Per chi tira la Polonia? Ed ecco Kwiatkowski

Per chi tira la Polonia? E a festeggiare è Kwiatkowski

Per chi tira la Polonia? Il primo storico mondiale di ciclismo vinto dalla Polonia con Michal Kwiatkowski contro tanti pronostici avversi a Ponferrada

Per chi tira la Polonia?

Per chi tira la Polonia?

Per chi tira la Polonia? Per gli amanti del ciclismo che bazzicano sui social network, questa frase è quasi non tormentone. Un ironico riferimento al Mondiale di Ponferrada, in Spagna del 2014 quando all’ultimo giro il polacco ha sferrato un potente attacco e ha sbaragliato tutti i rivali.

Ma perché la frase “Per chi tira la Polonia” è diventata virale? Quel giorno in Spagna tutti gli occhi erano puntati su Simon Gerrans, Michael Matthews, John Degenkolb e Alejandro Valverde.

Il mondiale poi, si sa, è spesso una gara strana ed anomala. Tante volte i favoriti della giornata si sono liquefatti e a vincere è stato un outsider. Quel giorno gli occhi dei ciclisti erano fissi su due atleti: il padrone di casa Valverde e il britannico della Sky Simon Gerrans. Ambedue in forma ma a volte la forma in un mondiale non basta, serva la fortuna e tanta strategia (quanti mondiali si perdono perché tra compagni di nazionale e non di team si lavora in modo non corretto?).

Noi italiani lo sappiamo bene che a volte gli interessi del team di appartenenza prevalgono su quelli della nazionale. E proprio questa innata “malfidenza” che a volte spinge anche i giornalisti o i commentatori a giudicare erroneamente alcune strategie di corsa.

Una delle certezze, indipendentemente da come è strutturato il percorso del mondiale è che le prime ore, le prime fughe i primi tentativi sono ad appannaggio delle seconde linee, si sconosciuti che cercano notorietà in cambio della quale si sacrificano sull’altare della corsa. Spesso vediamo atleti di paesi ciclisticamente non evoluti prendere vantaggi superiori ai 10 minuti per poi crollare, assorbiti dalla corsa mentre in tv si dibatte del meteo o del contenuto delle sacche del rifornimento: mitologici i racconti di tartine e maltodestrine fatti dall’attuale CT della Nazionale Italiana Davide Cassani quando commentava il ciclismo sulla Rai.

Alle spalle dei fuggitivi è norma che le squadre dei big, arrivati ad un certo punto del mondiale prendano in mano la situazione, si mettano davanti per chiudere il divario. Durante il Mondiale di Ponferrada, quando tutti volevano in testa Polonia, Spagna, Gran Bretagna e Italia, in testa appaiono, a sorpresa le maglie bianche e rosse della Polonia. E chi li ha mai visti i polacchi a tirare in un mondiale?

Anche nello studio di Raisport il dilemma diventa uno solo: “Per chi tira la Polonia? Nello studio di Saxa Rubra ecco che Alessandra De Stefano e Beppe Conti cominciano ad arrovellarsi il cervello su ipotetiche strategie trasversali di gara: “con chi avranno accordi?” si domandano agitati i due. Effettivamente non è pratica strana che nazionali minori si mettano al servizio di campioni di altre nazioni per qualche accordo a tavolino. “Per Peter Sagan?” prova a proporre la Se Stafano.

A prendere la parola è il campione, l’ospite in studio, Stefano Garzelli che con fare sapiente afferma: “secondo me la Polonia tira per Kwiatkowski”.

“La Polonia ha Michal Kwiatkowski ma non credo che tutta la squadra tiri per lui” insiste la De Stefano mentre Stefano Garzelli provava a dire che si… forse tiravano proprio per Michal o comunque per qualche compagno che si sentiva in forma. “Attenzione che il polacco corre con Tom Bonen” butta li

Kwiatkowski non sarà Eddy Merckx ma di belle prove quest’anno ne ha fatte: terzo sia nella Freccia Vallone che nella Liegi-Bastogne-Liegi, performance che s enon ti mettono tra i favoriti almeno ti fanno entrare tra gli outsider.

Garzelli insiste sul lavoro della Polonia per favorire Kwiatkowski gli altri protagonisti dello studio Rai prendono le parole di Stefano come “ingenue”.

Al traguardo di Ponferrada, Michal Kwiatkowski  alza le braccia al cielo dando il via ad una carriera in assoluto crescendo e l’ “ingenuo” e  Stefano Garzelli può essere certo di aver ingenuamente capito tutto… Ecco per chi tira la Polonia!

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