Luca Raggio conquista il Trofeo Matteotti

Luca Raggio

Luca Raggio sta letteralmente vivendo una stagione da ricordare:  dopo aver conquistato il Giro della Provincia di Biella ottiene un’altra vittoria importante a Marcialla in categoria nazionale giungendo per primo sul traguardo del Trofeo Matteotti.

Il corridore della Viris Maserati è stato protagonista di una fuga con altri 8 atleti durata ben 60 km. Raggio è stato l’ultimo a resistere al rientro del gruppo guidato dal campione europeo Alexander Riabushenko (Palazzago).

Nel finale, quando la fatica iniziava a farsi sentire anche per la giornata calda e gli inseguitori incalzavano sempre più, Raggio decideva di lanciare l’attacco solitario a 7 Km dal traguardo dopo aver scollinato in terza posizione da Bivio Canaglia.

RDINE DI ARRIVO: 1. Luca Raggio (Viris Maserati) Km 150, in 3h38’49”, media Km 41,130; 2. Aleksandr Riabushenko (Palazzago Amaru) a 5”; 3. Paolo Baccio (Mastromarco Sensi Nibali) a 7”; 4. Francesco Romano (Palazzago Amaru); 5. Gracjan Szelag (Altopack); 6. Davide Orrico (Sangemini MG Kvis); 7. Matteo Moschetti (Viris Maserati); 8. Federico Burchio (Hopplà Petroli Firenze); 9. Niccolò Salvietti (Sangemini MG Kvis); 10. Enrico Anselmi (Big Hunter Beltrami Seanese).

 

Tom Dumoulin conquista il Giro d’Italia

Tom Dumoulin vince il Giro d’Iitalia

Era uno degli outsider della corsa, forte a cronometro e in grado di difendersi in salita. E proprio grazie alla sua resistenza in salita Tom Dumoulin è riuscito ad arrivare alla decisiva cronometro Monza-Milano in posizione favorevole per giocarsi la vittoria finale. Non è stata una passeggiata, tutt’altro. Le scorie di tre settimane corse a velocità folle erano nelle gambe di tutti: da Nibali a Quintana, da Pinot a Dumoulin.

E sui circa 30 km del tracciato milanese Tom ha fatto l’impresa, ha recuperato su tutti. Nairo Quintana si deve accontentare del secondo posto in generale che non essendo riuscito a conservare i 53” di vantaggio sul capitano della Sunweb. Podio finale completato da un grande Vincenzo Nibali, che per soli 9” non è riuscito a centrare il secondo posto del colombiano.

La Farfalla di Maastricht ha sfidato tutti con un 58 come rapporto che nel tragitto dall’Autodromo di Monza a Piazza Duomo a Milano ha fatto saltare il banco regalandogli la maglia Rosa. Ma la vittoria di Tom ha le pasi sulle rampe delle salite mitiche di questo giro del centenario su cui ha lottato rispondendo attacco dopo attacco e riuscendo a non affondare quando è andato in crisi sullo Stelvio.

Complimenti Tom ora ti attendo il tuo paese che vive per le due ruote e che ha voglia di festeggiare con te.

 

 

Landa dedica la vittoria di ieri a Michele Scarponi

Landa saluta Michele via Twitter

 

Torniamo per un attimo alla tappa di ieri. Ci torniamo perché al gesto tecnico la tappa di ieri verrà ricordata per un bel gesto umano. Mikel Landa ieri ha conquistato un classico “tappone” del Giro d’Italia, si sa gli scalatori hanno un posto speciale nel cuore degli appassionati di ciclismo italiani ma ieri Mikel ha guadagnato sicuramente tanti tifosi grazie alla splendida dedica della vittoria all’ex compagno Michele Scarponi.

Landa è arrivato solo all’arrivo in salita della frazione da San Candido a Piancavallo e ha pensato subito all’amico scomparso: “Era un gran compagno, qui lo ricordiamo tutti i giorni e volevo farlo anche io con una vittoria”. Michele e Mikel hanno condiviso la maglia dell’Astana e hanno creato un legame indelebile. Scarponi era noto a tutti per la sua simpatia e la capacità di fare gruppo e il suo “omonimo” Mikel è stato subito travolto dalla passionalità e dalla solarità del nostro Michele.

