PRO Otztaler 5500 presentazione della corsa

PRO Otztaler 5500 la corsa più dura del Mondo

PRO Otztaler 5500

PRO Ötztaler 5500

PRO Otztaler 5500 è una delle corse in linea più impegnative dell’intera annata e il Tirolo si appresta ad ospitarla il prossimo venerdì 25 agosto e a prenderne parte ci sarà un vero e proprio parterre de Roy.

La corsa di categoria 1.1 anticiperà di due giorni la celebre Granfondo (Ötztaler Radmarathon), una prova massacrante con arrivo e partenza nella celebre località sciistica di Sölden. 

L’organizzazione è farina del sacco dell’ex corridore austriaco Thomas Rohregger, che ha dichiarato: “La PRO Otztaler 5500 è destinata a diventare la corsa professionistica più dura di tutto il calendario, sarà un fiore all’occhiello che ogni corridore vorrà vantare nel proprio palmares”.

PRO Otztaler 5500: Il Percorso

217,4 km  e 5500 metri di dislivello per quattro Gran Premi della Montagna questo è il menù della corsa Tirolese, numeri che danno l’idea della qualità e dello spettacolo che la corsa può offrire. Dopo la partenza da Solden, il gruppo attraverserà le valli di Ötztal, Sellraintal, Val di Vizze, Valle Giovo e la Val Passiria, si oltrepassano i ghiacciai della Ötztal,  fino ad arrivare nuovamente nella nota località sciistica.

PRO Otztaler 5500: Starting List

Al via della Pro Otztaler 5500 ci saranno 4 WorldTeams (Bora-Hansgrohe, Bahrain-Merida, katusha-Alpecin, orica-Scott); 7 Professional (Androni-Sidermec, Bardiani-Csf, Wilier-Selle Italia, Nippo-Vini Fantini, CCC Sprandi, Gazprom-RusVelo, Israel Cycling Academy); 11 Continental (Sangemini-MGKVis, GM Europa Ovini, Unieuro Trevigiani, Amore&Vita-Selle SMP, WSA-Greenlife, Tirol Cycling Team, Felbermayr, Team Voralberg, Hrinkow Advarics, Amplatz-Bmc, Roth-Akros). Tra i nominativi al via il britannico Simon Yates, l’ex re del Tour de Suisse Roman Kreuziger e il vincitore di tappa della Vuelta Magnus Cort Nielsen.

 

Intervista ad Elena Pirrone campionessa d’Europa

Intervista ad Elena Pirrone fresca vincitrice della medaglia d’oro nella cronometro donne juniores

Intervista ad Elena Pirrone

Elena Pirrone Campionessa Europea a Cronometro

Intervista ad Elena Pirrone, in esclusiva per la nostra redazione  la giovane medaglia d’oro Europea a cronometro nel recenti campionati di Herning ci racconta del suo amore per le due ruote.

Ciao Elena, anzitutto complimenti per la tua medaglia appena conquistata nella cronometro ad Herning, ci racconti come è nata la tua passione per le due ruote?

Ciao e grazie per i complimenti, direi che la bici è con me da quando sono nata, sono sempre stata abituata a stare nel mondo del ciclismo. Seguivo mio padre alle corse e direi che è stato proprio lui a trasmettermi la passione per la bicicletta, anche mi mamma ha corso in bici e credo che la mia passione non poteva che sbocciare.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Se devo essere sincera non mi è mai pesato. Ho cominciato a correre in bici all’età di sei anni. Mi è subito piaciuto ed è sempre stato per me un divertimento anche se, salendo di categoria, sono subentrati maggiore impegno e sacrificio, talvolta molte rinunce a circostanze comuni ai ragazzi della mia età, ma che non mi hanno pesato e li ho fatti volentieri.

