Patrick Sercu, il Re delle sei Giorni

Patrick Sercu (fonte wikipedia)

Patrick Sercu (fonte wikipedia)

Patrick Sercu, il Re delle sei Giorni

Patrick Sercu, figlio di Albert Berten Sercu, diventato un autentico fenomeno della pista conquistando il soprannome di Re delle sei Giorni

Patrick Sercu nasce il 27 giugno 1944 a Roeselare in Belgio, figlio di Albert Berten Sercu ciclista e dirigente sportivo belga con la passione per la pista che tramanda al figliuolo. Nel 1912 quando Odile Defraye vince il Tour de France, con la somma ricevuta compra un taverna a Izegem e  di fianco ci fa costruire un velodromo di centosessantasei metri. Cinquant’anni dopo è lì che Patrick Sercu prende le prime le lezioni dal padre che, nonostante le condizioni non ottimali della pista, vuole passare al figlio la dote che a lui più mancava: la velocità.

E’ proprio su quel velodromo che Patrik affina e allena le sue doti ed è lì che prende consapevolezza delle sue risorse imparando i trucchi del mestire.

Ecco allora che il figlio Patrick si affina proprio lì, in quella velocità che eleva il corridore a un qualcosa di simile alla macchina e che va oltre l’umano; da Albert impara l’equilibrio, la linea ottimale da tenere in curva, i rapporti da tirare. E come si sprinta, appunto.

Nel 1963 Sercu diventa campione del mondo di velocità tra i dilettanti e fa registrare il record del chilometro con partenza da fermo su pista coperta, quello è il trampolino per i Giochi Olimpici di Tokio 1964. In terra nipponica il ventenne belga da’ il via alla sua leggenda battendo il nostro Vanni Pettenella nella specialità del chilometro da fermo.

L’anno seguente Patrik Sercu passa tra i professionisti e su strada si fa valere in particolare con i colori della mitica Flandria, della Faema, della Dreher e della Brooklyn.

Nel 1965 a Gand, in coppia con Eddy Merckx, ottenne la sua prima di una interminabile serie di vittorie da seigiornista.

Vince 13 tappe al Giro e sei al Tour (dove si porta a casa anche la maglia verde della classifica a punti nel 1974) ma è nei velodromi che raccoglie la vera gloria prendendo parte a 223 sei giorni conquistandone 88 (tra cui spicanno 11 a Gand e 4 a Milano), un vero record che gli vale il soprannome di “Re delle sei Giorni

La strada è quasi un riempitivo per Sercu che conquista però anche la classica Kuurne-Bruxelles-Kuurne del ’77 ed il Giro di Sardegna del ’70 battendo dopo un accesissimo duello un tal di nome Eddy Merckx. La natura di Patrick si sprigiona in pista dove ottiene anche diciotto titoli di campione d’Europa nelle varie specialità e due mondiali, quello del ’67 e del ’69.

Il 18 settembre 1973 al Velodromo Vigorelli batte il record del mondo dei 1000 metri lanciati detenuto da Marino Morettini, per soli 14 centesimi. Meno di tre mesi dopo, nel dicembre di quell’anno, al Velodromo di Città del Messico e ottiene il primato assoluto volando sul chilometro alla media di 58″794!

In carriera ottiene 8 titoli di campione belga da dilettante (velocità, omnium, americana) e addirittura 29 tra i pro.

Nel 1980 chiude la carriera di stradista e nel mese di febbraio del 1983, alla Sei Giorni di Milano disputata assieme a Moreno in Argentin pone fine alla sua entusiasmante carriera sportiva diventando tecnico per la pista della federazione belga dimostrando, anche in questo impegno, le sue non comuni qualità sportive e umane.

Patrick si occupa anche organizzare Sei giorni e la Six Days of Ghent è stata il suo fiore all’occhiello.

Patrick Sercu muore 19 aprile 2019, nellla sua Roeselare,  a seguito di un aggravamento della sua già precaria condizione di salute.