Nazionale Italiana per i Mondiali di Innsbruck

Nazionale Italiana: i convocati per il Mondiale

Nazionale Italiana ecco la lista e l’analisi dei convocati per il Mondiale di Innsbruck del CT Davide Cassani e della Nazionale femminile di Dino Salvoldi

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana pronta a scaldare i motori in vista dell’appuntamento più atteso dell’anno: i Mondiali di Ciclismo di Innsbruck. Il Mondiale 2018 è ancor più atteso in virtù della difficoltà estrema del percorso: è dai mondiali in Colombia che non si vedeva un tracciato così impegnativo.

Nazionale Italiana Maschile per Innsbruck

  • Dario Cataldo (Astana Pro Team): non ci si aspettava la chiamata del corridore abruzzese, esce mediamente bene dalla Vuelta Espana a 2018 ma con ogni probabilità non sarà effettivamente impegnato in corsa.
  • Damiano Caruso (BMC Racing Team): Damiano è pressocchè certo di essere al via domenica trenta e le sue performance recenti lo accreditano come un ideale uomo di complemento ad un possibile capitano (Nibali?). L’ideale sarebbe tenerlo coperto fino all’ultimo transito quando potrebbe essere un perfetto diversivo o potrebbe tentare l’azione personale.
  • Alessandro De Marchi (BMC Racing Team): inutile girarci attorno, la Vuelta Espana l’ha detto, il Rosso di Buja è l’uomo più in forma del ciclismo tricolore (Elia Viviani a parte) e potrebbe essere l’uomo di “lusso” da mettere nelle fughe o correre da outsider. Il suo compito potrebbe essere quello di dettare il ritmo nelle tornate finali ma, se la strada gli sarà amica, potrebbe giocarsi le sue carte. Sarà uomo chiave della nostra nazionale.
  • Davide Formolo (Bora-Hansgrohe): non esce benissimo dalla Vuelta, ha provato a mettersi in luce attaccando ma il risultato non è stato dei migliori. Ha terminato la corsa  in 22esima posizione (ma non aveva i gradi di capitano della sua formazione) avrebbe potuto recitare un ruolo di rilievo ai Mondiali di Innsbruck ma con ogni probabilità dovrà accontentarsi di fare la “riserva”.
  • Gianni Moscon (Team Sky): tornato a correre dopo la squalifica per i fattacci del Tour de France ha dimostrato subito di essere pronto per giocare un ruolo di primo piano in Austria. Le qualità di Gianni le conosciamo bene così come ne sappiamo i limiti (anche caratteriali nella gestione dello stress della corsa), DavideCassani sa di potersi giocare una bella carta in una corsa durissima che potrebbe esaltare il fondo del trentino.
  • Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida): ragazzi avessimo scritto questo elenco a giugno avremmo detto che Lo Squalo era l’uomo da battere, poi c’è stato il Tour e quella stramaledetta caduta che ah scompaginato i piani. Nel palmares del siciliano la maglia iridata sarebbe una meritata ciliegina sulla torta, la sfortuna non si dimentica mai di baciarlo (vedi Rio 2016), che sia la volta di un bacio della fortuna?
  • Franco Pellizotti (Bahrain-Merida): è la spalla ideale per Vincenzo e ha dimostrato negli ultimi anni di avere trovato una maturità che gli ha permesso di ottenere due top ten di tappa alla Vuelta Espana. La forma è palesemente buona e vuole giocare un ruolo importante nella sua ultima apparizione in maglia azzurra (Franco ha annunciato il suo ritiro).
  • Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida): il percorso gli sorridere e se la condizione dovesse supportarlo potrebbe essere un outsider da guardare con attenzione. Domenico ha spesso ben figurato nelle classiche più difficili e quello di Innsbruck potrebbe essere un tracciato adatto al lucano.
  • Giovanni Visconti (Bahrain Merida): convocazione inaspettata per il siciliano che deve dimostrare di valere un posto tra i titolari per evitare il “taglio”.