Non nascondo che ho avuto momenti di minor serenità dovuti soprattutto a causa di problemi fisici ed infortuni e anche grazie ai miei genitori sono riuscita a superarli. Ti dirò di più io considero il ciclismo non solo uno sport ma proprio uno stile di vita che adoro.

Hai detto che il ciclismo è “uno stile di vita”, come non essere d’accordo. Ogni stile di vita ha dei valori che persegue: quali ti ha trasmesso il ciclismo?

Ci sono tanti valori che questo sport insegna come ad esempio la costante dedizione alla bicicletta e attraverso questa costruirsi ed ottenere un obiettivo. Sono convinta che NULLA venga per caso e che la strada per arrivarci non sempre sia “con il vento a favore”. Per questo motivo il ciclismo insegna ad organizzarsi, a lavorare duro e a dare sempre il massimo. Poi ovviamente ce ne sono tanti altri, come il rispetto sia delle regole che degli avversari, saper gestire i rapporti interpersonali, attraverso lealtà e amicizia. Ho dato molto al ciclismo e molto darà ma sono certa di aver ottenuto molto di più di quello che ho dato.

C’è una  corsa che ricordi con più piacere?

Intervista ad Elena Pirrone

Elena Pirrone esultante

Sono più di una le corse che ricordo con piacere, dire 4 per l’esattezza. La prima è la vittoria del campionato italiano nel 2014, gara corsa tutta sotto l’acqua e resa nervosa dalle continue cadute. Quel giorno arrivai da sola sotto l’arrivo. mi vengono ancora i brividi se ci penso. La seconda è la cronometro agli EYOF, le olimpiadi giovanili europee. Non sapevo bene cosa aspettarmi, tante delle mie avversarie non le conoscevo. È stata un’emozione grandissima ed un’esperienza fondamentale per la mia crescita. La terza è la coppa rosa, gara prestigiosa, dove vinsi in volata con un gruppo ristretto. L’ultima è poi quella dell’europeo di quest’anno. Una vittoria che sapeva di rivincita contro alcune sfortune avute in questi ultimi due anni

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ascolti musica?

Non ho molto tempo libero come è facile immaginare ma quando riesco a trovare del tempo per me stessa adoro staccare un po’ la testa, rilassarmi, leggere, riflettere. Si la musica mi piace e mi fa compagnia sia nel tempo libero che nei momenti di allenamento, non ho un genere che preferisco ascolto un po’ di tutto.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Una ciclista che ammiro molto è Elisa Longo Borghini. Nonostante sia una campionessa con un palmares da invidiare è molto umile ed è sempre disposta a dare buoni consigli

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport?

Come il ciclismo no, ma seguo genericamente tutti gli sport, compreso lo sci di fondo che ho praticato anche a livello agonistico con buoni risultati per alcuni anni nel periodo invernale come preparazione, poi ho dovuto fare delle scelte e ho optato per il ciclismo

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Il mio primo obiettivo è il Campionato del Mondo a settembre in Norvegia, dove mi piacerebbe correre anche la gara in linea oltre che alla cronometro perché è un percorso adatto alle mie caratteristiche. Come secondo quello di poter passare in una squadra che mi dia la possibilità di partecipare alle gare UCI della categoria Elite

 

 

Tour de l’Ain 2017 presentazione della corsa

Tour de l’Ain 2017 presentazione: tutti i dettagli per seguire la corsa

Tour de l’Ain 2017

Tour de l’Ain 2017

Tour de l’Ain 2017 (precedentemente nota come Prix de l’Amitié) si disputerà dal 9 al  13 agosto nell’omonimo dipartimento Francese. L’unica vittoria italiana è datata 1998 ed è arrivata per mano di Christian Gasperoni, lo scorso anno ad imporsi nella corsa transalpina è stato l’olandese Sam Oomen.

