Da Santo a Santo contro i tumori!

Fabio & Fabio per la Fondazione Giovanni Celeghin

Si chiama “Da Santo a Santo” ed è una maratona ciclistica a scopo benefico promossa per il quinto anno da Fabio Celeghin e Fabio Basei: 1005 km da Sant’Eustachio (Matera) a Sant’Antonio (Padova), in bicicletta, sei tappe per un totale di 1005 km.

I due sono i protagonisti per il quinto anno consecutivo  di una meravigliosa avventura su due ruote che li ha portati nelle scorse edizioni a raggiungere Padova prima da San Giovanni Rotondo (2013), poi da San Gennaro a Napoli (2014), da San Rocco a Montpellier (2015) e da San Pietro a Roma (2016).  Fabio&Fabio pedaleranno insieme ad Alan Marangoni, della Nippo-Vini Fantini e raccoglieranno fondi per promuovere e dare visibilità ai progetti finanziati dalla Fondazione Giovanni Celeghin, onlus nata nel 2012 dai figli di Giovanni Celeghin — imprenditore padovano, fondatore del gruppo veneto Dmo Spa e grande appassionato di ciclismo che ha come obiettivo la lotta contro i tumori cerebrali, in particolare il glioblastoma multiforme.

Intervista a Nadir Colledani

Nadir Colledani

Nadir Colledani

Ospite di oggi è Nadir  Colledani talento del ciclismo italiano, classe 1995, nato a San Daniele del Friuli fresco  trionfatore alla Coppa del Mondo Under 23 ad Albstadt

Ciao Nadir, grazie per la tua disponibilità, come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Il ciclismo è venuto da solo. Ho iniziato a fare calcio ma ho sempre avuto passione per la bicicletta, qualunque fosse,  era , non conoscevo la mtb e il cx, tu pensa che mi dilettavo a sistemare le grazielle e giravo con quello! Poi un amico di famiglia mi ha portato a fare una gara di MTB, una corsa che si svolge nella mia regione, avevo 13, immagina tutti vestiti da MTB e io con la maglia da calcio! Ho preso parte alla corsa e l’ho pure vinta da li si può dire è iniziata la mia carriera, per caso ma quel caso mi ha davvero cambiato la vita!

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Molto, moltissimo. Ti racconto un aneddoto: ero junior e a causa di uno stop dovuto a mononucleosi mi sono ritrovato con uno stop forzato, ecco li ho iniziato a prendere una strada sbagliata, andavo a feste e tiravo tardi la sera. In quel momento ho capito che stavo prendendo una strada che non mi piaceva e ho subito ripreso la mia mentalità, devo essere grato a quel momento perché da li poi ho capito che fare bici mi piaceva e mi rendeva veramente fiero di me.

Sento che ogni giorno che passa la mia voglia di pedalare sta aumentando, che ho sempre voglia di pedalare e tornando alla domanda: si ha segnato molto la mia vita la scelta di fare ciclismo, zero feste, vita sana, zero alcool, sempre lontano da casa, a volte potrebbe pesare ma lo faccio per una cosa che adoro e non mi da assolutamente problema farlo!

Nadir Colledani

Nadir Colledani in gara

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Ripeto, il ciclismo  è uno stile di vita non è un gioco! a me non pesa e non penso ci non considero determinate “rinuncie” uno sforzo o una fatica, tu pensa a quanti ragazzi della mia età lavorano e studiano oppure sono disoccupati magari vivendo in famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine del mese, loro si che sono degli eroi e sanno cosa vuol dire il sacrificio. Noi ciclisti ci  alleniamo, stiamo in forma , giriamo il mondo e testiamo sempre cose nuove , cosa possiamo pretendere di più? E poi conosciamo un sacco di persone che in qualche modo negativo o positivo ti fanno crescere come persona e come ciclista, questo sport mi sta arricchendo l’anima te lo giuro!

Lo suggerirei alle persone che vogliono veramente capire fino dove sono disposte ad arrivare sia fisicamente sia mentalmente! La bici in generale non è fatta per persone normali lo dico sempre scherzando con gli amici ma è tutto assolutamente vero!

 L’emozione più bella legata al ciclismo?

Non ne ho una in particolare..ne ho molte legate alle vittorie piu belle, e alla mia famiglia , sto aspettando arrivi e sto lavorando molto perché arrivi quella vera!

  Hai una gara a cui sei più legato?

Anche in questo caso non ne ho una in particolare..sicuramente il primo campionato italiano è stato speciale per me essendo molto giovane ed essendo alle prime armi!

