Alaphilippe conquista la Freccia Vallone

Alaphilippe conquista la Freccia sorprendendo Valverde

Alaphilippe conquista la Freccia Vallone sorprendendo Alejandro Valverde a Huy, il cuore di Vincenzo Nibali non basta

Alaphilippe con Valverde

Alaphilippe con Valverde

Alaphilippe conquista la Freccia Vallone da  predestinato quale è. Già secondo dietro l’Imbatido Valverde nel 2015 e nel 2016, il francese conquista finalmente una grande Classica grazie ad una azione magistrale in cima al Muro di Huy simbolo della corsa.

Come da previsioni è la rampa storica a fare la differenza, Julian Alaphilippe anticipa Alejandro Valverde, rimasto un po’ indietro nel momento giusto, e va a tagliare a braccia alzate il traguardo della Flèche Wallone. Il murciano arriva staccato di soli quattro fatali secondi.

 

Terzo posto per Jelle Vanendert (Lotto Soudal), primo ad attaccare ai quattrocento metri finale e primo ad arrendersi allo scatto del vincitore. Quarta piazza per Roman Kreuziger della Mitchelton-Scott (già secondo all’Amstel).

Il nostro Vincenzo Nibali, ha fatto le prove generali in vista della Liegi, confezionando una grande azione, assieme ad altri uomini, a ben quaranta chilometri al traguardo.

Dopo l’arrivo Julian Alaphilippe appare felice quanto sorpreso della sua vittoria: “Non sapevo di aver vinto, ero convinto ci fosse ancora Nibali davanti”

Ordine d’arrivo:
1 Julian Alaphilippe (Fra) Quick Step Floors 4:53:37
2 Alejandro Valverde (Esp) Movistar Team 0:00:04
3 Jelle Vanendert (Bel) Lotto – Soudal 0:00:06
4 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton – Scott 0:00:06
5 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb 0:00:06
6 Bauke Mollema (Ned) Trek – Segafredo 0:00:06
7 Tim Wellens (Bel) Lotto – Soudal 0:00:06
8 Maximilian Schachmann (GER) Quick Step Floors 0:00:06
9 Romain Bardet (Fra) Ag2r La Mondiale 0:00:06
10 Patrick Konrad (AUT) Bora – Hansgrohe 0:00:12

Moschetti il Cannibale vince anche lo ZLM Tour

Moschetti il Cannibale, non si ferma più

Moschetti il Cannibale continua a dominare, per lo sprinter lombardo arriva la vittoria anche allo ZLM Tour, prima vittoria azzurra in i Coppa delle Nazioni 

Moschetti il Cannibale

Moschetti il Cannibale

Moschetti il Cannibale, non si ferma più, il sapore della vittoria, si sa, rende ancor più affamati ma Matteo ci ha preso davvero gusto. Il forte velocista lombardo ha  conquistato la prima vittoria azzurra in una prova di Coppa delle Nazioni in questo 2017. Allo  ZLM Tour lo sprinter lombardo ha anticipato il belga Sasha Weemaes e il tedesco Max Kanter, già 2° classificato al Giro delle Fiandre U23 settimana scorsa.

Il team di Marino Amadori ha davvero messo in campo una prova gagliarda tanto che non solo Moschetti il cannibale ha ben figurato ma è arrivato l’ottavo posto per Moreno Marchetti, il nono per Giovanni Lonardi e l’undicesimo per Alberto Dainese.

Per Moschetti, che dall’anno prossimo correrà tra le fila della Trek-Segafredo, si tratta della vittoria numero sette in stagione, la prima con addosso la divisa azzurra dell’Italia. Al momento, nelle corse UCI, solo un certo Alejandro Valverde ha saputo fare meglio.

“Il meteo oggi è stato buono in particolare l’assenza di vento. La corsa è stata abbastanza nervosa visto la fuga dei tre che fino agli ultimi chilometri hanno mantenuto un buon vantaggio. Ma il grande lavoro di Affini e Konychev è stato fondamentale per tirare a tutta. Sul finale tutta la Nazionale era davanti ed io sono riuscito ad imboccare l’ultima curva nel giusto modo e la volata finale è stata vincente. Sono molto soddisfatto di questo successo in Maglia Azzurra perché indossarla è sempre un onore” – ha dichiarato Matteo Moschetti.