Tour de l’Ain 2017: Il Percorso

Ad aprire la kermesse che si svolgerà nella regione Rodano-Alpi, un cronoprologo di 3.8 km a Bourg en Bresse, a cui seguono le quattro frazioni in linea. La prima tappa presenta l’insidioso arrivo sullo strappetto di Trevoux che potrebbe garantire già una prima scrematura del gruppo.

Interessante sarà la penultima da Lagnieu a Oyonnax che prevede la scalata a cinque Gran Premi della Montagna, l’ultimo a pochi chilometri dal traguardo.

L’ultima tappa, da Lelex a Culoz, presenta il Cote de Champfromier, il Col de Berentin e soprattutto il Col du Grand Colombier, 12 km al 6.8% di pendenza media (e punte al 14%) già affrontati all’ultimo Tour de France.

9/8 Prologo – Bourg-en-Bresse › Bourg-en-Bresse (3.8 km)
10/8 Tappa 1 – Polliat › Trévoux (143.7 km)
11/8 Tappa 2 – Ambérieu-en-Bugey › Saint-Vulbas (145.4 km)
12/8 Tappa 3 – Lagnieu › Oyonnax (135.7 km)
13/8 Tappa 4 – Lélex › Culoz (109.9 km)

Tour de l’Ain 2017: Starting List

17 le squadre che compongono la startlist del Tour de l’Ain 2017: 3 WorldTour (Ag2R La Mondiale, FDJ e LottoNL-Jumbo); 6 Professional (Cofidis, Direct Energie, Delko Marseille, Fortuneo-Oscaro, Wanty-Groupe Gobert, Androni-Sidermec); 6 Professional (Armee de Terre, HP BTP-Auber 93, Roubaix Lille Metropole, Astana City, Roth-Akros, Sunweb DT); nazionali di Francia e Germania.

Discreta la partecipazione con di Thibaut Pinot (FDJ), di nuovo sulla strada dopo il buon Giro e un Tour, Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) e Alexander Geniez (Ag2r La Mondiale), mentre tra le ruote veloci spicca Nacer Bouhanni (Cofidis). Per l’Italia presente la  Androni-Sidermec, al via con Francesco Gavazzi, Andrea Palini,Marco Benfatto, Mattia Cattaneo e il colombiano Rodolfo Torres. C’è anche Danilo Napolitano della Wanty-Groupe Gobert.

Tour de l’Ain 2017: Albo d’Oro

2016 OOMEN Sam
2015 GENIEZ Alexandre
2014 LINDEMAN Bert-Jan
2013 BARDET Romain
2012 TALANSKY Andrew
2011 MONCOUTIE David
2010 ZUBELDIA Haimar
2009 TAARAMAE Rein
2008 GERDEMANN Linus
2007 GADRET John
2006 DESSEL Cyril

Adam Hansen corre la Vuelta Espana

Adam Hansen prenderà il via alla corsa spagnola

Adam Hansen

Adam Hansen

Adam Hansen, vero ironman del ciclismo su strada, continuerà la serie ininterrotta di partecipazioni ai Grandi Giri  che toccherà così quota 19.

Il cambio di programma per Lotto Soudal è dovuto all’infortunio riportato in allenamento da Rafael Valls: il 30enne valenciano si è rotto il bacino in una caduta  e dovrà quindi essere operato mettendo fine in anticipo alla propria stagione.

E’ quasi incredibile quello che il buon Adam sta facendo se si pensa che dalla Vuelta a España 2011, ad oggi, l’australiano della Lotto Soudal non s’è più fermato correndo ogni stagione i tre grandi giri. Hansen non è un corridore di quelli che balzano all’occhio per le sue vittorie ma è un regolarista, un gregario affidabile e instancabili (e come potrebbe essere altrimenti per uno che fa 19 GG di seguito?).

Personaggio istrionico, sempre pronto a scherzare col pubblico ad Adam va l’in bocca al lupo di tutta la redazione per questa nuova, inattesa, partecipazione ad un grande giro.

