Roberto Heras: la storia dello scalatore spagnolo

Roberto Heras

Roberto Heras

Roberto Heras e le quattro vittorie alla Vuelta

Roberto Heras fortissimo scalatore spagnolo, gregario di Armstrong, in grado di vincere quattro volte vittorie alla Vuelta

Roberto Heras Hernández nasce  il 1 febbraio 1974 a Béjar, secondo di quattro figli di una famiglia di classe medio-bassa. Si avvicina al ciclismo entrano mella Bejarana Cycling School all’età di quattordici anni, dopo essersi dedicato al calcio e all’atletica con lo stesso spirito di sacrificio e combattività che avrebbe dimostrato durante la sua carriera ciclistica. Trascorre le giovanili nella  squadra Caja Salamanca e Soria, di Palencia per poi passare dilettante con Fortaleza (la futura Orbea)  mettendosi in luce nelle prove regionali in particolare quelle dei Paesi Bascho.

Nel 1995, grazie a l’ex ciclista Laudelino Cubino, trova un ingaggio alla Kelme, dove corre assieme uno dei suoi idoli, Pedro Escartín e dove, l’anno seguente, si mette in luce con un quinto posto alla Vuelta a Navarra. Di statura bassa, solo 1,69, e magro come un chiodo (59 chili), “Rebertino” Heras balza all’occhio degli addetti ai lavori per le sue innate doti di scalatore indomito.

Nel 1997 fa il suo vero e proprio esordio tra i professionisti conquistando la tappa con arrivo a Alto del Morredero alla Vuelta a Espana e vincendo la Subida al Naranco battendo il grande José María Jiménez. L’anno successivo vince il Gran Premio Primavera davanti al tedesco Udo Bölts e conquista una tappa della Vuelta con arrivo a Segovia.

Nel 1999 Roberto Heras ottiene nuovamente la vittoria del Gran Premio Primavera davanti a Davide Rebellin, vince una frazione al Giro di Catalogna (chiudendo primo in generale) e fa il suo esordio al Giro d’Italia. Alla corsa rosa dominata da Marco Pantani (poi escluso dalla competizione), si mette in luce nella tappa dell’Aprica, passata alla cronache proprio per l’assenza del Pirata, vincendo davanti a Gilberto Simoni e Ivan Gotti. Lo spagnolo chiudo la corsa rosa al quinto posto in classifica generale diventando uno degli scalatori più interessanti del momento. Alla Vuelta Espana 1999 Heras lotta per la maglia verde con Jimenez e Vandenbroucke e chiude terzo in generale alle spalle di  Jan Ullrich e Igor Gonzalez de Galdeano.

Nel 2000, dopo la vittoria di tappa alla Bicicletta Basca, tutte le energie di Heras sono rivolte alla Vuelta a España in cui i nomi di Alex Zülle, Jan Ullrich, Fernando Escartín e Abraham Olano sono i più accreditati per la vittoria finale. A sorpresa (ma non troppo) è invece Roberto a dominare la corsa iberica, vincendo sulla Sierra de la Pandera e sull’ Alto de l’ Angliru  il 10 settembre 2000 davanti a Gilberto Simoni. Roberto Heras vince la Vuelta a España 2000 precedendo di oltre due minuti Ángel Casero e di quasi cinque Pavel Tonkov.

 

Roberto Heras all’US Postal

Il ruolo di scalatore numero uno vale a Roberto Heras le attenzioni della corazzata US Postal di Lance Armstrong che fa recapitare un’offerta di quelle che non si possono rifiutare: 200 milioni di pesetas all’anno per fare da “body guard” al texano lungo le salite del Tour. La Kelme non è favorevole a perdere il ciclista più forte di Spagna ed un simbolo della squadra in grado, per primo, di vincere una grande corsa a tappe in 21 anni di storia. Alla fine Roberto si libera dei legami con la formazione spagnola non prima di aver premiato tutti i compagni con un regalo di ringraziamento. L’ingesso alla US Postal proietta Heras in un livello superiore di ciclismo. Al Tour de France 2000 fa il lavoro sporco per Armstrong riuscendo comunque a chiudere quindicesimo in generale.

