Dream Lines, il “Quanto”

Dream Lines, il “quanto”

Dream Lines, La teoria del Quanto è un drastico ritorno alla realtà Andrea Tiberi

«La teoria del Quanto è un drastico ritorno alla realtà. Quando ho pensato a questo viaggio non avevo ben chiaro quanti chilometri, quanto dislivello o quante ore. 5 giorni, 425 per 20.000, maledetta teoria del Quanto! Ma se i ritmi in sù saranno tranquilli. Quelli in giù, invece, saranno a cannone! »
Non sono partito dai numeri, sono partito da un’idea di linea. Non sapevo bene quanti chilometri, quanti metri di dislivello, quante ore avrei dovuto passare in sella nel momento in cui la linea ha preso forma nella mia testa. Sentieri, vallate, montagne, ho costruito il mio percorso guardando soprattutto a quello che avrei avuto sotto le ruote e davanti agli occhi.

Avventura è un po’ anche questo, non avere proprio tutto sotto controllo ma avere degli obbiettivi da raggiungere, in qualche modo, in un certo tempo. Comunque alla fine, ieri, ho tracciato nel dettaglio le tappe del viaggio e di conseguenza ho avuto il conto di quello che mi aspetta. Forse però era meglio se non l’avessi fatto.

75 per 4000, 115 per 5000, 80 per 4000, 85 per 3800, 70 per 3200. I primi sono chilometri, i secondi, metri di dislivello. I chilometri in alta montagna non sono facili, non sono scorrevoli ed il computo totale mi impressiona abbastanza. É una sfida anche mentale ovviamente. Non ho mai fatto una montagna di chilometri e dislivello del genere in così pochi giorni.

C’è di buono che i ritmi saranno diversi dal solito. Sarà “comfort zone”, quando ci sarà da pedalare. Ma non quando i trails punteranno all’in giù: oggi è arrivata la bici, fa paura. Linea super pulita, set-up aggressivo e un angolo sterzo imbarazzante da quanto è aperto. Non vedo l’ora di metterla alla prova. In giù si andrà a cannone.

425 per 20.000
Buongiorno
#DREAMLINES

 

 

Dream Lines: Andrea Tiberi si racconta

Dream Lines, il racconto di Andrea Tiberi

Dream Lines, Andrea Tiberi si racconta in un viaggio alla ricerca di linee da sogno

Andrea Tiberi- Pictures free for editorial use only © Santa Cruz Bicycles Italia -

Andrea Tiberi- Pictures free for editorial use only © Santa Cruz Bicycles Italia –

Andrea Tiberi: «Negli ultimi tempi le gare non sono più ‘tutto’ per me… Tante volte ho figurato e sognato nella mia testa linee, avventure e viaggi, senza mai avere veramente l’occasione di partire… Quindi ho deciso che la mia linea sarebbe partita dalle montagne di casa per arrivare alla più alta… Questa che vi racconterò sarà la mia avventura, il mio viaggio in solitaria ‘on the trail’!»

Negli ultimi tempi le gare non sono più ‘tutto’ per me. Non sono mai state ‘tutto’ nella mia vita di uomo ma adesso nemmeno nella mia vita da atleta. Vedo la bici, e la vita da atleta, sempre di più come un qualcosa da vivere a 360°, alla ricerca di nuove esperienze. Anche perché le bikes sono in continua evoluzione e ci permettono di spingerci sempre più in alto. Ci permettono di sognare linee che prima non avremmo mai nemmeno preso in considerazione.

Ogni linea ha la sua bici… Ultimamente ho disegnato nella mia testa linee per la bici da enduro, gravel, XC… Era da un po’ di tempo però che sognavo anche di partire… ho letto tanto ultimamente di altri ragazzi che hanno affrontato viaggi ed avventure pedalando per un preciso fine o pedalando semplicemente per spostarsi ed arrampicare, spostarsi, sciare o quant’altro… comunque, nella sostanza, prendere la bici partire e fare dell’avventura, per quanto sia possibile ancora fare dell’avventura nel mondo d’oggi. O forse al giorno d’oggi siamo talmente connessi, ovunque e costantemente, che allontanarsi anche di poco da casa per inoltrarsi in zone appena appena selvagge lo si può già definire “avventura”.

Così ho sognato la mia piccola avventura, una linea che parte da casa ed attraversa montagne vere per andare a fare il giro della montagna più alta che c’è, qui da noi: il Monte Bianco. Ho sentito parlare del giro del Bianco poco tempo fa e mi ha subito affascinato… ma il giro in sé non era abbastanza… e poi una vera avventura parte da casa e torna a casa. Ma non solo. Nella mia testa c’è un’altra questione che sempre di più assume importanza: la sostenibilità!