“Sono molto contento di come abbiamo affrontato la corsa. Grande il lavoro di Affini e Konychev e perfetta la volata di Moschetti” – ha  commentato un soddisfatto Amadori.

GP Miguel Indurain 2018: inarrestabile Valverde

GP Miguel Indurain 2018 ennesimo trionfo dell’iberico

GP Miguel Indurain 2018 nella semiclassica navarra ancora a segno il Alejandro Valverde a quattro anni dalla precedente affermazione

GP Miguel Indurain 2018: vince Valverde

GP Miguel Indurain 2018: vince Valverde

GP Miguel Indurain 2018, semiclassica in territorio navarro che fa da preludio alla Vuelta al Pais Vasco rispetta i pronostici dell’avvio che prevedevano l’affermazione di Alejandro Valverde. E’ proprio lo spagnolo a trionfare in un inizio anno davvero super per il murciano che torna a primeggiare nella corsa a quattro anni dalla precedente affermazione.

Nei 186 km della corsa con partenza ed arrivo a Estella è la Movistar a dettare legge. Dopo un fuga iniziare agilmente ripresa dalla squadra spagnola ai meno 40 chilometri dal traguardo a provarci è Carlos Betancur e, appena il colombiano viene ripreso dal gruppo qualche chilometro più avanti, ecco partire Valverde

Inizialmente Lilian Calmejane della Direct Energie)sembra potersi portare sul fuggitivo ma ma un secondo attacco dell’Imbatido stoppa sul nascere  ogni velleità di rientro e vale l’ennesima affermazione personale. Alle spalle di Valverde ecco il colombiano Carlos Verona della Quick Step Floors, mentre in terza piazza giunge Nick Schultz della Caja Rural-RGA.

Con il successo al GP Miguel Indurain 2018, Valverde conquista  la nona vittoria in soli due mesi di gare dimostrando una condizione psicofisica davvero eccellente.

Matteo Moschetti fenomeno del ciclismo tricolore

Matteo Moschetti fenomeno del presente e del futuro?

Matteo Moschetti fenomeno della formazione Continental Polartec-Kometa, creata da Alberto Contador ed Ivan Basso.

Matteo Moschetti fenomeno nascente

Matteo Moschetti fenomeno nascente

Matteo Moschetti fenomeno del ciclismo italiano in assoluta rampa di lancio, il corridore attualmente in forza al team continental Polartec-Kometa, creata da Alberto Contador ed Ivan Basso sta stupendo tutti con un inizio di stagione davvero di assoluta qualità.

Matteo Moschetti fenomeno lo è sempre stato ma possiamo tranquillamente affermare che le sue eccellenti prestazioni nelle prime uscite da corridore internazionali sono andare ben oltre le più rosee aspettative.

Il ventunenne lombardo, vincitore nel 2017 del titolo nazionale under 23, si è assolutamente ambientato tra gli élite con la maglia della Polartec-Kometa tanto che la Trek (per cui il team di Contador è la “cantera”) ha annunciato di aver siglato un accordo con il giovane talento per le stagioni 2019 e 2020.

Il corridore di Robecco sul Naviglio,classe 1996, vincitore nel 2017 del titolo nazionale under 23 con la maglia Viris, sinora ha già siglato qualcosa come sei le vittorie in stagione, cifra che lo porta al secondo posto al mondo al pari di Elia Viviani e alle spalle del solo Alejandro Valverde.

Se da una parte il pedale tricolore resta appesa al suo fuoriclasse, Vincenzo Nibali capace di azioni assolutamente incredibili come quella della scorsa Milano-Sanremo, dall’altro sta vedendo sbocciare alcuni talenti di primissimo livello.

