Matthews vince alla Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa alla Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa della corsa spagnola davanti ad Alejandro Valverde, Thomas De Gendt mantiene la maglia di leader

Matthews vince la seconda tappa della Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa della Volta a Catalunya

Matthews vince la seconda tappa della Volta a Catalunya con un finale degno di una grande classica. L’australiano ha preceduto il Campione del Mondo in carica Alejandro Valverde nel durissimo sprint in salita a Sant Feliu de Guíxols. Terza piazza per Daryl Impey che ha provato ad anticipare tutti lanciando lo sprint ma che non ha avuto le gambe per resistere al ritorno dei due.

Soddisfatto il corridore della Sunweb che, dopo aver assorbito i postumi della caduta rimediata alla Parigi-Nizza, riesce a conquistare il suo primo alloro nella stagione 2019.

A poco meno di quaranta chilometri dall’arrivo, il britannico Chris Froome è stato vittima di una brutta caduta che gli ha procurato una serie di abrasioni sul fianco destro perdendo anche molto terreno dai primi.

La maglia di leader resta sulle spalle del corridore della Lotto Soudal Thomas De Gendt con un margine di 2’47” su Alejandro Valverde e di 2’48” su Michael Matthews e Maximilian Schachmann.

 

 

 

 

 

 

Philippe Gilbert: ‘Non servono corridori che fanno solo tre settimane a luglio’

Philippe Gilbert: ‘Niente corridori da 3 settimane’

Philippe Gilbert tesse le lodi di Valverde e spera ancora di completare la raccolta di classiche monumento.

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert ha iniziato il 2019 con una squillante vittoria di tappa al Tour la Provence, il 36enne belga per ora non ha alcuna intenzione di ammainare la bandiera nonostante le tante battaglie e il brutto incidente che l’ha visto protagonista durante lo scorso Tour.

L’ex Campione del Mondo in forza alla Deceuninck Quickstep si candida per un ruolo da “guastatore” per le sempre più imminenti classiche del nord.

Ai microfoni del sito iberico ”Ciclo 21” Gilbert ha fatto il punto sugli obiettivi per il 2019 ma si è soffermato anhce sulla situazione generale del ciclismo e su due nomi anagraficamente agli antipodi: il giovane compagno di squadra Remco Evenepoel e l’eterno Alejandro Valverde.

Philippe Gilbert: obiettivo 5

L’obiettivo fisso nella testa dell’iridato ai Mondiali di Valkenburg 2012 è quello di conquistare le cinque classiche “monumento”. Nella storia del ciclismo sono tre atleti hanno conquistato tale traguardo: Merckx, Van Looy e De Vlaeminck. Il palmares di Philippe conta già Lombardia, Fiandre e Liegi e, quindi, mancano all’appello la Sanremo e la Roubaix.

 “Penso che la vittoria più accessibile sia quella della Parigi-Roubaix in quanto se uno arriva in forma riesce a fare la differenza più che alla Sanremo. La Roubaix è un po’ come la Liegi, se le gambe sono buone e parti allora sai di poter vincere mentre alla Sanremo le cose vanno diversamente, basta osservare Peter Sagan che negli ultimi anni non ha mai vinto pur essendo quello più forte al via” ha spiegato Gilbert.

Insomma quella delle cinque “monumento” è uno degli obiettivi che spingono questo eterno campione a non mollare ma in generale la fame di vittoria del belga è la benzina che alimenta il suo splendido motore.

Gilbert tra Valverde ed Evenepoel

Gilbert ha poi parlato di due colleghi “speciali”: Alejandro Valverde compagno “generazionale” del belga e Remco Evenepoel che rappresenta “il nuovo che avanza”.

“Alejandro dopo tante medaglie meritava di conquistare l’oro ai Mondiali. La tempra dello spagnolo è incredibile, lui c’è sempre ed è sempre brillante, da febbraio ad ottobre. Lo vedi vincere al Tour Down Under e poi al Giro di Lombardia. Il ciclismo ha bisogno di più corridori come lui e non di quelli che li vedi solo tre settimane a luglio” ha spiegato Gilbert.

