Sagan: voglio vincere ad Innsbruck

Sagan vuole tentare la quaterna!

Sagan

Sagan sul Podio a Bergen

Sagan è un fenomeno, non ve lo veniamo certo ad insegnare noi e non era necessaria la vittoria di Bergen per capire come questo ragazzo venuto dalla Slovacchia avesse i crismi per entrare nell’olimpo del ciclismo mondiale e salire sul monte degli immortali di questa disciplina. Peter è riuscito nell’impresa di vincere tre mondiali di fila, cosa che nessuno, nemmeno il cannibale era riuscito a fare.

Quello che ha stupito il mondo e sicuramente noi italiani è stato il bellissimo gesto di dedicare lo storico traguardo al nostro Michele Scarponi: “Io e Michele eravamo amici, il nostro carattere era abbastanza simile. In tutti gli anni in gruppo non ho mai visto Michele triste, arrabbiato o abbattuto, nemmeno nelle difficoltà. Abbiamo corso a volte vicini in gruppo e ho nel cuore una bellissima cena a Livigno, lui era un leader e sapeva creare gruppo. Quando lo vedevo alle gare lo affiancavo sempre per pedalare con lui”.

Di lui parla lo scopritore Roberto Amodio: “Lo presi su segnalazione di Enrico Zanardo, arrivava dal ciclocross, al mondiale junior 2008 fece secondo e poi vinse l’oro in Val di Sole in MTB. Dopo un anno alla Dukla Trencin venne seguito da Slongo e capimmo subito che era un predestinato”.

Dopo la tappa Norvegese i riflettori mondiali si accenderanno il prossimo anno sull’Austria in un mondiale che si annuncia per scalatori alla Nibali, Froome, Aru ma questo non spaventa l’ex ciclocrossista: “Non c’è nulla di impossibile, la scorsa domenica il dislivello complessivo era 3600 metri non è tanto di più di quello che troveremo in Austria. Se mi preparo in modo adeguato penso di potermela giocare, poi tutto dipende dalla condizione: nel 2012, ad esempio, ho lottato con Nibali alla Tirreno-Adriatico”.

Quindi, signori, noi non inventiamo nulla dicendo che Sagan è un fenomeno ma prepariamoci a qualche numero il prossimo anni ad Innsbuck e, perché no, al Tour de France che sarà il trampolino per i mondiali.

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