CADEX nuovo marchio di componentiper il ciclismo

CADEX, il nuovo marchio di componenti ultra performanti

CADEX, il nuovo marchio di componenti ultra performanti per il ciclismo che offre ruote, pneumatici e selle

CADEX Sviluppata in collaborazione con corridori professionisti di livello internazionale, questa nuova linea di prodotti da ciclismo di alta qualità include ruote, pneumatici e selle all’avanguardia.

Dopo una fase di sviluppo pluriennale – che ha visto coinvolti ingegneri, esperti di biomeccanica, team di corridori professionisti e atleti – mirata a ripensare prodotti ciclistici ad alte prestazioni, i componenti CADEX arrivano sul mercato. Una serie limitata di nuovi prodotti CADEX è stata presentata oggi in occasione del lancio globale, in attesa del Tour de France 2019.

Il progetto CADEX è nato nel 2016 come un ambizioso tentativo di sviluppare componenti di qualità superiore pensate per i corridori professionisti.
Il nome del marchio deriva da un innovativo progetto di Giant risalente al 1985, all’epoca pioniere nell’impiego della fibra di carbonio come materiale per la realizzazione di biciclette. Decenni dopo, CADEX è stato rielaborato come una nuova generazione di componenti all’avanguardia.

In vista dell’avvio del progetto è stata formata una squadra di ingegneri, esperti di biomeccanica, triatleti Ironman, corridori professionisti e team del circuito WorldTour che partecipano al Tour de France, ai campionati del mondo e alle più importanti classiche di un giorno. Il loro impegno si è incentrato su tre obiettivi chiave: portare avanti la ricerca e lo studio della bicicletta e del ciclista nei loro movimenti, esplorare la prossima generazione di tecnologie dei materiali e investire in processi produttivi innovativi.

Questo progetto, insieme ai componenti prototipo che sono stati sviluppati, testati ed equipaggiati a livello professionistico negli ultimi due anni, è stato ribattezzato #overachieve. Sotto il segno di #overachieve sono stati creati, collaudati e guidati da atleti professionisti i nuovi WheelSystems, nuove selle e pneumatici. Tra i “tester” anche il campione olimpico Greg Van Avermaet del CCC Team, gli Ironman australiani Tim Van Berkel e Sam Appleton, e i membri del CCC-Liv Team, tra cui la vincitrice di 3 campionati mondiali su strada Marianne Vos.

Lo staff CADEX è stato molto attento ai nostri feedback e suggerimenti“, ha detto Van Avermaet. “Sin dai primi allenamenti del CCC Team durante l’inverno, passando per le classiche primaverili fino al Tour de France, abbiamo lavorato insieme per sviluppare e perfezionare questi prodotti perché forniscano le prestazioni di cui abbiamo bisogno anche nelle condizioni di allenamento e di gara più impegnative“.

 

Jeff Schneider, responsabile del prodotto e del marketing per CADEX, ha spiegato che lavorare con i team di professionisti e corridori esperti ha contribuito in modo determinante al processo di sviluppo.
Fin dall’inizio di questo progetto abbiamo avuto la fortuna di ricevere preziose indicazioni e opinioni da parte dei migliori atleti professionisti, insieme ai loro meccanici e al loro staff tecnico”, ha detto Schneider.Abbiamo iniziato riprogettando ogni cosa, trovando nuovi modi per studiare come componenti quali ruote, selle e pneumatici potessero essere radicalmente migliorate grazie a nuovi materiali e tecniche di produzione innovative. A quel punto abbiamo testato i prototipi in laboratorio, in condizioni di allenamento e di gara molto esigenti“.

La prima gamma di componenti CADEX comprende nuovi WheelSystems, pneumatici e selle. Questi nuovi elementi saranno disponibili per l’aftermarket a partire da settembre, e saranno disponibili anche per un numero limitato di modelli Premium 2020 Giant e Liv.

 

Ecco una panoramica sulla linea di prodotti CADEX:

RUOTE CADEX 42/65 
Sviluppati e testati sia in allenamento che in gara dai corridori professionisti del CCC Team, questi WheelSystems in fibra di carbonio sono caratterizzati da materiali e tecniche di produzione completamente rinnovati, al fine di fornire una trasmissione di potenza superiore, una maggiore reattività e prestazioni aerodinamiche con un peso complessivo minore.

Le ruote CADEX 42 (il cui nome deriva dai 42 mm di profondità del bordo del cerchio) puntano sulla versatilità e sulle ottime prestazioni complessive nelle diverse condizioni di gara, mentre quelle CADEX 65presentano una maggiore profondità del cerchio, per prestazioni aerodinamiche ottimali che non compromettono la stabilità del mezzo in condizioni di vento laterale. Entrambi i modelli sono equipaggiati con nuovi cerchi hookless in carbonio con raggi calibrati su misura e tecnologia Dynamic Balanced Lacing (DBL), per migliorare il trasferimento di potenza e l’efficienza. Le parti interne del mozzo, lavorate con grande precisione, riducono al minimo gli attriti dei cuscinetti, per aumentare ulteriormente l’efficienza generale. Entrambi i prodotti sono disponibili con pneumatici tubeless o tubolari compatibili con le versioni con cerchio o freno a disco.

SELLA CADEX BOOST
Con l’obiettivo di migliorare il trasferimento di potenza e il comfort, riducendo contemporaneamente al minimo il peso, gli ingegneri e i tecnici hanno sfruttato i recenti progressi nella produzione di carbonio per produrre una sella all’avanguardia in grado di soddisfare gli elevati standard dei professionisti del CCC Team.
Il risultato è la nuova CADEX Boost, che utilizza un telaio Advanced Forged Composite per eliminare le flessioni indesiderate e migliorare il trasferimento di potenza. L’Integrated Rail Design elimina i punti di pressione comuni, posizionando i collegamenti dei binari alla base lontano dalle aree dove i piloti collocano il loro peso. La forma, enfatizzata dal muso tronco, è stata sviluppata e messa a punto con gli specialisti di biomeccanica e i membri del team CCC, per assicurare una postura e un comfort impeccabili per le lunghe ore di allenamento e di gara. Infine, grazie al Particle Flow-Tecnology, due scomparti separati posizionati nella zona di contatto permettono di alleggerire ulteriormente i punti di pressione e ottenere una sensazione di stabilità e comfort.

