Van der Poel: “Voglio il terzo Europeo a Silvelle”

Van der Poel non si nasconde

Van der Poel Domenica 10 Novembre  si prepara ad esaltare Silvelle nella caccia al suo terzo titolo Europeo nella categoria elite

Van der Poel

Foto: Mathieu Van der Poel è l’atleta più atteso ai Campionati Europei di Silvelle (Credits: Bettini Photo).

Cresce l’attesa per vedere in azione il talento di Mathieu Van der Poel ai Campionati Europei di Silvelle di Trebaseleghe (PD), in programma Domenica 10 Novembre. Il fuoriclasse olandese ha dimostrato lo scorso week-end alla Ruddervoorde di avere già un ottimo colpo di pedale, dominando la corsa, nonostante fosse solamente la prima uscita del suo inverno ciclocrossistico. In Veneto la posta si alza e l’obiettivo è quello di centrare la sua terza maglia di campione europeo consecutiva, dopo quelle conquistate a Tabor 2017 (Repubblica Ceca) e Rosmalen 2018 (Paesi Bassi).

La stagione del ciclocross è cominciata a metà settembre, con le prime due prove di Coppa del Mondo negli Stati Uniti, a Iowa City e Waterloo, ma per vedere in azione colui che di questa disciplina è la star indiscussa, si è dovuto aspettare fino al 3 novembre. Il tutto perché Van der Poel ha dovuto incastrare tre specialità diverse in pochi mesi.

“Se è stato difficile guardare le prime gare di ciclocross in televisione? No, perché avevamo fatto un programma e lo abbiamo rispettato – spiega senza esitazioni il 24enne olandese –. Avevo bisogno di un periodo di riposo dopo mesi impegnativi tra gare su strada e mountain bike, e in vista di un 2020 che si preannuncia molto esigente. Sono felice di tornare a competere nel ciclocross, la concentrazione è alta e l’obiettivo è quello di arrivare al massimo della forma al Campionato Mondiale di Dübendorf a febbraio”.

Nel 2011, tra gli junior, il corridore della Corendon-Circus vinse il suo primo Campionato Europeo a Lucca. Dopo averne conquistati altri tre nel mezzo, l’olandese è pronto a tornare in Italia, in quella che sarà una prima volta per lui nel circuito di Silvelle. Un percorso che invece conosce bene suo padre, Adrie Van der Poel, che chiuse terzo nelle prove del Superprestige nel 1997 e 1998.

“Non sono mai stato a Silvelle e non conosco il percorso – continua Mathieu -. Con mio padre parlo poco delle gare del passato, ma se sa qualcosa di importante riguardo il percorso della gara di domenica, certamente me lo dirà”.

Sono in molti a chiedersi se c’è qualcuno che riuscirà ad impensierirlo. Van der Poel mantiene le ali basse e individua i rivali che potrebbero creargli dei grattacapi: “È sempre difficile fare i pronostici. Prima di Ruddervoorde mi sono sbilanciato su Eli Iserbyt e Tom Pidcock”.

“Domenica però entrambi non sono saliti sul podio, ma suppongo non avessero recuperato dall’impegnativo Koppenberg. Pertanto, me li aspetto nuovamente protagonisti a Silvelle, perchè sono in ottima forma e tutti e due amano i grandi appuntamenti. Inoltre, bisogna tenere d’occhio atleti come Toon Aerts e Laurens Sweeck, ma in questo senso molto dipenderà dalle condizioni del campo gara e in generale dal meteo. Sono entusiasta e motivato a conquistare il terzo titolo Europeo Elite, ma non sarà una giornata semplice”.

Il Campionato Europeo si aprirà Sabato 9 Novembre, con le gare degli atleti Master, divisi in 15 categorie, che prenderanno il via alle 9.00 per concludersi intorno alle 16.00

Il programma della Domenica scatterà alle 9.00 con la grande novità, la gara Donne Junior, che farà il proprio ingresso nel programma degli Europei proprio a Silvelle. Seguono gli Uomini Junior alle 9.50, le Donne U23 alle 11.00, gli Uomini U23 alle 12.20, le Donne Elite alle 13.50 e, infine, gli Uomini Elite alle 15.20.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Lapierre eZesty VR46 RA Limited Edition

Lapierre presenta la eZesty VR46 RA Limited Edition

Presentata all’EICMA, l’esposizione internazionale del ciclo, motociclo e accessori, che si svolge in questi giorni a Fieramilano, la Lapierre eZesty VR46 RA Limited Edition, è una eMTB con una livrea speciale unica nel suo genere.