Vorrei che sempre più i miei sfizi di uomo abbiano un impatto minimo sull’ambiente, credo ce ne sia un enorme bisogno, anche iniziando da piccole cose. L’importante è iniziare, partire. Quindi ho deciso che la mia linea sarebbe partita dalle montagne di casa, che conosco e dove sceglierò le linee più ardite ciclisticamente parlando, per poi proseguire in Francia, in direzione Chamonix attraverso terre a me sconosciute. Lo stile sarà ‘fast & light’, il più leggero possibile, perché per fare linee dure bisogna essere leggeri. Mi appoggerò a strutture ricettive nei paesi in cui farò tappa e tutto il necessario dovrà entrare in uno zainetto da 25L.

Partirò l’8 di Settembre da Oulx e in 5 tappe avrò l’obbiettivo di andare a girare intorno al Bianco e poi tornare. Un centinaio di chilometri con diverse migliaia di metri di dislivello al giorno, su e giù per le montagne, lungo trails impegnativi fisicamente e tecnicamente, che sulla carta dovrebbero regalarmi tante emozioni. Emozioni che non vedo l’ora di poter vivere e condividere.

Le tappe:
1. Oulx – Bonneval
2. Bonneval – Chamonix
3. Chamonix – Courmayeur
4. Courmayeur – Lanslevillard
5. Lanslevillard – Oulx

Sarò solo, a parte qualche tratto in cui degli amici ‘local’ mi faranno compagnia, ma fondamentalmente dovrò cavarmela in completa autonomia . E questa sarà una delle sfide più importanti. Forse l’avventura più grande. Per questo motivo servirà ovviamente una bici adatta.

La mia Blur da XC sarebbe un po’ limitante per un giro del genere in quanto in montagna, spesso, il terreno non è per niente agevole. Mi serviva un po’ più di escursione, un po’ più di rigidità e capacità di assorbimento. 130mm davanti e 120mm dietro, steli da 34, reggi sella telescopico, cerchi larghi e gomme da 2.35″. Leggera per scalare ma con tutto quello che serve per divertirsi e passare sopra tutto (o quasi). Una strana coincidenza, ma guarda caso pochi giorni fa ‘mamma Santa’ ha presentato proprio la nuova Tallboy 2020: era destino!

Tante volte ho figurato e sognato nella mia testa linee avventure e viaggi, senza mai avere veramente l’occasione di partire. Stavolta tanti fattori sono stati favorevoli per partire davvero per un viaggio ‘on the road’. Anzi, ‘on the trails’.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Campionato del Mondo XCO gli azzurri sono pronti

Campionato del Mondo XCO la squadra Italiana pronta per lottare

Campionato-del Mondo-XCO

Un momento di relax per i nostri ragazzi

Campionato del Mondo XCO MTB in Australia vedrà la compagine Italiana pronta per ben figurare nelle sfide di Cairns. Domenica scorsa in Val di Sole nell’ultima tappa della Coppa del Mondo XCO i corridori italiani hanno dimostrato di essere sulla strada giusta per ben figurare nella rassegna iridata.

Andrea Tiberi (Team NOB Selle Italia): “Le prime uscite qui in Australia sono di adattamento, corpo e mente devono abituarsi al fuso e al ritmo dell’Australia, ci stiamo rilassando per essere pronti alla sfida. Per ora ci dedichiamo a tenere in forma la gamba e altro il morale bevendo un caffè o una birra in compagnia, ma a breve arriveranno i giorni di battaglia”.

IL PROGRAMMA DEI MONDIALI 

Mercoledì 6 settembre
– 15:00 Team Relay
Giovedì 7 settembre
– 13:00 Donne Junior
– 15:00 Junior
Venerdì 8 settembre
– 14:30 Under 23 maschile
Sabato 9 settembre
– 10:00 Donne Under 23
– 12:00 Donne Elite
– 14:30 Elite maschile

Campionato Italiano XCO assegnati i titoli

Campionato Italiano XCO ecco come è andata

Campionato Italiano XCO

Gerhard Kerschbaumer

Campionato Italiano XCO sul tracciato di Genova che ha sorriso a  Gerhard Kerschbaumer (Torpado Gabogas) che, dopo un avvio di stagione un po’ in sordina ha trovato una splendida affermazione nella gara più importante.

Gerhard è partito subito forte cercando di imporre il proprio ritmo ma poi è un po’ calato tanto da essere ripreso e superato dai rivali per la vittoria. La “pausa” ha forse permesso all’atleta di riprendere le energie necessarie per ritornare sotto i primi, riprenderli a uno a uno e mettersi alle spalle un Luca Braidot in grande forma e  che sembrava lanciato verso la vittoria finale

La terza piazza è andata a un combattivo Andrea Tiberi, che ha così completa il podio; molto sfortunata la gara di  Marco Aurelio Fontana, che ha rotto la catena dopo poche centinaia di metri dallo start.