Devo poi dire che l’ottimo Campionato Europeo dello scorso anno sicuramente ha cambiato la mia mentalità…anche qui sto lavorando e spero arrivi qualcosa di grosso ! Mi fermo qui

I Metallica

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Che musica ascolti?

Musica mmmm…!! Io ascolto una sacco di musica di tutti i generi dal tecno al metal, al rock..ho delle canzoni dell’infanzia che tuttora ascolto..ho avuto un momento della mia adolescenza dove ascoltavo metal (metallica sopratutto) ma ora arprezzo anche il” minila tecno”…mi piace la musica potente, nei bassi sopratutto è una mia passione!

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Nessuno in particolare ma da piccolo ammiravo Fontana nella mia disciplina. Ora siamo diventati colleghi ed amici e per me è un vero esempio. Nel ciclismo su strada mi piace molto Peter Sagan perché ha stile e poi si mette sempre in gioco, anche nella MTB come a Rio, lui non ha paura ad essere se stesso e questa è una cosa bellissima, in generale mi piacciono  le persone vere, che non fingono, e lui è cosi.
Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri o qualche sport che ti esalta particolarmente?

I miei miti sono nelle due ruote ma ho tante passioni che mi danno adrenalina, adoro gli sport con la neve, mi fanno andare fuori di testa! Poi ho una passione per i motori, adoro guidare e mi piacciono i piloti ma se dobbiamo parlare di miti, sai cosa ti dico? I miei miti sono mio fratello, mio padre e mia madre, loro sono la mia forza!

 Quali sono  prossimi obiettivi professionali di Nadir Colledani?

Conquistare la maglia degli internazionali d’Italia poi vorrei far bene nella Coppa del Mondo ed nel campionato italiano. Poi l’europeo e mondiale, non mi pongo limiti. Insieme a Mauro Bettin e Claudio Cucinotta, il mio preparatore, abbiamo creato un programma perfetto per quest’anno.

Visti i miglioramenti elevati da ottobre siamo fiduciosi..e io sono convinto delle mie possibilità, teniamo i piedi ben per terra non sono uno che si da arie ma sono davvero in un periodo di energia e poi con la famiglia al fianco tutto è possibile e la mia famiglia mi da sempre tanto supporto!

Tour 2019 partenza da Bruxelles

Eddy Merckx

L’organizzazione del Tour de France ha svelato la sede de “Le Grand Depart” del 2019 e la fortunata sede è Bruxelles, per la terza volta in 15 anni, e la quinta in assoluto, la Grande Boucle prenderà il via dal Belgio e, come nel 1958, il Tour il via sarà dato dalla capitale quel giorno s’impose André Darrigade, la corsa invece se l’aggiudicò Charly Gaul.

Il Grand Départ sarà il grande omaggio a Eddy Merckx nel cinquantesimo anniversario della sua prima vittoria al Tour de France, che risale appunto al 1969.

Quest’anni invece la partenza del Tour sarà dalla Germania e più precisamente da Düsseldorf mentre lo scorso anno fu a Utrecht in Olanda mentre nel 2018 la Grande Boucle scatterà dal dipartimento della Vandea

Winston Salem Cycling Classic: vince la Stephens

Winston Salem Cycling Classic: vince la Stephens

Si è corsa la Winston Salem Cycling Classic dedicata alla categoria UCI classificata come 1.1 donne, ad imporsi per  distacco è stata la 30enne Laurens Stephens portacolori del Team TIBCO-SVB  che di recente s’era imposta in Canada alla Chrono Gatineau

La gara prevedeva un percorso a circuito e la americana è riuscita ad avvantaggiarsi nel corso dell’ultimo giro precedendo al traguardo di 16″ Leah Thomas e di 19″ le australiane Lauretta Hanson e Lizzie Williams.

Matteo Trentin incidente con un orso

Il post di Matteo Trentin

Abbiamo parlato dell’incidente di Davide Cimolai investito da un’auto e un altro incidente è accordo a un ciclista in allenamento, un po bizzarra la dinamica di quello che è accaduto a Matteo Trentin. Il corridore della Quick Step Floors reduce dalla fresca partecipazione al Tour della California ha deciso di proseguire il proprio soggiorno negli Usa per svolgere assieme al suo team un periodo di ritiro in altura. E proprio mentre stava compiendo una discesa lo sfortunato Matteo si è visto tagliare la strada da… un orso! Si, avete letto bene, un orso di discrete dimensioni ha attraversato la carreggiata senza possibilità di frenare per il corridore italiano che ha violentemente battuto il capo a terra fortunatamente il casco ha svolto egregiamente il suo lavoro spezzandosi in due nell’attutire il colpo.