Nazionale Italiana Femminile  per Innsbruck

Il CT Dino Salvoldi ha scelto una squadra di scalatrici, che possano reggere bene sul durissimo percorso austriaco:

  • Elisa Longo Borghini: la 26enne piemontese sarà la capitana della spedizione tricolore forte della sua conclamata esperienza internazionale. Nelle corse del Women’s WorldTour non ha particolarmente brillato ma l’oro conquistato ai Giochi del Mediteranno fa ben sperare visto che le sue qualità di scalatrice ben si sposano con il tracciato del mondiale 2018.
  • Erica Magnaldi: la 26enne della Bepink è una scalatrice pura tanto da chiudere nelle prime posizioni molte corse prestigiose. La forma sembra essere assolutamente al top e si presenta al via con grandi ambizioni.
  • Elena Cecchini: giovanissima ma già bandiera della nazionale riesce a ben figurare su ogni terreno. In questa seconda parte di stagione si è ritagliata un ruolo da protagonista in ogni corsa disputata in cui spicca il quarto posto agli Europei. Potrebbe correre da seconda punta in base a come andrà la corsa.
  • Sofia Bertizzolo: giovanissima atleta (21 anni) che sta crescendo costantemente come ha dimostrando conquistando la classifica dei giovani al Giro Rosa. Al mondiale farà esperienza e sarà al servizio della squadra.
  • Soraya Paladin: ha trionfato al recente Giro di Toscana dimostrando una buona forma, sarà al servizio delle compagne per la prima parte della corsa provando magari ad inserirsi in qualche azione.
  • Tatiana Guderzo Giorgia Bronzini, si giocano un posto nel  ruolo di registe della squadra mentre la 19enne Elena Pirrone, già certa del posto da titolare nella cronometro si contenderà la maglia con Nadia Quagliotto, seconda miglior giovane al Giro Rosa e Rossella Ratto, che è stata bronzo al mondiale del 2013.

Alessandro De Marchi conquista la tappa alla Vuelta

Alessandro De Marchi vince la frazione più lunga della corsa

Alessandro De Marchi ottiene il successo nella frazione più lunga della Vuelta Espana2018, Fabio Aru perde terreno dai big della generale

Alessandro De Marchi

Alessandro De Marchi

Alessandro De Marchi dopo il secondo posto ottenuto alle spalle di Ben King ottiene la vittoria finale nella undicesima frazione della Vuelta a Espana 2018. il Rosso di Buja entra nella fuga buona, stacca tutti gli avversari nelle fasi finalie va a conquistare una meritatissima vittoria.
Quella odierna è la frazione più lunga della corsa iberica (208 km) e presenta non pochi ostacoli e punti per imboscate. Sono quattro i GPM che il plotone deve affrontare, nessuno impossibile ma nel complesso in grado di mettere a dura prova le gambe dei corridori.

Si disputa quest’oggi la frazione più lunga della corsa, coi suoi 208 km pieni di trabocchetti. Sono ben quattro, difatti, i Gran Premi della Montagna disseminati qua e là: nessuno di questi è realmente proibitivo, ma nel complesso la frazione risulta di difficile decifrazione e adatta, pertanto, a molteplici soluzioni tattiche.

Dopo un momento di assoluto controllo ecco che parte la fuga di giornata composta da 19 atleti fra cui il nostro Pellizzotti, Fraile, Roche,  Restrepo, Majka, Bauke Mollema, Pinot e, appunto, Alessandro De Marchi.

Sul terzo GPM di giornata, Mollema prova ad allungare seguito da Pinot, De Marchi, Majka, Haig, Henao, Pellizotti, Roche e Restrepo. Sono proprio quest’ultimo e De Marchi a provare a rilanciare l’iniziativa in occasione dell’ Alto de Santigueiro arrivando a giocarsi la vittoria finale. Il “Rosso” attacca e lascia sul posto il corridore colombiano andando a conquistare la vittoria dopo il secondo posto alle spalle di Ben King (quarta vittoria in carriera per il friulano), terza piazza per l’indomabile Franco Pellizzotti.

 

Per l’Italia è il terzo alloro in questa Vuelta 2018, secondo consecutivo dopo il trionfo di ieri di Elia Viviani.

