Mastromarco nel mirino tre corse

Mastromarco Sensi Nibali nel mirino Pontedera, La California e Mercatale

Mastromarco Sensi Nibali i giovani squali pedalano spinti anche dall’entusiasmo della vittoria alla Ronde van Vlaanderen di Alberto Bettiol

Mastromarco con Bettiol

Mastromarco con Bettiol

Weekend denso di impegni per la Mastromarco Sensi Nibali con i “giovani squali” che pedalano anche sospinti dall’entusiasmo per la bella vittoria alla Ronde van Vlaanderen dell’ex Alberto Bettiol, che ricordiamo ha indossato questa maglia nel 2013 prima di passare tra i prof.

Questa settimana i nostri corridori hanno avuto modo di uscire in allenamento con Bettiol (vedi foto), che per noi è un amico; è stato un bel momento. L’augurio è che lui possa servire da esempio ai nostri ragazzi, per fargli capire che impegno, costanza e lavoro alla fine pagano sempre. E adesso spero che Bettiol continui la sua stagione confermandosi ad alti livelli perchè se lo merita” dice il diesse Gabriele Balducci che ha avuto Bettiol in squadra per due anni, prima nel 2012 all’ Idea Shoes e poi nel 2013 alla Mastromarco.

I prossimi impegni agonistici sono sabato 13 aprile i GP Città di Pontedera (PI), corsa di km 127. Si prosegue poi domenica 14 aprile con il Trofeo Ledo Tempestini a La California (LI), corsa di km 134. Infine impegno infrasettimanale martedì 16 aprile con l’importante Coppa Fiera Mercatale Valdarno (AR).

“Tre belle gare nelle quali possiamo e dobbiamo esprimerci al meglio. Mi aspetto il massimo da tutta la squadra. Anzi ci tengo a sottolineare l’impegno che ci stanno mettendo in questo periodo i nostri studenti…Tommaso NenciniGabriele Benedetti e Nicolas Spinelli, impegnati nelle gare e gli allenamenti senza tralasciare la scuola. Sono bravi perché non è facile far conciliare tutto, però a questa età è importante terminare la scuola superiore per poter poi guardare serenamente al futuro. A scuola questi sono mesi impegnativi, poi la stagione ciclistica è lunga e avranno tempo di recuperare” commenta il diesse Balducci.

13/04 GP Città di Pontedera (PI), 127 km
Corridori: Niccolò Ferri, Filippo Magli, Davide Masi, Fedeico Molini, Tommaso Nencini, Luca Roberti, Federico Rosati.
D.s.: Gabriele Balducci.

14/04 Trofeo Ledo Tempestini, La California (LI), 134 km
Corridori: Gabriele Benedetti, Niccolò Ferri, Giuseppe La Terra, Filippo Magli, Federico Molini, Tommso Nencini, Gabriele Ninci, Luca Roberti.
D.s.: Gabriele Balducci.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Bettiol e la core stability

Bettiol nel 2017 finì in sedia a rotelle!

Bettiol dopo il Circuito di Saitama 2017 finì in sedia a rotelle a causa di un problema alla colonna vertebrale. Si è ripreso con la core stability

Bettiol (fonte pagina twitter)

Bettiol (fonte pagina twitter)

Bettiol ha conquistato un po’ a sorpresa il Giro delle Fiandre guadagnandosi, giustamente, le luci della ribalta. L’azione che ha infiammato i telespettatori a casa e i tanti tifosi italiani presenti sull’arrivo del Fiandre è stata una riscossa del ciclismo italiano oltre che una riscossa per lo stesso Alberto dopo un 2018 difficile.

Naturalmente la vittoria ha portato popolarità a Bettiol e, con la popolarità sono uscite storie e aneddoti personali sul ciclista toscano. La prima a circolare è “merito” di  Jonathan Vaughters che ha reso noto il soprannome “mamma di pasta” affibbiato ad Alberto per la sua passione per la pasta fatta in casa.