Gilbert ha poi parlato del compagno Remco Evenepoel, da tutti visto come il nuovo Merckx:

“Remco è una persona seria, che sa mantenere alta la concentrazione e la calma, si sta allenando bene e sono certo che a breve otterrà ottimi risultati”.

Valverde prima vittoria da Campione del Mondo

Valverde prima vittoria con la maglia iridata

Valverde prima vittoria con la maglia iridata, precedendo in una volata a tre Roglic (sempre leader delle generale) e Gaudu

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde riesce a vincere la prima gara con la maglia iridata. Dopo la vittoria al Mondiale 2018 dello scorso settembre il 38enne atleta della Movistar non era più riuscito ad imporsi. Nella terza tappa dell’UAE Tour, invece, il campione iberico è riuscito ad avere la meglio sul traguardo di Jabel Hafeet.

Il Campione del Mondo ha preceduto in una volata ristretta lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo-Visma), che mantiene vestiva la maglia di leader della classifica, generale, e il francese David Gaudu (Groupama-Fdj).

Valverde è apparso decisamente soddisfatto per essersi tolto di dossi il “peso” di non riuscire a vincere con indosso la maglia di Campione del Mondo:

“è stata un vittoria incredibile perché ottenuta con addosso la maglia di campione del mondo. Era da un po che ci provavo ma il risultato non voleva arrivare. Ora sono davvero felice di questa vittoria. C’è stato un momento difficile in cui ho rischiato anche di cadere per via della bassa velocità ma non mi sono scomposto e ho ripreso subito un buon ritmo”.

 

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)

 

 

 

Stipendi dei ciclisti per il 2019, Sagan il più pagato!

Stipendi per la stagione 2019 dei ciclisti professionisti

Stipendi dei ciclisti per il 2019 scopriamo la top ten dei corridori professionisti più pagati del World Tour: in testa Peter Sagan

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti per il 2019, il più pagato sarà lo slovacco Peter Sagan della Bora-Hansgrohe con una cifra vicinissima ai sei milioni. La vittoria di tre titoli mondiali paga ottimi dividendi a Peto che strizza l’occhio al Mondiale nello Yorkshire per portare a quattro il numero dei suoi successi iridati.

Alle  spalle dello slovacco ecco, naturalmente, il fenomeno Chris Froome che quest’anno darà la caccia al suo quinto Tour de France e che riceverà in cambio delle sue performance sportive una cifra attorno ai cinque milioni e mezzo di euro. Quando, a fine anno, il network televisivo Sky toglierà il proprio marchio dalle maglie della squadra britannica il “povero” Chris si troverà a rinegoziare il proprio contratto e dovrà trovare un altro team disposto a spendere una simile cifra.

Sul terzo gradino di questa speciale classifica troviamo il nostro Vincenzo Nibali che dopo aver dimostrato di poter puntare indistintamente ai grandi giri come alle classiche, quest’anno mette nel mirino la doppietta Giro-Tour da accompagnare, magari, con la tanto agognata Liegi-Bastogne-Liegi. Lo Squalo dello Stretto incamererà emolumenti vicino ai 4 milioni di euro dalla Bahrain Merida. Anche per Enzo il prossimo anno si tratterà di rinegoziare il proprio ingaggio in quanto il suo contratto va in scadenza a fine 2019 ma, forte della vittoria delle tre grandi corse a tappe e di classiche monumento come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo non faticherà a trovare estimatori.

La quarta posizione è riservata a una delle grandi delusioni della stagione passata: con 3,2 milioni di ingaggio ecco il sardo Fabio Aru. Dopo un 2018 letteralmente da incubo il corridore dovrà dimostrare alla UAE Emirates di non aver sbagliato il cavallo su cui puntare tanti euro.

