polemiche per il salbutamolo

 

Ruta del Sol vinta da Froome nel 2015

Ruta del Sol vinta da Froome nel 2015

Ruta del Sol, corsa a tappe che si terrà in Andalusia dal 14 al 18 febbraio, vedrà ai nastri di partenza anche il capitano del Team Sky Chris Froome. Il britannico è stato iscritto alla manifestazione nonostante sia sotto indagine da parte dell’ente governativo mondiale del ciclismo dopo essere risultato “non negativo” ad un test antidoping.

Chris Froome prenderà dunque parte alla breve corsa a tappe spagnola che già lo vide vincitore nel 2015.

Froome dovrà rendere conto all’Unione ciclistica internazionale (UCI) delle motivazioni per cui un suo campione di urine prelevato durante la Vuelta Espana dello scorso anno ha mostrato una concentrazione di salbutamolo doppia rispetto al livello consentito.

 

 

Ho fatto allenamento duri nel mese di gennaio e sono soddisfatto del lavoro svolto. Sono passati tre dalla mia ultima partecipazione alla Ruta del Sol, una gara che mi è sempre piaciuta, non non vedo l’ora di tornarci” ha dichiarato lo stesso corridore che ha parlato anche della vicenda salbutamolo: “Sono sicuro che saremo in grado di scoprire quello che è successo e sto lavorando duramente con il team per riuscirci. Ovviamente capisco che questa situazione abbia creato molta incertezza e che abbia destato tanto interesse e speculazioni. Ma spero che i tifosi capiscano che ci sono limiti a quello che posso dire a riguardo, visto che il procedimento è ancora in corso, ma assicuro che nessuno è più determinato di me ad arrivare ad una soluzione il più rapidamente possibile”.
 
A margine si è espresso anche Dave Brailsford manager del team: “Sappiamo che si tratta di circostanze difficili ma stiamo lavorando duramente con Chris per risolvere le cose il prima possibile».

 

 

Intanto proseguono i rumors sul #Froomegate e stanno circolando voci sulla possibilità di una sospensione cautelativa di Froome in base al famigerato articolo 7.9.3 del regolamento internazionale a cui si starebbe opponendo la moglie e manager Michelle Cound.

 

A tal proposito il numero uno dell’UCI, David Lappartient ha categoricamente smentito la cosa: Per una sostanza come il salbutamolo, anche in passato non ci sono state sospensioni. Se decidessimo così, Froome farebbe ricorso al Tribunale arbitrale dello Sport e perderemmo“.

Si rimane dunque in attesa del processo e della sentenza: la difesa del vincitore dell’ultimo Tour de France è corposa e Michelle Cound, moglie e manager del britannico, proverà a giocare al meglio le proprie carte nel migliore dei modi.

 

Vuelta a Costa Rica: 12 positivi all’antidoping

Vuelta a Costa Rica uno stillicidio di positività al doping

Vuelta a Costa Rica, l’Unione Ciclistica Internazionale ha reso noto ben 12 casi di positività all’antidoping tra cui il vincitore Juan Carlos Rojas

Vuelta a Costa Rica: Juan Carlos Rojas

Vuelta a Costa Rica: Juan Carlos Rojas

Vuelta a Costa Rica, arriva un clamoroso dato, reso noto dall’Unione Ciclista Internazionale che ha infatti annunciato l’incredibile numero di 12 positività, riscontrate tutte in data 22 dicembre quando si è svolta la quinta tappa della gara centroamericana, una cronoscalata.

Tra gli atleti trovati positivi compare il nome di  Juan Carlos Rojas che proprio quel giorno festeggiava 37 anni vincendo la tappa e che poi ha portato a casa anche il successo finale con un’incredibile impresa nell’ultima frazione: per “El Rey”, come è soprannominato, si tratta della seconda positività in carriera dopo quella del 2007.

Curioso che oltre a Juan Carlos Rojas in quella tappa della Vuelta a Costa Rica è risultato positivo anche il fratello Cesar che ha chiuso la competizione sul terzo gradino del podio e conquistando una tappa. Anche Cesar Rojas è già stato “pizzicato” dalle maglie dell’antidoping.

Quello che rende assolutamente deprecabile la vicenda è il fatto che la formazione del due fratello Rojas, la Extralum-Tierniticos, ha fatto riscontrare un tristissimo en-plein con tutti e sette i corridori iscritti alla Vuelta a Costa Rica positivi al CERA.

Vuelta a Costa Rica: gli altri positivi

Jewinson Leandro Varela (nono in classifica e miglior giovane), José RodríguezJosé IriasJason Huertas e Gabriel Marin. Gli altri corridori risultati positivi al CERA sono Vladimir Fernández (5° e vincitore di una tappa) della Scott-Teleuno e Kevin MurilloMelvin Mora (leader per un giorno).
Positivo anche Jeancarlo Padilla (Scott-Teleuno) all’EPO classica e  Jordy Sandoval della Multiples Corella sempre al CERA.

