Kanstantsin Siutsou vince al Tour of Croatia

Kanstantsin Siutsou conquista la tappa del Giro di Croazia

Kanstantsin Siutsou 35enne della Bahrain-Merida ha avuto la meglio in un bel duello con Pieter Weening sull’arrivo in quota a Sveti Jure al Tour of Croatia

Kanstantsin Siutsou

Kanstantsin Siutsou

Kanstantsin Siutsou batte tutti sull’arrivo in quota a Sveti Jure, una salita interminabile che misura ben 29 chilometri con una pendenza media di poco inferiore al 6%. Il corridore della Bahrain-Merida ha avuto la meglio su Pieter Weening.

 

A cinque chilometri dall’arrivo il gruppo di testa era assolutamente ridotto all’osso (in totale solo 4 elementi) e l’attacco dell’olandese Pieter Weening riesce a prendere un lieve vantaggio. Ai meno 1500 metri dall’arrivo, però, Kanstantsin Siutsou riesce a riportarsi sul corridore della Roompot. I due, allo stremo delle forze, percorrono 1300 metri assieme ma ai meno 150 è il corridore della Bahrain a staccare il rivale e tagliare il traguardo a braccia levate.

Terzo posto per il kazako Yevgeniy Gidich che ha tagliato il traguardo con un ritardo di 49″, mentre a 56″ è arrivato quarto il  croato Radoslav Rogina. Da applausi anche la prestazione del talentino danese Niklas Eg che ha tirato a lungo per il compagno di squadra Gianluca Brambilla, salvo poi fare nettamente meglio dell’italiano chiudendo quinto a 1’38”, Brambillaha chiuso invece settimo a 2’27” preceduto anche dal britannico Daniel Pearson a 2’01”.

Dopo tre tappe, la classifica generale di questo Tour of Croatia coincide con l’ordine d’arrivo di tappa eccezione fatta per le piccole differenze provocate dagli abbuoni e dei buchi sul traguardo di ieri: Kanstantsin Siutsou ha 8″ di vantaggio su Pieter Weening, 47″ su Yevgeniy Gidich e 1’06” su Radoslav Rogina.

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Andy Rihs morto a 75 anni, aveva fondato la Phonak

Andy Rihs morto a 75 anni il proprietario della BMC

Andy Rihs morto a 75 anni, aveva fondato la Phonak ed era proprietario della marca di biciclette BMC, da qualche tempo era entrato nella proprietà del team calcistico Young Boys

Andy Rihs e Cadel Evans

Andy Rihs e Cadel Evans

Andy Rihs morto a 75 anni è stato un grande manager del mondo delle due ruote. Imprenditore zurighese è stato dirigente e fondatore della Phonak, sciolta poi nel 2006 a seguito dello scandalo doping che aveva travolto Floyd Landis al Tour de France.

Nato il 2 novembre del 1942 a Stoccarda (Germania), Andy Rihs ha seguito una formazione commerciale. Nel 1966 rilevò, assieme ad un tecnico suo amico, la società di apparecchi acustici del padre che era andata in fallimento nacque la Phonak che nei decenni successivi divenne la più grande impresa produttrice di apparecchi acustici a livello mondiale

Dopo l’avventura alla Phonak è diventato proprietario dell’azienda produttrice di biciclette BMC diventando oltre che fornitore anche sponsor dell’omonimo team. Tanti sono stati i successi del sodalizio statunitense su cui spiccano il Tour de France 2011 con Cadel Evans, la Paris-Roubaix 2017 con Greg Van Avermaet

Grazie proprio finanziamenti offerti da Andy Rihs la federazione svizzera ha potuto costruire nel 2013 a Grenchen un velodromo assolutamente all’avanguardia, teatro di record del mondo dell’ora e di campionati europei. Negli ultimi anni si era è dedicato, assieme al fratello Hans-Ueli, tramite una holding, anche nella proprietà dello Young Boys.
La notizia è stata resa pubblica anche dallo team: “Andy non era solo il proprietario e sponsor principale del BMC Racing Team, ma anche un amico che amava la vita e amava condividere quella gioia. Con lui se ne va un imprenditore anche visionario, un appassionato sportivo, un ciclista appassionato e un grande sostenitore dello sport. La sua generosità, il suo senso dell’umorismo e la sua risata contagiosa hanno accompagnato l’intera storia del BMC Racing Team. Il nostro dolore è indescrivibile, ma porteremo avanti i suoi valori”.
Proprio i noti problemi di salute di Andy Rihs sono stati una delle cause che hanno portato la BMC alla decisione di concludere a fine 2018 il suo impegno di sponsorizzazione del team presieduto da Jim Ochowiz.

