Richie Porte è pronto per il Romandia 2017

Richie Porte è carico per affrontare il Giro di Romandia

Richie Porte

Richie Porte

Richie Porte è uno dei favoriti per la conquista del  Giro di Romandia 2017. L’australiano, reduce da un lungo periodo di allenamento, è alla ricerca di un buon risultato nella corsa svizzera che scatta oggi con un prologo di 4,8 chilometri.

Il portacolori della BMC è da  metà marzo che non partecipa a corse ma si sente comunque pronto: “Dopo la Parigi – Nizza mi sono preso un  periodo di riposo in Gran Bretagna. Riposo solo dalle corse in quanto mi sono duramente allenato e sono pronto per il  Romandia“. “Siam una squadra molto forte e con più frecce al nostro arco. Al via non ci sarà un capitano deciso fra me e TJ
Van Garderen, vediamo strada facendo”.

Michele Scarponi, Canazei in lutto

Michele Scarponi riceve un giusto tributo a Canazei

Michele Scarponi

Michele Scarponi: la stele

Poco più di un mese fa, per salutare al meglio l’arrivo di tappa del 100esimo Giro d’Italia, l’Amministrazione comunale di Canazei inaugurava una scultura che riproduce il famoso “trofeo senza fine” posizionata al centro della rotonda di via Pareda, dove vi rimarrà per tutta l’estate.
Alla notizia, di sabato scorso, della scomparsa del ciclista Michele Scarponi, a seguito del tragico incidente che lo ha coinvolto, l’amministrazione comunale di Canazei ha deciso, in segno di rispetto per questo grande atleta (vincitore dell’edizione 2011 del Giro d’Italia) di listare a lutto la scultura per un giusto tributo all’Aquila di Filottrano.

Un gesto di assoluto rispetto per un campione che mancherà a tutto il mondo del ciclismo non solo Italiano.

 

Intervista esclusiva a Gianni Moscon

Gianni Moscon, intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Gianni Moscon

Gianni Moscon

Ospite della redazione di Ciclonews è il giovane fenomeno del Team Sky, Gianni Moscon

Ricordi il momento, o la corsa in cui hai capito che il ciclismo poteva diventare qualcosa di più dello sport con cui divertiti?

In realtà non posso indicare una gara specifica. È stato un progresso graduale che ha iniziato a partire dai primi risultati ottenuti tra i dilettanti.


Hai disputato molte corse nelle categorie giovanili e ti stai imponendo tra i pro, cosa senti, cosa provi nel momento della massima fatica? come scacci quella sensazione?

E’ difficile da spiegare. Nel momento della massima sofferenza provi semplicemente tanta, tanta fatica, le gambe ti bruciano e cerchi di respirare il più possibile perché ti serve aria. Poi ci sono fatiche diverse, a seconda della condizione, se è una gara di un giorno o una gara a tappe, se è una salita lunga o una volata. Non la puoi scacciare la fatica, impari a conviverci.

I tuoi risultati parlano chiaro, sei un talento emergente di questo sport, senti la pressione attorno al tuo nome e come riesci a controllare questa sensazione?

Cerco di non farmi influenzare da quello che si dice intorno a me. Tutto quello che faccio lo faccio al massimo, indipendentemente da quello che la gente si aspetta da me. Fa molto piacere che i tifosi e appassionati spendano buone parole sul mio futuro e questo è uno stimolo a dare il meglio

Il ciclismo viene descritto come uno sport individuale a squadre ma credo che tra compagni di squadra si instauri un rapporto incredibile. Hai un momento o una persona a cui sei più legato nel mondo del ciclismo?

Ho una grande amicizia con un mio ex compagno di squadra che portiamo avanti dai tempi in cui correvo alla Zalf Euromobil Désirée Fioril mio primo anno, Leonardo Basso [Official Fan Page]. Ora lui corre ancora tra i dilettanti ma il mio sogno è un girono di poter correre di nuovo uno a fianco all’altro tra i professionisti, perché sono convinto sia un grande atleta così come è una grande persona. Con lui mi sono trovato bene da subito perché abbiamo la stessa mentalità e ci lega un rapporto sincero.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali per quest’anno?

In questa stagione mi piacerebbe riuscire a vincere un’altra corsa dopo l’ Arctic Race of Norway del 2016

Qual è la corsa che vorresti vincere assolutamente in carriera?

Ci sono tante belle corse. Non ce n’è una in particolare che vorrei vincere, m sicuramente mi piacerebbe lasciare il segno in una corsa importante come una monumento o un grande giro.