“Finalmente è arrivato questo successo: non è stato affatto facile ma così lo apprezzo ancora di più. Un trionfo nel ricordo di Michele Scarponi, di compagno e di un amico che abbiamo perso” ha dichiarato Landa ai microfoni della Rai.

“Grazie per la spinta Scarpa” è stato il suo “cinguettio su Twitter.

Intervista a Igor Zanetti

Igor Vigor Zanetti

E’ stata una vera festa del ciclismo la Nove Colli di domenica scorsa, un biscione lunghissimo composto da 12mila partecipanti e a trionfare è stato (per la terza volta di fila!) Igor “Vigor” Zanetti del Scott TeamGranfondo, ospite di ciclonews.biz per una intervista.

Ciao Igor, ti va di raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Io sono un ex ciclista dilettante, ho cominciato a correre a 8 anni ereditando la passione da mio papà. Nel 2003 ho deciso di smettere con la bicicletta e sono stato per cinque anni senza praticare alcuno sport poi poi ho ripreso con qualche corsa nel 2008 e nel 2013 le prime gran fondo

 Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Io sono il classico passista veloce, il mio punto forte è la pianura, soffro molto le lunghe salite.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua quotidianità?Naturalmente il ciclismo ha un’influenza su tutte le mie giornate e in tantissimi aspetti della quotidianità,  partendo dall’alimentazione e evidentemente nel riuscire a ritagliarmi sempre il giusto tempo a disposizione per gli allenamenti.

Hai appena vinto la “9 Colli”, come si prepara un simile evento?

Onestamente ti devo dire che io non preparo specificatamente la 9 colli ma bensì un periodo cercando di arrivare sempre al meglio a Cesenatico

Come ci si sente a vincere una gara in cui si sfidano 12.000 persone?

Come ci si sente? Si prova assolutamente tanta soddisfazione soprattutto per averla vinta 3 volte di fila!

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo ti insegna i valori della vita, ti insegna a fare sacrifici capisci cos’è la fatica e soprattutto ad essere preciso sulle cose che si fanno. Lo consiglierei ad un ragazzo che vuol cominciare perché è un grande sport e soprattutto ti fa capire cosa vuol dire il sacrificio per arrivare ad un obbiettivo

 Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Non mi ispirò a nessun corridore in particolare, da bambino tifavo bugno (era veramente un idolo) ora mi piace molto Peter Sagan, lui è un fenomeno, come può non piacere? E poi in generale, senza fare nomi, ho una predilezione per i corridori da classiche piuttosto che quelli da grandi giri

Segui qualche altro sport?

Beh si ho uno sport che adoro guardare ed è il pattinaggio su ghiaccio, ha un fascino particolare e nel mesi invernali mi piace godermi qualche pattinata in pista però ammetto che tutto lo sport mi piace e mi trasmette emozioni.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Tempo libero? Non so cosa sia! Battute a parte sai col lavoro e con la bici il tempo a disposizione non è molto ma adoro riposare  rilassarmi.

Hai qualche evento che hai messo  “nel mirino”?

Tra i prossimi impegni vorrei fare bene la Maratona delle Dolomiti anche se non è sulle mie caratteristiche, ma tentar non nuoce!

 

Recensione: I dannati del pedale

I dannati del pedale

Presentiamo il libro “I dannati del pedale” scritto da Paolo Viberti ed edito da Ediciclo editore. I libro si legge rapidamente e tra le pagine si trova tutta la passione dei tifosi che si accalcano sulle strade del Giro o per qualunque corsa ciclistica.

Si legge l’anima dei protagonisti delle corse, gli idoli delle folle partendo dagli albori dello sport fino ai giorni nostri, si entra nell’anima dei ribelli delle due ruote quelli che spesso hanno anche avuto una fine tragica si scruta nel cuore dei romantici del pedale con aneddoti e curiosità

Si leggono storie note e meno note di campioni intramontabili, da Coppi a Jimenez da Binda a Merckx, da Bugno a Pantani. Si visitano i luoghi storici e sacri del ciclismo:  il Sestriere, Il Mont Ventoux, il Mortirolo, Il Gavia

Che il lettore si riveda nei romantici o nei dannati non importa ma questo libro gli farà amare ambedue le tipologie di ciclisti e ne stamperà un’immagine indelebile nella mente e nel cuore.