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Moser scacco al tempo. Un film su Francesco

Moser scacco al tempo, presentato a Milano

Moser scacco al tempo, presentato a Milano, in attesa di essere proiettato al pubblico al prossimo Festival di Trento, il documentario sul fuoriclasse trentino

Moser scacco al tempo

Moser scacco al tempo

Moser scacco al tempo è un docu-film opera del regista Nello Correale, con il contributo di Barilla, Mediolanum ed Enervit. L’azienda lombarda è la protagonista della parte finale della storia quando si racconta del record dell’ora di Città del Messico datato 1984.

Il film è stato presentato in anteprima assoluta ieri a Milano per poi venir proiettato al pubblico durante il prossimo Trento Film Festival.

 

Oltre al grande Francesco, uno dei protagonisti di “Moser scacco al tempo” è proprio il Trentino, racconto attraverso le vigne del campione di ciclismo che fanno da cornice a lunghi tratti della narrazione. Viene poi alzato a protagonista il paese di Palù di Giovo. Terra natale dei Moser, dodici fratelli con la bicicletta nel sangue.

Da Aldo, il primo a correre in bicicletta, una dinastia proseguita con il figlio Ignazio (ora “protagonista” televisivo) e con il nipote Gilberto Simoni, vincitore della corsa rosa nel 2001 e 2003.

Meravigliose le parole della moglie Carla: “Ogni tanto quando camminiamo insieme inizia ad andare più veloce quasi come se volesse scattare. E io devo dirgli: ‘Francesco, guarda che qui non conta arrivare primi’. Solo così rallenta”.

“In questo documentario ho trovato quello che è Francesco Moser come uomo e come sportivo – ha dichiarato il Presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – è ambasciatore dei trentini, di come siamo fatti: ci sono i valori della terra, della famiglia, i valori del far fatica, della caparbietà, dell’ostinazione, i valori dell’ambiente naturale, dell’attaccamento al proprio mondo ma anche valori dell’innovazione, ovvero di voler scoprire frontiere nuove”.

Partendo dall’esordio nel professionismo passando per le tre vittorie consecutive alla Parigi-Roubaix fino al ritiro in Trentino “Moser scacco al tempo” racconta le battaglie e i successi di uno dei ciclisti italiani più amati di sempre.

 

 

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Ben O’Connor vince al Tour of the Alpes

Ben O’Connor vince la tappa, a Pinot la maglia

Ben O’Connor della Dimension Data conquista la terza tappa del Tour of the Alps,  maglia di leader della corsa a Thibaut Pinot.

Ben O'Connor

Ben O’Connor

Ben O’Connor 22enne australiano della Dimension Data è la sorpresa di giornata sul traguardo di Merano nella terza tappa del Tour of the Alps. O’Connor, scatta negli ultimi chilometri in discesa lasciando sul posto tutti migliori e chiude a braccia alzate un’altra impegnativa giornata. Ivan Sosa (Androni-Sidermec) è vittima di una caduta, così il nuovo primatista è Thibaut Pinot della Groupama-Fdj

La fuga di giornta è composta da Matteo Montaguti (Ag2r La Mondiale), Stephen Rabitsch (Team Felbermayr Simplon Wels), Giovanni Visconti (Bahrain Merida) e Manuel Senni (Bardiani CSF). Nella salita finale i fuggitivi si sgretolano e vengono raggiunti da altri 4 elementi: Thibaut Pinot (Groupama – FDJ), Ben O’Connor (Dimension Data), Domenico Pozzovivo e Mark Padun (Bahrain Merida).