GOMME CADEX RACE TUBELESS
Partendo da una nuovissima mescola a base di silice studiata per combinare un’ineguagliabile efficienza di rotolamento con una buona manovrabilità, sono state testate numerose miscele di materiali, profili e disegni del cerchio per arrivare a questa formula vincente. Testati dai tecnici in laboratorio e dai corridori del CCC Team su strada, gli pneumatici tubeless CADEX Race offrono alte prestazioni e affidabilità senza compromessi.

Con una carcassa monostrato ultra flessibile, offrono una sensazione quasi identica a quella dei tubolari, oltre a una protezione superiore contro le forature grazie al Race Shield in Kevlar e alla capacità di abbassare le pressioni per migliorare l’efficienza di rotolamento.

Tutti i componenti CADEX sono coperti dal programma White Glove Service, che include 2 anni di garanzia e un programma di sostituzione in caso di incidente della durata di 5 anni.

I dettagli su tutti i nuovi prodotti, insieme alle informazioni sulla garanzia e sul servizio di sostituzione in caso di incidente, sono disponibili sul sito www.cadex-cycling.com.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Nuovo kit per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo al Tour de France. Una special edition firmata Santini in occasione della Grande Boucle

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Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo. Presentate a Bruxelles le squadre che correranno il Tour de France: tra le squadre al via anche il Team World Tour Trek-Segafredo che per la prestigiosa corsa transalpina vestirà una speciale maglia bianca confezionata da Santini, fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico della squadra dallo scorso anno.

Con la presentazione di Bruxelles si può dire che si entra in clima “tour” e da domani fino a domenica 28 luglio, andrà in scena il più importante evento al mondo di ciclismo. Tra le 22 squadre iscritte alla Grande Boucle, ci sarà anche la formazione World Tour del Team Trek-Segafredo che non nasconde velleità di classifica finale sul traguardo degli Champs-Élysées a Parigi.
Per l’occasione, il Team Trek-Segafredo ha voluto una maglia speciale, diversa da quella ufficiale di colore rosso e nero: la jersey che gli atleti indosseranno durante la corsa a tappe francese sarà infatti a sfondo bianco. La nuova maglia confezionata da Santini, partner ufficiale del team dal 2018, verrà utilizzata dagli atleti esclusivamente durante il Tour de France, a simboleggiare l’unicità della corsa.«Gareggiare al Tour de France è sempre qualcosa di speciale per un atleta e farlo avendo alle spalle un team affiatato come il nostro è ancora più bello – ha detto l’atleta australiano Richie Porte, al primo anno con la Trek-Segafredo – i completi da gara Santini mi hanno conquistato da subito per il loro comfort e per la tecnicità, e penso che sia uno dei kit più belli nell’ambito delle competizioni. Mi piace molto la versione bianca specificatamente disegnata per il Tour, anche perché nel mese di luglio il caldo può essere rovente in Francia ed è ottimo indossare una jersey di colore bianco».

Tra gli atleti della Trek- Segafredo che parteciperanno al Tour de France, oltre a Richie Porte, spiccano i nomi di Bauke Mollema, Jasper Stuyven e quello dell’abruzzese Giulio Ciccone, che per il primo anno affronta la corsa francese, capitolo fondamentale nel curriculum degli atleti: «Per me sarà la prima volta alla Grande Boucle e non posso negare di essere molto emozionato, ma sono anche curioso di capire dove posso arrivare – rivela l’italiano Giulio Ciccone, già protagonista allo scorso Giro d’Italia – sono quello che si dice un rookie e sarà come essere il primo giorno a scuola: dovrò imparare ogni cosa e stare attento ai singoli dettagli, ma sono confidente di trovarmi nella squadra giusta».

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Il completo indossato dai corridori della Trek-Segafredo è formato da una maglia bianca, realizzata con due tessuti: Bodyfit, estremamente leggero e resistente, e Rudy traforato per un’ottima traspirabilità. I calzoncini neri hanno un’ampia zona in tessuto Impact, prodotto da Sitip con fibre Dyneema® dalle caratteristiche anti-abrasione in caso di caduta, fino a 15 volte più resistente dell’acciaio.

Le repliche del kit Trek-Segafredo per il Tour de France saranno disponibili nei migliori negozi specializzati nel mondo e sul sito www.santinicycling.com

Santini Maglificio Sportivo nasce nel 1965 con l’intuizione di Pietro Santini di specializzarsi nell’abbigliamento tecnico da ciclismo, grazie anche a una profonda passione per il ciclismo e per le competizioni. Fin dall’inizio l’azienda bergamasca compie una scelta importante: quella di disegnare e produrre tutti i prodotti esclusivamente in Italia. Oggi quella scelta appare rivoluzionaria e fortemente in controtendenza. Ogni capo, rigorosamente made in Italy, viene creato e sviluppato da un team di designer con una radicata passione per il mondo delle due ruote e mantiene quattro promesse: fit, performance, comfort e durability.

Oggi Santini produce più di 3.000 articoli al giorno, ed esporta l’80% della produzione all’estero. Investendo costantemente nella ricerca tecnologica di tessuti innovativi e nuovi metodi di produzione, al centro dell’attenzione di Santini c’è sempre l’uomo e l’atleta: resta viva la missione di affinare le proprie creazioni per consentire alle persone di praticare le proprie passioni sportive indossando capi confortevoli senza rinunciare allo stile. www.santinicycling.com

Trek Segafredo è una squadra internazionale professionista di ciclismo in grado di competere al massimo livello con passione e rispetto per lo sport. Creata da personaggi unici che creano un’unità perfetta, la squadra è aperta ad accogliere tutti coloro che vogliano sperimentare la determinazione e la gloria del ciclismo professionale.