Il ventunenne della Polartec-Kometa ha colto la sesta gioia del 2018 superando nella La Haye-Caen di 151 km il britannico Connor Swift della Madison Genesis e il tedesco Alexander Krieger della Leopard Pro Cycling.

“Moschetti? Ha una classe super. Incredibile” parola di Alberto Contador. Un commento sul giovanissimo passista veloce arriva anche da di Ivan Basso: “Matteo è un corridore tutto da scoprire. Ha privilegiato lo studio, e questo è un bene, e non s’è mai allenato con grande metodo. Lo vedevi e notavi che non era mai tirato, ma ciò gli assicura anche dei grandi margini di miglioramento. Sapevo che era forte, però confesso: sono sorpreso, non me l’aspettavo così tanto”.

Moschetti, con il quale abbiamo avuto modo di fare una interessante chiacchierata lo scorso mese di novembre è un ragazzo attento e dedico al lavoro, condizioni indispensabile come base per diventare un campione e, se il buon giorno si vede dal mattino, Matteo è sulla giusta strada per il successo.

Tour de France 2012, Wiggins fermò Chris Froome

Tour de France 2012: “Chris aspettami!”

Tour de France 2012 a Peyragudes il giorno in cui Bradley Wiggins fermò Chris Froome per farsi aiutare a vincere la Grande Boucle davanti proprio al kenyano

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012 tappa con arrivo a Peyragudes, mancano poco più di due chilometri all’arrivo dell’ultima tappa pirenaica. Davanti a tutti uno scatenato Alejandro Valverde vuole portare a casa l’alloro di giornata. Alle spalle dell’iberico arrancano un po’ tutti, manca poco alla completa definizione di quelli che saranno i distacchi definitivi sui Campi Elisi, la classifica no, quella è già delineata in modo definitivo. Ai meno due dall’arrivo se ne vanno in due, hanno la stessa maglio o, meglio, lo stesso sponsor perché uno indossa la maglia gialla di leader della generale. I due uomini in fuga sono, appunto, Bradley Wiggins (in maglia gialla) e Chris Froome il secondo della generale. L’attacco dei due uomini Sky sfianca la resistenza del nostro Vincenzo Nibali, il suo terzo posto in generale non è in pericolo ma gli uomini del team britannico hanno un altro passo.

Domenica sugli Champs Elysées, saranno i basettoni di Wiggins a caratterizzare il look del vincitore mentre gli occhi chiari e la carnagione diafana di Froome saranno un gradino più sotto.
Le danze le comanda l’emergente “kenyano bianco” Froome che tira su per i tornanti il capitano ma che succede? Wiggins arranca, si stacca e Froome prende qualche metro. Il kenyano potrebbe allungare, fors’anche mettere un distacco tale tra i due da invertire l’ordine Parigino.

Ed ecco l’ordine dall’ammiraglia: “fermati!” E’ normale nel ciclismo ed in altri sport (vedi la formula uno), non è l’unica volta che accade. Basti rammentare ciò che accadde a Jan Ullrich con Bjarne Riis o a Greg LeMond con Bernard Hinault. A volte il gregario è più forte del capitano ma le gerarchie sono determinate a tavolino e vanno rispettate, un patto di onore tra ciclisti.

Certo non è facile accettare di arrivare secondo quando puoi essere il primo, ancor più arduo è farlo comprendere a tifosi ed amici che meno conoscono le regole non scritte dello sport del pedale.

Insomma la classifica del Tour de France 2012 è questione di onore tra compagni di team più che di gambe.

L’afrikaner di Nairobi sente l’urlo nell’auricolare del direttore sportivo e il grido di Wiggins: aspettami! Se avesse avuto carta bianca sarebbe ripiombato su Valverde che invece può gongolare a due anni dalla squalifica per doping

I rimpianti non fanno la storia ma se Froome non fosse caduto nella prima tappa, con un ritardo di 1’ e 25″, magari avrebbe recuperato i 44″ persi nelle prime due cronometro e quelli che cederà il giorno dopo a Chartres. A cronometro va forte Bradley ma in montagna il “califfo” è Chris, lo ha dimostrato anche a Les Belles Filles qualche giorno prima.