Il Team Sky di Chris Froome, assieme ad alcuni elementi della Astana di Miguel Angel Lopez, vincitore sull’Alpe di Pampeago tirano il gruppo dei migliori. Pinot, Pozzovivo e O’Connor restano da soli al comando e nel frattempo la maglia di leader Ivan Sosa cade e perde contatto. Froome attacca in discesa e rientra sui battistrada (assieme a Fabio Aru).

Ben O’Connor  scatta e lascia la compagnia dei migliori e può festeggiare una inaspettata vittoria in solitaria. Giungono a pochi secondi i primi inseguitori, regolati da Pinot, il quale, in virtù del terreno perso da Sosa, diventa il nuovo leader della corsa. Terzo posto per Pozzovivo.

 

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Eduard Grosu regala la prima alla Nippo-Vini Fantini

Eduard Grosu sblocca la Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini

Eduard Grosu vince la seconda tappa del Giro di Croazia 2018 e diventa anche il nuovo leader della classifica generale.

Eduard Grosu

Eduard Grosu

Eduard Grosu conquista la prima vittoria stagionale per la Nippo-Vini Fantini imponendosi nella seconda frazione del Giro di Croazia 2018 da Karlovac a Zadar di 234 km.

Il vento la fa letteralmente da padrone costringendo gli organizzatori della corsa a neutralizzare alcuni tratti della corsa prima di annullare addirittura 30 km. La tappa si decide nel circuito finale di Zara (da ripetere 4 volte).

All’imbocco dell’ultimo giro cade il vincitore della frazione iniziale del Tour of Croatia Niccolò Bonifazio (Bahrain – Merida) che non può giocarsi le carte per un bis. A quel punto ci pensa Eduard Grosu che, approfittando del finale tortuoso e con strade molto strette, scatta e per quattro secondi anticipa Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) e Riccardo Minali (Astana)

Per Grosu è il ritorno alla vittoria a due anni di distanza dal suo ultimo successo al  Sibiu Tour e va a regalare al team il primo acuto di stagione. Grazie al gioco degli abbuoni, il romeno diventa  il nuovo leader della classifica generale con otto secondi di vantaggio su Nizzolo e dieci su Minali.

 

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Alaphilippe conquista la Freccia Vallone

Alaphilippe conquista la Freccia sorprendendo Valverde

Alaphilippe conquista la Freccia Vallone sorprendendo Alejandro Valverde a Huy, il cuore di Vincenzo Nibali non basta

Alaphilippe con Valverde

Alaphilippe con Valverde

Alaphilippe conquista la Freccia Vallone da  predestinato quale è. Già secondo dietro l’Imbatido Valverde nel 2015 e nel 2016, il francese conquista finalmente una grande Classica grazie ad una azione magistrale in cima al Muro di Huy simbolo della corsa.

Come da previsioni è la rampa storica a fare la differenza, Julian Alaphilippe anticipa Alejandro Valverde, rimasto un po’ indietro nel momento giusto, e va a tagliare a braccia alzate il traguardo della Flèche Wallone. Il murciano arriva staccato di soli quattro fatali secondi.

 

Terzo posto per Jelle Vanendert (Lotto Soudal), primo ad attaccare ai quattrocento metri finale e primo ad arrendersi allo scatto del vincitore. Quarta piazza per Roman Kreuziger della Mitchelton-Scott (già secondo all’Amstel).

Il nostro Vincenzo Nibali, ha fatto le prove generali in vista della Liegi, confezionando una grande azione, assieme ad altri uomini, a ben quaranta chilometri al traguardo.

Dopo l’arrivo Julian Alaphilippe appare felice quanto sorpreso della sua vittoria: “Non sapevo di aver vinto, ero convinto ci fosse ancora Nibali davanti”

Ordine d’arrivo:
1 Julian Alaphilippe (Fra) Quick Step Floors 4:53:37
2 Alejandro Valverde (Esp) Movistar Team 0:00:04
3 Jelle Vanendert (Bel) Lotto – Soudal 0:00:06
4 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton – Scott 0:00:06
5 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb 0:00:06
6 Bauke Mollema (Ned) Trek – Segafredo 0:00:06
7 Tim Wellens (Bel) Lotto – Soudal 0:00:06
8 Maximilian Schachmann (GER) Quick Step Floors 0:00:06
9 Romain Bardet (Fra) Ag2r La Mondiale 0:00:06
10 Patrick Konrad (AUT) Bora – Hansgrohe 0:00:12