FONTE COMUNICATO STAMPA
photo credit: bettiniphoto

Quanto guadagna un ciclista al Tour?

Quanto guadagna un ciclista al Tour 2019?

Quanto guadagna un ciclista al Tour? I 176 corridori al via si divideranno oltre 2 milioni di euro, record nella storia della Grande Boucle

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Quanto guadagna un ciclista al Tour? Il montepremi in palio per l’edizione 2019 è di 2.291.700 € con un lievissimo aumento rispetto all’anno precedente che, seppur limitato, porta ad un record storico per la corsa francese.

Saranno in 176 a darsi battaglia da Bruxelles a Parigi per conquistare non solo la gloria ma anche il “vil denaro” messo in palio dall’organizzazione. Numeri elevati che fanno “arrossire” sia il Giro che la Vuelta Espana e che sono legati alla notorietà planetaria che la maglia gialla garantisce.

Dal 6 al 28 luglio la corsa alla maglia gialla è aperta ma non solo quella: se il vincitore della corsa intascherà 500.000 euro (ma di solito li lascia ai compagni e allo staff del team, “accontentandosi del contratto“) sono tanti i premi per le diverse categorie premiate.

Quanto guadagna il vincitore del Tour de France 2019?

La classifica finale della corsa premia i primi 160 corridori all’arrivo per un montepremi dedicato di 1.128.800 €. Se il vincitore “intasca” 500.000 euro il decimo della top10 solo 3.800 euro. Il  160esimo prenderà 1.000 euro in premio. La maglia gialla di giornata 500 € per un totale del Premio Giornaliero Maglia Gialla 10.000 €.

TOP 10 CLASSIFICA GENERALE

1° 500.000 €
2° 200.000 €
3° 100.000 €
4° 70.000 €
5° 50.000 €
6° 23.000 €
7° 11.500 €
8° 7.600 €
9° 4.500 €
10° 3.800 €

Quanto guadagna il vincitore di una tappa al Tour de France 2019?

Ogni tappa mette in palio 28.650 € da suddividere tra i primi 20 atleti al traguardo per un totale di 601.650 € per tutte le frazioni. Il vincitore di tappa guadagna 11.000 euro mentre il 20esimo 300 euro.

TOP10

1° 11.000 €
2° 5.500 €
3° 2.800 €
4° 1.500 €
5° 830 €
6° 780 €
7° 730 €
8° 670 €
9° 650 €
10° 600 €

Quanto guadagna il vincitore della maglia verde del Tour de France 2019?

La classifica a punti premia il vincitore finale con 25.000 euro mentre il Premio Giornaliero Maglia Verde è di 300 € a tappa

TOP8

  1. 25.000 €
    2. 15.000 €
    3. 10.000 €
    4. 4.000 €
    5. 3.500 €
    6. 3.000 €
    7. 2.500 €
    8. 2.000 €

Totale 65.000 €

Quanto guadagna il vincitore della maglia a Pois del Tour de France 2019?

La classifica della montagna premia il vincitore finale con 25.000 euro mentre il Premio Giornaliero Maglia a Pois è di 300 € a tappa

CLASSIFICA GENERALE MAGLIA A POIS (GPM)

  1. 25.000 €
    2. 15.000 €
    3. 10.000 €
    4. 4.000 €
    5. 3.500 €
    6. 3.000 €
    7. 2.500 €
    8. 2.000 €
    Totale 65.000 €

Vengono premiati anche i singoli passaggi ai GPM come segue:

Hors Catégorie: 1° 800 €, 2° 450 €, 3° 300 €
Prima Categoria: 1° 650 €, 2° 400 €, 3° 150 €
Seconda Categoria: 1° 500 €,2° 250 €
Terza Categoria: 1° 300 €
Quarta Categoria: 1° 200 €

Chi transiterà primo al GPM del Col du Tourmalet conquisterà il Premio Speciale Souvenir Jacques Goddet che attribuisce 5.000 €

Chi transiterà primo al al GPM del Col de l’Iseran conquisterà il Premio Souvenir Henri Desgrange che attribuisce 5.000 €

Quanto guadagna il vincitore della maglia a Bianca del Tour de France 2019?

La classifica dei giovani premia i primi 4 atleti e il Premio Giornaliero per la Maglia a Bianca è di 300 euro.

TOP4

  1. 20.000 €
    2. 15.000 €
    3. 10.000 €
    4. 5.000 €
    Totale 50.000 €

L’organizzazione assegna poi premi al miglior team, ai corridori più combattivi che concorrono al montepremi totale di 2.291.700 €

MONTEPREMI TOTALE TOUR DE FRANCE 2019

  1. Premi di tappa 601 650 €
    2. Classifica Generale 1 138 800 €
    3. Classifica a Punti 128 000 €
    4. Classifica Scalatori 112 450 €
    5. Classifica Giovani 66 000 €
    6. Classifica a Squadre 178 800 €
    7. Premio Combattività 56 000 €
    8. Premi Speciali 10 000 €
    TOTALE 2.291.700 €

Starting list Tour 2019: tutti i partenti

 

Starting list Tour 2019: definitiva

Starting list definitiva del Tour 2019 tra chi punta alla maglia gialla, chi cerca quella a Pois e tanti outsider per una edizione assolutamente incerta.

Starting list ormai definitiva per il Tour de France 2019, la corsa francese ormai punto focale del ciclismo mondiale si appresta a vivere una edizione che parte con un manipolo di corridori che possono giocarsi la vittoria finale.
Tra il Team Ineos, orfano di Chris Froome ma con due capitani di assoluto valore come il vincitore del 2018, Geraint Thomas ee l’astro emergente Egan Bernal, e un Nairo Quintana che cerca di riscattare le ultime deludenti stagioni, sono in tanti gli atleti che possono puntare alla Top5.