 

Binck Bank Tour tappa a Peter Sagan

Binck Bank Tour con vittoria triller per Peter Sagan

Binck Bank Tour

L’arrivo al fotofinish premia Peter Sagan

Binck Bank Tour, arrivo col fotofinish per la prima tappa dell’ex Eneco Tour. La volata era preventivabile, meno lo era il distacco (qualcosa come un foglio di carta) che ha distanziato il Campione del Mondo dal secondo. L’arrivo al fotofinish è ormai il tormentone dell’estate (basti pensare all’arrivo dei Campionati Europei).

Peter Sagan ha conquistato la sua nona vittoria stagionale, la ventitreesima per la Bora-Hansgrohe che così eguaglia il totale di successi conquistati tra il 2014 ed il 2016.

La prima frazione del Binck Bank Tour, interamente in territorio Olandese, è stata segnata dalla fuga (che ha raggiungo i due minuti e mezzo di vantaggio) di Piet Allegaert (Sport Vlaanderen), Elmar Reinders (Roompot), Mark McNally (Wanty) e Laurens De Vreese (Astana).

Naturalmente i 4 di testa, quando sono entrate in scena le squadre dei velocisti sono stati ripresi e a quel punto è stata la Lotto Soudal che ha preso in massa la testa del gruppo quando mancava solo un chilometro e mezzo all’arrivo. I piani di Greipel e compagni sono saltati quando ad una rotonda, Peter Sagan è riuscito a infilarsi nel treno rosso assieme al compagno Selig a quel punto lo slovacco si è lievemente rialzato creando un buco e subito dopo Sagan è partito.

Alla ruota dello slovacco si è prontamente messo Phil Bauhaus, tedesco del Team Sunweb, che negli ultimi metri è anche riuscito a mettere la propria ruota davanti ma il colpo di reni ha premiato Peter.

 

Alberto Contador annuncia il ritiro

Alberto Contador annuncia il ritiro dopo la Vuelta Espana

Alberto Contador annuncia il ritiro

Alberto Contador “IL PISTOLERO”

Alberto Contador annuncia il ritiro, la notizia era nell’aria da un po’ ma ora è ufficiale. Lo spagnolo ha deciso di ufficializzarla attraverso un video postato sul proprio profilo instagram: “Ciao a tutti, vorrei informarvi di due cose” ha annunciato un sorridente Contador. “La prima è che correrò la Vuelta Espana, la seconda è che questa sarà la mia ultima corsa da professionista. Lo dico felice, senza tristezza. È una decisione a cui ho pensato molto bene e non credo che ci sia un addio migliore che in una gara di casa. Sono sicuro che saranno tre grandi settimane, mi godrò il sostegno del pubblico e non vedo l’ora di cominciare”.

Giunge al capolinea la storia di uno dei più grandi corridori per corse a tappe degli ultimi venti anni (per lui due Giri d’Italia, due Tour de France e tre Vuelta a Espana).

Alberto Contador: before to be famous

Alberto Contador Velasco nasce a Pinto vicino a Madrid il 6 dicembre del 1982, è il terzo di quattro fratelli. Dopo aver praticato altri sport, tra cui il calcio, scopre il ciclismo a 14 anni ed è amore a prima vista. L’anno successivo inizia a correre nella formazione amatoriale Real Velo Club Portillo e dal 2000 il suo nome comincia ad essere indicato come il futuro del ciclismo iberico. Nel 2002 si aggiudica il campionato spagnolo a cronometro Under-23 e la sua carriera è ormai sulla rampa di lancio

Alberto Contador: i team

2002-2003 ONCE; 2004-2006 LIBERTY SEGUROS; 2006 WURTH/ASTANA; 2007 DISCOVERY CHANNEL; 2008-2010 ASTANA; 2011-2013 SAXO BANK; 2014-2015 TINKOFF-SAXO; 2016 TINKOFF; 2017 TREK SEGAFREDO

