Thibaut Pinot analizza il Giro d’Italia

Thibaut Pinot (FDJ): “Ho trascorso un paio di giorni difficili dopo il Tour of the Alps. Sono stato giù di morale a causa della tragica morte di Michele Scarponi. Lo apprezzavo molto. Ho anche avuto problemi ad allenarmi per il maltempo. Questa è la mia prima partecipazione al Giro d’Italia. Forse avrei bisogno di correrlo più volte prima di poter vincerlo. Esco da due delusioni al Tour de France per la classifica generale, anche se avevo deciso di correre il centesimo Giro lo stesso un anno e mezzo fa. Il mio principale avversario sono io: rischio sempre di avere una giornata no. Conosco i miei rivali, gareggiamo insieme da qualche anno. Il clima non dovrebbe essere un problema, a meno che ci siano 50 gradi. Spero di non cadere e di non ammalarmi. Tutti dicono che Quintana è il favorito. Dietro di lui siamo più o meno dieci corridori dello stesso livello.”

Keagan Girdlestone vicino al rientro

Dopo una serie di notizie tragiche che hanno investito il mondo del ciclismo, è un piacere poter segnalare che Keagan Girdlestone è prossimo a fare il suo ritorno alle corse dopo quasi un anno.

Il sudafricano, vittima di un rovinoso incidente durante la Coppa della Pace 2016 lo scorso 5 giugno, ha ricominciato a pedalare a novembre e la sua parabola di recupero, dalla ripresa dopo il coma fino alla prima pedalata, sta culminando.

“Ho sfondato con la testa il vetro posteriore dell’auto, in quel momento ho sentito solo il calore del sangue che mi scendeva dal collo su tutto il corpo. Ricordo le urla di uno spettatore che dice “piano, piano, piano”. Ho perso litri di sangue. Poi il silenzio mi ha avvolto. Ho pensato “sono morto”, l’ho pensato, è incredibile”.  E invece eccolo pronto a una nuova sfida sui pedali.

Il giovane farà il suo rientro alle gare con la maglia del Team Ultra Cycling in occasione della Grafton to Inverell, prova facente parte della NRS Series australiana, in programma il 13 maggio, proprio in questa corsa si mise in luce per la chiamata della Dimension Data.

“Se penso all’incidente la cosa che più mi addolora è aver perso la  possibilità di partecipare al matrimonio di mio fratello, ma questa brutta avventura  mi ha dato la forza di un toro”. E allora torna a combattere come sai fare tu ragazzo!

Geraint Thomas analizza i rivali al Giro d’Italia

Il gallese Geraint Thomas, ha dichiarato: “Essere il leader della squadra in un grande giro è una delle sfide più grandi della mia carriera. È andata abbastanza bene finora ma tante cose possono succedere. Abbiamo una squadra molto forte. Non vedo l’ora di cominciare. Il fatto che sia la 100a edizione del Giro d’Italia non influenzerà particolarmente la mia condotta di gara. Ha influito sicuramente nella scelta del percorso ma in corsa vivrò giorno per giorno e tenterò di sfruttare ogni opportunità di far bene. Il livello del gruppo è molto alto, così come il percorso. Non mi sento vecchio. L’età è solo un numero. Gli anni sulla pista mi hanno lasciato abbastanza fresco. Sono pronto per un paio di stagioni in bici più della media. Nario Quintana e Vincenzo Nibali hanno vinto questa corsa precedentemente. Sono favoriti sugli altri. Io e Mikel Landa abbiamo una chance ma non siamo di quel livello. Non siamo i favoriti, dunque correremo in modo diverso rispetto a come facciamo di solito al Tour de France.”

Nairo Quintana: impressioni alla partenza del Giro

Nairo Quintana (Movistar Team), ha dichiarato: “Non so se è possible vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. È la prima volta che ci provo, ma prima devo vincere il Giro. Ho grandi ricordi della mia prima partecipazione anche perché l’ho vinto. Non potevo mancare a questa edizione speciale. É il centesimo Giro, è storico. Ci sono più grandi squadre rispetto al solito. Questo cambia la dinamica della corsa. Ci sono anche più corridori di classifica della mia generazione. Nella quarta tappa sull’Etna avremo già una fotografia più chiara dei protagonisti. La settimana decisiva sarà però l’ultima e spero di ottenere il miglio risultato possibile.”

Andrè Greipel pronto per il Giro

Il velocista Andrè Greipel (Lotto Soudal), che ha vinto almeno una tappa in ciascuna delle sue precedenti quattro partecipazioni al Giro d’Italia, ha dichiarato: “Sono felice di far parte della centesima edizione. Mi piace veramente questa corsa. Non direi no a vincere un’altra tappa, abbiamo una squadra molto forte sia per le volate che le tappe in linea. Se la prima tappa arrivasse in volata venerdì, sarebbe bello indossare la Maglia Rosa per la prima volta. Non vedo l’ora di provarci. In un Grande Giro, solo al massimo 21 corridori tra i 198 al via possono vincere una tappa, essere uno di loro è sempre un grande successo. Sulla carta sembra che sia il miglior velocista ma c’è un gruppo di velocisti di alta qualità come Caleb Ewan, Fernando Gaviria, Giacomo Nizzolo, etc. Sono giovani che vogliono sfidarmi ma anch’io voglio sfidare loro. Questo è il mio quattordicesimo Grande Giro, ho più esperienza di loro… ma a loro della mia esperienza non importa nulla! Hanno un grande futuro davanti e non sarà facile batterli.”

