Tour de Slovénie: a Bennett la tappa, a Majka la generale

Sam Bennett

Sam Bennett

La quarta e ultima frazione del Tour de Slovénie, ha visto la vittoria di Sam Bennett . La tappa è stata caratterizzata dal tentativo di sei atleti: il colombiano Daniel Martínez, il ceco Jiri Polnicky, lo sloveno Jaka Primozic, l’austriaco Sebastian Schönberger e gli italiani Davide Ballerini e Gianfranco Visconti che hanno raggiunto un vantaggio vicino ai 4 minuti.

Il gruppo guidato da Bahrain Merida, Bora-Hansgrohe e Orica-Scott ha però ricucito lentamente lo strappo portando il gruppo all’inevitabile arrivo allo sprint. Ad imporsi, come avvenuto giovedì, è stato Sam Bennett; l’irlandese della Bora-Hansgrohe ha avuto la meglio su Mark Cavendish (Team Dimension Data) e sul nostro Sonny Colbrelli (Bahrain Merida).

Vittoria finale per Rafal Majka, che si è imposto con 7″ su Giovanni Visconti (Bahrain Merida) e 17″ su Jack Haig (Orica-Scott)

Fiocco Rosa in casa Guarnieri: è nata Adelaide

Il tweet di Jacopo Guarnieri

Il tweet di Jacopo Guarnieri

Fiocco rosa in appeso sulla porta della casa di Jacopo Guarnieri la moglie Costanza ha infatti dato alla luce la loro primogenita Adelaide.

Jacopo ha pubblicato sul suo profilo twitter una immagine di un noto cartoon della Disney per celebrare la nascita della piccola di casa, al velocista della FDJ e a tutta la famiglia vanno le congratulazione dell’intera redazion di ciclonews.biz

 

Travolto da un furgone: paura per Antonio Di Sante

Antonio Di Sante.

Antonio Di Sante.

Il mondo del ciclismo è stato segnato dalla morte di Michele Scarponi e quella di Nicky Hayden, travolto mentre si stava allenando in bici a Cesena e ormai gli incidenti (fortunatamente meno tragici) sono all’ordine del giorno.

Questa volta è taccato ad Antonio Di Sante 23enne professionista in forza alla Gm Ovini, nativo di Roseto, ma residente a Santa Lucia, il giovane atleta, secondo quanto riportato da “Il Centro”, si stava allenando insieme a un compagno di squadra quando, attorno alle 13 di sabato, all’altezza di San Giovanni, è stato avvicinato dal conducente di un furgone che ha sorpassati i due insultandoli. Non contento parrebbe che l’autista avrebbe cominciato ad accostarsi con fare minaccioso ai due ciclisti, fino a urtare con lo specchietto il caschetto di Di Sante che ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra.

Di Sante, trasportato in ospedale ha riportato diverse escoriazioni e un vasto ematoma sul fianco destro ma le conseguenze potevano essere sicuramente peggiori. Il GM Ovini ha confermato che la partecipazione al campionato italiano in programma domenica 25 giugno in Piemonte non è comunque in dubbi

 

Al momento l’accusa per il conducente del furgone sarebbe quella di omissione di soccorso: le indagini chiariranno se l’autista abbia voluto causare l’incidente intenzionalmente o se non abbia calcolato bene le distanze rispetto alla bici di Di Sante.

Ecco il comunicato diramato dalla squadra di Di Sante: “Il GM Europa Ovini prende atto del bruttissimo episodio che ha coinvolto il proprio atleta e gli esprime la massima solidarietà. Il team auspica altresì che in futuro possa esserci un maggiore rispetto degli automobilisti nei confronti dei ciclisti. Fortunatamente tutto si è risolto con un grande spavento, ma sono ancora tanti i problemi che affliggono i ciclisti che utilizzano la strada per allenarsi”.