Questa bici vuole celebrare la collaborazione, nata nel corso del 2019, tra VR46 Riders Academy e Lapierre, che vede i giovani piloti, seguiti personalmente da Valentino Rossi, allenarsi sulle ebike Overvolt e sulle all-mountain Zesty.

L’esclusiva Lapierre eZesty VR46 RA Limited Edition è il connubio di questi due modelli e offre la possibilità di inserire e disinserire la pedalata assistita in base alle esigenze. Si rivela perfetta, quindi, sia per l’allenamento che per gli spostamenti all’interno dell’area paddock durante le gare MOTOGP e per le ricognizioni in pista.

Con una componentistica personalizzata, una livrea gialla e nera con grafiche e loghi della VR46 Riders Academy, una forcella da 160 mm accoppiata a un telaio in carbonio con escursione da 150 mm e ruote da 27.5”, la Lapierre VR46 Limited Edition è una bici da all-mountain di nuova generazione, dotata di motore FAZUA EVATION 1.0 DRIVE.

Le caratteristiche tecniche sono quelle del modello eZesty Ultimate AM LTDuna bici precisa, fluida, adatta anche ai singletrack più estremi.

“VR46 Riders Academy, nata nel 2013, è il quartier generale per la formazione e la crescita di giovani piloti italiani delle due ruote. L’Academy è stata voluta da Valentino Rossi il quale, in collaborazione con lo staff VR46, mette a disposizione la sua esperienza e la conoscenza maturata in tanti anni di carriera”.

 

LAPIERRE É UN MARCHIO FRANCESE DI BICICLETTE FONDATO NEL 1946. CREIAMO PRODOTTI SIA PER LE COMPETIZIONI PIU’ IMPORTANTI
CHE PER I PERCORSI DIETRO CASA. AIUTIAMO GLI ATLETI A RAGGIUNGERE LE MASSIME PRESTAZIONI RENDENDOLI
PIU’ FORTI, VELOCI, MIGLIORI. NON IMPORTA QUALE SIA IL TUO OBIETTIVO O LIVELLO, SEI UN ATLETA PERCHE’ TRAI ISPIRAZIONE DALLO SPORT”.

SPECIFICHE TECNICHE
  • Telaio: eZesty ultimate
  • Forcella: Öhlins RXF fork 160 mm
  • Freni: Formula Cura 4 brakes
  • Ruote: Progress Wheels EB + carbon
  • Pneumatici: Kenda Nevegal
  • Sella: Prologo Nago Evo

 

GEOMETRIE

FONTE COMUNICATO STAMPA

Chris Froome sottoposto a un intervento chirurgico

Chris Froome operato, tutte le novità

Chris Froome sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere le placche metalliche all’anca e al gomito, l’obiettivo è tornare al Tour 

Chris Froome operato (fonte pagina Instagram)

Chris Froome operato (fonte pagina Instagram)

Chris Froome sottoposto a un intervento chirurgico presso l’Ospedale universitario di Saint-Etienne (paese di adozione di Froome) questo venerdì per rimuovere una placca di metallo nell’anca e le viti del gomito. Secondo le prime indiscrezioni l’intervento è perfettamente riuscito e il britannico potrà presto riprendere il programma di allenamento. Chris è stato operato a seguito del terribile incidente accaduto nella fase di riscaldamento di una tappa del Critérium du Dauphiné lo scorso mese di giugno.

“Meno hardware dall’anca e dal gomito. Sensazione di intontimento ma tutto è andato alla perfezione.” ha scritto sui social direttamente dal proprio letto d’ospedale.

Dopo l’apparizione in sella alla bici nell’esibizione al recente Criterium di Saitama, Froome era stato criptico sulle possibilità di tornare al top ma aveva mostrato un livello di ottimismo assolutamente alto.

Se durante la prova nipponica la sua pedalata è apparsa imballata ma naturale, sceso di bicicletta, il kenyano bianco ha mostrato una marcata zoppia probabilmente dovuta proprio alla presenza della placca in metallo che in qualche modo andava a interferire sui tendini causando dolore e fastidio ma che ha contribuito a saldare la frattura al femore il “modi e tempi sorprendenti”.

Naturalmente ora sarà necessario un periodo di riposo con la speranza che il lavoro previsto possa portare Froome ad arrivare pronto per i due eventi principali della prossima stagione: il Tour de France dove spera di ottenere in quinto successo personale e, naturalmente, i Giochi Olimpici a Toyko a luglio.

L’obiettivo di Chris è quello di rientrare ufficialmente alle competizioni nel mese di febbraio trovando la condizione nei successivi quattro mesi sino ai succitati appuntamenti. La fiducia c’è ma anche qualche dubbio ma, chiaramente, sarà la strada a sancire le reali percentuali di recupero del kenyano bianco.