Intervista a Letizia Paternoster

Letizia Paternoster

Letizia Paternoster

Intervista a Letizia Paternoster ospite di Ciclonews è la giovane stella del panorama del ciclismo italiano

D: Come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?
R: Ho iniziato all’età di 5 anni e mezzo, quella per il ciclismo è una passione che mi hanno trasmesso mio papà Paulo e mia mamma Maria anche se loro non lo hanno mai praticato. Vivo a Revò, un paese vicino a Cles la città di Maurizio Fondriest, il campione del mondo del 1988, lui e mio padre sono amici da sempre e mio padre lo seguiva ad ogni gara con il Fans Club. All’età di cinque anni mio fratello ha iniziato a praticare ciclismo, io invece ero ancora troppo piccola, e i miei genitori insistevano nel farmi praticare danza perchè reputavano il ciclismo uno sport per maschietti ma ciò non mi ha fermata nell’iniziare a coltivare questa mia passione.
Ho iniziato quindi a correre nella Us Cristoforetti Fondriest Anaune

D: Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza ?
R: . Fin da piccola ho sempre preso il ciclismo come un gioco, quindi non davo troppo peso ai “sacrifici che esso richiedeva” anche perché non ne facevo molti. Adesso che comunque ho iniziato a prendere il tutto molto più seriamente, vivo una vità da sportiva a 360 gradi. Non esco al sabato sera fino a tardi e, quando posso, visto anche gli impegni scolastici ne approfitto per riposare un pochino. Questo per me non è un sacrificio, ma è la via giusta per realizzare il mio sogno, non mi pesa rinunciare a qualche uscita per la cosa che più amo. Le mie amiche lo sanno e sanno anche che, se il tempo che posso dedicare a loro è meno di quello che vorrei, i momenti trascorsi assieme sono intensi e profondi.

D: Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza
R: Il ciclismo mi ha insegnato tantissime cose. Una di queste è non mollare mai e credere nei sogni perchè se ce la metti tutta niente è impossibile. Mi ha insegnato i valori di una squadra, e mi ha fatto capire che le difficoltà, nello sport come nella vita ci sono, e anche nei momenti più bui bisogna fare di tutto per ritrovare il “sole” cosi potrai apprezzarlo ancor di più-
La bicicletta mi ha insegnato a divertirmi, a sognare e ad una ragazzina che vuole iniziare questo sport suggerisco di vivere questa esperienza con il massimo entusiasmo possibile, di divertirsi e inseguire il proprio sogno, con impegno e fatica i sogni si realizzano

D: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali ?
R: I miei prossimi obiettivi sono i mondiali e gli europei su strada e su pista che si svolgeranno da fine luglio fino a settembre

D: Se dovessi immaginarti tra vent’anni come ti vedi?
R:Tra vent’ anni, i miei sogni mi portano ad immaginarmi al fine di una carriera ricca di soddisfazioni nel mondo ciclistico. Ho tanti sogni nel cassetto e spero ti poterli realizzare tutti!

Intervista esclusiva a Martina Alzini

Martina Alzini intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Martina Alzini

Martina Alzini

Ospite di oggi di Ciclonews è Martina Alzini del Alé Cipollini Team.

Come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ho iniziato questo sport fin da piccolissima cioè da G1; mi ricordo che già a 3 anni giravo nel cortile di mio nonno senza le rotelle. Devo dire che la mia intera famiglia mi ha trasmesso, mia mamma correva ai tempi di Maria Canins e papà con Beppe Saronni ma senza arrivare nelle categorie èlite..

Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza ?

L’impegno sportivo ha influenzato molto la mia adolescenza perché comunque questo sport, così come molti altri, richiede a volte grandi sacrifici, non solo dal punto di vista alimentare, ma anche da quello della vita di tutti i giorni. Non potere uscire la sera perché il giorno dopo hai la gara oppure stare tutta settimana a scuola la mattina ed il pomeriggio in bici ti costringe a studiare di notte o la mattina presto; la domenica, poi, è interamente dedicata alla gara.. ma sinceramente tutto ciò non mi è mai pesato perché quando hai una passione cosi forte e quando hai degli obiettivi ben precisi cogli la tua soddisfazione anche nel sacrificio

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza?

Anzitutto lo spirito di squadra, il ciclismo viene considerato uno sport individuale ma lo spirito e il lavoro di squadra sono fortissimi: chi vince è solo uno ma spesso nel 99% dei casi il merito è del lavoro dei tuoi compagni.
Aggiungerei anche l’umiltà e la voglia di ottenere sempre qualcosa di piú, di migliorarsi e quindi essere sempre tenaci e non mollare mai, pochi sport come il ciclismo ti trasmettono la forza di andare avanti e non abbattersi anche dopo un incidente (come per esempio una caduta o una convocazione mancata).
Consiglierei questo sport ad una ragazza perché negli ultimi anni il ciclismo femminile sta conquistando un numero sempre più alto di estimatori aumentando la sua visibilità.
Mi sono sentita dire più di una volta ‘ah ma anche le ragazze corrono in bici?’ ora la domanda è meno frequente in quanto il nostro movimento si è sviluppato parecchio con notevoli miglioramenti, il calendario delle donne elite si e’ ampliato molto e ora la maggior parte delle gare classiche che disputano gli uomini sono corse anche da noi ragazze.
Di sicuro anche grazie ai social la nostra visibilità è cresciuta e come ultima motivazione (ma NON meno importante!!) il fatto che il movimento femminile in Italia non perde mai la voglia di migliorarsi e di raggiungere i più prestigiosi risultati lavorando con un forte spirito di gruppo (un esempio ne è il quartetto femminile in pista che negli ultimi mondiali ha abbattuto il record italiano dei 4’20” cosa fino ad un anno fa quasi impensabile)