 

Avenue Verte pista ciclabile da Londra a Parigi

Avenue Verte una pista ciclabile che collega Londra a Parigi

Avenue Verte

L’altimetria dell’Avenue Verte

Avenue Verte una pista ciclabile che si distende in un reticolo di sentieri e strade secondarie che collega la capitale britannica con quella francese. Sembra impossibile eppure la “Greenway” (con l’appellativo anglosassone) esiste davvero dal 2012. Nel corso di questi cinque anni questo speciale tracciato ha ottenuto un crescendo di consensi tra i cicloamatori per la bellezza del percorso e per le attrattive turistico-culturali che si dipanano lungo la ciclovia.

La sola idea di poter collegare due metropoli europei con una bicicletta ha sicuramente un fascino incredibile, il percorso misura nel suo complesso 406km e non presenta dislivelli di particolare importanza sotto l’aspetto altimetrico. Il percorso è stato quasi totalmente messo in sicurezza con appositi cartelli e segnaletica orizzontale. In questo i francesi si sono dimostrati più avanti generando nel tratto di competenza un vero e proprio gioiello per le due ruote.

Lo splendido percorso consente di ammirare i paesaggi incontaminati del Vexin Normand nell’Eure, la Valle dell’Epte con il Castello di Gisors e i luoghi in cui visse Claude Monet con la sua casa rosa dalle persiane verdi, il giardino fiorito, il ponte giapponese sullo stagno delle ninfee.

Si prende poi il traghetto a Dieppe per arrivare a Newhaven  (circa 35 euro a testa bici inclusa), in Inghilterra passando per la città balneare di Brighton e giungere alle verdi colline  del Sussex.

Il tratto nel territorio britannico segue le linee ciclabili 2, 20 e 21. Il percorso è fatto per il 35% da piste ciclabili mentre le altre strade  sono poco battute dal traffico e consentono di visitare paesaggi ricchi di castelli, cattedrali, città e paesini.

Naturalmente in questo percorso l’obiettivo non sarà la meta ma il viaggio in sé, la scoperta di luoghi poetici e meravigliosi. Per maggiori informazioni è disponibile il sito della Avenue Vert (in inglese e francese).

New York City ciclabile e l’Italia sta a guardare

New York City ciclabile? Sì, la grande mela è una città a misura di bicicletta

New York City ciclabile

La rete ciclabile di NYC

New York City ciclabile? Secondo uno studio del Department of Transport di New York prendendo in considerazione un arco temporale di venti anni si è notato come il forte aumento nel numero degli spostamenti in bici ha coinciso con una diminuzione degli incidenti.

New York City ciclabile: i numeri

Periodo 1996-2000: gli spostamenti in bici a New York circa 51 milioni all’anno, con 44,2 morti fra i ciclisti ogni 100 milioni di spostamenti in bici.

Periodo 2011-2015 il numero di spostamenti in bici  134 milioni, mentre il secondo dato è calato di ben il 71%, scendendo a 12,8 ciclisti morti ogni 100 milioni di spostamenti in bici.

Quindi più ci si sposta in bici meno incidenti (e morti) ci sono. Questo è il frutto delle politiche di bike sharing che la grande mela ha messo in atto nonché dagli investimenti strutturali messi in atto (basti pensare che negli ultimi 10 anni a New York sono stati aggiunti 500 km di corsie ciclabili, e 120 km di piste ciclabili protette)

New York City ciclabile: la qualificazione della città

In passato l’immagine di alcune zone della grande mela non era delle migliori, zone abbandonate, ghettizzate. La politica di creazione di piste ciclabili che vanno a toccare zone meno nobili ha contribuito a invertire la rotta rendendo più appetibili e vivibili quelle zone in cui il degrado era dominante. Il fitto reticolo di piste ciclabili ha portato i newyorkesi a “scoprire” angoli della città dimenticati.