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Ultima curva a sinistra, gli 80 anni del Giro del Belvedere

Ultima curva a sinistra, un libro di storia e ciclismo

Ultima curva a sinistra, scritto dalla 33enne Valentina Covre, non è solo un libro sul ciclismo ma è un pezzo di storia con tanti ricordi dei protagonisti della corsa

Ultima curva a sinistra

Ultima curva a sinistra

Ultima curva a sinistra è un meraviglioso edito da Alba Edizioni, corredato da una interessantissima raccolta di fotografie, ritagli di giornale e documenti storici che testimoniano gli 80 anni di una corsa assolutamente mitica del ciclismo giovanile italiano.

Partendo dalla prima edizione  del 14 Ottobre 1923, vinta da Alfonso Piccin sino alla recente affermazione del bielorusso Aleksandr Riabushenko, vincitore lo scorso anno in maglia di Campione Europeo, passando per le vittorie di campioni del calibro di Maurizio Fondriest, Silvio Martinello e Ivan Gotti si parla di ciclismo e di storia.

Il libro si compone sostanzialmente di due parti: la prima in cui l’autrice ricostruisce la storia del Giro del Belvedere di tappa in tappa. Viene analizzata l’evoluzione del tracciato della corsa trevigiana passata dall’essere un evento locale ad una corsa dall’appeal internazionale. Il tutto è corredato da interessanti aneddoti e retroscena proveniente direttamente dall’organizzazione.

La seconda parte, invece, è una  raccolta di testimonianze dei diretti protagonisti della corsa veneta: emozioni, suoni, odori, momenti belli e brutti, vittorie indelebili nelle menti di direttori sportivi, organizzatori e ciclisti.

 

 

 

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Luca De Angeli condannato a 10 anni

Luca De Angeli ex professionista condannato a 10 anni!

Luca De Angeli, ex professionista nel team di Marco Pantani, condannato a 10 anni di reclusione con l’accusa di tentato omicidio

Luca De Angeli

Luca De Angeli (fonte http://www.ciclismoblog.it)

Luca De Angeli, molti lo ricorderanno come ex professionista tra il 2001 e il 2005, ora 42enne è stato condannato a 10 anni di reclusione con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Adil El Gazi, 36enne marocchino con cui era in rotta da tempo a causa di alcuni diverbi per cause di cattivo vicinato.

Il fatto risale allo scorso 18 ottobre quando in una palazzina di via Puliche a Massa è avvenuta una accesa discussione tra Luca De Angeli e un vicino di casa per questioni legate ad un posto auto condominiale.

L’ex ciclista si è avvicinato al rivale sparandogli alcuni colpi con una pistola poi risultata rubata. De Angeli è stato arrestato di lì a poco dai carabinieri, da quel giorno è in carcere in attesa del processo che si è svolto ieri con il rito abbreviato davanti al giudice Alessandro Trinci. Enzo Frediani
Nella sua arringa il pubblico ministero Alberto Dello Iacono ha ribadito come l’ex ciclista abbia sparato contro il vicino con l’intenzione di ucciderlo chiedendo 11 anni e 4 mesi di reclusione. La difesa, curata dall’avvocato , ha chiesto di derubricare l’accusa di tentato omicidio in lesioni, sottolineando come De Angeli abbia sparato da distanza ravvicinata, massimo 60-70 centimetri.

De Angeli era in possesso di una regolare licenzia di tiro e secondo la difesa l’obiettivo del corridore era solo quello di spaventare il vicino di casa.

A favorire la  ricostruzione dei fatti erano a disposizione le immagini della telecamere di sorveglianza di un appartamento vicino, in cui è stata immortalata tutta la scena.

Il giudice ha ritenuto valide le accuse formulate dalla procura condannando l’ex ciclista a 10 anni di reclusione per tentato omicidio. Prevedibile il ricorso in appello da parte della difesa.

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LordGun: sito internet di e-commerce per il ciclismo

LordGun da Mercato della Bicicletta a sito internet

LordGun nasce negli anni 70 come “Mercato della Bicicletta” per evolvere negli anni 2000 come portale e*commerce di riferimento

LordGun

LordGun

LordGun è una realtà nata dalla professionalità che negli anni 70 portò alla nascita del “Mercato della Bicicletta”, negozio di vendita e riparazione,  nel centro di Brescia.