Soltanto quinto si “classifica” il vincitore a sorpresa (ma non troppo) dello scorso Tour de France, il gallese Geraint Thomas che percepisce una cifra attorno 3 milioni di euro dal Team Sky.

Sesta piazza per Nairo Quintana che con i suoi 2,5 milioni di euro percepiti dovrà trovare la forza per rialzarsi dopo alcuni passaggi a vuoto. Poco più indietro troviamo due volecisti: Marcel Kittel (2,3 milioni di euro) e Mark Cavendish (2 milioni di euro).

Il campione del mondo,  Alejandro Valverde  guadagnerà circa 1,8 milioni di euro così come il norvegese Alexander Kristoff.

Stipendi dei ciclisti per il 2019  la top ten

1) Peter Sagan 6 milioni di euro
2) Chris Froome 5,5 milioni di euro
3) Vincenzo Nibali 4 mlioni di euro
4) Fabio Aru 3,2 milioni di euro
5) Geraint Thomas 3 milioni di euro
6) Nairo Quintana 2,5 milioni di euro
7) Marcel Kittel 2,3 milioni di euro
8) Mark Cavendish 2 milioni di euro
9) Alejandro Valverde 1,8 milioni di euro
10) Alexander Kristoff 1,8 milioni di euro

Ranking UCI 2018: Alejandro Valverde chiude al comando

Ranking UCI 2018: Valverde primo, davanti a Simon Yates e il nostro Viviani terzo. Italia sul podio per Nazioni

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018 presenta la classifica definitiva dopo la conclusione dell’ultima prova del World Tour, il Tour of Guangxi. Il ranking definitivo di questo 2018 premia la continuità del fresco Campione del Mondo Alejandro Valverde.

Il forte corridore spagnolo ha chiuso la stagione con 4168 punti precedendo di oltre mille punti il secondo uomo in classifica, il britannico Simon Yates (3160) vincitore della Vuelta di Spagna e il nostro Elia Viviani (3106) che ha fatto la voce grossa in quasi tutte le volate

Peter Sagan ha dovuto salutare la sua seconda pelle (la maglia iridata) e si è dovuto accontentare della quarta posizione nella classifica mondiale 2018 davanti a Julian Alaphilippe che precede il vincitore del Tour de France Geraint Thomas.

A completare la top ten del Ranking UCI 2018 ecco il belga Greg Van Avermaet, l’olandese Tom Dumoulin (forte dei due secondi posti a Giro e Tour), il belga Tim Wellens e il francese Romain Bardet. Il secondo miglior atleta tricolore è Sonny Colbrelli (22esimo) mentre Vincenzo Nibali pur avendo trionfato alla Milano-Sanremo si deve accontentare della 45esima piazza pagando lo sfortunato ritiro al Tour e la conseguente Vuelta corsa sottotono

Fabio Aru chiude il suo Annus Horribilis al 153esimo posto senza essere mai riuscito a graffiare.

L’Italia si riappropria all’ultimo del podio nella classifica per Nazioni grazie alla vittoria al Tour of Guangxi di Gianni Moscon sorpassando la Spagna nella classifica che ha visto trionfare il Belgio davanti alla Francia

Ranking UCI 2018 Top Ten:

  1. Alejandro Valverde (Spagna) 4168
  2. Simon Yates (Gran Bretagna) 3160
  3. Elia Viviani (Italia) 3106
  4. Peter Sagan (Slovacchia) 3092
  5. Julian Alaphilippe (Francia) 2991,12
  6. Geraint Thomas (Gran Bretagna) 2777,25
  7. Greg Van Avermaet (Belgio) 2744,47
  8. Tom Dumoulin (Olanda) 2693,86
  9. Tim Wellens (Belgio) 2663
  10. Romain Bardet (Francia) 2545