Alla Vuelta 2001 è al via con la speranza di bissare il successo ma alla fine deve lavorare per Levi Leipheimer che chiude terzo in generale alle spalle di Ángel Casero e Oscar Sevilla e proprio davanti ad Heras. La successiva squalifica dell’americano dà a Heras la terza piazza finale.
Nel 2002 Heras è nuovamente al servizio di Armstrong al Tour de France riuscendo a chiudere comunque nono in classifica per poi presentarsi alla Vuelta con l’obiettivo vittoria finale. Dopo aver trionfato sull’Alto de L’Angliru staccando il forte Joseba Beloki di un minuto e mezzo ed il leader della corsa, Óscar Sevilla, di quasi tre, Roberto Heras conquista la maglia gialla. Nella tappa con arrivo all’Estación de la Covatilla chiude secondo dietro a  Santiago Blanco e aumenta il proprio margine sugli inseguitori. Heras si presenta al via della cronometro finale con un margine di 1’08” su Aitor González. Il 29 settembre lungo i 41,2 chilometri dal Parque Warner Madrid allo Stadio Santiago Bernabéu, Gonzalez rifila oltre 3 minuti ad Heras che finisce secondo il generale.

 

Roberto Heras vince la Vuelta 2003

Nel 2003 si riprende da quella delusione dell’anno precedente e vince la sua seconda Vuelta battagliando con lo spagnolo Isidro Nozal che mantiene la maglia di leader sino alla ventesima frazione, una cronometro individuale di 11 chilometri che porta da San Lorenzo all’Alto de Abantos. Heras, che la mattina si trova staccato di 1’55” al termine della  può indossare la maglia di leader con un vantaggio di 28″ su Nozal arrivando a Madrid da leader.

 

Roberto Heras vince la Vuelta 2004

Dopo aver firmato con la Liberty Seguros, guidata dal prestigioso Manolo Sainz, diventa, di fatto il leader unico della squadra e alla Vuelta 2004 prende la maglia di leader  alla dodicesima frazione da Almería al Calar Alto soffiando la maglia a Floyd Landis. In una Vuelta favorevole agli scalatori arriva alla decisiva cronometro di Madrid con un margine di sicurezza che gli consente di fare triplete alla corsa iberica eguagliando il record di Tony Rominger

Roberto Heras vince la Vuelta 2005

Alla Vuelta a España 2005 deve vedersela con il forte cronoman russo Denis Menchov. Nella sesta tappa con arrivo all’Estación de Esquí Aramón Valdelinares è Heras ad andare in testa alla corsa ma, nella nona tappa a cronometro a Lloret de Mar di 48 km la legge dell’orologio premia il russo che rifila quasi un minuto allo scalatore. Heras ha però davanti a se tappe favorevoli e nella Cangas de Onís-Valgrande Pajares Menchov prende oltre 5 minuti e per Roberto si spalancano le porte per la quarta vittoria nella corsa di casa: a Madrid è primo con un margine di a 4’36”.

Roberto Heras positivo all’EPO

L’8 novembre 2005 i media rendono noto che Heras è risultato positivo all’EPO ad un controllo antidoping nella penultima frazione della Vuelta. Il 25 novembre, il Consiglio sportivo superiore ratifica il risultato delle analisi e Heras viene espropriato del suo titolo (Menchov  nuovo vincitore) e sanzionato per due anni

 Venuto a conoscenza dei risultati, il corridore, uno dei pochi eroi del ciclismo moderno per il suo modo di vincere attaccando in montagna, ribadisce la sua innocenza:

“Per me, il mio credito personale e professionale è più importante che vincere una Vuelta”.

Heras fa appello, sostenendo inesattezze nei test e nel trattamento improprio dei suoi campioni e presenta ricorso ufficiale contro la decisione al  tribunale civile di Castilla y León.  Terminata la squalifica non riesce a trovare un ingaggio e il 29 dicembre 2007 annuncia il ritiro dall’attività agonistica Nel dicembre del 2012, la Corte Suprema spagnola ha annullato la squalifica del 2006, riassegnando di fatto la vittoria della Vuelta a Espana d2005 allo spagnolo.

Roberto Heras è sposato e ha una figlia, Marta, nata nel 2003. Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto molti riconoscimenti, ma apprezza soprattutto la Medaglia d’Argento del Royal Order of Sports Merit che, il 25 gennaio 2002 , imposto dal re Juan Carlos I .