Il “Mercato della Bicicletta”, fu tra i primi in Italia ad importare di biciclette d’oltre oceano, diventando negli anni un  punto di riferimento per tutta la provincia Bresciana e non solo.

Accanto al mercato delle bici da corsa ecco incrementare il numero di MTB che il Mercato della Bicicletta è in grado di proporre ai propri affezionati clienti.

Nell’anno 2007 nasce l’idea di creare un portale web, una realtà completamente separata dal negozio e in grado di diventare un punto di riferimento per gli amanti della bicicletta italiani e non solo: nasce l’embrione di idea LordGun.

Il sito deve chiaramente lavorare per inserirsi in una nicchia non ancora sviluppata del mercato italiano: in quel periodo sono ancora pochi gli italiani disposti a comprare prodotti online. L’idea di offrire i migliori marchi, difficilmente reperibili nei canali tradizionali dei negozi di prossimità, oltretutto a prezzi assolutamente competitivi è la chiave del successo.

Professionalità, serietà, trasparenza e competenza fanno il resto per riuscire a conquistare la fiducia del cliente e seguirlo nei primi acquisti online. Ed è proprio grazie alla sua soddisfazione e il racconto della sua esperienza positiva agli altri ciclisti (e non solo) che permettono al sito di diventare leader di mercato

Nel 2011 innovazione ed esperienza decidono di unirsi dando vita ad una realtà che ben presto sarebbe diventata una delle più importanti e conosciute a livello nazionale: ecco nascere LordGun.

LordGun: La svolta

In poco tempo la domanda si espande e, di conseguenza, la proposta di prodotti sempre maggiori porta a un rinnovamento che ha l’apice nel 2014.

Ecco la nuova sede moderna alimentata da energia eco sostenibile (con forte abbattimento di emissioni di CO2), vicina ai più importanti snodi e dotata un ampio parcheggio

Viene sviluppato un nuovo sistema logistico che accelera i riassortimenti, le spedizioni riducendo la possibilità di eventuali errori a cui fa seguito un rifacimento del portale e-commerce di LordGun.

LordGun: sono solo e-commerce

Il negozio non è uno statico portale ma è sempre presente a numerosi eventi.
Negozio ufficiale, presente in carovana e al villaggio della Vuelta a Espana (nel 2015 e 2016, partecipa ogni anno a numerosi eventi e granfondo in Italia e all’estero

 

 

 

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Jeroen Goeleven morto a 25 anni!

Jeroen Goeleven, ciclista dilettante morto a soli 25 anni!

Jeroen Goeleven, ciclista dilettante della Snake Cycling Team è morto a soli 25 anni nel sonno

Jeroen Goeleven

Jeroen Goeleven

Jeroen Goeleven giovane ciclista tesserato per Snake Cycling Team, è stato trovato senza vita nel suo letto. Un’altra tragedia colpisce il mondo del ciclismo belga.
“La nostra famiglia è distrutta, ho trovato nostro figlio nella sua stanza senza vita, è incomprensibile, siamo in profondo lutto” ha scritto il padre del ciclista, Danny Goeleven, sul proprio profilo Facebook.

In considerazione della giovane età del ragazzo, il Tribunale ha aperto una inchiesta per accertare le cause del decesso.

Jeroen Goeleven, dopo aver militato nel 2014 e nel 2015 nel Team Continental Colba Superano Ham era tornato tra i cosidetti “amateurs”: pochi giorni fa aveva conquistato il titolo di Campione del Limburgo della cronometro. Era il 7 aprile, il giorno della tragica scomparsa di Michael Goolaerts alla Parigi-Roubaix.

L’ennesima tragedia che colpisce il mondo delle due ruote, apparentemente senza una motivazione, apre nuovamente il dibattito sulle condizioni di salute di una parte dei ciclisti a livello mondiale. Per linea editoriale non amiamo speculare sulle morti di giovani atleti e pertanto restiamo fedeli al nostro credo.

La redazione invia alla famiglia del povero atleta le più sentite condoglianze.

 

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