Ranking UCI 2018 classifica degli italiani

  1. Elia Viviani 3106
  2. Sonny Colbrelli 1732,8
  3. Domenico Pozzovivo 1492
  4. Gianni Moscon 1451,82
  5. Diego Ulissi 1237
  6. Vincenzo Nibali 1172
  7. Andrea Pasqualon 1006
  8. Damiano Caruso 945,14

Ranking UCI 2018 Elia Viviani il più vincente al Mondo

Elia Viviani è il ciclista più vincente del 2018 avendo alzato le braccia al cielo per 18 volte nel corso della stagione alle sue spalle Dylan Groenewegen e Alejandro Valverde con 14 trionfi. Il campione della Quick-Step Floors ha dimostrato una grandissima continuità imponendosi sin dalle prima corse del calendario World Tour 2018 (terza tappa del Tour Down Under). Elia si è imposto anche al Dubai Tour (con classifica generale) e all’Abu Dhabi Tour. In primavera ecco trionfo alla Brugge-De Panne e ben quattro successi di tappa al Giro.

Poi ecco ben tre tappe conquistate alla Adriatica Ionica Race, il Campionato Italiano a Darfo Boario e la Classica di Amburgo per chiudere con altre tre frazioni della Vuelta di Spagna.

Valverde e le polemiche su Operacion Puerto

Valverde: ciclismo attuale sta bene!

Valverde: ciclismo in ottima salute ma intanto i giornali iberici di Marca e AS sono tornati a parlare di Operacion Puerto

Valverde Campione del Mondo

Valverde Campione del Mondo

Valverde: ciclismo “in ottima salute”! questa la risposta alla domanda posta al nuovo Campione del Mondo da parte del quotidiano spagnolo Marca. Avvicinato dai giornalisti della nota testata giornalistica sportiva, Alejandro ha dichiarato che non ama essere intervistato sulle attività legate ad Operacion Puerto, che hanno portato alla sospensione dello spagnolo per due anni.

Quando viene incalzato dai giornalisti di Marca se fa male parlare di quella vicenda, Valverde ha detto:

“Non fa male, ma non mi piace parlarne sempre, sono [i giornalisti], in primo luogo e soprattutto a dargli peso. Chiunque è libero di scrivere ciò che vuole, ma nel dare peso ad esso si gioca”.

Poi, quando gli è stato chiesto se pensava che il ciclismo fosse un modello di sport pulito, ha aggiunto: “È molto chiaro che oggi il ciclismo ha una grande salute”.

Lo scandalo dell’Operazione Puerto ha riempito di nuovo i titoli la scorsa settimana, dopo che un tribunale spagnolo ha autorizzato il rilascio di sacche di sangue al comitato olimpico italiano.

I nomi degli atleti collegati al caso potrebbero finalmente essere rivelati dopo la decisione della corte. Più di 200 sacche di sangue sono state sequestrate durante l’operazione di polizia nei raid antidoping nel 2006 che coinvolse nomi grossi e, tra gli altri, anche Tyler Hamilton e Jan Ulrich.

Nel 2010, Valverde fu infine squalificato per due anni dopo che il suo DNA fu abbinato a una sacca di sangue sequestrata nelle incursioni di Puerto.

I nomi dei 26 atleti uomini e delle tre donne legate a “Puerto attraverso le sacche di sangue non sono stati pubblicati a causa della paura di azioni legali da parte di coloro che ne furono coinvolti (è sopraggiunta, oltretutto la prescrizione del reato)
Secondo quanto riportato qualche giorno fa dall’altro giornale sportivo spagnolo AS, le sacche di sangue raccolte dagli inquirenti nei laboratori del dottor Eufemiano Fuentes e attualmente conservate presso un laboratorio di Barcellona saranno inviate a Roma, presso il Coni.

Va ricordato che furono proprio le richieste del Coni a portare, nel 2009, alla squalifica di Alejandro Valverde (in una sacca etichettata Valv-Piti venne rinvenuto DNA del neo campione del mondo).