Boogerd contro Froome: c’è del marcio!

Boogerd contro Froome: “il marcio nel ciclismo c’è”

Boogerd contro Froome, l’ex professionista della Rabobank, squalifica per doping dice la sua sulla non negatività del britannico al salbutamolo

Boogerd contro Froome

Boogerd contro Froome

Boogerd contro Froome, non accennano a ridursi le prese di posizione di atleti ed ex atleti sulla triste ed intricata vicenda della positività al salbutamolo del corridore del Team Sky. Il #Froomegate è ancora lontano da trovare una soluzione e le discussioni sulla vicenda si sprecano.

A prendere la parola sulla vicenda del capitano del Team Sky è ora l’ex professionista della Rabobank Michael Boogerd, corridore olandese che ha concluso la sua carriera una decina di anni fa.

I valori delle analisi eseguite su un campione prelevato durante la scorsa Vuelta Espana hanno rivelato una concentrazione di salbutamolo doppia rispetto ai limiti stabiliti dal regolamento UCI ma i legali del Team Sky hanno preparato una tesi difensiva che vuole provare come l’assunzione del farmaco sia stata entro i termini leciti.

Boogerd contro Froome: tra Squalifica e ciclismo

Boogerd, passato al professionismo nel ’93 con la Wordperfect Colnago, ha ottenuto in carriera importanti vittorie al Tour de France, la Parigi Nizza, due campionati nazionali e  l’Amstel Gold Race. L’olandese è stato protagonista nelle grandi classiche  salendo più volte sul podio alla Liegi e al Lombardia.

Dopo il ritiro del 2007, Boogerd confessò di aver fatto uso di Epo ed altri farmaci dopanti nel corso della sua carriera accusando il movimento. Venne squalificato per due anni (la cosa gli costò il ruolo di direttore sportivo squadra olandese della Roompot)

“Froome non è un corridore piacevole”

Boogerd in una intervista all’emittente televisiva olandese NOS ha parlato del caso Froome: “Sono molto sorpreso dell’ingenuità di certi media. Non ho mai creduto che dopo Armstrong o Boogerd tutto il marcio del ciclismo fosse scomparso e che dopo fosse tutto diventato pulito. Ci sono delle regole, si cerca il confine. Froome lo sta facendo e non ne sono sorpreso. Non sono mai stato un  fan di Froome e penso che non sia un corridore attraente” ha concluso.

 

Lappartient su Froome posizione dura!

Lappartient su Froome: “Così Sky fa male a tutto il movimento”

Lappartient su Froome, il presidente della UCI: non possiamo costringere la Sky a fermarlo

Lappartient su Froome

Lappartient su Froome

Lappartient su Froome  questa volta ci va giù abbastanza diretto, il presidente dell’UCI, giustamente, deve tutelare la massima espressione della Federazione che presiede, mantenendo un tono garantista ma fermo sulla posizione non tanto del corridore quanto del Team.

Proseguono dunque le schermaglie tra l’UCI ed il Team Sky sul caso di positività di Chris Froome al salbutamolo che fanno seguito alle dure prese di posizione di ex alteti come Greg Lemond e corridori attualmente in attività.

Lo dichiarazioni rilasciate da David Lappartient, presente in Australia al Tour Down Under sono stare assolutamente dirette:

“Non possiamo costringere Sky a fermare Froome, con le regole attuali lui ha il diritto di gareggiare. Sta a loro decidere ma, se vincesse alcune gare, potrebbe essere peggio se poi venisse sanzionato. Ecco perchèsarebbe meglio per loro ridurre la pressione non facendolo correre. Froome ha il diritto di difendersi, ma il comportamento della squadra fa male al ciclismo. Gli organizzatori, per l’immagine della loro corsa, potrebbero rifiutare l’iscrizione. Ma la cosa potrebbe finire al Tas“, la sottolineatura del dirigente francese riportata su La Gazzetta dello Sport.

Froome problema renale la causa della positività?

Froome problema renale il motivo della non negatività al salbutamolo?

Froome problema renale per la non negatività al salbutamolo? Questa è la nuova strategia difensiva del Team Sky: sarà credibile?

Froome problema renale?

Froome problema renale?

Froome problema renale come strategia difensiva? Secondo quanto riportato dall’Equipe e rilanciato da Eurosport, la strategia difensiva del Team Sky ha cambiato linea: non più la disidratazione alla base del risultato del test fallito ma il fatto che Froome abbia un problema renale.

Il quotidiano francese riporta che l’opzione farmacocinetica, che avrebbe dovuto dimostrare come fattori esterni avessero comportato la positività dell’atleta, è venuta meno perché si ritiene impossibile replicare le medesime condizioni anche in laboratorio.