La foto condivisa da Trentin su Instagram testimonia la violenza della caduta e le conseguenze sul casco.

 

 

 

Davide Cimolai investito!

Davide Cimolai

Sembra davvero che ci sia una maledizione sui ciclisti, dopo la tragica scomparsa di Michele Scarponi, l’incidente in allenamento a Froome e la tragica scomparsa del centauro Hayden (anche lui investito durante un allenamento in bici) ieri è toccato a Davide Cimolai ad essere vittima di un’auto. Fortunatamente per il corridore friulano in forza alla FDJ le conseguenze sono state decisamente meno gravi: qualche botta e tante escoriazioni per lui mentre la sua bicicletta è andata letteralmente in frantumi.

“Ero uscito da poco di casa, mi stato allenando davvero da pochissimo quando una vettura ha messo la freccia a sinistra, io pensando che svoltasse su quel lato l’ho sorpassata sul fianco destro. A quel punto l’auto ha incomprensibilmente scoltato a destra e mi ha colpito. Sono caduto a terra e poi non più ricordi chiari, sono stato molto fortunato perché a parte le botte e le escoriazioni non mi sono rotto nulla. Bisognerebbe imparare tutti, ciclisti, pedoni e automobilisti a rispettare il codice della strada”.

 

Luca Raggio conquista il Trofeo Matteotti

Luca Raggio

Luca Raggio sta letteralmente vivendo una stagione da ricordare:  dopo aver conquistato il Giro della Provincia di Biella ottiene un’altra vittoria importante a Marcialla in categoria nazionale giungendo per primo sul traguardo del Trofeo Matteotti.

Il corridore della Viris Maserati è stato protagonista di una fuga con altri 8 atleti durata ben 60 km. Raggio è stato l’ultimo a resistere al rientro del gruppo guidato dal campione europeo Alexander Riabushenko (Palazzago).

Nel finale, quando la fatica iniziava a farsi sentire anche per la giornata calda e gli inseguitori incalzavano sempre più, Raggio decideva di lanciare l’attacco solitario a 7 Km dal traguardo dopo aver scollinato in terza posizione da Bivio Canaglia.

RDINE DI ARRIVO: 1. Luca Raggio (Viris Maserati) Km 150, in 3h38’49”, media Km 41,130; 2. Aleksandr Riabushenko (Palazzago Amaru) a 5”; 3. Paolo Baccio (Mastromarco Sensi Nibali) a 7”; 4. Francesco Romano (Palazzago Amaru); 5. Gracjan Szelag (Altopack); 6. Davide Orrico (Sangemini MG Kvis); 7. Matteo Moschetti (Viris Maserati); 8. Federico Burchio (Hopplà Petroli Firenze); 9. Niccolò Salvietti (Sangemini MG Kvis); 10. Enrico Anselmi (Big Hunter Beltrami Seanese).

 

Tom Dumoulin conquista il Giro d’Italia

Tom Dumoulin vince il Giro d’Iitalia

Era uno degli outsider della corsa, forte a cronometro e in grado di difendersi in salita. E proprio grazie alla sua resistenza in salita Tom Dumoulin è riuscito ad arrivare alla decisiva cronometro Monza-Milano in posizione favorevole per giocarsi la vittoria finale. Non è stata una passeggiata, tutt’altro. Le scorie di tre settimane corse a velocità folle erano nelle gambe di tutti: da Nibali a Quintana, da Pinot a Dumoulin.

E sui circa 30 km del tracciato milanese Tom ha fatto l’impresa, ha recuperato su tutti. Nairo Quintana si deve accontentare del secondo posto in generale che non essendo riuscito a conservare i 53” di vantaggio sul capitano della Sunweb. Podio finale completato da un grande Vincenzo Nibali, che per soli 9” non è riuscito a centrare il secondo posto del colombiano.

La Farfalla di Maastricht ha sfidato tutti con un 58 come rapporto che nel tragitto dall’Autodromo di Monza a Piazza Duomo a Milano ha fatto saltare il banco regalandogli la maglia Rosa. Ma la vittoria di Tom ha le pasi sulle rampe delle salite mitiche di questo giro del centenario su cui ha lottato rispondendo attacco dopo attacco e riuscendo a non affondare quando è andato in crisi sullo Stelvio.