Quali sono prossimi obiettivi professionali di Martina Alzini?

I miei prossimi impegni con la squadra sono il GP Liberazione (25/04) a Roma e il tour of Chongming in cina ai primi di maggio. Io prediligo le gare prettamente pianeggianti e quindi, oltre che aiutare la mia squadra, spero di dare il meglio anche per mettermi in luce.
Un mio grande obiettivo è quello di ottenere una convocazione per gli europei sia in strada ma soprattutto per quelli su pista che si correranno a luglio in Portogallo e per i quali mi sto allenando duramente.

Se dovessi immaginarti tra 20 anni come ti vedi?

Bella domanda questa! Ora come ora è difficile dirlo perché penso che a 20 anni, come giusto che sia, una ragazza sia ancora piena di sogni e forse nemmeno io so al 100% ora dove mi troverò tra cosi tanti anni.
Di sicuro vorrei realizzare per bene la mia carriera ciclistica e correre finchè sarò competitiva, poi non tralasciare gli studi penso sia importante perché la bici cosi come molti sport, non ti danno una retribuzione che ti permetta di vivere solo di quello per sempre… ecco mi piacerebbe rimanere in questo ambiente e se non mi sarà possibile vorrei comunque rimanere in un ambito sportivo

Intervista esclusiva ad Alice Gasparini

Alice Gasparini intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Alice Gasparini

Alice Gasparini

Intervista esclusiva di Ciclonews ad Alice Gasparini giovane atleta della provincia di Como in forza al Team Servetto Giusta AluRecycling

Alice, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ho iniziato ad andare in bici da G1 quindi a 7 anni grazie a mio fratello. Lui aveva iniziato prima di me (essendo più grande di un anno) e io andavo sempre a vedere i suoi allenamenti.
Un giorno un signore ha preso una bicicletta e mi ha fatto provare… da lì non ho più smesso. Mio fratello? Lui ora è passato alla pallavolo.

Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza?

Devo ammettere che il ciclismo mi ha influenzatoamolto perché lo pratico da così tanto tempo che oramai fa parte della mia vita. Posso dire che la bicicletta mi accompagna da sempre e se sono la persona di ora è anche grazie a questo splendido ma anche difficile sport.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza?

Il ciclismo mi ha insegnato prima di tutto ad organizzarmi, durante l’adolescenza quando hai anche la scuola le cose sono molto complicate e bisogna imparare a gestire tutto. Per questo motivo diventi molto brava a organizzarti e a occupare al meglio ogni istante della vita.
La bicicletta mi ha permesso di conoscere un sacco di persone fantastiche che ancora porto dentro il mio cuore. Le compagne di squadra che mi hanno accompagnata fino ad ora non sono mai state solo compagne occasionali, ma con loro si è instaurato un rapporto bellissimo che ci ha permesso di rimanere amiche anche al di fuori del ciclismo. Questo sport mi ha insegnato ad avere più sicurezza in me stessa, a impegnarmi sempre al massimo in qualsiasi cosa ed ad affrontare tutte le difficoltà che si incontrano per questo lo suggerirei a una ragazza che non sa quale sport praticare

Quali sono i prossimi obiettivi professionali Alice Gasperini?

Devo dire che questi ultimi anni non sono stati molto facili per me, ho accusato molto il passaggio nel mondo del professionismo che è molto più complesso di quello che sembra, ma nello stesso tempo è uno spettacolo puro.
Ho tanta voglia di emergere, di fare vedere davvero chi sono perché fino ad ora non ci sono ancora riuscita pienamente. Per ora spero di poter correre il più possibile per accumulare l’esperienza che mi servirà per gli anni a venire. Nel frattempo spero di riuscire ad ottenere anche qualche buon risultato sia nelle prove in linea che nelle cronometro.

Se dovessi immaginarti tra 20 anni come ti vedi?

Tra vent’anni spero di stare per concludere una carriera fantastica nel ciclismo, di aver raccolto molti risultati che mi rendano orgogliosa di me stessa. Per il momento vedo il mio futuro nel ciclismo, è una delle poche cose in cui non ho dubbi. Sto anche frequentando l’università, ma il ciclismo è la cosa più importante!