Di Sante era già stato al centro di un episodio controverso nel 2014, quando fu aggredito da un automobilista che lo colpì con un pugno che scappò senza soccorrere l’atleta.

Intervista a Gaia Ravaioli

Gaia Ravaioli campionessa di Wembp

Gaia Ravaioli campionessa di Wembo

Ospite di www.ciclonews.biz è  Gaia Ravaioli vincitrice del Mondiale Wembo (competizione che vede affrontarsi  atleti che corrono in solitaria o Team da due per 24 ore).

 

Ciao Gaia, complimenti per la tua recente vittoria, parlaci un po di te, di come è nata la tua passione per il ciclismo e per la MTB uno sport ingiustamente considerato poco più da uomini.

Ciao ragazzi, grazie per i complimenti! La passione per la MTB nasce solo pochi anni fa ,nel 2012, insieme al mio fidanzato, per puro hobby. Avevo una bici “all mountain” da 15 kg, e consideravo il classico giro dietro casa un ‘ impresa eroica, poi piano piano me ne sono innamorata e, nonostante la fatica, le cadute, le tante difficoltà, non potevo piu’ farne a meno.  Con le prime gare di paese , il “retaggio agonistico “ e’ nuovamente uscito fuori , (sino ai 17 anni facevo atletica leggera) e da li e’ stata una continua crescita, sino ad oggi.

 

Quanti sacrifici comporta o ha comportato la tua passione per le due ruote?

Dedico a questo sport anima e corpo . Le rinunce, ammetto ,non sono poche , ma il ciclismo sa ripagarle anche con gli interessi!

Ciclismo vuol dire fatica e nella tua specialità devi necessariamente “amare” la fatica, com’è il tuo rapporto con lo sforzo fisico estremo?

Senza la fatica nessuna gioia sarebbe tale, e’ il vero avversario da combattere! Sopportare la sofferenza per me e’ una questione di testa : concentrarsi sull’isolare il dolore , trovare un diversivo per la mente, rimanere sempre calmi ed aver una buona motivazione. A parole e’ facile, nella pratica un po’men , ma ci si allena anche ad alzare l’asticella del dolore!

Come mai hai scelto di praticare wembo? 

Magari la mia risposta potrò apparire come retorica ma è la verità: Nel 2012 grazie ad un caro amico, ho assistito da spettatore al Mondiale 24H Solo di Finale Ligure , rimasi affascinata dalla impresa per me titanica di questi atleti,ma tra me e me dissi: “ un giorno lo faro’ anch’io” e cosi’ accadde. Nel 2014 partecipai alla mia prima 24H di Finale Ligure,  fu un’ esperienza incredibile  perché vinsi la sfida con me stessa ,arrivando in fondo e conquistando comunque un buon risultato.

Nel 2015 ritornai più allenata e preparata, ma commisi comunque molti errori da principiante, arrivai seconda . Fu una gara molto sofferta, terminata ,ammetto, con l’amaro in bocca. Ma quando si perde si impara.

Gaia Ravaioli

Come di prepara una gara cosi stancante come il wembo?

La mia preparazione è  volta principalmente alle gare di Marathon, seppur mi dedico anche ad altre discipline come Enduro e XC. Con il mio allenatore, Corrado Ivaldi , abbiamo stilato un programma ad inizio anno, tale da arrivare alla 24H con la giusta condizione : buon fondo ed il giusto riposo. Insieme al mio Team Manager nonche’ marito Alessandro Bonarotti, ed il meccanico Luca Maggi , abbiamo curato ogni singolo dettaglio tecnico. In questa tipologia di gare non si ottengono grandi risultati se non si e’ supportati da un Team perfettamente organizzato ed in grado di darti un vero supporto morale nei momenti piu difficili

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Beh , purtroppo il tempo libero quasi non esiste durante la stagione; allenarsi e lavorare porta via l intera giornata . A fine stagione, invece, mi piace invece leggere e praticare altri sport , in modo particolare corsa, trailrunning e sci

Sei genovese, zona favorevole per le due ruote sia per il clima che per la morfologia del territorio, quali sono le tue zone preferite di allenamento?

