Silvia Persico: “Ho avuto il Covid-19: ora sto bene”

Silvia Persico: “Ho avuto il Covid-19, voglio ripartire”

Silvia Persico, atleta bergamasca in maglia Valcar – Travel & Service sin da quando aveva 12 anni, racconta la sua esperienza con il Covid19

 

Silvia Persico

Silvia Persico

La convivenza con il coronavirus è stata ed è difficile per tutti, ma se sei nativa della Valle Seriana in provincia di Bergamo e corri da quando avevi 12 anni in una squadra bergamasca con sponsor bergamaschi come la Valcar – Travel & Service, le cose assumono un significato ancora più profondo.
Se aggiungi poi che sei stata malata di Covid-19 seppur con una forma non grave, ecco che le parole di Silvia Persico, atleta classe 1997 e autentica “bandiera” della Valcar – Travel & Service, diventano ancora più significative.

Sono stata 23 giorni a letto per colpa del Covid-19 con dolori fortissimi ai reni e ho perso gusto e olfatto” racconta Silvia, originaria di Cene e ora residente a Borgonato sul lago d’Iseo “in quei giorni non ho nemmeno toccato la bici, non facevo altro che dormire e mangiare, dormire e mangiare, dormire e mangiare. Poi mi sono ripresa lentamente, ho pian piano ho incominciato con i rulli e sono guarita”.

Un’esperienza personale difficile che di certo avrà lasciato dei segni del tuo stato d’animo…

“Gestire le giornate durante il lockdown é stato difficile. Vedere la mia Bergamo soffrire così è stata dura. I social e i Tg non aiutavano a stare tranquilli. Quando ho visto i video con i mezzi militari che trasportavano le salme dei miei concittadini, è stata dura, perché mi sento molto legata alla mia terra. Ma ora tutti quei momenti – speriamo – sono alle spalle e non vedo l’ora di ripartire”.

Quando ripartirai?

“Andrò in Spagna dal 23 luglio, ma non so ancora in quale delle tre gare che faremo parteciperò. Di certo sarò al via delle Strade Bianche l’1 agosto a Siena”.

E come ti senti adesso?

“Sono un po’ affaticata perché questi sono i giorni del rientro dopo i lavori fatti in altura. Spero di vedere i frutti di questo lavoro più avanti quando riprenderanno le gare”.

Ti sei posta degli obiettivi personali al di là del fare bene alle gare a cui ci tieni?

“Senza dubbio vorrei migliorare la mia tenuta in salita”.

Silvia, ma se tu dovessi dire di te stessa un pregio e un difetto ciclistico, quale mi diresti?

“Penso poco a me stessa e sono un po’ ‘troppo buona’: questo a volte può essere un difetto, non farebbe male essere un po’ più egoista in qualche circostanza. Ma alla fine sono fatta così: non c’è niente di più bello che lavorare duramente per le mie compagne e gioire per i risultati che conquistiamo come squadra. A livello tecnico invece me la cavo bene nel guidare la bici su percorsi difficili”.

Intendi dire in gare sul pavè?

“Anche. Mi piace tantissimo affrontare le gare del Belgio proprio perché ci sono lunghi tratti in pavé dove la tecnica conta moltissimo. E poi quest’anno pensare di correre la prima Parigi – Roubaix della storia del ciclismo femminile è un sogno”.

Quella gara è un’autentica ‘chicca’ del calendario 2020. A proposito, che ne pensi del lavoro fatto dall’UCI per imbastire questo calendario?

“Pensavo molto peggio, perché credevo saltassero molte più corse. E invece il calendario è ottimo sia per noi, sia per i nostri sponsor. È stato fatto un ottimo lavoro da tutti”.

Silvia, per te la maglia Valcar – Travel & Service è una sorta di ‘seconda pelle’: sei arrivata qui a 12 anni, ora sei una donna. Cosa significa correre per questo team?

“È un ambiente a cui sono legata moltissimo, non solo con le mie compagne di squadra, con Valentino Villa e Davide Arzeni, ma anche ad ogni singolo accompagnatore”.

A proposito, come vedi il gruppo di quest’anno?

“Siamo una squadra molto unita, forse ci manca una ragazza di esperienza che in certi momenti ci dica ‘Stop’. Dopotutto siamo una squadra molto giovane. Ma questo ci aiuterà a maturare noi stesse ancora di più. Il gruppo di quest’anno è ottimo, mi trovo bene con le nuove compagne di squadra: pian piano ci amalgameremo sempre di più secondo il nostro stile”.

Che sarebbe?

“Aiutarci l’un l’altra, dare il meglio di noi stesse in allenamento e in gara, rispettare le avversarie soprattutto quelle più ‘anziane’. In gruppo devi chiedere ‘Scusa’ anche quando hai ragione. Il rispetto è fondamentale”.

 

Un’ultima domanda. Tanti anni con la stessa maglia, magari a volte potrebbero calare gli stimoli… Hai mai pensato di cambiare casacca per cercare nuove motivazioni?

“Ho già firmato il contratto per il 2021 con la Valcar – Travel & Service”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

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