All’arrivo sono inevitabili le domande dei cronisti, rivolte al Team manager di Sky, David Brailsford, che da sapiente volpone mette tutto a tacere: “Sono fiero dei miei ragazzi”, stop non una parola sull’ardine di scuderia “incriminato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Bradley Wiggins che però si espone un po’: “Voleva vincere la tappa, me l’ha chiesto e ho risposto di sì. Ma poi ho perso la concentrazione, lui mi stava portando su al limite, e con la testa ero in un altro mondo”.

Tutto risolto nella tranquillità del possente motorhome di casa Sky? Apparentemente si ma, lo dicevano, le regole non scritte sono facilmente interpretabili dai protagonisti, meno da chi sta vicino agli atleti.
Michelle Cound, fidanzata di Chris Froome, manda un paio di flash al vetriolo su Twitter: “All’improvviso non sono più nell’umore per andare a Parigi. Che presa in giro” e, ancora: “So quanto Chris voleva vincere, e siate in disaccordo con me quanto volete”.

Quasi contemporaneamente la stampa incalza il Kenyano bianco sulla surreale situazione (naturalmente Chris non sa cei “cinguettii” della compagna): “volete sapere se mi sono sacrificato per Wiggo? Certo, tutti ci siamo sacrificati per la Maglia Gialla, era nei piani di corsa. Sono felice di essere sul podio, due anni fa cercavo un contratto senza esito ed ora sono qui! Ho 27 anni e un giorno sarò io a trionfare al Tour de France”.

In serata girano voci di un possibile addio del Kenyano al Team Sky, le sirene della BMC sono forti e il budget del Team del magnate svizzero Andy Rihs è inarrivabile ai tempi del Tour de France 2012.

Il resto della storia la conoscete tutti, Chris Froome, dopo il Tour de France 2012, non solo non se ne andrà dalla Sky ma ne diventerà il capitano vincendo la Grande Boucle dell’anno successivo davanti al favorito Nairo Quintana con oltre 4 minuti di vantaggio. Sarà il primo alloro francese per il kenyano bianco che ne inanellerà altri negli anni successivi fino alla torbida vicenda della positività al salbutamolo che farà aleggiare sulla sua testa tante ombre e che scatenerà la lotta a colpi di social tra Michelle Cound (nel frattempo convolata a nozze con Froome) e Catherine Wiggins.

Catalunya: tappa a Yates, corsa a Valverde

Catalunya, a Barcellona vince Yates. Bernal cade e va ko, corsa a Valverde

Catalunya, nella tappa finale a Barcellona Simon Yates con quista la tappa mentre Bernal cade e va ko. Vittoria finale ad Alejandro Valverde

Catalunya: vittoria di Yates

Catalunya: vittoria di Yates

Catalunya, ultima frazionedisputata a Barcellona sulla distanza di 154.8 km nel sempre affascinante circuito del Montjuïc. Ai meno 18 dal traguardo in testa un sestetto con tutti i big:  Marc Soler e il leader Alejandro Valverde del Movistar Team, Egan Bernal del Team Sky, Bob Jungels della Quick Step Floors, Matej Mohoric della Bahrain Merida e Carlos Verona della Mitchelton Scott, però presto ripresi da un gruppetto di una ventina di elementi.

Nel tratto in discesa l’attacco di uno scatenato Mohoric provoca la reazione di Soler, Verona e di Simon Yates: tale drappello entra negli ultimi 2 giri del circuito con un vantaggio di circa una dozzina di secondi sul gruppo dei migliori.

A circa  meno 6 km dall’arrivo, in un tratto di discesa resa scivolosa dall’umidità, José Joaquín Rojas cade  a terra: e addosso, in maniera tanto sfortunata quanto incolpevole, gli finisce Egan Bernal, che sbatte violentemente la testa e la spalla e deve ritirarsi perdendo il secondo posto in generale.