Effettivamente la Liguria offre tutto ciò che un biker possa desiderare. Ho molte alternative: Dal Righi, dove si svolgeranno a breve gli Italiani XC, ai trail della Madonna della Guardia , ma principalmente mi alleno sui sentieri del Montegazzo Outdoor, molto divertenti e dalle diverse tipologie di terreno!

Alex Zanardi

Alex Zanardi

Hai qualche corridore o sportivo a cui ti ispiri? 

Sono molti i miei idoli; dovendone scegliere uno in particolare allora direi Alex Zanardi: per l’umilta’, l’onesta’, la grande passione , ma soprattutto per l’incredibile capacita’ di cambiare la prospettiva con cui si guardano le cose. Un grande campione sia dello sport che della vita!

I tuoi prossimi obiettivi professionali?

I prossimi obbiettivi importanti saranno il Campionato Italiano Marathon e il Campionato Italiano XC

Recensione: HINAULT, MOSER, SARONNI. IL CICLISMO NEGLI ANNI ’70 E ’80

HINAULT, MOSER, SARONNI. IL CICLISMO NEGLI ANNI ’70 E ’80

HINAULT, MOSER, SARONNI. IL CICLISMO NEGLI ANNI ’70 E ’80

Hinault, Moser, Saronni… no non è la voce di Adriano De Zan a scandire l’arrivo di una grande corsa ma è il titolo del libro edito da Piazza Editore e scritto dal padovano Paolo Voltan. E’ un libro che ripercorre un ventennio sportivo contraddistinto dalle divisioni tipicamente italiane tra i fans di Francesco e quelli di Beppe con l’incomodo di Bernard un po’ come fu negli anni novanta tra Bugno e Chiappucci con Indurain a far da padrone.

HINAULT, MOSER, SARONNI. IL CICLISMO NEGLI ANNI ’70 E ’80 non è solo il punto di vista di un amante delle due ruote ma è anche una interessantissima fonte di storie e aneddoti molto curiosi.

Il libro ci racconta tante altre  storie tra cui quella di Stephen Roche, capace nel  1987 di cogliere la tripletta Giro, Tour, Mondiale non senza la “macchia” del tradimento di Sappada nei confronti di Visentin, quella di De Vlaeminck, Zoetemelk, e, ancora, la storia di Greg LeMond, un americano a Parigi.

L’introduzione al libro è di Giovanni Battaglin

Paolo Voltan, classe 1964, padovano, laureato in filosofia, lavora per il Comune di Montegrotto Terme come agente di polizia locale. Tra le passioni, oltre al ciclismo, il calcio (è tifoso della Juventus), la montagna e la lettura.

Straducale: tutto pronto per domenica 25

La Straducale

La Straducale

La “Straducale“, organizzata dalla ASD CicloDucale ,  è pronta a prendere il via, domenica 25 giugno. Alla manifestazione possono partecipare tutti i cicloamatori e cicloturisti regolarmente tesserati 2017 ACSI e di altri Enti di Promozione Sportiva e F.C.I (Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 17.00 del 23 Giugno 2017.)
Per chi non fosse tesserato con alcuna Società, esiste la possibilità da parte di questa organizzazione di emettere un tesserino giornaliero (tramite ACSI) che consente di partecipare alla manifestazione al costo di €.10,00, vedere specifiche al capitolo tesserino giornaliero.

La corsa si disputa con partenza ed arrivo a Urbino con due percorsi: Lungo da 136 km con circa 2.900 m di dislivello e uno Corto da 90 Km con circa 1.300 m di dislivello.  Saranno 150 gli operatori che controlleranno le strade della granfondo, 300 se si considerano quelli delle organizzazioni di Urbino, tutti concentrati nel dare maggior sicurezza ai più di 1.000 ciclisti che parteciperanno all’evento.