Froome problema renale? Obiettivo assoluzione totale

Non entriamo nel merito medico della situazione, non ne abbiamo le competenze, ma quello che possiamo dire è che, a questo punto, il britannico e il Team Sky, attraverso i propri consulenti,  punteranno a dimostrare come i reni di Froome hanno funzionato male generando la problematica. Ma come è possibile?

Secondo quanto riportato da sito di Eurosport la difesa del britannico vuole dimostrare che i reni dell’atleta invece di espellere i metaboliti di salbutamolo a seguito della lavorazione del fegato li hanno, al contrario, accumulati da qui il valore così enormemente fuori limite.

Può questa teoria evitare a Froome una squalifica che può variare tra i sei mesi ed i quattro anni? E può evitare il corridore del team Sky di perdere il titolo vinto a settembre alla Vuelta Espana?

Nel frattempo il corridore francese Romain Bardet ha preso una forte posizione sul caso #Froomegate: “Se non squalificano Froome, il ciclismo rischia di morire”

La vicenda è in mano ai legali, forse anche i risultati delle prossime corse o le starting list delle stesse lo sono. Non sappiamo se il ciclismo possa morire ma sembra sempre più palese ai cicloamatori che le gare dei “pro” vengono corse da atleti “malati”.

Bardet contro Froome: “siamo al ridicolo”

Bardet contro Froome: “Se non verrà squalificato il ciclismo rischia di morire”

Bardet contro Froome parla all’Equipe e attacca il ciclista del Team Sky per la positività al salbutamolo

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome: il #Froomegate continua a tenere banco nel mondo del ciclismo dopo che il britannico è risultato non  negativo al salbutamolo durante la Vuelta Espana 2017. In tanti hanno detto la loro sulla vicenda: da Greg Lemond che non ha risparmiato le critiche al vincitore del Tour de France 2017 a due “esperti” di doping come Michele Ferrari e il suo “assistito” Lance Armstrong. Tony Martin a pochi giorni dalla notizia aveva preso posizione dura sulla vicenda cosi come Richie Porte, ex compagno del kenyano bianco, non le ha di certo mandate a dire.

In tanti, dunque, si stanno esprimendo sulla questione in attesa del verdetto da parte della UCI su un’eventuale squalifica.

 Bardet contro Froome sulle pagine de l’Equipe

Il francese Romain Bardet è stato l’ultimo solo in ordine di tempo a dire la sua, sulle pagine de L’Equipe e, come riportato da OASport, le sue parole non sono state leggere:

Siamo al ridicolo, quello che è successo mi dispiace molto. È un fatto molto brutto per tutto il nostro sport e conferisce al ciclismo un’immagine negativa all’esterno. Rimette lo spettro del doping nel nostro sport“, ha dichiarato il francese.

Bardet contro Froome non ha usato molti giri di parole: “Bisogna essere esemplari sull’equità, sul modo di trattare i problemi: il ciclismo manca di trasparenza e rischia di morire se non verranno adottate delle misure idonee. Sono preoccupato dal potere del Team Sky”.

Bardet contro Froome: le soluzioni

Non possiamo essere permissivi, sarebbe catastrofico per tutto il movimento – ha aggiunto il francese – Non posso pensare che un corridore che abbia assunto una dose così elevata possa essere assolto. Perché mettere un limite allora? Spero ci sia un’indagine indipendente e che Froome dia spiegazioni. I corridori presi sono stati squalificati”.

Il corridore della AG2R si rammarica della mancata trasparenza: “Froome viene testato a settembre e noi lo apprendiamo casualmente a dicembre”, con un chiaro riferimento  all’inchiesta fatta dal Guardian e da Le Monde che ha svelato i risultati del controllo antidoping, che sarebbero rimasti ancora nascosti al pubblico. “Sono stupito che senza una fuga di notizie, questo controllo sarebbe stato ignorato e sono sollevato dal fatto che non abbiamo lavato i panni sporchi in famiglia. C’è una mancanza di trasparenza. Il ciclismo potrebbe morire se non vengono presi provvedimenti”, ha dichiarato ancora il francese, secondo al Tour 2016 e terzo in quello 2017.

Froome di correre in attesa di ulteriori riscontri: “Spero che Froome possa chiarire e che ci sia un verdetto indipendente. Non capisco perché i regolamenti non prevedano una sospensione temporanea in attesa dei risultati”. Ma una ragione, forse, l’ha trovata lo stesso ciclista francese: “Posso credere alla sua buona fede, ma ha superato i limiti. La Federazione è cauta perché, in caso di assoluzione, rischia di dover pagare un risarcimento. La pressione finanziaria è molto forte. E questo fa pensare”, ha concluso Bardet.