Nell’ultimo passaggio sullo strappetto Yates attacca e riesce a staccare anche Soler, iniziando gli ultimi 4 km fra discesa e pianura con 5″ su Soler e 18″ sul gruppo dei migliori. La gran giornata del britannico prosegue anche in discesa, dove allunga e va a conquistare la seconda gioia del 2018.

 La classifica generale della novantottesima edizione vede il successo di Alejandro Valverde, alla terza Volta portata a casa. Con lui sul podio Nairo Quintana e Pierre Latour, distanti 29″ e 47″. Quindi Yates, con il medesimo ritardo del francese. Seguono Soler a 1’10”, Bennett a 1’23”, Martínez a 1’29”, Kruijswijk e Hansen a 1’31” e Pinot a 1’34”.

Tiesj Benoot conquista le Strade Bianche

Tiesj Benoot trionfa nel fango

Tiesj Benoot con una splendida impresa, in una corsa davvero eroica per via del freddo e dell’acqua, conquista le Strade Bianche anticipando i favoriti

Tiesj Benoot

Tiesj Benoot

Tiesj Benoot trionfa sul traguardo di Piazza del Campo in una gioranta degna del ciclismo eroico di altri tempi, tra fango, freddo e pioggia. Per Benoot arriva la vittoria più importante della sua carriera, mettendo la firma in calce alle Strade Bianche. Il belga della Lotto Soudal è giunto in solitaria in Piazza del Campo dopo avere staccato tutti gli avversari nel settore numero 11 di sterrato, a circa 13 chilometri dall’arrivo. Secondo posto per Romain Bardet (Ag2r La Mondiale) e terzo per un sorprendente Wout van Aert (Vérandas Willems), giunto stremato al traguardo.

Freddo, pioggia, fango sono stati il filo conduttore di una gara che è  letteralmente esplosa a 50 chilometri dal traguardo quando Wout Van Aert, fresco campione del Mondo di ciclocross, ha rotto gli indugi ed è andato in fuga insieme ad un bravissimo e generoso Romain Bardet. 

I due uomini sono rimasti in fuga fino ai meno 12 chilometri dall’arrivo quando sopraggiunto Tiesj Benoot che e nel frattempo aveva staccato Pieter Serry, con il quale aveva pedalato a lungo. Il belga si è concesso un attimo di riposo per riprendere il fiato e poi ha attaccato nell’ultimo tratto di Strade Bianche involandosi verso uno splendido successo.

I favoriti si sono controllati per tutto il tempo e si ferma invece giù dal podio un Alejandro Valverde (Movistar), che ha perso il treno giusto nel momento chiave della corsa, seguito da un ottimo Giovanni Visconti (Bahrain-Merida) e dall’australiano Robert Power (Mitchelton-Scott). Niente da fare anche per il Campione del Mondo Peter Sagan, alla fine giunto al traguardo con 2’08” di ritardo dal vincitore, alle spalle di Zdenek Stybar (Quick-Step Floors).

ORDINE D’ARRIVO

1 Tiesj Benoot (Lotto Soudal) 5:03:33
2 Romain Bardet (AG2R La Mondiale) +0:39
3 Wout Van Aert (Veranda’s Willems-Crelan) +0:58
4 Alejandro Valverde (Movistar) +1:25
5 Giovanni Visconti (Bahrain Merida) +1:27
6 Robert Power (Mitchelton-Scott) +1:29
7 Zdenek Stybar (Quick-Step Floors) +1:42
8 Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) +2:08
9 Pieter Serry (Quick-Step Floors) +2:11
10 Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe) +2:16

 

Canyon Ultimate CF SLX la bicicletta del Team Movistar

Canyon Ultimate CF SLX: la bici che accompagnerà Quintana

Canyon Ultimate CF SLX la nuova bicicletta del Team Movistar con cui Quintana, Valverde e Landa andranno all’attacco della stagione 2018

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX è stata svelata il primo dell’anno e sarà la bicicletta che accompagnerà i tre big del Team Movistar nel corso della stagione sportiva 2018.

