Joseba Beloki e la caduta al Tour de France 2003

Joseba Beloki: la caduta al Tour de France 2003

Joseba Beloki in piena lotta con Lance Armstrong e la caduta al Tour de France 2003 le cui conseguenze hanno condizionato il resto della carriera

Joseba Beloki, la caduta del 2003

Joseba Beloki, la caduta del 2003

Joseba Beloki Dorronsoro in Guipúzcoa, nella città di Lazkao il 12 agosto del 1973, passa professionista nel 1998 nelle fila della mitica Euskaltel-Euskadi dove non riesce a incidere Nel 2000 si accasa alla Festina, reduce dallo scandalo del Tour 98, conquistando il terzo posto al Giro di Francia. per poi trasferirsi l’anno successivo alla ONCE-Eroski conquistando la Volta a Catalunya e bissando il terzo posto al Tour.

 

Il 2002 è l’anno dell’esplosione definitiva con il secondo posto al Tour de France vinto dall’americano Lance Armstrong e il terzo posto alla Vuelta a España
Proprio la rivalità tra l’iberico e il texano è stata uno delle parentesi più avvincente di quegli anni targati Armstrong e terminati, come tutti sappiamo, con l’annullamento dei sette Tour conquistati da Lance.

Il 14 luglio 2003 il plotone del Tour parte da Bourg d’Oisans alla volta di Gap, è il giorno della commemorazione della presa della Bastiglia e gli organizzatori hanno, come d’abitudine, programmato una delle tappe regina della corsa.

Joseba Beloki alla partenza occupa il secondo posto in generale e ha da colmare un gap di 40 secondi dal padre-padrone della corsa Lance Armstrong. La frazione è movimentata, c’è tensione ne gruppo dei big con il kazako della Telekom Alexandre Vinokourov che scalpita e davanti i fuggitivi che tirano.

Sul Cote de la Rochette (quota 1120 m. colle di 3° cat.) è Vinokourov ad allungare di una quindicina di secondi per poi butarsi come un kamikaze in discesa. A condurre l’inseguimento è proprio Joseba Beloki con a ruota l’impassibile Lance.

Proprio in un tratto della Rochette, una chiazza oleosa sull’asfalto reso al limite dell’impraticabile dal calore del luglio francese tradisce, complice una sbavatura tecnica,  l’iberico che “scoda, vede scoppiare la ruota della bicicletta e vola a terra.
Alle spalle di Beloki la maglia gialla Lance Armstrong evita un gendarme posto lungo il tracciato e, complice il terreno reso secco dall’arsura dell’estate transalpina, si infila nello sterrato come un ciclocrossista tagliando un intero tornante ma restando miracolosamente in sella e proseguendo senza intoppi la frazione che viene vinta da Vinokourov .

Se Lance riesce a proseguire, Joseba resta a terra dolorante e sanguinante. Viene soccorso dai compagni che sopraggiungono e dai medici di corsa. Il suo Tour è naturalmente finito e, trasportato in ospedale, il responso clinico è da mani nei capelli: frattura del femore, traumi diffusi e contusioni all’anca.

Haimar Zubeldia compagno di Beloki ha spiegato l’incidente così: “C’era una curva pericolosa ed il catrame era sciolto dal calore. L’abbiamo affrontata forte e la ruota di Joseba ha perso aderenza portandolo a cadere, Armstrong si è sbarazzato di tutti andando dritto attraverso il campo mentre io sono riuscito miracolosamente a fermarmi”.

Tanto fu drammatica e, per certi versi storica, quella caduta che, in seguito all’evento, il luogo dell’incidente viene ribattezzato Curva Beloki.

A causa i postumi di quella spaventosa caduta, Beloki non è riuscito più ad esprimersi ad alti livelli, non ha ottenuto altri successi e, anche in seguito al suo coinvolgimento con le indagini dell’Operación Puerto nel 2006, all’età di trentatré anni, decide di concludere la sua carriera.

Beloki sta attualmente scrivendo un libro sul suo incidente e sulle relative conseguenze che, ancora oggi, gli hanno lasciato in eredità una lieve zoppia oltre ad una serie di problemi legati ai cambiamenti metereologici.

Joseba Beloki: chi è?