La seconda vicenda poco nota l’ha raccontata Bettiol a La Gazzetta dello Sport e riguarda un problema fisico fortunatamente risolto.

Era il 2017 ed il fresco trionfatore del Giro delle Fiandre era in Giappone per un circuito:

“ero a Saitama per il circuito locale quando mi ritrovai in seria a rotelle, non riuscivo più a camminare, tornai a casa con un volo ad hoc organizzato con Alitalia. Tutto era legato a un problema alla colonna vertebrale, in zona sacrale. E’ una cosa che pochissime persone conoscono ma ho i muscoli che stabilizzano il bacino poco sviluppati, ho una sacroileite – ha spiegato Alberto Bettiol. Fortunatamente il team mi ha messo a disposizione degli specialisti e abbiamo trovato la chiave per guarire grazie ad esercizi specifici che di base sono di “core stability. Mi alleno con Leonardo Piepoli. Grazie a un anello sono monitorato 365 giorni l’anno”

Alberto ha iniziato a collaborare con Piepoli prima dell’inconveniente di Saitama, nel 2016:

“Gli allenamenti variano a seconda del momento della stagione senza un programma a lunga scadenza. Dico scherzosamente che Leonardo è uno stalker, non sai mai cosa ti proporrà. Leonardo è sempre molto presente, a qualcuno potrebbe pesare ma per me è quel che ci vuole anche se la mia ragazza è quasi gelosa”

Attualmente Alberto è costantemente monitorato con un apposito “anello” collegato ad una app che raccoglie i parametri vitali e li trasferisce ad uno smartphone collegato allo staff del team così da essere sono osservazione tutti i giorni dell’anno.

Mamma di Pasta Alberto Bettiol

Mamma di Pasta, cuor di leone

Mamma di Pasta, tutta grinta ed energia, Alberto Bettiol è esploso al grande pubblico con la vittoria del Giro delle Fiandre 2019

"Mamma di Pasta" Alberto Bettiol (fonte twitter)

“Mamma di Pasta” Alberto Bettiol (fonte twitter)

Mamma di pasta ha vinto il Giro delle Fiandre! Alberto Bettiol, corre per la EF Education First di Jonathan Vaughers. Perchè quel soprannome? A svelarlo è stato un articolo di Velonews in cui il direttore generale della squadra “in rosa” ha raccontato alcuni aspetti di Alberto.

“E’ un John Wayne italino e magro” ha affermato Vaughers dopo il successo al Fiandre. Alberto, 25 anni, è tante cose, è un compagno amico di tutti, uno che sa scatenare attacchi violenti, come ha fatto domenica sull’ultima salita dell’Oude Kwaremont. Bettiol è uno che sa tenere duro come ha fatto  sul Paterberg:  “sono stati i 14 km più lunghi della mia vita non so come ho fatto” ha raccontato ai giornalisti al traguardo.

Alberto è un ragazzo che ama la pasta fatta in casa dalla madre, ed ecco che il nickname è presto arrivato.

“Era un ragazzo di 20 anni con circa 15 chili in più di grasso – ha detto Vaughters – Si vedeva  che se riusciva a sbarazzarsi di quei 15 chili di gnocchi su di lui, sarebbe diventato un grande talento.”

Vaughters ha raccontato di aver affibbiato a Bettiol il soprannome di “Mamma di Pasta” dopo che Alberto aveva attribuito la “colpa” del suo peso extra proprio alla pasta fatta in casa da sua madre.

“Lo ammette anche, ‘Se mi lasci a casa con mia madre in Italia, ingrasso! devi avermi al campo di allenamento così mi spingi a restare magro'” ha spiegato il direttore della EF.

Se in Italia in tanti conoscevano il potenziale di questo ragazzo, all’estero in suo nome era poco noto, non aveva ancora colto una vittoria tra i pro e il suo 2018 non era stato per nulla indimenticabile. Ora ecco che Alberto ha deciso uno dei teatri più prestigiosi del mondo del ciclismo per mettere in scena la sua “prima”.

