Fuglsang vittoria con dedica a Scarponi

Fuglsang vittoria sui muri marchigiani

Fuglsang vittoria nel segno di Michele Scarponi nella quinta tappa della Tirreno-Adriatico con arrivo a Recanati

Fuglsang vittoria per Scaproni

Fuglsang vittoria per Scarponi

Fuglsang vittoria con dedica a Scarponi per l’atleta dell’Astana che si impone sull’arrivo di Recanati con un dito al cielo per ricordare l’amico Michele.

Jakub Fuglsang fa sua una tappa insidiosa, lunga 180 km con un circuito finale di circa 23 km da ripetere tre volte carico di muri.

La fuga di giornata è composta da una dozzina di altleti tra cui i nostri Daniel Oss, Edoardo Zardini e Giovanni Visconti. I fuggitivi hanno il via libera del gruppo che, però, li controlla a distanza. Entrati nel circuito finale è Jakub Fuglsang a dare spettacolo.

Dopo la vittoria di Alexey Lutsenko l’atleta dell’Astana va a riprendere i fuggitivi proseguendo in solitaria sino al traguardo di Recanati. Il danese pedala con una grinta incredibile per arrivare da solo all’arrivo e poter compiere un gesto meraviglioso:  taglia il traguardo con il dito levato verso il cielo in ricordo dell’indimenticabile Michele Scarponi.

Alle spalle del vincitore restano Gabburo e Pedersen, reduci dalla fuga iniziale, raggiunti da Adam Yates e Primoz Roglic. Sull’ultimo strappo i due big della corsa danno spettacolo con il leader della generale, Yates, che stacca il rivale aumentando il proprio vantaggio in generale in attesa della cronometro di San Benedetto del Tronto.

Raggiante Jakob Fuglsang, all’arrivo:

“Già ieri avevo detto che se avessi vinto avrei dedicato la tappa a Michele Scarponi. Lui ha vinto la Tirreno-Adriatico proprio dieci anni fa. Questa era la sua gara preferita e oggi abbiamo corso sulle sue strade. Mi manca ancora tanto, è sempre nei nostri pensieri. Era un bravo ragazzo, questo successo non può che essere per lui”.

 

 

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone alla Tirreno

Lutsenko vince e convince alla Tirreno-Adriatico

Lutsenko vince la frazione con arrivo a Fossombrone della Tirreno-Adriatico senza mai mollare, Adam Yates  resta leader della generale

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone alla Tirreno, lo fa attaccando, cadendo, venendo ripreso e attaccando di nuovo. Insomma è Alexey il mattatore della giornata andando a tagliare il traguardo di Fossombrone a braccia levate.

La frazione della Corsa dei due Mari da Foligno a Fossombrone era una dell più attese con un circuito finale che prevedeva la doppia scalata alla salita dei Cappuccini, con punte al 20%.

Pronti via e il ritmo diventa subito indiavolato, va in fuga un gruppetto in cui si segnalano i nostri Giovanni Visconti (Neri-Selle Italia) e Mirco Maestri (Bardiani-CSF),

Dopo circa sessanta chilometri alza la bandiera bianca Geraint Thomas che si deve ritirare per problemi di stomaco. Sono tante le cadute per via del manto stradale con tante imperfezioni chi ha la peggio è  Ian Boswell (Katusha-Alpecin), che resta a terra prima di rialzarsi per interminabili minuti, soccorso dai medici.

I battistrada vengono ripresi e a quel punto è Alexey Lutsenko (Astana) ad andare all’attacco seguito dal gruppo dei migliori che però non trovano un accordo per rientrare sul primo,

Dopo la prima scalata ai Cappuccini il corridore dell’Astana sbaglia una curva in discesa ma si rialza prontamente per proseguire la sua azione verso l’ultima ascesa. Lutenko spreme tutte le energie e pare essere destinato alla vittoria senza patemi d’animi ma ai meno due è vittima di un nuovo scivolone.

Il corridore dell’Astana viene ripreso da gruppetto composto da  Adam Yates, Roglic e dal suo compagno di squadra Fuglsang. L’arrivo è in volata e, clamorosamente, è proprio Lutenko ad avere ancora l’energia per battere tutti mettendosi alle spalle, nell’ordine, Roglic, Yates e Fuglsang.

La classifica generale vede  Yates conservare la prima posizione tallonato con Roglic.