Alle spalle dei primi Pinot guadagna una decina di secondi sul gruppo dei big che è giunto all’arrivo compatto nonostante i tentativi di Nairo Quintana (Movistar) e Miguel Angel Lopez (Astana), unico assente il nostro Fabio Aru che perde terreno. In generale nulla muta.

 

Simon Clarke vince la tappa, Rudy Molard in rosso

Simon Clarke vince la tappa, cambio di maglia

Simon Clarke vince nella quinta tappa della Vuelta Espana per il corridore della EF Drapac, la maglia rossa passa sulle spalle di Rudy Molard

Simon Clarke vince la quinta tappa alla Vuelta Espana 2018

Simon Clarke vince la quinta tappa alla Vuelta Espana 2018

Simon Clarke vince la quinta tappa alla Vuelta Espana 2018 dopo una lunga fuga tagliando a braccia levate il traguardo di Roquetas de Mar battendo in uno sprint ristretto Bauke Mollema (Trek-Segafredo) ed Alessandro De Marchi (Bmc).

Frazione intermedia quella odierna alla corsa iberica, con partenza da da Granada e arrivo a Roquetas de Mar, per un totale di 188 km circa. Principale difficoltà della frazione è l’Alto el Marichal (seconda categoria) con vetta a ventisei chilometri al traguardo.

La giornata è segnata dalle parole non confortanti di Vincenzo Nibali che, nonostante i dolori è regolarmente al via. Il percorso di adatta ai colpi di mano e così 25 atleti prendono il largo tra cui i tre che si giocheranno la vittoria finale. Il gruppo controllo ma lascia fare visto che non vi sono nomi “caldi” (anche se alla fine ci sarà il ribaltone in classifica generale).

Prova a scappare il nostro De Marchi quando mancano ancora settanta chilometri all’arrivo. Proprio nell’ultima asperità Mollema e Clarke piombano sul leader della tappa e proseguono in accordo pur studiandosi reciprocamente anche in modo un po ostacolante per il buon esito della fuga.  Ad ogni modo i tre riescono ad evitare il ricongiungimento degli inseguitori ed è Simon Clarke ad avere gioco facile nello sprint imponendosi in modo netto sui due rivali.

Pochi secondi più dietro arriva un altro terzetto regolato dal nostro Villella su Rudy Molard che si “consola” conquistando il primato in classifica generale visto che il gruppo dei big transita sul traguardo con quasi cinque minuti di distacco.

Molard non crede ai propri occhi nel vedersi con la maglia di leader:

“Quando ho visto che la tappa era impossibile da vincere, ho pensato a conquistare la maglia. Vengo dal Tour e da San Sebastian, sono stanco e non sapevo come stavo ma oggi mi sentivo bene. Penso sia la prima ed unica volta che avrò l’occasione di vestire la maglia di leader in una grande corsa a tappe, proverò in ogni modo a difendere il simbolo del primato”.

 

Dennis batte tutti nella cronometro di Malaga

Dennis batte tutti a Malaga ed è la prima maglia rossa

Dennis batte tutti nel cronoprologo di Malaga alla Vuelta Espana, alle sue spalle un incredibile Michal Kwiatkowski e il Campione Europeo di specialità Victor Campenaerts

Dennis batte tutti

Dennis batte tutti

Dennis batte tutti, era il favorito della vigilia e Rohan Dennis (Bmc Racing Team) si  è confermato numero uno contro il tempo andando ad aggiudicarsi la prima maglia rossa con il tempo di 9.40″. Distaccato di sei secondi è giunto un incredibile Michal Kwiatkowski (Team Sky), a sua volta capace a tenersi alle spalle per un solo secondo il campione europeo di specialità Victor Campenaerts,

Il migliore degli italiani è stato un sorprendente Alessandro De Marchi che ha chiuso con 21 secondi di vantaggio dal vincitore di giornata. Rispetta le previsioni che non lo vedevano protagonista il nostro Vincenzo Nibali che, partito per ultimo, ha chiuso con 46 secondi di distacco da Rohan Dennis. Bene Fabio Aru che impiega sette secondi in meno del siciliano per completare la prova andalusa.