Bettiol durante il Tour de France 2017 aveva aiutato Rigoberto Urán a conquistaree il secondo posto finale lavorando duramente a favore dello scalatore colombiano. Nel 2018, invece, le premesse sono state un po’ disattese ed Alberto è uscito dai radar.

“Ho perso 3 kg, è una cosa facile da dire ma non facile da fare, poi ho cercato di essere me stesso. Già alla Milano-Sanremo mi sentivo bene, avrei potuto entrare nei 10 ma ho deciso di attaccare sul Poggio” ha spiegato Bettiol.

Alberto ha anticipato tutti domenica con un attacco inaspettato ma che quelli che lo conoscono bene, fin dalle categorie giovanili, hanno intuito che sarebbe stato devastante.

“Ero dietro a Greg Van Avermaet, mi aspettavo che lui attaccasse ma non l’ha fatto, alla radio il direttore sportivo mi ha detto se hai le gambe attacca altrimenti Kristoff e Sagan ti battono. Non ci ho pensato troppo e nella prima parte del Kwaremont, ho attaccato, e io non mi sono mai voltato indietro, ho guardato sull’asfalto dopo il Kwaremont e non ho visto nessuno alle mie spalle. Quei 10 chilometri sono stati infiniti, ho continuato a pensare: ‘Che cosa sto facendo, sto vincendo la Ronde van Vlaanderen’ –  ha detto “Mamma di pasta” Bettiol – ancora non ci credo davvero, neanche adesso, non so dove sono o di cosa sto parlando.”

“È un bravo ragazzo, un super-italiano e come un vero italiano si siete al tavolo con le braccia incrociate come se fosse in attesa di una birra ma Alberto è davvero in forma” racconta il compagno Taylor Phinney.

Phinney parla italiano e con Bettiol ha legato molto, passano molto tempo insieme e tutti e due sanno scherzare sul proprio lavoro.

Bettiol ha firmato con la EF, targata Cannondale, nel lontano 2014 e, come detto, ha contribuito al podio di Uran al Tour 2017 (e proprio in quell’occasione pare sia nato il nomignolo “Mamma di Pasta”) per poi passare alla BMC nella stagione 2018.

“Quando abbiamo finalmente firmato questo contratto mi ha mandato un messaggio e ha detto: ‘Mamma di Pasta sta tornando! –  ha detto Vaughters – è un ciclista eccellente, sa quando risparmiare energia, sa quando rilassarsi. È versatile. Può sprintare, sa andare in salita e si destreggia egregiamente sul pavé. Era un ciclista estremamente sottovalutato. “

La storia di Bettiol rispecchia la storia della del suo team:  nessuno dei due è entrato in questo sport con squilli di tromba ma tutti hanno lavorato con serietà e i risultati sono arrivati.

fanfara o vittorie, o è mai stato visto come una forza dominante di qualsiasi tipo. La vera attenzione è caduta su Bettiol sin dai suoi primi anni, e prima di domenica non aveva mai vinto una gara di ciclismo professionista. Non uno . Indicò i suoi occhi mentre attraversava la linea, un piccolo messaggio ai media italiani. Non lo vedono mai, dice. Beh, puoi biasimarli?

 

 

 

Alberto Bettiol favoloso, vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre attaccando sul Kwaremont riportando la classica del nord in italia a dieci anni dalla vittoria di Alessandro Ballan

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre dieci anni dopo il trionfo di Alessandro Ballan con una azione durata quasi venti chilometri andando a tagliare il  il traguardo di Oudenaarde a braccia levate. Alberto ottiene una vittoria che di per se vale una carriera e probabilmente siamo davanti alla nascita di una stella

L’inizio della corsa è caratterizzata dalla fuga di  Jesper Asselman (Roompot Charles), Hugo Houle (Astana), Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen – Baloise) e Zico Waeytens (Cofidis). I quattro arrivato ad avere circa otto minuti di vantaggio con il gruppo che lascia fare. Una caduta, prima che la corsa entri nel vivo, mette KO il vincitore dello scorso anno Niki Terpstra (Direct Energie). Qualche chilometro più avanti è Mathieu Van Der Poel (Corendon-Circus) a cadere rovinosamente ma il belga riesce a rialzarsi e a lottare come un vero leone.