Ecco la startlist definitiva

                Team INEOS

001         Geraint Thomas
002         Egan Bernal
003         Jonathan Castroviejo
004         Michal Kwiatkowski
005         Gianni Moscon
006         Wout Poels
007         Luke Rowe
008         Dylan Van Baarle

 

AG2R La Mondiale

011         Romain Bardet
012         Mikael Cherel
013         Benoit Cosnefroy
014         Mathias Frank
015         Tony Gallopin
016         Alexis Gougeard
017         Oliver Naesen
018         Alexis Vuillermoz

 

Astana Pro Team

021         Jakob Fuglsang
022         Pello Bilbao Lopez
023         Omar Fraile Matarranz
024         Hugo Houle
025         Gorka Izagirre Insausti
026         Alexey Lutsenko
027         Magnus Cort Nielsen
028         Luis Leon Sanchez Gil

 

Bahrain Merida Pro Cycling Team

031         Vincenzo Nibali
032         Damiano Caruso
033         Sonny Colbrelli
034         Rohan Denni0s
035         Ivan Garcia Cortina
036         Matej Mohoric
037         Dylan Teuns
038        Jan Tratnik

 

BORA – hansgrohe

041         Peter Sagan
042         Emanuel Buchmann
043         Marcus Burghardt
044         Patrick Konrad
045         Gregor Muhlberger
046         Daniel Oss
047         Lukas Postlberger
048         Maximilian Schachmann

 

CCC TEAM

051         Greg Van Avermaet
052         Patrick Bevin
053         Alessandro De Marchi
054         Simon Geschke
055         Serge Pauwels
056         Joey Rosskopf
057         Michael Schar
058         Lukasz Wisniowski

 

Deceuninck – Quick Step

061         Julian Alaphilippe
062         Kasper Asgreen
063         Dries Devenyns
064         Yves Lampaert
065         Enric Mas
066         Michael Morkov Christensen
067         Ariel Maximiliano Richeze
068         Elia Viviani

 

EF Education First-Drapac p/b Cannondale

071         Rigoberto Uran
072         Alberto Bettiol
073         Simon Clarke
074         Tanel Kangert
075         Sebastian Langeveld
076         Thomas Scully
077         Tejay Van Garderen
078         Michael Woods

 

Groupama – FDJ

081         Thibaut Pinot
082         William Bonnet
083         David Gaudu
084         Stefan Küng
085         Matthieu Ladagnous
086         Rudy Molard
087         Sebastien Reichenbach
088         Anthony Roux

 

Lotto Soudal

091         Tiesj Benoot
092         Jasper De Buyst
093         Thomas De Gendt
094         Caleb Ewan
095         Jens Keukeleire
096         Roger Kluge
097         Maxime Monfort
098         Tim Wellens

 

Mitchelton-Scott

101         Adam Yates
102         Luke Durbridge
103         Jack Haig
104         Michael Hepburn
105         Daryl Impey
106         Christopher Juul Jensen
107         Matteo Trentin
108         Simon Yates

 

Movistar Team

111         Alejandro Valverde
112         Andrey Amador Bipkazakova
113         Imanol Erviti Ollo
114         Mikel Landa
115         Nelson Oliveira
116         Nairo Quintana
117         Marc Soler
118         Carlos Verona Quintanilla

 

Team Dimension Data

121         Roman Kreuziger
122         Lars Ytting Bak
123         Edvald Boasson Hagen
124         Stephen Cummings
125         Reinardt Janse Van Rensburg
126         Benjamin King
127         Giacomo Nizzolo
128         Michael Valgren

 

Team Jumbo-Visma

131         George Bennett
132         Laurens De Plus
133         Dylan Groenewegen
134         Amund Grondahl Jansen
135         Steven Kruijswijk
136         Tony Martin
137         Mike Teunissen
138         Wout Van Aert

 

Team Katusha-Alpecin

141         Jose Isidro Maciel Goncalves
142         Marco Haller
143         Pavel Kochetkov
144         Nils Politt
145         Rick Zabel
146         Ilnur Zakarin

 

Team Sunweb

151         Michael Matthews
152         Nikias Arndt
153         Cees Bol
154         Chad Haga
155         Lennard Kamna
156         Wilco Kelderman
157         Soren Kragh Andersen
158         Nicolas Roche

 

Trek-Segafredo

161         Richie Porte
162         Julien Bernard
163         Giulio Ciccone
164         Koen De Kort
165         Fabio Felline
166         Bauke Mollema
167         Toms Skujins
168         Jasper Stuyven

 

UAE Team Emirates

171         Daniel Martin
172         Fabio Aru
173         Sven Erik Bystrom
174         Rui Alberto Faria Costa
175         Sergio Luis Henao
176         Alexander Kristoff
177         Vegard Stake Laengen
178         Jasper Philipsen

 

Wanty – Groupe Gobert

181         Frederik Backaert
182         Aime De Gendt
183         Odd Christian Eiking
184         Guillaume Martin
185         Xandro Meurisse
186         Yoann Offredo
187         Andrea Pasqualon
188         Kevin Van Melsen

 

Cofidis, Solutions Crédits

191         Natnael Berhane
192         Nicolas Edet
193         Jesus Herrada Lopez
194         Christophe Laporte
195         Anthony Perez
196         Pierre-Luc Perichon
197         Stephane Rossetto
198         Julien Simon

 

Team Arkéa Samsic

201         Warren Barguil
202         Maxime Bouet
203         Anthony Delaplace
204         Elie Gesbert
205         André Greipel
206         Kevin Ledanois
207         Amael Moinard
208         Florian Vachon

 

Total Direct Energie

201         Rein Taaramae
211         Niccolo Bonifazio
212         Lilian Calmejane
213         Fabien Grellier
214         Paul Ourselin
215         Romain Sicard
217         Niki Terpstra
218         Angelo Tulik

 

Catena Muc-Off per il Team Ineos

Catena Muc-Off l’ultima novità del Team Ineos

Catena Muc-Off con nanotech potrebbe consentire al Team Ineos un risparmio di 10 Watts al Tour de France di quest’anno

Catena Muc-Off

Catena Muc-Off

Catena Muc-Off con il modello Shimano Dura-Ace R9100 per il Team Ineos che va alla caccia della settima vittoria al Tour de France (le precedenti sotto la livrea Team Sky).La formazione di Dave Brailsford, da sempre attento ai dettagli con focus su ogni aspetto della corsa come dimostrano le teorie dei guadagni marginali, preannuncia una succulenta novità tecnica in vista della imminente Grande Boucle.