Intervista a Miriam Vece

Miriam Vece stellina del ciclismo Italiano

Ospite di oggi di Ciclonews è Miriam Vece giovane talento (classe 1997!) del ciclismo tricolore, tantissimi sono stati i trionfi a livello giovanile, tante volte ha salito i gradini del podio per quanto riguarda i Mondiali e gli Europei junior

Ciao Miriam e anzitutto grazie per la tua disponibilità, ci racocnti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi per l’intervista, ho scelto il ciclismo come sport perché lo praticava mio fratello Gerardo , allora a 6 anni ho deciso di provare anche io e non sono più riuscita a farne a meno!

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Diciamo che il ciclismo ha influenzato molto la mia adolescenza. Gli allenamenti e le gare mi hanno scandito il ritmo della mia vita “portandomi via” molto tempo. La sera e il pomeriggio vedevo tutte le mie amiche uscire e io non potevo quasi mai.

Ora per via delle gare sono spesso lontana da casa, anche per tanti giorni e ho capito chi sono i veri amici, quelli su cuoi puoi contare e sai che ti aspettano anche se sanno che spesso non ci sono per via degli impegni agonistici.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo mi ha insegnato in questi anni mi ha insegnato veramente tanto. Anzitutto mi ha trasmesso la capacità di  non mollare mai, mi ha insegnato a superare ostacoli che a volte sembravano insormontabili e mi ha insegnato cosa vuol dire la fatica e a conviverci. Lo suggerirei ad una ragazza perché il ciclismo è uno sport fantastico e poi sai una cosa? Il ciclismo è davvero una grande famiglia, si fa tanta fatica tutte assieme e poi ci si sa divertire.

Qual è la corsa o quali sono le corse che ricordi con più piacere?

In effetti devo dire che sono tante le corse che ricordo con piacere: su strada ricordo la vittoria in fuga di Pradalunga da allieva al secondo anno  e quella di Schiavonia. Arrivavo da un anno un po’duro, senza vittorie e tornare a vincere è stato fantastico. Per ciò che concerne le gare in pista invece sicuramente i Campionati Europei e Mondiali del 2015 poi direi le 4 prove di Coppa del Mondo a cui ho partecipato quest’anno e i Campionati del Mondo di Hong Kong un’esperienza fantastica che non dimenticherò facilmente.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Come ti dicevo prima tra le gare e gli allenamenti abbiamo sempre poco tempo per noi ma quando posso amo concedermi del tempo con le mie amiche e la mia famiglia e poi adoro fare shopping

Che musica ti piace?

Ascolto qualsiasi tipo di musica, non ho un cantante o un gruppo preferito,dipende tutto dalle emozioni che mi trasmettono le canzoni

Sei giovanissima, hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Mi ispiro molto a Miriam Welte , una velocista (su pista) tedesca che come me fa la prima dell’olimpica e i 500 metri . Non a caso le altre ragazze velociste mi chiamano “Welte”

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Sinceramente oltre al ciclismo non ho altri sport che seguo con interesse anche guardo qualche partita di calcio femminile  visto che ho una mia carissima amica che pratica quello sport

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Il mio prossimo obiettivo stagionale sarà sicuramente il Campionato Europeo under 23 a cui spero di partecipare , ci sto lavorando molto e speriamo in bene !

Giro: vittoria di Thibaut Pinot

Thibaut Pinot vince ad Asiago

Lo attendevano tutti ed è attivato l’attacco a Tom Dumoulin da parte dei rivali diretti per la vittoria finale. L’attacco è arrivato ma non ha portato gli effetti che forse alcuni si auguravano.

L’olandese ha infatti resistito coi denti per cercare di giocarsi domani la vittoria finale del Giro d’Italia, ha sofferto, lottato e al traguardo ha perso solamente quindici secondi.