Complimenti Tom ora ti attendo il tuo paese che vive per le due ruote e che ha voglia di festeggiare con te.

 

 

Landa dedica la vittoria di ieri a Michele Scarponi

Landa saluta Michele via Twitter

 

Torniamo per un attimo alla tappa di ieri. Ci torniamo perché al gesto tecnico la tappa di ieri verrà ricordata per un bel gesto umano. Mikel Landa ieri ha conquistato un classico “tappone” del Giro d’Italia, si sa gli scalatori hanno un posto speciale nel cuore degli appassionati di ciclismo italiani ma ieri Mikel ha guadagnato sicuramente tanti tifosi grazie alla splendida dedica della vittoria all’ex compagno Michele Scarponi.

Landa è arrivato solo all’arrivo in salita della frazione da San Candido a Piancavallo e ha pensato subito all’amico scomparso: “Era un gran compagno, qui lo ricordiamo tutti i giorni e volevo farlo anche io con una vittoria”. Michele e Mikel hanno condiviso la maglia dell’Astana e hanno creato un legame indelebile. Scarponi era noto a tutti per la sua simpatia e la capacità di fare gruppo e il suo “omonimo” Mikel è stato subito travolto dalla passionalità e dalla solarità del nostro Michele.

“Finalmente è arrivato questo successo: non è stato affatto facile ma così lo apprezzo ancora di più. Un trionfo nel ricordo di Michele Scarponi, di compagno e di un amico che abbiamo perso” ha dichiarato Landa ai microfoni della Rai.

“Grazie per la spinta Scarpa” è stato il suo “cinguettio su Twitter.

Intervista a Igor Zanetti

Igor Vigor Zanetti

E’ stata una vera festa del ciclismo la Nove Colli di domenica scorsa, un biscione lunghissimo composto da 12mila partecipanti e a trionfare è stato (per la terza volta di fila!) Igor “Vigor” Zanetti del Scott TeamGranfondo, ospite di ciclonews.biz per una intervista.

Ciao Igor, ti va di raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Io sono un ex ciclista dilettante, ho cominciato a correre a 8 anni ereditando la passione da mio papà. Nel 2003 ho deciso di smettere con la bicicletta e sono stato per cinque anni senza praticare alcuno sport poi poi ho ripreso con qualche corsa nel 2008 e nel 2013 le prime gran fondo

 Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Io sono il classico passista veloce, il mio punto forte è la pianura, soffro molto le lunghe salite.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua quotidianità?Naturalmente il ciclismo ha un’influenza su tutte le mie giornate e in tantissimi aspetti della quotidianità,  partendo dall’alimentazione e evidentemente nel riuscire a ritagliarmi sempre il giusto tempo a disposizione per gli allenamenti.

Hai appena vinto la “9 Colli”, come si prepara un simile evento?

Onestamente ti devo dire che io non preparo specificatamente la 9 colli ma bensì un periodo cercando di arrivare sempre al meglio a Cesenatico

Come ci si sente a vincere una gara in cui si sfidano 12.000 persone?

Come ci si sente? Si prova assolutamente tanta soddisfazione soprattutto per averla vinta 3 volte di fila!

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo ti insegna i valori della vita, ti insegna a fare sacrifici capisci cos’è la fatica e soprattutto ad essere preciso sulle cose che si fanno. Lo consiglierei ad un ragazzo che vuol cominciare perché è un grande sport e soprattutto ti fa capire cosa vuol dire il sacrificio per arrivare ad un obbiettivo

 Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Non mi ispirò a nessun corridore in particolare, da bambino tifavo bugno (era veramente un idolo) ora mi piace molto Peter Sagan, lui è un fenomeno, come può non piacere? E poi in generale, senza fare nomi, ho una predilezione per i corridori da classiche piuttosto che quelli da grandi giri

Segui qualche altro sport?

Beh si ho uno sport che adoro guardare ed è il pattinaggio su ghiaccio, ha un fascino particolare e nel mesi invernali mi piace godermi qualche pattinata in pista però ammetto che tutto lo sport mi piace e mi trasmette emozioni.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Tempo libero? Non so cosa sia! Battute a parte sai col lavoro e con la bici il tempo a disposizione non è molto ma adoro riposare  rilassarmi.

Hai qualche evento che hai messo  “nel mirino”?

Tra i prossimi impegni vorrei fare bene la Maratona delle Dolomiti anche se non è sulle mie caratteristiche, ma tentar non nuoce!