Tra i big va segnalata, oltre alla prova di “Kwiato”, quella di Wilco Kelderman (Team Sunweb), che va a chiudere la top ten con 22″ di distacco dal primo. Molto bene anche l’eterno Alejandro Valverde (Movistar) e l’olandese Bauke Mollema (Trek – Segafredo). Nairo Quintana (Movistar) chiude la prova con un distacco di mezzo minuto.  Il peggiore di giornata tra i cosiddetti migliori è Porte, che finisce a 51 secondi.

Rohan Dennis è, ovviamente, la prima maglia rossa della corsa, con la classifica generale che rispecchia l’ordine d’arrivo odierno.

Dennis: “Volevo vincere e sono soddisfatto”

Molto contento, e non potrebbe essere altrimenti, Rohan Dennis che ha così commentato la sua prova subito dopo il traguardo:

“Kwiatkowski mi ha messo grande pressione alzando l’asticella ma io ho dato tutto quello che avevo e sono riuscito a vincere una corsa assolutamente non semplice. Sapevo che il primo tratto era quello decisivo, dovevo partire forte e così ho fatto. Questo prologo era uno dei miei obiettivi di stagione e non potevo non fare tutto per vincere e prendermi la maglia rossa”.

 

 

 

BMC al Giro d’Italia lista dei partenti

BMC al Giro con Dennis e Roche come punte

BMC al Giro d’Italia punta al successo iniziale con l’australiano Rohan Dennis mentre Nicolas Roche sarà l’uomo per la classifica

BMC al Giro

BMC al Giro

BMC al Giro d’italia ha deciso di presentarsi alla corsa rosa con un team con più frecce al proprio arco. La formazione di nascita svizzera ma con licenza americana sarà al via con l’obiettivo di conquistare la prima maglia rosa nella cronometro di Gerusalemme con Rohan Dennis. La prova pare decisamente adatta alle caratteristiche dell’australiano  e le buona prove di inizio anno incoraggiano i sogni del team.

Al via ci sarà anche l’irlandese Nicolas Roche che punterà a ben figurare nella classifica generale cercando un posto nella top 10. Il giovane scalatore Kilian Frankiny sarà al Giro per accumulare esperienza.

Buone frecce per la  BMC al Giro nelle volate con il lussemburghese Jempy Drucker che ha conquistato una tappa alla Vuelta e vuole ripetersi alla corsa rosa, al suo fianco attenzione al belga Jurgen Roelandts.

L’unico italiano del team è Alessandro De Marchi: il friulano punterà a be figurare, come sempre, nelle fughe. Completano la squadra l’esperto spagnolo Francisco Ventoso e il belga Loïc Vliegen

 

 

 

Vincenzo Nibali scalata epica al 28%

Vincenzo Nibali scalata di prova dei Campionati del Mondo 2018

Vincenzo Nibali scalata ripresa dalle telecamere del test svolto dal siciliano in preparazione dei Campionati del Mondo di ciclismo di Innsbruck 2018

Vincenzo Nibali scalata mondiale

Vincenzo Nibali scalata mondiale

Vincenzo Nibali scalata mondiale per il ciclista siciliano. La maggior parte dei ciclisti che parteciperanno al Giro delle Fiandre hanno pianificato attentamente la preparazione lungo le salite ricche di ciottolati delle Fiandre, ma Vincenzo Nibali ha adottato un approccio completamente diverso mentre si recandosi a Innsbruck, in Austria, lo scorso lunedì per testare la salita finale del Campionato Mondiale 2018.

In sella alla sua bicicletta assieme ad alcuni compagni della  nazionale italiana di ciclismo, tra cui Franco Pellizotti e Alessandro De Marchi, Nibali ha affrontato il Gramart insieme all’ex corridore professionista austriaco Martin Weiss che ha fatto da guida per il gruppo.

Il ct italiano Davide Cassani ha pubblicato il video che mostra lo Squalo dello Stretto che fatica a risalire la salita che è stata soprannominata “inferno”.