La salita Monte del  Grappa è stata condotta ad alta velocità dalla Katusha, ha fatto selezione, ma non tra i sei favoriti della classifica generale. Sul Foza si sono invece avvicendati gli attacchi, con Vincenzo Nibali che ha aperto le danze, seguito poi da un’azione più decisa di Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo. Sui due, poco dopo lo scollinamento  si sono riportati  Quintana, Nibali e Pinot  ma la mancata collaborazione tra i 5 di testa ha fatto sì che l’ex-maglia rosa, aiutata da Bob Jungels, Adam Yates e Bauke Mollema, riuscisse a non perdere troppo terreno.

Il successo finale è andato, nella volata ristretta, a Thibaut Pinot che ha portato a due le vittorie francesi in questo Giro mentre Dumoulin arriva con 15″ di ritardo: la nuova generale vede sempre Nairo Quintana in maglia rosa, con 39″ su Nibali, 43″ su Pinot, 53″ su Dumoulin, 1’15” su Zakarin ed 1’30” su Pozzovivo. Ora manca solo la cronometro Monza-Milano ed era da tanto che non vi era nell’ultima prova una classifica cosi corta.

Giro: Kruijswijk si ritira a per problemi intestinali

Steven Kruijswijk

Non sarà certamente un Giro d’Italia da ricordare quello di Steven Kruijswijk, rivelazione della passata edizione, quest’anno ha avuto problemi per tutta la corsa. Il capitano della Lotto NL Jumbo si è dovuto arrendere a due giorni dalla conclusione della corsa per problemi di stomaco e ipertermia. Per l’olandese non ci sarà dunque la possibilità di completare la corsa a Milano visto che, dopo aver passato una serata e una notte davvero difficile per via dei problemi fisici, ha deciso di ritirarsi dalla corsa rosa

 

Tour of Japan vittoria di Óscar Pujol

Óscar Pujol

Esattamente come un anno fa il Monte Fuji è terreno per Óscar Pujol ma, a differenza della scorsa edizione, quest’anno è stata una tappa da tregenda, con tanta pioggia, freddo e nuvole basse ma a trionfare è stato ancora lo spagnolo del Team UKYO . Grazie a questa bella vittoria,  Pujol balza in vetta alla generale del Tour of Japan con 1’42” su Pourhashemi e 1’52” su Earle.

Domani è previsto il particolarissimo circuito di Izu:  122 km con quasi 4000 metri di dislivello!

Landa vince la tappa al Giro, Quintana nuovo leader

MIkel Landa

E venne il giorno che non ti aspetti, la diciannovesima tappa del Giro d’Italia, da San Candido a Piancavallo, è stata tutt’altro che povera di colpi di scena. Ad aggiudicarsi la frazione è stato il redivivo Mikel Landa bravo ad andare in fuga nel momento giusto (e fortunato nel trovare il gruppo non interessato a fermare i fuggitivi).

La maglia azzurra del Team Sky ha fatto una salita finale da applausi, andando conquistare una meritatissima vittoria, che ha dedicato al compianto Michele Scarponi.

E mentre davanti andava in onda il trionfo di Landa dietro si poteva osservare il calvario della maglia rosa: Tom Dumoulin è sembrato sofferente fin da subito e a poco è servito il supporto di Geschke: gli ultimi 7 km li ha affrontati da solo e non non poa sofferenza. I big non hanno fatto scatti spaventosi ma il ritmo è stato decisamente alto e il solo Thibaut Pinot ha provato ad attaccare staccando gli altri e giungendo al traguardo ad 8’09” dal vincitore.

Alle sue spalle a 8’15” Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo, capaci di staccare gli altri attorno ai meno 2.5 km. A 8’21” sono giunti Jungels, Yates e Quintana, a 8’23” Mollema, Nibali e Hirt mentre Dumoulin ha pagato 9’30”.

Inevitabile il cambiamento del leader della generale: la maglia rosa va sulle spalle di Quintana con 38″ su Dumoulin, 43″ su Nibali, 53″ su Pinot, 1’21” su Zakarin e 1’30” su Pozzovivo.