 

Astana al Giro lista dei partenti

Astana al Giro tutta per Miguel Ángel López

Astana al Giro d’Italia 2018 con uno squadrone per supportare Miguel Ángel López capitano designato del team di Alexander Vinokourov

Astana al Giro d'Italia 2018

Astana al Giro d’Italia 2018

Astana al Giro d’Italia 2018 arriva forte delle belle prestazione al Tour of the Alps dove il team kazako ha dimostrato di poter assolutamente competere per l’eccellenza. Il capitano sarà il 24enne colombiano Miguel Ángel López e, dopo la Vuelta dell’anno scorso in cui vinse due tappe finendo ottavo in classifica generale, sembra pronto per fare un ulteriore salto di qualità verso l’alto. Il giovane talento del team di Vinokourov dovrà confrontarsi con il fatto di essere alla sua prima partecipazione alla corsa rosa con tutti gli imprevisti del caso.

Al fianco di López, ci saranno gregari di assoluta affidabilità soprattutto per le tappe di montagna. Il ceco Jan Hirt e l’estone Tanel Kangert sono due pezzi da novanta che sono riusciti a concludere il Giro d’Italia nelle prime 15 posizioni in passato e potranno dar man forte al capitano nei momenti critici. Alexey Lutsenko e Luis León Sánchez sono cacciatori di tappe molto pericolosi, mentre Pello BilbaoDavide Villella e Andrey Zeits completano un organico che sulla carta può rivaleggiare con il Team Sky.

 

Matrah Corniche, Kristoff vince al Tour of Oman

Matrah Corniche, Kristoff fa sua l’ultima tappa del Tour of Oman

Matrah Corniche per la terza volta in carriera il campione d’Europa Alexander Kristoff ha vinto la frazione conclusiva del Tour of Oman.

Matrah Corniche: tripletta per Kristoff

Matrah Corniche: tripletta per Kristoff

Matrah Corniche, il campione d’Europa Alexander Kristoff ha vinto la frazione conclusiva del Tour of Oman davanti al Francese della Vital Concept Brian Coquard e il nostro Giacono Nizzolo della Trek-Segafredo.

Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) può finalmente alzare le mani per la prima volta con la divisa della sua nuova squadra e lo fa nella corsa che già in passato gli ha consegnato numerose vittorie

Alexey Lutsenko della Astana Pro Team conquista, invece la classifica finale del Tour of Oman con 11″ sul compagno di team Miguel Angel Lopez e 28″ su Gorka Izagirre dellaBahrain-Merida. López conquista la maglia bianca di miglior giovane, Loïc Chetout vince quella oro di corridore più combattivo.e  Nathan Haas (Katusha-Alpecin) vince la classifica a punti e veste la maglia verde.

L’ultima tappa del Tour of Oman con partenza da Al Mouj Muscat e arrivo a Matrah Corniche si snoda su 135 km ma l’ultimo GPM di giornata dista 35 km dal traguardo. La frazione è stata caratterizzata dalla fuga di 5 corridori che hanno raggiunto un vantaggio superiore ai 4 minuti mentre il gruppo, guidato dalla  Dimension Data e della Vital Concept  hanno controllato il gap.

Il gruppo accelera sulla salita di Al Jissah in quanto BMC e Katusha provano a tagliare fuori gli sprinter. Davanti ci prova Rémi Cavagna che resta in avanti fino ai meno 3 chilometri dall’arrivo quando il forcing del gruppo compatta il plotone.

Dopo tanti piazzamenti è dunque Alexander Kristoff a spuntarla, conquistando il traguardo di Matrah Corniche per la terza volta consecutiva.

ORDINE D’ARRIVO

1 Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates 3:11:29
2 Bryan Coquard (Fra) Vital Concept Cycling Club 0:00:00
3 Giacomo Nizzolo (Ita) Trek – Segafredo 0:00:00
4 Magnus Cort Nielsen (Den) Astana Pro Team 0:00:00
5 Nathan Haas (Aus) Team Katusha – Alpecin    0:00:00
6 Davide Martinelli (Ita) Quick Step Floors 0:00:00
7 Amaury Capiot (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:00:00
8 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 0:00:00
9 Benjamin Declercq (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:00:00
10 Floris Gerts (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij 0:00:00

Dominio Astana sulla Green Mountain

Dominio Astana sulla Green Mountain: tappa a López e maglia a Lutsenko

Dominio Astana al Tour of Oman: vittoria di tappa a Miguel Ángel López e la classifica generale con Alexey Lutsenko

Dominio Astana

Dominio Astana

Dominio Astana nella tappa del Tour of Oman con arrivo sulla Green Mountain e si è portata a casa la tappa con Miguel Ángel López e la classifica generale con Alexey Lutsenko,  alle loro spalle si piazza terzo Jesús Herrada (Cofidis) a 12″ mentre il nostro Vincenzo Nibali, decisamente poco brillante, chiude a 1’32”.