Annullato premio al discesista del Giro

Si è creata molta polemica attorno al Premio al Miglior Discesista che l’organizzazione del Giro d’Italia aveva introdotto come novità dell’edizione del centenario. Consci del polverone montato in questi giorni la Direzione del Giro d’Italia, in accordo con lo sponsor, ha emanato un comunicato in cui si legge: lo spirito dell’iniziativa era esclusivamente quello di dare evidenza alla naturale componente agonistica senza ovviamente mettere in discussione la sicurezza degli atleti, che è e che rimane la priorità del Giro.

La premialità a punti con un premio in denaro è stata dunque eliminata ma la registrazione dei tempi delle discese sarà comunque garantita con l’obiettivo di raccogliere dati statistici.

 

Dumoulin: Sono al Giro per fare bene

Lo scorso anno al Giro d’Italia, l’olandese Tom Dumoulin si presentò con l’obiettivo di prendere le misure con la corsa rosa e di ben figurare alla cronometro individuale e ci riuscì alla grande vincendo la prova contro l’orologio ed andando anche ad indossare la maglia rosa.

Il corridore nato a Maastricht nel 1990 parte quest’anno con l’attenzione  rivolta alla classifica generale: “Non posso puntare a vincere il Giro, per me è fuori portata, credo che Nairo Quintana sia il favorito ma anche Vincezo Nibali potrà dire la sua. Io per poter conquistate il Giro dovrei trovarmi nel picco di forma personale ed essere assistito dalla fortuna e non è cosi facile, quindi, considerando che la mia preparazione decisamente adeguata e la squadra decisamente forte che ho a disposizione penso di poter puntare ad un posto in generale.

L’inizio del Giro d’Italia non è molto difficile, credo che i distacchi importanti arriveranno dopo l’Etna e il Blockhaus. La tappa dello Stelvio e del Mortirolo è la più dura, anche se ogni tappa dell’ultima settimana non va sottovalutata”.

 

 

Una bici speciale per Vincenzo Nibali

Merida, azienda fondata nel 1972 da Ike Tseng dopo che durante un viaggio negli USA agli inizi degli anni 1970 vide una nota sulla porta di un negozio di biciclette su cui si leggeva che le bici fabbricate a Taiwan non venivano accettate per la riparazione a causa della loro scarsa qualità creando invece un marchio che fa della precisione il suo punto forte, ha deciso di omaggiare il due volte vincitore del Giro d’Italia e protagonista annunciato dell’edizione numero 100 della corsa rosa, Vincenzo Nibali .

La livrea della bicicletta fornita allo Squalo dello Stretto sarà del tutto speciale: la scritta dell’azienda diventa rosa su telaio nero, e viene richiamato sulla scocca il Trofeo Senza Fine con cui viene premiato il vincitore del Giro. Ulteriore tocco di classe, il nome “Vincenzo Nibali” sulla forcella e la scritta centenario

GIRO 100: IL MORTIROLO SARÀ LA SALITA SCARPONI

Il Giro d’Italia non può dimenticare un grande campione, un grande amico e un grande uomo che avrebbe corso quest’anno la sua dodicesima Corsa Rosa. Ha pensato così di omaggiarlo dedicandogli in questa edizione una delle salite simbolo della corsa: il Mortirolo.

Questa salita, nota in tutto il mondo e rispettata da ogni ciclista, nel 2010 è stata per Michele Scarponi il trampolino di lancio della sua ultima vittoria al Giro d’Italia, all’Aprica, davanti a Ivan Basso e Vincenzo Nibali.

In occasione della Tappa 16 Rovetta-Bormio, di Martedì 23 Maggio, il corridore che transiterà per primo al Gran Premio della Montagna del Mortirolo otterrà un punteggio doppio rispetto a quello previsto nel regolamento e sarà premiato, sul podio finale di Milano, durante il cerimoniale di chiusura del Giro.

5000€ al migliore discesista. Corretto?

Arriva una novità  decisamente poco attesa e forse anche evitabile: al Giro d’Italia è stato inserito un premio per il miglior discesista che verrà assegnato tramite una classifica a punti, proprio come la maglia di miglior scalatore o di miglior velocista.

Il funzionamento? Saranno conteggiati i tempi di tutti i concorrenti su 10 discese di questo Giro d’Italia, tra cui lo Stelvio, il Tonale e il Pordoi . L’atleta col miglior tempo prende 8 punti oltre che un premio di 500 €, il secondo 5 punti, terzo, quarto e quinto da 3 a 1 punto.

Pare una scelta un po estrema, magari spettacolarizzante, ma forse poco rispettosa dell’incolumità degli atleti che già sfiorano il limite ad ogni curva spesso su terreni bagnati. Come si comporteranno i corridori?