Giro: Kruijswijk si ritira a per problemi intestinali

Steven Kruijswijk

Non sarà certamente un Giro d’Italia da ricordare quello di Steven Kruijswijk, rivelazione della passata edizione, quest’anno ha avuto problemi per tutta la corsa. Il capitano della Lotto NL Jumbo si è dovuto arrendere a due giorni dalla conclusione della corsa per problemi di stomaco e ipertermia. Per l’olandese non ci sarà dunque la possibilità di completare la corsa a Milano visto che, dopo aver passato una serata e una notte davvero difficile per via dei problemi fisici, ha deciso di ritirarsi dalla corsa rosa

 

Tour of Japan vittoria di Óscar Pujol

Óscar Pujol

Esattamente come un anno fa il Monte Fuji è terreno per Óscar Pujol ma, a differenza della scorsa edizione, quest’anno è stata una tappa da tregenda, con tanta pioggia, freddo e nuvole basse ma a trionfare è stato ancora lo spagnolo del Team UKYO . Grazie a questa bella vittoria,  Pujol balza in vetta alla generale del Tour of Japan con 1’42” su Pourhashemi e 1’52” su Earle.

Domani è previsto il particolarissimo circuito di Izu:  122 km con quasi 4000 metri di dislivello!

Landa vince la tappa al Giro, Quintana nuovo leader

MIkel Landa

E venne il giorno che non ti aspetti, la diciannovesima tappa del Giro d’Italia, da San Candido a Piancavallo, è stata tutt’altro che povera di colpi di scena. Ad aggiudicarsi la frazione è stato il redivivo Mikel Landa bravo ad andare in fuga nel momento giusto (e fortunato nel trovare il gruppo non interessato a fermare i fuggitivi).

La maglia azzurra del Team Sky ha fatto una salita finale da applausi, andando conquistare una meritatissima vittoria, che ha dedicato al compianto Michele Scarponi.

E mentre davanti andava in onda il trionfo di Landa dietro si poteva osservare il calvario della maglia rosa: Tom Dumoulin è sembrato sofferente fin da subito e a poco è servito il supporto di Geschke: gli ultimi 7 km li ha affrontati da solo e non non poa sofferenza. I big non hanno fatto scatti spaventosi ma il ritmo è stato decisamente alto e il solo Thibaut Pinot ha provato ad attaccare staccando gli altri e giungendo al traguardo ad 8’09” dal vincitore.

Alle sue spalle a 8’15” Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo, capaci di staccare gli altri attorno ai meno 2.5 km. A 8’21” sono giunti Jungels, Yates e Quintana, a 8’23” Mollema, Nibali e Hirt mentre Dumoulin ha pagato 9’30”.

Inevitabile il cambiamento del leader della generale: la maglia rosa va sulle spalle di Quintana con 38″ su Dumoulin, 43″ su Nibali, 53″ su Pinot, 1’21” su Zakarin e 1’30” su Pozzovivo.

Intervista a Fabio Panchetti

Fabio Panchetti

Incontriamo oggi Fabio Panchetti autore de “Il Giro d’Italia in cento imprese”, edito da Gremese che racconta una storia per ogni giro disputato.

Ciao Fabio anzitutto grazie per la tua disponibilità e complimenti per il tuo libro, davvero molto interessante, di piacevolissima lettura  e con un format assolutamente originale.

Come nasce la tua passione per il ciclismo?

La mia passione per le due ruote nasce anzitutto per tradizione di famiglia, mio nonno era un corridore ma purtroppo non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo.Il vero “colpo di fulmine”, però è stato, quando avevo cinque anni, al Giro di Toscana con partenza in Piazza della Signoria a Firenze. Mio padre mi indicò il giovane Moser (per cui stravedeva). Io gli gridai “Forza Moser”, lui mi prese in braccio e mi tenne li per quasi dieci minuti.

La cosa splendida è che quel giro di Toscana

"Il Giro d'Italia in 100 imprese"

La copertina del Libro

arrivava a pochi chilometri da casa mia e, con mio padre scendemmo in strada per vedere l’arrivo. E chi vinse? Proprio Francesco!

Beh allora era proprio nel tuo destino la passione per Moser?