E’ proprio la speranza di riuscire ad entrare nel prestigioso club dei cinque (Tour vinti) a motivare Froome che non è certamente più un ragazzino e che però ha sempre dimostrato una volontà e una abnegazione assolutamente unica.

Quale potrà essere il valore e l’impatto che Froome avrà sul ciclismo e sugli equilibri del Team Ineos è tutto da definire. Certamente nel club britannico la figura di Chris è ancora dominante e lo stesso vincitore del Tour 2019, Egan Bernal, si è detto pronto a considerare obiettivi per la prossima stagione che possono non contemplare la corsa francese.

Sarà, come sempre, la strada a determinare obiettivi e strategie.

Chloé Dygert: dieta da campione del mondo? Non proprio

Chloé Dygert, ecco come mi nutro… non spaventatevi!

Chloé Dygert, campionessa del Mondo a cronometro in Yorkshire ha raccontato Il suo regime alimentare tutt’altro che privo di “schifezze”

Chloé Dygert (fonte pagina Instagram)

Chloé Dygert (fonte pagina Instagram)

Chloé Dygert lo scorso mese si è laureata campionessa del Mondo a cronometro per la categoria Elite a soli 22 anni. L’atleta statunitense ha già nel proprio armadio qualcosa come otto medaglie d’oro e un argento olimpico che l’hanno fatta diventare una delle atlete più ammirate del panorama mondiale.

Originaria dello stato degli Indiana (USA), Chloé si è avvicinata al ciclismo a soli 15 anni iniziando una vita da “nomade” che la porta ad allenarsi qua e là per gli Stati Uniti. Washington, Idaho e soprattutto Colorado (dove è solita allenarsi presso le strutture di Colorado Springs) sono ormai di casa in base al tipo di competizione per cui si prepara.

Tanti allenamenti e tanto girovagare possono essere un ostacolo per gestire correttamente la propria dieta ma, proprio l’aspetto legato alla alimentazione, è particolarmente sensibile per la ciclista americana. In un mondo in cui è norma rispettare regimi alimentari ristrettissimi, con ridotto apporto calorico la Dygert va in controtendenza sposando una filosofia non restrittiva in fatto di calorie.

“se devo essere sincera la mia alimentazione non è propriamente sana, Adoro i pop-cake e i fast food e se mi viene una voglia cerco di saziarla. Certo il peso è un limite ma non penso che la dieta sia una soluzione, anzi bisogna mangiare ciò che desideri e che fa bene al tuo corpo, io la vedo così” ha spiegato la ragazza a velonews. Chissà in quanto, atleti e non, provano una sana invidia per un siile atteggiamento.

“Mi piace mangiare circa due ore prima dell’allenamento mattutino. Se corriamo, per esempio, alle 10 del mattino mi sveglio alle 7.30 e alle otto faccio colazione. Prima di andare a letto preparo un mix di avena, latte di mandorla e semi di chia per la mattina seguente. Se sono ad una corsa mi porto un tapperware con gli ingredienti così posso preparare la mia colazione preferita anche in hotel” ha raccontato Chloé Dygert.

Prima dell’uscita si “carica” con barrette (almeno un paio), frullati, crostate di ciliegia che sono uno dei suoi cibi preferiti. Come bevanda un Gatorade che le consente di non disidratarsi.

In caso di allenamenti prolungati, sopra le tre ore, ecco che la ragazza usa una proteica alla vaniglia Core Power. E a pranzo?

“una ciotola con riso integrale, pico de gallo, guacamole, un albume e tofu, che friggo in padella sul fuoco con un po ‘di olio d’oliva in modo che sia ancora più croccante”. Insomma proteine anche vegetali senza disdegnare la carne rossa.

Al pomeriggio prosegue la “dieta” con “un paio di tazze di burro di arachidi, alcune fette di torta e acqua arricchita con vitamine oppure limonata”. Insomma un bel pieno di energia per la “piccola” Chloé Dygert.

La dieta prevede cena con riso o pasta meglio se spaghetti larghi, salsa di soia e tofu e qualche proteina. Non c’è che dire, la ragazza ha uno stomaco di ferro!

“Si, sono fortunata posso mangiare praticamente tutto anche in prossimità di una gara, unica cosa evito il piccante. Ultimamente evito di andare ai fast food ma li ho sempre adorati. Non amo privarmi dei piaceri, se dopo un allenamento mi viene voglia di mangiare una ciambella, la mangio.”