Tanta importanza sarà data alla sicurezza stradale visto che in passavo vi furono alcuni problemi  “Per tutti i bivi concernenti la città, avremo addirittura otto operatori della Straducale, due vigili della polizia locale e due carabinieri della caserma di Apecchio. Vogliamo mantenere alta l’attenzione. A differenza degli anni passati dove c’erano stati alcuni problemi, quest’anno le amministrazioni comunali hanno sostenuto l’iniziativa mettendo il personale a nostra disposizione” queste le parole del presidente della Ciclo Ducale, Gabriele Braccioni

La corsa, giunta alla 14esima edizione, lo scorso anno vide al via ben 1.300 partecipanti e a trionfare fu Alessandro Bertuola

GFNY Mont Ventoux: si corre domenica 25

gfny mont ventoux

gfny mont ventoux

Tutto pronto per la GFNY Mont Ventoux giunta alla sua terza edizione che si disputerà in località Vaison La Romaine (in Francia), partenza alle 7,30 e arrivo sul Mont Ventoux. Il costo di iscrizione è di 102 € entro il 20 giugno, dopo quella data salirà a 120 €. Il cronometraggio dei partecipanti avverrà con chip elettronico, prevista welcome night il sabato con musica e possibilità di cenare. Lo scorso anno vi furono 1.100 iscritti e la vittoria finale andò a Alexander Duncan.

Due i percorsi possibili: Lungo da 134 chilometri per 3.601 m di dislivello e Corto per 78 chilometri con un dislivello di 2.390 m.

 

Granfondo città di Padova: ecco i dettagli

Granfondo Città di Padova

Granfondo Città di Padova

Manca poco meno di una settimana la via della Granfondo Città di Padova che si svolgerà nella Città del Santo il prossimo 25 giugno 2017.  La corsa padovana è giunta alla sua quarta edizione e, dopo tre anni di continua crescita, ci si aspetta per il 2017 la consacrazione definitiva per un evento di primordine nel calendario granfondistico nazionale.

La partenza sarà data in Piazza Prato della Valle con arrivo nella medesima località con due percorsi disponibili: lungo di 145 Km (1935 metri di dislivello) per gli appassionati della fatica ed uno medio di 97 Km (1340 metri di dislivello) per gli agonisti meno esasperati, un’occasione oltre che per divertirsi, per gustare al meglio la bellezza del territorio.

Ricco il pacco gara: Bottiglia birra Antoniana, borraccia Pro Action personalizzata, prodotto Pro Action, calzini North Wave, pasta Jolly Sgambaro, sacca Gara e molto altro.

Nel 2016 a trionfare tra i 1.350 iscritti fù Mauro Facci

Intervista a Simone Sterbini

Simone Sterbini

Simone Sterbini

Ospite di oggi di www.ciclonews.biz è Simone Sterbini corridore originario di Palestrina in forza alla Bardiani CSF.

Ciao Simon, anzitutto grazie per la tua disponibilità, raccontaci qualcosa di te, come hai iniziato con il ciclismo?

Ciao ragazzi, grazie a voi! Allora come ho iniziato ad appassionarmi al ciclismo grazie all’esempio di pio padre. Lui seguiva il ciclismo in TV e io non perdevo occasione per stare con lui a godermi le corse e da li è iniziato a piacermi come sport. Poi mio papà era (ed è tuttora) in cicloamatore ed è stato facile montare in sella ad una bici e non riuscire più a scendere

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Si hai proprio ragione, il ciclismo richiede tutta la vita che hai a disposizione: tra allenamento, recupero e corse non ti resta tanto,la mia fortuna è stata aver conosciuto Pierluigi Terrinoni (direttore sportivo della GM Europa Ovini ndr)  che mi ha sempre seguito e indirizzato per la strada migliore

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Devo dirti che il ciclismo è proprio uno sport che ti mette in confronto costante con te stesso: per ogni obbiettivo conseguito ce n’è sempre un altro che ti si pone davanti,disciplina e concentrazione sono fondamentali e questo spirito credo possa formare veramente il carattere di un ragazzo, indipendentemente dal diventare un “pro” credo che questo sia un valido motivo per iniziare a praticare il ciclismo.