Tu pensa che la sera della corsa andammo a cenare in pizzeria e trovammo Francesco con la squadra che festeggiava la vittoria. Moser, devo ammetterlo, è proprio io mio idolo dello sport, non solo del ciclismo. Mio figlio poi, fin da quando era nella pancia della madre, ha trascorso le sue vacanze a Palù, abbiamo incontrato Moser trascorrendo delle bellissime giornate con lui.

Hai mai corso in bicicletta?

Ci ho provato ma ero troppo scarso, però il ciclismo è un vero pezzo della  mia vita, ho la storia del ciclismo proprio nella testa e nel cuore.

Tu segui ciclismo e pugilato, cosa li accomuna?

I tuoi sport hanno in comune sicuramente il senso di fatica e di sofferenza. L’essere soli davanti alla fatica è qualcosa di epico. Nella boxe il mio idolo era Vito Antuofermo, adoravo il suo modo di combattere e fin da piccolo bicicletta e boxe sono state il mio mondo. Questi sport sono la mia vera passione, vivo per lo sport in quanto è una delle emozioni forti della vita.

Hai raccontato 100 episodi dei 100 giri d’italia, qual è la “tua tappa”?

Moser conquista il Giro

La tappa che ricordo con più rabbia  è la crono dell’84  in cui Moser si giocava la vittoria del Giro nella cronometro finale: la trasmissione “Bliz” della Rai andò troppo lunga e il collegamento passò a De Zan quando ormai Francesco stava entrando all’Arena di Verona con la folla in delirio, un rabbia assurda ma che goduria vedere quella vittoria del Giro (questo aneddoto è ben raccontato proprio nel libro).

Quella più emozionante è stata la tappa Salsomaggiore dell’81  in cui Moser, ormai fuori classifica, andò all’attacco e divenne addirittura maglia rosa virtuale recuperando a tutti un sacco di tempo, peccato che poi non andò a buon fine il tentativo di conquista del Giro.

Chi è il tuo campione preferito del ciclismo attuale?

Guarda, ho avuto la fortuna di commentare in TV un giovanissimo Vincenzo Nibali che all’Eneco Tour, in Belgio,   fece una cronometro bellissima in cui mi ricordò Felice Gimondi e alla festa del Fans club nel 2007 gli dissi: tu puoi vincere tutti e tre i grandi giri. Sono felice di essere stato “profetico”.

Credo che Vincenzo sia un po’ sottovalutato ma per lui parla il palmares e anche quello che ha fatto l’altro giorno al Giro è la conferma della sua infinita classe.

Come vedi la situazione dei ciclismo attuale? C’è ancora la parte poetica del Giro e del ciclismo?

Qualche giornata poetica c’è ogni anno; i tempi cambiano e credo che una delle cose negative del ciclismo siano le radioline. Hanno un ruolo importante ed è ovvio che non  si possano togliere perché hanno anche una funzione di sicurezza nella corsa ma forse negli ultimi km della corsa si potrebbero “spegnere” perché la loro presenza toglie una parte di imprevedibilità nelle corsa.

Hai parlato di sicurezza, non è un bel momento per i ciclisti sulle strade d’Italia. Secondo te che cosa si può fare per rendere la strada più sicura?

Guarda la speranza sono i giovani che hanno una cultura della sicurezza stradale maggiore di quella della mia generazione. Non c’è rispetto per i ciclisti, la gente non ha la pazienza di attendere il passaggio di un ciclista.

C’è  poi una vergogna che non posso tacere: la follia di gruppi su Facebook che inneggiano alla “caccia al ciclista”. Un fenomeno assurdo e pericolosissimo, da stroncare assolutamente.

Anche la situazione delle strada non aiuta la sicurezza?

Ci sono delle situazioni assurde che costringono i cosiddetti  “ciclisti della domenica” a dover rinunciare allo stare sul bordo della strada: buche e tombini sono davvero un pericolo per gli amanti delle due ruote. Ecco, anche le municipalità potrebbero intervenire per rendere più sicure le strade ma alla fine è tutta una questione di cultura che latita.

Ti ringrazio per la tua disponibilità e mi complimento per la bellezza del tuo libro che abbiamo recensito, davvero un vademecum indispensabile per conoscere tanti aneddoti legate alla corsa rosa!