Una dieta anomala ma se i risultati sono quelli ottenuti sino ad ora, nessuno può dirle nulla!

Fabrice Salanson ciclista morto per problemi al cuore

Fabrice Salanson stroncato da problemi cardiaci

Fabrice Salanson telentuoso prospetto del ciclismo francese morto prematuramente a causa di problemi cardiaci

Fabrice Salanson (fonte Wikipedia)

Fabrice Salanson (fonte Wikipedia)

Fabrice Salanson nasce a Montereau il 17 novembre 1979, fin da piccolo pratica il ciclismo. Nel 1997 conquista la Chrono des Herbiers juniors e La Bernaudeau Junior che valgono la chiamata del team Vendèe con cui corre dal 1998 al 1999 mettendosi come buon passista e cronoman.
Il primo anno vince la cronometro al Circuit du Mené (chiudendo secondo in generale) mentre nel ’99 vince la Flèche de Locminé, il Circuit du Mené e la Ronde Mayennaise.

Le sue buone performance gli valgono la chiamata del team professionistico francese Bonjour per la stagione 2000 con cui vince la terza tappa del Tour de l’Avenir.

Fabrice Salanson nel 2001 prende parte al Giro d’Italia ritirandosi alla ottava tappa e l’anno successivo conquista la seconda frazione al Grand Prix du Midi libre.
Considerando la giovane età, Fabrice è considerato uno dei prospetti del ciclismo transalpino e, nel 2003 viene ingaggiato dalla Brioches La Boulangère.

Il giovane corridore a febbraio prende parte all’Etoile de Bessèges ma è vittima di una bruttissima caduta in cui si frattura la scapola sinistra ed i postumi dell’incidente lo tengono lontano dalle corse sino ad aprile.

Fabrice Salanson: la morte al Giro di Germania

Nel giugno di quell’anno viene convocato per prendere parte al Giro della Germania. La notte del 3 giugno 2003 si sente male ma non riesce a chiedere aiuto. La mattina, il suo corpo viene ritrovato dal suo compagno di stanza Sebastien Chavanel.
Il 23enne talento francese viene trovato esanime ai piedi del letto nella camera d’albergo di Dresda dove il giorno precedente si era svolta la prima frazione del Giro di Germania.

Vengono chiamati i soccorsi che non possono far altro che constatare il decesso del giovane atleta. Il team La Boulangère, sotto shock, decide di ritirarsi dal Giro della Germania, che si svolge fino al 9 giugno mentre la procura di Dresda apre un fascicolo di indagine a cui fa seguito, naturalmente, l’autopsia sul corpo dell’atleta. Nel frattempo si susseguono le voci e le malignità che vogliano che questa morte sia in qualche modo legata al doping.

Gli esami escludono “qualsiasi intervento esterno”, sul corpo non compaiono lesioni. I magistrati vanno alla ricerca di eventuali sostanze vietate, in particolare EPO, ma tutti le analisi evidenziato l’assenza di sostanze vietate nel corpo di Fabrice Salanson.

Nei mesi successivi il quotidiano Le Parisien pubblica un documento esclusivo secondo il quale Salanson, 15 giorni prima della morte, era stato sottoposto ad analisi presso un centro ospedaliero universitario e l’elettrocardiogramma aveva mostrato valori  è fortemente anomali mentre la prova sotto sforzo era stata sospesa per valori anomali quando la velocità era di 49 km/h.
A queste rivelazioni fa seguito un comunicato de ‘La Boulangere‘ secondo cui “nessuno degli esami medici praticati si è concluso con una controindicazione per la pratica sportiva”.

 

Fabrice Salanson: il memorial

La corsa commemorativa dello sfortunato ciclista, organizzata dagli amici di Fabrice, che all’epoca del decesso erano membri del suo fan club, si svolge in alternanza tra Loire-Atlantique, Saint-Viaud, e Landeronde e raccoglie molti appassionati locali che si sfidano nel ricordo di Salanson.

 

MedicAir per le piste ciclabili

MedicAir e la riqualificazione delle piste cicliabili

MedicAir, Labor-b Spa, la Provincia di Varese e Naturcoop, favoriscono la  manutenzione delle piste ciclabili della Provincia di Varese

Medic Air

MedicAir

Lavori di manutenzione delle piste ciclabili della provincia di Varese sponsorizzati da MedicAir, con inserimento di persone disabili nel mondo del lavoro Le piste ciclabili intorno al lago di Varese saranno più pulite.