 

Simone Sterbini

Simone Sterbini

Simone, tu sei giovanissimo ma hai partecipato davvero a molte gare, ne hai una che ricordi con maggior piacere?

Ad oggi ricordo con particolare affetto la vittoria al Campionato Italiano under 23, correvo in casa ed è stato bello vincere davanti a chi mi ha visto crescere ciclisticamente parlando e davanti la mia famiglia, non lo dimenticherò mai.

Il ciclismo ti lascia poco spazio per altre attività ma cosa ami fare nel tempo libero?

In effetti quando sei un ciclista devi confrontarti con la certezza che il tuo tempo libero sia assolutamente contingentato e anche il tuo stile di vita è sempre molto morigerato ma quando ho l’opportunità di potermi rilassare mi piace passare molto tempo con gli amici,tra cui Andrea e Mirko che sono due under 23 di ottimo livello

Che rapporto hai con la musica? 

Bella domanda! Devo ammettere che  la musica è, assieme al ciclismo la mia più grande passione. Ascolto veramente di tutto Da Guccini a Vecchioni e poi vado matto anche per il trio Fabi, Silvestri, Gazzè. Mi piace molto il loro genere e non ti nascondo che mi piace andare a vedere i loro concerti dal vivo.

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

E’ sulla cresta dell’onda in questo periodo, dopo la vittoria del Giro d’Italia, ma da molto ammiro  Tom Dumoulin: mi piacciono le sue caratteristiche e la sua capacità di sapersi gestire in corsa. Non va quasi mai fuori giri e ha un gran controllo delle proprie energie

Abbiamo parlato di campioni del ciclismo ma tu segui altri sport? hai un campione di altre discipline che ammiri?

Si oltre al ciclismo mi piace molto il calcio sono un grande tifoso della A.S. Roma ed è fin troppo facile dirti che il mio mito è naturalmente Francesco Totti, un vero campione che ha dedicato tutta la sua carriera alla maglia della mia squadra del cuore.

Chiudiamo con una domanda di ciclismo: quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Voglio far bene per la seconda parte della stagione. Purtroppo l’inizio dell’anno per me è stato molto sfortunato: durante la prima corsa della stagione  sono caduto e ho riportato la frattura del capitello radiale, ora però mi sento molto migliorato e non vedo l’ora di mettermi in gioco

Tour de Slovénie: tappa e maglia a Majka

Rafal Majka conquista tappa e maglia al Giro di Slovenia

Rafal Majka conquista tappa e maglia al Giro di Slovenia

La terza tappa del Tour de Slovénie con arrivo in salita ha visto la vittoria di Rafal Majka e ha segnato  in maniera pressoché assoluta le sorti della graduatoria generale della corsa, che si concluderà domani con la Rogaska Slatina-Novo Mesto.

La tappa è stata contrassegnata da un ritmo fin da subito molto alto con sei corridori andati in fuga dopo soli 20 chilometri.

Quando mancano 9 km il drappello dei migliori è composto da otto elementi:Francesco Manuel Bongiorno (Sangemini-MG.KVis), Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli) e Giovanni Visconti (Bahrain Merida), gli austriaci Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe) e Hermann Pernsteiner (Amplatz-BMC), l’australiano Jack Haig (Orica-Scott), il primo anno sloveno Tadej Pogacar (Rog-Ljubljana) e il favorito della vigilia, il polacco Rafal Majka (Bora-Hansgrohe). Ed é proprio Majka ad attaccare seguito da Visconti ed Haig, il polacco detta un ritmo elevato e si invola a conquistare la tappa e la maglia di leader ad una sola frazione dal termine