 

Giro: le parole dei Big

Tappone Dolomitico oggi al Giro

Era il giorno del “tappone” Dolomitico al Giro d’Italia e le attese dei tanti appassionati lungo le strade sono state soddisfatte, tanti attacchi ma alla fine poche variazioni in classifica.

Soddisfatta la maglia rosa Tom Dumoulin: “Oggi è stata una giornata positiva, sono contento di non aver perso tempo da Nibali e Quintana che hanno attaccato ed erano sul loro terreno, certo alcuni avversari hanno guadagnato del tempo ma sono positivo in vista delle ultime tappe, oggi mi sentivo molto bene e non mi sono mai preoccupato nemmeno quando mi hanno attaccato Nibali e Quintana”.

Soddisfatto anche Vincenzo Nibali: “Questo giro è molto duro e sembra sempre di più una lunga partita a scacchi, Dumoulin sembra veramente il più forte di tutti ma c’è ancora terreno per provarci. L’olandese ha una grande condizione e sarà dura spodestarlo ma anche Quintana a tratti va fortissimo, se ne vedranno ancora delle belle”

La vittoria di tappa ha dato morale anche a Van Garderen “Per una qualche ragione nei primi giorni di gara il mio corpo non ha risposto come doveva ed è stato davvero frustrante perché ero venuto al Giro per fare classifica. Questa vittoria di tappa mi da un però tanto morale, è una grandissima esaltazione vincere una tappa dolomitica e questo mi permette di togliermi almeno una soddisfazione”

Gioia anche per Domenico Pozzovivo: “Posso tranquillamente dire che questo è il mio miglior Giro d’Italia di sempre. Nel finale eravamo tutti stanche morti, c’erano delle facce da paura ma io mi sono saputo controllare  e visto che eravamo tutti al limite ho sfruttato la stanchezza generale per provare a vincere la tappa ma forse era ormai tardi, ad ogni modo non mi posso lamentare di quello che ho fatto”

 

 

Giro: a Ortisei vince Van Garderen

Van Garderen vince ad Ortisei

Lo si aspettava ed è arrivato, il tappone dolomitico del Giro d’Italia , diciottesima frazione caratterizzata da una fuga partita sul Pordoi che ha visto tra i più attivi il nostro Diego Rosa, insieme a lui anche Manuele Boaro , Natnael Berhane  e Joey Rosskopf. I quattro guadagnano un po’ di terreno ma il gruppo dietro è pirotecnico e si forma un gruppetto di trentadue corridori all’inseguimento che vengono però ripresi poco prima dell’inizio del Passo Pordoi.

Dal plotone principale escono in salita Kanstantsin Siutsou, Dario Cataldo, Tejay Van Garderen, Pierre Rolland, Joe Dombrowski, Davide Villella, Jan Hirt, Alexander Foliforov, Andrey Amador, Winner Anacona, Ruben Plaza, Omar Fraile, Mikel Landa, Philip Deignan, Mads Pedersen e Jasper Stuyven  che riescono a riportarsi in testa sulla successiva discesa.

Sulla terza salita di giornata il gruppo di testa aumenta il ritmo tanto che rimangono solo Plaza, Van Garderen, Anacona, Dombrowski, Berhane, Hirt, Villella, Rosa, Landa a comandare le danze. Anche il gruppo maglia rosa aumenta il ritmo e a farne le spese fra i big è Bob Jungels che perde contatto fin dalle prime rampe della salita.

A 53 chilometri dalla conclusione Nairo Quintana rompe gli indugi provando un allungo e raggiungendo il compagno di squadra  Amador con cui riesce a guadagnare una ventina di secondi, a quel punto si muove Vincenzo Nibali che rientra velocemente su Quintana mentre Tom Dumoulin, sornione, attende il GPM per rientrare sui due rivali.

Si arriva così ai piedi della salita finale con Landa e Van Garderen che allungano sul resto dei fuggitivi. Dietro Amador prova ad aumentare il ritmo nel plotone, costringendo Yates a staccarsi. E’ il preludio all’attacco di Quintana che  insieme ad Anacona riesce a guadagnare solo una trentina di secondi per poi essere ripresi. Ci prova anche vincenzo senza risultato.

Dietro proseguono le schermaglie mentre Landa e Van Garderen si giocano la vittoria di tappa, con il successo finale che sorride all’americano.