Dopola battaglie delle prime tappe con Greg Van Avermaet (BMC Racing Team) in Maglia Rossa con 9″ su Lutsenko (Astana Pro Team) e 13″ su Haas (Katusha-Alpecin) ecco arrivare la tappa regina della corsa ed ecco che sul terribile arrivo di Green Mountain, una salita di 5.7 km con una pendenza media del 10.5%arrivare il colpo del team di Alexander Vinokourov.

Pronti e via ed ecco la fuga di giornata con il nostro Marco Marcato della UAE Team Emirates, Benjamin DeclercqPim LigthartNicholas SchultzRobin Carpenter e Adam De Vos. I sei prendono fino a 5 minuti di vantaggio e a quel punto la  Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali prende in mano le operazioni di inseguimento.

Poco prima della montagna verde il vantaggio dei fuggitivi è sceso sono i due miniti, Marco Marcato conquista lo sprint intermedio e a quel punto sale in cattedra l’Astana.  Jan Hirt detta un forte ritmo, annulla la fuga e viene seguito dai soli compagni Miguel Ángel López e Lutsenko e da Gorka Izagirre (Bahrain-Merida) con un gruppetto di 10 uomini ad inseguire a 10″.

Izagirre molla il colpo e davanti restano solo i celesti, ci prova Nicolas Roche (BMC Racing Team) ma il lavoro di Hirt è impressionante. Jan cede dopo lo splendido lavoro e davanti se la giocano López e Lutsenko.

I due compagni si divino il bottino:  la tappa va a  Miguel Ángel López e la classifica generale a Alexey Lutsenko. Alle spalle dei due arrivano alla spicciolata.

Lutsenko guida la classifica generale con 11″ su López, 28″ su Izagirre, 30″ su Herrada e 32″ su Nathan Haas.

 

 

 

 

Alexey Lutsenko vince alla Vuelta

Alexey Lutsenko trionfa a Alcossebre

Alexey Lutsenko

Alexey Lutsenko

Alexey Lutsenko entra nella fuga buona nella tappa odierna della Vuelta Espana e complice la tranquillità iniziale del gruppo riesce a conquistare la Bencàssim-Alcossebre di 175.7 km con arrivo sul traguardo posto al termine del muro di Ermita Santa Lucia. Sono diciassette gli atleti che entrano nella fuga buona, armonia fino all’ultimo terzo di gara quando scoppia la bagarre e a restare in testa sono Marco Haller (Team Katusha-Alpecin) andato via in discesa e ripreso da Alexey Lutsenko (Astana Pro Team).

I due hanno iniziato i conclusivi 3400 metri di ascesa con 32″ su Alexis Gougeard  e Merhawi Kudus scalatore delTeam Dimension Data, circa 45″ su Julian Alaphilippe, Matej Mohoric e Marc Soler mentre il gruppo è invece a 6’40”.

Appena l’erta si fa dura davanti cede Haller lasciando spazio a uno scatenato Lutsenko che sfrutta le sue doti di passista scalatore per evitare che da dietro Kudus, che nel frattempo ha staccato Gougeard, riesca a farsi minaccioso. Kudus riprende e stacca Haller ma Alexey Lutsenko è ormai imprendibile e va a conquistare la sua prima vittoria stagionale a braccia alzate.

Dietro nel frattempo il gruppo dei migliori attacca la salita con una forte selezione. Davanti è il nostro Gianni Moscon a lavorare per il suo capitano Froome imponendo un ritmo pazzesco. Il gruppo si allunga ulteriormente e il drappello dei migliori si assottiglia. Si entra nell’ultimo chilometro, Gianni finisce il suo compito e ai meno 700 metri è Chris Froome ad attaccare, proprio nel tratto più duro dove la pendenza sfonda il 20%. Con il kenyano rimangono solo Chaves, Contador, van Garderen e Woods. Alberto che sembrava ieri in estrema difficoltà rilancia l’andatura ai meno 300 metri ma non riesce a staccare gli altri componenti del gruppetto ad eccezione di van Garderen, che passa staccato di 8″ rispetto al poker davanti a lui.

A 11 secondi da Froome ecco arrivare Adam Yates, Aru, Roche, Kelderman e Zakarin; a 21″ De la Cruz, Barguil, Haig, Simon Yates, Berancur e Oomen. Di 26″ il ritardo di Nibali, alle prese oggi con una salita decisamente poco adatta a lui. Pagano 49″ sia Bardet che Pozzovivo.

In classifica generale Chris Froome  guida con 10″ su van Garderen, 11″ su Chaves, 13″ su Roche, 23″ su De la Cruz, 36″ su Nibali, 49″ su Aru e 50″ su Adam Yates.