Quintana, Valverde e Landa sfrutteranno le doti di questa bicicletta bicicletta dalla spiccata attitudine aerodinamica accentuata a partire dal un interessantissimo telaio in fibra di carbonio alleggerito e migliorato rispetto alla versione precedente (parliamo di 820 grammi nella taglia M). Lo sviluppo fatto dal costruttore sui forcellini in fibra di carbonio e sul tubo di sterzo conico (1″ 1″1/4) fanno della Canyon Ultimate CF SLX un modello assolutamente interessante per i professionisti ma anche per gli amatori

I componenti con cui è equipaggiata la Canyon Ultimate CF SLX sono tutti Campagnolo, compreso le ruote. La casa vicentina offre anche il misuratore di potenza SRM inserito nella guarnitura. Il manubrio in fibra di carbonio presenta un profilo particolarmente aerodinamico che conferisce alla bicicletta una linea particolarmente aggressiva e filante.
La bicicletta verrà equipaggiata con sella Fi’zi:k e verrà fornita anche una versione con freno a disco a seconda delle esigenze degli atleti (o delle preferenze degli amatori che vorranno regalarsi un simile modello). La livrea sarà in linea con i nuovi colori delle divise della compagine ispanica.

Valverde vince tappe e generale dell’Abu Dhabi Tour

Valverde vince a Jebel Hafeet e conquista l’Abu Dhabi Tour

Valverde vince la tappa regina dell’Abu Dhabi Tour con arrivo in salita a Jebel Hafeet e conquista la corsa degli emiri

Valverde Vince

Valverde Vince

Valverde vince la frazione conclusiva della corsa a tappe araba battendo in una volata a due Miguel Angel Lopez sul traguardo di Jebel Hafeet. La tappa regina della breve corsa a tappe negli emirati si anima, naturalmente,  fin dai primi chilometri. Diversi corridori provano infatti ad allungare fin dalla partenza per portar via la fuga di giornata.

Riescono a sganciarsi in nove: Rudy Barbier (AG2R La Mondiale), Niccolò Bonifazio (Bahrain – Merida), Matthias Brandle (Trek – Segafredo),Michael Bresciani (Bardiani – CSF), Lawson Craddock (EF Education First-Drapac p/b Cannondale),Nikolay Trusov (Gazprom – Rusvelo), Joonas Henttala (Novo Nordisk), Frederik Frison ed André Greipel(Lotto Soudal). Il gruppo lascia fare e i fuggitivi arrivano ad un vantaggio massimo di oltre 10 minuti

Il ritmo sale inevitabilmente, dietro i big scalpitano per giocarsi la tappa regina, le squadre lavorano a fondo e ai piedi dell’ascesa il vantaggio è di 2 soli minuti, tra i fuggitivi restano in testa i soli  Craddock, Bonifazio e Greipel che staccano tutti gli altri avversari.

L’Astana Pro Team prende il controllo delle operazioni e il gap continua a calare. Dal plotone perde contatto uno dei favoriti: Ion Izagirre (Bahrain – Merida), è costretto a fermarsi per una foratura. Davide Formolo (Bora – Hansgrohe) e  Alejandro Valverde (Movistar)  raggiungono e staccano prima Greipel e poi Craddock mentre il Rohan Dennis (BMC) perde contatto.

Julian Alaphilippe (QuickStep – Floors) e Miguel Angel Lopez (Astana)  si riportano subito sul duo al comando e dopo poco Formolo alza bandiera bianca. Dietro lavorano duro Dumoulin e Kelderman. Il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia impone un ritmo elevatissimo sfilandosi a 5 chilometri dalla conclusione, ma consentendo a Kelderman, Rafal Majka(Bora – Hansgrohe), Formolo e Niklas Eg (Trek – Segafredo) di riportarsi in testa poco dopo.