Le biciclette del Team Ineos saranno dunque equipaggiate con le catene Shimano Dura-Ace R9100 appositamente trattate Muc-Off che dovrebbero garantire un notevole risparmi di Watt.

I dati esatti delle prestazioni potenziali del Team Ineos sono chiaramente riservati ma il trattamento NTC (disponibile in commercio)  consente un risparmio di oltre 10 Watts ​​dopo quattro ore di corsa.

Catena Muc-Off cos’è?

La catena Muc-Off è stata sviluppata per il tentativo di record dell’ora di Bradley Wiggins nel 2015 ed è stata successivamente utilizzata dal Team Sky nell’ottica di una collaborazione iniziata nel 2014.

Le Shimano Dura-Ace R9100 subiscono un processo in nove fasi che, attraverso un processo di pulizia, assestamento e trattamento rendono la trasmissione più liscia possibile

Il processo iniziale per generare il modello usato ai Wiggins è costato al marchio £ 6.000 in sviluppo. Secondo quanto dichiarato da Muc-Off l’uso di questa catena aveva consentito un guadagno di 337 rispetto ad una catena tradizionale con lubrificante a secco.

La catena è stata creata dalla collaborazione di Alex Trimnell e del Muc-Off Research and Design Manager Martin Mathias studiando 30 catene Shimano Dura-Ace testandole su un impianto proprietario, arrivando a selezionare la catena più efficiente.

Per il Tour 2019 il Team Ineos ha consegnato una serie di catene presso la Muc-Off a Dorset, nel Regno Unito.

Le catene vengono fatte passare in un  dinamometro con una potenza specifica per misurare il pre-trattamento delle prestazioni della singola catena per poi venir pulite con prodotti Muc-Off combinati con gli ultrasuoni per rimuovere particelle estranee e contaminanti.

Successivamente le catene vengono passate in acqua deionizzata e poste in un forno per 40 minuti per asciugarle completamente.

Le catene vengono ulteriormente trattate ad ultrasuoni individualmente con un bagno di due litri di detergente Muc-Off per poi essere ancora inserite in forno per l’asciugatura.

Le catene vengono poi trattate con grafene per riempire gli spazi microscopici normalmente invisibili a occhio nudo e assicurando così una catena molto più fluida e minore resistenza metallo-metallo.

Le singole catene vengono quindi nuovamente eseguite sul dinamometro per testare le prestazioni e contrassegnate individualmente per Team Ineos in modo che possano essere utilizzate per fasi specifiche.

Prima delle corse le catene, sono sistemate per circa 5 ore su un “turbo trainer” per garantire che il  grafene sia inserito nelle imperfezioni della catena per la massima ottimizzazione della resa.

 

Chris Froome e un regalo inaspettato

Chris Froome in ospedale riceve un regalo speciale

Chris Froome costretto a rinunciare alla Grande Boucle è in ospedale per la riabilitazione e ha ricevuto un regalo speciale e inaspettato

Chris Froome (fonte Instagram)

Chris Froome (fonte Instagram)

Chris Froome è stato costretto a rinunciare al Tour de France 2019 a seguito del terribile schianto che lo ha visto, suo malgrado, protagonista durante la ricognizione di una tappa del Giro del Delfinato. Le gravi conseguenze di quell’impatto sono costate al britannico la possibilità di conquistare il suo quinto Tour de France ma, smaltita la delusione e lo spavento va detto che Froome avrebbe potuto riportare conseguenze ben più gravi.

Ora la partenza del Tour de France 2019 prevista per sabato 6 luglio si avvicina ed è inevitabile che tra i fans serpeggi un po’ di malinconia per l’assenza di uno dei protagonisti assoluto degli ultimi anni del ciclismo mondiale. Simpatico o antipatico che sia, Chris ha sicuramente marchiato questi ultime stagioni dello sport mondiale e, siamo pressoché certi, che tanta malinconia per non potersi presentare alla partenza di Bruxelles a provi anche il capitano del Team Ineos.

E’ un periodo indubbiamente duro per Chris Froome che, a diverse settimane dall’incidente del Delfinato, ha di recente diffuso dal suo lettino al Centre Hospitalier Princesse Grace di Monaco un post in cui in modo “zen” ha ricordato di stare lavorando sulla pazienza.

Ieri il britannico ha ricevuto una gradita sorpresa che non ha mancato di diffondere attraverso un noto social network:“Non avevo pianificato di prenderne uno in questo modo quest’anno 😬 Grazie @maillotjaunelcl 😊🦁“.

Non sarà stato bello come riceverlo da una miss al termine di una frazione alpina vinta ma certamente il valore del gesto è di altissimo profilo e contribuirà a sollevare il morale del ciclista del Team Ineos.

Tour de France 2019: la guida essenziale

Tour de France 2019 quasi al via

Tour de France 2019 analisi dell’edizione che si annuncia equilibrata e ricca di spunti offerti da un percorso assolutamente interessante, ecco la guida essenziale

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Tour de France 2019, l’edizione di quest’anno, senza Chris Froome e Tom Dumoulin, potrebbe garantire un maggior spettacolo. Quando è stato presentato il percorso si è subito capito che sarebbe stata un’edizione “in altura” con la barriera dei 2000 metri spesso superata dalle varie tappe, oggi con il forfait di due capitani e leader designata, la Grande Boucle appare tremendamente equilibrata e in grado di offrire sorprese.

Abbiamo pubblicato qualche giorno fa l’analisi sei big sottolineando come l’assenza del volte vincitore (Froome) e la concomitante condizione incerta del vincitore dello scorso anno (Thomas) potrebbe spalancare le porte al giovane colombiano Bernal. Allo stesso modo la giovane età del corridore del Team Ineos potrebbe contribuire a spezzare l’egemonia del Team di Brailsford (già targato Sky) che ha conquistato sei degli ultimi sette Tour con una tattica di gara che ha spesso generato tappe abbastanza noiose.