Il Kwaremont da affrontare tre volte ad il Grammont sono le “bestie” da domare per poter conquistare il Giro delle Fiandre e, quando i fuggitivi vengono ripresi, ecco che davanti si portano Kasper Asgreen (Deceunink), Dylan Van Baarle (Team Sky) e  Sep Vanmarcke (EF Drapac).

All’ultimo passaggio sul Kwaremont è il nostro Alberto Bettiol che prova a staccare tutti e andarsene in solitaria, pare troppo presto per riuscire ad arrivare al traguardo. Alle spalle dell’italiano, però, si fatica a trovare l’accordo con Sebastian Langeveld che lavora sodo per “rompere i cambi” del gruppo inseguitore.

Alberto Bettiol lotta e resiste, resiste e lotta fino a tagliare il traguardo a braccia levate. Alle sue spalle, completano il podio  Asgreen e Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) mentre quarto chiude uno stoico Van Der Poel.

Alberto Bettiol: non ci credo ancora!

“Non riesco a credere a quello che ho fatto. Sul Kwaremont mi sentivo bene e dall’ammiraglia mi hanno detto di provare ad attaccare allora ho chiuso gli occhi e sono partito. E’ la mia prima vittoria e fatico a crederci – ha detto il ciclista dopo l’arrivo. Quando mi sono voltato ho in cima al Kwaremont ho visto che avevo preso un bel margine. Sul Paterberg sono riuscito a non perdere troppo, sono stati i 14 chilometri più lunghi della mia vita. Sep Vanmarcke fatto un lavoro straordinario, incredibile un campione come lui che lavora per noi. Devo ringraziare anche Sebastian Lageveld ma tutto il team è stato eccezionale. Ora mi godo la vittoria e poi torno a lavorare duro, è bello che i miei sacrifici siano stati ripagati in questo modo. E’ stata una vittoria di squadra”.

 

Van Der Poel colpo alla Dwars Door Vlaanderen 2019

Van Der Poel conquista la Dwars Door Vlaanderen 2019

Van Der Poel vince  la Dwars Door Vlaanderen 2019, prima classica in carriera per il giovane talento olandese della Corendon-Circus

Van Der Poel vince  la Dwars Door Vlaanderen 2019

Van Der Poel vince la Dwars Door Vlaanderen 2019

Van Der Poel vince la sia prima Classica in carriera regolando in modo netto allo sprint altri cinque atleti al termine dei 182 km da Roselare a Waregem. La Dwars Door Vlaanderen 2019 è una corsa dura, con ben 11 muri da affrontare e un percorso pieno di insidie.

Per circa 40 chilometri il gruppo resta unito viaggiando a oltre 47 km/h poi riescono a scappare sette atleti: Michael Hepburn (Mitchelton), Kris Boeckmans (Vital Concept), Ramon Sinkeldam (Groupama FDJ), Zhandos Bhizigitov (Astana), Nelson Oliveira (Movistar), Jonas Koch (CCC),  Lucas Postlberger (Bora)  e Mihkel Raim (Israel Academy).

I sette fuggitivi riescono a mettere un discreto vantaggio ma non superano mai i 3 minuti di gap così che alle loro spalle i team dei favoriti riescono a controllare, a distanza, la corsa. Il gap viene annullato a circa 50 km dal traguardo quando dietro cominciano “a menare” alla grande, solo Oliveira prova a resistere ma con poca fortuna.