La salita di Innsbruck sarà l’ultima della giornata iridata dopo le sette salite di Igls, con una media del 5,9% per 6.9 km. Lungo i 265 km di percorso, le sette salite vedranno i corridori affrontare qualcosa come 5.000 m di dislivello che farebbero sobbalzare qualsiasi ciclista al solo pensiero.

“La salita finale sembrava una gara di endurance in mountain bike, è veramente terribile”, ha detto Vincenzo Nibali dopo aver provato il percorso due volte in ricognizione. “Sarà una gara difficile da gestire, dalla distribuzione dell’energia al cibo, dalle scelte tecniche alla scelta degli atleti per una squadra nazionale. Dopo averlo visto su carta, mi aspettavo un percorso difficile, ma testarlo è tutt’altra cosa. Molti altri ciclisti saranno sorpresi quanto me oggi “, ha detto il siciliano che, come si nota, non si sta crogiolando sul successo meraviglioso ottenuto alla Milano-Sanremo.

Pista Ciclabile o parcheggio! E De Marchi non ci sta!

Pista Ciclabile? No, un parcheggio: il campione di ciclismo filma tutto

Pista Ciclabile

Pista Ciclabile

Pista Ciclabile? No, un parcheggio, va bene essere insultati sistematicamente dagli automobilisti (a volte anche noi ciclisti ce l’andiamo a cercare) ma ieri), ma ieri la pazienza Alessandro De Marchi, professionista del Team Bmc impegnato in un lungo allenamento nel suo Friuli, è stata messa a dura prova.

Alessandro era impegnato in un allenamento a Grions di Sedegliano quando nel bel mezzo di una pista ciclabile si è visto la carreggiata ostruita da una decina di auto in sosta.

Dalla tasca della tuta ha tirato fuori il suo smartphone e ha cominciato a filmare la scena postandola poi un video sui suoi profili social.

Passi per gli automobilisti che ogni giorno t’insultano, ma almeno lasciateci le piste ciclabili», ha spiegato il corridore. Insomma basta poco per vanificare lo sforzo delle “Bravissime le amministrazioni comunali che investono sulle piste ciclabili – spiega – ma molte volte le stesse sono delle trappole per i ciclisti”.

Il corridore, di casa nella Nazionale di Davide  Cassani, è anche nel direttivo della Bujese. Si sta impegnando per avvicinare i bimbi al ciclismo. Abituato a frequentare il nord Europa non è facile gettarsi nella realtà italica che di certo poco tutela gli utilizzatori delle due ruote.
Probabilmente è solo una questione di educazione civica: una pista ciclabile non è un parcheggio così come un parcheggio per invalidi non è un’area di sosta per chiunque.

“Quando vado a correre in Olanda o in Belgio la musica è diversa: ciclabili e strade sono progettate insieme e noi professionisti, per preparare le corse lassù, ci alleniamo abitualmente su chilometri e chilometri di piste ciclabili – ha sottolineato Alessandro De Marchi – l’automobilista che deve girare a destra sta bene attento a dare la precedenza al ciclista”. Nel nord Europa la tutela del ciclismo e la mobilità sostenibile sono la quotidianità, emblematico è il parcheggio dedicato alle biciclette creato a Utrecht

De Marchi sta per partire per la Spagna dove si allenerà per qualche giorno prima di debuttare alla Vuelta Valenciana: ”Li i cartelli che invitano gli automobilisti a lasciare 1,5 metri di sicurezza al ciclista in fase di sorpasso ci sono. In Italia il codice della strada ancora non li prevede”.

Matteo Fabbro intervista per Ciclonews

Matteo Fabbro intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Matteo Fabbro

Matteo Fabbro

Matteo Fabbro promettente scalatore friulano del Cycling Team Friuli passato professionista con il Team Katusha-Alpecin, con cui ha firmato un contratto di durata biennale, si racconta in questa intervista con la nostra redazione.

Ciao Matteo, anzitutto grazie per aver accetto la nostra intervista.

Grazie a voi per l’ospitalità, seguo il vostro sito ed è un piacere fare questa chicchierata.

Matteo ci racconti come hai scelto di praticare il ciclismo?