Porte contro Froome: “una vergogna”

Porte contro Froome sulla vicenda salbutamolo

Porte contro Froome, il tazmaniano attacca il britannico del Team Sky per la positività al doping per l’uso di salbutamolo

Porte contro Froome

Porte contro Froome

Porte contro Froome è solo l’ennesima presa di posizione di atleti in attività e protagonisti del mondo del ciclismo. E’ di ieri la dichiarazione dell’ex campione americano Greg Lemond, qualche tempo fa anche Lance Armstrong ha voluto parlare della vicenda della positività all’antidoping del capitano del Team Sky.

Richie Porte, dopo un 2017 che non gli ha riservato grandi soddisfazioni a causa di un brutto infortunio al Tour de France, ora è pronto a battagliare per vincere le principali corse WolrdTour.

Il capitano della BMC farà il suo esordio in questa stagione al Tour Down Under dal 16 al 21 gennaio in Australia e fin da subito punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella stagione 2018.

Porte, va ricordato, è stato compagno di Chris Froome sal 2012 al 2015 e, possiamo dirlo, conosce bene i pregi e difetti del capitano della Sky che lo scorso mese di settembre è stato trovato positivo al doping per, pare, un uso scorretto del Ventoli (la positività è stata sera nota solo lo scorso 13 dicembre scatenando non poche polemiche).

Come riportato da CyclingnewsRichie Porte è rimasto shockato dalla notizia della positività dell’ex compagno di team e, in attesa del verdetto  dell’UCI e dalla Wada si è cosi espresso: “non c’è sinceramente molto da dire su questa vicenda, è una vergogna. Quando ho sentito la notizia sono rimasto assolutamente shockato. Non possiamo che attendere che la cosa faccia il suo corso ma sono assolutamente colpito da questa vicenda come lo sono tutti nel mondo del ciclismo”.

“Ho rispetto per lui – ha detto Porte di Froome – è  un buon amico e siamo stati compagni di squadra per molto tempo. Ho la massima fiducia che Chris abbia seguito la guida medica nella sua gestione sintomi di asma, rimanendo entro la dose ammissibile di salbutamolo. “

Greg Lemond contro Froome sul Times

Greg Lemond contro Froome: ” Le sue scuse sono ridicole”

Greg Lemond contro Froome, non è un cartellone che pubblicizza una kermesse ma è il titolo del giorno sulla vicenda del corridore britannico risultato positivo al salbutamolo.

Greg Lemond contro Froome

Greg Lemond contro Froome

Greg Lemond contro Froome: l’ex corridore statunitense, vincitore di tre Tour de France e due mondiali in linea era già stato in prima linea contro le sospette vittorie di Lance Armstrong nella sua corsa alle sette maglie gialle. Ora il campione a stelle e strisce è intervenuto sulla vicenda Froome in moto abbastanza duro.

Greg Lemond contro Froome: l’intervista del “The Times”

In una intervista al periodico “The Times” è arrivato l’attacco di Greg Lemond contro Froome: “È responsabilità dell’atleta seguire le regole. Anche nel caso del salbutamolo, dipende da Froome la gestione di quanto va introdotto nel proprio corpo. Solo lui è il responsabile. Il gruppo vuole una applicazione equa delle regole, se queste non vengono seguite si danneggia lo sport”.

Insomma la tutela del ciclismo, secondo Lemond non può prescindere dalla responsabilità che le figure di spicco del ciclismo devono prendersi anche nei confronti di eventuali farmaci assunti senza una reale necessità o ingeriti in quantitativi eccedenti il tollerato.

Greg Lemond contro Froome: il salbutamolo è doping!

Lemond ha poi parlato di come il salbutamolo spesso venga visto non come una sostanza dopante ma come qualcosa di veniale: “non migliora le prestazioni solo se lo si usa come prescritto: assunto per via orale o per iniezione agisce come uno steroide anabolizzante, simile al clenbuterolo, il farmaco per cui Alberto Contador era risultato positivo”.

Froome si è difeso dichiarando che ha assunto tre “boccate” del suo inalatore poco prima di fornire il suo campione all’antidoping dopo la tappa 18 della Vuelta: “Questa scusa è ridicola, se questo è ciò che afferma, allora è semplice, ha infranto le regole e dovrebbe essere punito di conseguenza”.

Il tre volte vincitore del Tour de France (1986, 1989, 1990) ha poi parlato dell’atteggiamento del Team Sky e del suo direttore: “Non credo in Dave Brailsford, evita tutte le domande e da quello che ho letto e sentito, il team non è così scientifico né informato come dicono”.

LeMond già lo scorso mese si luglio aveva parlato delle affermazioni dell’ex cavaliere Sky Michael Barry riguardo l’uso passato della squadra del tramadol: “Penso solo che ci sia stata una mancanza di trasparenza e di volontà di aprire file e dati. Sono uno scettico sulla gestione del Team, il farmaco in questione è un oppiaceo”.