Un’azienda, una cooperativa per disabili, una società di consulenza e una pubblica amministrazione sensibile si sono unite per raggiungere lo scopo e hanno vinto la scommessa, realizzando un caso di successo unico in Italia, che può essere preso a modello in altre realtà del Paese MedicAir, azienda leader nel settore dell’Home Care, che fornisce da più di 30 anni assistenza domiciliare al paziente e supporto al medico a 360°, ha realizzato con il supporto progettuale di Labor-b Spa, società di consulenza strategica Human Resource, e la Provincia di Varese, un progetto unico in Italia destinato a cambiare il modo di intendere l’obbligo di assunzione delle categorie protette L.68/99. Il progetto, che coinvolge anche il terzo settore con la cooperativa Naturcoop, prevede la sponsorizzazione dei lavori di manutenzione del verde di piste ciclabili della provincia di Varese.

Nel restituire agli abitanti e al territorio, realizzando un modello di Social Corporate Responsibility, la possibilità di usufruire di percorsi ciclopedonali tra i più belli della Lombardia, MedicAir, con l’aggiudicazione della sponsorizzazione tecnica delle opere e l’affidamento a Naturcoop, darà l’opportunità a risorse con disabilità di inserirsi nel mondo del lavoro e di crescere professionalmente.

Lo studio di fattibilità affidato a Labor-b è riuscito a realizzare un progetto nel quale il personale disabile potrà finalmente essere inserito in un contesto lavorativo misto, normodotati e disabili, realmente produttivo, occupandosi di beni pubblici che fanno parte del contesto nel quale vivono. Inserite in un contesto lavorativo, formate e regolarmente retribuite, le persone con disabilità potranno avere l’accesso al lavoro che troppo spesso risulta difficoltoso.

MedicAir, con questa sponsorizzazione tecnica, si prenderà cura del territorio nel quale vive la maggior parte dei propri dipendenti e delle piste ciclopedonali che frequentano al di fuori, in compagnia delle proprie famiglie.

La Pubblica Amministrazione sarà in grado di cancellare una voce dal proprio bilancio, per l’oggetto specifico della sponsorizzazione, destinando le risorse ad altri progetti pubblici. La parola strategia e risorse umane sono ad oggi sempre più spesso accostate, ma mai come in questo caso portano ad un risultato positivo al di fuori del contesto aziendale, in ambito sociale e realmente utile alle fasce più deboli.

La Legge – Come funziona

I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1 della Legge 68/99 nella seguente misura:

a) sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
b) due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
c) un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti;

Il decreto legislativo n. 185/2016, modificando l’art. 15 – comma 4 della legge n. 68/99, inasprisce le sanzioni per il mancato adempimento dell’obbligo di assunzione di persone disabili. Trascorsi sessanta giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere lavoratori disabili, per ogni giorno in cui risulti scoperta la quota d’obbligo, il datore di lavoro è tenuto a versare la somma di 153,20 euro, ovvero “cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all’articolo 5, comma 3-bis” legge 68/99 che è pari a 30,64 euro.

Il Progetto Sociale²

Progetto Sociale², unico nel suo genere, nasce dall’analisi delle difficoltà che le aziende riscontrano nell’adempimento degli obblighi normativi riferiti alla L. 68/99. Quali sono, come superare la diffidenza e trasformare un adempimento normativo in reale Corporate Responsibility?

Tra le principali difficoltà analizzate troviamo la difficoltà nel definire ruoli e mansioni idonee e non improduttive, ostacoli nel gestire un corretto inserimento, che permetta allo stesso tempo un processo di onboarding adeguato, criticità logistiche per spazi mai sufficienti all’interno di un’azienda.

Difficoltà comprensibili e che nulla hanno a che fare con l’intenzione di non adempiere alla Legge, che spesso portano le aziende a versare denaro per ottenere esoneri parziali o peggio a inserimenti forzati che il più delle volte lasciano scontenti azienda e lavoratore disabile.

Partire dalle difficoltà ci ha permesso di cambiare prospettiva concentrandoci su una visione strategica. Nello specifico è stato realizzato, per un’azienda con scopertura, un progetto che poggia su un sistema convenzionatorio e che allo stesso tempo permette l’affidamento di un servizio in sponsorizzazione tecnica ad una cooperativa di categoria B in favore della Pubblica Amministrazione.

La convenzione ex art. 14 è uno degli strumenti di politica attiva del lavoro che consente alle aziende di assolvere agli obblighi previsti dalla L. 68/99, favorendo allo stesso tempo l’inserimento lavorativo in contesti protetti delle persone disabili che presentano particolari difficoltà di integrazione nei cicli lavorativi ordinari.