Lopez prova ad allungare e ci riesce ma quando il vantaggio è troppo elevato Valverde decide di rompere gli indugi a 3 chilometri dalla conclusione riportandosi nel giro di pochi secondi su Lopez. A giocarsi la vittoria sono quindi i due con lo spagnolo che si aggiudica lo sprint e la classifica generale.  Julian Alaphilippe, Rafal Majka e Wilco Kelderman hanno chiuso a 15″ di distanza; bravo anche Davide Formolo, sesto a 37″, mentre Diego Ulissi ha chiuso nono a 55″.

In classifica generale trionfa come detto Alejandro Valverde, Wilco Kelderman è secondo a 17″, Miguel Angel López terzo a 29″: i migliori italiani sono Davide Formolo e Diego Ulissi, rispettivamente sesto a 1’13” e settimo a 1’18”.

Valverde: “se vinco la Liegi la dedico a Scarponi”

Valverde e quel legame con Scarponi. “se vinco la Liegi la dedico a Michele!”

Valverde vuole vincere la Liegi-Bastogne-Liegi e dedicarla alla memoria di Michele Scarponi: il legame del Murciano con l’Aquila di Filottrano sarà per sempre

Valverde e Scarponi

Valverde e Scarponi

Valverde è in grande forma, passate le vicissitudini della scorsa stagione, il murciano ha ben figurato alla Vuelta a Valenciana e all’Abu Dhabi Tour dove, dopo la bella cronometro di oggi, domani punterà alla tappa regina e, perchè no, alla vittoria finale (deve vedersela con Dennis della BMC).

L’anno scorso una terribile caduta durante la prima tappa del Tour de France ha bloccato lo spagnolo per tutta la seconda parte di stagione. Alejandro Valverde ha raccontato quel momento alla Gazzetta dello Sport: “sono caduto al Tour nella prima tappa, appena ho toccato terra ho visto la mia rotula sinistra e ho pendato:la mia carriera è finita qui’”.

Invece Alejandro Valverde ha ancora voglia di stupire e di allungare la propria carriera: “rispetterò il contratto che mi lega alla Movistar fino al 2019, ma se tutto andrà bene farò un’altra stagione. Nel 2020 avrò 40 anni e si tratta di una annata olimpica, con i Giochi di Tokyo. La mia quinta Olimpiade, una bella spilla sarebbe da mettersi sul petto”.

Un vero professionista il corridore della Movistar che ha saputo rialzarsi da tanta sfortuna mantenendo inalterata la sua classe sopraffina: “sto attento ai dettagli e mi alleno molto, però rispetto alla maggior parte dei colleghi non ho bisogno di tanti sacrifici per trovare la forma, quella forma che altri raggiungono magari con lunghi ritiri, consumandosi mentalmente. Un dono di natura. Mi diverto e anche per questo non mi sono mai mosso da Murcia. Ho bisogno dei miei amici quando esco, di ridere quando mi alleno, dei ritmi che già conosco. Non c’è bisogno di stravolgimenti, né per me né per la famiglia”.

Alejandro Valverde  si appresta a vivere una stagione assolutamente ricca di obiettivi: dopo sei podi, vorrei provare a vincere il Mondiale. Le volte in cui mi sono sentito meglio sono state ad Hamilton, nel 2003, quando vinse Astarloa e io secondo, e Firenze 2013, io di bronzo. Il Tour de France sicuramente non lo vincerò ma sono salito sul podio, lo stesso vale per il Giro, una Vuelta ce l’ho… Il percorso di Innsbruck offre di sicuro una grande occasione”.

Valverde: voglio vincere per Michele Scarponi

Valverde e Michele Scarponi erano molto amici e la scomparsa del corridore di Filottrano ha molto colpito lo spagnolo che lo scorso anno dedicò alla memoria dell’amico la vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi.  Se lo spagnolo riuscirà a vincere la classica belga, dedicherà la vittoria a Michele Scarponi: “se vincessi di nuovo, avrei ancora un pensiero speciale per lui. La sicurezza stradale è una delle emergenze dei nostri giorni. I ciclisti devono rispettare le regole, ma chi guida deve dimenticarsi di tutto e pensare solamente a guidare, senza distrazioni. Prendiamone coscienza, tutti”.