Ci prova il corridore della Lotto Soudal Tiesj Benoot a cui inizialmente si accoda il nostro Alberto Bettiol (EF Drapac) che però deve desistere.

Ecco quindi che davanti restano, oltre a Benoot,  Mathieu Van der Poel, Lukas Postlberger (Bora-Hansgrohe), Anthony Turgis (Direct Energie) e Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step). I cinque riescono a mantenere il vantaggio e a giocarsi la vittoria finale in volata. Parte per primo Turgis della Direct Energie ma Van Der Poel gli prende la ruota e in men che non si dica anticipa tutti in modo netto conquistando la Dwars Door Vlaanderen 2019, sua seconda vittoria di stagione.

Ordine d’arrivo:

1 VAN DER POEL Mathieu Corendon – Circus 300 200
2 TURGIS Anthony Direct Energie 250 150
3 JUNGELS Bob Deceuninck – Quick Step 215 120
4 PÖSTLBERGER Lukas BORA – hansgrohe 175 100
5 BENOOT Tiesj Lotto Soudal 120 90
6 ROWE Luke Team Sky 115 80
7 VAN POPPEL Danny Team Jumbo-Visma 95 70
8 LAMPAERT Yves Deceuninck – Quick Step 75 60
9 LAPORTE Christophe Cofidis, Solutions Crédits 60 50
10 HAUSSLER Heinrich Bahrain Merida 50 40

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019

Roglic re della Corse dei due Mari

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 scavalcando, nella cronometro conclusiva, il leader della generale Adam Yates. Crono a Campenaerts

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 (fonte pagina twitter)

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 (fonte pagina twitter)

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 contraddistinta da grande equilibrio e da un finale per cuori forti. Il fenomeno sloveno del Team Jumbo–Visma scavalca il leader secondo Adam Yates (Mitchelton – Scott) che deve abdicare per un solo secondo.  Erano 25 i secondi che dividevano in classifica i due e, nell’ormai consueta cronometro che conclude la Corsa dei due Mari, Primoz è riuscito nell’impresa che pochi prevedevano, di recuperarne addirittura 26 ed andare a conquistare la breve corsa a tappe italiana.

Una lotta sul filo dei metri o dei centimetri che ha visto il britannico beffato proprio sulla linea d’arrivo. Lo scalatore di Bury non ha potuto far altro che arrendersi al responso dell’orologio che gli ha tolto il segno del primato, appunto, per un solo secondo.

La vittoria nella cronometro è andata a Victor Campenaerts della Lotto Soudal fenomeno di specialità che il prossimo mese sarà impegnato nel tentativo di conquista del record dell’ora e che vede nella prova odierna un segnale incoraggiante circa il suo stato di forma.

La maglia azzurra, simbolo del primato, finisce sulle spalle di Primoz Roglic che prosegue nel suo cammino di avvicinamento al Giro d’Italia. Ad appena due settimane dalla conquista dell’UAE Tour ecco un favoloso bis che lo spinge in modo importante verso il vertice del ciclismo mondiale.

Il podio finale è completato dal corridore dell’Astana Jakub Fuglsang che ha difeso il buon margine iniziale dall’esperto cronoman Tom Dumoulin. Scorrendo la classifica finale balza all’occhio la totale assenza di italiani nella Top ten, il migliore dei nostri, infatti, è Alberto Bettiol (EF Drapac) che chiude la Tirreno undicesimo ma forte del secondo posto nella crono odierna).

 

Cadel Evans Race 2019: Elia Viviani batte Caleb Ewan e Daryl Impey

Cadel Evans Race 2019: trionfa Elia Viviani

Cadel Evans Race 2019: Elia Viviani trionfa nella volata precedendo Caleb Ewan e Daryl Impey, per il veronese secondo successo in stagione 

Cadel Evan Race: vince Viviani (AFP/LaPresse)

Cadel Evan Race: vince Viviani (AFP/LaPresse)

Cadel Evans Race 2019, arriva un’altra vittoria per il nostro Elia Viviani che fa suo il secondo appuntamento della stagione ciclistica della terra dei canguri. Elia era uno dei favoriti della vigilia e ha puntualmente rispettato i pronostici. Tanta pressione attorno a Viviani che ha però saputo gestire brillantemente la corsa andando ad imporsi con una volata di assoluta classe conquistando la seconda vittoria della stagione bissando la vittoria nella prima tappa del Santos Tour Down Under.