In particolare, questo tipo di convenzione permette all’azienda di assolvere ad una parte degli obblighi previsti senza assumere direttamente presso di sé il lavoratore disabile. Anche qui ci sono delle criticità, ma affrontandole in senso strategico è possibile avere una plurima ricaduta su tutti gli attori partecipanti.

Silvia Valsecchi in Azzurro a Glasgow

Silvia Valsecchi in Azzurro a Glasgow

Silvia Valsecchi, forte ciclista lecchese, farà parte del treno italiano dell’Inseguimento a Squadre a Glasgow

Terminati gli impegni su strada, Silvia Valsecchi prosegue la propria stagione agonistica a bordo della bici a scatto fisso.

La lecchese di BePink vestirà nuovamente la Maglia Azzurra nella tappa britannica della Coppa del Mondo su pista, in programma a Glasgow sino a domenica 10 novembre.

Nel secondo appuntamento della UCI Track Cycling World Cup 2019/2020, Valsecchi farà parte del quartetto italiano dell’Inseguimento a Squadre, al debutto sul parquet scozzese già nella serata odierna.

Nella spedizione italiana partita alla volta della Gran Bretagna sono presenti – in rappresentanza dei rispettivi corpi di appartenenza – anche le compagne di squadra Simona Frapporti (Inseguimento a Squadre) e Rachele Barbieri (Omnium, Scratch).

 

FONTE COMUNICATO STAMPA . foto di Silvia Valsecchi (credit: Anton Vos)

Ciclocross e territorio: la grande sfida di Silvelle ‘19

Ciclocross e territorio a “Silvelle ‘19”

Ciclocross e territorio, Silvelle 2019 si pone come obiettivo la valorizzazione del ciclocross e la promozione del turismo sostenibile

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Foto. La popolarità del ciclocross sta rapidamente crescendo in Italia. (Credits: Bettini Photo). Clicca sull’imagine per scaricarla.

Per il movimento ciclocrossistico italiano, i Campionati Europei di Silvelle di Trebaseleghe (PD), in programma sabato e domenica 9 e 10 Novembre, rappresentano molto di più di un semplice spettacolo sportivo. La disciplina ha infatti intrapreso in Italia un percorso di riscoperta, iniziato diversi anni fa, che la sta portando a livelli sempre più vicini all’eccellenza, in termini di numeri e adesioni. In questo senso, l’organizzazione di un evento dell’importanza di un Campionato Europeo – di cui si è fatto carico un sodalizio di grandi tradizioni come la “Silvellese” – rappresenta un ulteriore step in avanti.

I giovani stanno iniziando a scoprire il ciclocross, grazie a quella sua componente ludica che altre specialità non possiedono. Nello scorso weekend, le prove di Jesolo e Osoppo hanno registrato circa 800 iscritti, mentre per il Campionato Italiano di Schio sono già più di 1000 ad essersi registrati. Su tutto il territorio gli organizzatori si impegnano ad organizzare circuiti regionali per far correre i ragazzi, seguendo il modello delle prove storiche come Silvelle.

Belgio e Olanda sono probabilmente irraggiungibili in termini di numeri e richiamo mediatico. D’altronde, nei Paesi del Benelux il ciclocross è sport nazionale, ma è significativo il fatto che il Campionato Europeo di Silvelle consegua un record di iscrizioni per le competizioni master (400 iscritti). “Che questo record sia avvenuto in Italia ci mostra quanti appassionati ci siano nel nostro Paese e quanto i Master stranieri considerino l’Italia”, spiega Paolo Garniga, Presidente della Commissione Fuoristrada per la Federazione Ciclistica Italiana.

Un ruolo cruciale nella crescita di questa specialità l’ha avuto Silvelle, che dal 1979 è in prima fila nell’organizzazione di eventi di spessore internazionale.

 “Un Campionato Europeo come quello di Silvelle non può che essere un valore aggiunto per la crescita della disciplina – continua Garniga – Poter ammirare dal vivo atleti come Van der Poel è qualcosa di straordinario. Il ciclocross, poi, è adrenalina pura: i ragazzini si divertono a sguazzare nel fango e non sono esposti ai rischi della strada quando piove. Si preannuncia un weekend destinato a restare nella memoria di giovani e adulti”.

 

Un altro concetto che pian piano comincia a farsi largo è quello della multidisciplinarietà. Da Peter Sagan a Matteo Trentin, passando per Mathieu Van der Poel che del ciclocross è una star, sono tutti corridori che, grazie anche alle competenze tecniche assimilate su fango e prati, sono riusciti poi ad affermarsi come grandi campioni su strada:

“È importante far capire che il ciclocross ormai non è più un’attività soltanto complementare, ma una specialità che dal punto di vista tecnico può aiutare moltissimo, anche per un futuro su strada – conclude Garniga – È una vera e propria palestra, le competenze che acquisisci da bambino nel fuoristrada poi ti rimangono per tutta la vita”.