Il corridore iberico fu prima squalificato dalle corse italiane e successivamente la squalifica fu estesa ad uno stop totale dal 2010 al 2012.

Tre Valli 2018 vittoria di Toms Skujiņš in volata

Tre Valli 2018 vittoria a sorpresa di Toms Skujiņš

Tre Valli 2018 vittoria a sorpresa in volata per Toms Skujiņš della Trek-Segafredo che precede Pinot sul traguardo di Via Sacco

Tre Valli 2018, vince Toms Skujiņš

Tre Valli 2018, vince Toms Skujiņš

Tre Valli 2018 con sorpresa. La sorpresa è Skujins che sul traguardo di Via Sacco ha bruciato allo sprint un pezzo da novanta come Thibaut Pinot (che bissa il secondo posto del 2017). Tutti gli occhi erano puntati sul fresco campione del Mondo Alejandro Valverde. La maglia iridata era in un gruppetto assieme al nostro Vincenzo Nibali quando è partito l’attacco che nel finale ha visto protagonista il colombiano Rigoberto Uran.

La Tre Valli Varesine si conferma corsa dal difficile pronostico, lo scorso anno fu l’outsider Geniez a imporsi e quest’anno un altro corridore che in pochi davano per favorito (forse nessuno). Skujins si è aggiudicato l’importante “prologo” dell’ultima prova di livello della stagione, Il Lombardia.

Come detto tutti attendevano l’applauditissimo Valverde che si è presentato a Varese per testare la gamba in vista dell’impegno di sabato prossimo, assieme a lui anche Nibali era chiamato a un importante test prima di lottare per la riconferma al Lombardia. Entrambi hanno subito la beffa nell’ultimo giro quando la corsa è esplosa sotto i colpi dei capitani della  Education First, Rigoberto Uran e Michael Woods.

Lo scatto decisivo l’ha fatto il colombiano con un’azione che sembrava essere quella buona ma a qual punto si è creato un gruppo di sette corridori che ha resistito al rientro del gruppetto di Nibali e Valverde andandosi a giocate la vittoria in volata.

Lo sprint finale è stato senza storia con Pinot che ha provato ad anticipare Toms Skujins  ma senza esito. La terza piazza è andata a Kennaugh. Per il corridore lettone quello di oggi è il quarto di stagione .

 

Alejandro Valverde Campione del Mondo 2018

Alejandro Valverde Campione del Mondo 2018 a Innsbruck

Alejandro Valverde Campione del Mondo 2018 ai Mondiali di Innsbruck a 38 anni, una gioia che lo spagnolo si meritava, secondo Bardet, terzo Woods e quinto il nostro Moscon

Alejandro Valverde Campione del Mondo 2018

Alejandro Valverde Campione del Mondo 2018

Alejandro Valverde Campione del Mondo 2018, gioia infinita per lo spagnolo che tagliato il traguardo piange ed urla per la felicità.

Il grande favorito della vigilia dei bookmakers è il francese Julian Alaphilippe, altro corridore molto atteso è lo spagnolo Alejandro Valverde, che dopo sei medaglie iridate, cerca la vittoria dell’iride.

Pronti via e allungano in undici: Karel Hnik (Repubblica Ceca), Laurent Didier (Lussemburgo), Jacques Janse Van Rensburg (Sudafrica), Ilia Koshevoy (Bielorussia), Vegard Stake Laengen (Norvegia), Ryan Mullen e Conor Dunne (Irlanda), Daniil Fominykh (Kazakistan), Kasper Asgreen (Danimarca), Rob Britton (Canada) e Tobias Ludvigsson (Svezia). I fuggitivi prendono un margine superiore ai 20 minuti mentre alle loro spalle lavorano Francia, Austria, Gran Bretagna e Slovenia in testa.