Nome:                                 Joseba
Cognome:                          Beloki Dorronsoro
Nazionalità:                       Spagna
Data di nascita:                 12-08-1973
Luogo di nascita:              Lazkao (Paesi Baschi) Spagna
Professionista:                 1998-2006

Joseba Beloki e l’incidente di Chris Froome

Come detto Beloki è stato vittima di un grave incidente da cui non è più riuscito a risollevarsi professionalmente così, commentando quanto accaduto a Chris Froome nel giugno del 2019 ha sottolineato come una simile esperienza cambia la vita” e “una da cui sarà molto difficile tornare alle corse”.

Come accaduto al corridore del Team Ineos, l’iberico si fratturò il femore e il gomito, oltre al polso, mentre Froome ha anche rotto alcune costole, lo sterno e delle vertebre.

“il corpo di ogni individuo è diverso, così come ogni incidente è diverso, ma non appena ho appreso di Chris, ho notato alcune similitudini con il mio – ha spiegato Beloki a Cyclingnews – per quello che so i medici hanno stabilito sei mesi per tornare alle corse ma, anche se la medicina ha fatto grandi progressi, non è facile prevedere un cammino di recupero perfettamente lineare”.

Beloki, forte della sua esperienza personale, ha sottolineato come è impossibile trovarsi realmente preparati a simili accadimenti. Froome potrebbe quindi dover affrontare alcuni accadimenti che si creeranno a catena, come conseguenza della caduta. In primis la necessità di dover affrontare altri interventi chirurgici anche solo banalmente per “rimuovere le aste poste all’interno del femore, anche se non ho avuto l’operazione, altre persone lo fanno”.

Beloki teme anche che le conseguenze delle ferite possano costringere Chris a modificare la propria posizione in sella alla bicicletta anche se “Froome è psicologicamente molto forte come dimostrato allo scorso Giro e poi merita di vincere un quinto Tour, mi piacerebbe che lo facesse anche per lanciare un messaggio che le ferite possono essere superate lottando”.

Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi

Michael Goolaerts i messaggi dei colleghi via social network

Michael Goolaerts i messaggi dei tanti colleghi colpiti dalla tragica vicenda del campione belga rendono omaggio al ragazzo

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi

Michael Goolaerts i messaggi di cordoglio riempiono le pagine dei siti internet e dei social network, la tragica vicenda ha messo in secondo piano le gesta di Peter Sagan e degli altri protagonisti della Parigi-Roubaix. L’intero mondo del ciclismo piange il  giovane collega che ha perso la vita mentre stava disputando per la prima volta una corsa che aveva sempre sognato. 

“La mia solidarietà a tutti i parenti di Michael. Non ci sono parole per quello che è successo…” ha sctitto il campione nazionale belga Oliver Naesen mentre il compagno Wout Van Aert ha postato sui social una foto di Michael sorridente: “Goolie era del ’94, proprio come me. Per questo abbiamo condiviso il gruppo per anni. Non posso ancora comprendere cosa sia successo. Il tuo sorriso eterno resterà sempre un’ispirazione per me. Riposa in pace”.

Giovanni Visconti: “Qualche minuto dopo aver postato la tua foto ho riaperto instagram e l’occhio è balzato subito sui “108” like. Proprio quel numero, il numero di Wouter Weilandt, ho così avuto un brutto presentimento 😢 Adesso sei lì con lui caro Michael e c’è anche Scarpa che sicuramente proverà subito a strapparti un sorriso conoscendolo. Quaggiù per noi solo lacrime ora… R.I.P.” ha postato.

Sono arrivati anche i commenti dell’Astana nella persona di Alexandre Vinokourov: “È una notizia scioccante per il mondo del ciclismo, davvero non è facile trovare le parole. Sfortunatamente, noi di Astana sappiamo quanto sia doloroso e difficile perdere un ciclista, un compagno di squadra, un amico. Sincere condoglianze alla famigia di Michael Goolaerts, agli amici e al suo team. È giorno nero per tutto il ciclismo”.

Peter Sagan, dopo la meritata festa di ieri, ha dichiarato “Tutti i miei pensieri e le preghiere della mia squadra sono con Michael. Quella che ci ha raggiunto è davvero una notizia tristissima”.

Non poteva naturalmente mancare il messaggio di cordoglio del Presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale David Lappartient: “A nome dell’Unione Ciclistica Italiana e di  tutta la famiglia del ciclismo, voglio estendere le mie più sincere condoglianze alla famiglia, la squadra, gli amici di Michael Goolaerts, che ci ha lasciato troppo presto. Condividiamo la loro immensa tristezza”.