Tuttavia, i Campionati Europei di Silvelle non hanno come unico obiettivo la valorizzazione del movimento crossistico italiano, ma anche la promozione del turismo sostenibile. Silvelle di Trebaseleghe beneficia di una posizione strategica che permette di raggiungere rapidamente le più affascinanti città d’arte, da Padova a Venezia, da Treviso ad Asolo. Inoltre gli appassionati del ciclismo fuoristrada potranno andare alla scoperta del Veneto rurale che regala ai visitatori scenari di insospettabile fascino, da visitare utilizzando le grandi direttrici ciclopedonali che caratterizzano il territorio.

Molte realtà del territorio, oltre a numerose altre importanti aziende del mercato ciclo e non solo, hanno creduto nel progetto “Silvelle ‘19”, a partire dalla società belga di assicurazione AG Insurance e la W&P Cementi, società italiana di cementi e leganti. Un importante contributo è stato offerto anche la padovana Lavor Metal (lavorazione dei metalli), Kemichal (azienda di Trebaseleghe che da oltre 50 anni produce vernici e coloranti per il legno), Arredo3 (azienda di cucine di Scorzè), Everest (trattamenti tessili per il comparto fashion), S2 Truck Service (azienda trevigiana specializzata in calcestruzzo), ma anche da marchi abituati ad investire nel mondo del ciclismo come Mapei e Selle Italia. Tra i fornitori ufficiali, da ricordare Ricola (caramelle e tisane), Ponte (vini) e San Benedetto (acque minerali), oltre a Grafica Veneta e Jonny Mole.

 

 

DISPOSIZIONI SUL TRAFFICO

Il Comune di Trebaseleghe ha predisposto la chiusura al traffico, dalle ore 7.00 di venerdì 8 Novembre alle ore 22.00 di domenica 10 Novembre del tratto di Via Montello Secondo intersezione con Via Albare (zona alimentari Civiero) e intersezione con Via Caovilla (zona trattoria Moretti), Via Santa Apollonia, Via Dese e Piazza San Martino.

Dalle ore 13.00 alle 17.00 di venerdì 8 Novembre non saranno poi accessibili alle auto Via Montello (incrocio con Via Crosariole e Via Lazzaretto), Via Montello Secondo, Via Ramo Silvelle, Via Ramo Sant’Ambrogio (incrocio con SP 44), Via Albare (incrocio con Via Montello Secondo e strada statale 245 Castellana), Via Caovilla, Via Bovi (incrocio con SP 44), Via Dotti (da incrocio mulino Gumirato a incrocio con Via Montello Secondo-zona Ostiglia). Le stesse strade rimarranno chiuse al traffico Sabato 9 Novembre e Domenica 10 Novembre, dalle 7.00 alle 17.00.

Il parcheggio pubblico per le auto è situato in Via Padova, nella zona industriale di Trebaseleghe, e sarà collegato al campo gara da un servizio di bus navetta gratuito (una corsa ogni 7 minuti). Per chi vorrà raggiungere il circuito in bicicletta, invece, è previsto un parcheggio gratuito sorvegliato nei pressi della location dell’evento.

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Vuelta 2000 Mario Cipolini Vs Francisco Cerezo: incontro di boxe

Vuelta 2000 la scazzottata tra Cipollini e Cerezo

Vuelta 2000 un discussione tra Mario Cipollini e Francisco Cerezo si trasforma in una rissa tra qualifiche e punti di sutura

Vuelta 2000: Mario Cipollini VS Francisco Cerezo

Vuelta 2000: Mario Cipollini VS Francisco Cerezo

Vuelta 2000, arrivo di Albacete, Mario Cipollini viene nuovamente battuto da Oscar Freire. Mario non vince da mesi, precisamente dal mese di Maggio sull’arrivo di Matera. Non è abituato a perdere “supermario”, non lo è mai stato figuriamoci ora che è uno dei velocisti migliori del plotone.

Il Re Leone (uno dei suoi tanti soprannomi) non ci sta a vedere gli altri sprintare e alzare le braccia al cielo. Le braccia le vuole alzare lui ma, questa volta, Mario non alza le braccia ma le mani.
A farne le spese è Francisco Cerezo, ciclista spagnolo in corsa alla Vuelta 2000 con i colori del Team Vitalicio Seguros.