Proprio lo strapotere Sky ha portato Christian Prudhomme e gli organizzatori del Tour a “inventarsi” un percorso “diverso” dal solito. Ora senza due annunciati protagonisti e con Thomas acciaccato e (forse) fuori condizione lo scenario apre le porte a tante possibilità.

Al via del Tour ci saranno solo due ex vincitore della corsa francese Thomas, appunto, e il nostro Vincenzo Nibali che, come Landa, avrà nelle gambe le fatiche del Giro. Jakob Fugslang ha difficoltà lungo tre settimane così come Richie Porte (Trek-Segafredo).

Adam Yates (Mitchelton-Scott) ha avuto qualche problema al delfinato, Rigoberto Uran (EF Education First), secondo nel 2017, ha corso solo 19 giorni quest’anno, Enric Mas (Deceuninck-QuickStep) ha deluso al Tour de Suisse e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) a 32 anni non pare al top della carriera.

I corridori di casa, Romain Bardet e Thibaut Pinot, alimentano le speranze transalpine ma sino ad ora non hanno brillato ma, in effetti, come titolato dall’Equipe “Quest’anno o mai più”.

Insomma è facile capire che, mai come quest’anno, il Tour è aperto a tutte le soluzioni.

TOUR DE FRANCE 2019 PERCORSO

La partenza dell’edizione 2019 sarà sabato 6 luglio in Belgio, per omaggiare il grande Eddy Merckx, e più precisamente il via sarà da Bruxelles per arrivare a Parigi il 28 luglio dopo 3640 chilometri.

La prima tappa con arrivo nella capitale belga, passerà da Woluwé Saint-Pierre la città natale del cannibale affrontando il Muur van Geraardsbergen e il Bosberg ma l’arrivo sarà per velocisti.

La seconda tappa sarà una cronometro a squadre di 27.6 km lungo un percorso urbano a Bruxelles non particolarmente tecnico in cui si potrà fare velocità.

La terza frazione vede il plotone lasciare il Belgio per entrare in Francia con gli ultimi 45km (in Champagne) che presentano quattro salite impegnative che portano il gruppo a giocarsi una volata anomala caratterizzata da una salita impegnativa.

La quarta tappa porterà il gruppo da Reims a Nancy e sarà con ogni probabilità pane per i velocisti anche se la Côte de Maron posta nel finale potrebbe scombussolare i piani delle ruote veloci del gruppo.

La quinta frazione porterà il gruppo nella regione dei Vosgi, nel nord-est della Francia e lo farà con quattro salite, due delle quali di seconda categoria, che non dovrebbero impensierire i big ma dovrebbero agevolare il compito dei cercatori di tappe.

Il Tour 2020 entrerà pienamente nel vivo con la sesta tappa, sempre nei Vosgi con arrivo a La Planche des Belles Filles, ospite fisso degli ultimi anni, che quest’anno sarà affrontata dopo ben tre ascese di prima categoria. Sarà un banco probante per le aspirazioni degli uomini di classifica anche in virtù del fatto che gli ultimi 1000 metri della frazione saranno di inedite strade sterrate.

Dopo l’arrivo de La Planche des Belles Filles ecco la tappa più lunga del Tour, 230 km che si concluderanno con ogni probabilità concludersi con uno sprint di gruppo.

L’ottava tappa sarà particolarmente ondulata portando il plotone a Saint-Étienne dopo aver superato sette salite (tutte valide per la Maglia a Pois).

La tappa 9conduce il gruppo nel Massiccio Centrale verso Brioude, città natale di Bardet che, complice la difficoltà della tappa e il fatto che si corre nel giorno della presa della Bastiglia avrà motivazioni in più per cercare un exploit personale.

La decima frazione potrebbe essere adatta ai velocisti ma i team delle ruote veloci dovranno impegnarsi per tenere la corsa lungo gli oltre 200 km particolarmente movimentati in attesa del meritato giorno di riposo.

La tappa 11 farà avvicinare il gruppo ai Pirenei con 167 km tutti adatti ai velocisti che potrebbe non offrire le classiche brutte sorprese delle tappe post giorno di riposo.

La frazione 12 partirà da Tolosa offrendo i primi 130 km assolutamente pianeggianti per poi infilare la doppietta del Col de Peyresourde (lato più duro)  e l’Hourquette d’Ancizan terminando, poi, con la discesa verso Bagnères-de -Bigorre. Le due salite (sopra i 1500 metri) potrebbero essere “anestetizzate” proprio dalla lunga discesa (circa 30km) ma sicuramente chi non ha le gambe rischia di perdere terreno.

La tredicesima giornata di corsa prevede una cronometro nella “classica” Pau, la città che vanta maggior “visite” del Tour, della lunghezza di 27,2 km. Pur non essendo eccezionalmente lunga siamo certi che questa prova contro l’orologio delineerà una nuova classifica generale.

Prosegue io trend delle tappe brevi ma dure con i 117,5 km della 14esima frazione con arrivo al temibile Col du Tourmalet che fa sfondare alla corsa il tetto dei 2000 metri. Prima dell’arrivo in quota le gambe degli atleti verranno testate sul Col du Soulor di categoria 1.

La tappa 15 passerà da Foix dove, nel 2015, si impose Warren Barguil. Saranno tre le salite spezzagambe: Il Port de Lers è seguito dal tremendo Mur de Peguère per spingere i gruppo al Prat d’Albis 11.8 km al 6,9 per cento.

La sedicesima frazione sarà piatta e funzionale ad uno sprint al termine dei 177 chilometri previsti.

Lo Stage 17 porta i corridori verso le Alpi affrontando il Col de la Sentinelle che potrebbe offrire una volata ridotta di gruppo.