 

 

Alexandre Vinokourov a processo

Alexandre Vinokourov a processo assieme a Kolobnev

Alexandre Vinokourov a processo assieme a Kolobnev per una brutta vicenda legata alla Liegi-Baston-Liegi del 2010.

Alexandre Vinokourov

Alexandre Vinokourov

Alexandre Vinokourov, attuale direttore generale dell’Astana, anche se sono passati quasi otto anni, non riesce ancora a godersi la Liegi-Bastogne-Liegi del 2010. A molti non è andato giù il finale di quella corsa in cui il futuro campione olimpico di Londra 2012 riuscì a battere in una volata a due il russo Alexander Kolobnev.

Subito dopo la fine della corsa vi furono molte voci che si sono susseguite negli anni, ora però è arrivata una conferma, come riporta il quotidiano belga La Meuse. Il prossimo mese di marzo, infatti, ci sarà un processo contro i due corridori, accusati di corruzione.

Secondo alcune voci Vinokourov avrebbe offerto al rivale russo 150mila euro qualche chilometro prima del traguardo per andare a vincere in tranquillità. I due imputati che rischiano fino a tre anni di carcere ed una multa di 350.000 euro.

 

Vinokourov: “Aru ci ha tradito”

 Vinokourov attacca Fabio Aru per il cambio di casacca

Vinokourov

Vinokourov contro Aru

Vinokourov contro Aru, era da mesi ormai che i rapporti tra Astana e il cavaliere dei quattro mori erano al minimo storico, la caduta pre-Giro non ha aiutato la cosa e, durante la partecipazione allo scorso Tour de France, la spaccatura tra il corridore e l’atleta è esplosa con situazioni al limite del paradosso. E’ di ieri, dunque l’ufficializzazione del passaggio del corridore sardo alla UAE Team Emirates. Telenovela conclusa? Neanche per sogno.

Vinokourov, tram manager della squadra kazaka, non ha gradito il fatto che Fabio Aru abbia accettato la proposta triennale del team diretto da Beppe Saronni che, per la cronaca, ha proposto al ragazzo un progetto in parte costruito sulla sua figura, responsabilizzandolo da una parte ma dimostrando grande fiducia dall’altra.

Non si è fatta dunque attendere la presa di posizione dell’ex campione olimpico di Londra 2012 che ha tenuto a sottolineare come la scelta del sardo metta l’Astana in una situazione difficile per via della tempistica in quanto, a questo punto della stagione, non vi sono molti elementi dello stesso spessore a disposizione per una adeguata sostituzione.

Vinokourov dovrà quindi puntare tutte le fiches del team su Jakub Fuglsang come capitano unico per i Grandi Giri. Dure le parole di “Vino”: Gli abbiamo chiesto con regolarità se ci fossero novità, ma lui non ci ha mai risposto“ aggiungendo che  Aru aveva ancora l’opzione per restare un altro anno. C’è da attendersi che la risposta di Fabio Aru non tarderà ad arrivare, se non a mezzo stampa, certamente sulle strade dei prossimi Giri.

Raccolta fondi per Michele Scarponi

Raccolta fondi per Michele Scarponi

Raccolta fondi per Michele Scarponi dopo la tragica scomparsa che ha sconvolto non solo il mondo del ciclismo ma tutto lo sport italiano.

La tragica scomparsa di Michele Scarponi ha sconvolto non solo il mondo del ciclismo ma tutto lo sport italiano.

Ma dopo le lacrime è il momento di agire per aiutare anche concretamente la famiglia di Michele, molti corridori si sono già mossi donando i premi delle corse .

Attraverso il team manager dell’Astana, Alexandre Vinokourov in Kazakhstan si stanno muovendo  per essere di sostegno concreto alla signora Anna e ai piccoli Giacomo e Tommaso.

Proprio per raccogliere e convogliare questi aiuti e quelli di tutti coloro che vorranno contribuire è stato aperto un conto corrente bancario dedicato presso la Banca di Filottrano SC.

I dati sono i seguenti:

Conto corrente nr. 01/01/35658 intestato ad Anna Tommasi
CAB 37360
ABI 085549
IBAN IT93A0854937360000010135658
Codice SWIFT ICRAITRRF90