Reset-Aru: Fabio vuole voltare pagina

Reset-Aru: Fabio vuole voltare protagonista

Reset-Aru: il corridore sardo dopo tre anni privi di successi e soddisfazioni si affaccia alla stagione 2020 carico di voglia e di speranze

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Fabio Aru

Reset-Aru, possiamo definire così, con un gioco di parole, quello che frulla nella testa del ciclista sardo che, dopo aver lasciato il Team Astana ha perso via, via il ruolo di leader nel ciclismo mondiale smarrendo la continuità di rendimento che rappresentava uno dei suoi marchi di fabbrica.

Talento puro quello del cavaliere dei 4 mori che fin da giovane aveva fatto brillare gli occhi degli appassionati di ciclismo italiani che vedevano in lui l’erede degli scalatori che tanto hanno esaltato i nostri connazionali.

Fabio si sta avvicinando alla fatidica soglia dei 30 anni che può essere considerato il momento di massima maturità per uno sportivo e per un ciclista in particolare e, dopo aver attraversato un vero e proprio buco nero, il sardo ora vuole tornare ai fasti del passato.

Il ciclista della Uae Emirates ha voluto raccontare le sue sensazioni ai microfoni di Raisport:

“mi considero un atleta molto severo con me stesso e dopo la delusione patita alla Vuelta Espana ho attraversato un periodo davvero nero. Ho poi fatto un reset mentale e ora sono pronto per svoltare e ripartire”.

Campioni del calibro di Fabio Aru (spesso ingiustamente criticato dai una parte di appassionati anche italiani) non sono abituati a lunghi periodi senza assaporare il gusto della vittoria, Aru ha trascorso tre anni senza uno squillo, cosa che pesa come un macigno!

“In carriera nessuno mi ha regalato niente ho sempre avuto un atteggiamento professionale se no non sarei arrivato a certi livelli – ha continuato Fabio – Arrivare quindicesimo al Tour per molti equivale ad un successo ma non è così per me, il mio standard è un altro. Qualcuno mi chiede se potrò tornare il Fabio di qualche anno fa, non voglio fare proclami ma non voglio nemmeno pormi limiti. Io voglio tornare a livelli costantemente elevati, come ai tempi d’oro degli U23 quando corsi 60 gare in un anno chiudendo 40 volte nei dieci e 18 sul podio”

Il programma 2020 di Fabio Aru prevede due corse a tappe: il Tour de France e la Vuelta Espana e sarà quindi inevitabile la rinuncia al Giro d’Italia che si accavalla, in questa anomala stagione, alla corsa iberica.

 

 

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