New York City ciclabile: un esempio da copiare?

E in tutto questo l’Italia che fa? Poco evidentemente. Accantonata la proposta di legge a tutela dei ciclisti, tante aree delle nostre città (immaginate le periferie di Milano, Torino, Roma) non godono dei collegamenti ciclabili con il centro della città. Certo non tutto è da buttare ma politiche a favore dell’uso di mezzi alternativi all’auto possono aumentare la qualità della vita e la sicurezza delle strade.

 

Manuel Quinziato buddista in punta di sella

Manuel Quinziato buddista da qualche anno

Manuel Quinziato buddista

Manuel Quinziato

Manuel Quinziato buddista? Si il bolzanino ha scoperto la filosofia buddista qualche anno fa quando attraversò un momento particolarmente difficile della sua vita sportiva ed umana. Manuel si è avvicinato alla filosofia buddista per poi abbracciarla trovando un nuovo equilibrio che si è riflesso sulla sua visione del mondo e della bicicletta.

Manuel Quinziato è sempre stato un atleta molto esigente e posato ma sicuramente l’avvicinamento a questo modo di vedere il mondo lo ha ulteriormente plasmato. Qualcuno definisce il buddismo una moda (sono molti gli sportivi e gli uomini di spettacolo ad aver accolto questa visione del mondo) in realtà questo modo di vedere il mondo comporta un forte cambiamento interiore e di predisposizione verso il mondo.

“Ho capito che la calma interiore è la cosa più importante della vita, prima ero uno che si metteva stress da solo ora ho capito che ognuno ha il compito di trovare la propria via e la propria quiete interiore” ha affermato Quinziato.

Manuel Quinziato buddista: l’incontro

Manuel Quinziato buddista

Venerabile Robina Courtin

L’avvicinamento di Manuel alla filosofia buddista è avvenuto con l’incontro con la Venerabile Robina Courtin circa due anni fa. “Ho incontrato la monaca australiana anche poco tempo fa in un suo passaggio a Madrid – continua Manuel –  lei ha un carisma eccezionale, quasi da rockstar. E’ stata hippy e femminista per poi diventare buddista”.

Quello di avvicinarsi al buddismo è sicuramente un passo non facile per la mentalità occidentale, è una filosofia che ti cambia radicalmente il modo di porti nei confronti del mondo e della vita, “bisogna avere l’apertura mentale per non credere in nulla, mettere alla prova i tuoi sentimenti. La mente non è il tuo cervello, non è una cosa fisica e di conseguenza la si può espandere senza limite alcuno. Questo mondo va studiato, praticato e poi ancora studiato e praticato, non è un cammino facile ma è un cammino che cattura”.

Coppa del mondo Dh Mont Sainte Anne

Coppa del mondo Dh vince Aaron Gwin

Coppa del mondo Dh

Il podio di Mont Sainte Anne

Coppa del mondo Dh Mont Sainte Anne, su un circuito bagnato e infangato in modo spaventoso ecco il numero di Aaron Gwin. Una run incredibile quella dello statunitense, una scheggia che ha staccato Lucas Dean di 1”058.

La top 10 a causa dei cambiamenti meteo nella parte finale della gara, è priva dei rider che di solito animano le tappe di Coppa del mondo, infatti Aaron Gwin ha potuto recuperare punti importanti dal leader di Coppa del mondo DH MTB, Greg Minnaar, ora distante solo 41 punti.

«Non posso dire di aver fatto una gara perfetta – ha detto Gwin dopo l’arrivo – ma il risultato finale mi riempie di orgoglio. Nella parte alta della gara sono andato davvero molto, molto bene ma ad un certo punto la mia maschera si è riempita di acqua e non avevo più visibilità. A quel punto temevo che fosse finita per me ma sono riuscito a non demordere e a ritrovare il giusto ritmo, ho fatto tanti errori ma avevo un buon margine e l’ho ben gestito”.