La tesi di Mario è che chi non ha doti da velocista danneggia i veri sprinter, sul traguardo di tappa Mario discute animatamente con molti colleghi tra cui, appunto, Cerezo con cui in corsa c’è stata già una discussione a causa di un contatto manubrio contro manubrio. Francisco non le manda a dire e grida un “hijo de puta” a Supermario tutto sembra fermarsi a qualche parola di troppo.

La mattina seguente, alla procedura di firma del foglio di partenza della quinta tappa del Giro di Spagna, i due si incontrano, Mario pretende le scuse dal ciclista spagnolo che si rifiuta seccamente e, ancora arrabbiato per i fatti di Albacete, Mario molla un gancio alla Muhammad Ali e l’avversario va al tappeto in una maschera di sangue.

Un colpo secco quello scagliato dal velocista italiano che “valgono” tre punti, non sul cartellino di Rino Tommasi “a bordo ring” ma sull’arcata sopraccigliare di Francisco Cerezo. Mario Cipollini capisce subito di aver esagerato e prova a scusarsi col collega ma ormai la frittata è servita: Re Leone viene allontanato Vuelta.

“Sono dispiaciuto di quello che ho fatto ma Cerezo mi ha offeso, mi ha dato del figlio di p… So che un professionista non dovrebbe mai fare quello che ho fatto io” spiega Mario che viene sospeso dalla squadra a tempo indeterminato.

“Quello che è successo è lontano dallo stile della nostra squadra, nuoce all’immagine del team e riteniamo doveroso sospendere il corridore a tempo indeterminato. Porgo, a nome della squadra, le mie scuse al corridore della Vitalicio, ai dirigenti, agli organizzatori della Vuelta e a tutto il pubblico spagnolo” spiega un amareggiato Claudio Corti.

Cipollini non è nuovo a reazioni eccentriche e a volte violente. All’arrivo della Milano-Sanremo del 1993 vinta da Maurizio Fondriest, a causa di una caduta di gruppo Mario Cipollini ha uno scatto d’ira e scaglia la propria bicicletta contro la vettura di Carmine Castellano, direttore di corsa, mandando in frantumi il lunotto posteriore.

Arnold Schwarzenegger e Greta Thunberg in E-Bike

Arnold Schwarzenegger incontra Greta Thunberg

Arnold Schwarzenegger e Greta Thunberg hanno girato con le rispettive E-Bike per le strade di  Santa Monica 

Arnold Schwarzenegger (fonte pagina Instagram)

Arnold Schwarzenegger (fonte pagina Instagram)

Arnold Schwarzenegger lo scorso 4 novembre ha pubblicato sul suo Instagram delle foto mentre, insieme all’attivista Greta Thunberg, pedala in bicicletta nei dintorni di Santa Monica. Secondo quanto indicato da CBS News, i due si sono conosciuti durante una conferenza sul clima in Austria e Schwarzenegger è rimasto colpito tanto da definirsi “stordito” dall’incontro.

Schwarzenegger si è successivamente di prestare a Greta il suo “Hummer” elettrico progettato su misura in modo che la Thunberg potesse viaggiare per una manifestazione a Montreal riducendo l’emissione di carbonio. Alla fine la cosa non è andata in porto ma si è optato per una Tesla Model 3.

Nel 2017, Schwarzenegger ha collaborato on il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, per aiutare a creare le città C40 e le regioni R20 per cercare di ridurre l’impatto climatico. Arnold si è espressamente schierato a favore dei ai vantaggi dell’uso delle e-bike come mezzo di trasporto diffuso.

Schwarzenegger è stato uno dei primi sostenitori delle e- bike ed è letteralmente un fanatico della sua e-bike Felt Outfitter che a giugno alcuni ladri hanno tentato di rubareall’esterno della palestra Gold’s dove Arnold si stava allenando, per fortuna i bodyguard del noto attore hanno prontamente sventato l’accadimento.

“È stato fantastico incontrare la mia amica, nonché una delle mie eroine, Greta Thunberg È stato bello andare in bicicletta insieme per le strade di Santa Monica. Sono stato così entusiasta di poterla presentare a mia figlia Christina. Continua a ispirarci, Greta” ha postato l’attore. Le foto hanno superato quota 600mila like.

Dopo il post su Instagram sono stati in tanti i follower di “Terminator”  ad apprezzare la “strana coppia” anche se non sono mancati commenti critici: “Non saltare anche tu sul treno di Greta”, si legge in un commento. A dire la sua nei commenti anche l’attore Jim Belushi: “Quando ho letto questo post, ho immaginato la tua voce e il tuo accento mentre pronunci queste parole”.