Nel corso dell’ultimo giro del circuito c’è stato il tentativo di Richie Porte della Trek -Segafredo che ha provato ad anticipare il gruppo ma la sua azione è stata ripresa negli ultimi chilometri. Il gruppo si è quindi diretto verso la volata finale che ha visto il 29enne veronese resistere lungo quattro scalate della Challambra Crescent per poi battere sul lungomare dei Geelong l’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal) il sudafricano Daryl Impey (Mitchelton-Scott), 

Quarta piazza per il sudafricano Ryan Gibbons (Dimension-Data), quinto il belga Jens Debusschere (Katusha-Alpecin). Diego Ulissi (13°) e Alberto Bettiol (19°) gli altri italiani nei primi venti.

Cadel Evans Race 2019: top ten

1. Elia Viviani (ITA) Deceuninck-QuickStep 3:54:35
2. Caleb Ewan (AUS) Lotto Soudal
3. Daryl Impey (RSA) Mitchelton-Scott
4. Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
5. Jens Debusschere (BEL) Katusha-Alpecin
6. Luke Rowe (GBR) Team Sky
7. Michael Mørkøv (DEN) Deceuninck-QuickStep
8. Jay McCarthy (AUS) Bora-Hansgrohe
9. Owain Doull (GBR) Team Sky
10. Luis León Sanchez (SPA) Astana Pro Team

Alberto Bettiol fratturato alla clavicola

Alberto Bettiol fratturato durante la Liège-Bastogne-Liège

Alberto Bettiol fratturato alla clavicola durante la Liège-Bastogne-Liège per lui anche una costola rotta, oltre che un pneumotorace.

Alberto Bettiol fratturato

Alberto Bettiol fratturato

Alberto Bettiol fratturato alla clavicola durante la recente Liège-Bastogne-Liège sarà constretto a rinunciare al prossimo Giro d’Italia.

L’atleta toscano, caduto ieri durante avrebbe dovuto far parte del roster del BMC Racing Team per la prossima corsa rosa ma le ferite riportare (oltre alla clavicola si è fratturato una costola ed ha subito un pneumotorace) lo costringeranno a dare forfait.

Il ventiquattrenne dovrebbe tornare in sella fra due/tre settimane e il rientro alle corse viene indicato fra circa 45 giorni.

Dalle parole del senese traspare tanta amarezza: Non mi sento molto bene a causa del dolore, non riesco a respirare correttamente a causa della frattura della costola sinistra e anche la mia clavicola fratturata è dolorosa. Penso che poteva andare anche peggio di così e cerco di pensare solo agli aspetti positivi e che presto tutte le ferite guariranno. È stato un incidente stupido, non ho corso alcun rischio in discesa ma c’era qualcosa sulla strada, forse un po’ di olio o ghiaia, e la mia ruota anteriore è scivolata e sono finito a terra. Sono sicuramente molto deluso di non poter partecipare al Giro d’Italia, da ciclista italiano era un sogno. Ora spero di tornare al più presto”.

Max Testa, medico della BMC, ha spiegato le condizioni fisiche di Bettiol: “Alberto sarà operato questa settimana per capire l’entità della frattura alla clavicola. Sfortunatamente sarà costretto a saltare il Giro d’Italia e potrà tornare in sella alla bici non prima di tre settimane e per essere al 100% ce ne vorranno almeno altre tre. Continueremo a monitorare il suo recupero, ma per avere un quadro completo dovremmo prima capire quale sarà l’esito l’intervento”.