In classifica Dumoulin continua a guidare con 31″ su Quintana, Nibali a 1’12”, Pinot a 1’36”, Zakarin a 1’58”, Pozzovivo a 2’07”, Mollema a 3’17”, Kruijswijk a 5’48”, Yates a 7’08” e Jungels a 7’24”.

 

Tour of Albania 2017, festa finale per Bongiorno

Manuel Bongiorno

Manuel Bongiorno

Il l Tour of Albania 2017 parla veramente italiano quest’anno grazie alla vittoria finale di Manuel Bongiorno (Sangemini – MgKvis) che si era imposto nella tappa regina e che ha difeso la maglia nell’ultima, impegnativa, tappa conquistata da un altro portacolori della nostra nazione: Davide Pacchiardo (GM Europa Ovini), abile a resistere al ritorno del gruppo, alle cui spalle si piazzano Pierpaolo Ficara (Amore&Vita – Selle SMP), seguito da Michele Gazzara e Davide Orrico, entrambi compagni di squadra del vincitore.

Giro: volano gli ascolti su TV e Web

Vincenzo Nibali trionfa a Bormio

La tappa dell’altro ieri al Giro d’Italia con le ascese del Mortirolo e due volte dello Stelvio, ha fatto registrare numeri da record per il Giro 100:

Su Rai 2 è stato registrato il più alto ascolto infrasettimanale del Giro degli ultimi 7 anni. Il “Giro all’arrivo” infatti (dalle 16.03 alle 17.09) ha raccolto il 22,99% di share pari a 2.515.600 telespettatori nel minuto medio e con picchi del 27,08% di share e quasi 3 milioni di telespettatori (2.915.509). Sempre nella giornata di ieri, nella propria fascia di messa in onda, il Giro risulta inoltre essere il secondo programma più visto della TV italiana

Sul sito giroditalia.it sono state oltre 5.000.000 le pagine uniche visualizzate con 745.000 utenti unici, mentre l’applicazione mobile ha avuto 3.000.000 di pagine uniche visualizzate con 140.000 utenti unici

Ieri il canale TV La Chaîne L’Equipe ha superato i propri record di ascolto, grazie alla tappa dello Stelvio: 640.000 ascoltatori in media dalle 12:32 alle 17:12, con share medio dello 7,9%. Impressionante il picco all’arrivo, con 1.100.000 telespettatori e il 16,5% di share, il che ha resto La Chaîne l’Equipe il canale TV più visto in Francia in quel momento

Tour des Fjords tappa a Van Gestel

Tour des Fjords 2017 nel segno di Van Gestel

Prima tappa al Tour des Fjords 2017, e vittoria del belga Dries Van Gestel, che fa per la prima volta centro da quando è un professionista. Il corridore della Vlaanderen – Baloise ha regolato un gruppo ristretto allo sprint, precedendo il ceco Daniel Turek (Israel Cycling Academy) e Héctor Saez (Caja Rural – Seguros RGA) mentre il primo degli italiani è stato  Andrea Pasqualon (Wanty – Groupe Gobert) giunto decimo.

Grazie al gioco degli  abbuoni, il primo leader della corsa non è il vincitore di tappa, ma Turek.

Pierre Rolland vince al Giro d’Italia

Pierre Rolland

Pierre Rolland conquista la 17ª tappa del Giro d’Italia 2017 con una fuga d’altri tempi partita al km zero assieme a Pavel Brutt (Gazprom-Rusvelo) e Matej Mohoric (UAE Team Emirates). Il gruppo non si interessa ai fuggitivi e il vantaggio già dopo pochi chilometri supera i quattro minuti. A quel punto tanti altri corridori provano a lanciarsi all’inseguimento, ma la Bahrain – Merida  chiude su tutti i tentativi.

Pierre Rolland  si gestisce alla perfezione, correndo con grande intelligenza l’intera frazione fino allo scatto decisivo, con il quale ha staccato i suoi compagni di avventura. Giunto ad una manciata di secondi dal corridore della Cannondale-Drapac, Rui Costa regola la volata dei battuti dopo il grandissimo lavoro dei suoi compagni di squadra, anche in favore di Jan Polanc, che grazie alla fuga recupera oltre cinque minuti, guadagnando posizioni importanti in classifica generale.