La 18esima frazione da il via al trittico alpino che porterà la ancora sopra i 2000 metri con il Col de Vars (prima categoria) che sarà l’antipasto per la doppietta di “classici” Izoard e Galibier. La discesa verso Valloire potrebbe dare un’ultima chance a chi non ha retto il salita.

La tappa 19 porterà sulla vetta del Tour, il Col de l’Iseran, 2770 m, con arrivo a Tignes. Tignes potrebbe essere il posto migliore per dare un colpo alla classifica.

La 20esima frazione è l’ultimo banco d’appello per chi vuole sistemare la sua classifica, saranno 130km intensi con la salita di categoria 1 del Cormet de Roseland che spaventa mentre l’ultima salita verso Val Thorens, lunga a 33,4 km, con pendenza del 5,5%.

La tappa 21 è il classico carosello finale verso Parigi durante il quale la maglia gialla potrà brindare allegramente in attesa che gli sprinter che hanno resistendo alle salite si diano battaglia.

Tour de France 2019: la guida a maglie e dorsali

Maglia Gialla

Indossata dal leader della classifica generale viene assegnata al termine di ogni tappa, quest’anno ricorre il 100esimo anniversario dell’introduzione di questo simbolo diventato ormai universale nato dal colore dell’Equipe che è storicamente stampata su carta gialla (come il rosa della Gazzetta al Giro).
Le  maillot jaune viene assegnato al leader della in base tempo impiegato per completare l’intero corsa ma va ricordato che vengono assegnati bonus ai primi tre corridore piazzati nelle tappe (cronometro escluse).

E’ naturalmente previsto un tempo massimo per completare le varie frazioni che varia dal 3 al 20 per cento a seconda del livello e della velocità media.

Maglia verde

E’ indossata dal leader della classifica dei punti che vengono assegnati in base ai posizionamenti nelle tappe. La maglia di solito viene assegnata ad un velocista (Peter Sagan ne ha conquistate sei) ma può accadere che anche uomini di classifica riescano ad accumulare punti tali da lottare per questa maglia.
I punti vengono assegnati ai primi 15 corridori nelle tappe o negli sprint intermedi, con assegnazioni diverse a seconda del tipo di tappa.

Tappe 1, 4, 7, 11, 16, 17, 21 (piatte):  50-30-20-18-16-14-12-10-8-7-6-5-4-3-2
Tappe 3, 5, 8, 9, 10, 12 ( media montagna): 30-25-22-19-17-15-13-11-9-7-6-5-4-3-2
Tappe 6, 13, 14, 15, 18, 19, 20: (alta montagna e crono):  20-17-15-13-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-1
Sprint intermedi (uno per tappa in linea):  20-17-15-13-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-1

Maglia A pois

Altro simbolo della Grande Boucle, la maglia a pois viene indossata dal leader della classifica delle montagne in base a punti assegnati sulle varie salite in base al livello di difficoltà.

Hors catégorie: 20-15-12-10-8-6-4-2
Prima Categoria: 10-8-6-4-2-1
Seconda Categoria: 5-3-2-1
Terza Categoria: 2-1
Quarta Categoria: 1

Maglia bianca

Indossato dal leader della classifica dei giovani ovvero gli atleti nati dopo il primo gennaio del 1994 (quindi con meno di 25 anni di età). Viene assegnata in base al tempo totale impiegato per completare il Tour.

Dossard rosso

Identifica il corridore più combattivo del giorno precedente, il corridore che si è distinto per azioni in fuga a cui fa seguito un premio a termine del Tour a chi si distingue nel corso dell’intera competizione.

Dossard giallo

Indossato dai membri della squadra che guida la classifica delle squadre in base alla somma dei tempi impiegati dei tre migliori uomini di ogni formazione.

Perché i ciclisti pedalano in coppia?

Perché i ciclisti pedalano in coppia? Aumentano la sicurezza

Perché i ciclisti fanno questo e fanno quello, perché troppa gente li vede erroneamente come nemici lungo la strada, perché i meme contro i ciclisti?

Campioni nazionali su strada 2019

Perché i ciclisti pedalano in coppia? Quante volte l’abbiamo sentita dire questa frase, spesso accompagnata da insulti verso la “categoria”. Altrettanto spesso sentiamo dire “perché i ciclisti non pedalano sul bordo della strada”.

Tralasciando i casi di maleducazione (bidirezionale: automobilista vs ciclista e ciclista vs automobilista), questi comportamenti apparentemente negativi nascondono un comportamento virtuoso, spieghiamo.

Partiamo dall’idea che “la strada è di tutti”, non è solo delle auto e non è solo delle biciclette così come non è solo dei pedoni o solo delle motociclette. Aggiungiamo che, come detto, tutto parte dal livello di educazione civica del singolo e dell’intera società (purtroppo in alcuni casi davvero al minimo storico).

Quando in macchina si incontrano gruppi di ciclisti che viaggiano in coppia invece che in fila indiana in molti automobilisti si innervosiscono. Dite ai ciclisti che possono salvare il mondo anche un po’ più a destra era la frase di un “meme” che spopolava su facebook qualche mese fa (tralasciamo quelli offensivi, a tonnellate) ma non sempre viaggiare al ciglio della strada e in fila indiana è il comportamento più sicuro (anche per l’automobilista).

Chris Boardman, in un tutorial apparso online ha spiegato come, secondo uno studio legato al Codice della Strada britannico, che pedalare “accoppiati” invece che in fila indiana riduce il rischio di impatto in quanto la fila è più corta e quindi più veloce da sorpassare.

Se si considera anche la necessaria distanza di sicurezza da un ciclista (minimo 1,5 metri) si capisce come nel sorpasso di deve comunque “invadere” la corsia opposta.

il Codice della Strada italiano consente si pedalare accostato nel caso vi sia un adulto che pedala accanto ad un bambino. Spesso sono i ciclisti a dover affrontare auto in doppia fila senza troppe lamentele, dopo aver magari schivato una buca, un tombino e qualche detrito sull’asfalto.

Perché i ciclisti pedalano non sul bordo della strada?