Ho scelto il ciclismo perché nella mia famiglia tutti correvano in bici, di conseguenza i nonni mi hanno spinto a praticarlo. Un giorno i nonni mi hanno portato a vedere una corsa della categoria giovanissimi e da quel momento è scattata la passione e ho iniziato a correre in bicicletta.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza?

Direi che ha notevolmente influenzato la mia adolescenza perché, per praticarlo con profitto, il ciclismo richiede una buona organizzazione. Non è sempre facile riuscire a conciliare gli impegni scolastici con i ritmi di allenamenti e gare, devi svegliarti presto, andare a scuola e una volta tornato a casa pranzare di corsa per uscire in allenamento finché c’è luce. Dopo devi tornare a casa e metterti sui libri a studiare: non è stato per nulla facile ma è stato molto formativo.
Oltre a questo aspetto ci sono le “rinunce” quotidiane: dal non uscire magari al sabato sera all’evitare le partite di calcetto con gli amici perché la domenica hai una corsa. Ripeto duro ma assolutamente piacevole visto che l’ho scelto io!

 

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Diciamolo, il ciclismo non è uno sport facile. Tutte le attività sportive ad un certo livello richiedono impegno e concentrazione ma, forse, il ciclismo è per certi versi più ostico di altri sport che magari si praticano in palestra o in un campo, qui ti alleni in strada e con qualunque condizione meteo. Alla base di questo sport deve esserci la passione, se no dopo poco ti scoraggi e molli. A un ragazzino che vuole avvicinarsi al mondo delle due ruote consiglierei di impegnarsi a fondo ma senza prenderlo troppo seriamente, tutto deve partire come un gioco e un divertimento. Per me ancora oggi andare in bici è un divertimento, certo ora ho tante responsabilità in più ma la base del successo è il piacere nel fare una cosa.

La corsa che ricordi con più piacere?

Risposta facile: la vittoria alla prima tappa del Giro della Valle D’Aosta di quest’anno. Venivo da un periodo davvero difficile, ero stato investito a gennaio in allenamento, poi ho subito due fratture alla clavicola prima in Colombia e poi al Giro d’Italia. Insomma rientravo alle corse dopo un periodo davvero ostico, non sapevo bene quale era la mia condizione  e non avevo il morale particolarmente alto. Per me è stato come voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo.

Cosa fa Matteo Fabbro nel tempo libero? Hai un genere musicale che preferisci?

In verità non ho molto tempo libero ma quando sono a casa mi piace uscire con gli amici e dedicarmi a tutto quello che durante la stagione non riesco a fare. Musicalmente non ho un cantante o un gruppo che preferisco, ascolto un po’ quello che capita e che sento che mi trasmette sensazioni piacevoli

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Senza dubbio direi che Purito Rodriguez mi ha ispirato, sono cresciuto con le sue imprese ma per me il migliore è Alessandro de Marchi, è friulano come me e ci alleniamo assieme quando è a casa. Mi è sempre stato vicino in questi quattro anni da under, mi dà sempre consigli preziosi e per me è un mentore. Inoltre proviene anche lui dal Cycling Team Friuli

Segui qualche altro sport o hai qualche mito?

Mi piace molto la pallacanestro e, un po’ come tutti, adoro le star degli altri sport. Mi piace molto conoscere come i grandi campioni hanno gestito la loro carriera, lo stress. Tutti vediamo la parte dorata della vita di uno sportivo ma dietro ci sono tante responsabilità, rinunce e sacrifici.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Matteo Fabbro?

Fino al 31 dicembre sarò un atleta del Cycling Team Friuli, è una squadra a cui devo molto. Sono arrivato nel team 4 anni fa e loro hanno sempre creduto in me e mi hanno aiutato nei momenti più difficili, sono la mia seconda famiglia. Ci tengo a lasciare un buon ricordo e ripagarli al meglio per quello che hanno fatto per me. Da qua a fine stagione daró il massimo in tutte le corse come ho sempre fatto. In particolare, ci tengo a ben figurare alla Coppa San Daniele, corsa friulana di “casa” a cui tengo particolarmente