Sidi, Egan Bernal in visita

Sidi, Egan Bernal in visita

Sidi, Egan Bernal in visita. A Dino Signori le scarpe con cui il colombiano ha vinto il Tour de France 2019

Dopo il terzo posto nella Classica d’Autunno, Il Lombardia, Egan Bernal ha fatto tappa da Sidi. La visita al quartier generale Sidi di Maser (Treviso), per il corridore colombiano ha rappresentato l’ultima “tappa” di una stagione lunga, emozionante e soprattutto vincente prima di volare a Parigi per la presentazione del Tour 2020 e poi staccare per un breve periodo di vacanza.

Un’annata da incorniciare per Egan Bernal che è il campione di oggi e di domani: prima le vittorie alla Paris-Nice e al Tour de Suisse, poi il trionfo al Tour de France e infine un bel finale di stagione con la vittoria al GranPiemonte e il terzo posto a Il Lombardia.

Le calzature Sidi Shot con cui Bernal ha vinto la Grande Boucle 2019, diventando il primo corridore colombiano a riuscire nell’impresa, hanno fatto ritorno a casa. Bernal infatti ha autografato e regalato queste scarpe a Dino Signori fondatore e proprietario di Sidi, azienda che tutt’ora guida assieme alla figlia Rosella.
Quella del 2019 è la vittoria numero 15 al Tour de France della storia Sidi. Un numero che testimonia il prestigio di questo brand Made in Italy che rappresenta la storia e il presente delle calzature da ciclismo ma che allo stesso tempo è già proiettato, con impegno e passione, verso sfide future.

“Bernal ha dimostrato non solo di essere un talento ma anche di essere un campione. Non si vince un Tour de France per caso a soli 22 anni. Ci vogliono testa, gambe e doti fuori dal comune. Mi piace il suo modo di correre ma anche il suo comportamento quando scende dalla bicicletta. Siamo orgogliosi di averlo con noi e l’augurio è di ottenere ancora grandi vittorie insieme” dice Dino Signori.

Bernal & Sidi. “Dopo l’esperienza in mountain bike, da quando ho iniziato a correre tra i prof su strada ho sempre utilizzato le calzature Sidi. Mi sono subito trovato benissimo. Dal punto di vista del design e della tecnologia è difficile poter volere di più e poi come calzata si adattano perfettamente al mio piede. La scarpa, come la sella, è un aspetto molto delicato per noi corridori. Io non amo cambiare, infatti con uno o al massimo due paia di scarpe cerco di correre tutta la stagione” spiega Egan Bernal.

Bernal e la maglia gialla. “Mi ha cambiato la vita. A 22 anni ho vinto il Tour de France, sono il primo atleta della mia nazione a esserci riuscito. E’ un sogno diventato realtà. In Colombia questo mi ha dato grandissima notorietà. Non è un peso per me, mi piace però è anche una grande responsabilità. Io quest’anno al Tour fino al giorno che ho preso la maglia gialla dopo il Col de l’Iseran non pensavo di vincere. Ero partito con l’obiettivo di fare bene e aiutare la squadra, magari dimostrando che nel 2020 avrei potuto vincere. Chiaramente una volta che ho indossato la maglia gialla ho solo pensato a dare il massimo e tenerla fino a Parigi” dice Bernal.

Il 2020 e il futuro. “Adesso guarderò le presentazioni di Tour e Giro poi assieme al team decideremo i programmi per la prossima stagione. Nel futuro per il momento voglio restare concentrato sulle grandi corse a tappe anche se quest’anno ho chiuso bene la stagione con le corse di un giorno, al Piemonte e al Lombardia. Per le classiche c’è tempo, magari un giorno in futuro mi piacerebbe puntare alla vittoria di un Lombardia o di una Liegi. Invece per quanto riguarda il mio debutto 2020 dovrebbe essere in febbraio al Tour Colombia” continua Bernal.

Bernal e l’Italia. “Ho un rapporto speciale con l’Italia. Sono cresciuto qui ciclisticamente, ho imparato la lingua, ho tanti amici, tanti tifosi, mi piace la cucina. Soprattutto ho un bellissimo ricordo dei miei esordi con il team Androni e il diesse Giovanni Ellena, che è un grande amico, sono loro che mi hanno dato fiducia e lanciato nel grande ciclismo prima di approdare alla mia squadra attuale, il Team Ineos” dice il colombiano.

Il Team Ineos e tanti campioni (con Bernal in squadra ci sono Froome, Thomas e per il 2020 ci sarà anche l’arrivo del vincitore del Giro d’Italia Carapaz). “Forse è un problema per chi ci guarda da fuori, per noi no. Poter contare su tanti corridori forti per noi non è una debolezza, anzi è un punto di forza. La stagione è lunga, ci sono tanti obiettivi e ci possono essere anche degli imprevisti. Alla fine è sempre la strada che mette i corridori al loro posto e le gambe a decidere chi è il più forte” conclude Bernal.

FONTE COMUNICATO STAMPA

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