La risposta è facile, avete presente le condizioni delle strade in gran parte d’Italia? Avete presente gli improperi che “tirate” quando in auto prendete una buca? Sapete che sul bordo destro della strada sono posizionai in maggioranza i tombini? Ecco pensate a cosa vi accade quando lo prendete con 4 ruote… e ora pensate a prendere una buca su due routine della bici da corsa. Forse la prossima volta accetterete con il sorriso quel ciclista che pedala un po’ più al centro della carreggiata rispetto al nostro desiderata.

Bianchi Methanol CV FS: presentazione

Bianchi Methanol CV FS

Bianchi Methanol CV FS: geometria rinnovata e anima racing per la MTB full-suspension più completa nello scenario cross-country

Methanol CV FS

Sempre più veloce. E a suo agio anche sui tracciati più difficili. Bianchi presenta Methanol CV FS, la novità che si prepara a diventare la mountain bike full-suspension racing più completa nello scenario del cross country mondiale. Già protagonista in Coppa del Mondo nella sua versione front, la nuova Methanol CV FS apre la nuova generazione di mountain bike Bianchi, con un pedigree da gara che anima ogni fibra: un mezzo pronto a divorare radici, rock garden e discese insidiose.

MIGLIOR CONTROLLO
La nuova geometria presenta foderi orizzontali più corti, un reach maggiore e un angolo del tubo sterzo maggiormente aperto, che la rendono la scelta ideale per ogni specialista del cross-country.

La nuova Methanol CV full-suspension non soltanto migliora la performance in pedalata, ma cambia il modo di affrontare i percorsi. Discese tecniche ardite diventano scorrevoli grazie al sistema Bianchi CV: l’uso del Countervail, il materiale in carbonio con una speciale architettura delle fibre ed una resina viscoelastica, permette di cancellare fino all’80 per cento delle vibrazioni, migliorando quindi il controllo dopo le sollecitazioni, l’After Shock Control.

Methanol CV FS

Foto: La nuova Methanol CV FS. 

NUOVO TELAIO IN CARBONIO
Il nuovissimo telaio in carbonio è strutturato esclusivamente per trasmissioni 1x, così da contenere al minimo il peso, ed è disponibile in misure 15”, 17”, 19” e 21”. Come d’obbligo per una bici top di gamma da competizione, il telaio è caratterizzato dal passaggio interno dei cavi ed è compatibile con reggisella telescopico. Methanol CV FS è compatibile con pneumatici fino a 29×2.4″ e ha un asse posteriore Boost 12x148TA.

Dettaglio Methanol CV FS

Foto: Un dettaglio della nuova Methanol CV full-suspension. 

SUPER TRAZIONE
La rigidità del telaio, combinata con la capacità del sistema Bianchi CV di eliminare le vibrazioni, garantisce la miglior trazione per fare la differenza in salita, scomparire fra gli alberi, migliorare primati e disegnare le linee migliori.

CONFIGURAZIONE TRAIL
La nuova Methanol CV FS viene proposta in due differenti modelli Trail Full Suspension. La bicicletta è assemblata con forcella Fox 34 SC, ruote DT Swiss M Series, reggisella telescopico e manubrio riser più largo da 760 mm.

Methanol CV FST

Foto: La Methanol CV FST

FONTE COMUNICATO STAMPA

Campioni nazionali su strada 2019

Campioni nazionali su strada 2019: tutti i nomi

Campioni nazionali su strada 2019 nel weekend si sono svolte le ultime prove che hanno assegnato i titoli nazionali: ecco tutti i nomi dei vincitori

Campioni nazionali su strada 2019

Campioni nazionali su strada 2019

Campioni nazionali su strada 2019 si sono disputati nel fine settimana le ultime prove delle gare che assegnavano la maglia di campione nazionale.

La Bora-Hansgrohe ha fatto la voce grossa conquistando il titolo tricolore con Davide Formolo, quello di Slovacchia con Juraj Sagan che ha strappato il primato al fratello Peter, in  Austria con Patrick Konrad ed in Germania con Maximilian Schachmann.

Alejandro Valverde ha battuto Luis León Sánchez andando a prendersi la maglia di campione nazionale (che sarà coperta da quella iridata). In Belgio festeggia Tim Merlier ed in Olanda Fabio Jakobsen mentre in Francia è Warren Barguil a imporsi su Julien Simon dimostrando un’ottima forma in vista del Tour.

Ben Swift ottiene il titolo di campione di Gran Bretagna mentre Aleksandr Vlasov conquista il titolo russo. Arrivano anche la conferma delle maglie per Bob Jungels, Alexey Lutsenko e Michael Mørkøv.

Un capitolo a parte merita l’edizione 2019 del campionato nazionale finlandese dove ad imporsi è stato, a sorpresa Arto Vainionpää, nome non noto che qualcuno potrebbe ricondurre a un giovane sconosciuto. In realtà Arto ha conquistato il titolo a quasi 51 anni (li compirà il 30 luglio) battendo il campione uscente Anders Backman.

 

Campioni nazionali su strada 2019: i titoli

Austria                                 KONRAD Patrick
Australia                             FREIBERG Michael
Belgio                                   MERLIER Tim
Colombia                            QUIROZ Óscar Adalberto
Danimarca                          MØRKØV Michael
Francia                                BARGUIL Warren
Germania                            SCHACHMANN Maximilian
Giappone                            IRIBE Shotaro
Gran Bretagna                   SWIFT Ben
Kazakistan                          LUTSENKO Alexey
Irlanda                                 BENNETT Sam
Italia                                     FORMOLO Davide
Lussemburgo                     JUNGELS Bob
Norvegia                             JANSEN Amund Grøndahl
Olanda                                 JAKOBSEN Fabio
Portogallo                           MENDES José
Repubblica Ceca               SISR František
Russia                                  VLASOV Aleksandr
Spagna                                 VALVERDE Alejandro
Slovacchia                           SAGAN Juraj
Svizzera                               REICHENBACH Sébastien
Turchia                               ÖRKEN Ahmet