In gruppo c’è una brutta caduta e a farne le spese è  Barguil che resta a terra dolorante ed è costretto al ritiro. Al quartultimo giro per il plotone principale il gap dei primi sfiora i 10 minuti mentre a lavorare ci sono i Francesi.

Davanti restano in sette con 7’10” il vantaggio: Karel Hnik (Repubblica Ceca), Jacques Janse Van Rensburg (Sudafrica), Ilia Koshevoy (Bielorussia), Vegard Stake Laengen (Norvegia), Kasper Asgreen (Danimarca), Rob Britton (Canada) e Tobias Ludvigsson (Svezia). Si ritira il campione del mondo Peter Sagan.

Quando inizia il penultimo giro davanti restano Jacques Janse Van Rensburg (Sudafrica), Vegard Stake Laengen (Norvegia), Kasper Asgreen (Danimarca) e Rob Britton (Canada).  A 4’32” Fraile, Van Avermaet e Caruso, ma il gruppo transita a a soli 15″ da questo terzetto.

Restano davanti solo il norvegese Stake Laengen ed il danese Asgreen. Dietro Caruso, Fraile e Van Avermaet hanno staccato  hanno  28″ sul plotone principale in cui rientra Roglic che era stato vittima di una brutta caduta.

Davanti lavora l’Italia e si stacca Simon Yates mentre i capitani Nibali e Moscon restano coperti, aspettando l’ultimo giro. Brambilla lavora come un pazzo mentre inizia l’ultimo giro, il vantaggio dei primi cala secondo dopo secondo.

Attacca l’olandese Kruijswijk con Moscon, Valverde e Pinot a ruota con  Stake Laengen e Asgreen che stanno per essere ripresi. Cede Vincenzo Nibali.

Davanti ci sono Moscon, Pinot, Rui Costa, Kennaugh, Izagirre e Lutsenko all’inseguimento del danese Valgren. Il Mondiale si deciderà sul Gramartboden, 2800 metri all’11,5% di pendenza media, massima del 28%.

Sulla terribile salita finale  di Gramartboden si giocano la vittoria i big. Nel tratto più impegnativo soffrono tutti, si stacca Alaphilippe mentre davanti lotta il nostro Gianni Moscon con Woods che accelera il ritmo seguito da Bardet e Alejandro Valverde. Moscon zigzaga per alleggerire la pendenza del tratto più duro mentre alle spalle dei 4 stringe i denti Tom Dumoulin.

Allo scollinamento, prima del tratto in falsopiano passano in tre con Moscon che perde terreno dai battistrada. Nella discesa i tre collaborano ma Tom Dumoulin riesce a rientrare. Davanti sono in quattro.

Parte la volata e ai meno 500 metri è lo spagnolo Alejandro Valverde a partire lungo e ad anticipare tutti andando finalmente a conquistare il suo primo mondiale a 38 anni. Alejandro Valverde Campione del Mondo 2018 ed è una gioia per tutto il ciclismo!

Nulla da fare per i nostri colori, l’ultimo successo italiano risale al 2008 quando ad imporsi, ai Mondiali di Varese, fu Alessandro Ballan

Alejandro Valverde Campione: le sue parole

“Finalmente ce l’ho fatta, devo ringraziare la squadra, si meritano tutti un 10, è incredibile per me quello che è successo, c’è stato un sprint lungo e mi sono preso le mie responsabilità. Questa è una vittoria della mia nazionale che ha lavorato in modo perfetto, ho fatto collezione di medaglie ai mondiali ma mi mancava quella più importante, non potevo perdere questa occasione.

Alejandro Valverde Campione: lo premia Peter Sagan

Splendida scena durante la premiazione di Alejandro Valverde neo Campione del Mondo quando, dopo che lo spagnolo ha indossato la maglia iridata, sul palco sale chi ha vinto gli ultimi tre mondiali. E’ Peter Sagan che vuole mettere al collo dello spagnolo la medaglia d’oro.

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?