Sergio Zavoli l’uomo del Processo alla Tappa

Sergio Zavoli esempio irripetibile di giornalismo intelligente

Sergio Zavoli l’uomo del Processo alla Tappa al Giro d’Italia, esempio irripetibile di giornalismo intelligente

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli cittadino di un’Italia passata dalla dittatura alla repubblica, nato a Ravenna, cresciuto a Rimini ed emigrato a Roma è stato un esempio irripetibile di giornalismo intelligente e sottile.

Mai sopra le righe, sempre moderno e all’avanguardia mai portato al sensazionalismo della notizia ha visto passare davanti al suo microfono (o al suo taccuino) illustri, politici, atleti di sport, terroristi di destra e di sinistra, scrittori e, naturalmente, tanti, tanti ciclisti.

Sergio Zavoli fu in grado di svecchiare il giornalismo radiofonico ingessato dal fascismo per portarlo ad un livello qualitativamente elevato. Fece tramutare la radio da strumento del regime a una guida per scoprire il mondo fuori dall’ambiente domestico, diede voce alle notizie prima che la televisione ne aggiungesse un’immagine.

Zavoli riuscì a narrare storie apparentemente di margine dandone la dignità che compete alle gradi storie del mondo e aggiungendo una profondità tanto rigorosa quanto umana.

L’esordio radiofonico di Sergio Zavoli doveva essere per una partita di calcio: quel giorno la storica voce di Nicolò Carosio si rifiutava di “uscire” dalla radio per il mancato accordo per un contratto più sostanzioso ma dopo una attenta analisi il direttore Piccone Stella preferì destinarlo ai documentari.

Arrivò poi la televisione dando alla voce un’immagine e Zavoli diede un contorno al racconto, assommando alla cronaca il racconto, la poesia e il romanzo.

Arrivò, il Processo alla Tappa, era il 20 maggio 1962 e cambiò il mondo di narrare le storie di ciclismo passando dall’epica leggenda a storie di eroi dal volto umano. Poco importa se a trionfare fosse Vito Taccone o Pambianco ecco puntualmente il microfono di Sergio arrivare in corsa, in sella alla suo inseparabile motocicletta da vero suiveur

Epico fu il racconto della vicenda di Lucillo Lievore che, nella tappa di Vittorio Veneto del Giro d’Italia 1966 dopo aver raggiunto un vantaggio di 38 minuti restò senza energie, pedalò nel vuoto e venne raggiunto da Zavoli che fece una intervista mitologica a questo muratore che correva per passione.

La sua fuga naufragò ma il ciclista si presentò al Processo alla Tappa dove ad accoglierlo vi fu Zavoli che porse le sue scuse per averlo intervistato durante la gara. Insomma non solo un modo di raccontare il ciclismo assolutamente originale ma anche un modo decisamente trasparente di relazionarsi con gli atleti.

Sergio Zavoli condusse il processo per sette stagioni e lo fece divenire un vero e proprio fenomeno mediatico raccontando indistintamente le gesta dei campioni e quelli dei gregari, trovando sempre spunti di costume sociale da narrare sapientemente.

Giornalista, scrittore (di saggi e di poesia), presidente della Scuola di giornalismo dell’Università di Salerno e attivissimo nella vita pubblica: senatore eletto nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, con l’Ulivo nel 2006 e nelle liste del Partito Democratico nel 2008. Dopo 17 anni passati al Senato, non si ricandida alle elezioni politiche del 2018.

A 93 anni Sergio Zavoli, ex presidente Rai, ha sposato la giornalista del Mattino Alessandra Chello, di 51 anni. Le nozze sono state celebrate a Monte Porzio Catone in provincia di Roma.

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